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	<title>Lega club Archivi - On Rugby</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
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		<title>A che punto siamo con la Lega di club?</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2018/09/13/a-che-punto-siamo-la-lega-di-club/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Pansardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Sep 2018 06:20:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serie A Elite]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Marusso]]></category>
		<category><![CDATA[Lega club]]></category>
		<category><![CDATA[San Donà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ne abbiamo parlato con il portavoce delle 12 squadre, Alberto Marusso: i prossimi passi da compiere e i traguardi raggiunti finora</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2018/09/13/a-che-punto-siamo-la-lega-di-club/">A che punto siamo con la Lega di club?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ma la Lega dei club, di cui si è tornati a parlare <a href="https://www.onrugby.it/2017/12/12/nasce-il-coordinamento-delle-societa-deccellenza-di-rugby-tra-sei-mesi-la-lega/" target="_blank" rel="noopener">dallo scorso dicembre</a>, a che punto è? &#8220;Stiamo lavorando sullo statuto, in virtù anche dell&#8217;inserimento di altre due squadre, in modo da regolamentare la cosa in vista delle promozioni e delle retrocessioni. È stata inviata una bozza a tutte le società, alla prossima riunione che ci sarà a breve (2-3 settimane circa) si deciderà come proseguire con il gruppo di lavoro e le rappresentanze&#8221;.</p>
<p>A rispondere alla nostra domanda, <a href="https://www.onrugby.it/2018/09/12/top-12-le-dichiarazioni-dei-capitani-alla-presentazione-del-torneo/" target="_blank" rel="noopener">con l&#8217;inizio del Top 12 2018/2019 alle porte</a>, è Alberto Marusso, presidente del San Donà ma anche portavoce di quel coordinamento tra i club italiani che aveva l&#8217;obiettivo di costituire nuovamente la Lega. A dicembre, con il primo comunicato, si esprimeva la volontà di costituire l&#8217;organismo sei mesi dopo: le possibilità di concretizzare per tempo il progetto ci sono state, come confermerà Marusso durante l&#8217;intervista, ma al momento i dodici club attorno al tavolo stanno vivendo ancora una fase che potremmo definire istruttoria.</p>
<p>Impiegare qualche mese in più non sembra rappresentare un grosso problema. &#8220;Ognuno di noi  ha tempi diversi. L&#8217;importante è avere uno scopo unico. Rispettiamo le esigenze di tutti, ma devo dire che tutto sommato c&#8217;è assolutamente comunione d&#8217;intenti. Lo statuto è necessario, perché avremo un&#8217;identità e un&#8217;oggettiva rappresentatività&#8221;.</p>
<p>&#8220;C&#8217;è chi è più decisionista, c&#8217;è chi è più riflessivo nel valutare. Ed è assolutamente condivisibile. L&#8217;importante è non fare forzature, perché sarebbero innaturali. Dobbiamo pensare a fare le cose come si deve: se ci mettiamo qualche mese in più, non cambia nulla&#8221;.</p>
<p><strong>Per Marusso non sono emersi punti particolarmente critici nelle discussioni</strong>, almeno per ora. &#8220;Sono stati trattati punti di formale gestione, come i calendari e la denominazione dei tornei. Adesso bisognerà trovare un&#8217;identità, un equilibrio e soprattutto, nel momento in cui verrà costituita ufficialmente, individuare chi farà cosa: chi terrà i rapporti con la Federazione, ad esempio. Ci sono idee che verranno messe sul piatto. Quel che è stato fatto fino ad oggi è frutto di iniziative che non necessitavano di una formale istituzione; quando la faremo, prenderemo in mano situazioni più delicate&#8221;.</p>
