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	<title>doping Archivi - On Rugby</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
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		<title>Doping, la nazionale di Rugby della Georgia travolta da 36 anni complessivi di squalifiche</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/05/12/doping-la-nazionale-di-rugby-della-georgia-travolta-da-36-anni-complessivi-di-squalifiche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Zivillica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 14:23:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rugby Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Antidoping]]></category>
		<category><![CDATA[doping]]></category>
		<category><![CDATA[Georgia]]></category>
		<category><![CDATA[rugby georgiano]]></category>
		<category><![CDATA[scambio urine]]></category>
		<category><![CDATA[WADA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sanzionati vertici del rugby georgiano in seguito all'inchiesta antidoping della WADA: coinvolto anche l'ex capitano Sharikadze</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/12/doping-la-nazionale-di-rugby-della-georgia-travolta-da-36-anni-complessivi-di-squalifiche/">Doping, la nazionale di Rugby della Georgia travolta da 36 anni complessivi di squalifiche</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Nuova puntata dello scandalo doping che aveva travolto il rugby georgiano lo scorso marzo: sei giocatori della nazionale e un membro dello staff medico hanno ricevuto squalifiche per un totale di quasi 36 anni dopo un’indagine congiunta di World Rugby e WADA. Al centro del caso, un sistema organizzato di scambio di campioni di urina e segnalazioni anticipate sui controlli antidoping. Il caso, senza precedenti nel rugby internazionale, racconta di sotterfugi operati da staff e giocatori della nazionale georgiana pre World Cup 2023, effettuati per cercare di nascondere uso di sostanze stupefacenti a scopo ricreativo.</p>
<p><em>Leggi anche:</em> <a href="https://www.onrugby.it/2026/03/13/world-rugby-annuncia-la-sospensione-per-doping-di-sei-giocatori-della-nazionale-georgiana/" target="_blank" rel="noopener">World Rugby annuncia la sospensione per doping di sei giocatori della nazionale georgiana</a></p>
<p class="p1">L’inchiesta, denominata “<em><a href="https://www.wada-ama.org/sites/default/files/2026-03/Operation%20Obsidian%20-%20Management%20Report%20-%209%20March%202026.pdf" target="_blank" rel="noopener">Operation Obsidian</a></em>”, era stata avviata prima della Coppa del Mondo 2023 dopo che il programma di monitoraggio biologico di World Rugby aveva rilevato anomalie nei campioni di urina. Secondo la WADA, in almeno cinque occasioni i giocatori avrebbero sostituito i campioni per evitare di risultare positivi, mentre alcuni dipendenti dell’agenzia antidoping georgiana avrebbero avvisato in anticipo gli atleti dell’arrivo dei controlli.</p>
<p>Nella rassegna iridata del 2023 i georgiani non si sono qualificati al turno a eliminazione del torneo, perdendo tre delle partite disputate nel girone e pareggiando quella contro il Portogallo. Un&#8217;altra prestazione è al vaglio di World Rugby, proprio sempre contro il Portogallo: quella della finale dei georgiani nel Rugby Europe Championship, dove persero 19-17 proprio contro gli Os Lobos.</p>
<h3>Scandalo doping nel rugby georgiano: chi sono gli squalificati</h3>
<p class="p1">Le squalifiche non sono pesanti solo per l&#8217;ammontare complessivo delle stesse, ma anche per il peso dei protagonisti a cui sono inflitti: ci sono, infatti, membri di spicco sia dello staff tecnico che di quello medico, così come giocatori di primo rilievo della nazionale georgiana.</p>
<p class="p1">L’ex capitano della Georgia <a href="https://www.reuters.com/sports/ex-georgia-skipper-sharikadze-banned-11-years-role-doping-scandal-2026-05-12/" target="_blank" rel="noopener"><span class="s1">Merab Sharikadze</span></a> è stato punito con una squalifica di 11 anni, la più pesante tra quelle inflitte. Il tallonatore <span class="s1">Giorgi Chkoidze</span> dovrà invece scontare sei anni di stop. Squalifiche di tre anni sono state comminate a <span class="s1">Lasha Khmaladze</span>, <span class="s1">Otar Lashkhi</span> e <span class="s1">Miriani Modebadze</span>, mentre <span class="s1">Lasha Lomidze</span> ha ricevuto una sospensione di nove mesi. Anche la responsabile medica della federazione georgiana, Nutsa Shamatava, è stata squalificata per nove anni secondo quanto riportato da diverse fonti vicine al caso.</p>
<p>Degli squalificati, non tutti hanno preso parte a pieno titolo della formazione che prese parte al mondiale 2023. Va ricordato, infatti, che il capitano Sharikadze, centro da 104 presenze con la nazionale georgiana e oggi lottatore di MMA, aveva preso parte solamente a tre delle quattro partite della fase a gironi. Coinvolti nella campagna mondiale anche l’estremo Khmaladze e le ali Modebadze e Lashkhi. Il tallonatore Chkoidze aveva invece lasciato il gruppo poco prima dell’inizio del torneo a causa di un infortunio, mentre il terza linea Lomidze non aveva partecipato alla fase finale della competizione.</p>
<p class="p1">L’amministratore delegato di World Rugby, Alan Gilpin, ha dichiarato: “Questo caso dimostra l’importanza di gestire un programma antidoping solido e guidato dalla scienza, con analisi coordinate dei profili biologici, controlli e sistemi di conservazione a lungo termine dei campioni. La nostra ampia indagine durata quattro anni ha contribuito a identificare una manipolazione del processo di controllo antidoping e invia un messaggio chiaro: World Rugby prende tutte le questioni legate all’antidoping estremamente sul serio ed è una sostenitrice inflessibile dello sport pulito.”</p>
