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	<title>itoje Archivi - On Rugby</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
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		<title>L&#8217;idea di Maro Itoje: &#8220;Uno show all&#8217;intervallo, come nel Super Bowl&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Feb 2022 12:48:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PREM Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo tempo]]></category>
		<category><![CDATA[itoje]]></category>
		<category><![CDATA[Super Bowl]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'inglese ha avanzato una sua particolare proposta per aumentare l'appeal delle grandi partite di rugby</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2022/02/20/lidea-di-maro-itoje-uno-show-allintervallo-come-nel-super-bowl/">L&#8217;idea di Maro Itoje: &#8220;Uno show all&#8217;intervallo, come nel Super Bowl&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni sono state tante le proposte fatte dagli addetti ai lavori per migliorare sia il gioco che l&#8217;immagine del rugby a livello internazionale. Alcune pensate e ragionate, altre buttate lì, ma nessuno ha risparmiato il proprio parere. L&#8217;ultima idea arriva da Maro Itoje, che &#8211; come riporta il <em>Daily Mail</em> &#8211; ha avanzato una proposta alquanto singolare: replicare, negli intervalli delle partite, lo show fatto dal Super Bowl nella NFL, con spettacolo e ospiti internazionali.</p>
<p>&#8220;Ho visto lo spettacolo fatto nell&#8217;intervallo dell&#8217;ultimo Super Bowl, sarebbe fantastico poterlo replicare nel rugby in qualche modo. È stato spettacolare. In molti hanno parlato di quanto sia stata bella la partita, ma tanti hanno anche apprezzato lo show dell&#8217;intervallo, per cui potrebbe esserci un reciproco vantaggio&#8221;.</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong> <a href="https://www.onrugby.it/2022/02/19/sei-nazioni-2022-hame-faiva-al-lavoro-verso-lirlanda-cercando-di-correggere-gli-errori/" target="_blank" rel="noopener">Sei Nazioni 2022, Hame Faiva: “Al lavoro verso l’Irlanda cercando di correggere gli errori”</a></p>
<p>Itoje si è poi concentrato su quello che sarà il prossimo weekend di Sei Nazioni, che vedrà sfidarsi Scozia e Francia a Edimburgo, Inghilterra e Galles in un Twickenham già tutto esaurito e poi Irlanda e Italia a Dublino: &#8220;Sarà stupendo giocare in uno stadio gremito contro il Galles. Sono le partite di cui vorresti disperatamente far parte, non bisogna mai darle per scontate perché ci sarà un&#8217;atmosfera davvero speciale&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2022/02/20/lidea-di-maro-itoje-uno-show-allintervallo-come-nel-super-bowl/">L&#8217;idea di Maro Itoje: &#8220;Uno show all&#8217;intervallo, come nel Super Bowl&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Il dietrofront di Eddie Jones: &#8220;Itoje può fare il capitano&#8221;</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2021/12/08/il-dietrofront-di-eddie-jones-itoje-puo-fare-il-capitano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Dec 2021 10:10:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PREM Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Test Match]]></category>
		<category><![CDATA[Eddie Jones]]></category>
		<category><![CDATA[itoje]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tecnico dell'Inghilterra ha raccontato come il seconda linea dei Saracens lo abbia notevolmente sorpreso in questi ultimi sei mesi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2021/12/08/il-dietrofront-di-eddie-jones-itoje-puo-fare-il-capitano/">Il dietrofront di Eddie Jones: &#8220;Itoje può fare il capitano&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Saper cambiare idea è una dote fondamentale dell&#8217;essere umano: soprattutto se la persona in questione è Eddie Jones, notoriamente molto convinto di ciò che pensa. Eppure, stavolta è stato lo stesso head coach dell&#8217;Inghilterra ad ammettere di aver cambiato idea.</p>
<p>La questione riguarda Maro Itoje, uno dei punti di riferimento della nazionale inglese ormai da anni. Giocatore chiave, sì, ma non un leader né un futuro capitano secondo il tecnico. O almeno, così la pensava: come scritto nel suo libero &#8220;Leadership&#8221;, Eddie Jones considerava il giocatore dei Saracens &#8220;troppo introverso&#8221; per rivestire un ruolo così importante.</p>