<p>&#8220;Sarà anche l&#8217;occasione di definire nomi e incarichi&#8221; &#8211; continua Marusso. E in un movimento che avrebbe assoluto bisogno di dirigenti e manager qualificati, Marusso apre anche a possibili figure esterne: &#8220;Non è escluso, soprattutto per quanto concerne l&#8217;aspetto della comunicazione. Dovremo fare anche i conti con il nostro budget, ma l&#8217;ambizione è quella di avere una forza propria&#8221;.</p>
<p>Una Lega di club, in molte occasioni, si porrà presumibilmente dal lato opposto del tavolo rispetto alla FIR, ma per Marusso l&#8217;organo federale &#8220;non la vede come una contrapposizione. Il principio che muove tutta questa cosa è quello di fare il bene del rugby nazionale. Se bisogna passare anche per dei confronti per migliorare il movimento, perché no. Non c&#8217;è contrapposizione, ma voglia di collaborazione. Nella normale routine di chi lavora si può non essere d&#8217;accordo, si possono avere punti di vista differenti ma si deve remare nella stessa direzione&#8221;. Il contributo che la Federazione verserà ai club, intanto, non muterà nella somma totale, ma &#8220;verrà diviso per dodici e non per dieci&#8221;, come aveva già confermato qualche settimana fa lo stesso Marusso.</p>
<p><strong>Una direzione comune si vede nella gestione dei permit player</strong>, dove si è passati dalle parole ai fatti con diversi giocatori del Top 12 che si alleneranno con Benetton e Zebre per una parte della settimana, prima di fare ritorno al club di appartenenza. Un indubbio passo in avanti che Marusso attribuisce proprio a questa unione di società. &#8220;Finalmente siamo riusciti a sederci attorno ad un tavolo e a partorire questa situazione, che anno dopo anno sta trovando apprezzamento da tutti gli attori, che la stanno metabolizzando sempre meglio. Se le franchigie stanno bene, sta bene la nazionale e sta bene tutto il movimento&#8221;.</p>
<p>Chiarito il passaggio dal Top 12 al Pro14, <strong>resterebbe da definire il percorso inverso</strong>, ma i tempi non sono ancora maturi. &#8220;Ci sono alcuni problemi formali, di doppio tesseramento ma anche di un oggettivo mantenimento di equità ed equidistanza da parte della Federazione. Ci sono aspetti da curare con la dovuta attenzione sia con la FIR, sia con le franchigie, sia con i club. Per ora non si farà, non vogliamo fare forzature in questo senso&#8221;.</p>
<p><strong>M-Three Satcom</strong>,<strong> invece, è la novità della stagione 2018/2019</strong>, a cui la Federazione ha affidato la produzione degli incontri del Top 12, <a href="https://www.onrugby.it/2018/09/11/top-12-presentato-a-milano-il-campionato-2018-2019/" target="_blank" rel="noopener">visibili in streaming sulle piattaforme social federali</a>. La trattativa con l&#8217;azienda (che da anni non è più sponsor del San Donà, società di cui Marusso è presidente) ha visto il coinvolgimento diretto dei club proprio attraverso il suo portavoce, che spiega come sono andate le cose.</p>
<p>&#8220;Già da giugno ci eravamo mossi, perché allora non era escluso che si potesse già formare giuridicamente la lega. Così non è stato, ma non ha influito. Il nuovo accordo non ha portato a costi maggiori (a carico della Fir, ndr), mentre invece aumenteranno le telecamere. Il compromesso è stato ottimo. Poi andando a fondo nella questione, si aprono una serie di possibilità e opportunità che sono oggettivamente enormi. È stato un affare per tutti. In futuro l&#8217;obiettivo è di avere un canale proprio, per fare tante altre cose&#8221;.</p>
<p><strong>A proposito delle partite in streaming</strong>, Marusso precisa inoltre che &#8220;i commentatori saranno gestiti direttamente dalle società. Molto probabilmente, salvo eccezioni, saranno mantenute le stesse voci. Per San Donà sarà così, ma anche per Lazio e Calvisano, per esempio&#8221;.</p>
