Il dizionario del rugby Archivi - On Rugby https://www.onrugby.it/category/il-dizionario-del-rugby/ 365 rugby 360 Tue, 27 Jan 2026 08:08:11 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9 40654548 Dizionario del rugby: tutti i vocaboli e la terminologia usata nel mondo della palla ovale https://www.onrugby.it/2026/01/27/dizionario-del-rugby-tutti-i-vocaboli-e-la-terminologia-usata-nel-mondo-della-palla-ovale/ https://www.onrugby.it/2026/01/27/dizionario-del-rugby-tutti-i-vocaboli-e-la-terminologia-usata-nel-mondo-della-palla-ovale/#respond Tue, 27 Jan 2026 08:07:42 +0000 https://www.onrugby.it/?p=296850 Dalla A di All Blacks alla Z di Zebre passando per drive, flanker, Invictus e Pick and go. Tutte le parole del rugby e il loro significato

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Cos’è un offload? Un sacking? Un “in avanti”? Il mondo del rugby è pieno di termini unici, come unico è questo sport. Per questo la redazione di OnRugby ha pensato di creare un vero e proprio “Dizionario del rugby”: un modo per orientarsi con semplicità e chiarezza nei meandri di questo sport.

Questo dizionario, diviso come da tradizione per lettere, raccoglie e spiega i termini più usati nel rugby: dalle espressioni più comuni a quelle più tecniche, dai vocaboli storici a quelli entrati nel linguaggio moderno del gioco. Un punto di riferimento pensato sia per chi si avvicina per la prima volta a questo sport, sia per chi lo segue da anni ma vuole chiarire dubbi o approfondire il significato di parole sentite a bordo campo, in tribuna o da una telecronaca in tv.

Il “Dizionario del Rugby” raccoglie e spiega tutti i termini che da sempre fanno la storia di questo sport, ma rappresenta anche un importante e necessario aggiornamento sulle nuove parole che negli ultimi anni sono diventare ormai parte del mondo della palla ovale: il bunker, lo shot clock, la “bomb squad”.

Il “Dizionario del rugby” di OnRugby nasce proprio con questo obiettivo: rendere il rugby più accessibile, senza mai semplificarne la ricchezza. Un lavoro in continuo aggiornamento, perché il rugby evolve, cambia e si rinnova, dentro e fuori dal campo. Che si tratti di capire una decisione arbitrale, di seguire una partita internazionale o semplicemente di sentirsi più “a casa” parlando di rugby, questo dizionario vuole essere uno strumento utile, chiaro e affidabile. Un punto di incontro tra tradizione e modernità, pensato per accompagnare ogni appassionato – dal neofita al tifoso più esperto – alla scoperta delle parole che raccontano la palla ovale.

Consultare il “Dizionario del rugby” è semplice: basta cliccare su una delle lettere dalla A alla Z  dell’indice qui sotto che è ripetuto in calce alle pagine dedicate ad ogni lettera.

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Il dizionario del rugby: F https://www.onrugby.it/2026/01/19/il-dizionario-del-rugby-f/ https://www.onrugby.it/2026/01/19/il-dizionario-del-rugby-f/#respond Mon, 19 Jan 2026 16:06:28 +0000 https://www.onrugby.it/?p=295605 Il glossario dalla A alla Z con i termini tecnici e il gergo utilizzati nel rugby

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Il dizionario del rugby – F

Fase: un momento di gioco tra una ruck o una maul e l’altra. Quando si dice che è un attacco a più fasi (multifase) vuol dire che la squadra attaccante sta dando vita a diverse cariche una successiva all’altra.

Fase statica: chiamata anche fase di conquista, è un termine che comprende le rimesse laterali (vai alla lettera R) e le mischie chiuse (vai alla lettera M).

FFR: acronimo di Fédération Française de Rugby, il massimo organismo francese.

FIR: acronimo di Federazione Italiana Rugby, il massimo organismo italiano.

