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	<title>GIRA Archivi - On Rugby</title>
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		<title>Presente e futuro del professionismo, le sfide del rugby italiano: intervista a Matteo Barbini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Mar 2017 07:40:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rugby Azzurro]]></category>
		<category><![CDATA[Benetton Treviso]]></category>
		<category><![CDATA[GIRA]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Post carriera, permit player e tutele. Facciamo il punto con il Presidente di GIRA</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/03/06/presente-e-futuro-del-professionismo-le-sfide-del-rugby-italiano-intervista-a-matteo-barbini/">Presente e futuro del professionismo, le sfide del rugby italiano: intervista a Matteo Barbini</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel maggio 2016 GIRA &#8211; Giocatori d’Italia Rugby Associati &#8211; ha svolto le elezioni per il Board e per il collegio dei Garanti dell’Associazione. Un momento importante, dopo quanto accaduto nel pre Mondiale a Villabassa, e che ha visto l&#8217;ingresso di nuovi e giovani giocatori nell&#8217;associazione. Da allora l&#8217;attività non si è fermata, tra rapporti internazionali, rapporti con la Federazione e situazioni difficili come quella che stanno vivendo le Zebre. Abbiamo incontrato il Presidente Matteo Barbini per fare il punto su dove GIRA è arrivata, dove vorrebbe arrivare e cosa le serve per riuscirci.</p>
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<p><strong>Il rapporto con l’IRPA e il quadro generale</strong></p>
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<p><strong>Quali sono i vostri rapporti con l’International Rugby Players Association e come si strutturano?</strong></p>
<p>Come GIRA siamo ufficialmente parte integrante della IRPA dal 2013, dopo solo un anno dalla nostra nascita. Abbiamo lavorato sin da subito per la creazione di questo rapporto, attraverso il fondamentale aiuto dell’IRPA, perché riteniamo fondamentale avere l’opportunità di confrontarci con le altre associazioni mondiali. Gli incontri avvengono attraverso riunioni con cadenza annuale per l’Emisfero Nord e biennale collettivo con l’Emisfero Sud, oltre ad un flusso di informazioni continuo per aggiornamenti sullo stato delle attività.<br />
IRPA in questo senso rappresenta il legame tra le diverse realtà e strumento di supporto per la creazione di nuove Associazioni Giocatori, come le ultime nate (Pacific Island e Giappone) o le future (Scozia).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Perché sono nate le associazioni dei giocatori e qual è la principale sfida?</strong></p>
<p>L’esigenza forte è stata quella della tutela della salute del giocatore, intesa sia dal punto di vista fisico che mentale. Se il primo caso è più immediato, la copertura assicurativa, il secondo resta in Italia, ma non solo, ancora un’area grigia. Salute mentale significa capire se un giocatore è sereno, se è contento di ciò che sta facendo, se il post carriera è motivo di ansie e preoccupazione: e i test fatti attraverso l’IRPA in diversi paesi (compreso l’Italia e siamo stati la seconda nazione come numero di partecipanti) hanno restituito un panorama psicologico che direi sconcertante. I giocatori sono “grandi e grossi”, ma sono prima di tutto essere umani. Tutelare la salute mentale significa mettere a disposizione risorse tra le quali certamente mental coach e consulenti, che aiutino a risolvere le problematiche degli atleti affinché siano sereni. Anche perché un atleta sereno performa meglio, questo è indiscutibile. &#8220;Better men, better players&#8221; come dicono i nostri amici australiani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Rispetto alle controparti estere a che punto siamo?</strong></p>
<p>GIRA è nata nel 2012. Nei primi anni della nostra attività abbiamo agito su quelle che rappresentavano delle priorità, vuoi delle emergenze, come le tutele contrattuali e assicurative. Il confronto con le controparti estere ci dà la possibilità di capire su cosa agire e come destinare le risorse evitando sprechi: al momento la priorità è quella di strutturarci per poter investire nell’immediato in tutti i servizi necessari agli atleti.<br />
Le maggiori difficoltà per iniziare questo processo sono dunque di tipo economico, perché per seguire quotidianamente le diverse attività servono persone a tempo pieno: sarebbe un grave errore strategico aprire tanti cantieri senza avere la possibilità di seguirli.<br />
Ma non si pensi che servano un’infinità di anni ed enormi risorse: in Irlanda fino ad una decina di anni fa non c’era una simile associazione, oggi è radicata ed integrata al sistema e rappresenta un riferimento nel panorama delle Associazioni Giocatori.</p>
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<p><strong>Un’associazione strutturata quanto può aiutare il movimento?</strong></p>
<p>Moltissimo, e l’abbiamo imparato studiando le nostre controparti angolsassoni. Chiaramente oggi la carriera del rugbista professionista (e aggiungo non solo in questo sport) non è ritenuta in Italia un obiettivo professionale solido e su cui poter costruire la propria vita. Certo, è un problema in generale di tutto lo sport italiano, dovuto soprattutto all’errato rapporto col mondo scolastico che è visto in opposizione e secondo il quale in Italia lo sport è tempo sottratto allo studio. Vi è un mancato passaggio diretto dal rugby amatoriale/giovanile (non serve ricordare l’importanza del nostro sport come fondamentale veicolo educativo e formativo attraverso gli aspetti integrativi del gioco, ossia valori, amicizie, salute…che conosciamo tutti ed è fondamentale promuovere e mantenere saldi) al rugby professionale: questo provoca una perdita enorme di giocatori talentuosi che mollano a 18-20 anni per dedicarsi ad altro.<br />
Come si può far sì che la carriera ovale sia vista come opportunità? Dimostrando che dopo di essa il viaggio continua, che c’è una struttura che accompagna l’atleta aiutandolo a formarsi ed inserirsi in un nuovo ambito professionale adeguato alle sue capacità ed interessi, iniziando a formarlo non a 35 anni, ma nei dieci anni precedenti per arrivare pronto.</p>
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<p><strong>I rapporti con la Federazione e il professionismo in Italia</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Dopo quanto accaduto a Villabassa prima del Mondiale, come sono proseguiti i rapporti con la Federazione?</strong></p>
<p>Se non avessimo nulla da dire, significherebbe esser parte di un movimento in cui tutto è perfetto, ma i risultati ed alcune vicende di attualità dimostrano invece che non è questo il caso. Il nostro intento è di confrontarci in modo propositivo per comprendere e comunicare le rispettive esigenze, in modo da anticipare i possibili problemi ed affrontarli nelle modalità e nelle sedi opportune. Se cresciamo noi cresce la Federazione, e viceversa.</p>
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<p><strong>Certa stampa aveva bollato quelle trattative come una spiccia “battaglia per il grano”, ma sul tavolo c’era in realtà ben altro. C’è il rischio di essere percepiti come antagonisti?</strong></p>
<p>E’ chiaro che GIRA poteva e può essere vista come antagonista, ma ricordiamoci che è stata creata dai giocatori stessi e continua ad essere supportata da tutti i nostri atleti di alto livello, inclusi tutti ragazzi che giocano all&#8217;estero e che toccano con mano i vantaggi di modelli associativi che funzionano.<br />
In particolare i nostri associati senior, come Parisse, Ghiraldini, Cittadini, Gori, Biagi sono ben consapevoli dell’importanza di dar vita ad una struttura che cammini con le proprie gambe, a prescindere da chi ne farà parte, e di cui potranno beneficiare le generazioni future. Dobbiamo essere consapevoli che il rugby oggi è uno sport professionistico e in questo esiste forse una discrasia. La nostra Federazione ha una profonda storia e tradizione, ma di fatto è entrata nell’élite ovale con l’ingresso nel Sei Nazioni. Certe esigenze prima non esistevano, oggi invece c’è tanto lavoro da fare.</p>
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<p><strong>Si è parlato anche di assicurazioni, per esempio…</strong></p>
<p>E’ un punto di confronto su cui si è lavorato bene e insieme per dare ai giocatori il miglior prodotto possibile. Il tema è ovviamente molto complesso: nel rugby iper fisico gli infortuni sono all’ordine del giorno, incluso quelli fine carriera. Statistiche assicurative danno incrementi a doppia cifra su infortuni di fine carriera, e incremento esponenziale di infortuni da concussion. Le spese mediche e tutto ciò che impatta sul contratto assicurativo è cresciuto a dismisura, e ci sono modifiche e aggiustamenti che vanno fatti: non si tratta solo di assicurare un giocatore, ma farlo in un modo tale che si senta sicuro e tutelato. Crescono velocità e impatto, e di conseguenza numero ed incidenza di infortuni. Vero che i giocatori sono fisicamente più preparati, ma rimane il fatto che vent’anni fa un pilone da 120kg tendenzialmente non era certo famoso per lo sprint sui primi 10 metri, oggi quel limite non esiste più. Ma è una cosa comune a tutti gli sport: pensa che anche nel golf la preparazione fisica è aumentata in modo deciso… da Tiger Woods in poi gli atleti performanti sono tutti fisicamente e mentalmente incredibili. E tutto ciò deve essere tutelato.</p>
