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	<title>Craig Green Archivi - On Rugby</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
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		<title>Top10, Fiamme Oro-Craig Green: il club e l&#8217;allenatore si separano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2021 13:03:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serie A Elite]]></category>
		<category><![CDATA[Craig Green]]></category>
		<category><![CDATA[fiamme oro]]></category>
		<category><![CDATA[Top10 2021/2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'allenatore e la formazione romana si salutano dopo una stagione </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le strade delle Fiamme Oro e del coach Craig Green si separano. A rendere nota la cosa è il sito ufficiale del club capitolino che con un comunicato pubblicato sul proprio sito annuncia la separazione dal tecnico neozelandese.</p>
<p><strong>Top10, Fiamme Oro-Craig Green: il club e l&#8217;allenatore si separano</strong></p>
<p>&#8220;Quella passata non è stata una stagione semplice, sotto molteplici punti di vista – ha affermato Green – Ma la ragione principale che mi ha portato a chiedere alla società di essere liberato con un anno d’anticipo è principalmente personale, poiché durante quest’anno la lontananza dai miei affetti e dalla mia famiglia per me è stata particolarmente dura e, in totale autonomia, ho deciso di tornare a casa. Ringrazio dal profondo del cuore le Fiamme Oro che mi hanno fatto sentire come uno di casa, anche nei momenti più difficili, e auguro a tutti gli amici che lascio qui di continuare sulla strada intrapresa che, ne sono certo, porterà questa storica Società ai livelli che le competono&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ringrazio personalmente Green per il lavoro svolto durante questa stagione – ha dichiarato il presidente cremisi Francesco Montini – In questo anno ho potuto apprezzare le qualità umane di una persona che, pur vivendo in Italia da tanto tempo, ha portato qui da noi una filosofia di vita tanto diversa dalla nostra e con la quale è stato più volte interessante confrontarsi. Auguro a Craig di riuscire al meglio ovunque deciderà di continuare la sua avventura nel mondo del rugby&#8221;.</p>
<p><strong>Come si è potuto intuire</strong> dalle dichiarazioni sia dell&#8217;allenatore che della presidenza, Green avrebbe avuto un altro anno di contratto, ma per ragioni non strettamente legate ai risultati sul campo, le strade della squadra e del tecnico si sono divise.</p>
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		<title>Diverse sfumature di (Craig) Green</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Viscardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2020 07:44:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rugby Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Craig Green]]></category>
		<category><![CDATA[green]]></category>
		<category><![CDATA[haka]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'all Black della Marca</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/05/26/diverse-sfumature-di-craig-green/">Diverse sfumature di (Craig) Green</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle scorse settimane, dopo un biennio a San Donà, Craig Green ha ufficializzato il proprio passaggio, in qualità di capo allenatore, alle Fiamme Oro, squadra della Polizia con sede a Roma. Una scelta che porterà nuovamente la leggenda neozelandese lontano da Treviso, lontano da casa. Avete letto bene, da casa, perché la Marca, per uno dei trequarti più forti nella storia del gioco &#8211; <a href="https://www.onrugby.it/2019/06/26/la-rugby-world-cup-1987-raccontata-da-marco-pastonesi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">campione del mondo 1987</a> con i Tuttineri (con cui vanta 29 caps ed 11 marcature pesanti), nonché <a href="https://www.onrugby.it/2020/04/15/i-13-migliori-marcatori-di-mete-della-storia-mondiale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">miglior marcatore del torneo</a>, nella prima edizione della Rugby World Cup -, dopo un incredibile viaggio (iniziato nella natia Christchurch nel 1961) è divenuto il luogo del cuore, dove conservare e rivivere, idealmente, un&#8217;infinità di esperienze vissute all&#8217;interno di Ovalia.</p>
<p>&#8220;Se ripenso alla mia carriera, affiorano alla mente, istantaneamente, una serie incredibili di ricordi. Sorprenderò un poco tutti, probabilmente, ma uno di quelli a cui più sono legato è l&#8217;esperienza con la selezione 7s del mio paese. Attorno alla metà degli anni &#8217;80, giravamo il Mondo, vincendo tornei su tornei, con una squadra pazzesca (Buck Shelford, Wayne Smith, Zinzane Brooke, assieme a tanti altri All Blacks poi campioni iridati) per affrontare tornei di grande livello. Si andava a Sydney, Hong Kong, che era già il punto di riferimento, e Dubai. Era come se stesse nascendo sotto i nostri occhi il circuito di World Series, senza che ce ne fossimo realmente accorti.</p>
