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	<title>Carcere Archivi - On Rugby</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
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		<title>&#8220;Per la Libertà&#8221;. L&#8217;urlo ovale che supera le mura del carcere di Padova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2016 08:49:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terzo tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[rugby]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Luca Costantino, allenatore delle giovanili del Petrarca, ci racconta un progetto che mette al centro il rugby e abbatte la recidiva</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/03/30/per-la-liberta-lurlo-ovale-che-supera-le-mura-del-carcere-di-padova/">&#8220;Per la Libertà&#8221;. L&#8217;urlo ovale che supera le mura del carcere di Padova</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Loro si chiamano Barbarians, come il prestigioso club ad inviti che raccoglie giocatori provenienti da diversi club, e sono la squadra della sezione ICAT della Casa Circondariale Due Palazzi di Padova. L&#8217;acronimo sta per <em>Istituto a Custodia Attenuata</em> ed è il frutto di un progetto pilota avviato a fine 2014 dalla Regione Veneto grazie alla collaborazione tra il Provveditorato dell&#8217;amministrazione penitenziaria del Triveneto e l&#8217;Usl 16. Si tratta di un padiglione del carcere padovano destinato a detenuti con condanne fino a sei anni per reati non contro la persona e all&#8217;interno del quale vige il rispetto del regime comunitario europeo per quanto riguarda il rapporto uomo/spazio. Un&#8217;isola felice all&#8217;interno della quale l&#8217;obiettivo è lavorare con e sul detenuto prima che venga rilasciato per ridurne la recidiva. E i risultati sono concreti e tangibili, tanto che nel primo anno la percentuale è crollata dal 90% al 5% per i 40 detenuti che vi sono transitati.<br />
<strong>A raccontarcelo è Luca Costantino, per tanti anni allenatore delle giovanili del Petrarca Padova</strong> (tra gli &#8220;allievi&#8221; più celebri i fratelli Sarto, Marco Barbini e Mattia Bellini) e da un paio di anni <strong>promotore e animatore del progetto che ha portato la palla ovale all&#8217;interno della sezione ICAT del carcere padovano</strong>. Con risultati davvero importanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Nel 2013 si è presentata questa la possibilità e l&#8217;ho sfruttata. Ho saputo che la casa circondariale di Padova era oggetto di attenzione da parte del CONI per un progetto che voleva introdurre il rugby quale attività riabilitativa e tutto è iniziato. Vi è stato un bando congiunto Usl/Ministero dell&#8217;Interno per identificare uno sport che favorisse le dinamiche di gruppo in un contesto di rispetto delle regole, ho proposto la palla ovale ed è andato a buon fine&#8221;. Detto fatto. Nel maggio 2015 <strong>iniziano gli allenamenti con un gruppo di venti persone eterogenee per nascita e biografia, ma che condividevano una cosa: la totale non conoscenza del rugby</strong>. &#8220;Dopo aver incontrato il Comitato Veneto che ha messo a disposizione del materiale, abbiamo iniziato con l&#8217;allenamento settimanale: vi prendiamo parte io in qualità di allenatore/educatore, gli utenti della struttura, le guardie carcerarie e il gruppo di psicologhe, con il quale al termine di ogni seduta mi confronto&#8221;. E tra detenuti/lavoratori che scelgono come giorno di ferie proprio il venerdì per potersi allenare e altri che nonostante il Ramadan non mancano in campo, la voce si espande anche oltre le mura. Si arriva così allo scorso ottobre, quando Luca Costantino chiede di organizzare un torneo di touche aperto anche a giocatori esterni. Raccolte diverse adesioni, tra cui rugbisti di Mirano e Petrarca e una selezione di arbitri di Padova, sabato 27 febbraio si gioca una partita al tocco di quasi tre ore,  con squadre che si mescolano continuamente. E poi, ovviamente, il terzo tempo: &#8220;Abbiamo fatto riscaldamento e stretching tutti assieme, c&#8217;erano persone che non mangiavano popcorn da quattro anni&#8230;E&#8217; stato davvero molto bello &#8211; racconta Costantino &#8211; <strong>Nei giorni successivi abbiamo scritto una lettera, in parte collettiva in