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	<title>bergamasco Archivi - On Rugby</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
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		<title>Mauro Bergamasco, tra addii, post carriera e ricordi azzurri</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2020/06/23/mauro-bergamasco-tra-addii-post-carriera-e-ricordi-azzurri/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Viscardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2020 06:53:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rugby Azzurro]]></category>
		<category><![CDATA[bergamasco]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Bergamasco]]></category>
		<category><![CDATA[post carriera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo parlato di diversi temi interessanti con l'ex flanker di Stade Francais e Zebre</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/06/23/mauro-bergamasco-tra-addii-post-carriera-e-ricordi-azzurri/">Mauro Bergamasco, tra addii, post carriera e ricordi azzurri</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;arrivo graduale dell&#8217;estate, abituale spartiacque tra una stagione sportiva e l&#8217;altra, anche in questo finale sui generis di giugno, molti atleti, chiusa &#8211; si fa per dire &#8211; l&#8217;annata agonistica, stanno annunciando alla spicciolata il loro ritiro dalle scene, chi da qualsiasi evento ovale, chi solamente da quelle internazionali.</p>
<p>Un momento, quello dell&#8217;addio al palcoscenico rugbistico, spesso tra i più difficili da gestire &#8211; sia a livello emozionale che di praticità &#8211; nella vita di un atleta, anche se lo hai preparato al meglio &#8211; o forse pensavi di averlo fatto -, per diversi anni.</p>
<p><em>L&#8217;esperienza di Mauro Bergamasco</em></p>
<p>&#8220;Verso fine 2013, più o meno quando poi lo annunciai effettivamente alla stampa, capii che stava arrivando il momento in cui smettere. Fu una battuta in spogliatoio dell&#8217;amico Michele Visentin a costringermi a pensare per la prima volta al ritiro&#8221;, esordisce Mauro Bergamasco, uno che dopo i successi in campo, ha saputo reinventarsi anche lontano dal rettangolo verde.</p>
<p>&#8220;Che mal di schiena!&#8221; dissi chinandomi per allacciare gli scarpini &#8220;E&#8217; la  vecchiaia Mauro&#8221; mi rispose Michele. Quattro parole che mi aprirono gli occhi&#8221;.</p>
<p>&#8220;In breve tempo metabolizzai la cosa. Il mio fisico necessitava di tempi di recupero sempre più lunghi necessari per permettermi di allenarmi agli standard prestazionali che mi prefissavo. Giocare tanto per giocare non è mai stato uno stimolo per me. Sentivo il bisogno di performare a certi standard&#8221;, spiega l&#8217;ex Stade Francais, rimembrando in modo nitido gli ultimi due anni in spogliatoio con il club multicolor.</p>
<p><em>Fissare un obiettivo, l&#8217;ultimo</em></p>
<p>&#8220;Così, come sempre accaduto in carriera, fissai un obiettivo a breve termine su cui lavorare: l&#8217;ultima stagione alle Zebre e la Coppa del Mondo (2015). Ero conscio, però, che sarebbe stato anche l&#8217;ultimo.&#8221;</p>
<p>&#8220;Gli ultimi giorni prima della gara d&#8217;addio, che nel mio caso, peraltro, non andò nemmeno in scena, vivi in uno strano limbo. Da un lato sei elettrizzato, eccitato in attesa di vivere quell&#8217;ultima grande esperienza sul campo, dall&#8217;altro non vedi l&#8217;ora di provare il dopo&#8221;, prosegue il flanker patavino, sottolineando poi come i primi giorni di distacco siano i più complessi da gestire.</p>
<p><em>Cosa succede là fuori?</em></p>
<p>&#8220;I primi giorni post gara confermarono la sensazione di straniamento. Avevo preparato tutto quello che mi aspettava dopo l&#8217;ultimo fischio finale dell&#8217;arbitro, ma non avevo preparato me stesso al dopo. Per quanto tu possa progettare materialmente cosa andrai a fare, non sarai mai pronto, come persona, sin da subito ad uno switch del genere. Ho dovuto ricominciare nuovamente da zero, lavorando su me stesso: testa bassa, grande lavoro ed anche la scelta delle persone giuste al tuo fianco&#8221;</p>
<p>&#8220;Già da tempo avevo m2m, azienda in compagnia di mio fratello, con la quale curavamo immagine e brand. L&#8217;idea era quella di sviluppare l&#8217;azienda, sin da subito attraverso un coaching individuale, sempre seguendo quella che era stata la &#8220;mia personale linea guida&#8221; che ho tenuto nel corso della vita: osservare ed analizzare il mio vissuto, facendo al contempo grande attenzione alle persone, ed al loro modo di vivere. Da sempre mi ha contraddistinto la volontà di raggiungere la grande performance, in campo e fuori, non solo attraverso il mero allenamento fisico, ma sviluppando anche altre aree della mia personalità&#8221;.</p>
<p>&#8220;Pian piano, passando inevitabilmente attraverso fasi di alti e di bassi, il business si è evoluto positivamente e mi ha portato dove sono oggi. Faccio principalmente attività di public speaking: speech con aziende e/o squadre sportive durante meeting e convention, con inoltre anche la definizione di protocolli di formazione esperienziale per i clienti. Sviluppiamo un vero e proprio team building a livello di spirito, mentre entrando negli aspetti tecnici per quanto concerne anche il rugby, portiamo avanti un&#8217;attività di allineamento del board, entrando poi anche in dettagli tecnici, di gestione del team&#8221;.</p>
<p><em>Non solo motivatore e DAZN, ma anche i campus e una nuova app</em></p>
<p>Al fianco dei discorsi in pubblico, e delle telecronache su Dazn, nel quotidiano di Mauro Bergamasco ci sono altre attività importanti, a partire dallo sviluppo dei <a href="https://educationandsport.eu" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Campus Educational And Sport</a>. &#8220;Con questi campus siamo giunti al decimo anno di attività. Avremmo dovuto avere il doppio delle settimane e doppio degli sport in questo 2020. Un programma educativo, all&#8217;interno del contesto sportivo, piuttosto composito. Confermati il rugby ed volley, avremmo lanciato anche camp di tennis e basket&#8221;.</p>
<p>&#8220;Invece, l&#8217;emergenza sanitaria ha modificato forzatamente i nostri piani. Stiamo lavorando alacremente per mandare in scena comunque due settimane classiche, a fine luglio, più una a Ragusa, la prima di settembre. Privilegeremo le età più grandi, anche perché più facilmente gestibili, alla luce di quelli che sono gli attuali protocolli&#8221;, chiarisce, facendo trasparire un desiderio costante di crescita personale ed innovazione in tutti i progetti in cui è coinvolto.</p>