<p>L&#8217;ultima parte della stagione però gli ha fatto ampiamente cambiare idea. Itoje ha preso in mano prima i Lions durante la serie estiva, poi l&#8217;Inghilterra nelle Autumn Nations Series. &#8220;Non ho mai visto un ragazzo maturare tanto come ha fatto lui negli ultimi sei mesi&#8221; ha detto Jones al Telegraph, per poi aggiungere: &#8220;Ho intenzione di contraddirmi, e la contraddizione è una parte importante della vita, ma non ho dubbi che in futuro Itoje sarà capitano dell&#8217;Inghilterra. Non so se accadrà sotto la mia gestione o in futuro, ma sarà così.</p>
<p>Itoje ha capitanato la nazionale under20, ma raramente ha indossato la fascia di capitano nei Saracens, anche quella saldamente in mano a Owen Farrell. Eppure, Jones sembra sicuro che prima o poi accadrà: &#8220;Si sta muovendo nella giusta direzione ed è interessante il ruolo che ha rivestito durante i test match autunnali. Ha assunto un ruolo fondamentale nella comunicazione all&#8217;interno del team, quando la squadra si riunisce e ha bisogno di parlare. Nessuno ha fatto un lavoro migliore di lui in questo senso, e sono davvero contento di come si sta comportando&#8221;.</p>
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		<title>Inghilterra, l&#8217;analisi di Eddie Jones: &#8220;Siamo in un momento difficile. Itoje? Deve riordinare le idee&#8221;</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2021/03/01/inghilterra-lanalisi-di-eddie-jones-siamo-in-un-momento-difficile-itoje-deve-riordinare-le-idee/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2021 15:05:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[6 Nazioni – Test match]]></category>
		<category><![CDATA[Eddie Jones]]></category>
		<category><![CDATA[itoje]]></category>
		<category><![CDATA[Sei Nazioni 2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tecnico dei campioni in carica non si nasconde richiamando anche uno dei suoi leader a una maggiore lucidità</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2021/03/01/inghilterra-lanalisi-di-eddie-jones-siamo-in-un-momento-difficile-itoje-deve-riordinare-le-idee/">Inghilterra, l&#8217;analisi di Eddie Jones: &#8220;Siamo in un momento difficile. Itoje? Deve riordinare le idee&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Due sconfitte e una vittoria non proprio brillante. Dopo tre turni di Sei Nazioni, è questo il bilancio dell&#8217;Inghilterra di Eddie Jones che, inutile negarlo, in patria è finita sotto accusa per la sua identità di gioco e per gli scarsi risultati.</p>
<p>I campioni in carica erano accreditati, insieme alla Francia, come i (nuovi) possibili vincitori del torneo e invece le cose non vanno proprio così, anzi.</p>
<p>Ecco che allora lo stesso Eddie Jones è intervenuto davanti ai media locali per fare il punto della situazione.</p>
<p><strong>Inghilterra, l&#8217;analisi di Eddie Jones: Itoje e il momento inglese</strong><br />
&#8220;Per noi &#8211; ha detto il ct &#8211; sarà quasi impossibile vincere il Sei Nazioni 2021: in vista della partita contro la Francia, dobbiamo pensare al fatto che questa possa essere un&#8217;opportunità per riavvicinarci alle zone alte della classifica&#8221;.</p>
<p>Poi ha proseguito: &#8220;Dobbiamo continuare sulla nostra strada andando fino in fondo: sarà una sfida di livello per la nostra squadra. Il nostro momento è complicato, ma prima o poi tutti i gruppi lo attraversano. Sento che l&#8217;evoluzione intrapresa ci porterà lontano e nella giusta direzione: dobbiamo restare uniti. Contro il Galles ho visto sprazzi di buon rugby, ma questo non è bastato: a volte giochi bene senza ottenere nulla, a volte giochi male portando a casa il massimo&#8221;.</p>
<p>Un&#8217;ulteriore precisazione: &#8220;So che in questo momento tutti la fuori hanno un&#8217;opinione su di noi. Qualcuno potrebbe avere ragione, mentre altri torto. Dobbiamo ascoltare le critiche costruttive, farne tesoro e andare avanti lavorando sodo&#8221;.</p>