parte personale da ogni detenuto, ringraziando tutti gli esterni che hanno partecipato</strong>&#8220;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma al di là del momento di incontro sportivo, è al lungo periodo che guarda il progetto. &#8220;<strong>Il nostro obiettivo è formare persone prima abituate ad eludere le regole e far sì che diventino un gruppo di amici, riabilitate attraverso questo sport</strong>&#8220;. E la vittoria più bella si ottiene quando chi esce continua a coltivare la passione per la palla ovale, con il rugby a fare da legame tra vita detentiva e vita normale. &#8220;Due persone una volta libere hanno intrapreso la strada di giocatore e arbitro, di fatto <strong>riconoscendo al rugby il ruolo di mezzo di reinserimento sociale</strong>&#8220;.<br />
La Direzione Carceraria ha riconosciuto il valore aggiunto del progetto e chiesto di esportarlo in altre città del Veneto. &#8220;Ma a questo punto serve un supporto, serve che qualcuno si faccia avanti per aiutarci &#8211; prosegue Costantino &#8211; La Federazione sostiene questi progetti, ma nel caso di squadre che partecipano ai vari campionati. Questo è un progetto concreto, che aiuta le persone riducendone la recidiva e favorendo il reinserimento sociale. Il nostro urlo a fine allenamento è &#8220;per la Libertà!&#8221;, perché è questo l&#8217;obiettivo della nostra squadra&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il prossimo passo, intanto, è organizzare una nuova partita a fine maggio. Chi volesse sostenere i Barbarians dell&#8217;ICAT, anche con materiale e abbigliamento da gioco come fatto dalle ragazze della Nazionale Azzurra che hanno donato una maglia autografata, può contattare la squadra all&#8217;indirizzo barbarians.rugbypd@gmail.com.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/03/30/per-la-liberta-lurlo-ovale-che-supera-le-mura-del-carcere-di-padova/">&#8220;Per la Libertà&#8221;. L&#8217;urlo ovale che supera le mura del carcere di Padova</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Rugby in carcere: prima partita della squadra di Castrogno (Teramo)</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/08/09/rugby-in-carcere-prima-partita-della-squadra-di-castrogno-teramo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2015 08:32:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[castrogno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I detenuti "Papillons" hanno affrontato il Rugby Teramo in una partita Seven</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/08/09/rugby-in-carcere-prima-partita-della-squadra-di-castrogno-teramo/">Rugby in carcere: prima partita della squadra di Castrogno (Teramo)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-73468" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2014/11/image.jpg?x66514" alt="FRER0001607" width="400" height="308" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2014/11/image.jpg 400w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2014/11/image-104x80.jpg 104w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2014/11/image-199x153.jpg 199w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2014/11/image-347x267.jpg 347w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></p>
<p>Il progetto &#8220;Whiti Te Rà&#8221;, promosso dalla società Amatori Rugby Teramo e che ha coinvolto la casa circondariale di Castrogno (Teramo), dopo appena due mesi ha avuto il proprio &#8220;battesimo&#8221; sul campo. Sul campo della casa circondariale abruzzese si sono sfidate in una partita Seven una squadra composta dai detenuti (14 le diverse nazionalità in campo) e il Rugby Teramo. Al termine del match i &#8220;Papillons&#8221;, nome della neonata squadra, si sono imposti 25-20. A dare la notizia la stampa locale, dove si legge che la squadra continuerà gli allenamenti con gli obiettivi di creare una squadra ufficiale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/08/09/rugby-in-carcere-prima-partita-della-squadra-di-castrogno-teramo/">Rugby in carcere: prima partita della squadra di Castrogno (Teramo)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Bologna, il Giallo Dozza in meta oltre le sbarre</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2014/11/01/bologna-il-giallo-dozza-meta-oltre-le-sbarre/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2014 