Flanker: tra i giocatori titolari del rugby a XV sono i coloro che indossano la maglia numero 6 o 7. Precisamente gli inglesi dividono tra un blindside flanker (il numero 6) e un openside flanker (il numero 7). Questi due giocatori si dispongono in terza linea (vai alla lettera T) durante una mischia chiusa e condividono il reparto con il numero 8 (vai alla lettera N). Tra gli avanti sono i giocatori più agili e in comune hanno il compito di tenere compatto il pacchetto durante la mischia, ma sono anche i primi a doversene distaccare quando la palla esce, per cui devono abbinare doti di placcaggio e velocità. Il numero 6, solitamente più grosso, può essere usato come terzo saltatore durante le rimesse laterali; il numero 7, più leggero e mobile, è spesso addetto a recuperare i palloni al breakdown (vai alla lettera B).

Fly-half: termine inglese per il mediano di apertura (vai alla lettera M).

Flying Fijians: il soprannome della Nazionale figiana, una delle nazionali più spettacolari e imprevedibili da vedere. Il nome di “figiani volanti” è particolarmente azzeccato, essendo questa squadra nota per la velocità del suo gioco offensivo. Sebbene nelle Isole Fiji il gioco del rugby si iniziò a diffondere già alla fine del XIX secolo da parte dei coloni e soldati britannici, il primo match ufficiale della Nazionale figiana risale al 1924. Dal 1939 la squadra esegue prima delle partite una danza di guerra, la Cibi. Oggi le Fiji sono uno dei pochi paesi al mondo dove il rugby è sport nazionale.

Forwards: termine inglese per gli avanti (vai alla lettera A).

Foul Play Review: vedi Bunker.

Francesina: il tentativo estremo di fermare un avversario dandogli un colpo di mano sul piede o la caviglia, in modo da fargli perdere l’equilibrio.

Frontino: gesto compiuto dall’uomo in possesso di palla per allontanare l’avversario con il braccio teso e la mano aperta. Deve avvenire al di sotto delle spalle per ragioni di pericolosità.

Fullback: termine inglese per l’estremo (vai alla lettera E).

Fuorigioco: un fallo di posizione che avviene quando un giocatore si trova davanti a un proprio compagno in possesso della palla o che abbia giocato l’ovale per ultimo. Questa regola si applica al gioco generale; in caso di placcaggio, con placcato e placcatore a terra e almeno un altro giocatore in piedi sopra la palla, allora si vengono a creare le linee del fuorigioco per entrambe le squadre. Per essere in gioco i giocatori di una squadra che non sono coinvolti nel placcaggio devono trovarsi dietro la linea orizzontale immaginaria che si crea nel punto più arretrato (rispetto alla propria area di meta) in cui si trova un qualsiasi giocatore coinvolto nel placcaggio.

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Il dizionario del rugby: G https://www.onrugby.it/2026/01/19/il-dizionario-del-rugby-g/ https://www.onrugby.it/2026/01/19/il-dizionario-del-rugby-g/#respond Mon, 19 Jan 2026 16:05:09 +0000 https://www.onrugby.it/?p=295607 Il glossario dalla A alla Z con i termini tecnici e il gergo utilizzati nel rugby

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Il dizionario del rugby: G

Grande Slam: nel rugby a XV si ha un Grande Slam quando una delle squadre partecipanti al torneo del Sei Nazioni (sia maschile sia femminile, vai alla lettera S) batte tutte le altre nazionali in una stessa edizione.

Grillotalpa: termine italiano per jackal (vai alla lettera J).

Grounding: termine che indica l’azione di schiacciare la palla in area di meta per segnare una meta (o annullare il pallone).

Grubber: un calcio rasoterra eseguito facendo rimbalzare il pallone sulle punte. Utile per superare la difesa schierata ma anche per trovare la rimessa laterale e mettere sotto pressione l’avversario.

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Il dizionario del rugby: H https://www.onrugby.it/2026/01/19/il-dizionario-del-rugby-h/ https://www.onrugby.it/2026/01/19/il-dizionario-del-rugby-h/#respond Mon, 19 Jan 2026 16:03:53 +0000 https://www.onrugby.it/?p=295609 Il glossario dalla A alla Z con i termini tecnici e il gergo utilizzati nel rugby

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Il dizionario del rugby: H

H: l’iconica forma della porta da rugby.