<p>Passando al campionato, chiediamo al presidente del San Donà anche un commento sulle possibili gerarchie del torneo e sul ruolo della squadra biancoazzurra. &#8220;Noi abbiamo cambiato tanto, ma al momento faccio fatica a ipotizzare una situazione chiara. Dobbiamo aspettare le prime partite; il pre campionato comunque è stato positivo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Vedo un Calvisano, oggettivamente rinforzato in maniera importante, e il Petrarca su tutte. Poi Rovigo, Fiamme Oro&#8230; Deciderà il campo. Giocherei sempre delle triple per ogni sfida. Quest&#8217;anno poi giocheremo sempre tra campionato e coppa e passeremo da 22 a 26 partite minimo. Non sono poche, per cui ci saranno diverse variabili, tra cui la gestione atletica del gruppo. Capiremo qualcosa in più nelle prime di campionato&#8221;.</p>
<p><strong>Daniele Pansardi</strong></p>
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		<title>Miopia, gelosie e &#8220;divide et impera&#8221;: perché si parla poco di Lega di Club?</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/07/26/miopia-gelosie-e-dividi-et-impera-perche-si-parla-poco-di-lega-di-club/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Wilhelm]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2016 07:19:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rugby Azzurro]]></category>
		<category><![CDATA[Club]]></category>
		<category><![CDATA[FIR]]></category>
		<category><![CDATA[Lega club]]></category>
		<category><![CDATA[premiership]]></category>
		<category><![CDATA[Rfu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Inghilterra le società strappano un ricchissimo accordo con la RFU. Dalle nostre parti invece...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/07/26/miopia-gelosie-e-dividi-et-impera-perche-si-parla-poco-di-lega-di-club/">Miopia, gelosie e &#8220;divide et impera&#8221;: perché si parla poco di Lega di Club?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Facciamo il gioco &#8220;trova le differenze&#8221;: <a title="RFU-Premiership: siglato nuovo accordo da 200 milioni di sterline" href="https://www.onrugby.it/2016/07/25/rfu-premiership-siglato-nuovo-accordo-da-200-milioni-di-sterline/" target="_blank">in Inghilterra siglato un accordo tra RFU e Premiership della durata di 8 anni e valido per oltre 200 milioni di sterline</a> che la prima verserà alla seconda. Quali sono gli aspetti che sottolineano una marcata divergenza tra quello che avviene al di qua delle Alpi e al di là della Manica?<br />
Vabbé, i 200 milioni di sterline sono fin troppo facili. Ma quella cifra &#8211; superiore al budget FIR di almeno 6 annualità &#8211;<strong> è figlia di un movimento che per storia, profondità e larghezza non è paragonabile a nessun altro al mondo, figuriamoci al nostro. Un gap talmente marcato ed eccessivo che diventa inutilizzabile sotto ogni aspetto</strong>. Gli unici in tutta Ovalia che possono ambire a numeri simili sono i francesi. Il succo quindi è: di cosa stiamo parlando? Prendiamo quindi quei 200 milioni e mettiamoli via.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altra differenza: 8 anni di durata. Ecco, qui invece dei paragoni è possibile farli. Da noi è più facile incontrate per strada un unicorno a pois piuttosto che vedere o leggere di un accordo di quella importanza che copre un arco temporale così lungo. <strong>Ma non è solo un problema del rugby, è una cosa che riguarda un po&#8217; tutti gli ambienti e i settori, un qualcosa che tocca la nostra cultura in senso lato</strong>: i bizantinismi alle nostre latitudini si sono sempre visti e sono parecchio apprezzati, accordi di lunga durata non consentono di tenere porte e finestre aperte. Dalle nostre parti 3/4 anni sono considerati già un&#8217;era geologica, 8 sono addirittura impensabili (eppure a volte sarebbero necessari).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>E poi c&#8217;è il terzo punto, ovvero che a fronte dei due attori inglesi di questo <em>agreement</em> &#8211; la RFU e la Premiership &#8211; noi possiamo rispondere solo con uno, la FIR.</strong> Come è noto da noi la Lega dei Club è affondata sul finire della prima decade di questo secolo con la federazione che non si è certo prodigata per salvarla (ma d&#8217;altronde perché avrebbe dovuto farlo? Perché salvare un vero e proprio contropotere?), anzi, ma le prime responsabili sono le stesse società, tanto brave a curare il proprio orticello quanto poco propense a guardare al di là del proprio naso. Ma d&#8217;altronde non importa che il proprio giardinetto sia angusto, quello che conta è che quello del vicino non sia più grande. O no? Ragionamento forse molto pratico (la parola &#8220;forse&#8221; va sottolineata un migliaio di volte&#8230;) ma altrettanto ottuso e poco lungimirante. E di gran moda qui in Italia.<br />
