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	<title>cernusco Archivi - On Rugby</title>
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		<title>Natalija Pavlovic, la rugbista aerospaziale che non ha paura di (far) volare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Viscardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Aug 2019 08:50:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rugby Femminile]]></category>
		<category><![CDATA[belgrado]]></category>
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		<category><![CDATA[monza]]></category>
		<category><![CDATA[Natalija Pavlovic]]></category>
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		<category><![CDATA[Rugby Ringhio Monza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La storia della seconda linea delle Ringhio, dalla guerra in Serbia ai campi di Monza, passando per la prestigiosa laurea al Politecnico di Milano</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2019/08/19/natalija-pavlovic-la-rugbista-aerospaziale-che-non-ha-paura-di-far-volare/">Natalija Pavlovic, la rugbista aerospaziale che non ha paura di (far) volare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La storia di Natalija Pavlovic, raggiante seconda linea del Rugby Monza, inizia a Zemun Polje, sobborgo a nord di Belgrado, agli albori degli anni &#8217;90. Una decade, l&#8217;ultima prima del nuovo millennio, che ha segnato indelebilmente i paesi balcanici, a causa di un sanguinoso conflitto armato, i cui spettri ancora aleggiano nell&#8217;anima di chi l&#8217;ha vissuto.</p>
<p>L&#8217;infanzia della ragazza, oggi di stanza nel milanese, tuttavia, nonostante sia lontana dai fasti materiali dei suoi coetanei al di là dell&#8217;adriatico, è spensierata e scorre senza particolari sussulti sino al marzo del 1999, quando viene scossa, all&#8217;improvviso, dalla guerra. &#8220;Il giorno in cui, ad inizio marzo, mi dissero che la scuola era finita, con l&#8217;ingenuità di una bimba di 7 anni, rimasi positivamente sorpresa. Pensai a quanto sarebbero state lunghe le vacanze, compiacendomi. Compresi molto presto sulla mia pelle, però, il reale motivo di quel repentino &#8216;rompete le righe'&#8221;, esordisce, raccontandosi ad OnRugby &#8211; con un sorriso contagioso -, Natalija.</p>
<p>Falliti i tentativi per risolvere diplomaticamente la questione Kosovara, il 24 marzo &#8217;99, la NATO inizia a bombardare la Serbia. Attacchi aerei che perdurano, costanti, sino alla metà di giugno. Tre, lunghissimi, mesi in cui la giovane Nat cresce in fretta, ed entra in contatto per la prima volta, inconsapevolmente, con i valori manifesto della palla ovale. &#8220;In certe situazioni, lo spirito di comunità esce in tutta la sua forza. Si creano affinità e simbiosi senza che ci sia bisogno di troppe parole. Alle volte bastava uno sguardo, tra persone dello stesso palazzo, per capire le necessità dell&#8217;altro, per fare il passo in più in suo aiuto. Sostegno che puntualmente veniva ricambiato alla prima occasione utile e che ha permesso a tutti noi di avanzare, sempre a testa alta, sino alla fine di quel periodo buio&#8221;, racconta la seconda linea del Rugby Monza 1949, prima di rimembrare, sempre con il sorriso, alcuni dettagli in grado di caratterizzare pienamente quei momenti.</p>
<p>&#8220;Al supermercato del quartiere, diversi scaffali erano privi di prodotti. Per colmare tali vuoti, gli spazi venivano riempiti da fiori di vario genere, in grado di portare quel pizzico di colore e di vitalità di cui c&#8217;era bisogno&#8221;, ricorda, tornando con la mente agli ultimi mesi trascorsi stabilmente in Serbia, prima di partire verso l&#8217;Italia, che sarebbe presto diventata la sua seconda casa, e recentemente anche la sua seconda Nazione (Natalija è diventata ufficialmente cittadina italiana lo scorso 10 luglio, con giuramento presso il comune milanese di Masate, dove risiede).</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-180518 size-large" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2019/08/Famiglia-512x683.jpg?x79206" alt="" width="512" height="683" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2019/08/Famiglia-512x683.jpg 512w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2019/08/Famiglia-60x80.jpg 60w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2019/08/Famiglia-115x153.jpg 115w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2019/08/Famiglia-200x267.jpg 200w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2019/08/Famiglia.jpg 720w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" />&#8220;Al di là della guerra, il futuro in Serbia sarebbe stato senza ombra di dubbio più complesso, e soprattutto con meno prospettive di crescita, sia sotto il piano lavorativo, per i miei genitori, che sotto quello degli studi per me e mia sorella. Non appena mio padre, che lavorava in Italia da diversi mesi, rese possibile il nostro trasferimento, a fine conflitto, partimmo in bus verso il Belpaese. Un viaggio lungo, non solo in termini di kilometraggio e tempistiche&#8221;, spiega Nat, ricordando come fu persino difficile gestire un cambiamento del genere, ritrovandosi improvvisamente a passare dagli stenti di casa, seppur comunque lontana dalla condizione di povertà, all&#8217;improvvisa abbondanza italiana, un poco su tutti i fronti, compreso quello sportivo.