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	<title>Enisei-STM Archivi - On Rugby</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
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		<title>Challenge Cup: Zebre secondo copione, Enisei KO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Calamai - OnRugby.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Dec 2018 16:50:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Challenge Cup]]></category>
		<category><![CDATA[Enisei-STM]]></category>
		<category><![CDATA[joshua renton]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Finisce 58 a 14: è la più larga vittoria di sempre per le Zebre. Canna mattatore con 21 punti, prima meta per Renton</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2018/12/15/challenge-cup-zebre-secondo-copione-enisei-ko/">Challenge Cup: Zebre secondo copione, Enisei KO</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 100 i secondi che le Zebre impiegano per segnare la prima meta: un multifase partito da mischia chiusa si conclude con un’ottima combinazione orchestrata da Carlo Canna, contro la difesa rovesciata avversaria, e rifinita da Nicolas De Battista: è Padovani a depositare oltre la linea. Canna sbaglia la facile trasformazione, ma ha la possibilità di rifarsi al sesto con 3 punti facili convertiti dalla piazzola.</p>
<p>Dopo una fase di stallo, in cui le Zebre dominano territorialmente ma non riescono ad avere possesso di qualità a causa della grande fisicità della difesa russa e a un pallone non sempre reso rapido nei punti d’incontro, è un pallone di recupero a fare la differenza: Canna porta palla a grande velocità verso la linea, fissa la difesa e mette Boni in un intervallo, dove nessun avversario riesce a placcarlo. Il numero 12 delle Zebre, di fronte all’estremo, cede l’ovale a Renton, per la prima marcatura del mediano di mischia con la maglia dei ducali.</p>
<p>Enisei che suona la carica intorno al ventesimo, con diverse occasioni in avanti grazie a un cedimento soprattutto dal punto di vista della disciplina da parte dei padroni di casa. Al ventiduesimo Kushnarev prova un’interessante grubber che trova l’area di meta ducale scoperta, ma è leggermente lungo. Un minuto più tardi, difesa zebrata disattenta e solo una volata di Balekana evita la meta al largo dei russi. Sulle conseguenze, l’Enisei si rifugia nella propria arma preferita: la <em>driving maul</em> funziona e Sisi spende il fallo per farla crollare, prendendosi però un cartellino giallo che lascia i compagni in 14 con la squadra avversaria sui 5 metri.</p>
<p>I russi scelgono la mischia, e sugli sviluppi della fase ordinata è Gerasimov a sfondare al largo, dopo diverse cariche ravvicinate che avevano stretto la difesa.</p>
<p>Gran meta delle Zebre alla mezz’ora. Balekana contrattacca dalla profondità, l’azione sembra incartarsi quando sposta il pallone verso sinistra, ma a fare la differenza è ancora Tommaso Boni, imprendibile per gli avversari. Il centro è bravo a tenere vivo il pallone, e sulla continuità arriva a grande velocità Padovani, che va in fuga, scavalca l’ultimo avversario con un calcetto che lui stesso raccoglie sui 5 metri. Da lì, la difesa è ormai compromessa e basta un passaggio di Renton a Canna per bucare l’ultima resistenza e segnare.</p>
<p>L’ultima parte del primo tempo è un assedio Enisei alla linea di meta delle Zebre, indisciplinate e costantemente punite dall’arbitro scozzese Ben Blain. Dai numerosi calci di punizione, i russi prediligono sempre la mischia chiusa: in occasione dell’ultima, a tempo scaduto, il pallone finisce fuori dal raggruppamento senza controllo e viene portato fuori dalle Zebre. All’intervallo è 20 a 7: Zebre che peccano un po’ di supponenza, commettono qualche errore di troppo dal punto di vista disciplinare, ma che dimostrano una buona volontà nel non far segnare gli avversari; Enisei che punta solo sulle dimensioni gigantesche dei propri giocatori per fare la differenza, e non hanno le armi per punire l’occasionale superficialità dei padroni di casa.</p>
