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	<title>Jamie Elliott Archivi - On Rugby</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
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		<title>Zebre, Jamie Elliott racconta la sua esperienza italiana</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2021/01/27/zebre-jamie-elliott-racconta-la-sua-esperienza-italiana/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Floccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2021 11:06:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Zebre Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Jamie Elliott]]></category>
		<category><![CDATA[zebre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il trequarti inglese ha parlato delle ultime stagioni trascorse a Parma: "Sono molto contento di essere qui, un'esperienza che fa bene"</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2021/01/27/zebre-jamie-elliott-racconta-la-sua-esperienza-italiana/">Zebre, Jamie Elliott racconta la sua esperienza italiana</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In una lunga intervista rilasciata al sito del Pro14 Jamie Elliott ha raccontato la sua esperienza in Italia, dove gioca dal 2018 con la franchigia ducale. Tutto questo in una situazione estremamente particolare come quella che da ormai un anno tutta Europa sta vivendo con la pandemia, e per Elliott la distanza da casa. Il trequarti inglese ha detto: “Come sempre quando vai in un paese diverso dal tuo impari cose nuove, ma senza mai dimenticare che il motivo della tua presenza è quello di essere performante su un campo da rugby. Con le Zebre mi sto trovando molto bene e sento di crescere, per quello ho voluto restare qui”. Jamie ha disputato una signora carriera in Inghilterra, con otto stagioni a Northampton, oltre 100 presenze e ben 33 mete, prima che un infortunio ne rallentasse il cammino. Dopo aver disputato qualche mese a Bedford nel 2018, ha raccontato com’è nata l’idea di passare alle Zebre: “David Sisi mi ha contattato dicendo se mi andasse di venire a Parma, le Zebre avevano qualche infortunio al momento, ed entrambi avevamo bisogno a vicenda uno dell’altro. Mi sono sicuramente divertito sia a Northampton che a Bedford, ma ho voluto provare a cambiare tutto venendo in Italia”.</p>
<p><strong>Leggi anche:<a href="https://www.onrugby.it/2021/01/26/pro14-ecco-il-calendario-della-seconda-parte-del-torneo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Il calendario della seconda parte di stagione del Pro14</a></strong></p>
<p>Come sempre però in queste situazioni ci vuole un periodo di adattamento, ed Elliott ha detto come dopo i primi mesi al termine della stagione 2018/19 si sia sentito completamente integrato nel sistema Zebre: “C’è un bel gruppo straniero, ben integrato con tutti i giocatori italiani. Ricordo che al mio arrivo Michael Bradley mi portò fuori per farmi conoscere Parma, i suoi ristoranti e anche come non prendere delle multe! Una volta sistemate tutte le questioni amministrative mi sono sentito davvero parte delle Zebre”.</p>
<p>La seconda parte della scorsa stagione, come tutti sanno, è stata però bloccata perché funestata dalla situazione sanitaria, ed Elliott ha detto: “Peccato perché stavamo iniziando a mettere insieme risultati interessanti. Ricordo che quando è stato annunciato il lockdown io ero in Inghilterra perché avevamo una settimana libera, e allora sono rimasto in quei mesi a Bedford con la mia famiglia. Sicuramente questo mi ha aiutato”. In tutto questo ha ringraziato la dirigenza delle Zebre, che gli ha permesso di rimanere oltre manica.</p>
<p><strong>Guarda anche: <a href="https://www.onrugby.it/2021/01/24/pro14-gli-highlights-di-zebre-edimburgo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gli highlights dell&#8217;ultima partita delle Zebre contro Edimburgo</a></strong></p>
<p>Adesso che è arrivato alla sua terza stagione con la franchigia ducale, il trequarti è convinto del fatto che la squadra abbia ottime potenzialità, <a href="https://www.pro14.rugby/latest/exclusive-interview/elliott-loving-italian-experience" target="_blank" rel="noopener noreferrer">e che la scelta di venire in Italia sia stata importante per lui</a>: “Penso che un’esperienza del genere possa anche migliorarti come persona. Ti metti in gioco, sei fuori dalla tua comfort zone, giochi in un campionato diverso che magari prima non conoscevi, insomma ti obbliga a darti davvero da fare”.</p>