</p>
<p><strong>Il primo contatto con il rugby</strong></p>
<p>La famiglia Pavlovic, come da tradizione balcanica, è da sempre super appassionata di sport, sia praticato che guardato. In casa si seguono con grande attenzione calcio, tennis e motori, oltre a tutte le discipline legate a doppia mandata al mondo serbo, ma non c&#8217;è spazio per il rugby, lontano dal background culturale del popolo di Belgrado. Natalija, così, nel solco genetico balcanico, non può che essere un&#8217;atleta e, negli anni dell&#8217;adolescenza, pratica a lungo il volley, completamente ignara di quello che sarebbe presto diventato il suo Sport, con la esse maiuscola. &#8220;Non conoscevo granché il mondo della palla ovale (sorride, ndr) e ovviamente non avevo mai praticato il rugby. Almeno sino all&#8217;estate tra la quarta e la quinta liceo, quando il mio miglior amico si era fidanzato con una ragazza in forza al Parabiago, che lo aveva convinto a provare. Entrambi portarono avanti un lavoro di persuasione incredibile nei miei confronti, al punto che a novembre, sfinita, mi presentai al campo per provare il brivido ovale, tra le fila di una squadra Under allestita da Monza e Cernusco&#8221;, spiega Nat, confessando come non li potrà mai ringraziare abbastanza.</p>
<p>&#8220;Ero tendenzialmente una ragazza schizzinosa, teoricamente lontana anni luce dal rugby, eppure il feeling magico con questo sport è sbocciato sin dal primo allenamento, dal primo placcaggio, dalla prima scivolata nel fango&#8221;, prosegue, con lo sguardo che si illumina. &#8220;Giocai un anno, di fatto, con due unici grandi obiettivi: divertirmi e lavorare il più possibile sui fondamentali di base, che per me, neofita della materia, erano tutti da costruire partendo da zero&#8221;, racconta, parlando di quella stagione &#8217;10/&#8217;11 che le cambia letteralmente la vita.</p>
<p><strong>Nessuna paura di (far) volare</strong></p>
<p>Il rugby fa breccia prepotentemente nel cuore di Natalija, ma per qualche anno deve lasciare spazio, quasi integralmente, all&#8217;altra passione della ragazza di Zemun Polje, quella per l&#8217;ingegneria aerospaziale e per i propulsori che ogni giorno ci permettono di volare. Quegli stessi aerei, che da piccola la terrorizzavano con le bombe riversate sulla sua terra, diventano motivo di interesse viscerale, tanto da portarla a farne una delle sue ragioni di vita. &#8220;Alle superiori, seguendo la traccia di mio padre che aveva fatto per due anni l&#8217;accademia aeronautica militare, mi iscrissi al liceo aeronautico. Giorno dopo giorno, mi resi conto di quanto fossi attratta da tutte quelle materie di stampo ingegneristico, relative soprattutto a costruzione e definizione dei motori dei velivoli. Così fu una scelta quasi naturale iscrivermi alla facoltà di ingegneria aerospaziale, al Politecnico di Milano&#8221;, chiarisce, tratteggiando il complesso ed intrigante percorso di studi che l&#8217;ha portata da tempo alla laurea triennale, con una prestigiosa magistrale in propulsione ormai dietro l&#8217;angolo.</p>
<p>&#8220;Nei primi anni universitari dovetti interrompere la mia attività sportiva. Era difficile incastrare orari ed impegni accademici con altro. Studiare ingegneria, peraltro, è molto simile ad una partita di rugby: arrivare da solo al traguardo è possibile, ma molto difficile.  Si deve lavorare di squadra. Serve circondarsi di persone che riescano a tirarti nei momenti complicati, e viceversa. Proprio come in campo, ad ogni placcaggio, ti devi rialzare e farti trovare pronto per l&#8217;esame successivo e sostenere, a tua volta, i compagni in difficoltà&#8221;, continua, rivelando, tuttavia, come il richiamo per il mondo del rugby resta sempre fortissimo e nel 2015, quando a Cernusco si forma la squadra 7s delle Papere e riceve un invito per unirsi al team (con cui ancora oggi è in ottimi rapporti), non può tirarsi indietro. Nat Rimette gli scarpini e torna in campo, ma, di fatto, sin dal primo allenamento, si sente come se non lo avesse mai realmente lasciato.</p>
