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	<title>Auckland Archivi - On Rugby</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
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		<title>Mitre 10 Cup: sabato si gioca la finale, chi vincerà il torneo?</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2020/11/27/mitre-10-cup-sabato-si-gioca-la-finale-chi-vincera-il-torneo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Floccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2020 10:01:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mitre 10 Cup]]></category>
		<category><![CDATA[Auckland]]></category>
		<category><![CDATA[mitre 10 cup]]></category>
		<category><![CDATA[tasman]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di fronte a un Eden Park che si annuncia stracolmo, Auckland e Tasman si sfidano a viso aperto dopo una grande stagione regolare</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/11/27/mitre-10-cup-sabato-si-gioca-la-finale-chi-vincera-il-torneo/">Mitre 10 Cup: sabato si gioca la finale, chi vincerà il torneo?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mattina italiana di sabato, si chiuderà la stagione rugbystica ufficiale in Nuova Zelanda, con l’assegnazione della Mitre 10 Cup. Un cammino lunghissimo che ha visto il rugby iniziare lo scorso 31 gennaio nel paese oceanico (quando Blues e Chiefs si sono sfidate nell’ormai “vecchio” Super Rugby), e che dirà chi tra Auckland e Tasman riuscirà a scrivere il suo nome nell’albo d’oro della manifestazione riservata alle provincie. Sabato 5 dicembre si giocherà Maori All Blacks-Moana Pasifika, ma senza titoli in palio.</p>
<p><strong>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2020/11/26/tri-nations-la-formazione-degli-all-blacks-per-la-rivincita-con-i-pumas/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La formazione della Nuova Zelanda per la sfida all&#8217;Argentina</a></strong></p>
<p>Tutto finisce dov’era cominciato, perché sarà ancora una volta l’Eden Park a ospitare il match, in una due giorni a tutto sport per lo stadio di Auckland, visto che oggi lì si è disputato l’incontro tra Nuova Zelanda e West Indies di cricket. Rapido cambio d’assetto e di nuovo rugby, con l’aggiunta di una marea di tifosi: è stato infatti deciso di offrire l’ingresso gratuito a tutti i fans, che così potranno gustarsi una finale molto attesa. L’ultima volta che fu consentito l’ingresso gratis in una situazione come questa? Si giocarono oltre 100 minuti, in un match del 2018 contro Canterbury&#8230;Guardare per credere:</p>
<blockquote class="twitter-tweet">
<p dir="ltr" lang="en">? This is what happened the last time <a href="https://twitter.com/AucklandRugby?ref_src=twsrc%5Etfw">@AucklandRugby</a> hosted a final at <a href="https://twitter.com/edenparknz?ref_src=twsrc%5Etfw">@edenparknz</a> and opened the gates for fans to attend for FREE.</p>
<p>Will you be there on Saturday? 6.35pm kick off. <a href="https://t.co/M1XQJfhsDv">pic.twitter.com/M1XQJfhsDv</a></p>
<p>— Mitre 10 Cup (@Mitre10Cup) <a href="https://twitter.com/Mitre10Cup/status/1331131167920115714?ref_src=twsrc%5Etfw">November 24, 2020</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p><strong>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2020/11/26/tri-nations-la-rivoluzionata-formazione-dellargentina-per-il-secondo-atto-della-sfida-agli-all-blacks/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come i Pumas cercano di superare ancora una volta la Nuova Zelanda</a></strong></p>
<p>Auckland ha vinto la regular season della Premiership, mentre Tasman è arrivata seconda ed è campione in carica, dunque il match mette di fronte quelle che senza dubbio sono state le due migliori formazioni durante tutta la Mitre 10 Cup. Sarà la prima volta che Auckland incontrerà in una finale una squadra che non si chiami Canterbury, e proprio a Canterbury Tasman vuole succedere puntando a diventare la seconda squadra capace di ripetersi nella vittoria per il titolo. Ovviamente non sono a disposizione i giocatori impegnati nel Tri Nations, ma lo spettacolo sicuramente non mancherà. Tra i giocatori da tenere maggiormente sotto attenzione, ci sono sicuramente i due numeri 11: Salesi Rayasi per Auckland, Leicester Fainga’anuku per Tasman, due elementi capaci di creare letteralmente dal nulla il buco decisivo. In mediana ci saranno due numeri 10 con esperienza ad alto livello come Plummer e Hunt, mentre le mischie appaiono estremamente solide. Si parte alle 6.35, con diretta su Sky Sport Uno, e queste sono le formazioni delle due sfidanti per il titolo di Mitre 10 Cup:</p>
<p><strong>Auckland: </strong>1. James Lay 2. Leni Apisai 3. Angus Ta’avao (C) 4. Scott Scrafton 5. Jack Whetton 6. Adrian Choat 7. Niko Jones 8. Sione Tuipulotu 9. Jonathan Ruru 10. Harry Plummer 11. Salesi Rayasi 12. Tanielu Tele’a 13. Tumua Manu 14. AJ Lam 15. Zarn Sullivan</p>
<p><strong>A disposizione:</strong> Mike Sosene-Feagai, Jarred Adams, Marcel Renata, Hamish Dalzell, Presley Tufuga, Taufa Funaki, Simon Hickey, Jordan Trainor</p>
<p><a href="https://www.onrugby.it/2020/11/26/il-primo-quiz-sul-rugby-in-diretta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Martedì 1 dicembre (a partire dalla 20.45) partecipa al “Rugby Quiz” in diretta: clicca qui per tutte le info</strong></a></p>
<p><strong>Tasman: </strong>1: Isi Tu’ungafasi 2: Quentin MacDonald 3: Samuel Matenga, 4: Te Ahiwaru Cirikidaveta 5: Quinten Strange 6: Hugh Renton 7: Sione Havili 8: Taina Fox-Matamua 9: Finlay Christie 10: Mitchell Hunt 11: Leicester Fainga’anuku 12: Timothy O’Malley 13: Fetuli Paea 14: Mark Telea 15: David Havili (C)</p>
