Mondiali under 20: risultati, classifiche, il tabellone delle semifinali e l’avversario dell’Italia
Si è chiusa la fase a gironi, delineando i 3 tabelloni: ecco chi affronteranno gli Azzurrini per non retrocedere
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Bon, speriamo che piova
Anche la grandine
Anche una invasione di locuste non guasterebbe
Ogni piaga biblica è la benvenuta! 🤣🤣🤣 Anche uno psichiatra nello staff sarebbe il benvenuto!
Secondo me lo psichiatra o meglio lo psicologo serve ai dirigenti, in modo che cambino modo di pensare e di organizzare, nel mondiale vediamo il frutto del lavoro accumulato, se giochi nel serieaelite o qualche scampolo di top10-topotto o 9 vi faremo sapere difficilmente batterai nazioni meglio strutturate, lo snobismo rispetto ai barbudos va messo da parte, si appoggiano ai campionati francesi(mentre noi spulciamo alberi genealogici e promuoviamo l’arrivo di argentini come se piovesse),hanno lo stimolo di un movimento rampante, giocano a tutto campo come i giapponesi(e la nazionale di Crowley, quello appena licenziato)perchè non hanno paura di osare, i ragazzi secondo me hanno fatto gli straordinari battendo i SA mica cotica e anche oggi hanno fatto una buona prova difendendo alla morte, non gli sserve supporto psicologico, serve a chi è ancora in via di formazione una struttura tecnica moderna, l’esatto contrario di quello che accade nei campionati domestici italiani.
Lo psichiatra nello staff è per tutti eh! 🤣🤣🤣Comunque, ho scritto psichiatra e non psicologo perché lui può prescrivere i farmaci e l’altro no… Qui dopo anni di minchiate, serve la chimica!
E comunque sono d’accordo che la terapia debba partire dal vertice! Ma ho dei seri dubbi che possa funzionare!
Mai perdere la speranza, un giusto diceva: sappi che se qualcosa va male, le cose possono anche essere rettificate.
Ormai il discorso mental coach è completamente sdoganato, ma se i giocatori per tutta la stagione giocano soprattutto intorno a mischie e touche difficilmente con l’autoanalisi arriveranno a un gioco aperto e con buoni calciatori..
Va beh… Non ti rispondo semplicemente perché non so cosa sia l’autoanalisi! È quella che finisce con una birra dal vicino?
E’ tipo quando il giorno dopo ti ricordano le gesta di quello prima, perchè visto che ti sei bevuto anche i neuroni non ne hai memoria, e allora pensi che è meglio cambiare fai buoni propositi con uno sguardo simile a kermit la rana, una sorta di introspezione..
Penso di aver capito!🤣🤣
Non esiste un campo di fango sintetico da usare in caso di bel tempo?
Camoto, non ho visto la partita oggi, qualcuno però mi deve spiegare come abbiamo fatto a chiudere la partita dell’altro giorno con (mi par di ricordare) zero errori di handling in quella poltiglia e (commenti alla mano) aver fatto così schifo oggi, con il sole! Cosa c’è che non torna?
Va bene che il gioco non è mai andato oltre ad un calcio del 10 con il sud africa, però non abbiamo perso un pallone a contatto! Roba mai vista prima in condizioni climatiche simili… ma anche col bel tempo! Che cacchio c’abbiamo che non va?
È abbastanza scientifica da spiegare.
Quando da piccolo giocavo in porta avevo dei guanti su cui bisognava sputarci sopra per aumentare l’aderenza.
Noi italiani cresciamo con la pelle fatta come quei guanti. È una questione di DNA che è rimasta solo a quei popoli isolati dalle Alpi.
Con l’acqua la nostra presa aumenta e diminuisce con l’asciutto.
Negli anni questo ci ha garantito un grosso vantaggio evolutivo nella pallanuoto ad esempio.
Ahh vedi… La teoria anfibia! Ottima analisi! Le famose “mani di gomma” quando rimani troppo nell’acqua al mare, quelle grinze aumentano la presa per potersi svincolare meglio nelle paludi, retaggio di quando eravamo esseri acquatici, qualche ricerca (vera tra l’altro) lo conferma! E ovviamente, noi mediterranei (latini pure) siamo avvantaggiati dall’acqua … 🤣🤣🤣
🙂 🙂 🙂
Che sorte beffarda…
…potremmo registrare i “muddy rugby” come nuovo sport …
Oggi ho visto la Francia; giocavano con una grinta come se fosse questione di vita o di morte, placcaggi durissimi ma anche grandi mani e gioco aperto ; in 14 hanno dominato in Galles, in 13 gli hanno rifilato pure l’ennesima metà.
Un altro livello. Siamo entrati nel periodo francese.
Comunque va detto che la Georgia come sistema rugby ci è superiore e lo dimostra ogniqualvolta ne ha l’opportunità. Noi al loro cospetto spariamo. Se avessero la possibilità di mettere in URC una squadra credo che in quattro e quattrotto farebbero quello che le nostre hanno fatto in dieci anni se non di più. Dategli una possibilità e un budget adeguato e questi stupiranno il mondo senza perdersi in tante menate.