<p><em>Leggi anche:</em> <a href="https://resources.worldrugby-rims.pulselive.com/worldrugby/document/2026/05/12/c8a4f9d4-e1e5-4679-b65b-b2c4483d0ef5/GRU-Sanctions-and-Summary-of-Anti-Doping-Rule-Violations.pdf" target="_blank" rel="noopener">Sanctions and Summary of Anti-Doping Rule Violations: Georgia Rugby Union</a></p>
<p><em>Leggi anche:</em> <a href="https://resources.worldrugby-rims.pulselive.com/worldrugby/document/2026/05/12/18852a45-722f-438d-a982-826bef25c7af/Summary-of-Independent-Report.pdf" target="_blank" rel="noopener">Riassunto del report del comitato indipendente</a></p>
<h3>Il comunicato di World Rugby sullo scandalo doping nel rugby georgiano</h3>
<p class="p1"><em>A seguito della più ampia indagine antidoping mai condotta nel rugby, World Rugby ha confermato che sei membri della nazionale maschile georgiana di rugby a 15 e una componente dello staff di supporto sono stati sanzionati per il loro coinvolgimento nella sostituzione di campioni di urina per un lungo periodo antecedente alla Coppa del Mondo di Rugby 2023. La sostituzione dei campioni (“manomissione o tentata manomissione”) è una pratica vietata dal Codice della World Anti-Doping Agency (WADA) e dal Regolamento Antidoping 21 di World Rugby.</em></p>
<p class="p1"><em>Sono state inflitte sanzioni per violazione delle norme antidoping ai giocatori Giorgi Chkoidze (sei anni), Lasha Khmaladze (tre anni), Merab Sharikadze (11 anni), Miriani Modebadze (tre anni), Otar Lashkhi (tre anni), Lasha Lomidze (9 mesi) e alla dottoressa Nutsa Shamatava (nove anni). Le sospensioni sono retrodatate per includere i periodi di sospensione provvisoria già applicati al momento delle accuse e comportano l’esclusione totale da qualsiasi attività legata al rugby.</em></p>
<p class="p1"><em>L’indagine parallela tra World Rugby e WADA è stata avviata quando il programma di monitoraggio del passaporto biologico degli atleti di World Rugby ha rilevato irregolarità nei campioni di urina, relative a un lungo periodo precedente al Mondiale 2023 in Francia. World Rugby ha immediatamente informato la WADA e le due organizzazioni hanno collaborato strettamente nel corso di indagini complesse e approfondite, che hanno incluso controlli mirati sui giocatori e analisi del DNA da parte di World Rugby, anche su campioni storici conservati attraverso il programma di archiviazione a lungo termine.</em></p>
<p class="p1"><em>Nel corso della vasta indagine, l’ipotesi iniziale di World Rugby era che la sostituzione dei campioni di urina fosse stata effettuata per nascondere l’uso di sostanze dopanti in grado di migliorare le prestazioni. Tuttavia, l’inchiesta non ha trovato prove a sostegno di questa teoria. Parallelamente, sono invece emersi elementi credibili a supporto delle dichiarazioni dei giocatori, secondo cui le sostituzioni sarebbero avvenute per occultare l’uso di sostanze non dopanti, nello specifico cannabis e tramadolo.</em></p>
<p class="p1"><em>Oltre alle accuse rivolte ai giocatori e allo staff per violazioni del Regolamento 21 di World Rugby, l’organismo internazionale ha commissionato anche un’indagine indipendente sulle azioni della Federazione Georgiana Rugby, per verificare un eventuale coinvolgimento dell’Unione nel sistema. Sebbene il rapporto indipendente abbia concluso che non vi fossero motivi per procedere contro la federazione ai sensi del Regolamento 21, il fatto che diversi giocatori e membri dello staff abbiano deliberatamente violato gli obblighi antidoping ha arrecato discredito al gioco secondo quanto previsto dal Regolamento 18.5.</em></p>
<p class="p1"><em>Dopo aver esaminato le conclusioni dell’indagine, World Rugby ha contestato una violazione disciplinare alla Federazione Georgiana Rugby. La federazione ha accettato le accuse e concordato una sanzione che include una multa economica e l’obbligo di attuare un piano di riforme e misure nel campo della formazione e dell’educazione antidoping, con l’obiettivo di ridurre il rischio di futuri episodi simili. World Rugby ha accolto positivamente l’approccio collaborativo e trasparente mostrato dalla federazione nel supportare le indagini e nel definire misure preventive.</em></p>
<p><strong><em>Simone Zivillica</em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/12/doping-la-nazionale-di-rugby-della-georgia-travolta-da-36-anni-complessivi-di-squalifiche/">Doping, la nazionale di Rugby della Georgia travolta da 36 anni complessivi di squalifiche</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>I risultati del programma antidoping di World Rugby nel 2018</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2019/07/09/i-risultati-del-programma-antidoping-di-world-rugby-nel-2018/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Pansardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2019 13:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terzo tempo]]></category>
		<category><![CDATA[anti doping]]></category>
		<category><![CDATA[doping]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre 2000 controlli a livello internazionale, con quattro casi di positività e due squalifiche già assegnate</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2019/07/09/i-risultati-del-programma-antidoping-di-world-rugby-nel-2018/">I risultati del programma antidoping di World Rugby nel 2018</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>World Rugby ha pubblicato il rapporto sui test antidoping per il 2018. Lo scorso anno sono stati analizzati 2.236 campioni nelle squadre internazionali di XV e di Seven maschili e femminili, di cui il 66% da esami effettuati al di fuori delle competizioni.</p>
<p>Altri 259 campioni, spiega World Rugby, sono stati raccolti per integrare i passaporti biologici degli atleti, ovvero lo strumento attraverso il quale si tiene traccia nel corso del tempo dei parametri di un giocatore per verificarne eventuali alterazioni non fisiologiche.</p>
