La FIR apre alle manifestazioni d’interesse per la cessione delle Zebre
I soggetti interessati avranno tempo fino al 15 gennaio 2025 per presentare la propria candidatura
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Dai risultati ottenuti sul campo a quelli sugli spalti e sui social, l'analisi del Presidente FIR Andrea Duodo
Diminuzione delle spese e leggera crescita dei ricavi. Le manifestazioni internazionali portano il 61% delle entrate complessive nella casse federali
Da giovedì 12 marzo parte un percorso formativo in quattro appuntamenti rivolto a tutte le società rugbistiche
Il numero uno della FIR fotografa la situazione di veneti ed emiliani pensando anche alla Nazionale
La Federazione Italiana Rugby ha ospitato AIA (calcio), FIPAV (pallavolo), FIP (basket) e FIGH (handball) con l'obiettivo di avviare un rilancio strutturale del settore
Una nuova circolare del Ministero della Salute riscrive le regole per il tesseramento
…entro il 15 gennaio…cioe’ meno di un mese di tempo per trovare un acquirente.
l’unica spiegazione e’ che ci sia gia’ l’accordo con qualcuno?
Credo di si, anche perché è un settore dove gli interessati non sono tantissimi purtroppo.
Per dire a me non dispiacerebbe che una qualche squadra di calcio accettasse di creare una polisportiva con il rugby per dividere le spese e le strutture ma tutto tace. Alla fin si parla più che altro di Padova e Rovigo e probabilmente hanno già le basi di accordo
Mi sa che la dirigenza di Rovigo si è già tirata fuori alla questione URC.
Peccato perché sarebbe la piazza con più tifosi e avrebbe uno stadio più adatto rispetto a Padova per l’ urc.
cioe’ si fa un bando la settimana prima di Natale con scadenza il 15 gennaio… Il sindaco di Milano Sala auspicava il ritorno del grande rugby a Milano spero si facciano sentire anche loro.
Se non sono dei fessi, vuol dire che un ipotetico accordo c’è già… non credo ci siano compratori che sgomitano per accapararsi le Zebre!
Gia’, peccato perche’ il potenziale ci sarebbe.
Lo auspicava talmente tanto che in 10 anni non son riusciti a mediare una volta con le società di calcio per concedere San Siro alla nazionale.
A Milano non c’è lo stadio, se non si è mosso niente fino ad oggi dubito che per il 15 gennaio si possano fare presentare progetti. Lo stadio piu’ vicino è a Legnano credo.
Amatori Milano – Nell’ultimo periodo della sua recente attività, tra gennaio 2010 e ottobre 2011, la squadra disputò le sue gare interne all’Arena Civica di Milano. Vabbe’ se manca la volonta’ politica… a me non dispiacerebbe l’equivalente di Glasgow in Italia
C’è stato addirittura un interesse dei Wasps, naufragato perché la franchigia sarebbe dovuta rimanere in Italia in Urc e non in Premier.
La stessa fonte dice che Banzato ha già pronti 5mln da investire come budget.
Ho letto anche di voci (appunto solo voci) di un interesse del presidente del valorugby per mantenere la franchigia in Emilia. Ma non è facile servono: soldi, impianto, stadio e tifosi.
Dovesse rivelarsi vero, lo soprannominerei da oggi “Banzai”
Ci sono diversi punti abbastanza nebulosi: sono d’accordo con chi afferma che sicuramente qualcuno ha già manifestato un interesse concreto, non si spiegherebbe altrimenti una scadenza così vicina nel tempo. Su Rugbypass addirittura facevano chiaro e tondo il naturale nome di Banzato, e se addirittura una testata internazionale si spinge a tanto hanno per certo delle fonti concrete.
Quello che mi chiedo è: Banzato non aveva lasciato la presidenza e l’impegno economico nel Petrarca non più tardi di qualche mese fa? E non aveva affermato abbastanza categoricamente di non avere più nessun interesse nell’investire in una franchigie Urc? Possibile che il solo cambio di presidenza Fir abbia completamente rivoltato la situazione? Ammetto di non essere abbastanza informato per darmi delle risposte
Rugbypass era praticamente la traduzione dell’articolo del Gazzettino
Stàndo a quanto scritto da un altro sito, c’è l’ interesse di Amoretti, sponsor dei maglia delle zebre e anche del paron di Reggio.
Dove si può trovare?
Rugbymeet
La questione secondo me è un’altra e qui dovrebbe intervenire la federazione. Il rischio abbastanza grosso è che un investitore che decide di tirare fuori 5 milioni l’anno vuole un ritorno, almeno sportivo, se non economico. E quindi, con buona pace dei giovani italiani promettenti, penso che ci sarà una franchigia simile alla Benetton, con molti stranieri in squadra e questo può andare a detrimento del movimento e dei giovani talenti italiani. Poi non è che sia contento se le Zebre ogni anno lottano per non arrivare ultime, ma almeno davano finora la possibilità a molti giovani italiani di misurarsi con l’alto livello. Con una franchigia privata sarà più difficile
Basta che la federazione regoli il numero degli stranieri.. tranquillo che senza l accademia.. di giovani promettenti ne verranno fuori meno.. si è già visto nelle ultime u20.. la cosa differente sarà la ripartizione di quei pochi giovani.. non ci potrà essere una disparità tra le due squadre come avviene ora..