<p>Infine una chiusura dedicata a un Itoje molto indisciplinato nella sfida contro il Galles, ben cinque le penalità da lui concesse agli avversari: &#8220;Maro è uno dei giocatori migliori al mondo, ma sappiamo che spesso gioca al limite e che questo, com&#8217;era stato in passato per gli altri, provoca ancor più attenzioni da parte degli arbitri. Allo stesso tempo sappiamo noi e sa anche lui che ci sono aree del gioco e momenti della partita dove fare confusione non lo aiuta. Dovrà riordinare le idee e poi sarà nuovamente pronto&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2021/03/01/inghilterra-lanalisi-di-eddie-jones-siamo-in-un-momento-difficile-itoje-deve-riordinare-le-idee/">Inghilterra, l&#8217;analisi di Eddie Jones: &#8220;Siamo in un momento difficile. Itoje? Deve riordinare le idee&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Maro Itoje e un tackle alla John Terry</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2017/01/05/maro-itoje-e-un-tackle-alla-john-terry/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2017 10:43:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Foto e video]]></category>
		<category><![CDATA[itoje]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/01/05/maro-itoje-e-un-tackle-alla-john-terry/">Maro Itoje e un tackle alla John Terry</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/xefFJJoDMHE" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/01/05/maro-itoje-e-un-tackle-alla-john-terry/">Maro Itoje e un tackle alla John Terry</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Dodici mesi di palla ovale: cosa ci lascia il 2016 del rugby</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/12/30/dodici-mesi-di-palla-ovale-cosa-ci-lascia-il-2016-del-rugby/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Pansardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2016 07:56:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[benetton rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Chicago]]></category>
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		<category><![CDATA[rugby]]></category>
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		<category><![CDATA[zebre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'invincibile Inghilterra, la favola Connacht e l'oro delle Fiji. E, ovviamente, le partite di Chicago e Firenze</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/12/30/dodici-mesi-di-palla-ovale-cosa-ci-lascia-il-2016-del-rugby/">Dodici mesi di palla ovale: cosa ci lascia il 2016 del rugby</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La palla ovale sta rotolando verso il nuovo anno, lasciandosi indietro un 2016 ricco di spunti, eventi a suo modo storici e dei consueti alti e bassi tipici dell&#8217;Italia e del suo movimento, oltre che a delle modifiche nelle gerarchie a livello mondiale. Come spesso accade in un&#8217;annata post Coppa del Mondo, inoltre, il nuovo quadriennio ha portato ad una rivisitazione del regolamento di gioco e a maggiori esperimenti; la stessa World Rugby, il massimo organismo internazionale, sembra aver approcciato strade diverse dal punto di vista politico, nell&#8217;ottica di favorire l&#8217;armonizzazione dei calendari e di tutelare le nazionali minori. Per gran parte di Ovalia &#8211; squadre e istituzioni che siano -, insomma, il 2016 ha rappresentato soprattutto il punto di partenza per i propri progetti futuri, che già dal 2017 potrebbero dare risposte più concrete. Passiamolo in rassegna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Firenze</strong></p>
<p>La prima cosa che i tifosi italiani (e forse anche sudafricani) ricorderanno di quest&#8217;anno è certamente la vittoria di Firenze contro gli Springboks. Di fatto, una delle pagine più belle della storia del rugby italiano e una vittoria arrivata grazie all&#8217;abilità di mettere in pratica un piano di gioco difensivo e offensivo studiato a tavolino nei minimi dettagli. Ottanta minuti che hanno suscitato un entusiasmo sportivo e mediatico come non se ne vedeva da tempo e di cui la palla ovale italiana aveva un estremo bisogno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Rovigo, 26 anni dopo</strong></p>
<p>Dopo le tante delusioni e le tre finali perse negli ultimi anni, lo scudetto è tornato in Polesine grazie al successo contro Calvisano nel remake della terribile (per i tifosi rossoblu) finale dello scorso anno (e dell&#8217;altro ancora). Un successo attesissimo da parte della piazza e della società, che a dicembre 2015 aveva affidato un po&#8217; a sorpresa le chiavi a coach McDonnell, che non ha fallito l&#8217;obiettivo dichiarato di Viale Alfieri: vincere subito e comunque.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Chicago, quando gli All Blacks si scoprirono vincibili</strong></p>