11:16:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[dozza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La squadra della struttura circondariale all'esordio nel campionato di Serie C</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2014/11/01/bologna-il-giallo-dozza-meta-oltre-le-sbarre/">Bologna, il Giallo Dozza in meta oltre le sbarre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2014/11/image.jpg?x66514"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-73468" title="FRER0001607" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2014/11/image-300x231.jpg?x66514" alt="" width="300" height="231" /></a>Obiettivo raggiunto per il progetto Giallo Dozza, lanciato dalla società Rugby Bologna 1928 e finalizzato all&#8217;iscrizione di una squadra di detenuti della casa circondariale della Dozza di Bologna al campionato di Serie C. Sull&#8217;edizione odierna bolognese del Resto del Carlino si legge che la squadra esordirà questo weekend contro lo Stendhal Parma, e la sfida si terrà all&#8217;interno della struttura. Davvero un&#8217;importante e lodevole iniziativa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2014/11/01/bologna-il-giallo-dozza-meta-oltre-le-sbarre/">Bologna, il Giallo Dozza in meta oltre le sbarre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Rugby e sociale, la palla ovale rotola in un altro carcere</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2013/12/28/rugby-e-sociale-la-palla-ovale-rotola-un-altro-carcere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Dec 2013 13:24:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Carcere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Firenze si augura un nuovo progetto che porta il rugby all'interno di una struttura circondariale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2013/12/28/rugby-e-sociale-la-palla-ovale-rotola-un-altro-carcere/">Rugby e sociale, la palla ovale rotola in un altro carcere</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-32101" title="Film Il Terzo Tempo" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/08/Film-3.jpg?x66514" alt="" width="800" height="531" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/08/Film-3.jpg 800w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/08/Film-3-120x80.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/08/Film-3-230x153.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/08/Film-3-400x267.jpg 400w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p><strong>Il connubio tra carcere e palla ovale</strong>, a quanto pare, continua a dare i suoi risultati. Dopo le esperienze di Torino con La Drola, di Monza, di Prato e Frosinone, questa volta ad essere coinvolto è <strong>il Carcere di Solliciano a Firenze</strong>. Il progetto in questione, che coinvolge anche il comune del capoluogo toscano, ha lo scopo di <strong>introdurre alcuni sport, tra cui il rugby, all&#8217;interno della struttura di detenzione</strong>, allo scopo di iniziare i detenuti <strong>ai valori che ne stanno alla base</strong>. In prima persona sarà impegnata la società Firenze Rugby 1931, che metterà a disposizione le competenze necessarie alla messa in pratica del progetto. Ancora una volta, la palla ovale come aiuto e superamento di una condizione difficile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2013/12/28/rugby-e-sociale-la-palla-ovale-rotola-un-altro-carcere/">Rugby e sociale, la palla ovale rotola in un altro carcere</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Aeroporto Firenze entra nel progetto “Rugby la meta è oltre&#8221;</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2013/12/22/aeroporto-firenze-entra-nel-progetto-rugby-la-meta-e-oltre/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Dec 2013 09:22:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Club]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nasce dalla collaborazione tra CSI di Firenze e l’Opera Madonnina del Grappa un percorso di integrazione ed inclusione attraverso il rugby dei detenuti del Carcere di Sollicciano a Firenze</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2013/12/22/aeroporto-firenze-entra-nel-progetto-rugby-la-meta-e-oltre/">Aeroporto Firenze entra nel progetto “Rugby la meta è