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	<title>isole del pacifico Archivi - On Rugby</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
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		<title>Due squadre del Pacifico nel Super Rugby 2022 con il supporto di World Rugby?</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2021/03/25/due-squadre-del-pacifico-nel-super-rugby-2022-con-il-supporto-di-world-rugby/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Floccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Mar 2021 08:39:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emisfero Sud]]></category>
		<category><![CDATA[Fijian Drua]]></category>
		<category><![CDATA[isole del pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[moana pasifika]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La federazione internazionale ha avviato un piano di sostegno economico per avere due rappresentanti oceaniche nel Super torneo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2021/03/25/due-squadre-del-pacifico-nel-super-rugby-2022-con-il-supporto-di-world-rugby/">Due squadre del Pacifico nel Super Rugby 2022 con il supporto di World Rugby?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo diversi anni di discussione, sembra essere arrivato il momento di vedere le squadre del Pacifico (Fiji, Tonga e Samoa) competere nel Super Rugby. L’ente che governa la palla ovale nel mondo, World Rugby, ha infatti annunciato di aver avviato un piano per fornire supporto finanziario e amministrativo a due potenziali franchigie che dal 2022 entrerebbero a far parte del Super Rugby. Una mossa definita rivoluzionaria, che ha come obiettivo quello di sviluppare il talento dei “pacifici” e creare un percorso per i migliori talenti, e permetterà a queste due formazioni di giocare direttamente sul territorio senza doversi spostare in maniera continuativa in Australia e Nuova Zelanda.</p>
<p>Il progetto di World Rugby prevede un finanziamento di 1.390.530 euro per un periodo iniziale di tre anni col fine di supportare due franchigie: i Fijian Drua e i <a href="https://www.onrugby.it/2020/12/05/gli-highlights-di-maori-all-blacks-moana-pasifika/" target="_blank" rel="noopener">Moana Pasifika</a>. Entrambe, che avranno anche dei finanziamenti interni, dovranno rispettare tutta una serie di regole a livello economico e organizzativo per poter entrare effettivamente a far parte del Super Rugby, ma è chiaro come questa mossa possa essere fondamentale per le tre nazioni coinvolte. Crescere nel proprio paese, sfidare formazioni di altissimo livello, ed esibirsi in palcoscenici importanti, quindi una grande boccata d’ossigeno per le federazioni del Pacifico.</p>
<p><strong>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2020/03/11/come-world-rugby-punta-a-sviluppare-il-gioco-nelle-isole-del-pacifico-e-in-america/" target="_blank" rel="noopener">Come World Rugby si era già adoperata per sviluppare il rugby nel Pacifico (e non solo)</a></strong></p>
<p>Era dal 2016, da un congresso a Suva nelle Fiji, che World Rugby ha intavolato un piano per supportare queste nazioni e sembra che questo sia arrivato a compimento. In forma minore quest’idea si era comunque messa in atto nel 2017, quando vennero creati i Fijian Drua che hanno preso parte al campionato australiano, vincendolo tra l’altro nel 2018.</p>
<p><span lang="it-IT">Il presidente del World Rugby Sir Bill Beaumont ha dichiarato: &#8220;Il potenziale rivoluzionario della decisione del Comitato Esecutivo di supportare le franchigie del Pacific</span><span lang="it-IT">o</span><span lang="it-IT"> non deve essere sottovalutato. Da una prospettiva strategica, fornisce la migliore piattaforma e percorso possibile affinché </span><span lang="it-IT">tutti i giocatori delle isole</span><span lang="it-IT"> raggiungano il loro </span><span lang="it-IT">massimo </span><span lang="it-IT">potenziale. A livello umano questa è assolutamente la cosa giusta da fare. È fantastico per i giocatori, poiché consente loro di scegliere per la prima volta di far parte di una squadra professionale locale ai massimi livelli del rugby”. </span><span lang="it-IT">Anche i presidenti delle tre federazioni (Fiji, Samoa e Tonga) hanno manifestato tutto il loro entusiasmo per la decisione presa, sicuri del fatto che poterà enormi benefici al loro movimento interno. </span></p>
<p><span lang="it-IT">Come detto però servirà però rispettare tutta una serie di parametri economici e di sostenibilità per venire effettivamente ammesse nel Super Rugby. World Rugby tra l’altro non ha specificato a quale “Super” torneo le due squadre potrebbero venire aggiunte, ma appare possibile (anche per via del Trans-Tasman Super Rugby) che nel prossimo futuro si riesca a creare un torneo che comprenda tutte le principali nazioni dell’Oceano Pacifico. </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2021/03/25/due-squadre-del-pacifico-nel-super-rugby-2022-con-il-supporto-di-world-rugby/">Due squadre del Pacifico nel Super Rugby 2022 con il supporto di World Rugby?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Eleggibilità: tanti All Blacks pronti a tornare in madrepatria</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2017/12/05/eleggibilita-tanti-all-blacks-pronti-a-tornare-in-madrepatria/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Calamai - OnRugby.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Dec 2017 11:20:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[Eleggibilità]]></category>