<p>In apertura di secondo tempo Zebre all’arrembaggio, ed Eisei che è costretto al calcio di punizione per salvarsi dalla maul costruita dai padroni di casa. Ne fa le spese il numero 8 Gargalic, che va a sedersi per dieci minuti. Al quarantasettesimo errore abbastanza clamoroso dell’arbitro Blain: l’Enisei si mette nei guai nei propri 22, Churashov spara un passaggio lunghissimo sotto pressione evidentemente in avanti che finisce tra le braccia di Fabiani. Blain, probabilmente tratto in inganno da una incomprensione via radio con uno degli assistenti, fischia prima che il tallonatore segni, ed è costretto a tornare sul vantaggio precedente.</p>
<p>La quarta meta delle Zebre arriva al minuto 50. Canna orchestra bene l’azione da destra a sinistra fissando gran parte della difesa prima di trasmettere fuori, dove Elliott non riesce a finalizzare. Nella fase successiva, però, la difesa russa è squilibrata e Sisi può segnare, servito all’interno dal medesimo Canna.</p>
<p>Un Canna quasi perfetto nella regia offensiva quest’oggi, che però al 53’ si fa cogliere in fallo dall’esperto Gerasimov, che trova un grande intercetto e può segnare la doppietta personale mentre scadono i secondi della inferiorità numerica dei suoi.</p>
<p>Passano cinque minuti e le Zebre tornano a segnare: Meyer avanza dopo una rimessa laterale e serve con un <em>offload</em> Luhandre Luus sull’out di destra. Il tallonatore appena entrato segna la quinta meta dei suoi. Al sessantacinquesimo giocata disegnata a tavolino: touche a cinque metri giocata al largo dalle Zebre, finta carica di Castello vicina, difesa che si stringe e Canna serve Balekana dietro la schiena del compagno per andare a segnare in mezzo ai pali.</p>
<p>Passano tre minuti e le Zebre si esibiscono in un’azione incominciata nei propri ventidue, con Giammarioli che buca e si lancia in una progressione da 60 metri che lo porta fin ben dentro i ventidue avversari. L’Enisei spende un fallo di punizione professionale che costa il cartellino giallo al numero 11 Simplikevich. La difesa russa si distrae e Carlo Canna non perdona: invece che andare in touche, il 10 italiano batte veloce e segna la doppietta personale.</p>
<p>Nel finale, doppietta personale anche per Paula Balekana e Zebre che finiscono sul velluto: da touche nei ventidue russi, palla a Canna e <em>cross-kick </em>preciso per l&#8217;ala che può andare a tuffarsi indisturbato alla bandierina.</p>
<p>C&#8217;è tempo e modo anche per la meta della fine del mondo: Zebre che recuperano un pallone vagante con Castello praticamente sulla propria linea di meta, ma decidono di attaccare. Sull&#8217;out di destra buca ancora Balekana, che serve poi all&#8217;interno Giammarioli. Il numero 8, dilagante nella ripresa, ricicla l&#8217;ovale nei ventidue avversari e, senza più nessuna difesa davanti, la nona meta della partita porta la firma di Apisai Tauyavuca. Finisce 58 a 14, si tratta della più larga vittoria di sempre nella breve storia delle Zebre Rugby.</p>
<p>Bottino pieno per i ducali, che contro l&#8217;Enisei raccolgono i 10 punti desiderati nel computo complessivo delle due partite. Squadra russa che conferma di essere inferiore rispetto al livello richiesto in Challenge Cup. Per i padroni di casa Canna sugli scudi, insieme a Giammarioli e Meyer.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Zebre</strong>: 15 Edoardo Padovani, 14 Paula Balekana, 13 Nicolas De Battista, 12 Tommaso Boni, 11 Jamie Elliott, 10 Carlo Canna, 9 Joshua Renton, 8 Renato Giammarioli, 7 Johan Meyer, 6 Giovanni Licata, 5 George Biagi (c), 4 David Sisi, 3 Giosuè Zilocchi, 2 Oliviero Fabiani, 1 Andrea Lovotti.<br />
A<em> disposizione</em>: 16 Luhandre Luus, 17 Daniele Rimpelli, 18 Dario Chistolini, 19 Samuele Ortis, 20 Apisai Tauyavuca, 21 Guglielmo Palazzani, 22 Francois Brummer, 23 Tommaso Castello</p>
<p><strong>Marcatori Zebre</strong><br />
Mete: Padovani (1), Renton (14), Canna (33, 68), Sisi (50), Luus (58), Balekana (65, 76), Tauyavuca (78)<br />
Trasformazioni: Canna (14, 50, 58, 65, 78)<br />