<p><em>Voglia di innovare</em></p>
<p>Anche e forse soprattutto, in quello tecnologico, applicato allo sport, dove è impegnato con l&#8217;app Sport In Cloud. &#8220;Il progetto nasce ormai 4 anni fa, quando Davide Sovrano, programmatore e mio socio, ha creato una app per la gestione del torneo Bottacin, importante competizione giovanile organizzata dal Petrarca. L&#8217;idea è quella di eliminare, o comunque minimizzare tutti i documenti cartacei che regolano la burocrazia di una manifestazione del genere. Vogliamo capovolgere le esigenze dei tornei rugbistici, e sportivi in generale, permettendo la gestione direttamente su cloud. Dopo 3 anni di esperienza al Bottacin, ed un grande lavoro tra marzo e settembre 2019, abbiamo stabilizzato la app, oggi disponibile su tutti i dispositivi mobile&#8221;. (ndr &#8211; trovate tutte le info sul sito di <a href="https://sportincloud.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sport In Cloud</a>.)</p>
<p><em>Come funziona?</em></p>
<p>&#8220;Il torneo viene schedulato (definiti orario, campo e arbitro) direttamente dal nostro software. Tutte le società possono accedere al portale e creare una versione beta del torneo, per avere più chiare le idee sul funzionamento. Poi, ogni team può accedere a diversi pacchetti, ognuno con un costo differente a seconda di qualità e quantità del servizio richiesto. Una volta acquistato un determinato prodotto per un torneo, il tutto, nel corso della giornata di gara, verrà gestito tramite un link applicativo inviato ai vari referenti in giro per i campi, che segneranno live time mete e punteggio, vidimando il finale con le firme, sul pad, dei due allenatori. Nel frattempo, tutti i partecipanti al torneo, ma anche tutti i possessori della app, potranno seguire l&#8217;andamento della competizione, costantemente aggiornata, direttamente dal loro dispositivo mobile&#8221;, prosegue Bergamasco, svelando anche un&#8217;ulteriore novità legata alla app, in vista delle prossime settimane, oltremodo complesse causa Covid.</p>
<p>&#8220;Caricheremo sull&#8217;applicazione, proprio in questi giorni, a titolo gratuito, un software dedicato alla gestione delle entrate e delle uscite di persone, che siano ragazzini, allenatori o genitori non fa differenza, in un centro sportivo. Un qualcosa di quantomai utile vista la situazione attuale e che sarà reso <a href="https://sportincloud.com/allenamenti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">disponibile gratuitamente</a>&#8220;.</p>
<p><em>Addio senza saperlo</em></p>
<p>Una situazione di stallo totale, che ha costretto gran parte della popolazione mondiale a rallentare i ritmi abituali. A fermarsi un attimo a riflettere sulla propria vita, sui grandi traguardi raggiunti e sulle delusioni cocenti. E&#8217; successo anche allo stesso Mauro Bergamasco, che a distanza ormai di anni, tornando con la mente all&#8217;esclusione abbastanza clamorosa dai 23 dell&#8217;ultima partita azzurra nel mondiale del 2015, contro la Romania, che avrebbe dovuto rappresentare l&#8217;apparizione finale sul palcoscenico ovale del fuoriclasse di Padova, ha messo in ordine, con grande serenità, i fatti e le sue emozioni consequenziali, rispetto alla sorprendente scelta di Brunel.</p>
<p>&#8220;Ho avuto tempo e modo per digerire quella delusione. Ormai possiamo dire che l&#8217;episodio fa parte della storia, del mio passato, ed è stato metabolizzato. Partiamo da due presupposti: il primo è che non può esistere, per come intendo il rugby e la vita, che la nazionale italiana vada al Mondiale temendo la Romania. Il secondo è che un allenatore ha il sacrosanto diritto ed al tempo stesso il dovere di fare le sue scelte, assolutamente rispettabili.</p>
<p>Detto ciò, tutti hanno avuto modo di vedere le partite del Mondiale, ognuno ha potuto farsi la sua idea su quello che era lo stato di forma dei vari atleti impegnati nella rassegna inglese. Nella mia testa, io avrei dovuto giocare la partita conclusiva del nostro torneo, non perché meritassi di avere una passerella per il mio addio, bensì perché avevo dimostrato di essere il più il più in forma in quella terza linea.</p>
<p>Nessuno dello staff mi disse nulla nei giorni che precedettero l&#8217;annuncio della formazione. E neanche il giorno stesso in cui fu svelato il XV, che passammo per buona parte in viaggio verso Exeter, ricevetti una spiegazione, un&#8217;indicazione del perché fossi rimasto fuori. Non pretendevo trattamenti di favore, ma da veterano, avrei gradito perlomeno un cenno in tal senso.</p>
<p>Solo dopo la conferenza stampa, in cui diversi giornalisti dissero a Brunel che mi aveva mancato di rispetto per l&#8217;esclusione dai 23, il CT prese coraggio e venne a chiedermi cosa ne pensassi. Risposi che non avevo nessuna voglia di discutere della questione, ma che ero deluso per non aver avuto un posto in campo dopo aver dimostrato di essere il più in forma in terza linea, nel corso del torneo. Ricevetti grande supporto da diversi compagni di squadra, sia prima dell&#8217;incontro &#8211; ricordo di un toto formazione in cui tutti mi vedevano almeno nei 23 -, che poi sul campo, dopo il fischio finale. Più di qualcuno si ricordò del fatto che avrebbe potuto essere la mia ultima uscita: mi celebrarono a modo loro. Ricordo questa cosa con un pizzico di commozione.&#8221;</p>
<p><em>Grazie Ale (Zanni)</em></p>
<p>La stessa che deve aver provato, in questi giorni, Alessandro Zanni, al <a href="https://www.onrugby.it/2020/06/17/alessandro-zanni-350-ore-in-campo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">passo d&#8217;addio con il Benetton Rugby</a> ed il rugby giocato dopo tre lustri da grande protagonista sul proscenio italico e non solo. Un uomo sia di forma che di sostanza, stimatissimo dentro e fuori dal campo. &#8220;Ho avuto la fortuna di conoscere Alessandro sin dagli albori della sua carriera. L&#8217;ho visto crescere in nazionale, sia a livello fisico (sorride, ndr), che come persona. Ho letto molte parole sul suo conto in questi giorni, mi sento di sposare quelle scritte da Leonardo Ghiraldini, suo grandissimo amico anche in virtù di innumerevoli esperienze spese assieme. La sua caratteristica fondamentale è la disponibilità declinata in più forme. Da quella relazionale, con gli altri componenti di un gruppo, e quella verso il lavoro, portato avanti sempre con serietà ed entusiasmo, anche al cospetto di carichi durissimi. Inoltre, mi sento di aggiungere un&#8217;altra cosa degna di nota: Alessandro è sempre stato sé stesso. Nel mondo di oggi, forse, questo aspetto non paga subito, ma alla lunga diventa un tratto distintivo straordinario. Un qualcosa che possono vantare veramente in pochi&#8221;.</p>