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<p><strong>Un tema, quello della tutela, che interessa anche tutti i giocatori di Eccellenza.</strong></p>
<p>A maggior ragione deve interessare i giocatori di Eccellenza, che deve diventare un’ &#8220;Eccellenza di servizi&#8221;. E’ il campionato che esprime il legame con il territorio, l’appartenenza al club, valori imprescindibili per giocare il nostro sport, oltre a rappresentare sempre di più una piattaforma di sviluppo e lancio degli atleti che approderanno a livelli più alti.</p>
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<p><strong>A proposito di Nazionale, da ex giocatore internazionale come valuti l’arrivo di Conor e cosa percepisci sentendo i ragazzi?</strong></p>
<p>E’ un arrivo che mette entusiasmo, e non solo di Conor, parlo dello staff al completo. Il clima è alto ed il cambio di rotta tangibile. Incontrare i ragazzi e sentire che i mesi di lavoro con il nuovo staff tecnico sono stati fantastici e che il loro impegno è massimo, da Presidente GIRA mi riempie di orgoglio. Però serve una premessa fondamentale: che a O’Shea sia data carta bianca. Non ultimo… affrontare un’Inghilterra con strategia innovativa sì, ma espressa alla perfezione, mi ha veramente colpito e trasmesso ancora più energia. E  mi ha permesso di mandare al presidente dell’RPA la classica frase. <em>I am not your Coach</em>… Cose che non hanno prezzo!</p>
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<p><strong>O&#8217;Shea arriva da un campionato, la Premiership, in cui la Rugby Players&#8217; Association è forte, strutturata e con molti fondi. Assieme vi siete incontrati?</strong></p>
<p>Sì, dopo la finestra di novembre. E’ fondamentale avere un rapporto stretto perché come detto precedentemente, un giocatore sereno è un giocatore performante. Non dimentichiamoci però che noi rappresentiamo i giocatori e cerchiamo di tutelarne i diritti, per tutto il resto, carta bianca e fiducia nelle persone incaricate. Certamente vi saranno suggerimenti che possiamo portare e punti di confronto, ma l’obiettivo è la crescita dei giocatori che rappresentiamo e di riflesso dell’intero movimento.</p>
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<p><strong>Uno dei problemi del nostro rugby sono le franchigie che non vincono. E anche per quanto riguarda i temi cari a GIRA, alle Zebre c’è una situazione davvero difficile al momento…</strong></p>
<p>I giocatori professionisti devono essere gestiti da professionisti, da ogni punto di vista: tecnico, mentale, atletico e aziendale. Abbiamo seguito con molta attenzione la vicenda Manici, così come stiamo monitorando da vicino quanto sta accadendo in generale a Parma. C’è molta attenzione sulla gestione di una situazione di emergenza per arrivare al termine del campionato ma quello che spaventa di più i ragazzi è il dopo.<br />
La differenza vera la fa la qualità del lavoro quotidiano ed è in questo senso che si deve ragionare per creare un contesto di serenità che permetta ai giocatori di performare al meglio, e quindi esprimere tutto il loro potenziale esplorando i propri limiti, sia nel club che poi con la maglia azzurra.</p>
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<p><strong>Il fine carriera: tra problemi presenti e possibilità future</strong></p>
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<p style="text-align: center;"><em>“Il post carriera rimane ancora il nostro tema principale. Un giocatore per essere tranquillo deve avere una certezza economica contrattuale ed avere opportunità reali per quando smetterà di giocare. Che sia per scelta o per un brutto infortunio”</em></p>
<p style="text-align: center;"><em> </em></p>
<p>&#8221; E’ uno di quei cantieri in stand by di cui parlavo prima, che sarà aperto quando avremo le risorse a disposizione. Nel frattempo, specialmente nei primi anni, l’attenzione è stata rivolta alla creazione di maggiore consapevolezza nei ragazzi riguardo ai temi loro più vicini: contrattualistica, assicurazioni, previdenza.</p>
<p>In seguito, grazie ad una collaborazione con l’AIC (Associazione Italiana Calciatori) abbiamo avuto la possibilità di partecipare con alcuni nostri giocatori per tre anni consecutivi al Corso di formazione &#8220;Ancora in Carriera&#8221; del quale i ragazzi sono stati entusiasti per la quantità e la qualità dei contenuti proposti.</p>
<p>Istituire un programma sul post carriera rappresenterà la nostra più grande sfida. E’ un tema sempre più sensibile: non è un caso che anche il CONI abbia dato vita al programma &#8220;La nuova stagione&#8221; &#8220;.</p>
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<p><strong>Quanto siamo indietro da questo punto di vista rispetto ai nostri competitor mondiali?</strong></p>
<p>Il Player Develpoment Program è al primo posto nelle agende delle Associazioni Estere. Le differenze che vediamo in campo, sono le stesse che si notano anche in aspetti corollari ma non meno importanti del gioco. E non è un caso che le due squadre che hanno avuto la crescita maggiore negli ultimi anni in termini di risultati sportivi, Inghilterra e Irlanda, rappresentano i due movimenti che hanno avuto i maggiori risultati con le rispettive Associazioni dei giocatori. Il post carriera in quei casi è visto e curato in modo completamente diverso e professionale, in campo ci confrontiamo con squadre che sono molto più avanti di noi da questo punto di vista. Il ritorno di Sexton a Leinster è anche frutto delle possibilità che gli sono state offerte per la sua riconversione post rugby giocato: un modo diverso per competere con le cifre inarrivabili, anche per la Federazione Irlandese, del rugby francese.</p>
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<p><strong>Da ex giocatore internazionale e capitano del Petrarca, cosa ti ha lasciato il rugby di alto livello che può essere spendibile in un altro campo professionale?</strong></p>
<p>Chi ha giocato a rugby ad un certo livello ha sviluppato delle doti e competenze peculiari e spesso uniche. Giri il mondo, impari più lingue, ti interfacci con persone diverse, provenienti da culture diverse e che cerchi di capire. Insomma, non cose immediate e che si imparano facilmente. In aggiunta un capitano (o leader di reparto), per esempio, impara a gestire un gruppo, a stimolarlo in base ai caratteri diversi delle persone, a rapportarsi con allenatori e arbitri e viene spesso coinvolto negli incontri con Sponsor ed Enti pubblici. E&#8217; chiaro che serve una struttura che incanali tutte queste competenze, che le sviluppi nel dopo carriera trasformandole in opportunità professionali concrete.</p>
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<p><strong>Ci sono novità in cantiere?</strong></p>
<p>A brevissimo prenderà vita un progetto con uno dei maggiori gruppi assicurativi nazionali, per mettere a disposizione dei giocatori la possibilità di allocare una parte delle proprie disponibilità per piccoli investimenti. Un piccolo plafond da investire, una sorta di TFR, che rappresenta comunque una tutela che vogliamo dare ai giocatori. Come ben sappiamo il rugby non è formalmente uno sport professionistico, ciò non toglie che si possano attivare dei servizi che lo possano avvicinare il più possibile a quello status. Cose fattibili ed attuabili, senza aspettare che cambino le normative.</p>
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<p><strong>Per alcuni ex giocatori, il post carriera è significato un ruolo federale, anche di tipo non tecnico. E la sensazione è che ciò abbia in alcuni casi bloccato il processo di professionalizzazione che l’ingresso nel Sei Nazioni imponeva. Siamo progrediti in campo, ma fuori la gestione era ancora troppo amatoriale.</strong></p>
<p>Chi ha vissuto il rugby ad un certo livello ha un cuore, un interesse ed una passione che non possono non essere valorizzati e coinvolti. Sarebbe uno spreco incredibile. Ma le persone vanno formate. Se hai avuto una carriera di club e internazionale, se hai dato e ricevuto esperienze fondamentali, se hai contribuito alla crescita del rugby italiano, è giusto che la Federazione punti su di te per crescere ancora fuori dal campo. Ma è necessario dare un’ulteriore formazione: può essere un Master, un tutoraggio affiancato da un Manager o da un formatore…E’ fondamentale che le persone restino nell’ambiente che ha rappresentato la loro professione per i primi venti anni di vita lavorativa, ma bisogna indirizzarle e formarle. Un bravo giocatore è da subito un bravo allenatore? No, ma se studia è più probabile che lo diventi rispetto a chi non ha mai giocato.</p>
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<p><strong>Ci manca la figura di un Direttore Generale?</strong></p>
<p>Un presidente di un’azienda che gestisce oltre 40 milioni di Euro, deve essere affiancato da un Direttore Generale. Non perché non sia competente, ma semplicemente perché professionalmente è impossibile gestire tutto. Le grandi aziende e i grandi Manager non solo delegano, ma lavorano per obiettivi su base temporale: e il lavoro delle persone si valuta in base al loro raggiungimento. E si prendono provvedimenti di conseguenza.</p>
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<p><strong>Permit player: col sorriso e tutelati </strong></p>
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<p><strong>Uno dei temi caldi, che andava affrontato prima di entrare in Pro12, è quello dei permit player. A che punto siamo e cosa serve?</strong></p>