<p>In tutto ci sono stati quattro casi di positività tra il XV e il Seven: due giocatori sono stati squalificati per quattro anni per aver assunto rispettivamente drostanolone (uno steroide anabolizzante) e metandrostenolone e stanozololo (sempre steroidi anabolizzanti). Gli altri due casi si stanno ancora discutendo.</p>
<p><strong>I punti salienti del programma del 2018</strong></p>
<p>• 86% di controlli prima della Coppa del Mondo di Seven del 2018, percentuale che sale al 98% se si calcolano solo le squadre delle Sevens World Series<br />
• 2,236 controlli totali<br />
• 259 campioni destinati al passaporto biologico degli atleti<br />
• 4 casi di positività<br />
• Prosecuzione del programma di educazione &#8216;Keep Rugby Clean&#8217;, in cui sono stati coinvolti 1.500 giocatori agli eventi come le Sevens Series, i Mondiali Under 20 e i Mondiali Seven<br />
• Prosecuzione del programma di conservazione a lungo termine dei campioni, per eventuali contro analisi in futuro<br />
• Lancio della campagna #BeYourself durante i Mondiali Seven a San Francisco</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2019/07/09/i-risultati-del-programma-antidoping-di-world-rugby-nel-2018/">I risultati del programma antidoping di World Rugby nel 2018</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Quattro giocatori sospesi per doping in Nuova Zelanda</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2018/01/10/quattro-giocatori-sospesi-doping-in-nuova-zelanda/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Pansardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jan 2018 14:53:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[doping]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti sono stati accusati di uso o possesso di clenbuterolo e steroidi anabolizzanti</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2018/01/10/quattro-giocatori-sospesi-doping-in-nuova-zelanda/">Quattro giocatori sospesi per doping in Nuova Zelanda</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-42668 size-full" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/12/Doping.jpg?x71421" alt="doping" width="800" height="534" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/12/Doping.jpg 800w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/12/Doping-120x80.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/12/Doping-230x153.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/12/Doping-400x267.jpg 400w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>In Nuova Zelanda quattro giocatori sono stati sospesi dalla Federazione per doping, dopo le accuse portate avanti dalla &#8216;Drug Free Sport New Zealand&#8217;, l&#8217;agenzia nazionale per l&#8217;antidoping. La Commissione Disciplinare ha ordinato le squalifiche più pesanti, di quattro anni, a Zoey Barry (con decorrenza dal 31 luglio 2017) e a Glen Robertson (dal 3 febbraio 2017). Stop di due anni per Ben Qauqau-Dodds (dal 31 luglio 2017) e di ventuno mesi per Rhys Pedersen (dall&#8217;1 gennaio 2017).</p>
<p>Pedersen, Berry e Robertson sono stati sanzionati per possesso, uso e tentato utilizzo di uno stimolante, il clenbuterolo; stesse accuse anche Qauqau-Dodds, ma uno steroide anabolizzante (il methandienone). Entrambe le sostanze sono proibite secondo le regole dell&#8217;agenzia antidoping locale.</p>
<p>Zoey Berry aveva collezionato un cap con la nazionale femminile neozelandese, le Black Ferns, nel 2012. I giudici non hanno ritenuto validi gli argomenti portati dalla giocatrice in merito al non utilizzo del clenbuterolo.</p>
<p>Glen Robertson aveva acquistato la sostanza proibita nel febbraio 2015, quando il 26enne giocava per l&#8217;università di Waikato. Robertson ha dichiarato di aver acquistato il clenbuterolo al fine di perdere peso, e di aver scoperto solo successivamente che si trattava di un medicinale illegale nello sport. Robertson aveva giocato con la nazionale Sevens Under 20 nel 2011 e nel 2012.</p>
<p>Rhys Pedersen, ex giocatore del Manawatu, ha dichiarato di essere completamente ignaro delle norme antidoping e della lista di farmaci proibiti della WADA. Alla Commissione, anche Pedersen ha ammesso di aver comprato e assunto il clenbuterolo per perdere peso, allo scopo di &#8220;migliorare il suo aspetto e recuperare autostima&#8221;. Nel 2013, a Pedersen erano state diagnosticate delle forme di ansia e depressione, a causa dellla fine di una lunga relazione sentimentale. Aveva smesso di giocare a rugby nel 2014, poiché aveva subito una grave concussion che aveva messo in dubbio il suo ritorno in campo.</p>
<p>Qauqau-Dodds, 26 anni, ha ammesso di usare methandienone dal maggio 2014. All&#8217;udienza anch&#8217;egli ha detto di non essere a conoscenza delle conseguenze mediche che derivavano dall&#8217;utilizzo dell&#8217;anabolizzante. Aveva giocato per un club di Dunedin nel 2010, per poi tornare in Nuova Zelanda nel 2013 qualche anno in Australia. Qauqau non pensava che l&#8217;acquisto di steroidi potesse causargli un problema e &#8220;solo ora ha realizzato il grande errore commesso&#8221;.</p>
<p>Il General Manager della Federazione, Neil Sorensen, ha confermato le squalifiche e ha espresso la sua delusione: &#8220;Questa indagine ci ha rivelato che c&#8217;è tanta ignoranza nella nostra comunità sportiva in merito alle sostanze che possono aumentare le prestazioni &#8211; ha dichiarrato &#8211; In collaborazione con la RPA (il sindacato dei giocatori) e l&#8217;agenzia nazionale antidoping stiamo sviluppando un programma di educazione, ma sono prevalentemente rivolti a giocatori professionisti&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2018/01/10/quattro-giocatori-sospesi-doping-in-nuova-zelanda/">Quattro giocatori sospesi per doping in Nuova Zelanda</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Rugby e doping: nuovo caso e nuova squalifica in ProD2</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2017/10/13/rugby-e-doping-nuovo-caso-e-nuova-squalifica-in-prod2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Calamai - OnRugby.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Oct 2017 05:48:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[doping]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sione Tau di Perpignan fermato per due anni dopo essere risultato positivo a un diuretico</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/10/13/rugby-e-doping-nuovo-caso-e-nuova-squalifica-in-prod2/">Rugby e doping: nuovo caso e nuova squalifica in ProD2</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il quotidiano sportivo francese <em>L&#8217;Equipe</em> riporta, nella sua versione digitale, la notizia che Sione Tau, terza linea tongana di Perpignan, è stato licenziato in tronco dal club dopo la squalifica decisa dall&#8217;agenzia transalpina per la lotta al doping.</p>