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		<title>Pro Rugby: Mirco Bergamasco miglior giocatore di Sacramento</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/08/10/pro-rugby-mirco-bergamasco-miglior-giocatore-di-sacramento/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Aug 2016 14:52:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri tornei]]></category>
		<category><![CDATA[bergamasco]]></category>
		<category><![CDATA[pro rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Sacramento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'ex azzurro in corsa anche per il titolo di MVP della stagione inaugurale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/08/10/pro-rugby-mirco-bergamasco-miglior-giocatore-di-sacramento/">Pro Rugby: Mirco Bergamasco miglior giocatore di Sacramento</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-121741 size-full" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/08/uio.jpg?x71421" alt="mirco bergamasco" width="800" height="418" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/08/uio.jpg 800w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/08/uio-120x63.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/08/uio-230x120.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/08/uio-400x209.jpg 400w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Mirco Bergamasco è stato votato dai tifosi miglior giocatore di Sacramento della stagione inaugurale del Pro Rugby, il nuovo torneo pro statunitense che ha incoronato Denver primo vincitore della sua storia. Oltre all&#8217;ex azzurro, sono stati premiati Ata Malifa (Denver), Mikey Te&#8217;O (San Diego), Volney Rouse (San Francisco) e Sebastian Kalm (Ohio). Mirco Bergamasco ha chiuso la stagione come <strong>terzo miglior marcatore</strong>: per lui 114 punti a referto frutto di 20 punizioni e 27 conversioni, dietro a Kurt Morath (120) e Volney Rouse (131). <strong>Nella classifica dei migliori placcatori Bergamasco è invece secondo</strong> con 65 tackles dietro al flanker Cecil Garber (71). Tra i cinque miglior giocatori di ciascuna squadra, verrà ora votato sempre dai tifosi l&#8217;MVP del Pro Rugby 2016. Di seguito invece la classifica finale del torneo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Classifica finale Pro Rugby 2016</strong>: Denver 48, Ohio 47, San Diego 25, San Francisco 24, Sacramento 18.</p>
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		<item>
		<title>Mauro Bergamasco riparte dalle giovanili del Petrarca</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/07/08/mauro-bergamasco-riparte-dalle-giovanili-del-petrarca/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jul 2016 05:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serie A Elite]]></category>
		<category><![CDATA[bergamasco]]></category>
		<category><![CDATA[Eccellenza]]></category>
		<category><![CDATA[padova]]></category>
		<category><![CDATA[petrarca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'ex azzurro si occuperà di formazione degli allenatori e applicazione della linea tecnica</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/07/08/mauro-bergamasco-riparte-dalle-giovanili-del-petrarca/">Mauro Bergamasco riparte dalle giovanili del Petrarca</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un&#8217;importante novità nel Petrarca Rugby Junior che prepara la prossima stagione ed è l&#8217;ingresso nello staff tecnico della società di Mauro Bergamasco. Il 106 caps e cinque Mondiali in azzurro, che con la maglia del Petrarca ha esordito nel 1998, sarà a disposizione dei giovani del vivaio dei neri, come ha spiegato il Presidente Antonio Sturaro: &#8220;E’ uno degli atleti del nostro vivaio che ha avuto maggior successo internazionale e che meglio di altri interpreta il vero spirito del rugby. Ho condiviso con lui un progetto di crescita dei nostri atleti, e non ha esitato a dirmi di si. Chi lo conosce sa che ama le sfide, ma altrettanto ama il nostro sport e veder crescere dei ragazzi con la giusta mentalità ed il giusto approccio alle difficoltà del campo e della vita&#8221;. Assieme a Federico Fusetti, <strong>Bergamasco seguirà la formazione degli allenatori e l’applicazione della linea tecnica</strong>. Anche diversi giocatori della Prima Squadra saranno a disposizione degli staff delle varie categoria, a partire da capitan Federico Conforti.<br />
Il comunicato del club veneto:</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="col-md-12">
<div class="rich_editor_text blog-editor">
<p><em>Si annuncia ricca di novità la prossima stagione del <strong>Petrarca Rugby Junior</strong>, che si è aperta con la riunione dei dirigenti accompagnatori e con il primo incontro dei tecnici, ieri sera al “Centro Geremia”.</em></p>
<p><em>Molto nutrito il gruppo <strong>allenatori e preparatori</strong>, composto complessivamente da 35 persone, al servizio di quasi 300 atleti fino ai 16 anni.</em></p>
<p><em>Nuovo il presidente, con <strong>Antonio Sturaro</strong>, ex giocatore, allenatore e dirigente bianconero, a raccogliere il testimone da Mario Bellini, alla guida della Junior nell’ultimo quadriennio.</em></p>
<p><em>Confermato Federico Fusetti come Responsabile, e che in coppia con Sturaro ha allenato le giovanili petrarchine per dieci anni, la novità principale è quella dell’ingresso nello staff tecnico di <strong>Mauro Bergamasco</strong>, che con la maglia del Petrarca ha debuttato in Prima Squadra e che ora, dopo 106 presenze azzurre, 5 Coppe del Mondo, due scudetti italiani e due francesi, torna in bianconero. “E’ uno degli atleti del nostro vivaio che ha avuto maggior successo internazionale e che meglio di altri interpreta il vero spirito del rugby”, spiega Antonio Sturaro. “Ho condiviso con lui un progetto di crescita dei nostri atleti, e non ha esitato a dirmi di si. Chi lo conosce sa che ama le sfide, ma altrettanto ama il nostro sport e veder crescere dei ragazzi con la giusta mentalità ed il giusto approccio alle difficoltà del campo e della vita”. Mauro, con Fusetti, seguirà la formazione degli allenatori, e l’applicazione della linea tecnica.</em></p>