oltre&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-44516" title="Sollicciano carcere" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/12/Sollicciano-300x167.jpg?x66514" alt="" width="300" height="167" />Il <strong>Firenze Rugby 1931</strong> sarà parte integrante del <strong>progetto “Rugby, la meta è oltre”</strong> che vedrà lo sport della palla ovale mettersi al servizio dell’azione sociale e di welfare da realizzare all’interno del <strong>Carcere di Sollicciano a Firenze</strong>, L’iniziativa educativo-sportiva nasce dalla collaborazione tra <strong>CSI di Firenze e l’Opera Madonnina del Grappa</strong>, attraverso <strong>Don Vincenzo Russo</strong>, cappellano del carcere di Sollicciano.</div>
<div></div>
<div>La finalità del progetto, che dopo aver ottenuto il patrocinio del <strong>Comune di Firenze</strong>, verrà presentato ufficialmente alla stampa nei primi giorni del gennaio 2014 insieme alla <strong>Federazione Italiana Rugby</strong>, sarà la diffusione dell’attività sportiva del rugby in carcere e la creazione di iniziative per i giovani che abbiano come obiettivo lo sport come strumento di educazione e di welfare.</div>
<div>
Il progetto rientra in una serie di iniziative, promosse dalla <strong>Presidenza Nazionale del Centro Sportivo Italiano, </strong>che vedono il <strong>CSI Firenze</strong> al centro di un programma che vede lo sport come strumento di welfare e promotore di un modello nuovo di sport educativo e sociale. Il <strong>Firenze Rugby 1931 si occuperà del sostegno operativo</strong> e la parte pratica delle azioni attraverso i propri operatori.</div>
<div>
Destinatari saranno i detenuti del carcere fiorentino che saranno accompagnati in un percorso di <strong>integrazione ed inclusione attraverso il rugby</strong>. Per le finalità ed il contesto questo sport ha dimostrato, per altre esperienze di successo e per la sua natura intrinseca, di essere molto adatto allo scopo.</div>
<div>
Lo sport, il rugby in particolare, ha una <strong>forte valenza educativa</strong> e concorre alla riabilitazione del detenuto all’interno degli istituti di reclusione. Attraverso l’attività motoria  si prevengono le malattie tipiche della sedentarietà, attraverso l’attività di squadra si impara a rispettare l’avversario e collaborare con i compagni, con l’allenamento fisico si scarica la tensione, si ritualizza l’aggressività, si liberano i pensieri.</p>
<p>In un contesto sovraffollato, multietnico e multiculturale, come sono in questo periodo storico le nostre carceri, l’attività sportiva ha un valore aggiunto: è un linguaggio accessibile a tutti, pertanto <strong>non esclude nessuno</strong>. Lo sport assume quindi il ruolo di facilitatore dell’interazione fra mondi, culture e lingue differenti. Il rugby in carcere diventa quindi il collegamento con la realtà esterna: “La meta è oltre”.</p>
<p>Un progetto gemello, da <strong>mercoledì 18, </strong>è già operativo all’interno della <strong>Casa Circondariale La Dogaia di Prato. </strong>Gli allenamenti condotti dal tecnico<strong> Davide Malpaganti </strong>hanno visto già la partecipazione di 30 detenuti e si nutre l’ambizione di iscriverli al Campionato di Serie C toscano nella prossima stagione con il nome “<strong>Gli Spartani</strong>”.</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2013/12/22/aeroporto-firenze-entra-nel-progetto-rugby-la-meta-e-oltre/">Aeroporto Firenze entra nel progetto “Rugby la meta è oltre&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>La Drola e Ivrea schierate contro il femminicidio</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2013/11/19/la-drola-ivrea-schierate-il-femminicidio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2013 08:34:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[la drola rugby]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le squadre si sono schierate indossando le pettorine “Giù le mani delle donne”</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2013/11/19/la-drola-ivrea-schierate-il-femminicidio/">La Drola e Ivrea schierate contro il femminicidio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-40122" title="LaDrola rugby" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/11/LaDrola-rugby-300x199.jpg?x66514" alt="" width="300" height="199" />Si sono viste