<p>Per noi questo è uno dei temi forti, un argomento fondamentale. Quello che chiediamo è una formalizzazione del regolamento, mettere nero su bianco l’intero processo dal rilascio, all’assicurazione, al ritorno al club. Sia chiaro, il sistema dei permit player è una grande opportunità e così deve essere visto: sia per un giovane giocatore di mettersi in luce in Pro12, sia per un giocatore delle franchigie che ha bisogno, per esempio, di riprendere ritmo gara dopo un infortunio. Ma entrambi devono giocarsi questa possibilità con il sorriso e sapendo di essere tutelati, sapendo che esistono precisi accordi che regolamentano l’intero processo.</p>
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<p><strong>Perché al mio avversario dai un giocatore celtico e non a me?</strong></p>
<p>Una soluzione immediata non esiste, ma bisogna guardare a simili esperienze all’estero, imparare da loro e crescere. Per risolvere un problema bisogna capire e tentare: perché in Irlanda non esistono simili problematiche? E’ un tema che è in agenda da tempo, ma se ne parla e basta. Ed è un problema di visione: non bisogna guardare il dito ma la Luna, che è il bene dei singoli giocatori e quindi del movimento.</p>
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<p><strong>Conor O’Shea prima del Sei Nazioni ha detto che le cose cambieranno…</strong></p>
<p>Già nel breve, speriamo. Ovviamente una persona da sola non può cambiare tutto, ma una scossa, una prima scintilla, possono avviare un movimento più generale. Come dice e ripete da quando è arrivato: se continueremo a fare le stesse cose i risultati non cambieranno.</p>
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<p><strong>Il sistema delle Accademie e il rischio decontestualizzazione</strong></p>
<p>&#8220;Oggi c’è un sistema di Accademie molto forte, ma non dimentichiamoci che il cammino che ha portato il rugby italiano a questi livelli, è fatto di investimenti nei club. Oggi tutto è cambiato, anche questo sport è diventato una professione, un lavoro che una volta non esisteva. Una cosa però non è cambiata, ed è la distribuzione geografica della palla ovale, con città da Nord a Sud in cui è fortemente radicata ed altre zone in cui lo è decisamente meno. L’investimento sui ragazzi va fatto, questo è fuori discussione, ma bisogna capire come, dove e secondo quali necessità. E qui i dubbi non mancano, anche guardando alle esperienze estere&#8221;.</p>
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<p><strong>Quali sono debolezze e minacce di una simile struttura formativa?</strong></p>
<p>Qui ovviamente do il mio parere personale, e sono conscio che sia molto facile commentare dall’esterno. In ogni caso, prendere un ragazzo di 16/18 anni e spostarlo in una zona e in un contesto nuovo, lontano da famiglia e amici, è limitante. Nel senso che per come è pensata l’organizzazione del lavoro in Accademia e il contesto in cui essa in alcuni casi si colloca, impedisce al ragazzi di vivere le esperienze normali della propria età. Sono anni in cui la vita va vissuta: in America e nel Regno Unito si crea attorno ai ragazzi un contesto stimolante dal punto di vista umano, ovvero strutture liceali e universitarie composte da migliaia di ragazzi e ragazze, di altissimo profilo e valore culturale, all’interno del quale si richiede loro di praticare sport ad un livello altrettanto elevato, senza scordare la formazione scolastica ma anzi valorizzandola ed esigendola. Come già detto è un problema che non coinvolge solo il rugby, ma se non troviamo soluzioni nell’arco di dieci anni non avremo più nessuno sportivo competitivo a livello internazionale. Ho visitato quattro università americane, esperienza che ti permette di capire quanto indietro sia il nostro sistema formativo sportivo.</p>
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<p><strong>Il diritto d’immagine: in continuo aggiornamento</strong></p>
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<p><strong>L’immagine è ormai una componente fondamentale della nostra vita. Tanto più per chi è sotto i riflettori. Anche questo è un tema in agenda?</strong></p>
<p>In questi anni il tema è cambiato moltissimo, o meglio i cambiamenti tecnologici hanno imposto aggiornamenti. Rispetto a una ventina di anni fa, tutto si è modificato. Anche in questo caso, abbiamo avuto rapporti con i colleghi sudafricani e sappiamo come le cose andrebbero fatte. Ma serve professionismo: la cura dei diritti d’immagini deve essere affidata ad uno studio legale esperto, che sia in grado di curarlo e di aggiornarlo.</p>
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<p><strong>Quale sarebbe lo scenario ideale?</strong></p>
<p>Diritto di immagine significa tanti altri aspetti, alcuni relativi alla parte legale ed economica, altri relativi alla parte sportiva. Qui, se strutturati, potremmo aiutare formando i giocatori affinché la loro immagine, ed a specchio l’immagine del nostro sport, sia sempre tutelata, insegnando loro a parlare in pubblico e con i media, a rapportarsi con i tifosi e con gli sponsor. Tutte cose che contribuiscono alla crescita e alla professionalizzazione del movimento.</p>
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<p><strong>Varie ed eventuali: Lega di Club, Fondo di solidarietà e giovani giocatori</strong></p>
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<p><strong>Le Lega di club sembra rinata e rimorta nel giro di poche settimane. Qual era la vostra posizione?</strong></p>
<p>GIRA è favorevole a tutto ciò che possa contribuire alla crescita del movimento. Una Lega dei club, ma anche un’associazione allenatori, preparatori atletici o procuratori. Quando ci si interfaccia e si creano momenti di incontro e confronto, le idee propositive arrivano e le esperienze estere a cui dovremmo tendere lo confermano. Ma la cosa fondamentale è che ognuno veda l’associazionismo non come un momento per tentare di tutelare i propri interessi: l’obiettivo di oggi deve essere quello della crescita collettiva del movimento.</p>
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<p><strong>Avete seguito le recenti vicende su bilancio federale e Fondo di Solidarietà?</strong></p>
<p>Sapere che la Federazione ha questo tipo di problematiche certo non aiuta, ed è chiaro che dovrà mettere in atto passi importanti. Ciò che noi vogliamo, è che questi passi non vadano ad impattare sulla tutela della salute dei giocatori. Abbiamo seguito la vicenda del Fondo di Solidarietà dal punto di vista normativo: è fondamentale che il Fondo sostenga i giocatori che ne hanno bisogno e ad oggi è sempre stato così e non c’è nulla da recriminare.</p>
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<p><strong>Come si pongono i giocatori più giovani nei vostri confronti? C’è più curiosità, preoccupazione o consapevolezza?</strong></p>
<p>I giocatori più giovani vanno stimolati ed incontrati sistematicamente, cosa che purtroppo non sempre riusciamo a fare perché abbiamo il nostro “personale” impegnato sul campo da gioco ed in ufficio. Per ovviare a questo problema stiamo creando una rete di referenti nei diversi club ed abbiamo in calendario il “GIRA TOUR”. Rispetto al passato ad ogni modo c’è molta più curiosità e interessamento da parte dei più giovani, e lo testimonia il fatto che nel nostro Consiglio Direttivo ci sono Federico Conforti, Luca Morisi e Marco Fuser. Un ruolo importante lo hanno i leader di squadra, nel sensibilizzare e far conoscere queste tematiche. Poi con Internet e la circolazione di notizie, ci si mette pochissimo ad informarsi su esperienze e risultati ottenuti dalle associazioni straniere. Ma non dimentichiamo che GIRA è nata per volere dei giocatori, che al suo interno hanno sempre avuto un ruolo fondamentale.</p>
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		<title>Gira Rugby: eletti il nuovo Board e il nuovo collegio dei Garanti</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/05/05/gira-rugby-eletti-il-nuovo-board-e-il-nuovo-collegio-dei-garanti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 May 2016 08:50:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rugby Azzurro]]></category>
		<category><![CDATA[GIRA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tanti volti nuovi entrano a far parte dell'Associazione</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-115668" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/05/gira.jpg?x56245" alt="gira" width="795" height="505" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/05/gira.jpg 795w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/05/gira-120x76.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/05/gira-230x146.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/05/gira-400x254.jpg 400w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></p>
<p>Mercoledì si è tenuta a Rovigo la 5^ Assemblea Nazionale di G.I.R.A. &#8211; Giocatori d&#8217;Italia Rugby Associati, nel corso della quale sono state effettuate le elezioni per il Board e per il collegio dei Garanti dell&#8217;Associazione. I nuovi incarichi avranno durata triennale. Nei prossimi giorni, si legge sul comunicato diffuso, verranno resi noti i temi trattati nel corso dell&#8217;incontro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il Consiglio Direttivo</strong><br />
&#8211; Matteo Barbini (ex giocatore, Broker)<br />
&#8211; Mauro Bergamasco (ex giocatore, Imprenditore)<br />
&#8211; Valerio Bernabò (Zebre)<br />