<p><em>“Un grande onore avere con noi Mauro, per trasmettere ai nostri tecnici e ai ragazzi competenze e valori che Mauro incarna perfettamente”, aggiunge Federico Fusetti. “Dopo aver dato stabilità e punti di riferimento alla Junior in questi anni, ora è il momento di accelerare e fare un salto in avanti”.</em></p>
<p><em>Confermata la stretta collaborazione con la Prima Squadra e con il tecnico Andrea Cavinato. Molti i giocatori dell’Eccellenza inseriti stabilmente negli staff delle varie categorie, a partire dal capitano Federico Conforti.</em></p>
<p><em><strong><span style="text-decoration: underline;">Educazione alimentare</span></strong></em></p>
<p><em>Sarà istituito a partire da settembre un programma di educazione alimentare con il dott. Nicola Sponsiello, dietologo sportivo e docente universitario, che interverrà su femiglie e atleti, che saranno monitorati per tutta la stagione.</em></p>
<p><em><strong><span style="text-decoration: underline;">Skills</span></strong></em></p>
<p><em>Sarà affidata a Samanta Botter, ex nazionale (28 caps, e giocatrice anche di basket fino alla A2) e allenatrice anche al Petrarca in passato, la cura della tecnica individuale di tutto il minirugby.</em></p>
<p><em><strong><span style="text-decoration: underline;">Preparazione atletica</span></strong></em></p>
<p><em>Novità nel minirugby, che seguirà una metodologia innovativa di preparazione atletica introdotta da Ettore Stella, chiamata Functional Training, basata soprattutto sulla postura e sul lavoro complessivo della muscolatura.</em></p>
<p><em><strong><span style="text-decoration: underline;">Parkour</span></strong></em></p>
<p><em>Altra importante novità l’introduzione di una nuova disciplina sportiva all’interno degli allenamenti. Gli atleti per alcuni mesi praticheranno il parkour, che sviluppa agilità, esplosività e dimestichezza con ogni tipo di ostacolo. Riccardo Calli e Marcello Palozzo, dell’associazione “Parkourwave”, seguiranno i bianconeri: una novità assoluta per il rugby.</em></p>
<p><em><strong><span style="text-decoration: underline;">Open Test</span></strong></em></p>
<p><em>Alla ripresa degli allenamenti, tra agosto e settembre, sono in programma una serie di iniziative per avvicinare i giovani padovani al rugby.</em></p>
</div>
</div>
<div class="col-md-12"></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/07/08/mauro-bergamasco-riparte-dalle-giovanili-del-petrarca/">Mauro Bergamasco riparte dalle giovanili del Petrarca</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Da Exeter al Sei Nazioni, scende in campo un nuovo Mauro Bergamasco</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/02/01/da-exeter-al-sei-nazioni-scende-in-campo-un-nuovo-mauro-bergamasco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2016 07:14:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rugby Azzurro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo intervistato l'ex flanker azzurro. Una lunga chiacchierata a pochi giorni dal debutto come commentatore su DMAX</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/02/01/da-exeter-al-sei-nazioni-scende-in-campo-un-nuovo-mauro-bergamasco/">Da Exeter al Sei Nazioni, scende in campo un nuovo Mauro Bergamasco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha da poco smesso i panni del rugbista professionista dopo un&#8217;incredibile carriera che lo ha visto indossare la maglia di Petrarca, Benetton Treviso ma soprattutto Stade Francais con cui ha giocato otto stagioni prima di far rientro in Italia agli Aironi prima e alle Zebre poi. A livello internazionale è il quarto azzurro di sempre con 106 caps tra il 1998 e il 2015, l&#8217;ultimo dei quali il 4 ottobre 2015 contro l&#8217;Irlanda alla Coppa del Mondo, torneo che lo ha visto scendere in campo in ben cinque edizioni differenti, record di sempre condiviso con il samoano Brian Lima. E ora Mauro Bergamasco, classe 1979, si prepara ad indossare i panni del commentatore televisivo dopo l&#8217;annuncio dell&#8217;<a href="https://www.onrugby.it/2016/01/25/sei-nazioni-2016-targato-discovery-litalia-in-diretta-anche-su-deejay-tv/" target="_blank">ingresso nella squadra del &#8220;Rugby Social Club&#8221; targato DMAX</a> in occasione del Sei Nazioni. Una nuova avventura che si prepara ad affrontare con l&#8217;entusiasmo e la professionalità che hanno contraddistinto la sua carriera di giocatore, come ci ha raccontato nell&#8217;intervista concessa proprio a pochi giorni dall&#8217;inizio del torneo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quanto ti aiuterà la tua esperienza di giocatore nel commentare il Sei Nazioni su DMAX?</strong><br />
Quanto fatto in campo mi ha permesso di aprirmi nuove strade. Il campo mi ha fatto acquisire un know-how e una metodologia di lavoro che sto esportando anche in altri settori. Poi certo nulla è facile e devo adattare tutto ciò che ho acquisito di volta in volta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sarà difficile commentare partite e prestazioni di un gruppo di cui fino a pochi mesi fa facevi parte?</strong><br />
Per fortuna il primo vero e proprio commento tecnico della partita è quello di Vittorio Munari e Antonio Raimondi. Poi Daniele Piervincenzi e Paul Griffen hanno in mano lo studio e daranno un’ulteriore spiegazione tecnica pre, durante e post match. Io rappresento il collegamento tecnico-emozionale, cercando di legare le situazioni tecniche al mio vissuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il Sei Nazioni post Mondiale è sempre incerto. Cosa ti aspetti?</strong><br />
Francia e Inghilterra si presentano con uno nuovo staff, che significa nuova metodologia, nuova frequenza di voce che parla ai giocatori, ci sono le motivazioni della parte tecnica e della rosa, con ogni giocatore che vorrà guadagnarsi il proprio posto all’interno di squadre molto competitive. L’Inghilterra ha preso una grossa scottata all’ultima Coppa del Mondo e avrà un gran sentimento di rivalsa che non dovrà però tramutarsi in foga nel gioco. La Francia ha sempre avuto momenti alterni in questi ultimi anni per diversi motivi. Ora arriva un allenatore che ha un’esperienza di trent’anni sempre sulla stessa panchina e che ha avuto la capacità di adattarsi ma soprattutto di rinnovarsi, trovando sempre cose nuove da dire ai giocatori. Mantenere gli standard per un tempo così lungo con la stessa squadra come ha fatto Novès a Tolosa significa sapersi proporre in diverse forme e adattamenti e quindi potrebbe portare qualcosa di nuovo alla Francia. La Scozia è la squadra che ha mostrato di aver programmato trovando performance più continuative dell’Italia e quindi potrebbe dar fastidio a tutti.<br />