battaglie sul campo di rugby del Lorusso e Cutugno durante la partita che ha opposto La Drola a Ivrea Rugby, masvolte nel pieno rispetto delle regole, che sono il principio fondamentale di questo sport e per questo straordinario metodo di riabilitazione per i detenuti. Forti di questa consapevolezza i giocatori e i detenuti hanno voluto dare il loro sostegno alle donneche combattono quotidianamente troppe le battaglie ovunque –anche nelle loro case, nelle strade, sui luoghi di lavoro – per opporsi alla violenzadi uomini pericolosamente orgogliosi di disprezzarle, le regole. In occasione della settima sfida del campionato regionale di rugby di serie C piemontese che vedeva opposta La Drola all’Ivrea Rugby, le squadre sono scese in campo schierate a favore delle donne nella battaglia contro la violenza subita per mano degli uomini. Nel prepartita, le formazioni hanno indossato pettorine con lo slogan “Giù le mani dalle donne” e letto una dichiarazione d’intenti contro il <em>femminicidio</em> che, all’interno di un contesto così ricco di implicazioni simboliche quale appunto il carcere, è sembrata acquisire ancora più forza, vigore e potenza.</p>
<p><em>“Questa manifestazione è stata significativa per noi,  per ricordare che il rispetto verso le donne deve essere un principio morale indiscusso dell’uomo. Perché senza donne il mondo non va avanti” </em>dichiara Moussafir Mohamed capitano de La Drola Rugby.</p>
<p>In contemporanea, <strong>all’interno dei penitenziari del Piemonte e della Valle d’Aosta e su tutti i campi di rugby italianiè stato osservato un minuto di silenzio</strong>e sono state adottate iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica verso un fenomeno pericolosamente dilagante nella società, che deve essere fermato con l’aiuto di tutti, uomini e donne. Zonta International, l’organizzazione mondiale che ha come obiettivo il miglioramento della condizione femminile nel mondo, interviene a sostegno di questa causa con la propria campagna “Zonta says no”e collaborando con l’amministrazione penitenziaria nel promuovere tra i detenuti momenti di riflessione su un tema drammatico come quello della violenza sulle donne: pensieri, idee e proposte da trasformare in un contributo attivo da fornire ai tanti che gridano il proprio “no”. Tappa finale di questo percorso la<strong>Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre</strong>, data nella quale si ripeterà cerimonia del minuto di silenzio in tutti i penitenziari italiani. Sul campo di gioco La Drola oggi ha dimostrato che la volontà e lavoro fanno superare le difficoltà: dopo 10 minuti di dominio territoriale costringono l’Ivrea al fallo con conseguente trasformazione del mediano De Bonis.L’Ivrea tenta una reazione organizzata con gli avanti provano a sfondare, ma forte mischia de La Drola e la pressione che i tre quarti esercitano sugli avversari gli impedisce di guadagnare campo e li induce a sbagliare passaggi e verso il 30 minuti il centro Rachid vola in meta e la successiva trasformazione porta il risultato sul 10 a 0 per La Drola.Solitamente i ragazzi di Rista quando passano in vantaggio si disuniscono e calano nella concentrazione, ma oggi no, è tornata La Drola affamata e con una grande presenza in campo ed autorevolezza chiude il primo tempo sul 10 a 0. Nel secondo tempo partenza veemente dell’Ivrea che deve rimontare il punteggio e schiaccia La Drola nella sua metà campo per i primi 10 min. ma la difesa resiste senza mai andare in affanno. Stanchi di subire La Drola va in meta con il pilone Aziz che da trascinatore quale è, lo dimostra in queste occasioni.(17 a 0) Nei minuti successivi c’è solo l’Ivrea in campo, i loro sacrifici e impegno li porta in meta al 32° minuto, ma non riusciranno a fare altro e la partita termina per 17 a 5 per la Drola.</p>
<p><strong>Dichiarazione dei Capitano de La Drola RugbyMoussafir Mohamed prima del minuto di silenzio</strong></p>
<p>E’ trascorso un anno dalla partita in cui abbiamo manifestato il nostro sostegno alle donne vittime di violenza. Non è cambiato molto purtroppo. La violenza sulle donne continua ad uccidere più del cancro odegli incidenti stradali. Vogliamo passare dalle parole al silenzio per non tacere questa emergenza e per contribuire ad avviare il cambiamento culturale che può eliminare la violenza domestica e tutte le altre forme di violenza: meno parole vuote e più rispetto meno possesso e più dialogo tra uomini e donne. Con Ovale oltre le sbarre; Zonta International, Provveditorato Amministrazione Penitenziaria Piemonte e Valle d’Aosta, Federazione Italiana Rugby, invitiamo ad un minuto di silenzio per DIRE NO.</p>