Ma infatti, invece che argentini smonati di terza fascia, cominciamo ad importare georgiani, così disimparano e gli abbassiamo il livello… 😁 Largo alle tecniche più subdole!
Avevamo aboud e lo abbiamo cambiato, avevamo catt e gli abbiamo detto che non era capace, conor anche lui un mediocre e gestisce l’alto livello on Inghilterra, kieran altro brocco, e non riconfermato!!!!
Mi pare che siamo solo capaci a farci del male.
Mi pare che non abbiamo la capacità di programmare.
Dulcis in fundo, a chi diceva che la francia non era granché…., ocio ara cossa i ga fato in tredese!!!
Ciao fioi.
Dirò la mia sull’italia u 20 a breve…
Diranno, è una squadra fijica…
La Georgia si merita quello che ha ottenuto e sicuramente è in grado di giocarsela contro il Galles, il quale a sua volta pare non abbia preso la strada della Scozia, saranno anche in crisi, ma il rugby lo sanno giocare ed insegnare. A questo proposito consiglio di guardare su YouTube un video sulle finali U12 gallesi, o una sorta di torneo tra i migliori club, insomma, la palla girava come una trottola, sempre viva, sempre fissato l’avversario e passaggio, via via fino all’ala, sempre alla ricerca dell’intervallo buono e gambe, cambi di direzione, begli angoli, velocità. Si vedono pochi placcaggi perché non si cerca quasi mai il contatto, non perché non placchino, anzi. Il contatto è un incidente, meglio far girare la palla, giocare a trovare lo spazio.
Nelle nostre compagini U11 o 12 che sia, per il 90% lo schema è: palla al ciccio e sciòko. Grappoli, zero schieramento, zero placcaggi, solo sciòki.
Allora, bravo Gallorini, forte, fortissimo Odiase, eroico… ma uno che sappia giocare a rebbi ce l’abbiamo?
Gallorini con i georgiani ha sofferto
Eccome se ha sofferto. Gli servirà per capire che quando trovi l’osso devi avere i denti, altrimenti lascia perdere.
I georgiani, come si dice dalle mie parti, i xe fatti de can, sono fatti di cane, cioè sono duri, indigesti, senza paura, cancari, forti, canaglie, orgogliosi. Gallorini è della stessa pasta, ma ha quel tot di guasconeria latina, che lo distrae dal compito.
Vediamo di quanto mi sbaglio:
Francia
SudAfrica
Irlanda
Inghilterra
Georgia
Australia
NuovaZelanda
Galles
Italia
Argentina
Fiji
Giappone
Invertirei Irlanda-Sudafrica e Italia-Argentina.
L’Irlanda è andata in crescita e ha dimostrato di saper giocare duro sia sul fango che sull’asciutto.
Il Sudafrica è lontano parente dell’annata scorsa. Si fosse giocato con i 2022 non avrei avuto dubbi sulla loro vittoria finale.
Le Fiji sono un osso duro. Hanno quelle folate, come contro l’Irlanda, in cui in un amen ti fanno un paio di mete. Dobbiamo essere forti di testa (cosa che finora si è vista poco) e non lasciarsi prendere dalla frenesia. Non servono i 5 punti + 2, serve fare punti ogni volta che si presenta l’occasione
E comunque, ormai è andata, ma ci rendiamo conto che se si andava per i pali e riuscivamo a restare in partita fino in fondo ora saremmo a giocarci le posizioni da 1 a 4? È vero che la Georgia ha giocato meglio, ma gliel’abbiamo servita su un piatto d’argento
Guarda, secondo me l’avrebbero vinta comunque altro che finali per 1 al 4
Attento, non ho detto che la Georgia non se lo sia meritato e non abbia giocato meglio. Dico solo che in una partita punto a punto non è detto che vinca chi ha giocato meglio. E l’esempio lampante ce l’hai ieri sera in Sudafrica Argentina dove se c’era una squadra che meritava di più era l’Argentina che ha perso negli ultimi 10 minuti
Ora testa alle Fiji, che altrimenti ogni sconfitta la facciamo diventare una Caporetto. E non va bene. Dopo l’epica (già dimenticata) prestazione contro il Sud Africa, la Georgia ci ha battuto sotto tutti i punti di vista. Mi hanno davvero impressionato, sembravano indiavolati, dove c’era un azzurro c’erano sempre 4 o 5 georgiani. Pazzesco! Andavano il doppio di noi. Abbiamo pagato certamente lo scotto delle due precedenti partite. Però a me è sembrato, che se ne dica della nostra consapevolezza dell’importanza del match, che non lo fossimo poi così profondamente. Come ha detto correttamente in un altro post, credo FabFab, anche io ho avuto la sensazione di un approccio non abbastanza determinato già a partire dagli Inni. Non abbiamo capito fino in fondo (come è successo anche alla Nazionale Maggiore) che perdere con la Georgia oggi è per noi la peggiore delle sconfitte che azzera, ingiustamente, anche l’ottima prestazione della settimana precedente. Con il Sud Africa sembravamo noi la Georgia (che con il Sud Africa ha perso) e il Sud Africa sembrava l’Italia di oggi. C’è da dire