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		<title>World Rugby ha posticipato l&#8217;entrata in vigore delle nuove norme sull&#8217;eleggibilità</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2020/08/10/world-rugby-eleggibilita-prolungata/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Calamai - OnRugby.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2020 13:17:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rugby Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Jamie Elliott]]></category>
		<category><![CDATA[joshua renton]]></category>
		<category><![CDATA[ratuva tavuyara]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si passerà dai 3 ai 5 anni di residenza per essere convocati solo al termine del 2021</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/08/10/world-rugby-eleggibilita-prolungata/">World Rugby ha posticipato l&#8217;entrata in vigore delle nuove norme sull&#8217;eleggibilità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>World Rugby ha deciso di posticipare l&#8217;entrata in vigore delle nuove norme sull&#8217;eleggibilità di giocatori. Nel maggio del 2017 la federazione internazionale<a href="https://www.onrugby.it/2017/05/10/eleggibilita-world-rugby-cambia-periodo-di-residenza-esteso-a-60-mesi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> aveva deciso</a> di cambiare la durata del periodo di residenza necessario per raggiungere lo status di equiparato da 3 a 5 anni.</p>
<p>La data in cui <a href="https://www.onrugby.it/2020/06/19/eleggibilita-nel-rugby-internazionale-uno-sguardo-tra-equiparati-e-oriundi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tale cambiamento</a> avrebbe dovuto avere luogo era stata fissata per il 31 dicembre 2020. Ergo, tutti i giocatori che avessero modificato la propria residenza entro il 31 dicembre 2017 e avessero soddisfatto tutti gli altri requisiti, avrebbero potuto essere equiparabili. Due esempi sono Monty Ioane e Hame Faiva, entrambi arrivati in Italia nell&#8217;autunno del 2017 e quindi <em>azzurrabili</em> allo scadere dei 3 anni di residenza.</p>
<p>Ora World Rugby <a href="https://www.telegraph.co.uk/rugby-union/2020/08/09/world-rugby-delays-increasing-residency-rule-five-years-due/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha deciso di spostare la </a><em>deadline </em>di un anno, al 31 dicembre 2021. La motivazione addotta dalla federazione internazionale è l&#8217;eccezionale situazione venutasi a creare a causa della pandemia. Sarà quindi possibile equiparare tutti quei giocatori che hanno assunto la residenza nel paese entro il 2018.</p>
<h4>Chi ne trae vantaggio</h4>
<p>A beneficiarne immediatamente potrebbe essere la Scozia, che potrà così convocare tra le propria fila il forte pilone di Edinburgh Pierre Schoeman. Sudafricano, ex under 20 Springboks, il prima linea avrebbe dovuto attendere fino al 2023, essendo arrivato nella capitale scozzese nell&#8217;estate del 2018. Questa modifica lo renderà invece eleggibile per la nazionale del Cardo nel 2021, dopo il Sei Nazioni.</p>
<p>Schoeman si è già in passato detto intenzionato a raggiungere il palcoscenico internazionale con la Scozia, indipendentemente da quanto tempo dovesse attendere per guadagnare l&#8217;eleggibilità.</p>
<p>Anche il Giappone <a href="https://t.co/yPYQZPXrun?amp=1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">potrebbe immediatamente sfruttare</a> la posticipazione della riforma: Jamie Joseph andrà in ritiro fra alcune settimane con una squadra di oltre 50 giocatori per preparare il torneo a 8 squadre di novembre, portando alcuni giocatori in via di equiparazione.</p>
<h4>In Italia</h4>
<p>Lo spostamento della data limite coinvolge tre giocatori che diventerebbero potenzialmente eleggibili per l&#8217;Italia a 2021 inoltrato, esattamente come Schoeman.</p>
<p>Si tratta del Leone Ratuva Tavuyara e delle Zebre Joshua Renton e Jamie Elliott. I tre non sono stati catturati da nessuna altra nazionale e hanno iniziato la loro residenza in Italia al termine dell&#8217;estate 2018. Se fossero interessati a rappresentare l&#8217;Italia, potrebbero essere a disposizione dello staff azzurro, che a quel punto valuterà se poi includerli nel gruppo della nazionale.</p>
