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	<title>de marigby Archivi - On Rugby</title>
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		<title>Confidenza e tranqullità: Roland de Marigny skills coach delle Zebre</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/08/29/confidenza-e-tranqullita-roland-de-marigny-skills-coach-delle-zebre/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Aug 2016 06:23:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Zebre Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[de marigby]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>
		<category><![CDATA[Pro12]]></category>
		<category><![CDATA[Roland De Marigny]]></category>
		<category><![CDATA[skills]]></category>
		<category><![CDATA[zebre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo intervistato il tecnico dei ducali, che ci ha svelato i segreti di quelle sei fondamentali lettere...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sudafricano di Durban classe 1975, Roland de Marigny ha collezionato in carriera 19 caps con la maglia azzurra dal 2004 al 2007, prima di iniziare una carriera di allenatore a Parma (dove ha fatto ritorno nella scorsa stagione) e poi nelle fila dei tecnici federale dell&#8217;Accademia. Questa stagione ha invece assunto l&#8217;incarico, già ricoperto in passato, di skills coach delle Zebre. Assieme a lui abbiamo parlato proprio dell&#8217;importanza di questo fondamentale e di quale sia il modo migliore per allenarlo.</p>
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<p><strong>Dopo l&#8217;esperienza nella seconda parte della stagione 2014/15, ora sei entrato stabilmente nello staff tecnico delle Zebre&#8230;</strong><br />
Il lavoro specifico è iniziato già con la preparazione e la decisione è stata condivisa da staff tecnico e giocatori, che ne hanno sentito la mancanza la scorsa stagione. E confrontandomi anche con gli altri tecnici presenti quest&#8217;oggi (martedì 23 agosto a Dublino alla presentazione del Pro12 2016/17, ndr ) tutti sottolineano l’estrema importanza di questo settore all’interno della preparazione di una partita.</p>
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<p><strong>Un lavoro di cui abbiamo particolarmente bisogno…</strong><br />
Al reparto di skills qui in Italia magari non abbiamo dato in passato l’importanza dovuta. Aspetti legati non solo al gesto stesso dell’esecuzione, ma anche al timing e alla visione di esecuzione, hanno sempre fatto parte del bagaglio tecnico richiesto in altri paese, che lo curano anche in età scolastica. Per iniziare non è mai tardi: ai ragazzi piace tantissimo e c’è entusiasmo nel farlo. Poi il tutto va messo in relazione e a disposizione del gioco, sia offensivo che difensivo. Buone skills mettono nella condizione di finalizzare buone azioni, che significa fare punti e vincere le partite.</p>
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<p><strong>C’è un rapporto tra buone skills e confidenza nel gioco?</strong><br />
Spesso i giocatori palla in mano tendono la muscolatura e se sei teso difficilmente riuscirai ad eseguire un buon passaggio. L’ideale sarebbe maggiore tensione in difesa nell’aspettare attivamente l’impatto e maggiore rilassatezza palla in mano. Per farlo deve essere sicuro di sé, del proprio corpo, della lettura che ha della situazione e delle proprie competenze palla in mano. Allenare le skills significa anche allenare questo.</p>
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<p><strong>Quanto conta la componente mentale in una corretta esecuzione?</strong><br />
Tutto ciò è collegato ad una situazione anche di tranquillità e predisposizione mentale: se un giocatore non fa un passaggio per paura di sbagliare, la volta successiva difficilmente si comporterà in modo diverso in una medesima situazione e giocare con la paura di sbagliare è la cosa peggiore. Se invece decidi di passare e sbagli il passaggio, allora si tratta di allenare il gesto ed è già una situazione diversa da correggere.</p>
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<p><strong>Per tanti anni hai lavorato con le Accademie. Come reputi il lavoro sulle skills?</strong><br />
L’allenamento delle skills è sempre stato presente, però a mio avviso troppo poco e senza la dovuta attenzione. Viceversa si è insistito tanto sulla comprensione del gioco, che è un aspetto positivo. Però più che un discorso di quantità del lavoro è un discorso di qualità: se tra campo e palestra già trascorrono alcune ore, poi è difficile andare in campo a fare altre cose.</p>
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<p><strong>Sono importanti gli esercizi di skills nel riscaldamento pre gara?<br />
</strong>Parlando ovviamente in generale del rugby in Italia, spesso si propone un riscaldamento simile a quello del calcio, molto lungo e che dà molta attenzione alla parte atletica. Il riscaldamento deve proporre gesti simili a quelli che si eseguiranno in campo, ovvero veloci e precisi. I giocatori devono essere condizionati ad un’esecuzione che sia di reazione e di rapidità. E tutto ciò è tanto più utile nel rugby moderno, dove tutti devono saper fare tutto. Un pilone deve saper passare e uscire dal frontale, un trequarti deve saper pulire efficacemente. Però il gioco ne risente.</p>
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<p><strong>Ha ancora senso parlare di ruoli?<br />
</strong>Beh, il punto di partenza di qualunque cosa è la conquista. Le fondamenta sono mischia e touche: per me, l’aspetto più bello di questo sport, che non potrà mai essere tolto. Poi certo, è un rugby con sempre più punti d’incontro, difese sempre più organizzate e tutti devono essere in grado di fare più cose e in più zone del campo, per esempio piloni e seconde linee sugli spazi allargati. Ma per farlo devono correre per arrivarci e avere le skills per essere effiaci.</p>
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<p><strong>di Roberto Avesani</strong></p>
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