Terremoto All Blacks: staff e giocatori, nervosismo e “tutti contro tutti”
La revisione federale della stagione 2025 sembra aver fatto emergere ruggini e frizioni. All'orizzonte arriva anche una possibile alternativa per la panchina
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per assurdo uscire molto ma molto malconci dalla Rugby’s Greatest Rivalry ad un anno dal mondiale potrebbe aiutare la NZ. Oltre a costringere a fare piazza pulita dello staff attuale (e togliere dunque questi malcontenti malcelati), darebbe lo shock necessario per togliere le resistenze e dare il via libera all’eleggibilità dei giocatori che giocano all’estero: piazza pulita+eleggibilità illimitata son state (tra le altre) la ricetta del Sudafrica formato Giappone 2019. Certo, devono trovare la coppia “Erasmus-Nienaber” di turno, ma potenzialmente (e ripeto per assurdo) li renderebbe più pericolosi alla RWC 2027 che non un team AllBlacks che si barcamena abbastanza a fatica come quello di oggi
“C’è del marcio in Nuova Zelanda.”
Mah, farebbe strano vedere Scott Robertson, cioè quello che era ritenuto di gran lunga il più capace, amato e solido coach della nazione, scaricato dalla panchina della Nazionale per non essere riuscito a replicare il proprio modello di successo ed aver fatto cilecca.
Ricorderebbe molto quanto successo a Guy Noves, che dopo centotredici anni al timone di Tolosa, rispettato e stimato da tutti, alla guida dei Galletti naufragò clamorosamente.
Non so giudicare, ma queste cose le leggo e ne sento parlare da tempo. Per via di quelli che l’allenatore All Blacks deve venire fuori da quell’ambiente e basta. Ma nemmeno io penso siano indeboliti in vista della Coppa. E per Pat Lam, personalmente, stravedo.