Haka: sono una varietà danze tradizionali del popolo Maori, etnia originaria della Nuova Zelanda, non solo di guerra ma anche cerimoniali. La più famosa di queste è la Ka Mate, resa celebre dagli All Blacks (vai alla lettera A), la nazionale di rugby neozelandese che la esegue prima di ogni sua partita ufficiale. Dal 2005 è stata composta, espressamente per gli All Blacks un’altra haka, la Kapa O Pango, che la squadra può usare in alternativa alla tradizionale Ka Mate; questa versione moderna è considerata più aggressiva e con un più spiccato senso di sfida agli avversari.

Hen Wlad Fy Nhadau: tradotto dal gallese significa “Terra dei miei padri”, è l’inno nazionale non ufficiale del Galles. Ma come mai abbiamo inserito proprio quest’inno nel nostro dizionario? Perché è stato il primo inno nazionale ad essere cantato all’inizio di un evento sportivo, precisamente nel 1905, quando la nazionale di rugby gallese ospitò la prima squadra neozelandese in tournée. Questa iniziava ogni partita eseguendo una haka. In risposta, i giocatori gallesi guidarono il pubblico cantando quest’inno. Sebbene fosse consuetudine che la folla cantasse inni durante le partite, non esisteva alcun precedente di un inno cantato prima di una partita. “Hen Wlad Fy Nhadau” ha così aperto la strada a una tradizione poi diffusa anche negli altri sport di squadra.

Hooker: termine inglese per tallonatore (vai alla lettera T).

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Il dizionario del rugby: E https://www.onrugby.it/2026/01/19/il-dizionario-del-rugby-e/ https://www.onrugby.it/2026/01/19/il-dizionario-del-rugby-e/#respond Mon, 19 Jan 2026 16:03:12 +0000 https://www.onrugby.it/?p=295603 Il glossario dalla A alla Z con i termini tecnici e il gergo utilizzati nel rugby

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Il dizionario del rugby: E

Elite: vedi Serie A Elite (vai alla lettera S)

EPCR: acronimo di European Professional Club Rugby, il nome dell’organismo che organizza le principali coppe europee, la Champions Cup e la Challenge Cup.

Equiparato: il giocatore che, in virtù di un certo periodo di residenza, acquisisce il diritto di giocare con la maglia di un paese diverso da quello di nascita (da non confondere con oriundo, vedi la lettera O).

Estremo: tra i giocatori titolari del rugby a XV è colui che indossa la maglia numero 15. È il giocatore che ha il compito di rimanere in posizione arretrata per difendere gli attacchi che superano la prima linea di difesa e per recuperare o prendere al volo i palloni alti (up and under, vedi) che vengono calciati dagli avversari. Deve quindi essere molto abile nella ricezione dei palloni aerei e nel calcio per respingere l’ovale il più lontano possibile dalla linea di meta. Nel rugby moderno l’estremo è sempre più impiegato in azioni di contrattacco che partono da dietro la linea di difesa, oltre che in attacco per creare la superiorità numerica al largo. Insieme alle ali (vai alla lettera A) compone il cosiddetto triangolo allargato (vai alla lettera T).

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Il dizionario del rugby: B https://www.onrugby.it/2026/01/19/il-dizionario-del-rugby-b/ https://www.onrugby.it/2026/01/19/il-dizionario-del-rugby-b/#respond Mon, 19 Jan 2026 16:00:45 +0000 https://www.onrugby.it/?p=295597 Il glossario dalla A alla Z con i termini tecnici e il gergo utilizzati nel rugby

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Il dizionario del rugby: B

Backs: termine inglese per i trequarti (vai alla lettera T).

Ball carrier: letteralmente, portatore di palla. Tecnicamente, però, il significato è un po’ più preciso: il ball carrier è colui che porta il pallone a contatto, cercando l’avanzamento. La maggior parte delle squadre ha alcuni giocatori selezionati per svolgere questo compito con successo.

Barbarians: la squadra ovale a inviti più antica, fondata alla fine del XIX secolo. La convocazione una volta arrivava via posta, adesso il sistema si è evoluto in chiave più moderna. Il colore della squadra è bianconero, ma ogni invitato gioca coi calzini del proprio club di appartenenza.

