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	<title>jakob stockdale Archivi - On Rugby</title>
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		<title>Sei Nazioni 2018: Irlanda, il Grande Slam della consacrazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiano Vezzosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2018 07:43:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[6 Nazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Conor Murray]]></category>
		<category><![CDATA[Dan Leavy]]></category>
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		<category><![CDATA[Irlanda]]></category>
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		<category><![CDATA[Rob Kearney]]></category>
		<category><![CDATA[Rory Best]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre a celebrare Sexton, Murray e Joe Schmidt, questo trionfo lancia una folta pattuglia di giovani talenti</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2018/03/19/nazioni-2018-irlanda-grande-slam-della-consacrazione/">Sei Nazioni 2018: Irlanda, il Grande Slam della consacrazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>DUBLINO &#8211; Fra il primo e il secondo Grande Slam irlandese sono trascorsi 61 anni, fra il secondo e il terzo nove. Anche per questo l’Irlanda spera che il lavoro e i risultati dell’ultimo periodo (come la prima vittoria sugli All Blacks) l&#8217;abbiano fatta entrare di diritto nell’Olimpo del rugby.<br />
Il Grande Slam del 2009 aveva consacrato la generazione degli O’s (O’Connell, O’Driscoll, O’Gara), questo invece consegna alla storia Sexton, Murray, O’Mahony, Kearney, Best, O’Brien. Ultimo, ma non meno importante, è Joe Schmidt a essere consacrato da questo successo. Tre Sei Nazioni vinti in cinque anni con un Grande Slam (dopo due Heineken cup consecutive con Leinster) lo consacrano come il miglior allenatore della nazionale verde di sempre.</p>
<p><strong>Dovendo individuare una parola chiave come causa principale del terzo Grande Slam irlandese, questa potrebbe essere abbondanza. </strong>Due esempi.</p>
<p>Quando la stagione è iniziata, lo scorso settembre, Jamie Heaslip e Sean O’Brien erano punti fermi della nazionale. Il primo si è ritirato senza giocare un minuto, il secondo non ha mai indossato la maglia verde durante questo Sei Nazioni: stiamo parlando di due Lions, campioni, leader e pilastri inamovibili.<br />
Altro esempio: all’inizio del Sei Nazioni i centri Jared Payne e Garry Ringrose sono infortunati, quindi allo Stade de France va in campo la coppia Henshaw-Aki. Durante la seconda partita contro l’Italia, si infortuna anche Henshaw. Si prova a recuperare Ringrose ma non c’è niente da fare. <strong>Joe Schmidt chiama a quel punto Chris Farrell da Munster (numeri alla mano, quinto centro irlandese), che contro il Galles viene eletto migliore in campo.</strong></p>
<p>È indubbio che la nazionale verde in questo momento ha una quantità di talenti mai avuta. Solo così si possono spiegare 11 vittorie consecutive (dall’ultima del Sei Nazioni 2017 a sabato scorso) e il secondo posto del ranking internazionale. <strong>Questo è il grande slam di Dan Leavy (23 anni), Garry Ringrose, Jakob Stockdale e Joey Carbery (22), Jordan Larmour (20) e James Ryan (21).</strong>  Il &#8220;veterano&#8221; di questo gruppetto è Ringrose, 13 caps in nazionale. Senza contare che accanto a loro ci sono giocatori come Jack Conan (25) e Josh Van Der Flier (24) che hanno giocato poco o niente per infortunio.</p>
<p>Questa pattuglie di giovani talenti ha affiancato l’esperienza di campioni come Murray, Conan, Best, Kearney (gli ultimi due al secondo Grande Slam). Sexton ha segnato tutti i punti del successo di Parigi, compreso il drop da oltre 40 metri. Murray, semplicemente, non ha sbagliato niente per tutto il torneo. Kearney è tornato ai suoi livelli migliori e Best ha guidato la mischia da vero leader.</p>