<p>Di fatto la partita de Soldier Field è entrata nella storia del rugby irlandese ma non solo. I lanciatissimi All Blacks, che inseguivano il record di vittorie consecutive, si sono dovuti inchinare a cospetto dell&#8217;Irlanda di coach Joe Schmidt: quadrata, cinica e terribilmente aggressiva. Un 40-29 inatteso ma che ha dimostrata l&#8217;umanità dei tutti neri. <strong>Una vittoria importante anche in chiave tour dei Lions 2017: qualcuno intanto è riuscito a batterli</strong>.<br />
Ma nonostante il passo falso, gli All Blacks hanno dimostrato di essere ancora i numeri uno al mondo per tantissimi motivi: qualità e profondità della rosa, capacità di dare ruoli importanti ai giovani nel momento giusto, abilità nel trovare sempre nuove soluzioni per battere le difese avversarie. I numeri uno e di gran lunga, in attesa del confronto con i Lions.<br />
Per l&#8217;Irlanda invece, il successo è stato la ciliegina sulla torta del lavoro di coach Schmidt e, in generale, dello <strong>straordinario potenziale dell&#8217;isola verde nel formare giovani talenti</strong>. Un movimento che dimostra di essere in splendida salute.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Gli invincibili inglesi</strong></p>
<p>Cinque partite del Sei Nazioni, il test match contro il Galles di fine maggio, il trittico di successi in Australia e il poker nella finestra internazionale di novembre. In totale fanno tredici vittorie (soltanto una in meno degli All Blacks versione 2013) e zero sconfitte per un&#8217;Inghilterra rigenerata dalla gestione Eddie Jones, come scritto più volte nel corso degli scorsi mesi. <strong>Il ct australiano si è ritrovato tra le mani quello che probabilmente è l&#8217;incarico più complicato della sua ventennale carriera</strong>, ma le abilità da stratega e da comunicatore hanno attecchito fin da subito in una rosa depressa e scarica dal punto di vista motivazionale come quella inglese, uscita a pezzi dal Mondiale casalingo. Dodici mesi dopo, <strong>l&#8217;Inghilterra è passata dal settimo al secondo posto nel ranking</strong> ma soprattutto è diventata la potenziale anti-All Blacks (oltre all&#8217;Irlanda), con cui purtroppo non ci sarà alcuna sfida almeno fino al 2018. Eppure, <a title="Inghilterra, parla Eddie Jones: “I record sono belli. Ma vogliamo di più”" href="https://www.onrugby.it/2016/12/29/inghilterra-parla-eddie-jones-i-record-sono-belli-ma-vogliamo-di-piu/" target="_blank">come Jones ha sempre ricordato</a>, il 100% di vittorie durante l&#8217;anno deve e dovrà essere soltanto il primo tassello nel percorso verso la Coppa del Mondo giapponese, al termine del quale <a title="Eddie Jones spiazza tutti: dopo il Mondiale bye bye Inghilterra" href="https://www.onrugby.it/2016/12/21/eddie-jones-spiazza-tutti-dopo-il-mondiale-bye-bye-inghilterra/" target="_blank">il tecnico ha già annunciato il suo addio al XV della Rosa</a>. Una decisione che in terra nipponica ammetterà automaticamente un unico risultato: la vittoria del titolo iridato. E nel frattempo i vari Ford, Farrell, Watson, Itoje, Kruis e Daly (e ne dimentichiamo qualcuno) avranno ancora il tempo di crescere ulteriormente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Maro Itoje, direttamente dal futuro</strong></p>
<p>Che il seconda linea di origini nigeriane fosse una promessa pronta a sbocciare era evidente, ma a partire dal Sei Nazioni (più precisamente dalla partita contro l&#8217;Italia all&#8217;Olimpico, giorno del suo primo cap) Itoje ha deciso di prendersi definitivamente le luci della ribalta, senza curarsi di fare troppo rumore per entrare in scena. L&#8217;impatto del classe 1994 sulla stagione dell&#8217;Inghilterra e dei Saracens è stato pressoché devastante. Dopo l&#8217;esordio, Itoje è sempre partito titolare con la sua nazionale (ad eccezione del test con il Galles, in cui era impegnato con il club) e <strong>ha sempre rivestito un ruolo fondamentale nello scacchiere di Jones grazie alla sua duttilità e al suo vastissimo bagaglio tecnico</strong>, che lo rendono capace di attaccare da ball carrier, di riciclare sfruttando le lunghe leve e, in difesa, di essere un mastino nel breakdown. Con i suoi Saracens poi non ha certo abbassato i toni: Man of the Match nella finale di Champions Cup e European Player of the Year, oltre al premio di rivelazione dell&#8217;anno ai World Rugby Awards. Ed è solo l&#8217;inizio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La supremazia dei Saracens</strong></p>