<p>Un processo che, per certi versi, fu arrestato &#8211; almeno momentaneamente &#8211; dall&#8217;irruzione sul palcoscenico ovale della Coppa del Mondo 1987. Una competizione, però, che all&#8217;epoca era molto lontana dall&#8217;idea contemporanea di Mondiale, sotto qualsiasi punto di vista la si volesse vedere.</p>
<p>&#8220;All’inizio c’erano molti dubbi anche sull&#8217;allestimento di una Coppa del Mondo. E sicuramente, essendo un concetto totalmente nuovo nel nostro Mondo, la percezione del torneo era estremamente diversa rispetto a quella attuale. Non c&#8217;era la cassa di risonanza mediatica garantita a tale rassegna nelle edizioni a venire. Ad ogni modo, in Nuova Zelanda, a differenza delle nazionali dell&#8217;Emisfero Nord, eravamo preparati per affrontare un torneo con tante partite a stretto giro di posta. All&#8217;epoca, prendendomi come esempio, nei momenti più caldi della stagione, si arrivava a giocare, dalle nostre parti, anche 10 partite in 14 giorni, a diverso livello. Il sabato con gli All Blacks in un Test Match, la domenica con Canterbury, la provincia, il mercoledì con il club e così via, per cinque mesi l&#8217;anno. Un ritmo incredibile, ma non ci si poteva tirare indietro: tutti si aspettavano che tu giocassi, facendolo, peraltro, sempre al meglio delle tue possibilità, altrimenti storcevano il naso&#8221;</p>
<p><strong><em>L&#8217;importanza della preparazione atletica</em></strong></p>
<p>&#8220;Questo aspetto, corroborato da una preparazione fisica eccellente, ci permise di dominare il Mondiale. Sotto il profilo atletico, infatti, va sottolineato come fossimo nettamente davanti a tutto il resto del globo. A Canterbury, con la provincia, per esempio, avevamo un programma dettagliato, in tal senso, da diversi anni. Per preparare la competizione iridata, poi, scese addirittura in Nuova Zelanda Jim Blair, un preparatore atletico proveniente dal mondo del calcio inglese, che, di fatto, ci permise di salire ulteriormente di colpi. Prima, al massimo, avevamo qualcuno che ci indicava come utilizzare gli strumenti in palestra, per fare i muscoli, mentre Jim lavorò sulla nostra forza esplosiva individuale, applicata alle esigenze del rugby. Il suo impatto fu estremamente potente, nonché una delle chiavi che ci permise di dominare, senza esitazioni, dalla prima all&#8217;ultima partita del torneo, che archiviammo con un netto 29-9 in finale sulla Francia. Anche se forse, devo dire che, a causa pure dell&#8217;assenza del Sudafrica, non abbiamo metabolizzato in fretta il titolo &#8216;Campioni del Mondo&#8217;. Fu una definizione che impiegò qualche tempo ad entrare nelle nostre teste&#8221;.</p>
<p><strong><em>Haka, alle origini del mito</em></strong></p>
<p>Ciò che uscì vincitore da quel torneo, invece, fu la Haka, che iniziò da lì la propria rincorsa alla celebrità attuale.</p>
<p>&#8220;All’epoca, fino al mondiale 1987, la Haka si faceva solo all’estero. Era, fino a quel momento, decisamente meno importante di quanto non lo sia oggi. A tal punto che non era proprio conosciutissima, in ogni suo movimento da tutti gli atleti in campo, soprattutto dai nuovi. A volte, se ci si rivede in vecchi video della danza, c&#8217;è da sorridere. Non si era nemmeno coordinati. L&#8217;unica cosa fondamentale era il saltino finale, che doveva essere puntuale e fatto tutti assieme, perché in quel momento veniva scattata la foto (sorride, ndr)&#8221;.</p>
<p><strong><em>La spinta decisiva di Buck Shelford</em></strong></p>
<p>&#8220;Solo durante il Mondiale, grazie alla decisione ed alla forza di volontà di Buck Shelford, orgoglioso Maori e straordinario giocatore, si decise di eseguirla sempre, anche tra le mura amiche. Fu lì che iniziò ad assumere un&#8217;importanza trasversale molto più grande rispetto a quanto non fosse mai accaduto. Oggi è curata nei minimi dettagli ed è diventata anche un mezzo commerciale piuttosto potente. Ma non è affatto solo immagine. Si tratta di rispetto nei confronti della popolazione maori e di un qualcosa che non potresti mai togliere ai neozelandesi, e non solo quelli Maori. Ormai è parte della nostra cultura ovale: una partita non potrebbe mai, e sottolineo mai, iniziare senza di essa&#8221;.</p>
<p><strong><em>Orgoglio tuttonero</em></strong></p>
<p>Motivo di vanto, e d&#8217;orgoglio, la Haka. Tratto distintivo, così come, per un giocatore ovale del paese oceanico, l&#8217;aver disputato almeno una gara con indosso la maglia tuttanera. &#8220;Avere indossato quella maglia è stato un orgoglio indicibile. Ancora oggi ci penso spesso, quando rivedo filmati e partite, a quanto sia stato fortunato ad aver giocato con gli All Blacks, vincendo pure il Mondiale in casa. Guardando indietro posso dire di essere stato un giocatore della squadra più forte del Mondo. Purtroppo, però, orgoglio e gloria non provvedevano ad uno stipendio. Per mantenermi dovevo lavorare come muratore, ero sui cantieri anche due giorni dopo la vittoria della finale iridata. Sembra incredibile con il senno di oggi, vero? Eppure era la normalità. Venivo pagato solamente in presenza, e causa impegni ovali prolungati, diventava sempre più difficile raccogliere i soldi necessari per vivere. Così, quando nel 1986 non mi permisero di saltare una sfida amichevole dei tuttineri perché avevo bisogno di una settimana piena sul cantiere, mi resi conto che, alla fin fine, per l&#8217;organizzazione federale ero solo uno dei tanti, iniziai a pensare ad un futuro altrove&#8221;.</p>
