Crescita dei giovani e minutaggio, Andrea Di Giandomenico fa il punto tra Italia U20 e Accademia Nazionale
Lunga intervista al coach degli Azzurrini, dal Sei Nazioni al progetto di formazione individuale
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quindi bicchiere mezzo pieno.
Non so, ho letto l’intervista completa ieri e ci sono due aspetti che non mi convincono. Uno riguarda la nazionale under 20 dove pare che, rispetto agli anni scorsi, chi gioca all’estero o proviene dall’estero e può essere eleggibile, viene messo in secondo piano rispetto a chi fa parte dell’Accademia. Il secondo punto riguarda l’Accademia stessa dove non si ritiene preoccupato dal fatto che i ragazzi giochino poche partite perché conta la crescita in prospettiva. Ma, a mio modestissimo parere, si cresce anche e soprattutto nell’attività agonistica perché puoi essere tecnicamente, fisicamente e psicologicamente il migliore al mondo, ma lo devi provare sul campo di gioco. Ultimo punto che inserisco io e di cui non si parla nell’intervista è una domanda che mi pongo da vari anni: come avviene la selezione per l’Accademia? Siamo veramente sicuri che questi siano i migliori under 20 in Italia? C’è chi gira per l’Italia a verificare se nei campionati minori o in zone dove il rugby è meno strutturato non ci siano potenziali campioni che poi magari si fermano alla serie B o C perché il loro talento non viene riconosciuto?
Concordo
Poi fa un’analisi a metà sul minutaggio
1. Ci conta dentro anche l’under 20
2. Il computo annuale dei minuti è adeguato ma non considera che sono stati lontani dai campi 2 mesi e mezzo prima del 6 nazioni
Con questi presupposti dovrebbero dichiarare che il 6 nazioni u20 è un percorso si sviluppo, non un campionato in cui essere competitivi
Concordo, proprio perché ancora “ebbro” (dalla vittoria d?sull’Inghilterra) io il bicchiere lo vedo “mezzo vuoto”.
Concordo al 100%.
Tanto piu’ che il punto sull’aspetto fisico mi sta bene fino ad un certo punto. Quello che spesso ci manca a livello U20 (che talvolta ci si porta dietro crescendo) e’ scarsa conoscenza del gioco o skills, che dovrebbero avere la precedenza
sotto scrivo tutto il tuo post fab.
è per questo che ho scritto, quindi il bicchiere è mezzo pieno…..
un caro saluto….
a presto
Altrettanto Parvus
ma i giocatori che ora giocano in maggiore non son forse usciti dal sistema accademia che aveva settato il periodo di Aboud? poi Innocenzi decise di cambirare (secondo me grande errore) ed ora si riaggiusta di nuovo.
Forse avevamo trovato un ssitema dove la U20 era performante (un po’ meno la maggiore all’epoca) ma a me sarebbe piacuto mantenere una U20 competitiva. Dove ci siamo persi? sicuramente nel rompere e riaggiustare il sistema anziche’ modifcarlo/aggiustarlo al meglio.
Io spero solo che un future presidente non decida di rompere il sistema di nuovo e cambiare di nuovo in toto…..
Ma adesso il sistema non è praticamente identico a quello previsto da aboud che innocenti aveva smantellato e duodo ha rifatto? Chiedo per capire.
si ma se riparti da 0 ovviamente devi ritarlarlo. Per me ritararlo vuol dire far giocare l’accademia in serie A e non poche partite di coppa. Poi siccome ci dicono che i due progetti (accademia e under 20) sono slegati allora mi aspetto che in under 20 giochino i migliori anche se sono all’estero.
Diciamo che cosi ritorni al modello aboud.
Purtroppo il sistema abuod costava troppo per innocenti.
sdovrebbe esserci maggior focus sul passaggio tra giovanili e seniores, perchè abbiamo visto troppi giovai fortissimi con i pari età poi perdersi per anni mentre quelli delle altre nazioni continuavano a crescere. Perlomeno vedendo il ruolo che ha preso ora aboud e che aveva prima Fernandez e in parte credo che pure la xv serva a quello (in parte poi perchè serve anche come bacino per la maggior e quindi giustamente giocano anche giocatori più grandi).