Il Galles arriva da una Coppa del Mondo comunque buona, soprattutto considerando gli infortuni. Ha dimostrato volontà e caparbietà, oltre che grande tecnica individuale. Sull’onda di questa enfasi potrebbero mettere in difficoltà tutte le altre squadre.<br />
L’Irlanda viene da un grosso lavoro negli ultimi otto anni. I giocatori possono essere stanchi per la stagione molto lunga ma è difficile prevederne le reazioni dirette.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>E il nostro che torneo sarà?</strong><br />
L’Italia porta dieci giovani nuovi, alcuni con grande esperienza celtica e altri no e questi ultimi avranno bisogno di adattamento per portare il loro livello a quello internazionale. Però se sono stati scelti significa che hanno le qualità. Ci sarà forte motivazione da parte dei giovani che magari lotteranno di più per prendere il posto e potrebbero beneficiarne anche i giocatori con maggior esperienza e storicità. Speriamo che il gruppo affronti il torneo con gioia ma anche cattiveria agonistica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come hai visto il gruppo azzurro in questi ultimi anni?</strong><br />
Credo che il gruppo non sia mai stato coeso come negli ultimi anni, anche per la varie vicissitudini esterne accadute. Poi il campo dà la realtà dei fatti, ognuno dovrà avere dentro di sé il dovere morale di fare bene. E anche per come è andata la Coppa del Mondo tutti avranno qualcosa da voler dire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Può essere un vantaggio affrontare subito Francia e Inghilterra, le squadre che hanno cambiato guida tecnica e che quindi non avranno ancora tutti gli automatismi al meglio?</strong><br />
Per esperienza quando si pensava di affrontare una squadra che si diceva e leggeva essere in difficoltà era quando poi si perdeva più malamente. Quindi non credo che questa situazione possa dare un reale vantaggio o un reale svantaggio. Anzi, per alcune squadre può essere positivo cambiare lo staff e per altre invece mantenerlo, sono aspetti da valutare caso per caso e non in senso assoluto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Italia-Romania, Mondiale 2015, Exeter. Mauro Bergamasco non c&#8217;è: come hai vissuto il tuo addio al rugby giocato?</strong><br />
Sono state dette tante cose e talvolta non direttamente per bocca mia ma da parte di altre persone interpellate in merito. Per quanto mi riguarda ho scelto subito il silenzio stampa, perché comunque in quei giorni la squadra stava preparando una partita importante e non volevo fosse disturbata la serenità dell’ambiente, anche se comunque tutti i giocatori hanno mostrato fin da subito un supporto morale essenziale. Tutti i ragazzi me l’hanno manifestato ma tra compagni di squadra ci sono anche questi aspetti. Poi di certo non ho litigato con nessuno, non fa parte del mio carattere. Certamente però non mi aspettavo di essere fuori dal tutto, contro l’Irlanda non pensavo che sarebbe stato l’ultimo momento nel rugby giocato e questa cosa mi ha dato fastidio. Dire il contrario sarebbe da ipocrita. Ma non tanto per il fatto che fosse l’ultima partita e quindi automaticamente avrei dovuto esserci, perché lo staff fa delle scelte e quelle sono imprescindibili da qualunque altra situazione, ma più per l’aspetto tecnico e questo ho detto a Brunel: io non pensavo all’ultima partita, pensavo di essere pronto per quel tipo di partita e l’avevo dimostrato nei minuti giocati fin lì. Così non è stato, ma dal giorno dopo ho pensato ad altro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come valuti gli anni di gestione Brunel?</strong><br />
Da dentro si può dire che sia andata bene o male senza basarsi esclusivamente sul risultato del tabellone come può invece fare chi sta fuori. Però non me la sento di dare giudizi, anche perché c’è ancora un intero Sei Nazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Perché così tanta differenza tra i primi due anni e gli ultimi due…</strong><br />
Una squadra ha un’evoluzione quando tra tutte le persone coinvolte vi è un rapporto basato su una comunicazione stabile ma anche in grado di evolversi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Parliamo delle Zebre, che quest’anno sembrano davvero andare bene</strong><br />
Proprio adesso che io non ci sono più! (lo dice ridendo, ndr) Quando ci sono i risultati tutto si alleggerisce, si lavora diversamente. Non dimentichiamo che è il quarto anno e dopo un po’ si crea esperienza. Le cose stanno andando meglio degli anni precedenti e sono molto contento per i ragazzi… Un po’ meno per quelli che non giocano e di cui ero compagno, ma comunque spero che continuino così e vadano sempre meglio. Mi spiace invece per la Benetton che sta soffrendo, speriamo faccia una buona seconda parte di campionato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Campionato celtico sì, campionato celtico no&#8230; E’ un’esperienza necessaria il Pro12?</strong><br />
Questo è un tema molto articolato. Certo che rilanciare il campionato italiano sarebbe molto importante, ma oggi da come siamo messi questo ci farebbe tornare indietro di altri dieci anni o forse di più. Serve tanto tanto tempo. Piuttosto concentriamoci nello sviluppo della base, con ciò intendendo la formazione per gli educatori che vengono prima ancora degli allenatori. E poi le strutture, dando sviluppo a questo sport e allo sport in generale. E poi magari pensiamo a cose più specifiche, senza riempirci la bocca di termini inflazionati come “valori”, che è solo una parola con sei lettere e vuol dire tutto e niente. Quando portiamo dei bambini in campo non sono dei bambini che devono far vivere la palla ovale, ma sono dei bambini che devono crescere attraverso uno strumento che è la palla ovale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Italiani all’estero: tu, Parisse, Castro, Masi, Festuccia e altri ancora avete fatto molto bene, ma la sensazione è che la generazione successiva alla tua abbia più difficoltà ad ambientarsi in realtà diverse…</strong><br />
Arrivare all’estero è importante ma la cosa più importante è riuscire a rimanerci, poi certo ogni vicenda è una storia a sé. Ci vuole grosso spirito di adattamento, perché i livelli sono differenti ma anche lo spirito e la cultura. C’è chi gioca e chi fa più fatica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I tuoi progetti per il futuro?</strong><br />