<strong>E in effetti non ci vengono in mente tanti club o presidenti che in questi anni ne abbiano parlato o che si siano prodigati per dare il via a una ricostruzione di quell&#8217;istituzione.</strong> Qualcuno, in qualche sparuta intervista ne ha fatto un qualche accenno che poi ha però lasciato il tempo che trovava. A ben vedere gli unici a parlarne con una certa continuità sono stati i media: noi di OnRugby sicuramente, ma siamo in buona compagnia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra qualche mese ci saranno le elezioni federali, quale miglior momento per affrontare di nuovo l&#8217;argomento? Eppure spulciando i programmi dei contendenti solo Pronti al Cambiamento (che sostiene la candidatura di Marzio Innocenti) ne ha scritto nero su bianco. Ecco cosa leggiamo:</p>
<p><em>Promuovere la formazione delle Leghe delle Società come controparte e confronto dell’attività Federale.</em><br />
<em>Immediata istituzione della Lega delle società di Eccellenza, con compiti di gestione delle attività di marketing, sponsorship e merchandising del campionato, fino ad arrivare alla gestione del campionato stesso.</em><br />
<em>Favorire, nel breve periodo, anche il raggruppamento delle società di serie A e forme di scambio anche tra le società di B e C.</em><br />
<em>Rimuovere il pregiudizio culturale che considera le Leghe in antitesi alla Federazione, mentre devono essere considerate parte attive del progetto di crescita.</em></p>
<p>Dal sito di Terre Ovali o nel programma di Gianni Amore recentemente diffuso non abbiamo trovato nulla, almeno per il momento. Intendiamoci subito e sgombriamo il campo dagli equivoci: <strong>siamo certi che entrambe le realtà guardano con favore alla nascita di una Lega di Club, registriamo solo l&#8217;assenza dalla documentazione ufficiale scritta </strong>(e se la cosa invece ci è sfuggita ce ne scusiamo in anticipo).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A questo sito pare poi particolarmente importante il terzo punto sottolineato da Pronti al Cambiamento, <strong>ovvero l&#8217;aspetto culturale di una contrapposizione che dalle nostre parti è spesso stata intesa come una guerra per bande</strong>. Un approccio &#8211; anche qui &#8211; dal respiro molto corto e caratterizzante di tanti/troppi aspetti di un diffuso modo di essere italiani. E che ovviamente non può portare a grandi risultati: sarà una banalità, ma secondo voi i club inglesi senza una degna rappresentanza avrebbero mai strappato un simile accordo?<br />
Ci ripetiamo: serve uno scatto da parte di tutto il movimento, non solo di uno o più candidati alla presidenza FIR. <strong>Quello della Lega Club è un tema-cardine per lo sviluppo del nostro rugby ed è la base tutta ad avere l&#8217;obbligo di farsene portatrice</strong>. Non si può attendere la federazione, che in questo senso non si muoverà mai per prima o in maniera autonoma, e va detto che non è nemmeno compito suo. E poi avete mai sentito parlare di <em>divide et impera</em>?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il Grillotalpa</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/07/26/miopia-gelosie-e-dividi-et-impera-perche-si-parla-poco-di-lega-di-club/">Miopia, gelosie e &#8220;divide et impera&#8221;: perché si parla poco di Lega di Club?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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