Calci di punizione: Canna (6)</p>
<p><strong>Enisei:</strong> 15 Nikita Churashov, 14 Mikhail Babaev, 13 Jurijs Baranovs, 12 Dmitrii Gerasimov, 11 Denis Simplikevich, 10 Iurii Kushnarev (c), 9 Alexey Shcherban, 8 Maxim Gargalic, 7 Vitalii Orlov, 6 Mikheil Gachechiladze, 5 Viacheslav Krasylnyk, 4 Uldis Saulite, 3 Innokentiy Zykov, 2 Stanislav Selskii , 1 Valery Morozov.<br />
<em>A disposizione:</em> 16 Shalva Mamukashvili, 17 Sergey Sekisov, 18 Andrey Igretsov, 19 Dmitri i Krotov, 20 Aleskei Mikhaltsov, 21 Efim Riabischuk, 22 Sergey Trishin, 23 Antoni Rudoi</p>
<p><strong>Marcatori Enisei</strong><br />
Mete: Gerasimov (28, 53)<br />
Trasformazioni: Churashev (28, 53)<br />
Calci di punizione:</p>
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		<title>Challenge Cup: Zebre in Russia per agganciare il treno qualificazione</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2018/12/08/challenge-cup-zebre-in-russia-per-agganciare-il-treno-qualificazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Calamai - OnRugby.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Dec 2018 07:40:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Challenge Cup]]></category>
		<category><![CDATA[Enisei-STM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Indispensabile un doppio successo contro l'Enisei per non perdere terreno nei confronti di Bristol e La Rochelle</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2018/12/08/challenge-cup-zebre-in-russia-per-agganciare-il-treno-qualificazione/">Challenge Cup: Zebre in Russia per agganciare il treno qualificazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Challenge Cup, terzo episodio. Dopo la doppia battaglia contro Bristol, terminata con una vittoria per parte, le Zebre volano a Sochi, dove affrontano alle 13:00 italiane l&#8217;Enisei.</p>
<p>Una partita importante per le speranze di qualificazione della franchigia ducale: contro i russi serve una doppia vittoria, in casa e in trasferta, per mettere in cascina i punti necessari ad affrontare poi l&#8217;attuale capolista La Rochelle nei fine settimana di metà gennaio.</p>
<p>La prima trasferta in Russia di una squadra italiana in Challenge non è delle più semplici, soprattutto per una squadra che tradizionalmente soffre le partite fuori dal Lanfranchi: solo due delle ultime 10 partite esterne sono risultate in un successo. L&#8217;Enisei d&#8217;altronde ha nelle partite casalinghe il suo punto di forza, anche se ha perso tutti gli ultimi cinque incontri. La partita si disputerà allo Yug Stadium di Sochi, che non è usualmente il campo di casa dell&#8217;Enisei, club di Krasnoyarsk.</p>
<p>La squadra russa ha subito 146 punti in due partite da La Rochelle, di cui ben 82 fra le mura amiche, segnandone 47. Fra le loro fila gli elementi di maggiore pericolosità sono il numero 10 Kushnarev e il centro Gerasimov. Partirà in panchina il tallonatore georgiano Mamukashvili, che ha giocato contro l&#8217;Italia a Firenze con la sua nazionale.</p>
<p>Le Zebre da par loro ritrovano Tommaso Castello, il giocatore che in questa stagione ha realizzato il maggior numero di cariche, 33, dell&#8217;intera competizione. Il capitano della franchigia rientra per la prima volta dopo la finestra internazionale.</p>
<p>La formazione scelta da Bradley è evidentemente quella che il tecnico irlandese ritiene la migliore possibile in questo momento: l’idea della qualificazione è golosa, e anche l’unico obiettivo immediatamente misurabile delle Zebre.</p>
<p>Una trasferta importante, quindi, dalla quale è giusto che i tifosi dei ducali pretendano una vittoria per rimontare in classifica nei confronti di Bristol e La Rochelle, che si scontrano tra di loro e potrebbero quindi perdere terreno. Le Zebre arrivano allo scontro nel momento forse più difficile degli ultimi mesi, e le difficoltà maggiori della trasferta potrebbero arrivare da qualche ruggine accumulata nei meccanismi della squadra dalle ultime, pesanti sconfitte.</p>