<p>Campioni d&#8217;Inghilterra e campioni d&#8217;Europa, con il bonus di aver vinto tutte le partite in Champions Cup (prima volta nella storia). In particolare, il Director of Rugby Mark McCall ha trovato la chiave per sfatare il tabù anche fuori dai confini inglesi, visto che negli ultimi tre anni i rossoneri erano arrivati due volte in semifinale e una volta erano stati battuti da Tolone in finale. <strong>Paul Gustard ha perfezionato un sistema tattico basato innanzitutto su una fase difensiva al limite dell&#8217;impeccabile</strong> (attualmente è la miglior difesa in Premiership e in Champions), dall&#8217;elevato tasso di efficienza e di aggressività e ribattezzata con il nome di <em>Wolf Pack </em>(branco di lupi), in cui i giocatori possono interpretare liberamente l&#8217;attacco avversario e, dunque, se salire velocemente o scivolare all&#8217;esterno. A questo va aggiunto la grande compattezza di squadra raggiunta dai Saracens, <strong>grazie alla quale ha dominato il rugby europeo</strong> e, stando alle premesse, si appresta a farlo di nuovo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Connacht, perché il rugby è di tutti</strong></p>
<p>Alzi la mano chi non ha sorriso per la vittoria degli uomini di Galway in Pro12. Vero che era l&#8217;anno del Mondiale, vero che molte squadre sono state senza gli internazionali per parte della stagione,<strong> ma resta il fatto che il successo di Connacht nel torneo celtico resta uno dei piccoli miracoli della storia del rugby</strong>. La confidenza di gioco messa in campo dalla squadra di Lam ha permesso di esprimersi in modo veloce, dinamico ed estremamente piacevole da vedere. Nel capitolo 2016, una pagina meritata è per Connacht.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fiji, perché il rugby è anche vostro</strong></p>
<p>Anche in questo caso, alzi la mano chi non ha sorriso per la vittoria delle Fiji al torneo maschile di rugby Seven ai Giochi Estivi di Rio. Un traguardo storico e amplificato dal fatto che <strong>quella è la prima medaglia a cinque cerchi in assoluto nella storia del paese</strong>, ed è arrivata sul palcoscenico più prestigioso e dal gradino più alto. Un capolavoro che porta la firma di giocatori straordinari e di coach Ben Ryan. I più forti e l&#8217;hanno dimostrato, reggendo la pressione di un appuntamento in cui tutti i riflettori ovali erano puntati addosso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I Lions</strong></p>
<p>Vero che hanno perso la finale contro gli Hurricanes, ma il 2016 è anche l&#8217;anno dei Lions, di coach Johan Ackermann e della coppia de Klerk-Jantjies. Capaci di proporre un rugby di movimento così poco nelle corde della palla ovale sudafricana, <strong>la squadra di Johannesburg si è guadagnata un posto in finale a suon di mete</strong> (81, primo posto nella speciale classifica) e spettacolo. Con la casacca Springboks gli stessi interpreti non hanno ottenuto il medesimo risultato e anzi è dovuto intervenire il vecchio Morne Steyn a togliere le castagne del fuoco. Segno che forse i Lions rappresentano un unicum non replicabile nel rugby Springboks.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sudafrica</strong></p>
<p>E a proposito di Sudafrica, il 2016 passerà alla storia come l&#8217;anno nero del rugby Springboks. Il Sudafrica chiude l&#8217;anno con 8 sconfitte su 12 partite totali, tantissimi problemi interni tra questione quote e allenatori che lasciano nonostante il terzo posto ai Mondiali e un gioco vuoto e senza identità. <strong>Perdere in un colpo solo Matfield, Pienaar, de Villiers, Burger, i du Plessis e du Preez ha avuto in effetto devastante nel gioco e nella leadership</strong>. E ora Coetzee (o chi per lui) deve ricostruire dalle macerie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il Board c&#8217;è e si muove</strong></p>
<p>Nell&#8217;era del gioco iper fisico e veloce, dei ball carrier che corrono a tutta e degli impatti sempre più forti, World Rugby sta cercando di tutelare la salute e l&#8217;integrità dei giocatori in maniera sempre più decisa. Gli ultimi cambiamenti in ordine di tempo<a href="https://www.onrugby.it/2016/12/15/rugby-ricerca-e-regolamento-tolleranza-zero-sui-placcaggi-alti/" target="_blank"> riguardano i placcaggi alti</a>, ma anche nelle squalifiche post citazione è chiaro che l&#8217;intento di Board, leghe e federazioni va nella precisa direzione di salvaguardare (dove e come possibile) l&#8217;integrità dei protagonisti in campo.<br />