<p><strong>A disposizione:</strong> Samiuela Moli, Ryan Coxon, Isaac Salmon, Isaac Ross, Anton Segner, Dwayne Polataivao, Kieron Fonotia, Lotima Fainga’anuku</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/11/27/mitre-10-cup-sabato-si-gioca-la-finale-chi-vincera-il-torneo/">Mitre 10 Cup: sabato si gioca la finale, chi vincerà il torneo?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>In Nuova Zelanda si segna così anche a 16 anni</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2020/09/14/in-nuova-zelanda-si-segna-cosi-anche-a-16-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Floccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2020 09:43:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Foto e video]]></category>
		<category><![CDATA[Auckland]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Zelanda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sylvia Brunt ha realizzato una marcatura incredibile in una sfida di Farah Palmer Cup, la Mitre10 al femminile</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/09/14/in-nuova-zelanda-si-segna-cosi-anche-a-16-anni/">In Nuova Zelanda si segna così anche a 16 anni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Niente, sembra proprio che in Nuova Zelanda non la smettano di continuare a sfornare grandi talenti. Parliamo di rugby femminile, e di una giocatrice di 16 anni che gioca da titolare nella formazione di Auckland, impegnata nella Farah Palmer Cup, l’equivalente femminile della Mitre 10 Cup. Si chiama Sylvia Brunt e nella sfida contro North Arbour ha segnato questa meta semplicemente incredibile:</p>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FBlackFerns%2Fvideos%2F3315810305161529%2F&amp;show_text=0&amp;width=560" width="560" height="315" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2020/09/11/italdonne-via-al-raduno-di-parma-le-convocate/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Italdonne, le convocate per il raduno di Parma in vista del ritorno in campo della Nazionale</a></strong></p>
<p>Il match, un derby molto sentito tra due squadre provenienti dalla stessa zona geografica, è stata giudicata come uno dei più belli nelle ultime stagioni di Farah Palmer Cup,  ed era valido per la seconda giornata del torneo. Sylvia Brunt è riuscita a impreziosirlo con un gesto incredibile, riuscendo a tuffarsi pochissimi centimetri prima che il pallone raggiungesse la linea bianca e dunque invalidasse l’azione. Quella in corso è la 21esima edizione del torneo, come detto il più alto livello di rugby femminile in Nuova Zelanda, e storicamente ha visto Auckland come squadra capace di dettare legge (15 successi per le Storm), finendo però una volta anche nella bacheca di Wellington e Counties Manukau, e tre in quella di Canterbury, che è la squadra campione in carica.</p>
<p>Vi proponiamo ora gli highlitghts completi del match tra North Arbour e Auckland:</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/c6VUbNJMgIo" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/09/14/in-nuova-zelanda-si-segna-cosi-anche-a-16-anni/">In Nuova Zelanda si segna così anche a 16 anni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>La squadra tongana intrappolata in Nuova Zelanda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Floccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2020 07:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emisfero Sud]]></category>
		<category><![CDATA[Auckland]]></category>
		<category><![CDATA[tonga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da oltre due mesi ci sono 29 rugbysti bloccati nella zona di Auckland, ecco la loro incredibile storia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/05/23/la-squadra-tongana-intrappolata-in-nuova-zelanda/">La squadra tongana intrappolata in Nuova Zelanda</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Che questo periodo di normale abbia poco è ormai palese, ma ci sono ancora oggi delle situazioni quantomeno assurde create per via delle varie legislazioni che affrontano l’emergenza sanitaria in maniera spesso diversa. C’è allora chi, da oltre due mesi e mezzo, non ha modo di rientrare nel proprio paese perché questo si è chiuso ermeticamente a riccio, e dunque è costretto a vivere letteralmente di fortuna: la squadra tongana del Tu’uakitau è sostanzialmente prigioniera della Nuova Zelanda, non tanto perché non possano uscire dal paese della lunga nuvola bianca quanto perché non hanno modo di rientrare nella loro Tonga, che appunto ha vietato ogni accesso da mesi per evitare il diffondersi dei contagi. Provenienti da Hapai, isola centrale dell’arcipelago tongano, i 29 ragazzi del Tu’uakitau sono arrivati ad Auckland lo scorso 3 marzo, e per loro questo viaggio rappresentava il sogno e la possibilità di una vita. Dopo aver raccolto dei fondi, avevano organizzato alcune partite di esibizione in Nuova Zelanda per mettersi in luce, e magari strappare qualche ingaggio per iniziare una carriera da professionisti con possibilità di guadagni decisamente maggiori rispetto a quelli in giro tra le isole del Pacifico.</p>
<p><strong>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2019/12/12/il-sostegno-fuori-dal-campo-lex-tallonatore-di-tonga-dona-un-rene-al-figlio/">L&#8217;ex tallonatore di Tonga dona un rene al figlio</a></strong></p>
<p>Dopo mesi di preparazione però si sono trovati in una situazione decisamente scomoda, dato che al loro arrivo era ormai scattato l’allarme e dalle parti di Auckland era impossibile giocare secondo il programma originale. I ragazzi del Tu’uakitau allora si sono arresi, e con i 5.000 $ presenti sul loro conto in banca hanno fatto l’unica cosa possibile, prenotando il volo di ritorno per il 23 marzo, due giorni prima del lockdown dichiarato dalla premier Jacinda Harren. A farsi portavoce della disavventura è Tuvaita Ueleni, allenatore della squadra: “Dopo aver speso tutto per i biglietti aerei siamo andati in aeroporto, salvo scoprire che il nostro volo non esisteva più perché Tonga aveva chiuso i confini a qualsiasi accesso esterno. Di colpo ci siamo ritrovati impossibilitati a tornare, e non sapevamo cosa fare, anche perché i nostri soldi erano praticamente finiti”. 29 persone rimaste bloccate nella zona sud di Auckland, senza sapere ne se e ne quando avrebbero avuto la possibilità di rientrare nelle loro isole.</p>