<p><strong>La famiglia del Rugby Monza</strong></p>
<p>Nelle due stagioni di Coppa Italia 7s, nella provincia milanese, Pavlovic progredisce tecnicamente allenamento dopo allenamento. Le sue skills, seppure &#8220;ancora da migliorare molto su tutto il fronte del gioco&#8221;, crescono qualitativamente senza soluzione di continuità, di pari passo al suo desiderio di misurarsi con il rugby a XV. Così, nell&#8217;estate del 2017 decide di affrontare l&#8217;avventura sportiva più intrigante della sua vita, trasferendosi al Rugby Monza, una delle società più importanti nel panorama italiano femminile. &#8220;Volevo mettermi alla prova. Desideravo talmente tanto giocare a XV che avevo messo in conto anche un eventuale primo anno difficile, fatto magari di soli allenamenti. Allo stesso tempo, non avevo idea di come potesse rivelarsi l&#8217;impatto con le campionesse in rosa. Non nascondo ci fosse anche un minimo di timore, invece è stata la scelta migliore della mia vita. Sono entrata nella nuova realtà in punta di piedi ed in poco tempo tutto è andato davvero alla grande, meglio anche delle più rosee aspettative, in campo e fuori&#8221;.</p>
<p>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2019/08/12/serie-a-femminile-il-calendario-completo-della-stagione-2019-2020/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Serie A femminile: il calendario completo della stagione 2019/2020</a></p>
<p>&#8220;Ho iniziato a giocare sin da subito (<a href="https://www.onrugby.it/2019/06/24/francesca-sgorbini-amare-il-rugby-a-18-anni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">debuttando curiosamente in un Colorno-Monza, la stessa amichevole in cui Francesca Sgorbini indossò per la prima volta la maglia delle Furie Rosse</a>), cercando di sfruttare al massimo ogni possibilità sia in prima che in seconda linea, mentre fuori dal campo, più che una squadra, ho trovato una famiglia. La società e le ragazze mi hanno accolta immediatamente come se fossi una di loro, riuscendo a mettermi a mio agio&#8221;, spiega entusiasta, parlando di persone speciali che hanno fatto irruzione positivamente nella sua vita.</p>
<p>Anche, e forse soprattutto, le più forti, le più titolate. &#8220;La semplicità e la disponibilità di campionesse conclamate come Isabella Locatelli e Lucia Cammarano mi hanno conquistato istantaneamente. Isa ha una capacità di spronare, sempre facendoti sentire brava ed importante, che ho visto raramente, sia nel mondo ovale che fuori. Con Lucia, purtroppo, non ho mai giocato in campo, ma conservo un ricordo che descrive la sua persona meglio di mille parole. Nonostante fosse infortunata, una sera venne al campo e passò un allenamento intero a sollevare, assieme a me, una ragazza che aveva timore in touche. Con la sua forza e la sua tranquillità seppe infondere, in un&#8217;ora, fiducia e serenità incredibili a questa nostra compagna.</p>
<p>Poi, vorrei spendere parole importanti anche per Rosa Bettolatti, un mio autentico mito, che a 38 anni è ancora in campo che lotta e, pur di allenarsi, si fa 4 ore di macchina ogni volta, e per Alessia Pampuri (per tutti Pemp) e Caterina Viganò, due amiche vere. Ma tutto il team è speciale: quando sono stata una decina di giorni in ospedale, lo scorso anno, non è passata una singola giornata senza che le ragazze non venissero a trovarmi. Ormai rappresentano gran parte della mia vita sociale&#8221;, sentenzia.</p>
<p><strong>La passione per la Scozia</strong></p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-180334 size-large alignleft" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2019/08/Natalija-con-Greg-Laidlaw-512x683.jpg?x79206" alt="" width="512" height="683" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2019/08/Natalija-con-Greg-Laidlaw-512x683.jpg 512w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2019/08/Natalija-con-Greg-Laidlaw-60x80.jpg 60w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2019/08/Natalija-con-Greg-Laidlaw-115x153.jpg 115w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2019/08/Natalija-con-Greg-Laidlaw-200x267.jpg 200w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2019/08/Natalija-con-Greg-Laidlaw.jpg 720w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></p>