<p>Tau, infatti, è risultato positivo ad un diuretico a seguito di un test antidoping dello scorso anno, quando militava per Agen, promossa la scorsa stagione in Top14. Il Perpignan ha diramato un comunicato stampa nel quale annunciava l&#8217;avvio della procedura per la rottura del contratto con il giocatore, rammaricandosi allo stesso tempo per la perdita di un elemento importante della propria squadra.</p>
<p>In questa stagione Sione Tau aveva collezionato cinque presenze, di cui quattro da titolare, segnando due mete, ma anche vedendosi sventolare due cartellini rossi. Il club non ha comunicato se si metterà o meno alla ricerca di un giocatore per rimpiazzare Tau.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/10/13/rugby-e-doping-nuovo-caso-e-nuova-squalifica-in-prod2/">Rugby e doping: nuovo caso e nuova squalifica in ProD2</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Sport e doping in Italia: due documenti per fotografare lo stato delle cose</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2017/07/15/il-doping-in-italia-due-documenti-per-fotografare-lo-stato-delle-cose/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jul 2017 08:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[doping]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.onrugby.it/?p=144823</guid>

					<description><![CDATA[<p>Disponibili i report NADO e CVD relativi all'anno 2016. I numeri generali e quelli relativi al rugby</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/07/15/il-doping-in-italia-due-documenti-per-fotografare-lo-stato-delle-cose/">Sport e doping in Italia: due documenti per fotografare lo stato delle cose</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi prendiamo una pausa dal rugby. O meglio, prendiamo in considerazione il nostro sport all&#8217;interno del generale contesto della lotta al doping. Lo facciamo analizzando due documenti, entrambi relativi all&#8217;anno solare 2016: il Report Statistico Antidoping Italia della NADO e la Relazione annuale della Commissione per la vigilanza e il controllo sul doping nelle attività sportive.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Report Statistico Antidoping Nado Italia &#8211; 2016</strong></p>
<p><strong>NADO Italia</strong>: è l’organizzazione nazionale antidoping, derivazione funzionale della Agenzia Mondiale Antidoping (World Anti-Doping Agency WADA), che ha la responsabilità esclusiva in materia di adozione ed applicazione delle norme in conformità al Codice Mondiale Antidoping (Codice WADA) del quale è parte firmataria.</p>
<p><strong>Nello scorso anno solare 2016 sono stati 7790</strong> i controlli disposti ed eseguiti dal Comitato Controlli Antidoping: 5244 sono stati effettuati in competizione, 2546 fuori competizione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I controlli relativi all&#8217;attività in ambito Federazione Italiana Rugby sono stati in tutto 280</strong>: 124 in competizione &#8211; tutti attraverso l&#8217;analisi delle urine- e 156 fuori competizione &#8211; 105 delle urine e 51 per via ematica (sangue). Il numero di 280 controlli complessivi colloca il rugby all&#8217;ottavo posto nella classifica generale: al primo c&#8217;è il calcio (FIGC &#8211; 2304), poi ciclismo (FCI &#8211; 1014),  nuoto (FIN &#8211; 775), atletica (FIDAL &#8211; 500), pallacanestro (FIP &#8211; 339), sport invernali (FISI &#8211; 313) e pallavolo (FIPAV &#8211; 292). Chiudono il gruppo Cricket e Dama a 2, la metà di Arrampicata Sportiva, Canottaggio a Sedile Fisso, Motonautica, Sci Nautico Wakeboard e Motociclismo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_144876" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-144876" class="wp-image-144876 size-medium" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/07/nhn-300x199.jpg?x71421" alt="rugby e doping 4" width="300" height="199" /><p id="caption-attachment-144876" class="wp-caption-text">ph. World Rugby</p></div>
<p><strong>Nel rugby gli esiti avversi &#8211; ovvero quelli che danno inizio ad un procedimento di giustizia sportiva &#8211; sono stati 3</strong>. Le sostanze vietate riscontrate sono le seguenti: in un caso Metenolone-Metenolone Metabolita-19- Norandrosterone-19 Noretiocolanolone; in un caso Testosterone-Boldenone-Boldenone Metabolita-Mesterolone Metaboliti-Stenbolone Metabolita-Clomifene-Metandienone Metaboliti-Metildienolone-Metasterone-19 Norandosterone- 19 Noretiocolanolone (11 sostanze, episodio rimbalzato nelle cronache nazionali); nel terzo caso infine Cannabis.</p>
