Il promoter Eddie Hearn: “L’Arabia non è interessata al rugby, ma è interessata a Henry Pollock”
Il giovane e controverso talento inglese ha firmato con una delle più grandi agenzie di promozione di eventi sportivi, che un giorno vorrebbe portare la palla ovale in medio oriente
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chiamatemi rosicone ma non ci vedo niente di speciale in questo Pollock. è un talento ma deve ancora dimostrare molto.
è un ottimo link tra trequarti e mischia ma non credo che questa caratteristica possa farlo arrivare al top nel rugby attuale come quello giocato in coppa del mondo. Deve diventare un Ardie Savea.
Poi se Eddie Hearn intende che tutti amano la sua personalità mediatica, ci può stare. Not my cup of tea ma non dico che non sia vero.
In Arabia Saudita dovrebbero avere altri problemi al momento…
Pollock, Pollock combina guai.
E dire che mi piace un casino, e dire che i grintosi mi sono sempre piaciuti ma lui mi sembra un pò patetico nel forzare questo personaggio.
Riguardo allo sciò bisnesss … ho un filo di nausea.
Credo però che il tempo sia galantuomo e quindi sono fiducioso che queste “baracconi”, alla lunga, imploderanno e resterà la storia, le tradizioni, le persone.
Si va verso il Circo Barnum. ma io ormai più che vecchio, sono antico, mi rendo conto.
Ma portatelo in Arabia Saudita e lasciatelo lì. Sono un po’ stufo di questa mentalità che con i soldi compri tutto, anche sportivi e sport telativo trasformandolo in una sorta di spettacolo circense 2.0. Ci sono centinaia e centinaia di ragazzi che si fanno un mazzo tanto per arrivare ad alti livelli, magari anche meno bravi di Pollock, ma a lui viene pagata la sbruffoneria che ne fa un personaggio mediatico. E ovviamente per chi segue il rugby, perché se domandate a qualsiasi persona fuori dall’ambiente chi è Pollock, i più eruditi vi rispondono che è un pittore e gli altri vi guarderanno con occhi bovini
E’ vero ! Pollock era un “pittore”, quello delle colate e schizzi di colore con i pennelli, peraltro figuranti nelle copertine degli immensi Stone Roses.
Metteva un disco di musica jazz ed iniziava a danzare a piedi scalzi sopra il telo o attorno alla tela schizzando di colori il supporto sul quale dipingeva facendosi ispirare dalla musica (e non solo…)