<p>Punti di riferimento. Esattamente come Jonny Gray, il giocatore preferito, nella squadra preferita, della seconda linea del rugby Monza. &#8220;Da quando ho scoperto la palla ovale, il rugby giocato è sempre andato di pari passo con quello guardato. Seguo tantissime partite. Mi sono innamorata, quasi subito, della Scozia e dei Glasgow Warriors, i miei due team preferiti. Non mi perdo una loro sfida da anni, ed appena posso li vado a vedere allo stadio. C&#8217;è una certa affinità tra quello che è il mio modo di intendere la vita e l&#8217;attitudine media scozzese (sorride, ndr). Negli anni, poi, i giocatori e staff della selezione del Cardo hanno imparato a conoscermi ed anche se ormai è naturale, nel corso dei terzi tempi, fermarci a parlare, non nego che ciò mi faccia sempre un certo effetto&#8221;, narra Nat, che non esclude un futuro, anche professionale proprio in Scozia, il terzo paese del suo cuore.</p>
<p><strong>Ambizioni e radici</strong></p>
<p>&#8220;Il mio obiettivo, una volta conclusa l&#8217;università a metà 2020, è quello di entrare in un team che si occupi di progettazione di motori aeronautici, in un ambiente positivo e propositivo. Il tutto, però, necessariamente in un posto del Mondo in cui sia possibile proseguire la mia carriera ovale, perché non posso più farne a meno e ho ancora tanto da imparare. A partire dalla prossima stagione con le Ringhio&#8221;, chiarisce Pavlovic, che prima di salutarci, con emozione palpabile, tiene a ricordarci come il motore che le sta permettendo di volare, in campo e fuori, sia la sua famiglia, dai tempi di Zemun Polje sino ai banchi del PoliMi ed ai campi di Monza. &#8220;Devo tutto ai miei genitori. Sono la mia forza ed il mio orgoglio. Hanno avuto il coraggio di dare una sterzata alle nostre vite, la mia e quella di mia sorella, e la capacità di migliorarle giorno dopo giorno. Non sanno molto di rugby, ma il loro sostegno è impagabile ed impareggiabile. Come la loro fiducia, che mi aiuta ad essere sempre più ambiziosa, nello sport come nella vita&#8221;, conclude Natalija, la cui tratta aerea, professionale e sportiva, è ancora ben distante dalla fase d&#8217;atterraggio.</p>
<p><strong>Matteo Viscardi</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2019/08/19/natalija-pavlovic-la-rugbista-aerospaziale-che-non-ha-paura-di-far-volare/">Natalija Pavlovic, la rugbista aerospaziale che non ha paura di (far) volare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>CUS Pavia Rugby &#8211; Rugby Cernusco 19-17</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Zardini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2015 11:46:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Club]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parte la seconda fase di questo campionato, con la prima giornata della cosiddetta “pool retrocessione”</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/01/31/cus-pavia-rugby-rugby-cernusco-19-17/">CUS Pavia Rugby &#8211; Rugby Cernusco 19-17</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2014/11/cus-pavia-295x300.png?x79206" alt="cus pavia" width="295" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-73677" />I ragazzi in gialloblù ripartono dal Cravino contro la compagine di Cernusco sul Naviglio già fronteggiata nella precedente fase del campionato. La partita è tesa e fitta di scontri molto fisici fin dalle prime battute, Pavia mette l’acceleratore puntando sulla propria mischia ordinata e sulle incursioni di una rinnovata coppia di centri formata dai fratelli Cullaciati con Alessandro che abbandona il posto da numero 8 per occupare la nuova posizione nell’allineamento dei tre-quarti. I portacolori della città sul Ticino trovano la prima marcatura del match scardinando la mischia dei colleghi del Naviglio e trascinandoli a terra fino in meta, costringendo il direttore di gara ad assegnare loro una meta tecnica che suona come vento in poppa per una partita iniziata con il piede giusto. La prima frazione si chiude così sul 7 a 0 per i padroni di casa regalando più scontri fisici a metà campo che gioco spettacolare. Il secondo tempo inizia con i ragazzi di Froggett ancora in avanti a cercare una nuova marcatura, si punta sulla touch questa volta ,cercare la via aerea dopo aver segnato via terra la prima volta; a volare alto è Zucchetti che lascia timoniera il drive da Desmet che segna dopo esser stato accompagnato fino in meta dall’ottima spinta di tutti i compagni di reparto. La risposta degli avversari non si fa attendere e Cernusco trova due mete grazie a dei buchi lasciati in difesa dai pavese e ben sfruttati da due diverse incursioni. La partita si accende inesorabilmente e Cernusco prima e Pavia poi si trovano a giocare diversi minuti in 13 contro 15 per una doppia ammonizione, prima appunto Cernusco si trova a fronteggiare in doppia inferiorità Pavia che però non riesce a segnare e poi la situazione si ribalta con Pavia che viene privata di Zucchetti e Zambianchi trovandosi a difendere la propria linea di meta