<p><strong>Guarda anche: <a href="https://www.onrugby.it/2020/03/27/onrugby-relive-tonga-francia-rugby-world-cup-2011/">Quando Tonga battè la Francia nella RWC 2011</a></strong></p>
<p>In loro soccorso è però arrivata la comunità locale tongana e soprattutto la chiesa Tokaikolo ‘ia Kalaisi, che ha offerto la possibilità di rimanere gratuitamente nella struttura. In nove sono stati ospitati da amici, ma per gli altri venti il destino è stato quello di un materasso sul pavimento. Da due mesi dunque questi ragazzi vivono in quest’assurda situazione, nella quale gli unici sfoghi sono giocare a pallavolo nel cortile della chiesa oppure pregare e cantare insieme. “Tra di noi scherziamo dicendo che quando torneremo a casa conosceremo perfettamente ogni inno cristiano che esiste, visto che è l’unica cosa che impariamo” dice Ueleni, che comunque non ha perso il sorriso grazie anche all’aiuto arrivato dalla comunità tongana di Auckland “Siamo stati inondati di cibo e vestiti caldi, addirittura una famiglia si è quasi trasferita nella chiesa per aiutarci a preparare il cibo”. Che futuro possono avere questi ragazzi? Innanzitutto servirà partire dai soldi che Air New Zealand dovrebbe loro restituire per il volo del 23 marzo cancellato, e poi occorrerà aspettare almeno fino al 12 giugno, data dalla quale Tonga riaprirà i suoi confini. Ancora qualche settimana e poi quest’assurda situazione, <a href="https://www.theguardian.com/world/2020/may/21/bring-our-boys-back-home-rugby-team-from-tonga-trapped-in-new-zealand-due-to-covid-19" target="_blank" rel="noopener noreferrer">raccontata dall’inglese Guardian</a>, sarà solo un ricordo.</p>
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		<title>Mitre 10 Cup, Currie Cup, National Rugby Championship: i campionati domestici dell&#8217;emisfero australe</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2018/10/28/mitre-10-cup-currie-cup-national-rugby-championship-i-campionati-domestici-dellemisfero-australe/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Viscardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Oct 2018 03:39:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Currie Cup]]></category>
		<category><![CDATA[Mitre 10 Cup]]></category>
		<category><![CDATA[Auckland]]></category>
		<category><![CDATA[Canterbury]]></category>
		<category><![CDATA[Fijian Drua]]></category>
		<category><![CDATA[sharks]]></category>
		<category><![CDATA[Western province]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si sono concluse le stagioni dei campionati provinciali di Nuova Zelanda, Sudafrica e Australia: ecco come sono andate le cose</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2018/10/28/mitre-10-cup-currie-cup-national-rugby-championship-i-campionati-domestici-dellemisfero-australe/">Mitre 10 Cup, Currie Cup, National Rugby Championship: i campionati domestici dell&#8217;emisfero australe</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la giornata di sabato 27 ottobre si sono conclusi tutti e tre i campionati domestici dei giganti dell&#8217;emisfero sud: Nuova Zelanda, Sudafrica e Australia. Fatti di accese rivalità e con stili di gioco che dicono tantissimo sul DNA ovale dei rispettivi paesi, le tre leghe nazionali si sono concluse con qualche affermazione sorprendente e risultati meno inattesi.</p>
<p><strong>Mitre 10 Cup<br />
</strong><em>Campione: </em>Auckland<br />
<em>Finale:</em> Auckland v Canterbury 40-33</p>
<p>Il campionato delle provincie neozelandesi si è concluso con il weekend di finali andate in scena fra venerdì 26 e sabato 27. La prima delle due, la finale del Championship, ha visto la vittoria di Waikato su Otago per 36 a 13, garantendo ai vincitori la partecipazione alla massima serie del campionato, la Premiership, nel 2019.</p>
<p>La vera e proprio finale, quella di sabato, vedeva invece di fronte Auckland, dominatrice della stagione regolare, contro Canterbury, squadra con tanti Crusaders in rosa. L&#8217;ultimo appuntamento della stagione ha rispettato e forse anche superato le aspettative, in una partita al cardiopalma conclusasi ai supplementari. Gli ospiti sono partiti meglio, conquistandosi una meta di punizione per un crollo volontario del maul in un&#8217;occasione decisiva e costringendo Akira Ioane a spendere dieci minuti in panchina per il conseguente cartellino giallo.</p>
<p>George Bridge avrebbe portato ancora avanti i suoi, prima che Tamua Manu muovesse il tabellone anche per i padroni di casa. All&#8217;intervallo il punteggio vedeva Canterbury avanti per 20 a 7. La partita l&#8217;ha riaperta colui che sembrava averla messa in crisi: da un calcio di punizione ottenuto da mischia, Ioane batteva veloce per sfondare e accorciare il punteggio per i suoi sotto la pioggia battente, e riaprire così la partita. Caleb Clarke e Harry Plummer avrebbero poi concluso con le loro mete la rimonta, fino al 26 a 26 del fischio finale.</p>
<p>Nei dieci minuti di supplementare, Canterbury è di nuovo la prima a ferire, ma Auckland non muore mai: Mike Sosene riesce a pareggiare a quota 33 prima che, all&#8217;avvicinarsi del minuto numero 100, Leon Fukofuka trovasse il modo di capitalizzare il <em>break </em>di Melani Nanai e regalare il titolo a Auckland per la diciassettesima volta nella storia. Non accadeva dal 2007.</p>
<p><a href="https://www.onrugby.it/classifica/npc-cup" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-166731 size-full" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/08/classifica-Mitre-10-Cup.jpg?x79206" alt="" width="750" height="59" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Currie Cup</strong><br />
<em>Campione:</em> Sharks<br />
<em>Finale:</em> Western Province v Sharks 12-17</p>