<p>Discorso diverso per Dewaldt Duvenage. Il mediano di mischia gioca a Treviso dal 2018, ma avendo rappresentato il Sudafrica A, la seconda rappresentativa degli Springboks, è eleggibile solo per il proprio paese di nascita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/08/10/world-rugby-eleggibilita-prolungata/">World Rugby ha posticipato l&#8217;entrata in vigore delle nuove norme sull&#8217;eleggibilità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Due rinnovi importanti in casa Zebre</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2020/05/07/due-rinnovi-importanti-in-casa-zebre/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Floccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2020 10:31:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Zebre Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Guinness Pro14]]></category>
		<category><![CDATA[Jamie Elliott]]></category>
		<category><![CDATA[joshua renton]]></category>
		<category><![CDATA[Zebre Rugby Club]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Joshua Renton e Jamie Elliot resteranno a Parma anche nella prossima stagione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/05/07/due-rinnovi-importanti-in-casa-zebre/">Due rinnovi importanti in casa Zebre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la stagione ancora sospesa, e nonostante l’assenza di certezze su un’eventuale ripresa del Pro 14 nelle prossime settimane, le Zebre continuano a muoversi guardando al futuro. Sono infatti ufficiali le conferme di due giocatori stranieri che si sono messi in luce nelle ultime edizioni del campionato celtico: il mediano di mischia Joshua Renton e il versatile trequarti inglese Jamie Elliot, i quali rimarranno a Parma almeno fino al 30 giugno 2021. Una doppia firma che, <a href="https://www.onrugby.it/2020/04/22/antonio-rizzi-e-ufficialmente-un-giocatore-delle-zebre-rugby/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dopo l’annuncio dell’arrivo di Antonio Rizzi da Treviso</a>, va a delineare sempre di più il roster dei multicolor.</p>
<p><strong>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2020/03/22/la-rosa-delle-zebre-rugby-20-21-in-aggiornamento/">La rosa delle Zebre Rugby per la stagione 2020/21</a></strong></p>
<p>Partiamo da Renton che, originario della regione di Otago, lì ha mosso i primi passi su un campo da rugby. Nel 2015, dopo aver fatto parte l’anno precedente dei Baby Blacks nel Mondiale U20, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=QAJUoBnDWQU" target="_blank" rel="noopener noreferrer">raggiunse l’accordo con gli Highlanders</a>, potendo dunque affacciarsi al mondo del Super Rugby. 8 le presenze per lui con la maglia della franchigia di Dunedin, avendo anche la prestigiosa opportunità di sfidare i British &amp; Irish Lions durante la loro tournée del 2017 nella terra neozelandese. È dell’autunno 2018 la sua firma con le Zebre, con le quali giocando in Pro14 e Challenge Cup ha raccolto 31 presenze, segnando anche 3 mete. Queste le sue parole sul rinnovo che lo vedrà ancora protagonista con la franchigia federale: “Sono entusiasta di firmare per un altro anno con le Zebre, squadra che mi ha concesso l’opportunità di competere in un torneo di assoluto rilievo come il Guinness PRO14. Finora è stata una bella esperienza anche fuori dal campo: i miei compagni di squadra si sono mostrati accoglienti e disponibili nei miei confronti fin dal mio arrivo. Nelle Zebre vedo un potenziale di gioco in costante crescita, specie dopo alcune belle vittorie ottenute recentemente, per cui non vedo l’ora di tornare ad allenarmi e a dare continuità al buon lavoro svolto sin qui”.</p>
<p><strong>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2020/04/22/il-mercato-delle-zebre-rugby-e-vivo/">Uno sguardo d&#8217;insieme sul mercato delle Zebre</a></strong></p>