Continuerò il mio impegno con le aziende e con la mia start up di comunicazione. Ho tre team: formazione e team building aziendale, produzione audio-visivi soprattutto nello sport e infine il campus, che cresce sempre di più. Ma ora mi concentro su DMAX, mi diverto e mi piace. Spero possa andare avanti anche nei prossimi due anni.</p>
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		<title>Video: metti Jonah Lomu e Mauro Bergamasco&#8230;sulle montagne russe</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2015 10:16:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Foto e video]]></category>
		<category><![CDATA[bergamasco]]></category>
		<category><![CDATA[Lomu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2011 in occasione del Test Match Italia-Giappone era stato avviato un progetto di solidarietà denominato “Friends for Japan”. Personalità del mondo dello sport e dello spettacolo si erano impegnati per raccogliere fondi destinati alla ricostruzione post Tsunami. Nell&#8217;occasione, Jonah Lomu e e Mauro Bergamasco si erano ritrovati sulle montagne russe&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2011 in occasione del Test Match Italia-Giappone era stato avviato un progetto di solidarietà <span class="text_exposed_show">denominato “Friends for Japan”. Personalità del mondo dello sport e dello spettacolo si erano impegnati per raccogliere fondi destinati alla ricostruzione post Tsunami. Nell&#8217;occasione, Jonah Lomu e e Mauro Bergamasco si erano ritrovati sulle montagne russe&#8230;</span></p>
<p><iframe class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/WUmJ6D-3dtA?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>&#8220;Giallo&#8221; Stade, ultima di Bergamasco: il post di Sergio Parisse</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2015 07:45:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[bergamasco]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il capitano sull'esclusione del flanker: "Alla fine dei conti ognuno deve assumersi le responsabilità delle proprie decisioni"</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/10/10/giallo-stade-francais-ultima-di-bergamasco-e-ultimo-suo-mondiale-il-post-di-sergio-parisse/">&#8220;Giallo&#8221; Stade, ultima di Bergamasco: il post di Sergio Parisse</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.onrugby.it/2015/10/10/rwc-2015-niente-romania-per-parisse-dietro-ce-lo-stade-francais/" target="_blank">Questa mattina vi avevamo parlato di un &#8220;giallo&#8221;</a>, riportato dal <em>Corriere dello Sport</em>, in cui si leggeva che potrebbero essere arrivate dallo Stade Francais certe pressioni per non far scendere in campo contro la Romania Sergio Parisse, ancora alle prese con l&#8217;infortunio al polpaccio che l&#8217;ha tenuto lontano da quasi tutto il Mondiale. Il capitano azzurro,  in un post sulla sua pagina Facebook, è tornato sulla questione, sottolineando come invece il club lo abbia aiutato e sostenuto per permettergli di essere in campo contro l&#8217;Irlanda. Non solo, Parisse ha poi parlato del futuro azzurro (&#8220;quarta e credo,con tutta probabilità, ultima coppa del mondo&#8221;), e di Mauro Bergamasco: &#8221; Le scelte tecniche vanno rispettate [&#8230;] Alla fine dei conti ognuno deve assumersi le responsabilità delle proprie decisioni, perché nel bene o nel male e&#8217; così che funziona la vita&#8221;. Di seguito il post completo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Alla vigilia del nostro ultimo appuntamento della RWC , sono amareggiato e perplesso nell&#8217;aver letto che alcuni siti riportano la notizia che il motivo per il quale domani non sarò in campo sarebbe a causa di una &#8220;certa pressione&#8221; rivolta dal mio club..Quello stesso club al quale sono così grato per avermi dato tutto l&#8217;aiuto e il supporto possibile e che mi ha permesso di scendere in campo per lottare per una maglia che nemmeno è&#8217; la sua ma quella della mia amata nazionale! <span class="text_exposed_show">E grato per non essersi risparmiato su nulla per aiutarmi a realizzare il mio sogno di partecipare alla . Per questo motivo sentir parlare di &#8220;pressioni&#8221; per non giocare domani mi delude profondamente! In tutta la mia carriera ho ricevuto sempre e solo sostegno dal mio club e non posso accettare che lo si insulti così.<br />
Inutile parlare della profonda frustrazione che proverò domani per non essere riuscito a recuperare come speravo e perché manchero&#8217; all&#8217;ultima partita della coppa del mondo della mia carriera.<br />
Un ultimo mio pensiero per Mauro che domani non scenderà in campo e quindi non avrà la possibilità di chiudere la sua fantastica carriera internazionale come meritava. Le scelte tecniche vanno rispettate, anche se alcune possono sembrare incomprensibili ..perché noi giocatori non possiamo far altro che accettarle.<br />
Alla fine dei conti ognuno deve assumersi le responsabilità delle proprie decisioni, perché nel bene o nel male e&#8217; così che funziona la vita.<br />
E domani sono sicuro che chi non potrà essere in campo, chi per infortunio e chi per scelta del Ct, sarà insieme alla squadra a tifare e soffrire per chiudere questo mondiale con una vittoria.<br />
Forza Italia!!!! </span></em></p>
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		<title>Cinque Mondiali, compagni e avversari: BergaMauro e la RWC</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/09/18/cinque-mondiali-tra-compagni-e-avversari-mauro-bergamasco-e-la-rwc/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2015 08:17:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[bergamasco]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[rwc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il flanker azzurro ripercorre le Coppe del Mondo giocate, ringrazia Dominguez e Troncon e sul futuro...