Benetton Rugby: insieme alle Zebre Parma (vai alla lettera Z) è una delle due franchigie italiane che partecipano allo URC (vai alla lettera U). La squadra, fondata nel 1932, ha sede a Treviso e indossa i colori biancoverdi. Fino alla stagione 2009/10 partecipava al campionato italiano ed è, ancora oggi, una delle squadre che ha vinto più scudetti.

Bind: tradotto in italiano con “lega”, è il secondo comando dell’arbitro durante la formazione di una mischia chiusa (vai alla lettera M).

Bledisloe Cup: è il trofeo annualmente messo in palio tra Australia e Nuova Zelanda, i mitici Wallabies e All Blacks. Si tratta del più antico trofeo dell’Emisfero Sud, disputato fin dagli anni ’30. Attualmente consiste in una serie annuale di due partite, all’interno del The Rugby Championship (vai alla lettera T).

Bleus: il soprannome della Nazionale francese, una delle squadre nazionali più forti del mondo. Nati alla fine del XIX secolo, partecipano ai massimi tornei europei di rugby sin dal 1910, prima nel Cinque Nazioni e poi nel Sei Nazioni (vai alla lettera S). Il loro nome deriva dal colore classico della loro maglia, il blu, abbinato al bianco e al rosso a formare i colori della loro bandiera nazionale.

Box kick: calcio eseguito solitamente dal mediano di mischia quando raccoglie la palla dalla base di una ruck (vai alla lettera R) e la calcia in aria in avanti. L’obiettivo è scaricare la pressione dalla propria squadra calciando il pallone il più lontano possibile, ma i più bravi riescono a calciare in modo che l’ovale sia abbastanza lontano ma non troppo, così che sia contendibile per le ali o l’estremo.

Boks: vedi Springboks.

Bomb squad: letteralmente, squadra di artificieri. Nel rugby è un termine nato di recente per indicare una tattica introdotta dal tecnico della Nazionale sudafricana Rassie Erasmus. Essa consiste nello schierare una panchina con tanti giocatori di mischia (sei o anche sette) per far sì che i titolari possano dare il massimo nella prima parte di gara, mentre il sostituto (spesso un giocatore di qualità simile o addirittura superiore al titolare) entra e fa lo stesso nel tempo rimanente. Molte squadre oggi cercano di imitare questa tattica, ma pochi ci riescono con l’efficacia degli Springboks.

Bonus: nel corso di una partita di rugby a XV le squadre possono conquistare dei punti bonus utili per la classifica. Uno è il punto bonus difensivo, assegnato alla squadra che perde con sette o meno punti di scarto; l’altro è il punto bonus offensivo, generalmente assegnato a una squadra che segna almeno quattro mete.

Brave Blossoms: il soprannome della Nazionale giapponese, la nazionale asiatica storicamente più forte. Scesi in campo per la prima volta nel 1932, sono oggi considerati tra le squadre nazionali di primo livello. Il loro nome significa “fiori coraggiosi”, con riferimento diretto ai cherry blossoms, i fiori di ciliegio fortemente legati alla cultura nipponica.

Breakdown: quello che succede intorno a un punto d’incontro, dal placcaggio (vedi) fino alla creazione e allo svolgimento di una ruck (vai alla lettera R). È qui che il pallone momentaneamente si ferma: la squadra in possesso cerca di mantenerlo per continuare a giocarlo, la squadra in difesa cerca di contenderlo e possibilmente, se riesce a mettere le mani (vai alla lettera M), a conquistarlo.

British & Irish Lions: la selezione dei migliori giocatori britannici (inglesi, gallesi, scozzesi) e irlandesi. Dal 1888, anno della loro fondazione, la compagine visita i paesi dell’emisfero Sud in lunghi tour affrontando diverse partite contro le squadre e le nazionali locali. Oggi questi si svolgono ogni quattro anni.