<p>È diverso, ma non meno prestigioso, il cammino di Jamie Elliot, che è cresciuto nell’academy dei Northampton Saints arrivando a 18 anni a debuttare (trovando subito la meta) con la prima squadra. Era il novembre 2011, e i Saints sono stati la sua casa per otto stagioni, nelle quali ha messo insieme ben 155 presenze, segnando in totale 24 mete nel massimo campionato inglese. Anche lui, al pari di Renton, è sbarcato a Parma nel 2018: aveva iniziato la stagione coi Bedford Blues della Championship prima di ricevere la chiamata italiana. Con la divisa zebrata sono 34 i suoi caps, e 7 le marcature pesanti, 4 delle quali nella stagione interrotta 2019/20. Le parole di Jamie Elliott: “Per me è stata una decisione facile, come squadra stiamo crescendo e trovando sempre più affiatamento dentro e fuori dal campo. Mi piace la vita in Italia e il gioco delle Zebre, è un modo di interpretare il rugby molto espansivo che mi permette di mettermi in mostra come giocatore. Spero che in Italia siano tutti al sicuro in questo particolare momento difficile e non vedo l’ora di rivedere i miei compagni di squadra e di tornare a giocare con il mio club”.</p>
<p><strong>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2020/05/06/roselli-moretti-zebre-allenatori/">Franco Smith conferma che Roselli e Moretti andranno alle Zebre</a></strong></p>
<p>Su questo duplice rinnovo, che arricchisce di fosforo e talento il roster delle Zebre, è intervenuto il team manager della franchigia Andrea De Rossi: “Sono due giocatori che ricoprono ruoli diversi in campo, ma che hanno avuto un percorso di crescita molto simile. Elliott si è messo in mostra nel massimo campionato inglese come ala, ma devo dire che una volta arrivato alle Zebre ha dimostrato di essere un giocatore estremamente duttile, oltre che molto serio e professionale. Si è inserito fin da subito nello spogliatoio e il suo rinnovo non è mai stato messo in dubbio. Lo stesso discorso vale per Renton, anch’egli capace di ricoprire più posizioni in campo, come quella di mediano d’apertura come già successo quest’anno. E’ dotato di una buona tecnica, oltre che di una spiccata rapidità di gioco e personalità, per cui ci è piaciuto fin da subito. Al suo arrivo in Italia ha dimostrato inoltre di possedere una grande leadership ed è anche per questo motivo che è stato facile trovare insieme l’accordo sul rinnovo. Ci fa piacere che entrambi abbiano manifestato la volontà di continuare il loro percorso con le Zebre”.</p>
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		<title>Zebre: i 3 migliori stranieri in epoca celtica &#8211; Trequarti</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2020/04/24/zebre-i-3-migliori-stranieri-in-epoca-celtica-trequarti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Calamai - OnRugby.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 06:58:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Zebre Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Jamie Elliott]]></category>
		<category><![CDATA[leonard]]></category>
		<category><![CDATA[sinoti sinoti]]></category>
		<category><![CDATA[trequarti]]></category>
		<category><![CDATA[zebre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quali sono stati gli acquisti dall'estero rivelatisi più utili in casa multicolor?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/04/24/zebre-i-3-migliori-stranieri-in-epoca-celtica-trequarti/">Zebre: i 3 migliori stranieri in epoca celtica &#8211; Trequarti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C’era una volta un rugby italiano che, nel selvaggio momento intermedio di passaggio fra dilettantismo e professionismo, poteva mettere sul piatto preziosi denari e attirare dagli antipodi alcuni fra i migliori giocatori del mondo ovale.</p>
<p>Una potenza economica, quella degli anni Novanta, che si è andata disgregando tanto per motivi endogeni quanto per il radicale cambiamento di contesto del mondo sportivo e non. Nel corso degli anni Duemila, le squadra italiane non hanno comunque smesso di attingere dall’estero per irrobustire le proprie fila. Alle volte cercando nomi importanti in grado di fare da chioccia e lasciare qualcosa del loro passaggio, altre sperando di pescare il diamante grezzo da portare alla luce. I risultati sono stati altalenanti, sia nel mondo pre-rivoluzione celtica che dopo il passaggio di Benetton e Aironi (Zebre poi) alla competizione con le franchigie irlandesi, gallesi, scozzesi e adesso sudafricane.</p>
<p>Abbiamo provato a fare un breve elenco dei migliori giocatori arrivati dall’estero per militare nelle due franchigie italiane. Fra i candidati abbiamo considerato anche coloro che poi sono stati equiparati e hanno rappresentato la nazionale italiana a livello internazionale, a condizione che abbiano partecipato all’avventura celtica. Abbiamo estratto tre nomi per reparto per ognuna delle due squadre: <a href="https://www.onrugby.it/2020/04/21/benetton-i-3-migliori-stranieri-in-epoca-celtica-i-trequarti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dopo i 3 migliori trequarti dei Leoni</a>, ecco quelli delle Zebre Rugby.</p>