A questo si aggiunge<strong> la probabile (stando alle parole) revisione della regola di tre anni per l&#8217;eleggibilità internazionale</strong>, tanto criticata dal vice presidente di World Rugby Pichot e dalle cosiddette Tier Two Unions, che devono fare i conti con il potere e fascino economico dei paesi maggiori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/12/30/dodici-mesi-di-palla-ovale-cosa-ci-lascia-il-2016-del-rugby/">Dodici mesi di palla ovale: cosa ci lascia il 2016 del rugby</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>I migliori giocatori di rugby del 2016</title>
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					<comments>https://www.onrugby.it/2016/12/30/i-migliori-giocatori-di-rugby-del-2016/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2016 06:24:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Beauden Barrett]]></category>
		<category><![CDATA[Dan Coles]]></category>
		<category><![CDATA[itoje]]></category>
		<category><![CDATA[migliori giocatori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cinque grandi protagonisti (più uno) della palla ovale degli ultimi 12 mesi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/12/30/i-migliori-giocatori-di-rugby-del-2016/">I migliori giocatori di rugby del 2016</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo avervi mostrato le <a href="https://www.onrugby.it/2016/12/29/i-migliori-allenatori-di-rugby-del-2016/" target="_blank">migliori mete</a> e aver parlato dei <a href="https://www.onrugby.it/2016/12/29/i-migliori-allenatori-di-rugby-del-2016/" target="_blank">migliori allenatori</a>, è arrivato anche il momento di scegliere i migliori giocatori del 2016. Buona lettura&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Maro Itoje</strong></p>
<p>Dopo il doppio successo Premiership-Champions Cup con i suoi Saracens e i tanti trionfi con la nazionale inglese (Sei Nazioni e serie in Australia), il seconda linea classe 1994 si è confermato da giugno in poi sui propri altissimi standard, guadagnando di diritto e prepotenza un posto nel Mount Rushmore 2016 di Ovalia. Prepotenza sempre accompagnata a skills e capacità manuali che fanno di lui un prototipo nuovo di giocatore: lunghe leve (trascorsi giovanili nell&#8217;atletica), buone mani, ferocia sul breakdown, abilità nel gioco aereo (trascorsi giovanili nel basket), capacità tanto di creare lo spazio da ball carrier quanto di attaccarlo con la corsa. Insomma, una via di mezzo tra una seconda e terza linea, che sembra aver trovato nel piano di gioco dei Saracens e della nazionale il terreno più fertile in cui crescere. Oltre a tutto questo, il ragazzo sembra costruirsi doti importanti di leadership: per l&#8217;economia del gioco e del rugby inglese, potrà avere un ruolo simile a quello di Martin Johnson? Il prossimo tour dei Lions darà ulteriori indizi&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dane Coles</strong></p>
<p>La dimostrazione che duro lavoro, umiltà e professionismo pagano sempre. Vero che in prima linea si diventa maturi più tardi rispetto ad altre zone del campo, ma all&#8217;età di trentanni il tallonatore neozelandese si è imposto all&#8217;attenzione come miglior numero due in circolazione, raccogliendo l&#8217;eredità di un mostro sacro come Mealamu. Ciò che più sorprende di Coles è la capacità di saper leggere e anticipare lo sviluppo del gioco per posizionarsi sempre in maniera utile: quante volte nel corso dell&#8217;anno lo si è visto al largo per convertire o fare un ultimo passaggio, oppure correre dietro alle frecce nere dopo un break profondo? E in più c&#8217;è la gioia di aver guidato al titolo i suoi Hurricanes nel Super Rugby.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Beauden Barrett</strong></p>
<p>Dopo tante belle aspettative e premesse, il 2016 è stato l&#8217;anno della definitiva consacrazione dell&#8217;apertura neozelandese. Visione di gioco, intuizione, capacità di vedere ovunque uno spazio attaccabile sono le doti che hanno fatto di Barrett uno dei registi più belli da vedere degli ultimi 12 mesi. A tutto ciò si aggiungono indiscusse qualità atletiche e la capacità di farsi trovare nel momento giusto per avvinghiarsi su palloni sporchi che rimbalzano nei pressi della linea di meta avversaria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Conor Murray</strong></p>