&#8211; Federico Conforti (Petrarca)<br />
&#8211; Federico D&#8217;Amelio (Avvocato)<br />
&#8211; Marco Fuser (Benetton)<br />
&#8211; Leonardo Ghiraldini (Leicester Tigers)<br />
&#8211; Edoardo Gori (Benetton)<br />
&#8211; Luca Morisi (Benetton)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I garanti dell&#8217;Associazione (Probiviri)</strong><br />
&#8211; George Biagi (Zebre)<br />
&#8211; Giulio Toniolatti (Zebre)<br />
&#8211; Alessandro Zanni (Benetton)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/05/05/gira-rugby-eletti-il-nuovo-board-e-il-nuovo-collegio-dei-garanti/">Gira Rugby: eletti il nuovo Board e il nuovo collegio dei Garanti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>GIRA torna a placcare la FIR e chiede di concretizzare l&#8217;Accordo Quadro</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/12/09/gira-torna-a-placcare-la-fir-e-chiede-di-concretizzare-laccordo-quadro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Wilhelm]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2015 06:41:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita federale]]></category>
		<category><![CDATA[alfredo gavazzi]]></category>
		<category><![CDATA[azzurri]]></category>
		<category><![CDATA[FIR]]></category>
		<category><![CDATA[GIRA]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Barbini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un comunicato-intervista in cui si sottolinea lo stato dell'arte e dove si chiede concretezza alla federazione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/12/09/gira-torna-a-placcare-la-fir-e-chiede-di-concretizzare-laccordo-quadro/">GIRA torna a placcare la FIR e chiede di concretizzare l&#8217;Accordo Quadro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un comunicato &#8220;camuffato&#8221; da intervista per fare il punto della situazione sulle iniziative dell&#8217;Associazione e soprattutto sulle trattative con la FIR: dopo l&#8217;accordo-quadro trovato a giugno in seguito al noto &#8220;caso Villabassa&#8221; la situazione sarebbe ferma e il presidente Matteo Barbini sottolinea in più passaggi che si attende che la Federazione concretizzi le promesse e dia corpo a quanto stabilisce quel documento.<br />
Il comunicato-intervista di GIRA:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Facciamo il punto della situazione sulle evoluzioni dell&#8217;associazione dei rugbisti pro e semi-pro dopo il &#8220;silenzio&#8221; che ha accompagnato la RWC2015, nel doveroso intento di non &#8220;distrarre&#8221; i giocatori dal loro impegno.</em><br />
<em>Ora si torna sugli scudi&#8230;<span class="text_exposed_show"><br />
Ecco il botta e risposta con il presidente Matteo Barbini, che non lesina informazioni e commenti.</span></em></p>
<p>***</p>
<p><strong>Puoi farci una panoramica sui progressi o gli sviluppi dell’attività di G.I.R.A. a livello internazionale e nazionale?</strong><br />
Ormai a livello globale, senza limitazione all’Europa, GIRA è riconosciuta &#8220;di fatto&#8221; e nei fatti.<br />
Facciamo parte dell’IRPA (International Rugby Player Association), riconoscimento che ci rende orgogliosi del lavoro fin qui svolto e che per noi non rappresenta un punto d’arrivo bensì un eccezionale punto di partenza per poter continuare il nostro percorso di crescita. Il meeting al quale ho personalmente partecipato insieme con Mauro Bergamasco a Londra in occasione della Rugby World Cup alla presenza di tutte le Associazioni di Emisfero Nord e Sud è stato in questo senso uno straordinario momento per acquisire ulteriori competenze dai nostri “fratelli maggiori”.<br />
Stiamo cercando di portare in Italia l’annuale incontro IPRA Emisfero Nord 2016 cosi’ da poter presentare a tutti i nostri associati le esperienze concrete delle realtà Inglesi ed Irlandesi raccontate di persona dai due CEO. Ricordiamoci che le associazioni giocatori internazionali sono vere e proprie aziende, finanziate dalle Federazioni e dalle squadre, con il solo obbiettivo di fornire welfare ai giocatori ed ex giocatori, ed è lì che dobbiamo arrivare, con altre fonti di finanziamento se necessario.</p>
<p><strong>Cosa si intende per Welfare, visto che si parla di finanziamento di recente abbiamo visto i 7m della RFU / RPA?</strong><br />
Welfare vuol dire tutto o niente, si passa dalle assicurazioni sulla vita allo sconto per acquisto dell’auto nuova&#8230; ma vorrei riflettere su un aspetto che spesso non viene considerato. I giocatori di rugby si vedono oggi in campo forti, grandi, grossi, duri, aggressivi e senza paura… Ma rimangono comunque uomini, anzi spesso ragazzi ed essendo tali si portano a carico tutti i normali problemi (in particolare psicologici) che la vita propone, e questo chiaramente può impattare tutte le loro la loro attività in campo ed agli allenamenti. Prendiamo come esempio il mondo reale, la qualità del lavoro è dettata dalle condizioni nelle quali vengono inserite le persone, che includono chiaramente la tranquillità economica e sociale ma in particolare le prospettive per il futuro. In particolare oggi visti anche gli investimenti fatti sui giovani, non possiamo permetterci di perdere talenti per strada solo perché la carriera del rugbista non da certezze per il futuro, noi queste certezze dobbiamo fornirle, dobbiamo educare e formare i giocatori accompagnandoli nel corso della carriera in modo che il passaggio post rugby sia lineare e vissuto con totale serenità.<br />
Disponessimo anche di 1/10 delle cifre trattate in UK, o addirittura di 1/20 potremmo mandare subito 2 persone (ex giocatori) per tre mesi in Inghilterra / Irlanda a IMPARARE quanto e cosa viene fatto li, in 6 mesi replicare il modello per i nostri giocatori partendo dall&#8217;eccellenza, in 3 anni potremmo essere strutturati con un Welfare program serio e basato su aziende concrete, senza buttare soldi dando incarichi a persone che non hanno il background adatto (non per colpa, ma per cv).</p>
<p><em><span class="text_exposed_show"><br />
<strong>Iniziative nel breve a livello nazionale?</strong><br />
Iniziative nel breve sono gli incontri con Zebre e Treviso previsti per Dicembre 2015 ed un incontro con Capitani e Vice capitani di tutte le squadre di Eccellenza previsti durante il 6 nazioni.<br />
Lì spiegheremo quanto è stato fatto quest’anno, chiaramente tratteremo tutti i punti dell’accordo quadro siglato con la FIR e la ristrutturazione di GIRA per includere il rugby 7 ed il rugby femminile, i rappresentanti dei quali sono già stati contattati.</span></em></p>
<p><strong>Un accenno all’ Accordo quadro qualche dettaglio in più?</strong><br />
La FIR si è impegnata formalmente su una serie di punti di necessaria importanza per il movimento nazionale, in particolare per l’eccellenza.<br />
1) Assicurazioni Pro12, Nazionale ed Eccellenza &#8211; Qui abbiamo avuto modo di controllare ed approvare le coperture di Nazionale e Pro12, mancano tutte le coperture di Eccellenza che stiamo attendendo di conoscere come da accordi presi.<br />
2) Cauzione/Fideiussione a copertura stipendi giocatori delle squadre di eccellenza – Siamo in attesa, come da accordi presi, di concreta conferma della vigenza di tali garanzie.<br />
3) Diritti immagine &#8211; Riteniamo che l’unica soluzione per regolamentarli sia una trattativa gestita da professionisti del settore che coinvolga tutti i giocatori, squadre e Federazione<br />
4) Permit Players – Dovremo definire un regolamento entro fine anno che delinei tutte le caratteristiche di tale status (assicurazione, stipendio, ect ect).<br />
Confidiamo di ricevere risposte nero su bianco nelle tempistiche previste dall’accordo firmato, in modo da poter iniziare quanto prima a lavorare per migliorare le condizioni generali nell’interesse di tutto il movimento.</p>
<p><em><span class="text_exposed_show"><br />
<strong>Cosa pensa in merito alle dichiarazioni federali della settimana scorsa riguardo la gestione pre-mondiale?</strong><br />
Come accade normalmente nelle Nazioni evolute tra Federazione e Associazione Giocatori, riteniamo che tutte le questioni debbano essere affrontate attraverso un percorso approfondito e condiviso che richiede le sue tempistiche, nelle modalità che sono proprie del nostro operare. Con la maggior parte dei ragazzi che rappresentiamo ho personalmente giocato diversi anni, ed ora la situazione non è cambiata. Si è squadra tanto in campo quanto fuori dal campo! Ogni decisione viene discussa ed approvata con i rappresentanti della Nazionale Italiana ed il nostro Direttivo, di certo non modificheremo il nostro modus operandi che riteniamo democraticamente allineato con i valori del nostro sport … Anche se qualcuno lavora in maniera diversa, non ci scoraggerà certamente a proseguire.</span></em></p>
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		<title>Sicurezza dei giocatori e loro futuro: GIRA all&#8217;annual meeting dell&#8217;IRPA</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/11/06/sicurezza-dei-giocatori-e-loro-futuro-gira-allannual-meeting-dellirpa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Wilhelm]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2015 09:11:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rugby Azzurro]]></category>
		<category><![CDATA[GIRA]]></category>
		<category><![CDATA[IRPA]]></category>