<p>L’Enisei può diventare una minaccia se le Zebre consentiranno loro di diventarlo, non mettendo in chiaro la superiorità e il divario tecnico, ma anche fisico in termini soprattutto di continuità, che dovrà giocoforza emergere nel corso della partita.</p>
<p>Alzare il livello dell’attenzione, entrare in campo pronti a far fuoco, utilizzare la massima concentrazione e precisione nelle fasi statiche: ecco gli ingredienti fondamentali per mettere subito sul tabellone un divario consistente.</p>
<p><strong>Enisei-STM:</strong> 15 Nikita Churashov, 14 Aleksei Mikhaltsov, 13 Jurijs Baranovs, 12 Dmitrii Gerasimov, 11 Mikhail Babaev, 10 Iurii Kushnarev, 9 Alexey Shcherban, 8 Anton Rudoi, 7 Maxim Gargalic, 6 Mikheil Gachechiladze, 5 Viacheslav Krasylnyk, 4 Uldis Saulite (c), 3 Innokentiy Zykov, 2 Stanislav Selskii, 1 Valery Morozov<br />
<em>A disposizione: </em>16 Shalva Mamukashvili, 17 Sergey Sekisov, 18 Evgenii Pronenko, 19 Dmitrii Krotov, 20 Victor Kononov, 21 Konstantin Uzunov, 22 Sergey Trishin, 23 Vitalii Orlov</p>
<p><strong>Zebre:</strong> 15 Edoardo Padovani, 14 Paula Balekana, 13 Giulio Bisegni, 12 Tommaso Castello (c), 11 Jamie Elliott, 10 Carlo Canna, 9 Guglielmo Palazzani, 8 Renato Giammarioli, 7 Giovanni Licata, 6 Maxime Mbanda, 5 Samuele Ortis, 4 David Sisi, 3 Giosue’ Zilocchi, 2 Massimo Ceciliani, 1 Andrea Lovotti<br />
<em>A disposizione: </em>16 Luhandre Luus, 17 Daniele Rimpelli, 18 Dario Chistolini, 19 Apisai Tauyavuca, 20 Johan Meyer, 21 Josh Renton, 22 Francois Brummer, 23 Tommaso Boni</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2018/12/08/challenge-cup-zebre-in-russia-per-agganciare-il-treno-qualificazione/">Challenge Cup: Zebre in Russia per agganciare il treno qualificazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Continental Shield: l&#8217;Enisei si aggiudica lo scudo</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2018/05/12/continental-shield-lenisei-si-aggiudica-lo-scudo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Calamai - OnRugby.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 May 2018 12:40:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Continental shield]]></category>
		<category><![CDATA[Enisei-STM]]></category>
		<category><![CDATA[Heidelberger RK]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il club russo batte nella finale giocata a Bilbao l'Heidelberger RK per 24 a 20. Successo più largo di quanto dica il punteggio</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2018/05/12/continental-shield-lenisei-si-aggiudica-lo-scudo/">Continental Shield: l&#8217;Enisei si aggiudica lo scudo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per l&#8217;onore e per la gloria, e per alzare al cielo uno scudo, trofeo che simboleggia la vittoria nella finale del Continental Shield, ottenuto per il secondo anno consecutivo dai russi dell&#8217;Enisei STM, battendo l&#8217;Heidelberger RK.</p>
<p>La finale della rassegna europea, che è valsa alle due finaliste la qualificazione alla prossima Challenge Cup, si disputava al Campo de Rugby Fadura, a Getxo, pochi chilometri a nord di Bilbao. Il punteggio finale dell&#8217;incontro, 24 a 20, non dice tutto di una partita che l&#8217;Enisei ha fondamentalmente dominato, fatta eccezione per i quindici minuti finali, durante i quali la squadra russa ha rischiato di subire la rimonta degli avversari.</p>
<p>Tedeschi che sono stati per la verità i primi a segnare, con un calcio piazzato, e che hanno guidato pertanto il match per tutto il primo quarto, prima di subire la marcatura pesante dell&#8217;Enisei intorno al minuto 25. Dopo il 7 a 3 dei campioni in carica, uno scambio di calci di punizione fra le due squadre le mandava al riposo sul punteggio di 10 a 6.</p>
<p>Nella ripresa l&#8217;allungo decisivo della squadra russa: prima un pick&#8217;n&#8217;go da distanza ravvicinata, con la palla schiacciata sul palo, consentiva l&#8217;allungo sul 17 a 6; poi una azione travolgente del numero 10 Kushnarev da mischia ordinata bucava la difesa tedesca prima di offrire il pallone all&#8217;esterno per l&#8217;ala Owen, che metteva a segno la meta, trasformata, del 24 a 6.</p>