<p>Partita sparagnina quella che mette di fronte Western Province e Sharks, le due migliori squadre di tutta la stagione di Currie Cup. Gli uomini del Capo occidentale pagano probabilmente la stanchezza per la vittoria ai tempi supplementari della semifinale di sabato scorso, e riescono ad andare a segno solo con quattro calci di punizione ad opera di SP Marais (3) e Damian Willemse (1).</p>
<p>Il primo tempo scorre noioso: tanti errori da entrambe le parti, una rimessa laterale particolarmente balbettante per Western Province e tante mischie chiuse condizionano i primi 40 minuti, che si concludono sul 6 a 0 per i biancoblu.</p>
<p>La ripresa, però, è di marca Sharks, fino a quel momento peraltro la squadra leggermente più propositiva: al 45&#8242; Akker van der Merwe, poi <em>man of the match</em>, sfonda di potenza per portare i suoi davanti. SP Marais ricaccia gli Sharks in svantaggio con il calcio di punizione del 9 a 7, ma Robert du Preez rende pan per focaccia al collega già al 52&#8242;.</p>
<p>I giochi si chiudono quando Tyler Paul schiaccia in meta a nove dal termine, con du Preez che aggiunge i due punti che valgono il 17 a 9. A cinque dalla fine Willemse accorcia a -5 per i suoi, ma non basta. Sharks campioni in una finale intensa, ma con davvero poco spettacolo.</p>
<p><a href="https://www.onrugby.it/classifica/currie-cup" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-166731 size-full" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2012/10/classifica-currie-cup.jpg?x79206" alt="" width="750" height="59" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>National Rugby Championship</strong><br />
<em>Campioni:</em> Fijian Drua<br />
<em>Finale:</em> Fijian Drua v Queensland Country 36-26</p>
<p>Hanno dominato l&#8217;intera stagione e si sono meritatamente laureati campioni: è la storia del 2018 dei Fijian Drua, la selezione figiana di giocatori che militano in patria e che partecipano al campionato delle provincie australiane. La <em>regular season</em> li aveva visti vincere sei partite su sette, perdendo solo contro quei Queensland Country ritrovati poi in finale.</p>
<p>Fra le mura amiche di Lautoka, però, non c&#8217;è stato scampo per la squadra dei Wallabies James Slipper e Caleb Timu, campione lo scorso anno. Eppure gli ospiti sono stati i primi ad andare a segno con l&#8217;ala Feauai-Sautia, che ha aperto le danze al quarto minuto. Immediata la risposta dei Drua con Radrodro al decimo, raddoppiata dalla meta di Naulago per il 12 a 7 dopo il primo quarto di gioco.</p>
<p>Al 29&#8242; segnava la sua decima meta stagionale la stellina del Queensland Jordan Petaia, secondo centro classe 2000 già visto con l&#8217;Australia under 20. La meta riportava dunque avanti gli ospiti, prima che quattro minuti più tardi fossero ancora i figiani a segnare con il seconda linea Albert Tuisue. Primo tempo che si chiudeva dunque sul 19 a 12 per i Drua.</p>
<p>Nella ripresa ancora Tuisue e Veitokani segnavano la quarta e la quinta meta per la squadra, lasciano Queensland sempre a rincorrere. Australiani bravi a non darsi mai per vinti e a rientrare nel <em>break </em>con le mete di Daugunu e Ma&#8217;afu. A due minuti dal termine, poi, il calcio di punzione decisivo dell&#8217;apertura Veitokani trovava i pali per l&#8217;allungo conclusivo, quello del 36 a 26.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2018/10/28/mitre-10-cup-currie-cup-national-rugby-championship-i-campionati-domestici-dellemisfero-australe/">Mitre 10 Cup, Currie Cup, National Rugby Championship: i campionati domestici dell&#8217;emisfero australe</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Ovale Internazionale: con quella faccia un po&#8217; così</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Calamai - OnRugby.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Apr 2017 11:30:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PREM Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[Auckland]]></category>
		<category><![CDATA[Harlequins]]></category>
		<category><![CDATA[Nick Evans]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'epopea europea di Nick Evans, che ha deciso di lasciare a fine stagione</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-139942 size-full" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/04/onrugby-evans.jpeg?x79206" alt="onrugby evans" width="1400" height="700" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/04/onrugby-evans.jpeg 1400w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/04/onrugby-evans-120x60.jpeg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/04/onrugby-evans-230x115.jpeg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/04/onrugby-evans-1024x512.jpeg 1024w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/04/onrugby-evans-400x200.jpeg 400w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Questa è una storia di un amore, una storia molto personale. Ho incominciato a tifare, o forse meglio, a simpatizzare per gli Harlequins nel momento in cui <strong>Nick Evans</strong> ha incominciato ad indossare la maglia numero dieci della squadra multicolore.<br />
Da All Black, Evans non mi aveva mai particolarmente impressionato; impareggiabile il confronto con un Carter all’apice della sua onnipotenza ovale. Ma una volta lasciate le patrie sponde per emigrare nel campionato più bello del mondo (opinione personale sulla quale non si accettano discussioni), la fantasia e lo sguardo un po’ malinconico sotto quei riccioli biondi mi hanno conquistato, grazie anche a una squadra dimenticata dal rugby inglese che dopo tanti anni tornava a vedere la luce proprio mentre io cominciavo a seguirne le gesta.<br />