		<category><![CDATA[Londra]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Barbini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lincontro si è tenuto a Londra subito dopo la fine dei Mondiali. Ecco di cosa si è parlato</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/11/06/sicurezza-dei-giocatori-e-loro-futuro-gira-allannual-meeting-dellirpa/">Sicurezza dei giocatori e loro futuro: GIRA all&#8217;annual meeting dell&#8217;IRPA</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-102271" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2015/11/GIRA-logo.jpg?x56245" alt="GIRA logo" width="387" height="200" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2015/11/GIRA-logo.jpg 387w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2015/11/GIRA-logo-120x62.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2015/11/GIRA-logo-230x119.jpg 230w" sizes="(max-width: 387px) 100vw, 387px" />Per la prima volta un organo &#8220;sindacale&#8221; dei giocatori italiano ha preso parte alla riunione annuale dell&#8217;IRPA che si è tenuta a Londra questo fine settimana, subito dopo la conclusione della RWC 2015. Il comunicato di G.I.R.A.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Si è conclusa martedì in tarda serata la riunione plenaria dell’ IRPA (International Rugby <span class="text_exposed_show">Player Association &#8211; <a href="http://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Firpa-rugby.com%2F&amp;h=6AQG2CQRWAQF6OTjXwuPlmVcTsU8JM9L4HZSax_3UUObajA&amp;enc=AZMgHrRdbo_1mfXwzZuaUNSR0m4Lu8Q14Pbw70wA19CNhdAn5YoTQjb369BED6x5QZ8fqT2c7ayjoi9v0oul3fkl-vKRRiWvE2HUDPNbjvjIjLQxY1ojBoYqM5xHMLhqaOsCseQM_1x8q_tl2BHjJQsD8fykEZbEEmz_Elxjb1u8idc_7GpRT3Eo-IKluTX9t6Y&amp;s=1" target="_blank" rel="nofollow">http://irpa-rugby.com</a>). Per la prima volta nella storia, un organo nazionale italiano ha preso parte all’importante meeting annuale che si è tenuto nelle sale della “Home of Rugby” di Twickenham.</span></em></p>
<div class="text_exposed_show">
<p><em>G.I.R.A., nelle figure dei due rappresentanti, Matteo Barbini (Presidente) e Mauro Bergamasco (Consigliere), ha preso parte alla giornata di lavoro, confrontandosi con le altre nazionali presenti. Hanno partecipato all’incontro la Nuova Zelanda, il Galles, l’Australia, l’Inghilterra, l’Irlanda e il Sud Africa, collegati invece via conference call i rappresentanti di Argentina, Samoa e Francia.</em><br />
<em>“Abbiamo affrontato tutti i temi più strettamente inerenti l’ambito professionale dei giocatori” riporta MATTEO BARBINI, “Integrità del gioco, inserimento dei giocatori al mondo del lavoro post carriera, educazione del giocatore durante la carriera, concussione e controllo infortuni; i regolamenti sui diritti d’immagine dei giocatori oltre che i finanziamenti per le associazioni e molti altre tematiche che nel rugby italiano sono, purtroppo, ancora di la da venire”.</em><br />
<em>L’annual meeting dell’IRPA è stato l’ultimo atto di un percorso di avvicinamento e riconoscimento di G.I.R.A. tra le associazioni paritetiche delle altre nazioni “Dal primo contatto che abbiamo sviluppato con IRPA sono passati ben 18 mesi” continua Barbini ”Un percorso di avvicinamento da sempre basato sulla fiducia reciproca e sulla volontà di imparare da chi prima di noi si è trovato a voler migliorare l’enviroment professionale dei giocatori di rugby. Ho sempre ritenuto molto educativo potersi confrontare con queste strutture chiaramente più organizzate e più professionali di noi per poter cogliere nel dettaglio quali sono le migliori strade da seguire per crescere. Dopo l’incontro di martedì abbiamo ancora più chiara la strada da intraprendere per contribuire ad una strutturazione più professionale del rugby italiano”. </em><br />
<em>Ha preso parte all’incontro anche MAURO BERGAMASCO, fresco recordman con ben cinque mondiali nel suo curriculum da giocatore, al pari solamente di Brian Lima, e Consigliere di G.I.R.A. “Mi rendo conto che così come avviene sul rettangolo di gioco, il confronto con realtà a noi vicine, rafforza le nostre convinzioni e fa riflettere sul nostro ruolo e la nostra reale posizione nel panorama del rugby internazionale. Siamo più che mai rispettati e ancor più sostenuti nel nostro sviluppo. La nostra missione è la medesima di tutte le Associazioni di giocatori in tutto il mondo. Dopo questo incontro sono ancora più motivato a voler portare avanti gli ideali in cui ho sempre creduto, per dare forza e chiarezza alle relazioni tra giocatori e istituzioni”.</em><br />
<em>Il confronto con IRPA ha dunque ulteriormente consolidato il credo per il quale è nata G.I.R.A., cioè l’assistenza e tutela a 360 gradi degli unici ambasciatori del nostro sport, i giocatori. “Dobbiamo continuare a crescere” chiosa Barbini “e dobbiamo ricambiare l’incredibile e continuo supporto di IRPA, e’ nostro obbligo dare ora concretezza e continuità a quanto già fatto a inizio giugno quando G.I.R.A. ha sottoscritto con F.I.R. le linee guida di tutela per i giocatori di PRO12 e Eccellenza”.</em><br />
<em>I prossimi passi di G.I.R.A., per volere del comitato esecutivo, saranno di ristrutturare il Direttivo stesso dell’Associazione, al fine di immettere nuove competenze atte a raggiungere quanto prima gli obiettivi di breve termine che si articolano principalmente sui temi di educazione dei giocatori, inserimento degli stessi nel mondo del lavoro e regolazione dei diritti d’immagine.</em><br />
<em>“Tengo a sottolineare” conclude Barbini “che G.I.R.A. nasce, cresce e si sviluppa esclusivamente grazie al supporto anche economico di giocatori ed ex giocatori, dunque senza ricevere sovvenzioni dalla Federazione o da World Rugby, come invece accade per le altre realtà internazionali. Ciò considerato non possiamo che dichiararci soddisfatti della struttura creata e del lavoro fatto finora”.</em></p>
<p><em>Il presidente di G.I.R.A. è poi intervenuto domenica 1 novembre alla World Rugby Awards Gala Dinner, dove ha potuto confrontarsi personalmente con i grandi del rugby mondiale, quali Brian O’Driscoll (Board Member di IRPA), Nathan Sharpe (ex-Board Member di RUPA) e Rob Nichols (CEO NZrpa), i quali si sono congratulati per quanto fatto fino ad ora ed hanno voluto sostenere e stimolare G.I.R.A. indicando la via per la realizzazione della mission dell’Associazione.</em><br />
<em>Alla serata hanno preso parte le squadre finaliste della RWC15 ed i grandi del passato. Sono stati assegnati gli Awards a Daniel Carter, quale Player of the Year e a Nigel Owens quale Referee of the Year oltre a molti altri riconoscimenti. Premi speciali sono stati anche assegnati da IRPA a Julian Savea per la Try of the Year e a Brian O’Driscoll e Nathan Sharpe come Special Merit Awards, a conferma dell’importanza del gruppo di cui è parte G.I.R.A. nell’ecosistema rugbistico mondiale.</em></p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/11/06/sicurezza-dei-giocatori-e-loro-futuro-gira-allannual-meeting-dellirpa/">Sicurezza dei giocatori e loro futuro: GIRA all&#8217;annual meeting dell&#8217;IRPA</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<item>
		<title>Movimento Italia, quella parte di Ovalia dove la parola d&#8217;ordine è &#8220;scollamento&#8221;</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/06/28/movimento-italia-quella-parte-di-ovalia-dove-la-parola-dordine-e-scollamento/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Wilhelm]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2015 07:52:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rugby Azzurro]]></category>
		<category><![CDATA[alfredo gavazzi]]></category>
		<category><![CDATA[FIR]]></category>
		<category><![CDATA[GIRA]]></category>
		<category><![CDATA[Jacques Brunel]]></category>
		<category><![CDATA[Villabassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riflessioni a freddo su una settimana orribile. Ma i problemi usciti allo scoperto in quei giorni covavano da tempo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/28/movimento-italia-quella-parte-di-ovalia-dove-la-parola-dordine-e-scollamento/">Movimento Italia, quella parte di Ovalia dove la parola d&#8217;ordine è &#8220;scollamento&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quella che sta per chiudersi è stata una settimana molto tranquilla: la nazionale italiana si è allenata senza alcun clamore preparandosi al Mondiale inglese di settembre. Questi sette giorni sono però stati preceduti da quella che può essere tranquillamente definita come una <strong>delle settimane più brutte della storia recente del rugby italiano</strong>. Forse anche un po&#8217; più che recente. <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/17/lo-scontro-firgiocatori-vincitori-e-vinti-non-ci-sono-e-ora-tocca-a-brunel/" target="_blank">Il caso che ha dominato la scena è stato quello di Villabassa</a>, con l&#8217;interruzione del ritiro di preparazione al Mondiale dopo una manciata di ore in virtù dello scontro tra FIR e giocatori scatenato dalla vertenza sui premi ma che covava da tempo<strong> su temi più &#8220;strutturali&#8221;</strong> come i diritti di immagine, i contratti assicurativi e più in generale una reale inquadratura professionistica del contratto degli atleti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma questo è stato solo quello più eclatante, perché in un ambito di tempo davvero ristretto sono arrivati <strong>il pesante ko della nazionale U20 contro l&#8217;Argentina</strong> al Mondiale Juniores che si è giocato tra Emilia e Lombardia, il quarto in quattro partite in cui gli azzurini &#8211; che poi hanno vinto lo spareggio salvezza con Samoa &#8211; sono andati bene solo a sprazzi. E lo score degli azzurrini da anni non è certo soddisfacente. Anzi. La notizia che World Rugby con ogni probabilità <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/15/pro12-e-contributo-world-rugby-per-la-tassa-celtica-si-va-verso-il-no/" target="_blank">non darà il finanziamento che la FIR aveva chiesto per &#8220;lo sviluppo del rugby&#8221; e che avrebbe girato al board del Pro12</a> per coprire gran parte di quei 5 milioni di euro circa di tassa d&#8217;ingresso che a tutt&#8217;oggi dobbiamo per ogni quadriennio nel torneo celtico, mettendo in ulteriore difficoltà le casse FIR.<br />