Bunker: il termine colloquiale per indicare il processo di Foul Play Review. Introdotto negli ultimi anni, è un sistema che generalmente entra in gioco per giudicare i falli di antigioco violento quando la squadra arbitrale in campo non riesce velocemente a decidere se assegnare o un cartellino giallo o un rosso da 20 minuti (vai alla lettera C). In questo caso l’arbitro inizia ad assegnare il giallo al giocatore colpevole e chiede a un arbitro dedicato, il Foul Play Review Officier, una revisione formale dell’episodio. Questi ha otto minuti per confermare il giallo oppure decidere per il rosso da 20 minuti.

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Il dizionario del rugby: A https://www.onrugby.it/2026/01/19/il-dizionario-del-rugby-a/ https://www.onrugby.it/2026/01/19/il-dizionario-del-rugby-a/#comments Mon, 19 Jan 2026 15:58:50 +0000 https://www.onrugby.it/?p=295594 Il glossario dalla A alla Z con i termini tecnici e il gergo utilizzati nel rugby

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Il dizionario del rugby: A

Ala: tra i giocatori titolari del rugby a XV sono coloro che indossano la maglia numero 11 (ala sinistra) e 14 (ala destra). La loro funzione principale è quella di concludere le azioni e segnare mete. Per questo motivo le ali sono generalmente i giocatori più veloci della squadra e agili abbastanza da essere elusivi; più recentemente, si cerca di abbinare a queste caratteristiche anche una certa grandezza e forza fisica, così da rompere i placcaggi. Insieme all’estremo (vai alla lettera E) compongono il cosiddetto triangolo allargato (vai alla lettera T).

All Blacks: il soprannome (anche se per fama è ormai diventato il nome proprio) della Nazionale neozelandese, indubbiamente la squadra di rugby più iconica e conosciuta. Nati alla fine del XIX secolo, sono considerati una delle squadre sportive di maggior successo della storia. Sono così chiamati per il colore classico della maglia e dei pantaloncini (tutti neri), con appuntato lo stemma della felce argentata. Ma c’è anche chi ritiene, sebbene la cosa non sia confermata, che il loro nome derivi da un refuso giornalistico (una squadra che giocava così veloce che i suoi giocatori sembravano “all backs”, tutti trequarti). Prima di ogni loro partita eseguono la loro caratteristica danza, un tipo di haka (vai alla lettera H).

Annullato: si ha un annullato quando il pallone, in area di meta, viene schiacciato da un difensore. Se il pallone ce lo hanno portato gli attaccanti, si riparte con un drop di rinvio dalla linea di meta. Se il pallone ce lo ha portato la squadra in difesa, mischia a 5 metri con introduzione per la squadra che attaccava.

Arbitro: l’unica persona in campo il cui operato è incontestabile (o almeno così dovrebbe essere). È l’ufficiale di gara (vai alla lettera U) cui il regolamento del gioco demanda il compito di direzione e controllo dell’incontro in campo, affinché esso si svolga secondo le regole. È munito di fischietto cui cui può fermare il gioco in ogni momento, indicando una segnatura, un annullato o un’infrazione. Ai giocatori che si rendono colpevoli di sanzioni gravi può assegnare un cartellino giallo o rosso (vai alla lettera C), e recentemente anche assegnare un rosso da 20 minuti.

Area dei 22 metri: area delimitata dalla linea di meta e dalla linea dei 22 metri. All’interno della propria si può chiamare il mark (vai alla lettera M) o eseguire calci di liberazione.

Area di gioco: area composta dal campo di gioco (vai alla lettera C) e dalle due aree di meta. Le linee di touche, di meta e di pallone morto non ne fanno parte.

Area di meta: dove tutti gli attaccanti vogliono arrivare in possesso del pallone, dato che è qui che puoi segnare punti pesanti (vai alla lettera M ). È l’area delimitata dalla linea di meta, dalla linea di pallone morto e dalle linee di touche di meta. Essa include la linea di meta, ma non quelle di pallone morto e di touche di meta.

Ascensore: in rimessa laterale (vai alla lettera R), il modo in cui due giocatori ne sollevano un terzo per fargli raggiungere l’altezza maggiore possibile e conquistare così il pallone.