<p>Alla Coppa del Mondo in Giappone l’Irlanda si presenta con le carte in regola per sfatare il proprio tabù: la qualificazione alle semifinali. Intanto però tutti gli appassionati di rugby irlandesi hanno già segnato sul calendario <strong>sabato 17 novembre: quel giorno all’Aviva torneranno gli All Blacks.</strong></p>
<p><strong>di Damiano Vezzosi</strong></p>
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		<title>Champions Cup: l&#8217;Irlanda sorride con Leinster e Munster</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2018/01/24/champions-cup-lirlanda-sorride-con-leinster-e-munster/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Pansardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2018 08:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Champions Cup]]></category>
		<category><![CDATA[jakob stockdale]]></category>
		<category><![CDATA[jordan larmour]]></category>
		<category><![CDATA[leinster]]></category>
		<category><![CDATA[Munster]]></category>
		<category><![CDATA[Ulster]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dubliners protagonista di un'esaltante fase a gironi. Delusione per l'Ulster</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>DUBLINO &#8211; Apertura d’obbligo per Leinster. La squadra di Dublino ha fatto un girone di Champions Cup impressionante, con sei vittorie su sei partite. Non accadeva dal 2005, quando in panchina c&#8217;era Michael Cheika. Il trionfo nel girone che proietta Leinster al numero uno della griglia dei play-off è figlio soprattutto della grandissima abbondanza di giocatori a disposizione della coppia Cullen-Lancaster. James Ryan e Jordan Larmour erano due giovani semisconosciuti mentre Sean O’Brien segnava la meta dell&#8217;anno con la maglia dei Lions in Nuova Zelanda; oggi sono due pilastri.</p>
<p>Basti pensare che Larmour nella sfida dello scorso fine settimana a Montpellier è stato spostato all&#8217;ala, dove ha dimostrato affidabilità difensiva contro un avversario non certo facile come Nadolo. C&#8217;è da scommettere che Leo Cullen non sarà felicissimo dell&#8217;avversario uscito dalla griglia dei playoff: se arrivi primo non ti aspetti che ottava sia la squadra che ha vinto le ultime due edizioni della manifestazione, ovvero i Saracens.</p>
<p><strong>Munster, ostacoli francesi</strong></p>
<p>Come dodici mesi fa, l&#8217;altra squadra irlandese ad approdare ai quarti di finale europei è Munster. Dodici mesi fa, la Red Army si era guadagnata anche il diritto a una semifinale In casa, che poi avrebbe perso proprio contro gli inglesi sopraccitati. Quest&#8217;anno, invece, Peter O’Mahony e compagni sono attesi probabilmente da una semifinale in trasferta contro i francesi di Clermont, che è già stato fatale a Leinster un anno fa. Prima, però, si affideranno alla magia di Thomond Park per battere Tolone. In ogni caso, anche la squadra di Limerick può essere soddisfatta del proprio girone, caratterizzato da un rischioso cambio di allenatore in corsa con van Graan al posto del connazionale  Erasmus.</p>
<p><strong>Ulster, c&#8217;eri quasi</strong></p>
<p>Un&#8217;altra delusione ha invece caratterizzato la campagna europea di Ulster. Stavolta la squadra di Belfast ci è andata molto vicina, arrivando in testa alla Pool quando mancava solo una partita. La trasferta nel fango della Ricoh Arena però è stata fatale a Rory Best e compagni, travolti dagli Wasps e superati anche da La Rochelle che ha passato il girone come prima. L&#8217;esplosione di Jakob Stockdale non è stata sufficiente a garantire un posto nelle prime otto d&#8217;Europa. Adesso tutto il gruppo dovrà ripartire dalle ottime prestazioni effettuate (per esempio quella in casa contro La Rochelle alla quinta giornata) e gettarsi con tutta la propria energia nel Pro14, anche se i nordirlandesi non potranno contare più su Cristian Lealiifano, di ritorno in Australia.</p>
<p><strong>di Damiano Vezzosi</strong></p>
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