in due in meno per circa dieci minuti con grande grinta ed efficacia, lasciando invariato il tabellone. Tabellone che viene smosso nuovamente dalla meta di Appiani che ultima una bellissima azione in velocità della squadra di casa; Chiudinelli recupera un pallone in profondità ripartendo molto bene dalle retrovie, Contarato smista il pallone ,uscito rapidamente dal punto d’incontro, passando al giovane Garbarini che è bravissimo ad entrare nel buco ed altrettanto bravo a trovare il puntuale sostegno di Appiani che va a segnare la meta del vantaggio pavese. Gioco in velocità più efficace del solito per Pavia , grazie ad una pulizia più puntuale sui punti d’incontro, nota dolente della prima parte di stagione, fase del gioco dove si nota il lavoro prezioso ed instancabile di chi agisce nell’ombra per meglio permettere di brillare a chi sta sotto i riflettori, sono partite tirate come queste nelle quali si può apprezzare il lavoro di chi si dà da fare sgobbando per il campo per far sì che esistano quei secondi di gloria nei quali altri segneranno la mete, i macchinisti del gioco che si danno da fare perché gli attori sullo schermo risultino belli per il pubblico pagante, è il caso del Pesce Pulitore di Mezzana Rabattone Louis Onuigbo che torna da titolare dopo un lunghissimo stop e regala ai propri compagni una grande prestazione fatta da un sacco di placcaggi, tantissimi punti d’incontro ed addirittura palloni di qualità portati in avanti; alla prestazione di Onuigbo per gli avanti va menzionata accanto quella di Argenton per il reparto arretrato, il Principe dei Mari del Sud gioca molto bene nel suo ruolo perfetto all’ala per poi schierarsi anche da centro e da estremo con astuzia e perizia ed unendo sempre un poco di furbizia , riuscendo sempre a fuggire agli avversari e nel campo aperto sparire. Cernusco segna un’ultima meta al largo ma non riesce a trasformare e così Pavia porta a casa 4 sofferti punti che devono servire per mettere le basi per ripartire e ricostruire ciò per cui i ragazzi lavorano da tutta questa stagione</p>
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		<title>CUS Pavia in difficoltà sul campo del Cernusco</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2014/10/21/cus-pavia-difficolta-sul-campo-del-cernusco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Zardini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2014 18:29:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Club]]></category>
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		<category><![CDATA[pavia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Precipita Pavia nella seconda trasferta stagionale, quella di Cernusco, parte della terza gara del campionato di serie C</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2014/10/21/cus-pavia-difficolta-sul-campo-del-cernusco/">CUS Pavia in difficoltà sul campo del Cernusco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2014/10/unnamed-300x200.jpg?x79206" alt="" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-70207" />I gialloblù si presentano all’appuntamento parecchio incerottati dalle molte assenze che sembrano moltiplicarsi in questo avvio di stagione e di fatti faticano a trovare la giusta mentalità per scendere in campo. Padroni di casa che invece partono forte e recuperando subito un pallone dopo i primi minuti di possesso pavese e portandolo in meta subito attraverso due passaggi al largo andando a punire un Pavia che pare esser rimasto negli spogliatoi. Le fasi ordinate vedono la supremazia netta degli ospiti che avanzano molto bene sia da mischia che da rimessa laterale ma non riuscendo mai a concretizzare questo importante vantaggio andando in meta. Pavia sbaglia tanto e Cernusco ne approfitta andando ancora in meta e regalando di che gioire al folto pubblico di casa. I ragazzi di Froggett abbozzano una reazione servendosi di ciò che tanto bene sta funzionando pur in questa disgraziata situazione , è quindi Desmet a concretizzare ed a schiacciare in meta dopo un ottimo carretto da touche che Cernusco fatica a controllare. Le squadre vanno al riposo sul 10 -5 con i cuori dei tifosi pavesi colmi di speranza nella riscossa e nella rimonta . Ma Cernusco si dimostra essere una vera Caporetto per le armate gialloblu con Contarato, novello Cadorna, che tenta soluzioni personali andando a sbattere di continuo sul muro difensivo; i padroni di casa avanzano, spingono e sfruttano al meglio le numerose palle perse dai pavesi andando a segnare altre due mete per portare a quattro il computo totale delle mete e portare a casa anche il punto di bonus.<br />
