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	<title>Beppe Viola Archivi - On Rugby</title>
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		<title>Vite vere, come quella di Beppe Viola. Giornalista ovale a sua insaputa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Wilhelm]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2015 15:01:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storta e la furba]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Viola]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Pastonesi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torna in libreria, con una versione aggiornata e arricchita, un volume che ci porta alla scoperta di un grande italiano</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/11/18/vite-vere-come-quella-di-beppe-viola-giornalista-ovale-a-sua-insaputa/">Vite vere, come quella di Beppe Viola. Giornalista ovale a sua insaputa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103230" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2015/11/Lettera-22.jpg?x71421" alt="Lettera 22" width="800" height="595" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2015/11/Lettera-22.jpg 800w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2015/11/Lettera-22-108x80.jpg 108w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2015/11/Lettera-22-206x153.jpg 206w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2015/11/Lettera-22-359x267.jpg 359w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>“Rivera, Mazzola, Thoeni e Mennea, gente da 60 chili non di più, gente che se gli dai una sberla pirlano in giro per un quarto d’ora, se ne sono andati incastonati in benemerenze, rappresentanze, ovazioni, giubilei. Lui, sarà che è grande grosso (97 chili per 1,85), dopo 25 anni di botte, ha rimediato una medaglia (non più di 30mila lire) e un grazie tanto tradotto in 10 righe sui quotidiani sportivi di questo Paese di sedentari”.<br />
<strong>Basterebbero queste otto righe dedicate a Marco Bollesan per assegnargli il titolo di “man of the match”, conferirgli la William Webb Ellis Cup del giornalismo e invitarlo a un terzo tempo come si deve da Cabrio</strong>. Beppe Viola aveva studiato biliardo, si occupava di calcio, giocava ai cavalli, scriveva anche film e canzoni, avrebbe potuto farlo &#8211; magari con eguale competenza no ma con effetto sì &#8211; anche di dressage e curling, sul niente sarebbe stato capace di tutto, macchina per scrivere e sigaretta, insomma era un fuoriclasse, e chissà che cosa avrebbe inventato immaginato fantasticato liberato improvvisato sul rugby.<br />
Pensate a un pezzo su Memo Geremia, a un’intervista a Martin Castrogiovanni, a un ritratto del presidente Gavazzi, a una giornata con Sergio Parisse, a una gita in un’osteria con Tana Umaga.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se ne riparla perché è stato ripubblicato “Vite vere compresa la mia” (Quodlibet, 288 pagine, 17 euro, con sette pezzi in più e le inedite prefazione di Stefano Bartezzaghi e postfazione di Gino Cervi), un classico fra sport e giornalismo, in un mondo – Milano anni Settanta e Ottanta – che non c’è più, o forse sì, però scavando, recuperando, salvando.<br />
Beppe Viola aveva il dono dell’ironia, osava mandare tutto in vacca, detestava i luoghi comuni, ignorava le regole di comportamento, a cominciare da veline e raccomandazioni, manfrine e lisciate, ma osservava delle sue regole esistenziali e professionali anche rigide. Smarchettava, ma alla grande, con classe, con eleganza, con dignità, passando dalla stanzetta della Rai cui era relegato con altri dimenticati, ed elargiva piccoli tesori letterari passando dall’”Uomo Vogue” all’”Intrepido”, dal “Giorno” a “Linus”, percorrendo avanti e indietro l’intero arco costituzionale del cartaceo. Bastava dargli carta bianca. <strong>E non avrebbe fatto sconti, come si è visto, a nessuno, neanche a Gianni Rivera, cui avrebbe dato (e forse l’ha anche data) l’anima</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A distanza di 34 anni dalla prima edizione e di 33 dall’ultimo respiro – fra pressione e colesterolo, era una bella gara di salto in alto -, Beppe Viola è ancora all’avanguardia, e a questo punto è da considerarsi irripetibile inimitabile irraggiungibile. Con quella sua faccia da Altan: bello proprio no, eppure così simpatico, sciolto, imprevedibile e perfino modesto, così vulnerabile e pasquale, che alla fine non potevi non volergli bene, o al limite innamorartene. Perché Beppe Viola era ovale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>di Marco Pastonesi</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/11/18/vite-vere-come-quella-di-beppe-viola-giornalista-ovale-a-sua-insaputa/">Vite vere, come quella di Beppe Viola. Giornalista ovale a sua insaputa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Il rugby e gli altri, lo sport in una battuta di spirito</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2013/10/16/il-rugby-gli-altri-lo-sport-battuta-spirito/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Wilhelm]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Oct 2013 12:21:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storta e la furba]]></category>
