Il Super Rugby prepara gli All Blacks per l’alto livello? Tutti i dubbi del coach Jason Ryan
Il tecnico degli avanti neozelandese riflette su quanto il campionato australe non riesca a mettere sotto pressione i giocatori nel giro della nazionale
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Il probema vero è che la macchina del rugby neozelandese, che fino a qualche anno fa sembrava perfetta, sia pur delicatissima, ha iniziato a dare segni di stanchezza. Io seguo il SR e mi sembra che non sia più come una volta quando spuntavano giocatori nuovi, fortissimi, come funghi. E il problema è la la filera, dal campionato delleprovince e immagino anche prima, che non riesce a formare fuoriclasse come una volta. In più le partite del SR hanno sempre le tribune semi-vuote (salvo a Christchurch) e la mancanza delle sudafricane si sente. In più sei squadre neozelandesi sono troppe e il fatto che gli australiani le abbiano diminuite a quattro è significativo.
Se traduco bene le parole del tecnico neozelandese:
“Bello il rugby palla in mano come solo noi sappiamo fare e che rende tanto gradevole il Super Rugby in TV, ma senza le sudafricane i nostri ragazzi non imparano a stare in trincea, men che meno a mettersi l’elmo da battaglia quando c’è da martellare.”
In parte si è visto anche con il TM contro l’Italia nonostante non fossimo nel nostro momento migliore. Su alcuni aspetti non sembra più sufficientemente allenante.
Comunque sta vivendo un bel po’ di cambiamenti il rugby mondiale, Galles in crisi nera, diversi problemi in Inghilterra, scozia fatica con l’ U20 e si aggrappa molto agli expa/ equiparati.
Il sud africa non so per quanto reggerá ancora, al momento è la squadra più forte al mondo ma più analisti parlano di uno stato sul crollo del fallimento. Economia in crisi, una marea di blackout, reati violenti a non finire e diseguaglianze spietate che sta portando pure i bianchi meno Ricchi (i ricchissimi hanno pressoché tutto) ad andate in UE o Canada.