La partita termina così 22 a 5 per i padroni di casa, Pavia torna a casa con le ossa rotte e con la consapevolezza di non meritarsi tutto questo e di dover lavorare duro per ritrovarsi.<br />
Settimana prossima Pavia andrà a Rho per trovare una convincente vittoria che possa dare un senso a questo inizio di campionato bonariamente definibile claudicante, Rho sarà il Piave e l’armata gialloblù non può proprio permettersi di arretrare ancora<br />
Nelle tenebre a cercare di far volare alto questa squadra in crisi troviamo sicuramente la prestazione della prima linea, i tre là davanti che ormai hanno raggiunto un chilometraggio decisamente sensazionale sono una delle poche note positive di questa domenica di metà ottobre, così come da incorniciare la prestazione in terza linea del neo acquisto Gioia,di Ale Cullaciati ma soprattutto dell’Aquilotto di Acquasparta Nicola Desmet che arriva sempre in picchiata sull’attacco avversario, collezionando un numero di placcaggi così elevato che se ci fosse una tessere a punti per ogni intervento riuscito sarebbe già riuscito a portare  a casa ricchi premi e cotillons; in questo avvio di stagione ha trovato anche la realizzazione offensiva segnando tre mete in altrettante gare, a far vedere che la luce è ancora raggiungibile , basta crederci e lavorare, basta solo aprire le ali, buttarsi e provare a volare; Pavia in questo momento è fragile, è una gabbianella impaurita, ma non serve molto a ripartire, anche un vecchio gattone stanco può darle la forza e farle ritrovare il coraggio necessario a volare per andare dove meglio le compete, su in alto, nel cielo.</p>
<p>RUGBY CERNUSCO – CUS PAVIA RUGBY 22-5</p>
<p>Cernusco : Accudi,Rescigno,Brioschi,Decaro,Romano,Falcone,Marinelli,Napoli,Sironi,Illario,Barisone,Testa,Italiano,Galimberti,Mucci all Sala a disposizione : Frigerio,Carrera,Coprocean,Cinquetti,Manzoni,Michalsky,Giberti</p>
<p>CUS Pavia : Benazzo,Chiudinelli,Argenton,Cullaciati C,Papalia,Contarato,Piccioni,Cullaciati A,Desmet,Gioia,Livieri,Trussardi,Zambianchi,Fietta,Blasigh all Froggett a disposizione : Cobelli,Negri,Zucchetti,Melzi,Bonizzoni,Bianchi,Colle  </p>
<p>Marcatori : Coprocean 2 , Rescigno, Romano (CE), Desmet (PV)</p>
<p>Classifica : Varese 12, Union Milano 10 , Cernusco 9, Rho 4, CUS PAVIA 4, Lainate 3</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2014/10/21/cus-pavia-difficolta-sul-campo-del-cernusco/">CUS Pavia in difficoltà sul campo del Cernusco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Il Cernusco batte gli Unni Valcuvia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefania mattana]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2012 17:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Club]]></category>
		<category><![CDATA[cernusco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cinque vittorie su sei partite, è un Cernusco da record</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4328" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2012/10/RugbyCernusco.jpg?x79206" alt="" width="247" height="164" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2012/10/RugbyCernusco.jpg 247w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2012/10/RugbyCernusco-120x80.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2012/10/RugbyCernusco-230x153.jpg 230w" sizes="auto, (max-width: 247px) 100vw, 247px" />C’era <strong>unna</strong> volta il Cernusco capace di perdere partite già vinte, oppure incapace di capitalizzare il lavoro fatto in campo. Quel Cernusco è un ricordo, non lontano perche qualche tossina c’è ancora ma adesso i punti arrivano e la quinta vittoria in campionato su sei partite è il coronamento di un percorso importante voluto e cercato con convinzione dal generale Gazza e dal suo fido condottiero Bobo<strong>. </strong>Comincia bene il Cernusco che passa almeno 20 minuti nella metà campo avversaria ma non riesce ad andare oltre un piazzato di <a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2011/10/andrea-cerutti-il-giocatore-piu-forte-del-mondo/" target="_blank">Cerutti</a> e tante ottime maul che però si frantumano nella trasmissione offensiva<strong>. </strong><a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2011/10/luca-assandro-lultimo-dei-super-8/" target="_blank">Assandro</a> e <a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2011/09/alessio-giannubilo-la-regina-dinghilterra/" target="_blank">Giannubilo</a> spingono sull’acceleratore della mischia, le touche vanno e i palloni ci sono ma quello che manca è la lucidità in fase offensiva, anche perchè gli ottimi Unni difendono con i denti (non in senso figurato) ogni pallone. Prima della ripresa arriva però il colpaccio dei padroni di casa che intercettano un