che venivamo anche da una vittoria contro di loro nel 2022 (che mi sono riguardato lunedì), dove abbiamo vinto 36 a 19. Nella Georgia, come nell’Italia, giocavano alcuni giocatori che erano presenti anche oggi come l’incontenibile n.14 georgiano. A mio giudizio la nostra Nazionale del 2022 era più competitiva di quella odierna (tra l’altro alcuni nostri 3/4 già presenti lo scorso anno sembrano oggi regrediti, giocando poco o nulla) mentre la loro squadra è, invece, migliorata. In Under 20 è così, le annate non sono tutte uguali. Però, proprio non capisco i tanti commenti disfattisti, molti sembrano trovare soddisfazione nel dare addosso agli Azzurri. Oggi moltissimi sembrano riscoprirsi tifosi della Georgia (“dentro loro nel 6 Nazioni e fuori noi …” si legge in diversi post) piuttosto che della nostra Nazionale. Un fenomeno di autocritica (mi contengo anche se vorrei usare un termine più forte e appropriato) che, pur avendo viaggiato molto e visto partite di rugby insieme a francesi, anglosassoni e sudafricani, purtroppo è solo italiano. Per noi l’erba del vicino è sempre più bella. Specie quando nel rugby parliamo di Argentina ed oggi di Georgia. A tal riguardo desidero osservare che questi due movimenti presi giustamente ad esempio si caratterizzano per una peculiarità in comune: puntano sui propri giovani, sullo spirito di appartenenza (Diego Dominguez dixit mettendoci in guardia anche dall’ Uruguay per i mondiali) e non reclutano equiparati e naturalizzati. Mentre noi non solo vi ricorriamo, accettando di essere la seconda scelta di molti stranieri che non vengono convocati dalle loro Nazionali (e, alcuni, lo affermano spudoratamente) ma abbiamo riempito il campionato di Top 10 di giocatori esperti (non sempre di primissimo livello) provenienti dall’estero, mentre i nostri giovani promettenti siedono per anni in tribuna fino a quando cessano di essere di essere giovani. Di fatto rimanendo esclusi dalla possibilità di accedere all’alto livello. E non mi si racconti la favola che chi è forte gioca comunque. Non funziona così. Un movimento non può basarsi su due giocatori di talento, ma deve mettergli intorno un buon numero di ottimi giocatori che hanno bisogno di crescere giocando. E questo non può matematicamente realizzarsi se si ragiona come avviene per molti club del Top 10, da anni uno storico club non acquista proprio i giocatori italiani ma punta tutto su stranieri per giunta di un’unica nazionalità. Se amiamo la nostra Nazionale non dobbiamo vergognarci di tutelare i nostri giovani, proprio come fanno georgiani ed argentini.
Sì ero io che dicevo degli inni, anche se poi, vista l’intensità dell’Argentina durante gli inni con mezza squadra che piangeva, non è che questo alla fine sia stato sufficiente per vincere. Però per dominare buona parte della gara col Sudafrica sì. Riguardo a quello che dici sono d’accordo a metà. Non sono affatto contrario agli stranieri o agli oriundi, soprattutto a livello di nazionale, a patto che facciano la differenza in campo. Lo trovo più assurdo a livello di club, soprattutto di serie A Elite e dove non fanno la differenza. Anche prima abbiamo avuto in Italia i Kirwan, Campese, Lynagh, Botha e via dicendo, ma erano i migliori giocatori al mondo e i nostri ragazzi potevano solo imparare da loro. Molti degli argentini che sono arrivati da un po’ di tempo a questa parte sono delle scommesse esattamente come lo sono i nostri ragazzi che escono dall’under 20 ogni anno o ai giovani che si formano nelle società. E, soprattutto, devono giocare il più possibile, misurarsi con palcoscenici importanti. Anche a livello di franchigie, quando fai i turnover, devi avere il coraggio di mettere dentro un ragazzo in mezzo a tanti giocatori già formati. Hai avuto il coraggio di farlo con un Menoncello, che sicuramente ha qualche numero in più rispetto ad altri, ma non può e non deve essere l’unico. E comunque, soprattutto in serie A Elite, devono trovare posto. La questione è come conciliare la legge di mercato con le esigenze della federazione di avere sempre nazionali performanti. Gli stranieri sono scorciatoie utili per cercare di fare risultato e quindi rendere più popolare il rugby in Italia per poter fare proselitismo, ma poi i ragazzi devono avere basi, strutture e minuti per potere arrivare ad alti livelli. E questo per chi già passa comunque da una certa visibilità grazie alla nazionale under 20, ma ci sono tutti gli altri non convocati, ma che magari raggiungono la maturità più avanti (penso a un Lucchin) che devono essere costantemente seguiti con capacità e lungimiranza