<p>Entrando nell&#8217;ultimo quarto di partita, l&#8217;Enisei dava quindi la sensazione di un eccessivo rilassamento, come se la vittoria fosse ormai già in tasca. L&#8217;Heidelberger, da par suo, reagiva mostrandosi ancora vivo e combattente: al 68&#8242; un errore nel controllo di palla della retroguardia russa concedeva una marcatura facile, e solo tre minuti più tardi una difesa troppo morbida concedeva il break in prima fase da rimessa laterale.</p>
<p>Improvvisamente, con appena nove minuti da giocare, la gara era di nuovo aperta sul 24 a 20. Con un giro di vite all&#8217;approccio difensivo, però, la più esperta squadra russa bloccava la rimonta avversaria e portava a compimento la seconda vittoria consecutiva del Continental Shield.</p>
<p>Grande gioia nei festeggiamenti da parte della squadra russa, protagonista della propria prima esperienza in Challenge Cup quest&#8217;anno e pronta a ripetersi il prossimo anno. Per l&#8217;Heidelberger invece una prova di coraggio e un&#8217;anteprima di cosa li aspetta nella coppa europea <a href="https://www.onrugby.it/2018/04/21/lheidelberger-sara-la-prima-squadra-tedesca-a-partecipare-alla-challenge-cup/" target="_blank" rel="noopener">alla quale si sono qualificati per il prossimo anno</a>, facendo la storia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2018/05/12/continental-shield-lenisei-si-aggiudica-lo-scudo/">Continental Shield: l&#8217;Enisei si aggiudica lo scudo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Continental Shield: L&#8217;Enisei-STM vince la prima finale</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2017/05/13/continental-shield-lenisei-stm-vince-la-prima-finale/</link>
					<comments>https://www.onrugby.it/2017/05/13/continental-shield-lenisei-stm-vince-la-prima-finale/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Mangiarotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 May 2017 14:02:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Continental shield]]></category>
		<category><![CDATA[continental shield]]></category>
		<category><![CDATA[Enisei-STM]]></category>
		<category><![CDATA[Krasny Yar]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.onrugby.it/?p=141033</guid>

					<description><![CDATA[<p>Finisce 36-8 il derby russo. Le parole dei protagonisti sul movimento</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/05/13/continental-shield-lenisei-stm-vince-la-prima-finale/">Continental Shield: L&#8217;Enisei-STM vince la prima finale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>EDIMBURGO &#8211; <strong>L&#8217;Enisei-STM conquista la prima edizione del Continental Shield, il terzo trofeo europe</strong>o, nella finale che si è giocata oggi su uno dei back pitch del BT Murrayfield, gustosissimo anticipo del &#8216;piatto forte&#8217; di giornata, ovvero la finale di Champions Cup che andrà in scena tra poche ore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le due squadre, in una gara che è stata, a tutti gli effetti, occasione per il rugby domestico russo di mettersi in mostra, si sono date battaglia fin dall&#8217;inizio, con <strong>i campioni di Russia dell&#8217;Enisei che sono andati a riposo avanti 16-8 grazie alla meta marcata dal numero 8, Rudoi &#8211; decisamente il man of the match oggi &#8211; e al piede dell&#8217;apertura della nazionale russa, Iurii Kushnarev</strong>. Il Krasny Yar, dal canto suo, ha mostrato buone cose soprattutto grazie al suo reparto dei trequarti, dove figurano il nazionale georgiano Lasha Malaguradze e il tongano Apikotoa Fangatapu (che vanta 30 caps con la sua nazionale), oltre a capitan Vasily Artemyev, che ha un passato in Premiership coi Northampton Saints e un presente da estremo col club vice-campione di Russia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;<strong>Credo che il più grande problema che abbiamo avuto sia stato quello di non essere riusciti a mettere in campo il nostro game-plan</strong>, che era strutturato su un maggior possesso dell&#8217;ovale, oltre ad aver sbagliato qualche calcio tattico di troppo che ha consentito all&#8217;Enisei di avere un vantaggio perché hanno potuto giocare il rugby loro più congeniale,&#8221; ci dice Artemyev al termine della gara.<br />