<p>Un futuro dove il rugby potesse rappresentare anche un modo per guadagnarsi da vivere, nonostante il professionismo, ufficialmente, non fosse ammesso ad Ovalia.</p>
<p><strong><em>Lo sbarco in Italia</em></strong></p>
<p>&#8220;Nel 1987 mi si presentò l&#8217;occasione di venire in Italia, a Treviso. John Kirwan, che era già stato un paio di anni prima nella Marca, avrebbe dovuto salire in Europa, per giocare la stagione &#8217;87/&#8217;88 con il Benetton, ma all&#8217;ultimo dovette rinunciare per qualche problema di salute del padre, cedendomi il suo posto&#8221;.</p>
<p><strong><em>Come se fosse la prima volta</em></strong></p>
<p>&#8220;Ero già venuto in Europa per i tour degli All Blacks nel Regno Unito &#8211; in cui spesso ci presentavamo con tante riserve, proprio per i problemi legati al binomio sport-lavoro -, nel corso degli anni precedenti, ma Treviso fu tutta un&#8217;altra cosa. Sono rimasto rapito dal posto, che non a caso è anche diventato casa mia. Per i primi due anni, di fatto, nonostante il professionismo non esistesse ancora feci esclusivamente il giocatore di rugby. Dei miei primi anni ricordo alcune cose pazzesche: il caldo assurdo in estate, gli orario folli &#8211; rispetto alla Nuova Zelanda, quando dormivo prestissimo &#8211; a cui si usciva a cena, tipo alle 22.30, i bellissimi viaggi in bus con la squadra per le strade d&#8217;Italia, e lo straordinario trattamento che la famiglia Benetton riservava a tutti i componenti del team. Riuscivano sempre a metterci a nostro agio, a farci stare bene assieme, che si fosse nelle sfarzose cene di Natale, nelle grandi feste organizzate in Ghirada o nella canonica routine giornaliera. In più, alle volte, ci premiavano portandoci in giornata, con il loro jet privato, a vedere il Cinque Nazioni a Parigi, o in un resort alpino a sciare (sorride, ndr)&#8221;.</p>
<p>Non solo extra campo, però. Le avventure trevigiane di Green sono da ricordare anche dentro il rettangolo verde. &#8220;Sul campo, dopo aver perso la finale con Rovigo il primo anno, ci rifacemmo con gli interessi nella stagione &#8217;88/&#8217;89. Sotto la guida del francese Andre Buonomo, abbiamo fatto un&#8217;ottima stagione regolare, giocando un rugby estremamente interessante, con l&#8217;intenzione sempre di muovere la palle, chiudendo il cerchio con de grandi playoff. Prima con due semifinali spettacolari, contro L&#8217;Aquila, che poteva contare su gente del calibro di <a href="https://www.onrugby.it/2018/09/11/racconti-di-rugby-la-disciplina-ferrea-di-mike-brewer-a-laquila/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mike Brewer</a> e Frano Botica. Poi, in finale contro i Bersaglieri giocammo in maniera molto più solida, e di fronte a quasi 20mila persone, in quel di Bologna, vincemmo 20-9, scatenando il tripudio del nostro popolo. La festa che si generò alla Ghirada mi resterà sempre ben impressa nella mente. Un quantitativo di gente simile, tutta unita per festeggiare un titolo, non credo di averla mai vista in vita mia&#8221;.</p>
<p><strong><em>Lavoro alternativo</em></strong></p>
<p>&#8220;Dal mio terzo anno, cambiarono le regole sull&#8217;utilizzo degli stranieri &#8211; che divennero più restrittive &#8211; e ci fu un&#8217;ondata di argentini &#8216;passaportati&#8217; che sbarcarono in Italia. Decisi in quel momento di tornare ad affiancare al rugby un lavoro secondario, e grazie all&#8217;indicazione di un dirigente del club, iniziai a lavorare in un allevamento di trote al mattino. Fu un poco come tornare ai tempi della Nuova Zelanda, anche se in Italia, comunque, l&#8217;attività sportiva di alto livello ti portava in dote introiti che, nel mio Paese, continuavano ad essere sconosciuti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Tra la fine degli anni &#8217;80 e l&#8217;inizio dei &#8217;90, il livello del massimo torneo italiano si attestava a metà strada tra il livello provinciale e quello dei club in Nuova Zelanda. Lo standard dei compagni di squadra era variegato, ti trovavi a giocare con All Blacks, Wallabies e fuoriclasse italiani pseudo-pro, e contemporaneamente con ragazzi che lavoravano magari 8/10 ore al giorno e la sera venivano al campo per fare la cosa che amavano di più. Situazioni decisamente diverse rispetto al livello omogeneo dei campionati attuali. Una cosa che non mi sono mai spiegato dell&#8217;Italia, e dell&#8217;Europa in generale, è la misteriosa differenza prestazionale di una squadra, a seconda che questa giochi in casa o fuori. Non me ne capaciterò mai&#8221;.</p>
<p><strong><em>Nemmeno a Casale, in A2, dove sbarca nel 1991</em></strong></p>