Auld Alliance Trophy: all’interno del Sei Nazioni, è il trofeo annualmente messo in palio tra Francia e Scozia. Assegnato per la prima volta dal 2018 per commemorare i giocatori di rugby francesi e scozzesi che furono uccisi durante la Prima guerra mondiale. Prende il nome dalla cosiddetta Auld Alliance, la storica alleanza siglata alla fine del XIII secolo tra il Regno di Francia e il Regno di Scozia in funzione anti-inglese.

Avanti: sono gli uomini che formano il pacchetto di mischia. Sono otto in tutto: tre prime linee (i due piloni più il tallonatore), due seconde linee e tre terze linee, a seconda di come si dispongono in mischia chiusa (vai alla lettera M).

Azzurri: la squadra per cui tante volte si soffre ma che ci regala le soddisfazioni più grandi. È il soprannome della Nazionale italiana, scesa in campo per la prima volta nel 1929; dal 2000 partecipa al massimo torneo europeo di rugby, il Sei Nazioni (vai alla lettera S), entrando ufficialmente tra le nazionali di primo livello. Sono così chiamati per il colore classico della loro maglia, il blu o azzurro savoia, che deriva dall’emblema della casa dinastica allora regnante in Italia, i Savoia.

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Il dizionario del rugby: N https://www.onrugby.it/2026/01/19/il-dizionario-del-rugby-n/ https://www.onrugby.it/2026/01/19/il-dizionario-del-rugby-n/#respond Mon, 19 Jan 2026 15:48:31 +0000 https://www.onrugby.it/?p=295617 Il glossario dalla A alla Z con i termini tecnici e il gergo utilizzati nel rugby

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Il dizionario del rugby: N

Nations Championship: istituito dal 2026, è il nome del nuovo torneo che riunisce le migliori nazionali dell’emisfero Nord e Sud in un’unica competizione strutturata. A cadenza biennale, mette di fronte le 12 nazionali più forti del mondo, con l’obiettivo di creare un percorso competitivo chiaro all’interno delle classiche finestre internazionali di luglio e novembre (per saperne di più sulla prima edizione e la sua struttura clicca qui).

Non sui propri piedi (o appoggi): un giocatore non è sui propri piedi quando qualsiasi altra parte del corpo del giocatore è sostenuta dal terreno o da giocatori sul terreno. Regola fondamentale del rugby è che il gioco viene disputato solo dai giocatori che sono in piedi, quindi chi non è sui propri piedi non può partecipare al gioco (placcare, tenere il pallone in mano, eccetera).

Numero 8: tra i giocatori titolari del rugby a XV è colui che indossa la maglia numero 8 (ma se volete un nome più creativo chiamatelo terza linea centro). Questo giocatore si dispone in terza linea (vai alla lettera T) durante una mischia chiusa e condivide il reparto coi due flanker (vai alla lettera F). Nello specifico, il numero 8 si lega nella parte terminale della mischia, controllandone i movimenti e servendo il pallone al mediano di mischia; può anche prendere la decisione di raccogliere il pallone e portare direttamente l’attacco. È un giocatore dalla forza e dimensione considerevole, impiegato come ball carrier (vedi) in attacco e, in difesa, come solido placcatore.

NZR: acronimo di New Zealand Rugby, il massimo organismo neozelandese.

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Il dizionario del rugby: M https://www.onrugby.it/2026/01/19/il-dizionario-del-rugby-m/ https://www.onrugby.it/2026/01/19/il-dizionario-del-rugby-m/#respond Mon, 19 Jan 2026 15:47:46 +0000 https://www.onrugby.it/?p=295615 Il glossario dalla A alla Z con i termini tecnici e il gergo utilizzati nel rugby

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Il dizionario del rugby: M

Man of the match: il giocatore a cui viene attribuito, dai giornalisti presenti, il titolo di migliore in campo.

Mark: quando un giocatore riceve un calcio di un avversario al volo dentro la propria area dei 22 metri può fermare momentaneamente il gioco gridando, nel momento della presa al volo, “mark”. Il gioco riprende con un calcio libero nel punto in cui si è effettuato il mark.