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		<title>L&#8217;URAG vince contro il Bisonti Rugby in una domenica diversa dalle altre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2013 08:02:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Club]]></category>
		<category><![CDATA[bisonti rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[frosinone]]></category>
		<category><![CDATA[urag rugby]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un'esperienza straordinaria contro gli atleti detenuti dei Bisonti Rugby</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-34036" title="urag rugby" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/09/urag-rugby-300x199.jpg?x66514" alt="" width="300" height="199" />Non è stata esattamente una domenica per le altre per l&#8217;URAG Rugby, che domenica ha incontrato a Frosinone il team Bisonti Rugby. Rimanendo alla stretta cronaca del match,quest&#8217;ultimo si è concluso con la vittoria degli ospiti per 99 a 5, e con l&#8217;URAG in grado di andare in meta per 16 volte subendone solamente una.Ma, come dicevamo, non è stata propriamente solo una partita di rugby. I Bisonti Rugby sono la squadra del carcere di Frosinone, che grazie all&#8217;interessamento del Comitato Regionale Lazio e della direttrice della casa circondariale, si è iscritta al campionato di serie C, pur con le limitazioni imposte dal fatto che (comprensibilmente) possono giocare solamente in casa, e senza pubblico per motivi legati alla sicurezza.<br />
“<em>Giocare in carcere è stata un&#8217;esperienza molto emozionante, che ha lasciato qualcosa dentro a tutti noi. La cosa che più mi ha colpito è come questa squadra catalizzi l&#8217;attenzione del carcere intero, dai detenuti che urlavano &#8216;Forza Bisonti&#8217;, dalle celle e dai secondini che ci chiedevano informazioni sulle regole, sino alla direttrice, persona stupenda, che in prima persona ha risolto tutti i problemi che potevano nascere da un progetto sperimentale come questo</em>”, ha spiegato il presidente del Rugby Anzio Club, Flavio Vasoli.<br />
“<em>La seconda cosa che ci è rimasta dentro, era la felicità con cui ho visto partecipare questi ragazzi all&#8217;evento, la gioia per questa possibilità di &#8216;evadere&#8217; dalla realtà carceraria seppur per poche ore al giorno, sognando di fare meta insieme alla loro squadra</em>”. L&#8217;URAG Rugby fa un grosso in bocca al lupo al Bisonti Rugby per il campionato, ringraziandoli di un&#8217;esperienza dal quale tutti, dal primo all&#8217;ultimo giocatore, ne sono usciti sicuramente arricchiti.<br />
Per l&#8217;URAG però domenica prossima c&#8217;è un match di cartello. Ad Anzio, sul campo di Piazzale Ardea, arriva il Segni, la formazione con maggiore esperienza nel girone e la testa di serie del terzo raggruppamento della serie C del Lazio, considerato anche il fatto di essere retrocessi dalla serie B nella passata stagione, ma solo per via dei punti di penalizzazione. “<em>Loro saranno i favoriti, perché sono una squadra con più esperienza, composta di giocatori che hanno militato anche nelle serie superiori e di ragazzi che vengono dalle loro giovanili &#8211; </em>ha concluso Vasoli &#8211; <em>noi al momento attuale siamo un gruppo che con il tempo troverà la giusta sincronia, per diventare una squadra che si toglierà tante soddisfazioni di qui in avanti</em>”. </p>
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		<title>Il rugby va in meta (anche) al carcere di Monza</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2013/07/04/il-rugby-va-in-meta-anche-al-carcere-di-monza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Sebastiano Pessina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2013 15:08:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terzo tempo]]></category>
		<category><![CDATA[ASD Rugby Monza 1949]]></category>