<p>&#8220;Dopo l&#8217;esperienza in biancoverde, trasferirmi a Casale è stato come un ritorno al club piccolo della Nuova Zelanda. Quasi tutta la squadra viveva là vicino, in molti sono cresciuti nelle giovanili del team. C&#8217;era uno spirito di appartenenza fantastico. I giocatori facevano da mangiare il venerdì in club house, ed ognuno metteva 5mila lire per allestire la cena. Fu un&#8217;esperienza molto bella, diversa dal Benetton Rugby, ma altrettanto memorabile. Il primo anno vincemmo la A2, mentre nel &#8217;92/&#8217;93 sfiorammo i playoff in massima serie&#8221;. Anche perché il team era comunque ricco di talento.</p>
<p>&#8220;Avevamo in squadra un paio di argentini molto forti, Zinzane Brooke, Stefano Bettarello. Un gruppo variegato, ma che stava veramente bene insieme. Purtroppo l&#8217;ultimo anno è andato tutto storto e siamo retrocessi, ma sono cose che capitano nel mondo dello sport, anche se mi resta l&#8217;amaro in bocca&#8221;.</p>
<p><strong><em>Vita da allenatore e forza giapponese</em></strong></p>
<p>Una chiusura della carriera sul campo deludente, prima di rilanciarsi, alla grande in panchina. Dopo un lustro in Nuova Zelanda, in chiusura di millennio, l&#8217;Italia ed in particolare Treviso tornano ad essere una stella luminosa nel suo cielo ovale. Da coach nella Marca, Green scrive la storia, vincendo ben 4 scudetti (tra 2003 e 2007), a cui aggiunge anche una Coppa (2005) ed una Supercoppa italiana (2006). Lascia il segno, però, non solo nel belpaese, ma anche nel Sol Levante, che a sua volta ha lasciato un segno su di lui, e potrebbe lasciarlo, in futuro, sul rugby mondiale.</p>
<p>&#8220;Il rugby giapponese, anche per uno stile di gioco decisamente gradevole, è sempre stato molto seguito in Giappone, e dirò di più, persino in Nuova Zelanda riscuoteva un minimo successo. Già negli anni &#8217;90, quando allenai la Kanto Gakuin University, mi resi conto di quanto fosse popolare, nelle scuole, il nostro sport. In finale c&#8217;erano 80mila persone, incredibile per un torneo under 23. Il campionato che c&#8217;è ora, non è solo lustrini e paillete dei grandi stranieri che arrivano ogni anno, ma è basato anche e soprattutto sui giovani che escono formati dalle scuole. Quando sono tornato nel 2013 &#8211; con Dynaboars -, ho rivisto tanti giocatori universitari dell&#8217;epoca, non solo in campo, ma anche come allenatori, preparatori atletici, dirigenti. Mi sento quindi di dire che il Giappone ha una base solida. Poi, come ben sappiamo, i club pro hanno alle loro spalle grandi aziende come Panasonic, Mitsubishi o Honda. Multinazionali enormi. Non sono un fuoco di paglia&#8221;. Insomma, un&#8217;Italia ovale anni &#8217;80/&#8217;90 3.0, quella che ha fatto innamorare Craig Green, l&#8217;All Black della Marca.</p>
<p><strong>Matteo Viscardi</strong></p>
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		<title>Top 12: Craig Green è il nuovo allenatore delle Fiamme Oro</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2020/05/15/top-12-craig-green-e-il-nuovo-allenatore-delle-fiamme-oro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Calamai - OnRugby.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2020 12:41:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serie A Elite]]></category>
		<category><![CDATA[Craig Green]]></category>
		<category><![CDATA[fiamme oro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tecnico neozelandese lascia San Donà per Roma. I cremisi lo avevano corteggiato già anni fa</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/05/15/top-12-craig-green-e-il-nuovo-allenatore-delle-fiamme-oro/">Top 12: Craig Green è il nuovo allenatore delle Fiamme Oro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si muove ancora il mercato dei tecnici nel massimo campionato italiano: dopo l&#8217;<a href="https://www.onrugby.it/2020/04/23/top12-calvisano-massimo-brunello-non-sara-piu-lallenatore-del-club/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">addio di Massimo Brunello</a> a Calvisano e l&#8217;<a href="https://www.onrugby.it/2020/02/27/calvisano-potrebbe-essere-guidi-il-dopo-brunello/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">imminente ufficializzazione di Gianluca Guidi</a> alla guida della squadra bresciana, le Fiamme Oro completano il cerchio ingaggiando Craig Green, allenatore del San Donà per le ultime due stagioni.</p>
<p>Green, 59 anni, campione del mondo con gli All Blacks nel 1987 e poi giocatore e allenatore del Benetton, oltre che di Casale, Calvisano, Italia under 20, Udine, Tarvisium e, appunto, San Donà, ha rivelato di essere già stato vicino alla panchina dei cremisi in passato: &#8220;Quattro anni fa non sono approdato alle Fiamme per motivi di famiglia, i miei figli erano ancora piccoli e non me la sono sentita di lasciare da sola la mia famiglia &#8211; ha raccontato al sito ufficiale della squadra &#8211; Ora che sono cresciuti, ho deciso di fare questo passo. Conosco bene l’ambiente e le strutture di Ponte Galeria, perché quando l’Accademia Fir aveva sede alla “Gelsomini” venivo spesso.&#8221;</p>