<p>Il mediano di mischia di Munster merita l&#8217;inserimento in questa speciale classifica per quanto fatto durante l’autunno. A partire dai test match di novembre, il ventisettenne di Limerick ha iniziato a giocare a un livello mai raggiunto prima. Non solo ha smesso di sbagliare la lunghezza dei calci dal raggruppamento, fino a poco fa il suo tallone di Achille, ma ha anche ampliato la propria visione di gioco e la fantasia nell&#8217;organizzazione dell&#8217;attacco, tutto senza perdere efficacia in difesa. I risultati non sono mancati: la prima storica vittoria della nazionale sugli All Blacks e una striscia di vittorie consecutive impressionante che ha portato Munster in testa al Pro12 e in piena corsa per qualificarsi ai quarti di finale di Champions Cup. Last but not least, molti (non solo in Irlanda) lo danno per sicuro numero nove nella già attesissima serie dei Lions contro gli All Blacks. Non è sicuro, ma Ben Youngs dovrà sudare per essere titolare (di Damiano Vezzosi).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Stuart Hogg</strong></p>
<p>Miglior giocatore del Sei Nazioni 2016, un pericolo costante per tutte le difese ma soprattutto un talento in grado di inventare spazi e mete in qualsiasi situazione. L&#8217;estremo scozzese classe 1992 in forza ai Warriors di Glasgow entra in classifica proprio per l&#8217;abilità di dare quel pizzico di pepe in più alla manovra della Scozia, soprattutto nel gioco rotto. E la difficoltà è moltiplicata dal fatto che Hogg scende in campo ben sapendo di essere marcato a vista in quanto pericolo pubblico numero uno per gli avversari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Bonus Track: John Muldoon</strong></p>
<p>Mettiamo da parte il rugby internazionale per premiare il lavoro sporco, silenzioso e lontano dai riflettori. Il capitano e bandiera di Connacht (dodicesima stagione per lui in quel di Galway) la scorsa stagione ha giocato 23 delle 24 partite di Pro12 complessivamente disputate dalla squadra, partendo titolare in 21. L&#8217;ultima e più importante, la finale vinta contro Leinster che ha consegnato alla provincia un titolo entrato di diritto nella storia del rugby. Un esempio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/12/30/i-migliori-giocatori-di-rugby-del-2016/">I migliori giocatori di rugby del 2016</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>World Rugby Awards: tutti i premi dell&#8217;anno 2016</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/11/14/world-rugby-awards-tutti-i-premi-dellanno-2016/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2016 07:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[award]]></category>
		<category><![CDATA[coles]]></category>
		<category><![CDATA[itoje]]></category>
		<category><![CDATA[World Rugby]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trionfo Nuova Zelanda: gli All Blacks prendono miglior giocatore, miglior allenatore e miglior squadra</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/11/14/world-rugby-awards-tutti-i-premi-dellanno-2016/">World Rugby Awards: tutti i premi dell&#8217;anno 2016</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta a Londra la cerimonia di assegnazione dei World Rugby Awards 2016, in cui vengono assegnati i prestigiosi riconoscimenti in ambito maschile e femminile, a quindici e a sette.</p>
<p>Il premio più ambito, quello di miglior giocatore dell&#8217;anno, è andato a Beauden Barrett, apertura neozelandese classe 1991 reduce da una stagione di altissimo livello con Hurricanes e All Blacks che ha definitivamente consacrato la sua ascesa. Barrett, 47 caps già collezionati in carriera, ha battuto la concorrenza di Dane Coles, Owen Farrell, Jamie Heaslip, Billy Vunipola e Maro Itoje. Il giovane seconda linea di Saracens e Inghilterra si è rifatto con il premio di Breakthrough Player of the Year, che decreta il miglior giocatore con meno di un anno di carriera internazionale alle spalle. Oltre al premio di Barrett, la Nuova Zelanda ha vinto anche il titolo di miglior squadre e coach Steve Hansen quello di miglior allenatore. Miglior meta è invece stata scelta quella di Jamie Heaslip contro l&#8217;Italia (sotto il video).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>World Rugby Men’s Player of the Year – Beauden Barrett (Nuova Zelanda)</p>
<p>World Rugby Women’s Player of the Year – Sarah Hunter (Inghilterra)</p>
<p>World Rugby Team of the Year – Nuova Zelanda</p>
<p>World Rugby Coach of the Year – Steve Hansen (Nuova Zelanda)</p>
<p>World Rugby Breakthrough Player of the Year – Maro Itoje (Inghilterra)</p>
<p>World Rugby Men’s Sevens Player of the Year – Seabelo Senatla (Sudafrica)</p>