		<category><![CDATA[Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Grande Brianza Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[monza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il racconto della prima partita ufficiale della squadra dei detenuti della Casa Circondariale brianzola </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-28097" title="rugby in carcere -monza- ph. s. pessina" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/07/T3D3148-ph.-s.-pessina.jpg?x66514" alt="" width="1275" height="850" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/07/T3D3148-ph.-s.-pessina.jpg 1275w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/07/T3D3148-ph.-s.-pessina-120x80.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/07/T3D3148-ph.-s.-pessina-230x153.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/07/T3D3148-ph.-s.-pessina-1024x683.jpg 1024w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/07/T3D3148-ph.-s.-pessina-400x267.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 1275px) 100vw, 1275px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.onrugby.it/2013/02/07/monza-una-palla-ovale-per-rompere-le-sbarre/" target="_blank">Ne avevamo già parlato a inizio febbraio</a> quando l’iniziativa era stata presentata ufficialmente alla presenza delle autorità cittadine con tanto di consegna delle maglie da gioco. <strong>“Rugby in carcere” il progetto dell’ASD Rugby Monza 1949 e del Grande Brianza Rugby realizzato all’interno della Casa Circonduffariale di Monza grazie anche all’impegno del direttore Maria Pitaniello ha raggiunto un altro importante traguardo.</strong><br />
Dopo mesi di preparazione, in cui ogni giovedì Alessandro Geddo e Francesco Motta del Grande Brianza Rugby si sono recati all’interno del carcere per allenare un gruppo di detenuti, <strong>ieri mattina la squadra della casa circondariale brianzola ha disputato la sua prima partita ufficiale con una rappresentativa del Grande Brianza.</strong></p>
<p>Le porte del carcere si sono aperte alle 9.30 per l’ingresso dei due allenatori, della squadra ospite e della stampa, tra cui noi di Onrugby. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright  wp-image-28102" title="rugby in carcere -monza2- ph. s. pessina" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/07/T3D3317-ph.-s.-pessina-300x200.jpg?x66514" alt="" width="270" height="180" /><br />
Dopo un breve riscaldamento due formazioni da 6 giocatori si sono affrontate sul campo da calcio antistante alla struttura dando vita a un match piacevole anche dal punto di vista agonistico sopratutto considerando che nessuno dei ragazzi aveva mai praticato il rugby prima della nascita di questo progetto. E se magari la tecnica individuale non era sopraffina colpivano sopratutto la disciplina e il sostegno che rappresentano proprio gli obiettivi (anche extra sportivi) che si prefigge il progetto “Rugby in carcere”.</p>
<p>Nel post partita con <strong>Alessandro Geddo</strong>, per l’occasione avversario dei suoi ragazzi, proviamo a tirare le somme di questo primo periodo di attività. Sono circa 25 i detenuti che hanno aderito all’iniziativa alcuni per tutta la “stagione” mentre altri, per fine pena o trasferimento in/da altri istituti, solo per una parte di essa. E’ visibilmente entusiasta, a tratti quasi emozionato &#8211; e ne ha ben donde &#8211; quando racconta l’impegno di questi mesi: <strong>“Abbiamo lavorato ponendo degli step, degli obiettivi che stimolassero questi ragazzi a raggiungere dei traguardi alzando man mano l’asticella fino ad arrivare ad oggi con la loro prima partita.”</strong><br />
Un’esperienza che ha senz’altro arricchito anche lui e che, come emerso dalla chiacchierata informale con la direttrice Pitaniello che ha assistito alla partita, potrebbe addirittura avere un’ulteriore sviluppo nella prossima stagione magari con un piccolo torneo a quattro squadre come proposto da Francesco Motta.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-28104 alignleft" title="rugby in carcere -monza3- ph. s. pessina" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/07/T3D3048-ph.-s.-pessina-300x200.jpg?x66514" alt="" width="270" height="180" />“Per noi è l’occasione per distrarci, stare all’aria aperta e sfogarci” racconta uno dei detenuti “ma anche per socializzare, per imparare a fare gruppo e per raggiungere degli obiettivi” incalza un compagno “facciamo palestra un giorno alla settimana ma l’allenamento di rugby del giovedì è tutta un’altra cosa”.</p>