<p>&#8220;Venire qui significa arrivare in un club completo, con una struttura che permette di lavorare al meglio &#8211; ha aggiunto &#8211; E non parlo solo della prima squadra, ma anche di un settore giovanile molto nutrito e di ottimo livello. Qui si sta creando una linea continua, che parte dal minirugby e arriva al primo XV. Alle Fiamme trovo uno staff completo e di ottimo livello, cosa molto difficile da trovare in Italia in questo momento. Questa è una delle ragioni che mi hanno spinto a venire qui.&#8221;</p>
<p><em>&#8220;</em>Quello con Green è stato un lungo corteggiamento che non si era mai concretizzato solamente per problemi organizzativi – ha dichiarato <a href="http://www.fiammeororugby.it/news/craig-green-un-all-black-alla-guida-delle-fiamme/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il presidente delle Fiamme Oro</a> Armando Forgione – Siamo, comunque, sempre rimasti in contatto e alla fine sono contento che siamo riusciti a sancire questa unione. Posso dire che il mio amore noto a tutti per il rugby neozelandese abbia giocato un ruolo importante in questa scelta di un allenatore che, sono convinto, potrà portare alle Fiamme quel qualcosa in più per tendere a obiettivi sempre più alti.&#8221;</p>
<p>Green ha firmato un contratto per due anni, con opzione per una terza stagione. Dirigerà uno staff completato da Alessandro Castagna, Daniele Forcucci e Matteo Zitelli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/05/15/top-12-craig-green-e-il-nuovo-allenatore-delle-fiamme-oro/">Top 12: Craig Green è il nuovo allenatore delle Fiamme Oro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Riparte la stagione del San Donà: la rosa per il campionato 2018/2019</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2018/07/16/riparte-la-stagione-del-san-dona-la-rosa-per-il-campionato-2018-2019/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Pansardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jul 2018 12:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serie A Elite]]></category>
		<category><![CDATA[Craig Green]]></category>
		<category><![CDATA[San Donà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da definire ancora gli ingaggi dei giocatori stranieri. Nove volti nuovi per la squadra allenata da Craig Green</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2018/07/16/riparte-la-stagione-del-san-dona-la-rosa-per-il-campionato-2018-2019/">Riparte la stagione del San Donà: la rosa per il campionato 2018/2019</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Parte oggi, lunedì 16 luglio, la preparazione pre-campionato del San Donà, agli ordini del nuovo allenatore Craig Green.. La rosa a disposizione del tecnico neozelandese sarà sensibilmente diversa rispetto a quella della scorsa stagione, con nove nuovi arrivi sulle sponde del Piave (più altre trattative da definire con alcuni stranieri) e otto partenti, tra cui giocatori importanti quali Vian, Rorato, Ambrosini, Lupini, van Vuuren, Wessels, Erasmus, Giusti e van Zyl (questi ultimi quattro non figurano nella lista dei riconfermati).</p>
<p>Gli ingaggi ufficializzati dal club sandonatese, invece, sono quelli del tallonatore <strong>Giacomo Nicotera</strong>, dei seconda linea <strong>Michele Sutto e Giacomo Riedo</strong>, dei terza linea <strong>Nicolò Zuliani e Alvise Menconi</strong>, dei mediani di mischia <strong>Leonardo Balzi e Luca Petrozzi</strong>, del mediano d&#8217;apertura <strong>Pietro Gentili</strong> e dei trequarti <strong>Enrico Bacchin e Francesco Crisantemo</strong>.</p>
<p>Nicotera è un tallonatore classe &#8217;96 proveniente dal Mogliano, dove ha giocato le ultime tre stagioni con 25 presenze per i biancoblu. Sutto, classe 1986, torna invece nel massimo campionato italiano dopo due campionati trascorsi in Serie A alla Tarvisium; prima aveva giocato al Benetton pre-Celtic, Petrarca e, come permit player, per quattro volte alle Zebre. Riedo, classe 1993, arriva dai Medicei, mentre dalla Tarvisium arriva anche Zuliani.</p>
<p>Dall&#8217;Under 18 sandonatese proviene Menconi, mentre Crisantemo e Gentili sono entrambi classe 1999 e prodotti dell&#8217;Accademia Nazonale &#8216;Ivan Francescato&#8217;. Per Luca Petrozzi, invece, si tratta di un ritorno dopo l&#8217;esperienza vissuta in Veneto nel 2016/2017 (la sua presenza in campo, come giocatore di formazione estera, <a href="https://www.onrugby.it/2017/04/05/eccellenza-reggio-san-dona-il-collegio-di-garanzia-del-coni-accoglie-il-ricorso/" target="_blank" rel="noopener">era risultata decisiva poi per la penalizzazione del San Donà in ottica playoff</a>). Dal Rugby Udine arriva Balzi, mentre Bacchin &#8211; <a href="https://www.onrugby.it/2018/06/24/eccellenza-enrico-bacchin-torna-al-san-dona/" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;unico acquisto già ufficiale da tempo</a> &#8211; ha salutato i campioni d&#8217;Italia del Petrarca per tornare nel club dove è cresciuto.</p>