<p><strong>97 invece il numero complessivo di casi avversi</strong>. Il maggior numero si è verificato nel ciclismo (15), poi nel Bodybuilding (14, a fronte di 28 controlli complessivi), poi a seguire tutti a 6 atletica, nuoto e calcio (competenza FIGC, quindi sia a 11 che a 5).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per quanto riguarda le sostanze rilevate, per il maggior numero si tratta di agenti anabolizzanti</strong> (150 riscontri, i più comuni Stanozololo, Mesterolone e Testosterone). A seguire 52 riscontri di diuretici e agenti mascheranti (che hanno la proprietà di di ridurre o nascondere le sostanze proibite all&#8217;interno delle urine) e 23 di modulatori ormonali e metabolici (che associati a steroidi come il testosterone vengono usati per contenere i livelli di estrogeni in modo &#8211; per esempio &#8211; da non indurre accumulo di grasso o ritenzione idrica). 21 invece i riscontri di stimolanti, 8 dei quali cocaina e/o suoi metaboliti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I controlli hanno dato luogo a 361 procedimenti disciplinari</strong> presso la Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping e 42 presso la Seconda Sezione. I procedimenti conclusi nel 2016 sono stati 145 che hanno evidenziato tra le altre le seguente violazioni (lo stesso episodio può generare più violazioni contemporaneamente): in 58 casi presenza nel campione di una o più sostanze vietate; in 33 casi uso o tentato uso di sostanza vietata o di un metodo proibito; in 38 elusione, rifiuto o omissione di sottoporsi al prelievo; in 13 traffico illegale o tentato traffico illegale di sostanze vietate o metodi proibiti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Relazione annuale della Commissione per la vigilanza e il controllo sul doping nelle attività sportive</strong></p>
<p>Nei giorni scorsi è stata invece pubblicata la Relazione annuale della Commissione per la vigilanza e il controllo sul doping nelle attività sportive, a cura del Ministero della Salute. Tale Commissione &#8211; completamente indipendente e autonoma dalla NADO &#8211; si occupa soprattutto (ma non esclusivamente) del contrasto al fenomeno doping nella popolazione giovanile e nei settori sportivi amatoriali, oltre che nei settori meno raggiunti dall’attività del CONI-NADO.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Nel corso dell’anno 2016 la Commissione ha programmato controlli antidoping su 191 manifestazioni sportive</strong>:  controlli che hanno riguardato sia le manifestazioni delle Federazioni Sportive Nazionali (FSN, quindi FIGC, FIR e via dicendo) e delle Discipline Sportive Associate (DSA. Cricket, Bowling, Dama, Palla Tamburello, Scacchi&#8230;), che quelle degli Enti di Promozione Sportiva (EPS. Ad esempio l&#8217;attività UISP, CSI, i CUSI universitari etc). Dei 173 controlli effettuati sulle manifestazioni sportive, 157 (90,7%) sono stati condotti sulle FSN e DSA, e 15 (8,7%) sugli EPS.</p>
<p>Nel corso di questi eventi <strong>sono stati sottoposti a controllo antidoping 806 atleti</strong>, di cui 583 maschi (72,3%) e 223 femmine (27,7%) con un età media di 29,3 anni (29,7 i maschi e 28,2 le femmine). Tutti i controlli della CVD ( Commissione per la vigilanza e il controllo sul doping) si sono svolti in competizione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per quanto riguarda il rugby, gli atleti sottoposti a controllo sono stati 32, tutti maschi, in 8 gare diverse</strong>. Nella classifica complessiva la palla ovale è al settimo posto dietro ad Atletica Leggera (172), Ciclismo (140), Calcio (122), Pallacanestro (64), Nuoto (47) e Pallavolo (32).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I risultati e identikit: maschio e 35-40 anni, gare al Sud Italia</strong></p>
<p>&#8220;Dai risultati delle analisi condotte dal laboratorio antidoping della FMSI (Federazione medico Sportiva Italiana), è emerso che <strong>degli 806 atleti controllati, 22 sono risultati positivi ai test antidoping</strong> (il 2,7% degli atleti sottoposti a controllo)&#8221;. Di questi, 9 arrivano dal ciclismo, 4 dall&#8217;Atletica Leggera e 1 dal rugby.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Genere</strong>: è stata rilevata una sostanziale differenza di genere tra gli atleti risultati positivi. Si osserva infatti che la percentuale di positività è pari al 3,3% per gli uomini e all’1,3% per le donne. La differenza di genere emerge (anche se non statisticamente significativa) anche per quanto riguarda l’età media degli atleti risultati positivi: 35,3 anni per gli uomini e 44,4 per le donne&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Età</strong>: il 45,5% degli atleti positivi ha un’età superiore ai 39 anni, il 40,8% età compresa tra i 24 ed i 38 anni, mentre solo il 13,6% sono atleti fino a 24 anni di età. Inoltre le percentuali più elevate di positività in rapporto al numero di atleti controllati stratificati per fasce di età, <strong>sono state registrate in atleti con età superiore ai 44 anni (6,3%) ed in quelli con età compresa tra i 39 ed i 44 anni (6%)</strong>, mentre la percentuale più bassa è stata registrata tra gli atleti con età inferiore ai 19 anni (0,7%). Una tendenza in linea con gli anni precedenti: &#8220;le positività si concentrano tra gli atleti più maturi&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Area geografica</strong>: il 50% dei casi è stato rilevato in gare che si sono svolte al Sud ed Isole, il 31,8% in gare che si sono svolte al Nord ed il 18,2% in gare che si sono svolte al Centro (NB: gare che si sono tenute, non atleti che sono nati).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L&#8217;andamento generale 2003-2016</strong></p>
<p>Per quanto riguarda invece l&#8217;andamento nel periodo 2003-2016, il dato dell&#8217;ultimo anno è in calo rispetto al 2015 e in calo rispetto alla media. In particolare, è evidente il calo rispetto al 2014 quando la percentuale di atleti risultati positivi superò il 4%. &#8220;Nell’anno 2008 &#8211; si legge nella relazione &#8211; la percentuale degli atleti risultati positivi ai controlli antidoping ha superato per la prima volta la soglia del 3,0%: tale soglia è rimasta pressoché invariata nel corso degli anni, arrivando tuttavia a superare in alcuni anni la soglia del 4%. <strong>Nell’anno 2010 si è raggiunta la percentuale di soggetti positivi ai controlli antidoping più elevata (4,8%), nel 2005 la più bassa (2,0%)</strong>&#8220;.</p>