Oggi gli Harlequins hanno pubblicato un comunicato firmato dal mediano di apertura trentaseienne che annuncia il ritiro dal palcoscenico ovale alla fine della stagione, andandosi ad aggiungere a Mike Phillips, Marcos Ayerza, Kelly Brown e, ultimo cronologicamente, Drew Mitchell. Lascia il campo uno dei Preferiti, con la P maiuscola, uno di quelli che con la sua presenza è stato capace di cambiare il volto a una squadra, ingranaggio fondamentale di una macchina che tra alti e bassi ha lasciato il segno nell’ultimo decennio di rugby europeo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>From Auckland with love</b></p>
<p>“Domando genuinamente: <strong>c’è mai stato un giocatore che abbia avuto un impatto del genere sul nostro club?</strong>” ha dichiarato John Kingston, Director of Rugby dei Quins, ai media in seguito all’annuncio del ritiro di Nick Evans. Non sono solo le 206 presenze per 2217 punti (una media di quasi undici punti a partita) con il club londinese, conditi precedentemente da sedici caps con la Nuova Zelanda, a farne <strong>uno dei migliori giocatori australi ad aver calcato il palcoscenico europeo</strong>. È lo stile particolare di un giocatore dall’aspetto demodé che ha colpito l’immaginazione con le sue caratteristiche particolari dentro il campo e il suo profilo umile e professionale fuori dallo stesso: uno di quei giocatori che, si capisce lontano un miglio, riescono nelle cose che fanno perché, semplicemente, è <strong>col cervello che arrivano anni-luce prima</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-caption aligncenter">
<iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/UxPIlRmBxC8?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe>
<p class="wp-caption-text">Video semplicemente epico: Nick Evans e Brian O’Driscoll spiegano una giocata piuttosto semplice, ma ogni parola è una goccia di preziosissima rugiada da non lasciar cadere. A un certo punto, O’Driscoll chiede: “Che cosa guardi di lui? (il difensore esterno, rappresentato dal conduttore)”, Evans: “La situazione ideale è quella in cui riesco a guardarlo negli occhi. E così posso usare il vecchio trucco del finto sguardo dietro, così quando mi vedrà guardare il giocatore alle tue spalle non potrà seguire il taglio, mentre io so esattamente dove sarai”</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prima di approdare a Londra nel 2008, Evans aveva tentato la fortuna in patria, riuscendoci con alterne fortune. Dopo essere emerso con North Harbour nel campionato nazionale neozelandese a partire dal 2001, alternandosi fra il ruolo di apertura e quello di estremo, invero rivestito più spesso, Evans riesce ad ottenere un contratto nel Super Rugby a partire dal 2004. Sono gli Highlanders a volerlo, per impiegarlo soprattutto come numero 15, nei tre anni successivi.</p>
<p>È da estremo che, quell’anno, inizia la sua <strong>avventura con gli All Blacks</strong>, partendo titolare nei test match contro Inghilterra e Argentina. La stagione successiva Evans viene spostato finalmente a numero dieci sia nell’allora NPC che poi nel Super Rugby. Se momentaneamente non viene convocato nuovamente con la nazionale, è perché per il momento dietro al titolare Dan Carter gli viene preferito Luke McAlister. Quando nei test match del novembre 2005 McAlister rimane vittima di un infortunio è Evans a essere convocato, impressionando contro Irlanda e Scozia.<br />
Nel 2006 un infortunio condiziona la sua stagione, ma l’anno successivo è convocato per la coppa del mondo in Francia come principale alternativa a Carter. Parte da titolare nel match contro il Portogallo stradominato dai neozelandesi, segnando 33 punti figli di una meta e quattordici trasformazioni.</p>
<p>Quella pazza partita dei <strong>quarti di finale contro la Francia</strong>, dove gli viene preferito uno zoppicante Carter, e dove Evans quando entra in campo sembra poter dare una svolta ma si infortuna a sua volta, rimarrà la sua ultima presenza con gli All Blacks. Una sconfitta per 20 a 18 che ha lasciato un segno nel rugby neozelandese, ma che probabilmente rese chiaro a Evans che sarebbe sempre stato all’ombra di uno dei migliori di sempre, Dan Carter.<br />
Dopo un’ultima stagione di Super Rugby, stavolta con i Blues di Auckland, Evans non viene convocato per il Tri Nations dopo aver confermato di aver firmato un contratto dall’altra parte del mondo, <strong>destinazione Londra</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Arlecchino</b></p>
<p>Nel 1870 i membri dell’Hampstead Football Club non sono più solamente i locali, il club è riuscito ad ampliarsi e c’è la necessità di trovare un nuovo nome, mantenendo però il monogramma HFC.<br />
La metà dei soci voterà per il nome Harlequin Football Club, dopo che la parola Harlequin venne letta da un dizionario presente al club. L’altra metà dei soci decise di scindersi, fondando un nuovo club londinese: sarebbero poi diventati i London Wasps.</p>
<p><strong>Difficile trovare una squadra con una storia così importante e profonda nella palla ovale inglese</strong>, eppure una storia che nell’ultimo decennio è tornata a brillare dopo un breve periodo di oblio. Sebbene il nuovo millennio fosse iniziato all’insegna della doppia vittoria della Challenge Cup nel 2001 e nel 2004, nel 2005 il club subì la retrocessione dalla prima divisione inglese.<br />
Tornati prepotentemente in Premiership la stagione successiva, gli arlecchini ricominciano un percorso di crescita grazie a un roster che si fonda sulla presenza di diversi internazionali come Nick Easter, Danny Care, Mike Brown e con l’ascesa di Chris Robshaw.</p>
<p>Dopo un sesto posto nella stagione 2007–2008, la proprietà decide di fare un massiccio investimento e portare in arlecchino, per la stagione successiva, il centro argentino Tiesi, il tongano Epi Taione e Nick Evans dai Blues. La squadra ha una marcia in più e chiude seconda in campionato, finendo la propria corsa in semifinale contro i London Irish.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-caption aligncenter">