<p>In avvicinamento all&#8217;inizio del campionato, il San Donà sfiderà il Verona (25 agosto al &#8216;Pacifici&#8217; di San Donà) e in un triangolare al Torneo degli Angeli il Petrarca e il Valsugana a Udine (1 settembre).</p>
<p><strong>La rosa 2018/2019 del San Donà</strong></p>
<p><strong>Piloni</strong><br />
Andrea Ceccato<br />
Luca Zanusso<br />
Elia Pasqual<br />
Antonio Ros<br />
un altro da annunciare</p>
<p><strong>Tallonatori</strong><br />
Gregory Bauer<br />
Gianluca Vian<br />
Matteo Dal Sie<br />
Giacomo Nicotera</p>
<p><strong>Seconde linee</strong><br />
Michele Sutto<br />
Giacomo Riedo<br />
un altro da annunciare</p>
<p><strong>Terze linee</strong><br />
Mattia Catelan<br />
Nicolò Zuliani<br />
Paul Derbyshire<br />
Giorgio Bacchin<br />
Alvise Menconi<br />
un altro da annunciare</p>
<p><strong>Mediani di mischia</strong><br />
Luca Crosato<br />
Leonardo Balzi<br />
Luca Petrozzi</p>
<p><strong>Mediani di apertura</strong><br />
Edward Reeves<br />
Pietro Gentili</p>
<p><strong>Centri<br />
</strong>Bogdan Iovu<br />
Roberto Bertetti<br />
Andrea Pratichetti<br />
Dario Schiabel<br />
Enrico Bacchin<br />
Francesco Crisantemo</p>
<p><strong>Ali/Estremi<br />
</strong>Mattia Bardella<br />
Matteo Falsaperla<br />
un altro da annunciare</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2018/07/16/riparte-la-stagione-del-san-dona-la-rosa-per-il-campionato-2018-2019/">Riparte la stagione del San Donà: la rosa per il campionato 2018/2019</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Eccellenza: il nuovo allenatore del San Donà è Craig Green</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2018/05/09/eccellenza-il-nuovo-allenatore-del-san-dona-e-craig-green/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Calamai - OnRugby.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 May 2018 12:31:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serie A Elite]]></category>
		<category><![CDATA[Craig Green]]></category>
		<category><![CDATA[San Donà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il neozelandese, ex tecnico di Benetton Treviso e Nazionale under-20 fra le altre, torna ai massimi livelli italiani </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2018/05/09/eccellenza-il-nuovo-allenatore-del-san-dona-e-craig-green/">Eccellenza: il nuovo allenatore del San Donà è Craig Green</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Craig Green sarà l&#8217;allenatore del San Donà per la prossima stagione. Lo si apprende da un comunicato diramato nella giornata di oggi dalla società biancoceleste, giunta quinta e rimasta esclusa dai playoff scudetto dell&#8217;Eccellenza in extremis.</p>
<p>Il tecnico ha un pedigree di livello assoluto: da giocatore ha vestito la maglia degli All Blacks e vinto la prima Coppa del Mondo, disputata in Nuova Zelanda nel 1987. Dopo l&#8217;evento iridato, Green si è trasferito quindi in Italia, giocando per Benetton Treviso e Casale.</p>
<p>Sempre a Casale, Green diventa quindi allenatore e, dopo una parentesi in Giappone, guiderà Calvisano, Benetton Treviso, Udine e la nazionale italiana under-20. I maggiori successi arrivano in casa biancoverde: a Treviso Green ottiene 4 campionati italiani.</p>
<p>Lasciata quindi la guida della nazionale under-20 nel 2012, <a href="https://www.onrugby.it/2013/02/15/craig-green-dice-ciao-allitalia-lo-aspetta-il-giappone/" target="_blank" rel="noopener">non senza polemiche</a>, il tecnico neozelandese ha avuto una nuova esperienza di due anni in Giappone, aggregato allo staff tecnico dei Dynaboars, squadra della Top League nipponica. Dopo essere stato impegnato come responsabile tecnico del Tarvisium, Green tornerà dunque su una panchina di Eccellenza con San Donà.</p>
<p>A lui il compito di far salire un ulteriore gradino ad una squadra che è stata negli ultimi anni ai piani alti del campionato di Eccellenza, senza però riuscire a insidiare l&#8217;élite della palla ovale italiana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2018/05/09/eccellenza-il-nuovo-allenatore-del-san-dona-e-craig-green/">Eccellenza: il nuovo allenatore del San Donà è Craig Green</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Craig Green ai Dogi? Lui dice no: &#8220;In Giappone ancora per un anno&#8221;</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2014/03/11/craig-green-ai-dogi-lui-dice-sono-giappone-ancora-per-un-anno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Wilhelm]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2014 10:32:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[United Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[Craig Green]]></category>
		<category><![CDATA[Dogi]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Mitsubishi Dynaboars]]></category>