<strong>Poi le parole rumorosissime di capitan Parisse</strong>, e <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/26/niente-provvigioni-ai-procuratori-eccellenza-e-fir-marciano-assieme/" target="_blank">infine la chiusura della trattativa FIR/giocatori dai contorni ancora non ben definiti.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A ben vedere, chiusura dello scontro con i giocatori a parte, l&#8217;unica notizia buona di quella settimana è arrivata dall&#8217;annuncio <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/16/rugby-in-tv-i-test-match-azzurri-su-dmax-fino-alla-fine-del-2018/" target="_blank">dell&#8217;accordo pluriennale con Discovery per i test-match</a>, che però fa il paio con i diritti tv ancora tutti da assegnare per Pro12 ed Eccellenza del prossimo anno e <strong>che non si riescono mai a vendere oltre l&#8217;orizzonte della singola stagione con incassi per la federazione che praticamente non ci sono</strong>. Anzi, nel caso del massimo campionato italiano si chiedono oboli alle società per coprire parte dei costi di produzione.<br />
Dimenticavamo: un sorriso è arrivato dalla nazionale Emergenti, che ha battuto a Tbilisi la Georgia e l&#8217;Uruguay. <strong>Una settimana che ha prestato il fianco a tonnellate di critiche e di attacchi nei confronti di chiunque</strong>: federazione e giocatori gli obiettivi più diffusi, ma non gli unici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora, l&#8217;ambiente del rugby è sempre stato piuttosto litigioso &#8211; parecchio, a dirla tutta &#8211; e quello che è successo alla fine non stupisce più di tanto. <strong>Quello che colpisce è invece un senso generale di &#8220;scollamento&#8221;</strong> che non è una novità dell&#8217;ultima settimana ma che negli ultimi giorni ha preso un vigore che forse non avevamo mai conosciuto.<br />
<strong>E&#8217; come se buona parte dei nodi che da tempo tormentano il rugby italiano fossero stati portati in superficie in contemporanea</strong>. E le pezze messe alla bell&#8217;e meglio negli ultimi anni ormai non sembrano avere più la forza di tenere. Il nostro è un movimento fermo e stanco, che da qualche parte ha ancora molte energie inutilizzate, ma è come se questo carburante fosse stato dimenticato.<br />
Servono uomini diversi? Forse, ma non bisogna dar troppo peso a questo aspetto perché rischia di diventare un falso problema o un alibi, come se tutto dipendesse da X o da Y.<br />
<strong>C&#8217;è invece più bisogno di un cambiamento nell&#8217;approccio mentale, ci vogliono idee, progetti chiari e a lunga scadenza.</strong> Ci vuole un&#8217;analisi approfondita dei vari aspetti del nostro movimento. <strong>E sia chiaro che qui non si parla solo di FIR, un nuovo atteggiamento serve come il pane anche a livello di club.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>C&#8217;è scollamento tra club e FIR, c&#8217;è scollamento evidente tra FIR e giocatori, negli ultimi mesi si era registrato un senso di scollamento tra gruppo azzurro e la sua guida tecnica. Lo stesso ct non è mai stato in grande sintonia con la presidenza federale. C&#8217;è scollamento tra base e l&#8217;alto livello, con un parte enorme del bilancio federale che viene fagocitato da quest&#8217;ultimo, con risultati che non arrivano, <strong>dirigenti che non cambiano per anni e anni a dispetto delle sentenze del campo</strong>. E intanto sotto, dall&#8217;Eccellenza in giù, si soffre e non si dà un panorama a medio-lungo termine.<br />
<strong>Cosa più grave: ci sono i primi segnali di scollamento da parte degli appassionati, dei tifosi.</strong> Spingere l&#8217;alto livello va benissimo, ma non bisogna dimenticarsi di quello che c&#8217;è sotto e che alla fine consente di portare 70mila persone allo stadio Olimpico due o tre volte all&#8217;anno. Tifosi e appassionati continueranno a seguire una palla ovale finché rimbalzerà da qualche parte, <strong>ma non hanno firmato nessuna cambiale in bianco con chicchessia. Il loro appoggio non è &#8220;a gratis&#8221;.</strong> E lo hanno dimostrato in questi giorni quando non in pochi hanno attaccato i giocatori apostrofandoli come &#8220;mercenari&#8221;.<br />
Accusa ingenerosa e &#8211; fatecelo dire &#8211; nemmeno troppo intelligente: i più contestati sono stati i senatori ma i vari Masi, Bortolami, Bergamasco sono ormai al termine della loro avventura azzurra e quindi<strong> avevano poco da guadagnare e davvero tanto da perdere</strong> (la stima di una parte dei tifosi appunto, che ora li insultano) da una battaglia così mediaticamente impopolare. Eppure hanno messo sul tavolo il rispetto che hanno accumulato lungo la carriera per chi invece ha ancora davanti a sé diversi anni di rugby giocato. Masi e compagni, come ha scritto anche Parisse, hanno messo in gioco se stessi per i Bacchin, i Violi, i Bisegni che oggi non hanno certo il loro &#8220;peso&#8221; da poter spendere in una trattativa di questo genere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scollamento dicevamo (ma il gruppo dei giocatori azzurri è compattissimo, anzi, lo scontro con la FIR lo ha reso ancora più unito), ma c&#8217;è da rimettere assieme i pezzi con gesti che diano un vero senso di cambiamento, di inversione di rotta. <strong>Non è la novità per la novità fine a sé stessa, che sinceramente di una roba così non ce ne faremmo nulla</strong>. Al rugby italiano non servono slogan, ma fatti e programmazione vera. O lo scollamento rischia di diventare rottura. E a volte i cocci non si possono più sistemare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il Grillotalpa</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/28/movimento-italia-quella-parte-di-ovalia-dove-la-parola-dordine-e-scollamento/">Movimento Italia, quella parte di Ovalia dove la parola d&#8217;ordine è &#8220;scollamento&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Giocatori e FIR, stavolta la fumata è bianca: accordo trovato e siglato, si torna in ritiro</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/06/20/giocatori-e-fir-stavolta-la-fumata-e-bianca-accordo-trovato-e-siglato-si-torna-in-ritiro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Wilhelm]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2015 14:56:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita federale]]></category>
		<category><![CDATA[FIR]]></category>
		<category><![CDATA[giocatori]]></category>
		<category><![CDATA[GIRA]]></category>
		<category><![CDATA[Villabassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Federazione riconosce "una serie di richieste avanzate dai rappresentanti degli atleti". Al raduno vanno tutti e 40 i giocatori</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/20/giocatori-e-fir-stavolta-la-fumata-e-bianca-accordo-trovato-e-siglato-si-torna-in-ritiro/">Giocatori e FIR, stavolta la fumata è bianca: accordo trovato e siglato, si torna in ritiro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì c&#8217;era stato il via libera di massima, ora &#8211; dopo qualche giorno in cui non sono mancate le tensioni &#8211; tutto è nero su bianco: FIR e GIRA hanno siglato in via ufficiale un accordo che dà via libera a una road map importantissima, potenzialmente epocale per il rugby italiano. Un primo step che dovrà essere completato nei prossimi mesi con passi formali ed ufficiali. Intanto, dal comunicato della Federazione si legge che<br />
&#8220;sono state considerate in generale una serie di richieste avanzate dai rappresentanti degli atleti e volte a migliorare, nell’interesse comune, aspetti strettamente correlati alla loro attività&#8221;.<br />
Il comunicato FIR:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><i>Roma –</i></strong> La Federazione Italiana Rugby informa che, a seguito degli incontri dei giorni scorsi, è stato raggiunto un accordo con i giocatori della Squadra Nazionale per garantire la ripresa del raduno di preparazione alla Rugby World Cup 2015.</p>
<p>Sono state considerate in generale una serie di richieste avanzate dai rappresentanti degli atleti e volte a migliorare, nell’interesse comune, aspetti strettamente correlati alla loro attività.</p>
<p>L’accordo prevede, in particolare, un riconoscimento economico per tutti i giocatori convocati al raduno di preparazione estiva, soprattutto all’insegna dei principi meritocratici più volte evidenziati da FIR.</p>
<p>I quaranta atleti precedentemente convocati torneranno a radunarsi presso l’Hotel Adler di Villabassa (Bolzano) alle ore 18 di domani, domenica 21 giugno.</p>