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<p class="wp-caption-text">Lo Stade Français è una delle vittime preferite di Nick Evans e degli Harlequins. Qui nel finale del match decisivo del passaggio del girone, dopo innumerevoli fasi, l&#8217;apertura neozelandese decide con un drop</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>È l’anno dell’exploit anche nella Heineken Cup</strong>. Dopo essere passati alla fase ad eliminazione diretta vincendo il proprio girone con una spettacolare vittoria sullo Stade Français all’ottantaquattresimo minuto grazie a un drop di Evans, già diventato uomo di punta della squadra londinese, gli Harlequins incappano nella corazzata Leinster.<br />
Un momento alto nella storia della squadra si trasforma in uno dei più bassi dell’intero movimento ovale a causa del Bloodgate: per rimettere in campo l’infortunato Evans al fine di calciare una punizione che avrebbe potuto dare la vittoria agli Harlequins, l’ultima riserva della squadra, Tom Williams, morde una fiala di sangue fingendo di dover uscire per suturare la ferita.Una brutta storia che finirà per avere però ripercussioni solamente su Dean Richards, l’allenatore della squadra, e il medico sociale, non sui giocatori. L’addio forzato di Richards alla fine della stagione successiva, quando lo scandalo esplonde, porta un nuovo coach sulla panchina dei Quins: <strong>Conor O’Shea</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>O’Shea e la squadra inagurano il nuovo corso con una discontinuità di prestazioni: la squadra non ingrana in campionato e chiude settima, ma la Challenge Cup 2011 è cosa loro: 19 a 18 contro la vittima prediletta Stade Français in finale, e i Quins diventano la squadra ad aver vinto più Challenge Cup in assoluto.<br />
Con l’aiuto di un Robshaw formato maxi, la stagione successiva Nick Evans calcia fra i pali 20 punti per conquistare la finale della Premiership contro i Leicester Tigers con il risultato di 30 a 23.</p>
<p>Il coronamento di un progetto sportivo di crescita che ha messo al centro il talento di un parco giocatori invidiabile, che la società è riuscita a tenere insieme nel corso del tempo. Fra questi, guida della squadra e artefice principale dei successi, Nick Evans da Auckland, che ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo alla fine della stagione, chiudendo con questa decisione un’intera epoca per il club con le maglie a quadri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>di Lorenzo Calamai</strong><br />
<b><a title="Ovale Internazionale - Rugby for ruggers" href="http://medium.com/ovale-internazionale" target="_blank">Ovale Internazionale</a></b></p>
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		<title>All Blacks, vittoria numero 18 e record. Australia battuta 37-10</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/10/22/all-blacks-vittoria-numero-18-e-record-australia-battuta-37-10/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Oct 2016 08:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[Auckland]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ad Auckland i Wallabies resistono un'ora. Da manuale i contrattacchi su turnover ball</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/10/22/all-blacks-vittoria-numero-18-e-record-australia-battuta-37-10/">All Blacks, vittoria numero 18 e record. Australia battuta 37-10</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La partita inizia con l&#8217;Australia che cerca da subito di prendere il comando delle operazioni imponendo ritmo alto e forti impatti, ma gli All Blacks ad Auckland non stanno a guardare. <strong>Fra il quinto ed il nono minuto infatti, piazzano un uno-due terribile andando in meta con Dagg e Lienert-Brown:</strong> entrambe le azioni alla mano in multifase si concludono con i campioni del mondo che schiacciano l&#8217;ovale oltre la linea. Le conversioni però mancano. Barrett si dimostra impreciso e il 10-0 che ne scaturisce tiene in gioco i Wallabies.</p>
<p>Moore e compagni allora si riversano nella meta campo avversaria e pur commettendo qualche fallo di troppo, frutto anche della pressione di uno scatenato Matt Todd sui punti d&#8217;incontro, riescono a scalfire la difesa della squadra di Hansen che poco prima della mezz&#8217;ora viene infilata dal gesto in allungo di Arnold. Foley, praticamente sotto i pali, non può sbagliare. <strong>Si va sul 10-7, che potrebbe diventare anche parità quando qualche minuto dopo Hodge prova a centrare i pali da meta campo senza successo per un nulla</strong>.</p>
<p>Superato il momento di difficoltà i neozelandesi tornano a macinare gioco e su un intercetto di TJ Perenara, a seguito di un&#8217;errata liberazione al piede dove il protagonista sfortunato è ancora Hodge, trovano la terza meta. Barrett non aggiunge i due punti e <strong>il primo tempo si chiude sul 15-7.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In avvio di ripresa lungo multifase Walabies, la difesa non rotola e Foley riduce il gap a cinque punti di distanza. Dopo pochi minuti e bel mini break di Smith, altra bella manovra australiana che porta alla meta di Speight: decisive due pulizie rapidissime e lo splendido gioco di gambe di Foley che aggira Read. <strong>Ma la marcatura è annullata per uno stupido taglia fuori del sostegno che spinge appena un Savea ormai impossibilitato a recuperare l&#8217;ala</strong>.<br />
Dal minuto &#8217;45 in poi la regia All Blacks è affidata a Cruden che sostituisce Barrett. Ancora lavoro per il TMO su palla vagante in area di meta ospite, ma Foley tocca l&#8217;ovale prima di Cole. Ancora Foley è protagonista, nel ruolo più naturale: splendido angolo di impatto di Simmons che dà il là all&#8217;azione portata in pieni 22 dalla successiva carica di Folau. Altra penalità ma brutto errore del numero dieci Wallabies. <strong>E il match cambia</strong>.</p>
