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	<title>greg smith Archivi - On Rugby</title>
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		<title>Rugby e concussion, la testimonianza di Greg Smith</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Pansardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2016 10:33:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Concussion]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'ex tallonatore delle Fiji (46 cap) ha raccontato le conseguenze di una carriera costellata di commozioni cerebrali</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Greg Smith è un ex giocatore di rugby, nato in Nuova Zelanda ma con 46 caps all&#8217;attivo con le Fiji per via di suo padre, nato proprio nel piccolo arcipelago del Pacifico. Di ruolo tallonatore, ha militato principalmente per i Chiefs nel Super Rugby e per Waikato, eccezion fatta per una parentesi di una stagione allo Swansea nel 2000/2001, ed ha dovuto interrompere bruscamente l&#8217;attività agonistica a soli 30 anni su consiglio dei medici, poiché <strong>i danni cerebrali causati delle numerose concussion subite avrebbero potuto aumentare il rischio di ictus</strong>. Sembrerebbe il risvolto più doloroso di una carriera sfortunata e costellata &#8211; per l&#8217;appunto &#8211; di colpi alla testa ma, nella sua recente intervista rilasciata al <em>New Zealand Herald</em>, Smith ha rivelato una serie di particolari che spiegano ulteriormente il dramma vissuto dal giocatore durante i suoi anni di professionismo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 46enne ha ammesso di soffrire di irreparabili danni cerebrali e &#8220;di essermi ritirato all&#8217;età di 30 anni, come risultato di vent&#8217;anni di concussion. Ho preso di frequente colpi alla testa che hanno comportato anche perdite di memoria. Da ragazzo ero visto come uno dalla testa dura e ho marciato su questo, continuando ad avere impatti in modo da alimentare questa fama&#8221;. Il passaggio tra i seniores, tuttavia, è sembrato quasi premonitore di quello che avrebbe atteso Smith negli anni a seguire: <strong>&#8220;I miei esordi tra i grandi furono segnati da un colpo che ho pagato con quattro settimane di forti mal di testa e vomito.</strong> Crescendo, tutte le gare (anche quelle del Super Rugby e i test match) sono state giocate con l&#8217;ombra della concussion. Sapevo che ogni infortunio fosse difficile da misurare e potevo controllare il trattamento medico e il tempo in cui sarei stato lontano dai campi in base a ciò che dicevo allo staff medico &#8211; racconta Smith &#8211; Non volevo cedere il mio posto&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Verso la fine della mia carriera ha subito alcuni colpi che hanno cambiato le carte in tavola. <strong>Per la prima volta i sintomi mi hanno spaventato, ma mi sono detto che ero invincibile&#8221;</strong>. Le tante concussion, tuttavia, avevano realmente aumentato i problemi cerebrali di Smith, arrivato al punto di &#8220;<strong>perdere temporaneamente la capacità di parlare. Quando l&#8217;ho riacquistata, mi sono accorto di aver dimenticato parole che prima conoscevo. Non potevo sedermi in una testa con le luci accese&#8221;</strong>. Ma non finisce qui: &#8220;Qualunque cosa richiedesse concentrazione mi era impossibile, non riuscivo a concentrami per più di un minuto. <strong>Non potevo guardare un computer né guidare l&#8217;auto, il rumore era intollerabile. Ma ho continuato a giocare&#8221;. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Nel 2004 ho visto quattro o cinque specialisti, mi hanno detto tutti di fermarmi. Mi hanno detto che ogni ulteriore danno avrebbe potuto portare ad una perdita permanente delle funzioni cerebrali&#8221;. Il solo ritiro non è certamente bastato a far migliorare le sue condizioni di salute, anzi. <strong>&#8220;Mi sono ritirato, ma i sintomi sono peggiorati</strong>. Le risonanze magnetiche hanno rivelato delle cicatrici nel mio cervelletto [&#8230;] Quando il mio cervello si è sovraccaricato <strong>ho sofferto di nistagmi</strong>, una condizione in cui gli occhi lampeggiano in maniera incontrollata. <strong>Mi è stata diagnosticata anche una depressione da post-commozione cerebrale&#8221;.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La chiusura, infine, è affidata ai rimpianti perchè &#8220;<strong>avevo fatto scelte sbagliate che mi hanno portato sull&#8217;orlo dell&#8217;invalidità permanente</strong>. Ci sono voluti anni per ristabilire il mio cervello e grande consapevolezza per gestire i vari sintomi, alcuni dei quali non sono andati via completamente. [&#8230;] Le commozioni cerebrali sono infortuni invisibili, gli effetti possono vari e sono difficili da comprendere&#8221;.</p>
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