		<category><![CDATA[isole del pacifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sempre più giocatori fanno sentire la propria voce in favore di una rivisitazione delle regole sull'eleggibilità</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/12/05/eleggibilita-tanti-all-blacks-pronti-a-tornare-in-madrepatria/">Eleggibilità: tanti All Blacks pronti a tornare in madrepatria</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un argomento ricorrente quello della modifica delle norme sulla eleggibilità dei giocatori per il rugby internazionale. Stavolta non si parla tanto della <em>residency rule</em> che permette ai giocatori di essere convocati in una squadra nazionale dopo 3 anni di residenza nel paese in questione, ma della<strong> possibilità di ottenere una seconda &#8220;<em>cittadinanza ovale</em>&#8220;.</strong></p>
<p>Si tratta di una questione sollevata soprattutto dagli addetti ai lavori e molto incentivata dai giocatori: <strong>a coloro che hanno già ottenuto caps per le maggiori nazionali, dovrebbe essere consentita la convocazione nelle nazionali di seconda fascia</strong>. Ovviamente, nella fattispecie si parla soprattutto di giocatori originari delle isole del Pacifico, che oggi ingrossano le fila di Nuova Zelanda e Australia.</p>
<p>Sempre più ex-All Blacks, infatti, avrebbero dichiarato la propria disponibilità ad essere convocati dalle nazionali dei loro paesi di nascita in vista della prossima coppa del mondo, secondo quanto riportato dal <i>New Zealand Herald.</i></p>
<p><strong>Ma&#8217;a Nonu, Charles Piutau, Frank Halai, Victor Vito, Steven Luatua.</strong> Sono solo alcuni dei nomi di coloro che hanno alzato la mano per far sentire la propria voce in favore di questo possibile provvedimento, già in vigore nel rugby league.</p>
<p>Al <em>Daily Mail</em>, in un&#8217;intervista pubblicata domenica, l&#8217;estremo di Ulster Charles Piutau ha detto: &#8220;Se c&#8217;è un modo per farlo, <strong>voglio dare indietro qualcosa e giocare per Tonga alla Rugby World Cup 2019.&#8221;</strong></p>
<p>&#8220;Se il nostro sport seguisse il modello del rugby league &#8211; ha proseguito il 14 volte All Black, nato a Auckland da genitori tongani &#8211; sarebbe un contributo enorme alle isole del Pacifico e renderebbe il palcoscenico mondiale nuovamente competitivo.&#8221;</p>
<p>Piutau ha giocato per Tonga il mondiale under-20 nel 2010, <strong>salvo poi giocare il successivo con la nazionale giovanile neozelandese</strong>. Gli ha fatto eco Nick Williams, l&#8217;ex Aironi oggi ai Cardiff Blues: &#8220;Ho giocato per i Junior All Blacks più di dieci anni fa e questo mi ha vincolato. Mi piacerebbe che le regole cambiassero.&#8221;</p>
<p>Più cauto, invece, il terza linea di La Rochelle Victor Vito: &#8220;<strong>Io ho fatto la mia scelta con gli All Blacks</strong>. Non vorrei mai privare un giocatore che lo merita di più di una tale opportunità o del suo sviluppo, ma mi piacerebbe giocare per Samoa.&#8221;</p>
<p class="element element-paragraph">Anche Matt Giteau, attraverso il suo account Twitter, aveva voluto dire la sua qualche settimana fa: &#8220;Il rugby union potrebbe adottare un&#8217;organizzazione simile a quella della coppa del mondo di rugby leage, dove i giocatori talentuosi non selezionati dalle squadre di prima fascia possono giocare per i loro paesi di origine come Fiji, Samoa e Tonga. Solo nell&#8217;anno della coppa del mondo.&#8221;</p>
<p class="element element-paragraph">Per quanto sicuramente innalzerebbe il livello medio della competizione nel mondo ovale, un tale provvedimento sull&#8217;eleggibilità dei giocatori <strong>non sembra essere nei piani a breve termine di World Rugby</strong>. Il problema sarebbe anche quello di realizzare una norma chiara, inclusiva di tutti i casi ma che al tempo stesso non abbia qualche falla da esplorare. Infine, un altro punto a sfavore della questione sarebbe il disincentivo per i movimenti delle isole del Pacifico a creare un movimento rugbystico nazionale, un po&#8217; come sta cercando di fare Fiji.</p>
<p class="element element-paragraph">L&#8217;opinione dei giocatori, però, sembra essere chiara. La riassume Wycliff Palu, 35enne ex-Wallabies: &#8220;Se fossi solo un paio d&#8217;anni più giovane, avrei sicuramente alzato la mano.<strong> Sarebbe ottimo per il rugby</strong>.&#8221;</p>
<p class="element element-paragraph">
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/12/05/eleggibilita-tanti-all-blacks-pronti-a-tornare-in-madrepatria/">Eleggibilità: tanti All Blacks pronti a tornare in madrepatria</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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