<p>Al minuto &#8217;53 gli All Blacks spaccano il match su doppia palla di recupero che porta Savea in meta dopo calcetto a seguire di Smith. E ancora una volta, gli All Blacks dimostrano di essere letali in due situazioni:<strong> subito dopo che l&#8217;avversario non ha raccolto punti dopo aver costruito e nelle turnover ball</strong>. E invece di un comodo 15-13 ci si trova sul 22-10. Un&#8217;altra bella azione australiana in zona rossa si esaurisce per un in avanti. <strong>Si entra nell&#8217;ora di gioco con una squadra che con il 30% di possesso e territorio ha marcato quattro mete ed è sopra di 12 punti</strong>. Che diventano 15 dopo il calcio di Cruden.</p>
<p>AL minuto &#8217;68 altro film già visto ma da manuale del contrattacco: turnover ball nei 22 di casa, prima letale accelerata di Smith e volata di Savea lungo l&#8217;out sul successivo allargamento. Si entra negli ultimi dieci di gioco con una lunghissima azione in cui l&#8217;ovale cambia almeno quattro volte il proprio padrone: alla fine finisce con altra sgaloppata di Savea che da terra alza a Coles che legittima con la marcatura un&#8217;altra splendida prestazione. <strong>Finisce 37-10</strong> ma solo per un passaggio in avanti su due contro uno che stava mandando Cruden in meta. <strong>Per la squadra di Hansen è la vittoria consecutiva numero 18</strong>, record mai riuscito a nessuna nazione Tier One.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>All Blacks</strong>:<strong> </strong>15 Ben Smith, 14 Israel Dagg, 13 Anton Lienert-Brown, 12 Ryan Crotty, 11 Julian Savea, 10 Beauden Barrett, 9 TJ Perenara, 8 Kieran Read (c), 7 Matt Todd, 6 Jerome Kaino, 5 Samuel Whitelock, 4 Brodie Retallick, 3 Owen Franks, 2 Dane Coles, 1 Joe Moody<br />
<em>A disposizione</em>: 16 Codie Taylor, 17 Wyatt Crockett, 18 Charlie Faumuina, 19 Liam Squire, 20 Ardie Savea, 21 Tawera Kerr-Barlow, 22 Aaron Cruden, 23 Malakai Fekitoa</p>
<p><strong>Marcatori All Blacks</strong><br />
Mete: Dagg (6), Lienert-Brown (10), TJ Perenara (34), Savea (54, 69), Coles (72)<br />
Conversioni: Cruden (54, 69)<br />
Punizioni: Cruden (65)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Australia</strong>: 15 Israel Folau, 14 Dane Haylett-Petty, 13 Samu Kerevi, 12 Reece Hodge, 11 Henry Speight, 10 Bernard Foley, 9 Nick Phipps, 8 Lopeti Timani, 7 Michael Hooper, 6 Dean Mumm, 5 Adam Coleman, 4 Rory Arnold, 3 Sekope Kepu, 2 Stephen Moore (c), 1 Scott Sio<br />
<em>A disposizione</em>: 16 James Hanson, 17 Tom Robertson, 18 Allan Ala’alatoa, 19 Rob Simmons, 20 David Pocock, 21 Nick Frisby, 22 Quade Cooper, 23 Sefa Naivalu</p>
<p><strong>Marcatori Australia</strong><br />
Mete: Arnold (28),<br />
Conversioni: Foley (28)<br />
Punizioni: Foley (43)</p>
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		<title>All Blacks: Steve Hansen chiama l&#8217;olimpionico Augustine Pulu</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Wilhelm]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2016 09:03:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
		<category><![CDATA[aaron smith]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[Auckland]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la "defezione" di Aaron Smith il tecnico rinforza il pacchetto dei mediani di mischia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/10/18/all-blacks-steve-hansen-chiama-lolimpionico-augustine-pulu/">All Blacks: Steve Hansen chiama l&#8217;olimpionico Augustine Pulu</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Aaron Smith <a title="Aaron Smith si autoesclude: niente All Blacks-Australia" href="https://www.onrugby.it/2016/10/17/aaron-smith-si-autoesclude-niente-all-blacks-australia/" target="_blank">si autoesclude dalla gara contro l&#8217;Australia</a> di sabato in programma a Auckland, partita che potrebbe/dovrebbe regalare agli All Blacks il nuovo record assoluto di imbattibilità: ora i tuttineri sono fermi a 17 gare vinte consecutive. Lo staff tecnico dei campioni del mondo in carica dal 2011 ha così convocato Augustine Pulu. Improbabile comunque che venga inserito nella lista dei 23 dell&#8217;Eden Park, con TJ Perenara che dovrebbe partire titolare e Tawera Kerr-Barlow che dovrebbe andare a sedersi in panchina. Classe 1990, in carriera Pulu ha collezionato 50 presenza in Super Rugby con i CHiefs e altrettante in Mitre 10 Cup con le Counties Manukau, mentre a livello internazionale ha collezionato 2 caps con gli All Blacks (nel 2014 a Chicago contro gli Stati Uniti e nel novembre 2015 contro la Scozia). E&#8217; stato convocato a Rio per il torneo di rugby Seven.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/10/18/all-blacks-steve-hansen-chiama-lolimpionico-augustine-pulu/">All Blacks: Steve Hansen chiama l&#8217;olimpionico Augustine Pulu</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Gli All Blacks di oggi, i più forti almeno dal 2003. Lo dicono i numeri</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/10/11/gli-all-blacks-di-oggi-i-piu-forti-almeno-dal-2003-lo-dicono-i-numeri/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Wilhelm]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2016 07:06:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
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		<category><![CDATA[wallabies]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel ranking di World Rugby la Nuova Zelanda è a 96,57 punti, risultato più alto da quando esiste la classifica</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/10/11/gli-all-blacks-di-oggi-i-piu-forti-almeno-dal-2003-lo-dicono-i-numeri/">Gli All Blacks di oggi, i più forti almeno dal 2003. Lo dicono i numeri</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="details topShareBtns">