&#8220;<strong>È comunque bello per il rugby russo avere due squadre in questa finale</strong>; negli ultimi due anni solo una squadra è stata capace di giocare ad alto livello &#8211; e sono i vincitori oggi &#8211; mentre noi stiamo crescendo. Credo che la mancanza di abitudine a giocare a certi livelli in Europa ci sia costata cara. L&#8217;Enisei è stato cinico, marcando quando serviva.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella ripresa le squadre giocano dieci minuti sotto un vero e proprio acquazzone<strong> ma il Krasny Yar non riesce a replicare la buona prestazione del primo tempo, lasciando campo agli avversari che con un parziale di 20-0 chiudono il match e si prendono il primo Continental Shield</strong>. Sugli scudi il terza linea Rudoi, autore di una doppietta che gli consente di aprire e chiudere le marcature della finale. L&#8217;Enisei gestisce le sfuriate avversarie e chiude la gara sul 36-8. Il risultato, un po&#8217; troppo pesante per il Krasny Yar, punisce però il secondo tempo dei vice-campioni di Russia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Siamo molto contenti di questo successo, grande vittoria. Non credo, tuttavia, che oggi siamo riusciti a giocare la nostra miglior partita, perchè ci siamo lasciati influenzare troppo dalle condizioni meteo commettendo troppi errori di handling. Devo però fare i complimenti ai nostri avanti, che sono stati bravissimi nei set-pieces e ci hanno consentito di vincere la gara,&#8221; dice Iurii Kushnarev, apertura dell&#8217;Enisei.<strong> &#8220;Avere due squadre in Europa potrebbe aiutare il nostro movimento, perché ci potrebbe dare maggiore visibilità</strong> &#8211; al momento in Russia hockey su ghiaccio e calcio sono ancora gli sport principali.<strong> Il problema principale è la mancanza di giocatori, non abbiamo abbastanza profondità. Speriamo di poter giocare a casa nostra, a Krasnoyarsk, le partite della prossima stagione di Challenge Cup</strong>; il clima è difficile, ma solo in inverno e giocare lì ci darebbe un vantaggio.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Score</strong>: 9′ Rudoi m Kushnarev tr (7-0), 12′ Malaguradze cp (7-3), 15′ Galinovskiy m (7-8), 18′ Kushnarev cp (10-8), 28′ Kushnarev cp (13-8), 36′ Kushnarev cp (16-8); 48′ Kushnarev cp (19-8), 59′ Gargalic m Kushnarev cp (26-8), 68′ Gaisin drop-goal (29-8), 74′ Rudoi m Kushnarev tr (36-8)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Enisei-STM</strong>: 15 Ramil Gaisin 14 Denis Simplikevich 13 David Kacharava 12 Dmitrii Gerasimov 11 Aleksei Mikhaltsov 10 Iurii Kushnarev 9 Alexey Shcherban 1 Andrei Polivalov 2 Shamil Magomedov 3 Innokentiy Zykov 4 Uldis Saulite (C) 5 Maxim Gargalic 6 Mikheil Gachechiladze 7 Vitalii Orlov 8 Anton Rudoi<br />
<em>A disposizione</em>: 16 Stanislav Selskii 17 Azat Musin 18 Evgenii Pronenko 19 Andrey Temnov 20 Aleksandr Budychenko 21 Konstantin Uzunov 22 Igor Kurashov 23 Viacheslav Krasylnyk</p>
<p><strong>Krasny Yar</strong>: 15 Vasily Artemyev (C) 14 Evgenii Kolomiitcev 13 Giorgi Pruidze 12 Lasha Malaguradze 11 Igor Galinovskiy 10 Apikotoa Fangatapu 9 Anton Riabov 1 Sione Maama Fukofuka 2 Valeriy Tsnobiladze 3 Mikheil Tsiklauri 4 Viktor Arkip 5 Andrei Garbuzov 6 Viktor Gresev 7 Kirill Gotovtsev 8 Oleg Prepelitse<br />
<em>A disposizione</em>: 16 Sergey Bazhenov 17 Sergey Novoselov 18 Azamat Bitiev 19 Alexander  Ilin 20 Lasha Lomidze 21 Rushan Iagudin 22 Evgeny Golshteyn 23 Kirill Golosnitskii</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>di Matteo Mangiarotti</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/05/13/continental-shield-lenisei-stm-vince-la-prima-finale/">Continental Shield: L&#8217;Enisei-STM vince la prima finale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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