<p><strong>Brendon Leonard</strong></p>
<p>Forse il giocatore estero che ha avuto un maggiore impatto sulla franchigia di Parma è stato il neozelandese Brendon Leonard, ex All Black. Forse non il nome più altisonante in assoluto arrivato alle Zebre, visto che dopo di lui ci sono stati un altro paio di elementi importanti come Luke Burgess, già mediano di mischia dell&#8217;Australia, e Mils Muliaina, estremo da 100 caps con la Nuova Zelanda. Sicuramente quello che ha dato di più in termini di prestazioni.</p>
<p>Quando hai una squadra giovane, con atleti che devono crescere e affrontare un livello superiore alle loro abitudini, quello che vuoi nella tua rosa è un professionista esperto, un giocatore di classe proprio nel centro nevralgico della formazione.</p>
<p>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2013/07/09/brendon-leonard-intervista-allall-blacks-che-divenne-una-zebra/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Brendon Leonard, intervista all&#8217;All Blacks che divenne una Zebra</a></p>
<p>Leonard arriva a Parma a 28 anni, nel 2013. La sua carriera internazionale è già terminata a causa di una serie di infortuni che gli hanno sostanzialmente impedito di concorrere a un posto nella rosa degli All Blacks campioni del mondo due anni prima, ma, liberatosi dei numerosi acciacchi, è nel fiore degli anni di uno sportivo e lo dimostra con una serie di grandissime prestazioni, ancorché perdenti nella maggior parte dei casi.</p>
<p>In due stagioni mette insieme 48 presenze e 6 mete, giocando 3197 minuti. Una sua meta a fine incontro risulta decisiva per la vittoria delle Zebre a Cardiff contro i Blues nel 2013, replicando anche a Parma per bissare il successo sui gallesi. Infine, mette la firma anche nella vittoria contro gli Ospreys in casa, nel miglior risultato di quella stagione zebrata. In pratica è una sentenza: se segna Leonard, le Zebre vincono.</p>
<p>Se ne andrà da Parma dopo due anni, per passare proprio agli Ospreys. Rimarrà tre stagioni a Swansea, prima di tornare nella natia Nuova Zelanda, a Taranaki, per un ultimo giro di giostra.</p>
<p><strong>Sinoti Sinoti</strong></p>
<p>Macchina del tempo e passo indietro non indifferente per ricordarsi del trequarti samoano internazionale (9 caps con la selezione del pacifico, ndr) Sinoti Sinoti. Due per lui le stagioni disputate in Italia, nell&#8217;allora Pro12: una con la maglia degli Aironi (2011-2012) e una con le neonate Zebre (2012-2013), per un totale di 37 presenze, condite da 6 mete e 30 punti complessivi.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/ppPSU3lkgVY" width="853" height="480" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Elettricità, elusività e un sidestep di primo livello come si vede in questa azione contro Leinster: queste le caratteristiche di un giocatore che poi, lontano dall&#8217;Italia, ha proseguito la sua carriera con le casacche del Wellington (luogo nativo del classe 1985), in Nuova Zelanda, e soprattutto dei Newcastle Falcons.<br />
In maglia bianconera, il giocatore del Pacifico &#8211; sotto la guida di coach Gajan &#8211; provò a reinventarsi<a href="https://www.onrugby.it/2012/09/25/sinoti-sinoti-una-zebra-che-prova-a-farsi-estrema/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> passando dalla posizione di ala a quella di estremo,</a> con risultati più che discreti mostrandosi disponibile ad un apprendimento tattico dispendioso soprattutto a livello mentale.</p>
<p>Di Sinoti Sinoti rimane il ricordo di una grande empatia con i supporter zebrati, che spesso avevano la possibilità di intrattenersi con lui, e la voglia di cercare costantemente un nuovo limite nelle sue performance che potesse aiutare le Zebre a fare meglio.<br />
Un giocatore così probabilmente sarebbe stato un tassello perfetto nel sistema di gioco dell&#8217;attuale squadra di Michael Bradley, ma questo purtroppo non potremo mai saperlo. La cosa sicura invece è che il samoano ha lasciato un segno come pochi trequarti stranieri hanno fatto nella storia delle Zebre.</p>