<div id="attachment_126108" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-126108" class="wp-image-126108 size-full" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/10/Haka-a-Durban.jpg?x79206" alt="All Blacks " width="800" height="557" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/10/Haka-a-Durban.jpg 800w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/10/Haka-a-Durban-115x80.jpg 115w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/10/Haka-a-Durban-220x153.jpg 220w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/10/Haka-a-Durban-383x267.jpg 383w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><p id="caption-attachment-126108" class="wp-caption-text">ph. Rogan Ward/Action Images</p></div>
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<div class="details topShareBtns">Sono questi gli All Blacks più forti di sempre? Possibile, probabile. Ma è una domanda che lascia un po&#8217; il tempo che trova, senza una risposta incontrovertibile che metta tutti d&#8217;accordo. Anche perché ogni squadra è figlia del suo tempo e la fisicità, la potenza e la velocità del rugby di oggi non sono paragonabili a quello di 10, 20 o 30 anni fa.<br />
Ad ogni modo il prossimo 22 di ottobre la Nuova Zelanda guidata dal ct Steve Hansen potrà far suo il record di vittorie consecutive se ad Auckland batterà l&#8217;Australia nella gara in programma all&#8217;Eden Park, primato storico a cui i tuttineri si erano avvicinati un paio di anni fa quando vennero fermati dopo aver eguagliato la striscia di 17 vittorie oggi detenuta dagli stessi neozelandesi e dal Sudafrica di Nick Mallett.<br />
Con la nettissima affermazione a Durban in casa del Sudafrica gli All Blacks sono di nuovo a quota 17 e l&#8217;Australia di oggi non sembra in grado di fermare la marea nera. Vedremo.<br />
<a title="World Rugby Ranking: l’Argentina perde due posizioni" href="https://www.onrugby.it/2016/10/10/world-rugby-ranking-largentina-perde-due-posizioni/" target="_blank">Ieri intanto World Rugby ha diffuso il suo ranking</a>, come ogni lunedì, e la Nuova Zelanda è prima con 96,57 punti, risultato più alto da quando esiste questa speciale classifica, ossia dal 2003.<br />
Sono questi gli All Blacks più forti di sempre? Forse. Di sicuro lo sono dal 2003 a oggi. Lo dicono i numeri.</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/10/11/gli-all-blacks-di-oggi-i-piu-forti-almeno-dal-2003-lo-dicono-i-numeri/">Gli All Blacks di oggi, i più forti almeno dal 2003. Lo dicono i numeri</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>All Blacks: Sonny Bill Williams dice sì al rugby Union e ai Blues</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/06/01/all-blacks-sonny-bill-williams-dice-si-al-rugby-union-e-ai-blues/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2016 06:20:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Super Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[Auckland]]></category>
		<category><![CDATA[Blues]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Zelanda]]></category>
		<category><![CDATA[Sonny Bill Williams]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il trequarti ha firmato un triennale con la franchigia di Auckland: la conferma della NZRU</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/06/01/all-blacks-sonny-bill-williams-dice-si-al-rugby-union-e-ai-blues/">All Blacks: Sonny Bill Williams dice sì al rugby Union e ai Blues</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sonny Bill Williams per le prossime tre stagioni sarà un giocatore degli Auckland Blues. E&#8217; la notizia che arriva dalla federazione neozelandese e che conferma <a href="https://www.onrugby.it/2016/05/31/nuova-zelanda-sonny-bill-willams-sara-un-all-blacks-sino-al-2019/" target="_blank">quanto trapelato dalla stampa kiwi</a> nei giorni scorsi. Il trequarti classe 1985 e 33 caps in maglia All Blacks si lega quindi al rugby Union e lo fa scegliendo i Blues. Steve Tew, CEO della NZRU: &#8220;E&#8217; un momento molto importante per noi. Ringraziamo Sonny per la decisione e l&#8217;attaccamento dimostrati, anche per il modo con cui è stata avviata e conclusa la trattativa. Un contratto di tre anni è sintomo di grande motivazione&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/06/01/all-blacks-sonny-bill-williams-dice-si-al-rugby-union-e-ai-blues/">All Blacks: Sonny Bill Williams dice sì al rugby Union e ai Blues</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Lutto nel rugby: è morto l&#8217;ex giocatore dei Blues Kurtis Haiu</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/04/13/lutto-nel-rugby-e-morto-lex-giocatore-dei-blues-kurtis-haiu/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2016 06:59:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Super Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Auckland]]></category>
		<category><![CDATA[Blues]]></category>
		<category><![CDATA[Kurtis Haiu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Classe 1984, era malato da tempo e aveva dovuto interrompere la propria carriera nel 2011</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/04/13/lutto-nel-rugby-e-morto-lex-giocatore-dei-blues-kurtis-haiu/">Lutto nel rugby: è morto l&#8217;ex giocatore dei Blues Kurtis Haiu</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Kurtis Haiu è morto all&#8217;età di 31 anni al termine di una lunga malattia. Terza linea classe 1984, dal 2006 al 2011 ha militato con gli Aukland Blues dove ha collezionato 53 presenze in Super Rugby e 64 in ITM Cup, prima di dover interrompere la propria carriera per una forma rara di tumore alle ossa. &#8220;Siamo davvero sconvolti &#8211; ha dichiarato il CEO dei Blues Michael Redman &#8211; Molti nostri giocatori conoscevano Kurtis e gli sono stati vicini negli ultimi mesi. I nostri pensieri vanno alla famiglia&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/04/13/lutto-nel-rugby-e-morto-lex-giocatore-dei-blues-kurtis-haiu/">Lutto nel rugby: è morto l&#8217;ex giocatore dei Blues Kurtis Haiu</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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