<p>Adesso, la parola passa al campo: tutti giocatori hanno il pieno sostegno dell&#8217;intero movimento per disputare una grande Rugby World Cup e ritrovare la serenità necessaria alla crescita del nostro sport.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/20/giocatori-e-fir-stavolta-la-fumata-e-bianca-accordo-trovato-e-siglato-si-torna-in-ritiro/">Giocatori e FIR, stavolta la fumata è bianca: accordo trovato e siglato, si torna in ritiro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Caos azzurri e movimenti in ritardo: Italia 2015 come la Francia 1991?</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/06/19/caos-azzurri-e-movimenti-in-ritardo-italia-2015-come-la-francia-1991/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Wilhelm]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2015 05:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rugby Azzurro]]></category>
		<category><![CDATA[FFR]]></category>
		<category><![CDATA[FIR]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[GIRA]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Midi Olympique fa una fotografia e un paragone. Oggi la firma sull'accordo? Qui i punti discussi martedì a Calvisano</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/19/caos-azzurri-e-movimenti-in-ritardo-italia-2015-come-la-francia-1991/">Caos azzurri e movimenti in ritardo: Italia 2015 come la Francia 1991?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A volte uno sguardo &#8220;altro&#8221; può servire a chi è letteralmente immerso in un ambiente. Non necessariamente vede le cose in maniera più corretta ma offre comunque una visione diversa, che può servire alla discussione. <em>Midi Olympique</em> oggi in edicola dedica un articolo alla situazione della trattativa tra giocatori e FIR, ripercorrendone in maniera piuttosto esaustiva le tappe di questi giorni.<br />
Il giornalista francese però poi va oltre e fa una fotografia del nostro movimento dove &#8220;dopo la liquidazione della Lega dei club nel 2008, la FIR la cui struttura è amatoriale, regge l&#8217;insieme del rugby pro e semiprofesionale in Italia. <strong>Nonostante la partecipazione di due franchigie al torneo celtico dal 2010, la federazione transalpina (noi, in questo casa, ndr) non si è evoluta.</strong> Nessuna convenzione collettiva regola l&#8217;organizzazione degli stage della nazionale e lo statuto degli internazionali. La remunerazione dei giocatori è talmente individuale e non risponde ad alcuna griglia salariale&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Poi sul magazine si fa un paragone con quanto avvenuto in Francia nel 1991, quando a qualche giorno dall&#8217;inizio dei Mondiali di quell&#8217;anno la squadra transalpina capeggiata da Serge Blanco entrò in sciopero dopo che la federazione di Parigi non aveva mantenuto la promessa di metter sul tavolo un premio per i giocatori in vista del torneo, situazione poi sbloccata da un accordo. <strong>Ma era il 1991, quattro anni prima che il professionismo sbarcasse ufficialmente nel rugby.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi potrebbe/dovrebbe essere il giorno in cui GIRA e FIR metteranno nero su bianco gli accordi di martedì <strong>dove sul tavolo della trattativa sono finite tra le altre cose anche la disciplina sui diritti dello sfruttamento d&#8217;immagine dei giocatori nel giro azzurro, una disciplina più articolata e su lungo periodo dei permit player, la proposta di un riconoscimento sostanzialmente ufficiale (magari non nero su bianco, ma lo è nei fatti) della stessa GIRA, il diritto di voto dei giocatori.</strong><br />
E poi ovviamente i premi: i bonus-vittoria rimangono gli stessi (7mila euro per le vittorie con Canada e Romania, 12mila in caso di affermazione sulla Francia e 18mila sull&#8217;Irlanda) ma crescerebbe in maniera importante il gettone-fisso: non più 3mila euro a giocatore di fisso per tutta la preparazione e per la permanenza in Inghilterra ma mille euro a settimana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/19/caos-azzurri-e-movimenti-in-ritardo-italia-2015-come-la-francia-1991/">Caos azzurri e movimenti in ritardo: Italia 2015 come la Francia 1991?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Lo scontro FIR/giocatori: vincitori e vinti? Non ci sono. E ora tocca a Brunel</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/06/17/lo-scontro-firgiocatori-vincitori-e-vinti-non-ci-sono-e-ora-tocca-a-brunel/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Wilhelm]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2015 07:17:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rugby Azzurro]]></category>
		<category><![CDATA[azzurri]]></category>
		<category><![CDATA[Calvisano]]></category>
		<category><![CDATA[FIR]]></category>
		<category><![CDATA[GIRA]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Jacques Brunel]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Troiani]]></category>
		<category><![CDATA[rwc]]></category>
		<category><![CDATA[Villabassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La battaglia di questi giorni non può avere trionfatori. E ci sono protagonisti attesi che hanno fatto solo da spettatori </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/17/lo-scontro-firgiocatori-vincitori-e-vinti-non-ci-sono-e-ora-tocca-a-brunel/">Lo scontro FIR/giocatori: vincitori e vinti? Non ci sono. E ora tocca a Brunel</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da un lato un &#8220;sì&#8221; al principio del merito sul quale &#8211; va detto &#8211; i giocatori non hanno alzato mai le barricate, dall&#8217;altro un deciso passo avanti da parte della FIR su temi come le assicurazioni in caso di infortuni (ah, il caso Minto&#8230;), i contratti di Alto Livello, di Eccellenza e delle serie inferiori, i diritti di immagine.<br />
<a href="https://www.onrugby.it/2015/06/16/caso-premi-azzurri-da-calvisano-fumata-grigia-ma-accordo-piu-vicino/" target="_blank">Sul tavolo dell&#8217;incontro di Calvisano</a> tra federazione e giocatori <strong>c&#8217;era molto di più dei semplici premi</strong>:<strong> c&#8217;era un primo deciso passo nella &#8220;ristrutturazione&#8221; di un sistema in termini più profesionistici.</strong> Manca un riconoscimento ufficiale di quello status, dato proprio dall&#8217;utilizzo di quella parola, ma per farlo andrebbe messa mano allo statuto federale, trafila parecchio lunga e burocratica. Dettagli non si conoscono, verranno resi noti nei prossimi giorni, verosimile che la squadra torni ad allenarsi a Villabassa a partire da domenica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In molti si chiedono chi siano i vincitori, chi i vinti.</strong> I dettagli di cui sopra ci diranno chi ha ottenuto risultati più vicini alle proprie richieste, <strong>ma questa è una battaglia che non può registare vincitori di sorta.</strong> In questi giorni il movimento ha perso nel suo complesso, la frittata mediatica è stata enorme e <strong>tutte le parti in causa vi hanno partecipato alla preparazione</strong>. Chi più, chi meno, ma sono dettagli che lasciano il tempo che trovano.<br />
Ora bisogna ricomporre il quadro, riuscire a dare una ripulita alla propria immagine (la <em>Gazzetta dello Sport</em> di oggi dice che alcuni sponsor importanti nelle score ore hanno fatto sapere alla FIR che non hanno gradito il teatrino&#8230;) in vista di un appuntamento al Mondiale a cui mancano appena 93 giorni. Servirebbero risultati, quei risultati che finora la nazionale azzurra non ha mai ottenuto nella sua storia: i quarti di finale. <strong>Attenzione, non è una mera questione di immagine, ma anche di sostanza.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>E serve che Jacques Brunel riprenda in mano con decisione il gruppo.</strong> Perché il ct (e il team manager Luigi Troiani) sembrano essere gli &#8220;attori&#8221; che più hanno subìto la situazione che si è venuta a creare a Villabassa, senza possibilità di intervento, scavalcati dagli eventi e da un gruppo di giocatori che ha cercato &#8211; trovandola &#8211; una controparte diretta nel presidente FIR. <strong>Più spettatori, in effetti, che non attori protagonisti.</strong> Ma sono loro che ora devono guidare il gruppo. Con decisione.<br />
Una situazione che ha bisogno di leader veri, non importa se silenziosi o meno. <a href="https://www.onrugby.it/2015/04/06/sergio-parisse-e-quei-ko-con-francia-e-galles-che-vergogna/" target="_blank">Perché ci ricordiamo bene cosa disse capitan Sergio Parisse in una intervista rilasciata a <em>Midi Olympique</em> ad aprile</a>: &#8220;La Francia può disputare un bel Mondiale, dire il contrario sarebbe disconoscere la storia. Nel 2011 i rapporti tra giocatori e staff non erano buoni ma un Mondiale è una faccenda di uomini. <strong>Se i giocatori prendono in mano il loro destino possono realizzare grandi cose. Perché l’ultima parola è loro, sempre”.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il Grillotalpa</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/17/lo-scontro-firgiocatori-vincitori-e-vinti-non-ci-sono-e-ora-tocca-a-brunel/">Lo scontro FIR/giocatori: vincitori e vinti? Non ci sono. E ora tocca a Brunel</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Caso premi azzurri: da Calvisano fumata grigia ma accordo più vicino</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/06/16/caso-premi-azzurri-da-calvisano-fumata-grigia-ma-accordo-piu-vicino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Wilhelm]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 19:58:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita federale]]></category>
		<category><![CDATA[alfredo gavazzi]]></category>
		<category><![CDATA[azzurri]]></category>
		<category><![CDATA[FIR]]></category>
		<category><![CDATA[GIRA]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[RWC 2015]]></category>