<p><a href="https://www.onrugby.it/2020/04/22/antonio-rizzi-a-treviso-sono-diventato-un-uomo-a-parma-voglio-mostrare-le-mie-qualita-e-piu-minuti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Antonio Rizzi: &#8220;A Treviso sono diventato un uomo. A Parma voglio dimostrare il mio valore e più minuti in campo&#8221;</a></p>
<p><strong>Jamie Elliot</strong></p>
<p>La concorrenza nella corsa al terzo posto non è certamente delle più spietate, se pensiamo alle tante delusioni accumulate dalle Zebre con il reclutamento dei trequarti stranieri (qualche nome sparso: Ratuvou, Muliaina, Baker i più noti) e alla mediocrità di molti altri elementi. Alcuni sembravano promettere bene (van Zyl, Greeff), ma le promesse sono rimaste tali, e in generale il reparto arretrato è sempre stato trascinato prevalentemente dagli autoctoni. Quando le Zebre hanno ingaggiato Jamie Elliott, nel novembre 2018, il curriculum del trequarti ex Northampton Saints faceva presagire a un’inversione di tendenza: l’allora 26enne inglese si presentava a Parma con una sfilza di infortuni sulla cartella clinica, ma anche con delle qualità tecniche e atletiche di un certo rilievo per la franchigia federale. Complice la scarsa profondità del reparto, Elliott ha impiegato ben poco per prendersi una maglia da titolare che, di fatto, non ha quasi più lasciato fino a due mesi fa. Il suo impatto non è sempre stato indimenticabile e, soprattutto nella seconda parte della stagione 2018/2019, il suo rendimento ha risentito della generale incapacità della squadra di produrre qualcosa di buono. L’inglese è però cresciuto con il passare delle settimane e, nonostante le poche prestazioni davvero trascendentali, si è progressivamente ben distinto per una certa solidità nel suo gioco, aumentata con il passare dei mesi soprattutto nel miglior periodo delle Zebre 2019/2020 da inizio dicembre in avanti.</p>
<p>L’impressione, tuttavia, è che potremmo aver visto solo una parte delle qualità di Elliott, soprattutto per le sue capacità di accelerazione e di rottura delle difese avversarie. Il tempismo con cui è arrivato alle Zebre non è certamente stato dei migliori, perché in quel periodo i ducali stavano attraversando il loro apice per quanto riguarda la sterilità offensiva. E non poteva essere certamente lui a trascinare la squadra. Nel momento in cui le Zebre hanno ritrovato maggiore smalto, anche Elliott è salito di colpi e, pur senza troppe prestazioni da standing ovation, merita forse di essere in questa short list, che certifica comunque le difficoltà delle Zebre nel tempo di portare avanti una campagna acquisti sul fronte &#8211; nella linea arretrata &#8211; concreta e vincente sul medio periodo.</p>
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		<title>Pro14: le Zebre dominano contro i Dragons e tornano finalmente alla vittoria</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2019/11/30/pro14-zebre-rugby-dragons-vittoria/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Pansardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Nov 2019 18:59:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Zebre Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Canna]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Padovani]]></category>
		<category><![CDATA[Jamie Elliott]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trecentocinquanta giorni dopo i ducali tornano alla vittoria. A Newport gli italiani vincono con un largo 12-39 segnando cinque mete</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Zebre e Dragons tornano ad affrontarsi a quasi due mesi di distanza dalla gara di andata giocata a Parma, vinta nettamente dai gallesi nonostante il vantaggio iniziale della franchigia ducale. Anche a Newport sono le Zebre a partire meglio: gli ospiti Le Zebre hanno subito una prima occasione dopo un break di Elliott in mezzo al campo, che però non trova continuità nell&#8217;offload per Zilocchi, a cui sfugge il pallone. Il possesso è sempre delle Zebre in questi primi minuti e, anche se i bianconeri sono piuttosto disordinati, trovano la meta del vantaggio..</p>
<p>Mbandà è furbo nel vedere un varco attorno al breakdown e corre per tanti metri, senza però premiare il sostegno di Violi. L&#8217;azione continua comunque e Canna serve Elliott con un grubber dietro la linea, con l&#8217;inglese che riesce a schiacciare appena prima che il pallone rotoli fuori dalla sua disponibilità.</p>