		<category><![CDATA[“Hot” Rod Hundley]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Viola]]></category>
		<category><![CDATA[Elgin Baylor]]></category>
		<category><![CDATA[Mae West]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Pastonesi]]></category>
		<category><![CDATA[Woody Allen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marco Pastonesi ci regala una carrellata di motti fulminanti. Perché a volte la filosofia sta in mezzo a una risata</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2013/10/16/il-rugby-gli-altri-lo-sport-battuta-spirito/">Il rugby e gli altri, lo sport in una battuta di spirito</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel cinema la migliore è questa: “Hai in tasca una pistola o sei semplicemente felice di vedermi?” (Mae West). O forse questa: “Recentemente ho letto la Bibbia. Non male, ma il personaggio principale è poco credibile” (Woody Allen). Nel rugby, direi questa: “E’ stato un anno tremendo. Mi hanno messo una placca metallica nello zigomo, tre ferri nella mandibola e otto chiodi in testa. L’altra sera ero a Londra ad allenarmi: pioveva così forte che dopo mezz’ora sono scappato via perché cominciavo ad arrugginirmi” (Derek White).<br />
Il rugby è una miniera di frasi, citazioni, battute, quasi come il cinema. Ma gli altri sport, sono all’altezza del rugby per riderci su? La boxe – siamo onesti – ha una letteratura superiore. A me fa sempre morire dal ridere, anche se so benissimo come va a finire, la barzelletta che Beppe Viola amava raccontare. “Il pugile, barcollando, va all’angolo. Crolla sullo sgabello. L’occhio sinistro è chiuso causa ematoma grosso come un melone maturo. Con l’occhio destro guarda il suo secondo e gli domanda: ‘Come vado?’. Il secondo lo osserva, poi indica l’avversario e risponde: ‘Se l’ammazzi, fai pari’”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel basket ho sempre apprezzato l’autoironia di “Hot” Rod Hundley, quando spiegava che “il brivido più forte della  mia carriera fu quando Elgin Baylor e io abbiamo fatto 73 punti al Madison Square Garden”. Per poi precisare: “Be’, di quei 73 punti, Elgin ne ha fatti 71”.<br />
Una freddura dall’hockey su ghiaccio: “Qualche sera fa sono andato a vedere una rissa ed è scoppiata una partita di hockey” (Rodney Dangerfield). Un “touch down” dal football americano: “Sono andato a vedere uno spot, ma ogni tanto veniva interrotto da gente che giocava a football” (Howard Cosell). Neppure il golf prende una buca: “Le tre cose che un golfista perde con il passare del tempo sono i nervi, la memoria e la terza non me la ricordo più” (Lee Trevino).<br />
Nel ciclismo sono indeciso fra quello eroico di Renzo Zanazzi (“Eravamo corridori ad amministrazione controllata: mangiare il giusto, bere poco, fumare zero, ciulare non se ne parlava neanche”) e quello onirico di Gene Gnocchi (“Conosco un ciclista di Rovigo così sfortunato che quando stava per battere il record dell’ora di Moser è scattata l’ora legale”).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perfino il nuoto, per quanto annacquato, riesce a essere spiritoso: “Agli Europei del 1974, le atlete della Germania Est vincevano tutti i titoli. Erano veri colossi, con spalle da armadio, e anche i peli. Il nostro allenatore Dennerlein ci diceva: ‘Guaglio’, attenti. Se uscite a cena con queste, dovete decidere chi fa l’uomo’” (Marcello Guarducci).<br />
A volte una battuta può sembrare filosofia: “Senza i perdenti, che cosa farebbero i vincenti?” (Casey Stengel). Altre volte una filosofia può sembrare battuta:  “L’importante è partecipare” (Pierre de Coubertin). A volte potrebbe suonare tutto come un gioco di parole: “Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare” (John Belushi). Altre volte potrebbe suonare solo come parole in gioco: “Gli indiani delle riserve giocheranno mai in prima squadra?” (Gino Patroni). L’importante è non prendersi mai troppo sul serio: “Un cavaliere deve gettare il cuore  oltre l’ostacolo, poi andare dall’altra parte e cercare di riprenderselo” (Dick Francis). Altrimenti si finisce fuori pista, fuori strada, fuori di testa: “Dopo qualche secondo, i due motociclisti hanno visto dall’altra parte della carreggiata qualcuno che conoscevano. Erano loro” (Daniele Luttazzi).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>di Marco Pastonesi</strong></p>
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