<p>Per quanto riguarda il periodo di forte positività tra il 2008 e il 2010, si legge che in quel periodo di tempo &#8220;il Centro ed il Sud Italia si sono distinti per aver ospitato eventi sportivi nei quali sono state rilevate le percentuali di positività più alte mai registrate nel corso dei controlli (rispettivamente dell’8,2 e 9,0%)&#8221;.</p>
<div id="attachment_144872" style="width: 654px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-144872" class="size-full wp-image-144872" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/07/jjj1.jpg?x71421" alt="rugby e doping 3" width="644" height="357" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/07/jjj1.jpg 644w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/07/jjj1-120x67.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/07/jjj1-230x128.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/07/jjj1-400x222.jpg 400w" sizes="(max-width: 644px) 100vw, 644px" /><p id="caption-attachment-144872" class="wp-caption-text">Atleti controllati e risultati positivi dal 2003 al 2016: valori assoluti e percentuali</p></div>
<div id="attachment_144849" style="width: 617px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-144849" class="size-full wp-image-144849" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/07/età.jpg?x71421" alt="rugby e doping" width="607" height="345" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/07/età.jpg 607w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/07/età-120x68.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/07/età-230x131.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/07/età-400x227.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 607px) 100vw, 607px" /><p id="caption-attachment-144849" class="wp-caption-text">Atleti risultati positivi negli anni stratificati per classe di età (valori percentuali)</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L&#8217;andamento rugby 2003-2016</strong></p>
<p>In questi 13 anni sono stati in tutto 616 gli atleti di rugby sottoposti a controllo antidoping: età media 25 anni, numero di positivi 34 (5,5%).  &#8220;Rimanendo nell’ambito delle FSN, EPS o DSA con un numero di atleti controllati superiore a 500 &#8211; si legge nella relazione &#8211; è possibile osservare come<strong> la percentuale più elevata di positività sia stata rilevata nel ciclismo (6,2%) e nel rugby (5,5%) e a seguire nella pallamano (3,6%)</strong>&#8220;. Queste percentuali &#8211; si precisa &#8211; &#8220;non devono essere in alcun modo intese come grado di “penetranza” del fenomeno doping all’interno delle singole federazioni sportive, ma devono essere interpretate esclusivamente come i risultati ottenuti dalla CVD nel corso dei suoi controlli antidoping: il numero di atleti sottoposti a controllo, infatti, non è spesso rappresentativo della FSN, EPS o DSA di appartenenza&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/07/15/il-doping-in-italia-due-documenti-per-fotografare-lo-stato-delle-cose/">Sport e doping in Italia: due documenti per fotografare lo stato delle cose</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Dan Carter, dalla completa assoluzione all&#8217;RPA Hall of Fame</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2017/04/05/dan-carter-dalla-completa-assoluzione-allrpa-hall-of-fame/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Apr 2017 09:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[dan carter]]></category>
		<category><![CDATA[doping]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Settimana importante per l'apertura neozelandese: un periodo frustrante</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/04/05/dan-carter-dalla-completa-assoluzione-allrpa-hall-of-fame/">Dan Carter, dalla completa assoluzione all&#8217;RPA Hall of Fame</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dan Carter in una settimana ha ottenuto due cose importanti: la prima è l&#8217;assoluzione completa dal caso doping in cui era stato coinvolto con il Racing 92, la seconda l&#8217;ingresso nella Hall of Fame della Rugby Player Association. Un po&#8217; di luce, dopo che Carter era stato fermato per <a href="https://www.onrugby.it/2017/02/17/francia-dan-carter-beccato-in-guida-in-stato-di-ebbrezza/" target="_blank">guida in stato di ebbrezza</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un &#8220;<em>pseudo-affaire</em>&#8221; finito con un nulla di fatto</strong></p>
<p>Dopo la finalissima di Top 14 giocata a Barcellona in cui la squadra parigina aveva battuto il Tolone, nelle urine di tre giocatori (Carter, Rokocoko e Imhoff) vengono trovate tracce di sostanze corticosteroidi. Dopo l&#8217;assoluzione della Commissione Medica della Federazione ovale francese, arriva anche quella della AFLD (Agence française de lutte contre le dopage). Questo &#8220;pseudo-affaire&#8221; ha &#8220;gettato vergogna sui nostri giocatori e sul club&#8221;, si legge nel duro comunicato della società parigina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Assieme ai più grandi</strong></p>
<p>Infine, è arrivato un riconoscimento di alto prestigio per l&#8217;apertura 112 caps in maglia All Blacks. Carter è infatti entrato a far parte dell&#8217;RPA Hall of Fame (la Rugby Players&#8217; Association è l&#8217;Associazione che rappresenta i rugbisti professionisti che militano nei campionati inglesi), in cui sono presenti tra gli altri ex giocatori del calibro di Jonny Wilkinson, Martin Johnson, Sir Gareth Edwards e Brian O’Driscoll.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Queste le parole scritte da Carter via social:&#8221;<strong>E&#8217; stato un periodo frustrante, ma il processo ha dimostrato la mia integrità</strong>. Ringrazio tutti quelli che mi hanno sempre creduto e non hanno mai messo in dubbio la mia persona. Quanto al premio invece, non posso che esserne onorato. Essere di fianco a queste icone del gioco mi rende orgoglioso sapendo che la votazione è arrivata dai miei stessi colleghi&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/04/05/dan-carter-dalla-completa-assoluzione-allrpa-hall-of-fame/">Dan Carter, dalla completa assoluzione all&#8217;RPA Hall of Fame</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Il doping nel rugby? Massima attenzione. Parola di Martin Johnson</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2017/03/31/il-doping-nel-rugby-massima-attenzione-parola-di-martin-johnson/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2017 06:17:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[6 Nazioni – Test match]]></category>