<p>Appena dopo il quarto d&#8217;ora, alla prima occasione utile, i Dragons però bucano la difesa bianconera e vanno in meta. Il break decisivo è di Dixon, che riceve un passaggio corto di Robson e va oltre, mentre la meta è del numero otto Harrison Keddie per il 7-7.</p>
<p>Le Zebre tornano in attacco e provano a giocare sfruttando l&#8217;ampiezza, ma lo scaglionamento degli uomini su tutto il campo non permette ai ducali di avere palloni veloci, visto che gli impatti del pack sono quasi sempre perdenti contro la difesa dei Dragons. Nemmeno i gallesi fanno molto per rendere più elettrizzante la partita, che rimane piuttosto spezzettata. Al 28&#8242; il tabellino si muove grazie a Carlo Canna, che dalla lunga distanza mette dentro tre punti per il 7-10.</p>
<p>Pochi minuti più tardi, le Zebre imposta un lungo multi fase a cavallo dei 22 gallesi, ma senza trovare un vero e proprio abbrivio che permetta agli italiani di costruire qualcosa di interessante. Canna allora tenta un drop da distanza non impossibile e con buon margine sugli avversari, ma non centra i pali. Grazie a un errore in ricezione di Talbot-Davies, però, le Zebre restano dentro i 22 gallesi a costruire gioco: ancora una volta la difesa di casa e le indecisioni ducali non permettono alle Zebre di creare occasioni pesanti, ma un fuorigioco permette a Canna di allungare sul 7-13.</p>
<p>Nel finale i Dragons risalgono il campo mettendo maggiore pressione alle Zebre: su un tentativo di contrattacco di Padovani, Huw Taylor vince il turnover con un grillotalpa, ma Robson da posizione centrale non trova i pali. Un altro fallo delle Zebre dà un&#8217;ultima occasione ai gallesi, che però perdono il pallone e restano sul 7-13.</p>
<p>L&#8217;inizio della ripresa vede ancora le Zebre spingere in fase offensiva. E questa volta i ducali sono anche efficaci palla in mano. Poco fuori da 22, Elliott impegna due uomini nei placcaggi ma riesce a scaricare per Padovani, arrivato in sostegno con i tempi giusti: l&#8217;azzurro si infila nel varco lasciato dalla difesa e vola in meta per il 7-20.</p>
<p>Con la seconda meta, le Zebre cominciano a giocare in maniera anche più sciolta e con maggiore confidenza. Non a caso, al 52&#8242; i ducali colpiscono ancora: capitan Bisegni salta netto un uomo e fa il break, poi servire all&#8217;interno Violi; il nocetano è bravo a girare subito il pallone quasi senza guardare per Boni, che va a segno per il 7-27. Intanto, i Dragons cominciano a commettere errori piuttosto banali, come un restart direttamente fuori di Botica e un altro calcio che regala una touche dentro la propria metà campo alle Zebre.</p>
<p>Dopo qualche fase, Canna prova a prendere alle spalle la difesa gallese con un grubber, ma Talbot-Davies copre la profondità e nel prendere l&#8217;ovale va a sbattere di schiena anche contro un muretto di cemento, lasciato in una posizione totalmente scellerata per la sicurezza dei giocatori. L&#8217;estremo dei Dragons &#8211; che continuerà a giocare &#8211; è di fatto fortunato a non aver battuto la testa, sul muretto o sull&#8217;inferriata posta al di sopra.</p>
<p>Le Zebre, intanto, continuano a dominare la partita con un altro lungo multi fase dentro i 22 gallesi, ma senza trovare sbocchi degni di nota. I minuti passano e comunque i ducali restano ben piantati nella metà campo avversaria, con i Dragons costretti quasi esclusivamente a difendersi e a cercare un modo per uscire dal proprio territorio, senza successo.</p>
<p>Al 72&#8242; i ducali costruiscono l&#8217;ennesimo multi fase della partita e questa volta riescono a creare superiorità numerica al largo: Walker non punta alla bandierina, nonostante ci fosse lo spazio, ma riesce lo stesso a segnare. È la quarta meta, quella del bonus, e del 7-32 che chiude definitivamente i conti, anche se le Zebre un po&#8217; ingenuamente concedono una meta ai Dragons di fatto sul restart. Renton ci mette un tempo di troppo per liberare e il suo calcio viene stoppato: l&#8217;ovale viene recuperato dai gallesi e Basham va in meta.</p>