Maul: raggruppamento in piedi spontaneo (né chiuso né ordinato a differenza della mischia). C’è una maul quando, durante il gioco, un portatore di palla, un avversario e almeno un compagno del portatore sono legati tra loro, tutti in piedi. Essa è quindi formata da un minimo di tre giocatori, ma altri possono aggiungersi da una posizione di gioco, ovvero da dietro le linee orizzontali immaginarie che passano per il piede più arretrato del giocatore partecipante più vicino alla linea di meta di ciascuna squadra (vedi fuorigioco). Una maul impostata direttamente da una rimessa laterale prende il nome di drive (vai alla lettera D).

Mediano di apertura: tra i giocatori titolari del rugby a XV è colui che indossa la maglia numero 10. È solitamente il primo giocatore a ricevere la palla dal mediano di mischia dopo una ruck, una touche o una mischia e deve essere decisivo nella distribuzione dell’ovale ai giocatori al largo. Pertanto, deve avere grande visione di gioco, deve possedere leadership e ottime doti di passaggio e di calcio per trasmettere nei modi più diversi il pallone e dirigere nel modo più efficace l’attacco. Essendo tra i migliori calciatori della squadra, il mediano di apertura è spesso chiamato al ruolo di piazzatore, per eseguire i calci di punizione.

Mediano di mischia: tra i giocatori titolari del rugby a XV è colui che indossa la maglia numero 9. È il ruolo che fa da collegamento tra gli avanti e i trequarti. Il mediano di mischia tende a essere uno dei giocatori più piccoli della squadra, ma ha un’ampia visione di gioco: insieme al mediano di apertura prende infatti molte delle decisioni tattiche in campo. È lui ad inserire il pallone in mischia chiusa e a recuperarlo quando esce, così come solitamente è colui che dopo ogni ruck (vai alla lettera R) raccoglie il pallone e lo passa, mantenendo attiva la fase di gioco. Deve essere abbastanza abile al piede, eseguendo spesso i cosiddetti box kick (vai alla lettera B).

Meta: è il primo modo di segnare punti nel rugby, quello che assegna più punti. Come si realizza? Per segnare una meta è necessario che il pallone venga schiacciato all’interno dell’area di meta (vai alla lettera A) avversaria. Una meta vale 5 punti e offre la possibilità di effettuare una trasformazione (vai alla lettera T) per aggiungere ulteriori 2 punti.

Meta di punizione: una squadra commette un’azione di antigioco che impedisce una probabile meta avversaria, o ne impedisce la segnatura in una posizione più vantaggiosa, l’arbitro può assegnare una meta di punizione. Il giocatore responsabile dell’azione fallosa riceve una sanzione minima di cartellino giallo (vai alla lettera C) e alla squadra che ha subito il fallo si assegnano 7 punti, come se fosse stata anche trasformata.

Mettere le mani: l’azione del giocatore (vedi jackal) che arriva per primo nell’area del placcaggio e prova a rubare il pallone mettendo le mani prima della pulizia degli avversari in possesso di palla. Se l’avversario a terra prova a tenere a sé il pallone commette fallo (vedi tenuto alla lettera T) mentre colui che ha messo le mani viene celebrato dai compagni.

Millennium Trophy: all’interno del Sei Nazioni, è il trofeo annualmente messo in palio tra Inghilterra e Irlanda. Assegnato per la prima volta dal 1988, anno in cui Dublino ha festeggiato il suo millennio ufficiale come città, da qui il nome del trofeo.

Mischia chiusa (o ordinata): una delle fasi di gioco in cui le squadre si contendono in possesso del pallone, che si effettua a seguito di una infrazione minore o una interruzione del gioco. La mischia è formata solitamente da otto giocatori (gli avanti, vedi), con le prime linee a contatto e le altre a spingere o fornire sostegno. Il mediano di mischia della squadra avversaria rispetto a quella che ha compiuto l’infrazione introduce l’ovale nel tunnel tra le due mischie, dando così il via alla contesa vera e propria. Quando la palla viene inserita, la squadra che ha beneficiato dell’introduzione deve tallonare l’ovale, ovvero trasferirlo verso la coda della mischia utilizzando solo i piedi.