		<category><![CDATA[doping]]></category>
		<category><![CDATA[Martin Johnson]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'ex capitano dell'Inghilterra si dice preoccupato. Ora più conoscenza e diffusione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/03/31/il-doping-nel-rugby-massima-attenzione-parola-di-martin-johnson/">Il doping nel rugby? Massima attenzione. Parola di Martin Johnson</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel rugby va tenuta sempre alta l&#8217;attenzione contro l&#8217;utilizzo di sostanze proibite. Parole di Martin Johnson, 92 caps internazionali tra Inghilterra e Lions, e capitano del XV della rosa campione del mondo nel 2003.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Quando ho iniziato a giocare, pensavo che qualcuno a livello internazionale usasse sostanze proibite? <strong>No, decisamente no</strong> &#8211; ha raccontato al <em>Times</em> &#8211; Non c&#8217;erano nemmeno la cultura di utilizzare sostanze per migliorare la performance. Non faceva parte del del gioco&#8221;. Ora però le cose sono cambiate: &#8220;<strong>Sarei preoccupato adesso? Assolutamente sì. Le cose sono più disponibili</strong>, anche grazie ad Internet, la conoscenza è più diffusa&#8221;. La chiusura : &#8220;Ora il rugby è professionale e viviamo in tempi diversi&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;UK Anti-Doping ha sospeso 42 atleti negli ultimi due anni: di questi, 14 sono giocatori di rugby Union inglese o gallesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/03/31/il-doping-nel-rugby-massima-attenzione-parola-di-martin-johnson/">Il doping nel rugby? Massima attenzione. Parola di Martin Johnson</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<item>
		<title>Giocatore dei Lyons Piacenza sospeso in via cautelare dalla NADO</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2017/02/15/giocatore-dei-lyons-piacenza-sospeso-in-via-cautelare-dalla-nado/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2017 08:16:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serie A Elite]]></category>
		<category><![CDATA[doping]]></category>
		<category><![CDATA[Eccellenza]]></category>
		<category><![CDATA[rugby]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tracce di Benzoilecgonina nelle urine. La società: fiducia nelle controanalisi ma pronti ad eventuali provvedimenti</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/02/15/giocatore-dei-lyons-piacenza-sospeso-in-via-cautelare-dalla-nado/">Giocatore dei Lyons Piacenza sospeso in via cautelare dalla NADO</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, in accoglimento delle istanze di sospensione cautelare proposte dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare l’atleta Gian Luca Cammi (tesserato FIR) riscontrato positivo alla sostanza Benzoilecgonina (metabolita della cocaina) a seguito di un controllo disposto dalla NADO-ITALIA al termine della competizione &#8220;Sitav Rugby Lyons &#8211; Fiamme Oro Roma&#8221;, svoltosi a Piacenza il 28 gennaio 2017</em>&#8220;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con questo comunicato apparso sul proprio sito, l’organizzazione nazionale antidoping ha annunciato la sospensione in via cautelare di un atleta tesserato FIR e in forza ai Lyons Piacenza. Il controllo, come si legge, è avvenuto al termine della sfida contro le Fiamme Oro, giocata al Beltrametti di Piacenza e vinta 24-6 dai padroni di casa. La Benzoilecgonina, metabolita primario della cocaina, è rilasciata per via urinaria a seguito di assunzione della stessa ma tracce possono essere rilevate nelle urine a seguito dell&#8217;utilizzo di farmaci OTC (farmaco da banco, quindi senza l&#8217;obbligo di prescrizione medica) che possono avere reazioni metaboliche nel fegato. La comunicazione della società non si è fatta attendere, con il comunicato che riportiamo di seguito:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>In relazione alla sospensione cautelare di un proprio tesserato da parte del Tribunale Nazionale Antidoping a seguito della presenza di sostanze illecite rilevate dagli esami antidoping effettuati al termine della partita fra Sitav Rugby Lyons e Fiamme Oro Rugby, la società Sitav Rugby Lyons si dichiara fiduciosa del fatto che le controanalisi possano smentire il primo esito, ma dichiara altresì la propria totale estraneità dall’eventuale condotta illecita del giocatore. È anche inevitabile che, qualora le accuse dovessero essere confermate, la società prenderà i necessari provvedimenti disciplinari nei confronti dell’atleta.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/02/15/giocatore-dei-lyons-piacenza-sospeso-in-via-cautelare-dalla-nado/">Giocatore dei Lyons Piacenza sospeso in via cautelare dalla NADO</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>All Blacks: le controanalisi scagionano Patrick Tuipulotu</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2017/02/09/all-blacks-le-controanalisi-scagionano-patrick-tuipulotu/</link>
					<comments>https://www.onrugby.it/2017/02/09/all-blacks-le-controanalisi-scagionano-patrick-tuipulotu/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2017 08:21:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[doping]]></category>