<p>Qualche minuto dopo, però, le Zebre ristabiliscono le distanze: Mbandà, autore di una straordinaria prestazione, beffa ancora le guardie attorno al raggruppamento e corre in solitaria per la quinta meta delle Zebre (12-39). La migliore risposta <a href="https://www.onrugby.it/2019/11/29/la-risposta-di-maxime-mbanda-a-un-insulto-razzista/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">all&#8217;episodio di razzismo subito in settimana</a>. Ma per le Zebre tutte è una vittoria fondamentale, trecentocinquanta giorni dopo l&#8217;ultimo successo ottenuto a dicembre 2018, nel momento forse più difficile della gestione Bradley.</p>
<p><strong>Dragons: </strong>15 Will Talbot-Davies, 14 Dafydd Howells, 13 Adam Warren, 12 Jack Dixon, 11 Owen Jenkins, 10 Arwel Robson, 9 Tavis Knoyle; 8 Harrison Keddie, 7 Taine Basham, 6 Huw Taylor, 5 Matthew Screech, 4 Joe Davis, 3 Lloyd Fairbrother, 2 Richard Hibbard (c), 1 Brok Harris<br />
<em>A disposizione:</em> 16 Ellis Shipp, 17 Josh Reynolds, 18 Aaron Jarvis, 19 Max Williams, 20 Ben Fry, 21 Rhodri Williams, 22 Jacob Botica, 23 Tyler Morgan</p>
<p><strong>Marcatori Dragons</strong></p>
<p>Mete: Keddie (17), Basham (74)<br />
Conversioni: Robson (17)<br />
Punizioni:</p>
<p><strong>Zebre Rugby</strong>: 15 Edoardo Padovani, 14 Charlie Walker, 13 Giulio Bisegni (c), 12 Tommaso Boni, 11 Jamie Elliott, 10 Carlo Canna, 9 Marcello Violi, 8 Renato Giammarioli, 7 Giovanni Licata, 6 Maxime Mbanda, 5 Ian Nagle, 4 Mick Kearney, 3 Giosué Zilocchi, 2 Luca Bigi, 1 Danilo Fischetti.<br />
<em>A disposizione</em>: 16 Oliviero Fabiani, 17 Andrea Lovotti, 18 Eduardo Bello, 19 David Sisi, 20 Johan Meyer, 21 Joshua Renton, 22 Michelangelo Biondelli, 23 Pierre Bruno</p>
<p><strong>Marcatori Zebre</strong></p>
<p>Mete: Elliott (8), Padovani (44), Boni (51), Walker (72), Mbandà (77)<br />
Conversioni: Canna (8, 44, 51), Biondelli (77)<br />
Punizioni: Canna (28, 34)</p>
<p><strong>Daniele Pansardi</strong></p>
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		<title>Zebre Rugby: rinforzo per la linea arretrata, ecco Jamie Elliott</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Calamai - OnRugby.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Nov 2018 12:12:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Zebre Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Jamie Elliott]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La franchigia italiana aggiunge un pezzo alla propria rosa per allungare la coperta sui trequarti</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2018/11/01/zebre-rugby-rinforzo-per-la-linea-arretrata-ecco-jamie-elliott/">Zebre Rugby: rinforzo per la linea arretrata, ecco Jamie Elliott</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Jamie Elliott è un nuovo giocatore delle Zebre. La società ha diramato la notizia nella mattinata di giovedì 1 novembre, quando è stato ufficiale il trasferimento del centro alla squadra con base a Parma.</p>
<p>Elliott proviene dai Bedford Blues, squadra della seconda serie inglese, il Championship. Cresciuto nei Northampton Saints e già debuttante al Franklin&#8217;s Garden a soli diciotto anni, si è trasferito a Bedford durante la scorsa estate dopo aver passato la carriera a Northampton, dove ha collezionato 155 presenze dal 2011 in poi. Ha fatto inoltre parte della under 20 inglese che vinse il Sei Nazioni di categoria nel 2011.</p>
<p>Classe 1992, il giocatore va a rinforzare il reparto arretrato a disposizione di Michael Bradley, che acquisisce così nuova profondità. Elliot si disimpegna preferibilmente come secondo centro, ma è comunque duttile abbastanza da ricoprire anche il ruolo di ala.</p>
<p>Il nuovo arrivato potrebbe già fare parte della formazione dei ducali che voleranno a Cardiff per disputare l&#8217;ottava giornata del Pro14, contro i Blues: &#8220;Sono molto contento per questa nuova fase della mia carriera in Italia: non vedo l’ora di poter scendere in campo coi miei nuovi compagni e dimostrare il mio valore&#8221; ha detto Elliott al sito ufficiale delle Zebre.</p>
<p>&#8220;Voglio dare il mio meglio per la squadra e ripagare la fiducia della società. Di sicuro porterò la mia esperienza e le mie qualità d’adattamento alle varie situazioni in campo con l’obiettivo di aiutare la squadra a cogliere tanti successi.&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2018/11/01/zebre-rugby-rinforzo-per-la-linea-arretrata-ecco-jamie-elliott/">Zebre Rugby: rinforzo per la linea arretrata, ecco Jamie Elliott</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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