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/09/18/cinque-mondiali-tra-compagni-e-avversari-mauro-bergamasco-e-la-rwc/">Cinque Mondiali, compagni e avversari: BergaMauro e la RWC</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La quinta Coppa del Mondo deve essere una cosa che non si scorda mai, ma nemmeno le altre quattro. Dalle pagine della <em>Gazzetta dello Sport</em> Mauro Bergamasco ripercorre la sua carriera in azzurro e, soprattutto, le esperienze al Mondiale, dal lontano 1999 ad oggi. &#8220;Due sport diversi &#8211; afferma il flanker &#8211; dal rugby dilettantistico a quello iper professionistico, con tutto quello che ne consegue&#8221;. Il punto ideale di inizio carriera iridata è una foto &#8220;in una copia del Times [&#8230;] di <strong>me che sfido Martin Johnson: è il quadro perfetto per iniziare un racconto sulla mia carriera</strong>&#8220;. Il &#8217;99: &#8220;Ero un bambino e m&#8217;ero tenuto fuori dai casini che costarono il posto a Coste [&#8230;] feci due entrate dure su Wilkinson. Gli inglesi mi presero di mira&#8221;. Il 2003: &#8220;Wilkinson, un talento e un perfezionista fantastico. Per me è il Maestro&#8221;. Il 2007: &#8220;La grande occasione sprecata. <strong>Sciupammo tutto in un&#8217;estate</strong> minando una serenità che avevamo costruito nel Sei Nazioni&#8221;. Il 2011 nel nome degli All Blacks: &#8220;Una squadra che ha raggiunto la perfezione&#8221;. E poi i tanti avversari e compagni: il gallese Martyn Williams (&#8220;placcatore straordinario&#8221;), Brain O&#8217;Driscoll (&#8220;una visione di gioco meravigliosa&#8221;) e Diego Dominguez (&#8220;<strong>A lui e a Troncon devo la mia velocità in campo</strong> [&#8230;] per reggere il ritmo sono diventato velocissimo (risata)&#8221;). Infine, il dopo Mondiale: &#8220;Ho un po&#8217; di progetti collegati al rugby&#8221;.</p>
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		<title>Mauro Bergamasco: passato, presente e futuro del rugby italiano</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/08/17/mauro-bergamasco-passato-presente-e-futuro-del-rugby-italiano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2015 05:22:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rugby Azzurro]]></category>
		<category><![CDATA[bergamasco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il terza linea azzurro in una lunga intervista tocca tantissimi temi: cambiamento e futuro della palla ovale, doping, premi e Mondiale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/08/17/mauro-bergamasco-passato-presente-e-futuro-del-rugby-italiano/">Mauro Bergamasco: passato, presente e futuro del rugby italiano</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il terza linea azzurro Mauro Bergamasco ha concesso un&#8217;intervista a <em>La Stampa</em>. Tanti i temi toccati, soprattutto in ottica Mondiale. &#8220;Sento che sto bene&#8221; esordisce il flanker, che guarda alla partita di Torino contro la Scozia: &#8220;Molta attenzione alla difesa, ma vogliamo essere protagonisti anche in attacco. Non si vince difendendo e basta&#8221;. Sarà il Mondiale numero cinque, tanti anni in cui il rugby è cambiato molto: &#8220;Il rugby invece è un altro sport. Fisico, tattico, tecnico, è cambiato tutto [&#8230;] giocato da super atleti&#8221;. E la domanda successiva va sull&#8217;argomento doping: &#8220;<strong>Non metto la mano sul fuoco, siamo uomini anche noi, qualche mela marcia ci sarà</strong>&#8220;. Infine, sul futuro del rugby in Italia (&#8220;bisogna investire su educatori e settori giovanili&#8221;) e sul futuro tecnico della Nazionale (&#8220;<strong>un tecnico esperto, di formazione latina. E un pedagogo. Perché allenare l&#8217;Italia non è facile</strong>&#8220;). Sulla polemica premi e lo scontro con la Federazione, questa la risposta: &#8220;Noi giocatori non ci pensiamo e non ne parliamo. Se lo farete anche voi giornalisti  ci aiuterete ad essere più sereni&#8221;.</p>
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		<title>BergaMauro e le Zebre che verranno: &#8220;In campo quindici leader&#8221;</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/05/10/mauro-bergamasco-e-le-zebre-che-verranno-in-campo-quindici-leader/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2015 06:57:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Zebre Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[bergamasco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il terza linea dei bianconeri parla a lungo in conferenza stampa dopo l'ultima gara di club in Italia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/05/10/mauro-bergamasco-e-le-zebre-che-verranno-in-campo-quindici-leader/">BergaMauro e le Zebre che verranno: &#8220;In campo quindici leader&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>PARMA &#8211; L&#8217;ultima in Italia con la maglia di un club non se la aspettava di certo così. C&#8217;è amarezza nella voce di Mauro Bergamasco nella conferenza stampa post sconfitta contro Connacht. &#8220;Non volevamo finire in questa maniera, volevamo fare qualcos&#8217;altro invece non ci siamo riusciti. Abbiamo forse peccato di presunzione, rispetto ad altre volte volevamo giocare troppo e la troppa voglia di fare in tutte le parti del campo ci ha messo in difficoltà&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sul dato personale, queste le parole del terza linea. &#8220;Penso che, purtroppo, sia una delle mie peggiori partite dell&#8217;anno. <strong>Si gioca in quindici, ma sono quindici individui che fanno una squadra e anche io ci ho messo del mio per non fare di questa giornata una giornata personale</strong>. Oggi noi siamo i vinti e da questo momento giriamo pagina per andare ad affrontare Cardiff&#8221;. Molto invece l&#8217;affetto dimostrato dal pubblico durante la gara: &#8220;Mi ripaga di tutti gli sforzi e le difficoltà, ma anche di tante gioie. Ripaga anche il lavoro di questa squadra che da tre anni lavora duramente per competere con squadre veterane in questo campionato. Prima non esistevamo, abbiamo fatto un gruppo e competiamo con le migliori in Europa. <strong>Spesso ci andiamo vicini, abbiamo perso diverse partite per veramente poco e questa è la foto della vicinanza tra le Zebre, che rappresentano il movimento italiano, e le altre squadre europee</strong>. Spesso manca poco per portare a casa le partite&#8221;.</p>
<p>Queste le parole di Bergamasco a proposito della futura leadership della squadra: &#8220;Ai ragazzi ho sempre detto che il capitano ha responsabilità e compiti ben precisi, ma per come vivo il rugby in campo non c&#8217;è un capitano ma quindici leader. Ognuno è leader di se stesso. <strong>Il capitano è importante, ma quando si gioca a rugby e ci sono decisioni da prendere ognuno è leader di se stesso</strong>. E&#8217; la responsabilità a livello individuale. Il rugby è il simbolo del gioco di squadra, ma la squadra è fatta da quindici individui&#8221;.</p>