		<category><![CDATA[Patrick Tuipulotu]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.onrugby.it/?p=134861</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il giocatore era risultato positivo ad una "specified substance"</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/02/09/all-blacks-le-controanalisi-scagionano-patrick-tuipulotu/">All Blacks: le controanalisi scagionano Patrick Tuipulotu</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia del caso di positività di un giocatore All Blacks era emersa nei giorni scorsi grazie a <em>Fairfax Media</em>. <a href="https://www.onrugby.it/2017/02/05/all-blacks-patrick-tuipulotu-positivo-ad-una-specified-substance/" target="_blank">Questa la vicenda</a>: nel corso del tour di novembre Patrick Tuipulotu risulta positivo ad una <em>specified substance </em>e in fretta e furia torna in Nuova Zelanda prima della partita contro la Francia. Cos&#8217;è una <em>specified substance</em>? <strong>E&#8217; una sostanza la cui presenza può avere anche una <em>credible non-doping explanation</em></strong> (il caso di un farmaco al cortisone, per esempio) ovvero essere giustificata con pratiche non illegali, a differenza delle <em>prohibited substances</em>, la cui presenza è invece sicuramente riconducibile a pratiche illegali. In via precauzionale, il giocatore era stato sospeso da tutte le attività (compresa la la pre-season dei Blues). Ora arriva la notizia che il giocatore è stato scagionato da qualunque illecito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;annuncio è arrivato in via ufficiale dalla federazione neozelandese. &#8220;New Zealand Rugby (NZR) e la New Zealand Rugby Players Association (NZRPA) sono state informate da Six Nations che le controanalisi di verifica, condotte dal laboratorio <em>Sports Medicine Research and Testing Laboratory</em> (SMRTL) di Salt Lake City accreditato dalla World Anti-Doping Agency (WADA), hanno confermato che nessuna sostanza illecita è stata riscontrata&#8221;. Rob Nichol, CEO dell&#8217;associazione giocatori, ha dichiarato che <strong>l&#8217;obiettivo è quello di cercare di capire il perché del diverso risultato delle analisi</strong>. Ma Graeme Steel, CEO di <em>Drug Free Sport New Zealand</em>, non esclude un errore nel controllo: &#8220;E&#8217; un caso davvero particolare, in tanti anni me ne saranno capitati uno o due &#8211; ha dichiarato a <em>stuff.co.nz</em> &#8211; Un campione può essere diverso dall&#8217;altro, oppure c&#8217;è stato un errore nel primo controllo&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Queste invece le parole del giocatore: &#8220;E&#8217; stato un momento difficile per me e la mia famiglia e i miei compagni di squadra &#8211; ha dichiarato via comunicato stampa &#8211; Sono contento che tutto sia finito e che la mia reputazione e integrità ne escano intatte. Non vedo l&#8217;ora di tornare in campo&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/02/09/all-blacks-le-controanalisi-scagionano-patrick-tuipulotu/">All Blacks: le controanalisi scagionano Patrick Tuipulotu</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>All Blacks, Patrick Tuipulotu positivo ad una &#8220;specified substance&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2017 08:16:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[doping]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il seconda linea dovrà giustificarne la presenza. Ecco cosa dice la WADA</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;New Zealand Rugby e New Zealand Rugby Players&#8217; Association (associazione giocatori) confermano che nel novembre 2016, hanno ricevuto l&#8217;avviso che un controllo anti doping sottoposto a Patrick Tuipulotu, ha rivelato la presenza di <em>specified substance</em> inserite nella lista proibita di World Rugby&#8221;. Con queste righe è arrivato il velo ufficiale sulla notizia circolata sulla stampa kiwi circa <strong>un caso di positività di un giocatore All Blacks nel corso dei Test Match di novembre</strong>. Il giocatore è Patrick Tuipulotu, seconda linea classe 1993, 12 caps all&#8217;attivo (l&#8217;ultimo a Roma contro l&#8217;Italia) e in forza ai Blues di Auckland. Nel corso del tour europeo di novembre, era rientrato in Nuova Zelanda prima della sfida contro la Francia in fretta e furia. Ragioni personali era la motivazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Significa che un All Blacks ha fatto uso di doping? No, per nulla. Significa che un controllo ha fatto emergere la presenza di sostanze non accettate: non è automatico Tuipulotu abbia assunto sostanze proibite per alterare la propria prestazione (è uno dei possibili scenari, ma non l&#8217;unico), ma la presenza della sostanza incriminata è una sua responsabilità. Una <em>specified substance</em>, secondo le direttive WADA (World Anti-Doping Agency), è infatti una sostanza che può entrare anche inavvertitamente nel corpo dell&#8217;atleta:<strong> insomma, la loro presenza può avere anche una <em>credible non-doping explanation </em>(il caso di un farmaco al cortisone, per esempio) ovvero essere giustificata con pratiche non illegali</strong> (a differenza delle <em>prohibited substances</em>, la cui presenza è invece sicuramente riconducibile a pratiche illegali). E giustificare le cause della sostanza trovata è ora compito del giocatore e di chi si occuperà del caso. Fermo restando, come abbiamo detto, che <strong>ogni atleta è responsabile di ciò che il proprio corpo assume</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intanto, Tuipulotu non sta prendendo parte alla pre season dei Blues. Cosa che avrebbe potuto fare secondo il regolamento WADA, ma secondo la stampa neozelandese lo stop sarebbe arrivato direttamente da World Rugby.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/02/05/all-blacks-patrick-tuipulotu-positivo-ad-una-specified-substance/">All Blacks, Patrick Tuipulotu positivo ad una &#8220;specified substance&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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