Mischia no-contest: le mischie diventano senza contesa se una delle due squadre non può mettere in campo una prima linea con un’adeguata formazione, o se ordinato dall’arbitro. In questo caso la squadra che introduce il pallone guadagna il possesso senza che ci sia una contesa del pallone e nessuna squadra può spingere dal punto segnato.

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Il dizionario del rugby: J-K-L https://www.onrugby.it/2026/01/19/il-dizionario-del-rugby-j-k-l/ https://www.onrugby.it/2026/01/19/il-dizionario-del-rugby-j-k-l/#respond Mon, 19 Jan 2026 15:46:07 +0000 https://www.onrugby.it/?p=295613 Il glossario dalla A alla Z con i termini tecnici e il gergo utilizzati nel rugby

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Il dizionario del rugby: J

Jackal: è la parola inglese per sciacallo. In pratica, è il giocatore che, coraggiosamente, arriva per primo nell’area del placcaggio e prova a rubare il pallone mettendo le mani (vedi) prima della pulizia degli avversari in possesso di palla. In italiano è stato di moda il termine grillotalpa, a significare lo stesso gesto tecnico. Al contrario il jackler (lo “sciacallatore”) è una figura che oggi è presente anche all’interno del regolamento di World Rugby.

Il dizionario del rugby: K

Knock-on: la definizione inglese che indica “in-avanti” (vai alla lettera I).

Il dizionario del rugby: L

Lelos: il soprannome della Nazionale georgiana, che deriva da un antico ma ancora popolare sport locale, il lelo burti, sport di contatto giocato con un pallone, abbastanza simile al rugby. Data la recente indipendenza dall’Unione Sovietica la prima partita ufficiale di questa squadra risale al 1991, ma nei decenni precedenti i giocatori georgiani formavano buona parte della Nazionale sovietica. Oggi la Georgia è tra le nazionali di secondo livello più forti, e non nasconde l’ambizione di entrare in prima fascia.

Linea dei 5 metri: linea tratteggiata a cinque metri da ciascuna delle due linee di meta. Negli ultimi 5 metri non si possono giocare mischie, rimesse laterali o calci di punizioni; tutte queste fasi di gioco si eseguono dalla linea dei 5 metri.

Linea dei 5 metri laterale: linea tratteggiata a cinque metri da ciascuna delle due linee laterali. Serve per tenere la giusta distanza tra il lanciatore della touche e i due allineamenti di rimessa laterale (vai alla lettera R).

Linea dei 10 metri: linea tratteggiata a 10 metri di distanza dalla linea di metà campo, in ognuna delle due metà.

Linea dei 15 metri laterali: linea tratteggiata a quindici metri da ciascuna delle due linee laterali. Serve ad indicare lo spazio entro cui gli allineamenti in rimessa laterale (vai alla lettera R) devono collocarsi, ovvero tra la linea dei 5 e quella dei 15.

Linea dei 22 metri: linea continua a 22 metri di distanza dalla linea di meta, in ognuna delle due metà. Sono considerate interne all’area dei 22 metri.

Linea del vantaggio: è la linea trasversale immaginaria (parallela alla linea di meta) definita dalla posizione del pallone all’inizio di ogni fase.

Linea di meta: linea continua che delimita il lato corto del campo da gioco, sono due.

Linea di metà campo: linea continua che congiunge il punto medio delle due linee laterali, dividendo il campo di gioco in due metà.

Linea di pallone morto: linea continua dietro i pali che serve a delimitare il confine ultimo tanto delle due aree di meta, quanto dell’intero campo di gioco. Il nome è indicativo del fatto che, quando la palla la supera, il gioco si ferma.

Linea laterale (o di touche): linea continua che delimita il lato lungo del campo di gioco, sono due.

Lineout: termine inglese per rimessa laterale (vedi).

Locks: termine inglese per la seconda linea (vedi).

Loop: passaggio fra due giocatori dove chi passa corre intorno al ricevitore dal quale riceve nuovamente la palla. Tipicamente eseguito fra mediano d’apertura e primo centro. Ma esiste anche il dummy loop, nel quale il movimento a girare intorno di chi ha passato la palla serve solo ad ingannare la difesa.

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