<p>Mentre le guardie ci riaccompagnano verso l’uscita <strong>Francesco Motta ci racconta un aneddoto che più di ogni altro esprime il valore di questo progetto:“Alla fine di un allenamento uno dei ragazzi viene da me dicendomi che si era talmente estraniato dall’ambiente che per un attimo stava cercando il cellulare.”</strong><br />
Per la cronaca pare che la partita sia terminata con la vittoria della squadra ospite per 10 a 8…pare, perché nemmeno l’arbitro se lo ricorda con precisione. Pare, perché ieri la vera vittoria è stata ben altra di quella sul campo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>di Sebastiano Pessina</strong> </p>
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		<title>Monza, una palla ovale per rompere le sbarre</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2013/02/07/monza-una-palla-ovale-per-rompere-le-sbarre/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Wilhelm]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2013 15:32:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terzo tempo]]></category>
		<category><![CDATA[ASD Rugby Monza 1949]]></category>
		<category><![CDATA[Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Grande Brianza Rugby]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato un nuovo progetto che interessa la Casa Circondariale della città brianzola</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2013/02/07/monza-una-palla-ovale-per-rompere-le-sbarre/">Monza, una palla ovale per rompere le sbarre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-15668" title="carcere Monza" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/02/carcere-Monza-300x225.jpg?x66514" alt="" width="300" height="225" />Si chiama “Rugby in carcere” il progetto presentato ieri mattina dall&#8217;ASD Rugby Monza 1949 ed il Grande Brianza Rugby presso la biblioteca della Casa Circondariale della città brianzola alla presenza del Vice Sindaco di Monza Cherubina Bertola, l&#8217;Assessore allo Sport Silvano Appiani ed il prefetto di Monza Giovanna Vilasi, oltre naturalmente al direttore del carcere Maria Pitaniello.</p>
<p>L&#8217;idea nasce un anno fa, quando in occasione delle partite di Heineken Cup alcuni giocatori degli Aironi avevano fatto visita alla Casa Circondariale, accompagnati dal presidente del Rugby Monza Paolo Carcassi e dal direttore tecnico Eugenio Malossi. Ci si era lasciati con una promessa, quella di rivedersi presto, ma  non per parlare di rugby, per giocare.</p>
<p>Dopo un anno di incontri, richieste di tutte le necessarie autorizzazioni e  ricerca delle persone giuste il progetto ha preso finalmente il via.</p>
<p><strong>A spiegare il senso dell&#8217;iniziativa è stato Paolo Carcassi</strong>: &#8220;Sostegno è la parola d’ordine nel rugby, sostegno è quello che si vuole offrire ai detenuti della Casa Circondariale di Monza attraverso un’esperienza sportiva, ma anche umana ed emozionante per chi la vive in prima persona&#8221;.<br />
<strong>Da ottobre diciotto detenuti della sezione comuni sono entrati a far parte della prima squadra di rugby nata all&#8217;interno del carcere di Monza</strong>.</p>
<p>Alessandro Geddo, direttore tecnico del Grande Brianza Rugby con un trascorso in  serie A a Brescia, e Francesco Motta, giocatore del Grande Brianza Rugby, sono i protagonisti di questo progetto, i  due allenatori che hanno deciso di dedicare due ore alla settimana ai detenuti che sono entrati a far parte della squadra.</p>
<p>Naturalmente l&#8217;intento è che la bella inziativa della società monzese, che tra l&#8217;altro ha la sua sede e il campo di gioco a ridosso delle mura del carcere,  non si esaurisca al termine della stagione. Questa estate la seniores del Grande Brianza Rugby raccoglierà la sfida dei detenuti che si stanno allenando. E  l&#8217;intento è far si che questa partita sia solo il primo obiettivo per la squadra della Casa Circondariale di Monza.</p>
<p>&nbsp; </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2013/02/07/monza-una-palla-ovale-per-rompere-le-sbarre/">Monza, una palla ovale per rompere le sbarre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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