		<category><![CDATA[Pro12]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tecnico neozelandese parla a OnRugby e smentisce un qualsiasi suo coinvolgimento nella nascente franchigia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2014/03/11/craig-green-ai-dogi-lui-dice-sono-giappone-ancora-per-un-anno/">Craig Green ai Dogi? Lui dice no: &#8220;In Giappone ancora per un anno&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-16320" title="Craig Green" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/02/Green.jpg?x79206" alt="" width="592" height="349" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/02/Green.jpg 592w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/02/Green-120x71.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/02/Green-230x136.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/02/Green-400x236.jpg 400w" sizes="(max-width: 592px) 100vw, 592px" /></p>
<p>Il suo nome, assieme a quello di Massimo Brunello e Umberto Casellato, è il più gettonato per la futura &#8211; possibile &#8211; panchina dei Dogi. L&#8217;ex allenatore di Benetton Treviso, Calvisano, Udine e nazionale U20 però a OnRugby rivela che lui di sicuro non farò parte dello staff tecnico della franchigia veneta: &#8220;Ora mi trovo a Treviso ma <strong>io sono in Giappone con i Mitsubishi Dynaboars almeno fino a febbraio 2015. Il mio contratto scadrà solo allora e non mi muoverò prima&#8221;.</strong><br />
Chiediamo se comunque qualcuno lo ha contattato per sondare il terreno: &#8220;No, nessuno. Quello che ho letto sono solo speculazioni giornalistiche, io davvero non ne so nulla&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2014/03/11/craig-green-ai-dogi-lui-dice-sono-giappone-ancora-per-un-anno/">Craig Green ai Dogi? Lui dice no: &#8220;In Giappone ancora per un anno&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Dogi: si parla di allenatori ma prima vengono soldi e struttura</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2014/03/08/dogi-si-parla-di-allenatori-ma-prima-vengono-soldi-e-struttura/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Wilhelm]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Mar 2014 08:17:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[United Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[Craig Green]]></category>
		<category><![CDATA[Dogi]]></category>
		<category><![CDATA[FIR]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Guidi]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Brunello]]></category>
		<category><![CDATA[Pro12]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Casellato]]></category>
		<category><![CDATA[zebre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Casellato, Craig Green, Massimo Brunello e Gianluca Guidi sono i nomi più gettonati per la panchina della franchigia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2014/03/08/dogi-si-parla-di-allenatori-ma-prima-vengono-soldi-e-struttura/">Dogi: si parla di allenatori ma prima vengono soldi e struttura</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2014/02/Dogi.gif?x79206"><img decoding="async" class="alignright size-full wp-image-50168" title="Dogi" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2014/02/Dogi.gif?x79206" alt="" width="311" height="218" /></a>Sui media veneti impazza il toto-allenatori per i Dogi ancora da venire e oggi <em>La Voce di Rovigo</em>, a firma Andrea Nalio, mette assieme i nomi più caldi e quelli che in questi giorni sono apparsi più spesso sui quotidiani. <strong>Si tratta di Umberto Casellato, Craig Green, Massimo Brunello e Gianluca Guidi.</strong> A naso diremmo che i primi due hanno più chance perché sono un po&#8217; più esperti e &#8220;strutturati&#8221; per un&#8217;avventura celtica con Guidi e Brunelloun passo indietro. Green però potrebbe in qualche modo pagare il modo poco diplomatico con cui è finita la sua avventura in federazione. Certo che vale il discorso che viene spesso fatto dai nostri giovani che cercano lavoro: da qualche parte uno l&#8217;esperienza deve pur iniziare a farsela. Ad ogni modo i nomi che circolano oggi sono questi.<br />
Ricordiamo comunque che martedì ci sarà a Silea una nuova riunione dei club coinvolti nel progetto Dogi dove si parlerà soprattutto di soldi e struttura societaria,<strong> argomento che di sicuro solletica meno la fantasia di giornali e appassionati ma in questa fase è molto più importante e anche delicato.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2014/03/08/dogi-si-parla-di-allenatori-ma-prima-vengono-soldi-e-struttura/">Dogi: si parla di allenatori ma prima vengono soldi e struttura</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Migrazioni giapponesi: Stephen Donald, Anthony Boric e Ben May</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2013/04/02/migrazioni-giapponesi-stephen-donald-anthony-boric-e-ben-may/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Wilhelm]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2013 06:35:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PREM Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[Anthony Boric]]></category>
		<category><![CDATA[auckland blues]]></category>
		<category><![CDATA[Bath]]></category>
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		<category><![CDATA[Hurricanes]]></category>