<p>World Rugby Women’s Sevens Player of the Year – Charlotte Caslick (Australia)</p>
<p>World Rugby Referee Award – Alhambra Nievas (Spagna) e Rasta Rasivhenge (Sudafrica)</p>
<p>Vernon Pugh Award for Distinguished Service – Syd Millar</p>
<p>Award for Character – Federazione austriaca per il progetto Rugby Opens Borders</p>
<p>IRPA Special Merit Award – Jean de Villiers, (Sudafrica)</p>
<p>IRPA Try of the Year – Jamie Heaslip (Irlanda)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/e3bMJ7Bchig?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/11/14/world-rugby-awards-tutti-i-premi-dellanno-2016/">World Rugby Awards: tutti i premi dell&#8217;anno 2016</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Maro Itoje dopo una stagione da urlo: il bello viene ora</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/08/16/maro-itoje-dopo-una-stagione-da-urlo-il-bello-viene-ora/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Aug 2016 08:23:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PREM Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[itoje]]></category>
		<category><![CDATA[premiership]]></category>
		<category><![CDATA[saracens]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>"Stronger, faster, and fitter" l'obiettivo del seconda linea</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/08/16/maro-itoje-dopo-una-stagione-da-urlo-il-bello-viene-ora/">Maro Itoje dopo una stagione da urlo: il bello viene ora</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Puntare in alto e non sentirsi mai arrivati è fondamentale per lo sportivo professionista, tanto più se nato nel 1994. Certo, se però si chiama Maro Itoje è quasi difficile capire dove potrebbero arrivare i miglioramenti, ma tant&#8217;è&#8230;Il seconda linea inglese, tra i protagonisti assoluti della scorsa stagione con la maglia della nazionale e dei Saracens con cui ha conquistato Sei Nazioni, tour in Australia, Premiership e Champions Cup e prototipo nuovo di giocatore per il suo ruolo, ha parlato alla <em>BBC</em> della nuova annata che lo attende. &#8220;<strong>Non conosco molti giocatori che hanno il loro picco di gioco in termini di qualità a 21 anni</strong> &#8211; ha dichiarato &#8211; Voglio essere più solido, più veloce e più in forma. Essere il più completo possibile. La scorsa stagione è stata speciale e sono stato fortunato a condividerla con persone speciali, cosa che l&#8217;ha resa ancora migliore. Resterà nella memoria, ma ora viene il bello: capire come raggiungere i nuovi obiettivi&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/08/16/maro-itoje-dopo-una-stagione-da-urlo-il-bello-viene-ora/">Maro Itoje dopo una stagione da urlo: il bello viene ora</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>European Player of the Year: è Maro Itoje il giocatore dell&#8217;anno</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/05/15/european-player-of-the-year-e-maro-itoje-il-giocatore-dellanno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 May 2016 13:16:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppe Europee]]></category>
		<category><![CDATA[itoje]]></category>
		<category><![CDATA[saracens]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La stagione del seconda linea inglese si arricchisce di un altro trionfo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/05/15/european-player-of-the-year-e-maro-itoje-il-giocatore-dellanno/">European Player of the Year: è Maro Itoje il giocatore dell&#8217;anno</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La stagione della consacrazione del seconda linea inglese Maro Itoje si corona con l&#8217;assegnazione del titolo di European Player of the Year 2016. La stagione del giovane seconda linea classe 1994 e 4 caps con l&#8217;Inghilterra si arricchisce così dell&#8217;importante riconoscimento, dopo la vittoria del Sei Nazioni e quella in Champions Cup, attendendo le fasi finali di Premiership. Itoje ha battuto la concorrenza anche di Owen Farrell, George North, Thomas Waldrom, , Jack Clifford, Vereniki Goneva, Juan Imhoff, Charles Piutau, Billy Vunipola, George Smith e del compagno di squadra e reparto Kruis.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/05/15/european-player-of-the-year-e-maro-itoje-il-giocatore-dellanno/">European Player of the Year: è Maro Itoje il giocatore dell&#8217;anno</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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