pallone dai 22 e vanno segnare la metà del vantaggio. Lo sguardo del generale scuote il Cernusco che finalmente nei primi 20 minuti della ripresa gioca in velocità e manda in meta due volte <a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2012/09/paolo-sironi-il-compositore-grigio-amaranto/">sironi</a> e una volta <a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2011/11/alberto-rescigno-the-gigantish/" target="_blank">Rescigno</a>. Spazio e voglia di andare oltre, ecco il Cernusco che piace al regime, peccato però che al momento di spingere ancora e portare a casa il bonus la macchina si inceppi ancora entro i 22 metri lasciando in Valcuvia punti, sudore, qualche costola e la consapevolezza che quei punti potrebbero essere importanti. Il bicchiere è mezzo pieno? Certo che si, quello che conta è il risultato anche se in campo il Cernusco non è riuscito a traformare l’enorme mole di gioco in punti e ha lasciato in provincia ancora un punto che sommato ai tre di Gossolengo e al punticino di domenica scorsa fanno 5. Mezzo vuoto allora? Il generale direbbe di si, Bobo anche, perchè se la squadra vuole fare il salto di qualità serve più lucidità. Facile a dirsi, meno a farsi anche perchè questi Unni hanno venduta cara la pelle e ogni maledetta domenica il girone elite Est dimostra di essere imprevedibile quanto equlibrato. Ora sappiamo cosa serve a capitan <a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2011/10/luca-assandro-lultimo-dei-super-8/" target="_blank">Assandro</a> e compagni, lezione imparata, e ora sotto a chi tocca.</p>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Unni Valcuvia – Rugby Cernusco 12 – 22</strong></p>
<p>Amore, <a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2012/09/paolo-sironi-il-compositore-grigio-amaranto/">Sironi</a>, <a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2011/10/andrea-cerutti-il-giocatore-piu-forte-del-mondo/" target="_blank">Cerutti</a> (Cinquetti), <a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2011/11/alberto-rescigno-the-gigantish/" target="_blank">Rescigno</a> , De Caro, Falcone, <a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2011/11/carlo-vagliani-una-vita-da-mediano/" target="_blank">Vagliani</a> (Calogero F.), <a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2011/10/luca-assandro-lultimo-dei-super-8/" target="_blank">Assandro</a>(Cap), Chiesa (Scaglia) , <a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2011/09/alessio-giannubilo-la-regina-dinghilterra/" target="_blank">Giannubilo</a>, <a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2012/04/marcello-barisione-un-rugbysta-dallo-spazio/">Barisione</a>, <a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2012/03/michele-petretta-la-locomotiva-del-sud/" target="_blank">Petretta</a>, <a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2012/03/marco-travaini-the-ironman/" target="_blank">Travaini</a> (<a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2011/10/caserini-un-predator-a-cernusco/" target="_blank">Caserini</a>), Mucci</p>
<p>N.e. Campanale, Martorini<br />
All. Gazzoni – Brambilla</p>
<p>Mete: <a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2012/09/paolo-sironi-il-compositore-grigio-amaranto/">Sironi</a> (2), <a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2011/11/alberto-rescigno-the-gigantish/" target="_blank">Rescigno</a><br />
TR.: <a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2011/10/andrea-cerutti-il-giocatore-piu-forte-del-mondo/" target="_blank">Cerutti</a> (2)<br />
C.P.: <a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2011/10/andrea-cerutti-il-giocatore-piu-forte-del-mondo/" target="_blank">Cerutti</a></p>
<p>Best player: <a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2011/09/alessio-giannubilo-la-regina-dinghilterra/" target="_blank">Giannubilo</a><br />
F.c. award: De Caro, esultanza preventiva</p>
<p>Le pagelle di Gina Re</p>
<p>Amore 6,5: continua la striscia di prestazioni positive del Dr.Love, anche lassù sulle montagne gioca una partita soprattutto di testa da vero estremo, calci tattici, spostamenti a creare l’uomo in più…un bel vedere…quasi meglio del lago di Luino.</p>
<p><a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2012/09/paolo-sironi-il-compositore-grigio-amaranto/">Sironi</a> 6: cominciamo dalla fine, si becca il classico rosso del pollo perchè provocato fa la sceneggiata, sarebbe una partita da sette la sua perchè è concentratissimo e gioca col coltello tra i denti segnando due mete di cui una in capriola come George Pisi al Galles. Un punto in meno però per essere caduto nella provocazione che priverà il Cernusco di lui.</p>