		<category><![CDATA[Villabassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>FIR e giocatori si sono parlati per oltre tre ore a 360° (soldi e non solo). Manca il via libera definitivo che però ora è molto più vicino</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/16/caso-premi-azzurri-da-calvisano-fumata-grigia-ma-accordo-piu-vicino/">Caso premi azzurri: da Calvisano fumata grigia ma accordo più vicino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un incontro per trovare una soluzione <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/16/premi-azzurri-ritiri-terminati-la-strada-per-il-mondiale-parte-nel-peggiore-dei-modi/" target="_blank">dopo la clamorosa esplosione del caso dei premi azzurri</a> in vista del Mondiale di settembre con la chiusura del ritiro di Villabassa dopo che i giocatori si sono rifiutati di allenarsi.<br />
Il presidente FIR Alfredo Gavazzi e i rappresentanti dei giocatori si sono incontrati a Calvisano, con tutto il gruppo azzurro compatto nelle sue posizioni ad attendere fuori dalla porta per avere per primi notizie sul vertice. Iniziato poco dopo le 18 è durato circa tre ore e ha portato alla stesura di un comunicato federale (con approvazione G.I.R.A.) nel quale si evincono <strong>importanti passi avanti verso un compromesso che però deve essere ancora definito nei dettagli. Le nuvole all&#8217;orizzonte sono decisamente meno scure. </strong>Ci sono indiscrezioni di una possibile/probabile ripresa degli allenamenti nella giornata di domenica, ma non c&#8217;è nessuna conferma ufficiale in tal senso.<br />
Eccolo:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>I vertici federali hanno incontrato oggi i giocatori della Squadra Nazionale ed i loro rappresentanti a Calvisano.</em></p>
<p><em>Nel corso dell&#8217;incontro sono state poste le basi per il raggiungimento di un accordo collettivo per la partecipazione al raduno di preparazione estiva ed alla Rugby World Cup di settembre in Inghilterra, nel rispetto dei principi meritocratici proposti dalla Federazione e delle richieste, non solo economiche, degli atleti.</em></p>
<p><em>Gli accordi saranno a breve formalizzati in vista di una pronta ripresa del raduno di preparazione alla Rugby World Cup.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/16/caso-premi-azzurri-da-calvisano-fumata-grigia-ma-accordo-piu-vicino/">Caso premi azzurri: da Calvisano fumata grigia ma accordo più vicino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<item>
		<title>Azzurri e FIR, è dialogo. GIRA indica &#8220;i capisaldi del professionismo&#8221;</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/04/17/azzurri-e-federazione-iniziato-il-dialogo-e-gira-indica-i-capisaldi-del-professionismo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2015 18:13:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita federale]]></category>
		<category><![CDATA[GIRA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.onrugby.it/?p=87586</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il sindacato espone la linea da seguire secondo i giocatori, tra possibili dual-contract, permit player, diritti d'immagine, caso Aironi e caso Minto</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/04/17/azzurri-e-federazione-iniziato-il-dialogo-e-gira-indica-i-capisaldi-del-professionismo/">Azzurri e FIR, è dialogo. GIRA indica &#8220;i capisaldi del professionismo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nuova tappa della protesta tra gli Azzurri e il Presidente Gavazzi. La GIRA, il sindacato dei giocatori, ha diffuso un comunicato nel quale si legge anzitutto che &#8220;i giocatori ritengono di puntualizzare di non avere intenzione di muoversi dalle posizioni già espresse nei giorni scorsi&#8221;. Le posizioni restano salde, ma la ricerca della quadra è partita (&#8221; Riguardo al dialogo, si dà atto che la Federazione lo ha già avviato con i rappresentanti dei giocatori, e siamo certi che come negli anni passati verrà trovato un punto di incontro evitandosi inutili “strappi” &#8220;). Nella parte finale del comunicato vengono toccati diversi punti sui quali gli Azzurri sono intenzionati a non transigere. E si torna a parlare di Aironi&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Lette le singolari “scuse – non scuse” della Federazione a mezzo “carta stampata”, oltre che le nuove esternazioni presidenziali, i giocatori ritengono di puntualizzare di non avere intenzione di muoversi dalle posizioni già espresse nei giorni scorsi. Con i tweet “virali” si è voluto lanciare un messaggio condiviso circa l’avvertita necessità di un cambiamento nella logica dei rapporti con la FIR, e questo resta l’obbiettivo.</em></p>
<p><em>Si respingono peraltro le allusioni (ancora una volta ai limiti dell’offensivo) al fatto di essere “mal consigliati”, nascendo ogni iniziativa degli azzurri da una genuina e comune presa d’atto. Peraltro, la comune volontà è esclusivamente quella di concentrarsi sulle prestazioni sportive, lasciando ai propri delegati il compito di rappresentarli e supportarli all’esterno del perimetro di gioco.</em></p>
<p><em>Sia chiaro che se da una parte non è stata avviata alcuna guerra mediatica, dall’altra per sbloccare l’odierna situazione servono reciproco rispetto, dialogo e soluzioni che tengano in considerazione le diverse esigenze delle parti. Circa il rispetto, si auspica che tutti remino nella stessa direzione, senza uno scarico di responsabilità. Riguardo al dialogo, si dà atto che la Federazione lo ha già avviato con i rappresentanti dei giocatori, e siamo certi che come negli anni passati verrà trovato un punto di incontro evitandosi inutili “strappi”. In merito alle soluzioni, solo il confronto, la chiarezza e la trasparenza, porteranno ad individuarle.</em></p>
<p><em>I giocatori sono ben consapevoli delle ultime performance negative sul campo (contro Francia e Galles, oltre che nel PRO12 a livello di club), e non sono di certo indifferenti al fatto di classificarsi il più delle volte ultimi o penultimi nei vari tornei. Nel contempo, però, sentono più che mai l’attaccamento alla maglia azzurra e la necessità di una guida forte, oltre che di cambiamenti strutturali che riportino le motivazioni e le prestazioni ai giusti livelli.</em></p>
<p><em>L’azione dei nazionali, ad ogni buon conto, non viene dal nulla. Nel corso della Northern Hemisphere Conference del 19 marzo a Londra, alla quale G.I.R.A. è stata ufficialmente invitata dall’I.R.P.A. quale rappresentante dell’alto livello del rugby italiano (vedo foto), i colleghi inglesi, gallesi, irlandesi e francesi hanno indicato a Matteo Barbini e Valerio Bernabò quali sono i capisaldi del professionismo su cui non transigere. E gli italiani vogliono fermamente allinearsi a tali standard.</em></p>
<p><em>Nel concreto? Ecco una serie di punti:</em><br />
<em>&#8211; va bene la meritocrazia (criterio valido per tutti), ma si deve tenere conto dello status di dilettanti dei giocatori e delle loro necessità materiali; non si può pretendere che atleti (nel pieno della carriera) stiano lontani da casa per 3 mesi, senza alcun riconoscimento dell’impegno profuso;</em><br />
<em>&#8211; non è esclusa una futura contrattazione “triangolare” giocatori-club-federazione, ma allo stato la questione deve appena essere messa in agenda;</em><br />
<em>&#8211; l’auspicata “contrattazione collettiva” va incentrata primariamente sulla tutela della salute (visti i recenti casi di mancata copertura, più o meno noti), sullo sfruttamento dei diritti d’immagine (oggi ad appannaggio della FIR) e sulla formazione dei giocatori a livello professionale in funzione del post-carriera (Player Development Program);</em><br />
<em>&#8211; non può più essere rimandata l&#8217;attribuzione del diritto al voto ai giocatori celtici ed ai giocatori italiani all’estero, vale a dire della totalità degli azzurri;</em><br />
<em>&#8211; si rende opportuna una disciplina espressa (attualmente non esiste alcun regolamento scritto) circa le esperienze con le franchigie celtiche dei Permit-Player; di pari passo devono essere concentrati i massimi sforzi sul campionato di Eccellenza per renderlo stabile (troppe società sono fallite o traballano) e competitivo, così da costituire un serbatoio per la Nazionale;</em><br />
<em>&#8211; non deve più ripetersi un caso-Aironi e, comunque, ancora oggi i giocatori della ex franchigia di Viadana sono all’asciutto e la questione va risolta;</em><br />
<em>&#8211; G.I.R.A., infine, non può che essere riconosciuta quale unica rappresentante del rugby di alto livello in Italia, come già avviene all’estero da parte delle Associations e Unions più importanti.</em></p>
<p><em>Questi i punti salienti, ma molto altro bolle in pentola. </em><br />
<em>Se c’è davvero la volontà di sedersi intorno ad un tavolo, allora si troverà il modo per affrontarli tutti con reciproca soddisfazione e in tempi rapidi. </em><br />
<em>Se invece si navigherà a vista, senza fissare scadenze e/o ignorando le richieste dei giocatori, si assisterà per certo a nuove, importanti iniziative dei giocatori.</em></p>
<p><em>Avanti tutta</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/04/17/azzurri-e-federazione-iniziato-il-dialogo-e-gira-indica-i-capisaldi-del-professionismo/">Azzurri e FIR, è dialogo. GIRA indica &#8220;i capisaldi del professionismo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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