Perdonami ma come fai a considerare un rischio un investitore privato che vuole mettere dei soldi nel rugby in Italia?! Sarà una franchigia molto simile al Benetton? Ma magari anche solo si avvicinasse!! Ti ricordo che Treviso da più o meno una ventina di giocatori alla nazionale e le Zebre 5 o 6 quando va grassa, quindi mi sembra evidente quale sia il modello più virtuoso dei due. Quanti stranieri potranno mai arrivare? Forse tre o quattro di buon livello e andrebbe benissimo così, il resto continueranno a essere tutti i giovani italiani che ci sono ora e magari qualche rientro dall’estero
Per me il rischio “giovani” é da monitorare ma penso possa essere regolato in qualche modo ( magari con doppia squadra anche in top 10 per fare giocare tutti ed impegni della emergenti) . Parma e lE Romagna hanno perso la loro opportunità, e lo dico da romagnolo che si faceva le 2 ore per andare a vedere le zebre di tanto in tanto. Stadio vuoto, risultati pessimi e poca considerazione per la nazionale ( la fatica per i vari zebrati di farsi qualche cap veramente assurda a fronte delle performance dei Benetton , penso ai Licata, krumov, Lucchin etc anche prima con Crowley e f Smith). Quindi il cambiamento penso sia auspicabile, a malincuore ma bisogna provare altro . Padova sembra favorita ma pochi mesi fa banzato ha fatto retromarcia quindi non saprei…non vorrei fosse stato tutto pilotato per lasciare definitivamente a Parma la franchigia, o con Fir o forzando la mano ad investitori locali ( amoretti ).
Bravo Michele, meriti tutto il ns. rispetto per le ‘trasferte’. Spero che in fir facciano analisi quantitative e non di campanilismo. Un bel impianto da 10,000 persone comodo da raggiungere anche con i mezzi pubblici a Roma o in un’altra grande citta’ avrebbe sicuramente piu’ esposizione mediatica. E lo scrivo da Veneto, o si ha la storia di treviso rovigo padova o e’ molto difficile, fare un’altra franchigia in veneto si rischia ancora di piu’ di polarizzare il rugby in questa zona, facendola in un’altra regione si faciliterebbe la crescita di cui abbiamo bisogno.
Rispondo a te e a tutti. Io ho parlato di rischio e di possibilità di intervento della federazione, non che sia una cosa negativa in sé. Riguardo al fatto che la Benetton cede tantissimi giocatori alla nazionale durante le finestre internazionali è palese e non c’è nemmeno bisogno di sottolinearlo. Mi preme solo che vengano messi dei paletti in modo tale che si torni ad una situazione come nel decennio scorso quando Benetton e Zebre davano più o meno lo stesso numero di giocatori alla nazionale. Riguardo poi al fatto di “tre o quattro stranieri”, lo vediamo già ora in serie A élite quanti stranieri ci sono nel domestico italiano. Chi investe se ne frega della nazionale. Se ci sono 15 stranieri di buon livello, a parità di costi si prende quelli perché non è un problema suo la formazione dei giocatori. E non vorrei tornare agli 2000 dove più di metà nazionale aveva formazione straniera. Tutto qui. Se la Fir interviene bene, se è solo per sgravarsi di un costo si rischia di buttare via il bambino con l’acqua sporca
Chiaro che in un modo ideale la città dovrebbe essere :
1)grande (quindi un bacino d’ utenza già di per se importante), geograficamente centrale ad una vasta area come possono essere Milano o Roma e facilmente raggiungibile (quindi ulteriore aumento del bacino d’ utenza),
2)possibilmente non nel triveneto (assolutamente senza polemica) ma in una zona dove sviluppare la cultura del rugby così da ampliare la platea di appassionati e praticanti.
Detto ciò, è ovvio e naturale che si va dove c’è un soggetto che propone concretamente qualcosa.
A margine mi domando come è possibile che in città come Roma o Milano non ci sia un’ entità che abbia un budget da investire di 5.000.000 di euro.
Esatto, pensiamo esattamente la stessa cosa, il termine della gara al 15 gennaio non mi pare aiuti, sospetto che come spesso accade la decisione strategica sia gia’ stata presa.
Di entità ce ne sarebbero svariate, ma onestamente a chi in Italia interessa così tanto il rugby per fare un investimento a perdere dettato solo dalla passione?
Fatemi capire: si dovrebbe evitare di domiciliare la squadra in Veneto o Triveneto per poter aumentare il numero di appassionati o praticanti ma si dovrebbe pure cercare una città in grado di aumentare il bacino di utenza e che garnatisca un pubblico numeroso e appassionato alle partite.
Pur non ritenendo che il Veneto debba essere privilegiato , io credo che, se i presupposti sono questi, il Veneto sia l’unica scelta abbastanza sicura per poter garantire un pubblico decente in termini numerici e di passione.