<p><a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2011/10/andrea-cerutti-il-giocatore-piu-forte-del-mondo/" target="_blank">Cerutti</a> 6: qualche errore di gestualità nella trasmissione del pallone, ma una buona prova al calcio. se si convicesse dei suoi mezzi sarebbe un crack.</p>
<p><a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2011/11/alberto-rescigno-the-gigantish/" target="_blank">Rescigno</a> 6,5: una meta di pura potenza in un ruolo che non è sempre il suo, interpreta ottimamente il ruolo di apriscatole, meno bene quando deve trasmettere il pallone.</p>
<p>De Caro 6: che dovrebbe essere un 5.5, esulta ancor prima di segnare una meta, che difatti poi non segna rovinando cosi una buona prova, ancora qualche accenno di nervosismo se si calmasse potrebbe essere veramente un danno per le difese avversarie.</p>
<p>Falcone 6: d’incoraggiamento! dopo le polemiche della settimana sforna una prova non ancora all’altezza della sua sapienza tattica, perlopiù per il caos che ha attorno, settimana prossima andrà sicuramente meglio.</p>
<p><a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2011/11/carlo-vagliani-una-vita-da-mediano/" target="_blank">Vagliani</a> 6,5: l’uomo che più di tutti prova a dare ritmo. un esempio per mischia e 3/4, legge bene la lentezza della media avversaria e spesso e volentieri ci si infila come una lama nel burro, migliora partita dopo partita anche nella gestione delle fasi statiche.</p>
<p><a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2011/10/luca-assandro-lultimo-dei-super-8/" target="_blank">Assandro</a> 6,5: imbrigliato dal caos della mischia avversaria tenta poche volte la ripartenza accanto al raggruppamento, quando però riesca a schierarsi al largo crea sempre il vuoto. si fa segnalare anche per un placcaggio devastante ai danni di un avversario.</p>
<p>Chiesa 6: leggermente sottotono rispetto alle ultime prestazioni ma comunque una prova non negativa la sua. dovrebbe essere meno “nerovso” nel prepartita</p>
<p><strong>Giannubilo 7: Provocato dal regime e toccato duro dagli Unni reagisce alla grande lavorando ai fianchi le terze avversarie e diventando una fonte inattesa di palloni giocabili. Impeccabile anche in completo Rosa</strong></p>
<p><a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2012/04/marcello-barisione-un-rugbysta-dallo-spazio/">Barisione</a> 6,5: tornato dalla Nord Korea con un carico di nuove giocate per la touch sfodera sicuramente un ottima prova, peccato per la chiamata sull’ultima touch in campo nemico, Kim Jong Gazza non sarà molto contento.</p>
<p>Meroni 6: sente aria di casa e i suoi occhi si velano di malinconia guardando le montagne sotto le quali è cresciuto e i boschi nella quale si è formato, speriamo che il ritorno in pianura lo faccia tornare quel devastante uomo armato di clava che abbiamo imparato a conoscere quest’anno.</p>
<p><a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2012/03/michele-petretta-la-locomotiva-del-sud/" target="_blank">Petretta</a> 6: imbrigliato in una partita che non ha capito gioca perfettamente le fasi statiche ma è meno devastante in quelle dinamiche.</p>
<p><a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2012/03/marco-travaini-the-ironman/" target="_blank">Travaini</a> 6: grande ritorno di Iron man, qualche errore in touch, peraltro dubbi, ma un ottima gestione del pack. Bentornato.</p>
<p>Mucci 6: partita positiva per il baffo più sexy del mondo, gli capita di fronte il solito unno grande e grosso e non si intimidisce ne si fa spaventare.</p>
<p><a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2011/10/caserini-un-predator-a-cernusco/" target="_blank">Caserini</a> 6: (e speriamo che non rompa) entra al posto di <a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2012/03/marco-travaini-the-ironman/" target="_blank">Travaini</a> e mantiene la partita sia in touch che in mischia sullo stesso livello, riparte anche bene in un occasione da cui si sviluppa la terza meta che chiude il match</p>
<p>Calogero 6: rileva <a href="http://lnx.rugbycernusco.it/2011/11/carlo-vagliani-una-vita-da-mediano/" target="_blank">Vagliani</a> e non sfigura fino allo spledido calcio rovesciato, per fortuna che la partita era praticamente finita.</p>
<p>Cinquetti 6: entra nel momento più difficile della partita ma come al solito a testa alta non sfigura.</p>
<p>Scaglia 6 (di stima mah!?!): entra per arginare il forcing finale, come sempre sgraziato nella corsa.</p>
<p>Campanale e Martorini 10 (a loro si di stima mica come Scaglia!!!!) si fanno tutti quei km per vedere i compagni giocare senza entrare nemmeno un minuto!</p>
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