Sei Nazioni femminile: l’Italia affonda, a Parma domina l’Irlanda
Al Lanfranchi le Verdi partono fortissimo. Troppi errori da parte delle Azzurre, che pagano alla fine un passivo molto pesante
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squadra senza capo ne’ coda, vediamo come va a finire questo torneo ma un cambio guida tecnica andrebbe valutato
Una tristezza..
Sono andato a riguardare i risultati degli ultimi anni. Nel 2019 l’Italia arrivò seconda con tre vittorie (Irlanda, Scozia, Francia) e un pareggio. Contro la Francia ottenemmo una netta vittoria per 31-12 e in campo c’erano 8 giocatrici presenti anche oggi con l’Irlanda. E ricordo che nel 2021 siamo arrivati ai quarti della coppa del mondo. Cosa è successo negli ultimi anni? Sicuramente l’addio di alcune giocatrici importanti (Bettoni, Gai, Ruzza, Barattin, Furlan), altre forse non sono più al livello di qualche anno fa, poi credo l’inesperienza di alcune giovani, infine la conduzione tecnica di Raineri prima e di Roselli (che comunque ha avuto poco tempo) poi non ha inciso positivamente, anzi e forse su questo va fatto qualche ragionamento. Insomma per anni la nazionale femminile ci aveva abituato molto meglio meglio della maschile adesso invece la vedo in grave involuzione.
La “promozione” di Di Giandomenico all’under 18 maschile fa capire qual è la considerazione della federazione verso il movimento femminile. Noi andiamo indietro mentre gli altri corrono, non andrà meglio
Semplicemente noi ci siamo croguolati sui risultati raggiunti, gli altro hanno lavorato
forse in altri campionati si sta’ andando verso un professionismo che a noi manca ? (anche in termini di infrastrutture).
Erori banali, Irlanda forte ma non superiore
L’Italia il treno l’ha perso nel 2019, nel biennio premondiale bisognava insistere sul professionismo. Ora che le altre Union, con mezzi e competenze che noi non abbiamo, spingono, ci sorpasseranno tutte. Non basta più la voglia, mai in discussione, delle giocatrici
La domanda è: chi investe sul professionismo nel rugby femminile in Italia? La soluzione potrebbe essere una URC femminile con la possibilità di creare almeno una franchigia, ma la Fir dubito si possa accollare un’altra spesa di questo livello. E ci sono privati disposti ad investire sulle ragazze? Purtroppo non è un problema di guida tecnica, almeno per il momento perché non si può giudicare dopo sole due partite. Ma se l’Italia di Raineri faticava tantissimo e quella di Roselli idem probabilmente la questione è che le altre nazioni hanno investito molto di più nel rugby femminile e ci hanno lasciato indietro. Non credo che a breve ci sia la possibilità di svoltare, credo che occorra, come in tutti gli aspetti di questo sport, una buona programmazione. Non basta sostituire il tecnico
un po’ com’e’ successo con i maschi. Quando le altre union hanno spinto sul professionismo che investimenti abbiamo fatto noi?
Mi pare che l’Irlanda abbia fatto un gran lavoro per costruire una squadra competitiva partendo dal lavoro fatto nel 7.
Se confrontiamo anche solo fisicamente le giocatrici irlandesi attuali con quelle di 3/4/5 anni fa vediamo una bella differenza. Adesso in campo ci sono delle atlete, noi siamo migliorati un pochino, ma niente confronto a loro