Aspetto di essere crocefisso in pubblica piazza
E perché ti dovrebbero crocifiggere? Hai detto la semplice e oggettiva realtà! In ogni caso, se succedesse, ti tirerò giù io dalla croce …
Innanzitutto mi spiace per Parma e l’Emilia Romagna: hanno sprecato un’occasione: io sono andato allo stadio solo una volta perché mi devo fare circa 400 km., ma l’ambiente, passione e limiti di qualità del progetto sono stati sempre evidenti. È comprensibile auspicare, o forse è meglio dire, sperare che il progetto si realizzi in un’altra regione che non sia il Veneto e possibilmente in una grande città ma è altrettanto probabile, se non certo, che difficilmente tale opzione si verificherà. Purtroppo in Italia vi sono due “patrie” del rugby: il Veneto dove ci sono realtà, organizzazione, passione e investimenti che in tutto il resto della nazione non sono neanche lontanamente immaginabili e temo ci vorranno anni, sempre ammesso e non concesso che ci si riesca mai. Il Veneto è quel fiero avamposto che consente, a noi innamorati del rugby, di continuare a sperare che, attraverso grandi risultati delle franchigie e soprattutto della Nazionale, vi possa forse essere, un giorno, un qualche effetto replica governato da FIR (e qui vi sono già tanti di quei problemi e limiti) ma che presuppone interesse, passione e investimenti di un “magnate” … il territorio e la passione verrebbero dopo. Speriamo bene.
Io sono di verona e sono andato al paganini center a vederlo, un gran bell’impianto di fatti la nazionale ci ha gia fatto un po’ di raduni. Hai ragione il veneto (e la benetton) e’ l’avamposto del rugby italiano.
Lavoro pero’ da molti anni a Parigi e l’effetto ‘replica’ dovrebbe essere vedere come hanno sviluppato il rugby qui visto che la regione del rugby era principalmente il sud ovest della Francia anni fa’. Il racing92 ad esempio giocava a colombes (impianto fuori parigi) mentre ora gioca nella U arena (l impianto che hanno utilizzato per le gare di nuoto alle olimpiadi). Se vi capita consiglio di andarlo a vedere, comodo da raggiungere e prezzi popolari (pinta di birra che costa come a parigi ma e’ li che fanno i profitti), impianto coperto e riscaldato, spettacoli scenici prima e post partita (ok un po un americanata, ma con i bambini ci si diverte).
Payanini center (precisely)
Ci sono stato al Payanini Center ed è proprio bello. Credo che anche il costruendo stadio a Mestre avrà come possibile utilizzo anche il rugby o almeno lo spero. Sono stato anche allo stadio di Padova e li si respira rugby, a Rovigo è meglio ancora lì c’è una passione che non si trova neanche a Treviso. Poi certo, come detto, il Benetton Treviso in Italia è il top in tutto e per tutto. Quanto avremmo bisogno che realtà come queste si sviluppassero un po’ in tutto il paese.
Diventa anche difficile radicarsi nel territorio se imponi storia e logo dall’alto e il budget è bassissimo per cui si è sempre ultimi se va bene con Una vittoria annua e con progetti rifatti totalmente quasi ogni anno con un via e vai di ragazzi pauroso.
Poi ahimè sono tutte piccole realtà in Emilia se penso a parma stessa ma anche Colorno, Modena, Reggio Emilia , piacenza o la Romagna e su quello non ci piove specie se non si riesce a fare franchigie espressione di un territorio e quindi di tutta Emilia e non solo parma.
A cosa serve porre il limite dei 5000 posti, se questa quantità di gente non si vede nemmeno nelle partite di cartello della Benetton
Tanto parlare della nuova tribuna (che non è stata costruita), ma alla fine quest’anno il sold-out non c’è mai stato (le ho viste tutte…).
Non so perchè quest’anno il pubblico sia calato rispetto all’anno scorso nonostante il piazzamento. O la gente è veramente stanca del gameplan offerto (ma non credo) o boh non saprei.
Credo sia il limite minimo di capienza per partecipare allo URC
Comunque sia a me spiace molto per come non sta andando il progetto Zebre: un po’ ci speravo che qualche imprenditore dell’ Emilia Romagna ci avesse investito. È una terra ricca e bella da tutti i punti di vista, ma forse questo progetto calato dall’alto non l’aveva da fare.
Padova o Rovigo sono la destinazione ideale… forse più Rovigo perché:
1 – ci sono un po’ di soldi
2 – ci sono gli appassionati
E su quest’ultimo punto la cose è chiara: il bacino d’utenza che ogni tanto si decanta fuori dal Veneto dove sarebbe?
A Parma a quanto pare no.
E se la fondassero a Roma o a Milano perché mai di punto in bianco la gente interessarsi alle squadre di rugby di campionato?
La nazionale è cosa a se.
Meglio avere 2/3 squadra blasonate e che vincono, con un pubblico numericamente apprezzabile e che traina tutto il movimento.
Ultime news… FIR Veneto commissariata e Padova in pole position secondo Repubblica e Gazzettino.