Chris se ben ricordi era una considerazione che aveva elevato innumerevoli volte kieran.
c’è una differenza importante.. la vecchia accademia giocava nell’equivalente + o – della A1 con sede a Rademello. gli accademici venivano presi dai club (non so l’indennizzo) e giocavano 11 mesi assieme tutte le sante settimane. I club hanno visto uno scippo dei loro talenti e un assorbimento di risorse. in poche parole lo vedevano come fumo negli occhi. con Innocenti si chiuse quel percorso. Percorso assai costoso, ma che ha tirato fuori i vari Cannone, Ross, Menoncello, Garbisi, favaretto, Zuliani, solo per citarne alcuni. Contemporaneamente sono stati chiusi i campionati U20, introducendo i rientranti in U18 (cioè un numero di giocatori fuori quota) e nelle società più “strutturate” (e per me ce ne è solo una ed è la Benetton) sono iniziate le avventure delle cadette (dove si tesseravano gli U20 che non salivano in prima squadra). in contemporanea Aboud se ne andava e venivano accorpati i centri formazione. In un secondo momento si aprirono delle U23 per Zebre e Benetton (che non si è capito cosa facciano.. credo giochino poi nei club ma il minutaggio è basso basso). Qui nasce il secondo problema di come dare continuità post U20 ai giocatori di prospetto (e le polemiche fra Zebre e alcuni club che hanno tesserato alcuni giocatori (che erano da 2 anni in sostanziale naftalina). Dallo scorso anno è tornato Aboud.
Sui criteri di selezione della Accademia.. la realtà è che se entri puoi sperare nel percorso, se esci (e vai all’estero) o non entri (per scelta) difficile entrare nel giro (a meno che tu non sia un fenomeno come ad esempio Todaro). Da qui i diversi giovani bravi che sono andati soprattutto in Francia (forse un po’ presto come Ragusi o Ferrari che per me ci stavano nel giro dei convocati) o altri che non scelgono il percorso accademia sono un po’ scansati o non visti (per me Andretti, ma ho visto che lo hanno convocato per la U18).
Il problema sono i soldi (pochi e generati sostanzialmente dalla Nazionale Maggiore fra ticketing, premi 6N ma soprattuto diritti tv) a cui post covid si aggiunse un one off per la cessione delle quote della società che gestisce il 6 N ad un fondo d’investimento (CCV). Credo questo sia l’ultimo anno di entrate dalla cessione. Spero di non aver cannato troppo nella ricostruzione. Risultato finale schei pochi, e spese non ancora sotto controllo (da qui il passivo del bilancio FIR). Di fatto le entrate dipendono in toto dalla Nazionale (e dalla attività Deo Gratias della gente nei club.. entrate le fai fino al minirugby .. poi solo costi).
come scritto piu’ giu’ una volta smantellato poi devi ripartire quasi da 0 ed ora non e’ esattamente come prima. Fai conto che tutti quelli che ora giocano in maggiore provengono da questo sistema. Ma ora si deve riaggiustare e stabilizzare di nuovo. Purtroppo non sara’ come prima, quindi c’e’ stato un errore madornale in passato.
Infatti basta vedere le performance della nostra U20, c’erano anni in cui erano davvero forti, va bene che va’ ad annate pero’ ora mi sembra si aranchi troppo.
Come scritto sotto da altri, il vecchio sistema era eccellente nel formare gli U20 e serviva migliore “connessione” con le franchigie e la serie A Elite’ per fare il salto successivo.
Ecco, si sarebbe dovuto lavorare su quel punto invece di smantellare un sistema che stava dando i suoi frutti….
Al di la’ dei costi, che spero Duodo abbia considerato, il problema di questo sistema e’ “quanti giocatori di livello mi puo’ garantire in prospettiva considerando gli investimenti”?
Perche’ secondo me rimane un potenziale collo di bottiglia che non si parla con la SAE (e quindi dove questi ragazzi dovrebbero giocare per fare minuti a livello 6n e mondiale), e rischia di lasciare talenti per strada – di cui manco ci rendiamo conto magari.
Dovresti avere 2 Accademie (almeno) ma soprattutto fare giocare i ragazzi ad un livello che li prepari agonisticamente contro gente che gioca in ProD2 (almeno), URC e PREM spesso e volentieri.
Un’ altra cosa che mi piacerebbe sapere è cosa pensa Munari della formazione di adesso visto che lui mi sembra fosse molto contrario
Munari è vero era contrario al sistema aboud.