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		<category><![CDATA[Shane Williams]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen Donald]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il neozelandese a fine stagione lascerà il Bath per andare a ingrossare la truppa di straniera del campionato nipponico. Ma non è l'unico...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2013/04/02/migrazioni-giapponesi-stephen-donald-anthony-boric-e-ben-may/">Migrazioni giapponesi: Stephen Donald, Anthony Boric e Ben May</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;ex All Blacks Stephen Donald</strong> ha annunciato che a fine stagione lascerà Bath e andrà in Giappone, ai Mitsubishi Dynaboars, il club allenato da Craig Green e in cui giocano anche Shane Williams e Dave Walder. Donald aveva ancora un anno di contratto ma ha deciso di lasciare anzitempo l&#8217;Inghilterra.<br />
Ma non è l&#8217;unico neozelandese ad andare a giocare nel Paese del Sol Levante: nelle ultime ore anche<strong> il pilone Ben May ha annunciato che al termine del Super Rugby in corso lascerà gli Hurricanes per i Sanix</strong> (due anni di contratto) e che lo stesso farà anche <strong>Anthony Boric</strong>: il seconda linea dei Blues ha firmato un accordo di due anni con gli scatenatissimi Mitsubishi Dynaboars. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2013/04/02/migrazioni-giapponesi-stephen-donald-anthony-boric-e-ben-may/">Migrazioni giapponesi: Stephen Donald, Anthony Boric e Ben May</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Shane Williams conferma: farà ancora il giapponese</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2013/03/01/shane-williams-conferma-fara-ancora-il-giapponese/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Wilhelm]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2013 11:16:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emisfero Sud]]></category>
		<category><![CDATA[Craig Green]]></category>
		<category><![CDATA[Mitsubishi Dynaboars]]></category>
		<category><![CDATA[Shane Williams]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Altra stagione nel Sol Levante per il folletto gallese. Sarà allenato dal "nostro" Craig Green </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2013/03/01/shane-williams-conferma-fara-ancora-il-giapponese/">Shane Williams conferma: farà ancora il giapponese</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il contratto praticamente già lo aveva ma qualche dubbio sul suo ritorno in Giappone c&#8217;era, soprattutto se si guarda alla sua carta d&#8217;identità, <strong>ma ora è arrivata la conferma:</strong> Shane Williams ha annunciato che giocherà per un&#8217;altra stagione con i Mitsubishi Dynaboars, la squadra ha appena ingaggiato Craig Gren come head coach. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2013/03/01/shane-williams-conferma-fara-ancora-il-giapponese/">Shane Williams conferma: farà ancora il giapponese</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Craig Green va da Shane Williams: sarà il coach dei Mitsubishi Dynaboars</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2013/02/26/craig-green-va-da-shane-williams-sara-il-coach-dei-mitsubishi-dynaboars/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Wilhelm]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Feb 2013 06:59:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emisfero Sud]]></category>
		<category><![CDATA[Craig Green]]></category>
		<category><![CDATA[Mitsubishi Dynaboars]]></category>
		<category><![CDATA[Shane Williams]]></category>
		<category><![CDATA[Top League]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra pochi giorni il neozelandese andrà a Sagamihara dove per i prossimi due anni allenerà la squadra dove milita il folletto gallese</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2013/02/26/craig-green-va-da-shane-williams-sara-il-coach-dei-mitsubishi-dynaboars/">Craig Green va da Shane Williams: sarà il coach dei Mitsubishi Dynaboars</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-17219" title="Shane Williams in azione in Giappone" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/02/Shane-Williams-in-azione-in-Giappone-300x145.jpg?x79206" alt="" width="300" height="145" />Il 15 febbraio scorso vi avevamo annunciato l&#8217;addio di Craig Green alla panchina della Rugby Udine. Notizia confermata dal diretto interessato che però non aveva fatto sapere la sua destinazione visto che c&#8217;erano due opzioni in gioco. <strong>Ora vi possiamo annunciare che l&#8217;ex allenatore della nazionale U20 è il nuovo head coach dei Mitsubishi Dynaboars</strong>, squadra di Sagamihara, nella prefettura di Kanagawa. La squadra dove gioca Shane Williams. Buona fortuna Craig. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2013/02/26/craig-green-va-da-shane-williams-sara-il-coach-dei-mitsubishi-dynaboars/">Craig Green va da Shane Williams: sarà il coach dei Mitsubishi Dynaboars</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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