<p>Ora, sotto con la Nazionale: &#8220;Il Mondiale è un obiettivo che andrebbe a chiudere un micro ciclo di tre anni, da quando ho ricominciato a divertirmi su un campo da rugby grazie alle Zebre e alle persone con cui qui ho lavorato. E poi si chiuderebbe un macro ciclo di 31 anni di rugby. La volontà sarebbe di finirlo in Inghilterra. ma ora sotto con la partita di sabato prossimo&#8221;.</p>
<p>Sul futuro, Bergamasco è sibillino. &#8220;Al di fuori di qui c&#8217;è un mondo che è anche non ovale e che fa parte della vita di tutti i giorni&#8221;.</p>
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		<title>Pro12: Connacht attacca e le Zebre non difendono. Gli irlandesi dilagano 40-10</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2015 18:29:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Zebre Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[bergamasco]]></category>
		<category><![CDATA[connacht]]></category>
		<category><![CDATA[zebre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Parma partita costellata di errori e sempre in controllo ospite. Sei mete concesse di cui (almeno) tre soft</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>PARMA &#8211; I primi dieci minuti di gioco sono di marca ospite. Connacht tiene l&#8217;ovale, gioca nella larghezza per aprire la difesa ed attaccare poi l&#8217;interno con gli ultimi due uomini. <strong>Le Zebre difendono male e perdendo la collisione perdono metro su metro</strong>.  Dopo un errore semplice dalla piazzola, il miglior inizio è legittimato dalla meta di Cooney, che segue l&#8217;asse dell&#8217;azione e dopo l&#8217;offload interno di Aki schiaccia. Ancora il numero nove ospite è protagonista pochi minuti più tardi allungano l&#8217;ovale al piede fino a pochi metri dalla meta, ma Venditti salva bene in tuffo. <strong>In mischia ordinata le Zebre alzano le voce</strong> e risalgono il campo con due calci di punizione. Si entra in pieni 22 ma la sanguinosa persa di Garcia da primo ricevitore/carrier (da solo e con brutto angolo) per poco non costa il coast to coast. Sul ribaltamento Connacht forza l&#8217;offload, l&#8217;ovale viaggia e Barryman sembra averne per battere Poolman che lo spinge quel tanto per basta per farlo cadere nelle mani del difensore più forte del mondo. <strong>Gli errori si ripetono, il gioco si rompe e ne va dello spettacolo ma (molto) meno dell&#8217;ortodossia tecnica</strong>. Le migliori piattaforme arrivano da mischia ordinata. Al venticinquesimo da prima fase Garcia buca bene, i ricicli di Orquera e Barryman rimbalzano indietro ma a quel punto Leonard deve solo raccogliere e schiacciare (più che altro è il farsi trovare sempre in posizione utile). <strong>Orquera converte il 7 pari ma tre minuti più tardi si assiste ad un film già visto</strong>: dopo una bella cosa, difesa molle su Healy che col minimo sforzo e il massimo risultato va sotto i pali. La stessa identica cosa si (ri)ripete al minuto &#8217;35. Aguero non ferma Dillane partito da fermo, sul due contro uno con l&#8217;asse di difesa Cooney riceve e schiaccia la seconda personale. In mezzo tra le due mete, un piazzato di orquera. L&#8217;ultima azione del tempo è una buona percussione bianconera fermata da un fallo sul breakdown. <strong>I primi quaranta si chiudono così sul 21-10 Connacht</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I primi quindici minuti della ripresa sono spezzettati e conditi da diversi errori, ma a differenza del primo tempo manca continuità anche per un netto calo fisico. <strong>Il gioco è comunque costantemente in mani irlandesi</strong>, che approfittano di due fuorigioco della linea di casa per risalire al piede. Si arriva così in zona rossa, la cassaforte funziona e Materson marca la quarta meta, che vale intanto il bonus difensivo. All&#8217;ora di gioco folatadi Venditti dopo bel movimento da mischia ordinata lungo il lato chiuso, la successiva fase Orquera la gioca in cross crick ma Pratichetti raccoglie lungo. <strong>Le poche piattaforme utili si infrangono contro una touche costantemente letta dal pack di Connacht, e a complicare le cose ci si mette il giallo a Redolfini per colpo a Heffernan</strong>. In casa Connacht c&#8217;è tempo per l&#8217;esordio di Conor McKeon, giovane trequarti dell&#8217;Academy e cugino del terza linea Eoin. A dieci dal termine ed in inferiorità, gli ospiti dai propri 22 risalgono il campo e senza difficoltà affondano la loro quinta meta. Sul restart i giocatori delle Zebre partono davanti. Shean O&#8217;Leary si improvvisa Lomu, rompe quattro placcaggi e schiaccia la sesta. Gli argini sono rotti, Marmion all&#8217;ultimo assalto infila il breakdown sguarnito e marca ma il TMO annulla. <strong> Finisce 40-10</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di Roberto Avesani</strong></p>
<p><strong>Zebre: </strong>15 Dion Berryman, 14 Giovanbattista Venditti, 13 Matteo Pratichetti, 12 Gonzalo Garcia, 11 Michele Visentin, 10 Luciano Orquera, 9 Brendon Leonard, 8 Andries Van Schalkwyk, 7 Mauro Bergamasco (c), 6 Filippo Cristiano, 5 Valerio Bernabò, 4 Quintin Geldenhuys, 3 Dario Chistolini, 2 Andrea Manici, 1 Matias Aguero.<br />
<strong>Riserve: </strong>16 Oliviero Fabiani, 17 Andrea De Marchi, 18 Luca Redolfini, 19 Andrei Mahu, 20 Jacopo Sarto, 21 Guglielmo Palazzani, 22 Alberto Chillon, 23 Mirco Bergamasco.</p>
<p><strong>Marcatori Zebre</strong><br />
Mete: Leonard (26)<br />
Conversioni: Orquera (26)<br />
Punizioni: Orquera (34)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Connacht: </strong>15 Tiernan O’Halloran, 14 Danie Poolman, 13 Robbie Henshaw, 12 Bundee Aki, 11 Matt Healy, 10 Jack Carty, 9 John Cooney, 8 Eoin McKeon, 7 Eoghan Masterson, 6 John Muldoon (c), 5 Aly Muldowney, 4 Ultan Dillane, 3 Rodney Ah You, 2 Tom McCartney, 1 Denis Buckley.<br />
<strong>Riserve: </strong>16 Dave Heffernan, 17 JP Cooney, 18 Finlay Bealham, 19 Andrew Browne, 20 George Naoupu, 21 Kieran Marmion, 22 Conor McKeon, 23 Shane O&#8217;Leary.</p>
<p><strong>Marcatori Connacht</strong><br />
Mete: Cooney (11, 35), Healy (29), Materson (56), O&#8217;Halloran (70), O&#8217;Leary (74)<br />
Conversioni: Carty (11, 29, 35), McKeon (70, 74)<br />
Punizioni:</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/05/09/pro12-connacht-attacca-e-le-zebre-non-difendono-gli-irlandesi-dilagano-40-10/">Pro12: Connacht attacca e le Zebre non difendono. Gli irlandesi dilagano 40-10</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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