Greenpeace contro gli All Blacks: critiche per il nuovo sponsor

La federazione neozelandese ha annunciato un accordo di partnership con la multinazionale petrolchimica Ineos

COMMENTI DEI LETTORI
  1. Toto 28 Luglio 2021, 15:34

    Pecunia non olet.

  2. max85 28 Luglio 2021, 15:47

    potrai anche togliere l’anidride carbonica ma non è l’unico inquinante di questa terra purtroppo…vabbeh, che il rugbydollaro faccia il suo corso a sto punto…

  3. Toto 28 Luglio 2021, 17:09

    Mi sono bastati pochi secondi, giusto il tempo di digitare “Barcellona Unicef” e ho trovato questo sul sito dell’Unicef”: “9 febbraio 2016 – L’UNICEF e il Barcellona Football Club hanno rinnovato per altri quattro anni la loro partnership in favore dei bambini. Il rinnovo arriva in occasione della celebrazione dei 10 anni di collaborazione tra le due organizzazioni (iniziata nel 2006) che ha finanziato aiuti per oltre un milione di bambini in 7 paesi in via di sviluppo (Angola, Brasile, Cina, Ghana, Malawi. Sudafrica e Swaziland).” Una bella differenza, no? Ora, considerando che gli AB non sono una squadra qualunque, sono alfieri del rugby, qualcosa di più etico ce lo si poteva aspettare. Vedremo il prossimo “main”.

  4. mistral 28 Luglio 2021, 18:52

    …pensa tu cosa succedeva se invece di Ineos fosse stata Amazon…

  5. Nik73 28 Luglio 2021, 20:07

    ooooh… ma che azione moralmente turpe e riprorevole, proviamo a vedere se qualcuno di noi ha il diritto di criticare;
    qualcuno di voi ha rinunciato all’automobile?
    all’energia elettrica?
    al riscaldamento (o, in questo periodo all’aria condizionata)?
    ai viaggi in aereo?
    qualcuno magari compra solo e soltanto prodotti fatti nel raggio di 50 km da dove vive e rinuncia ad acquistare quelli poco costosi fatti dall’altro lato del mondo? (che arrivano in Europa non con romantiche carovane di cammelli o con navi a vela, ma con gigantesche portacontainer…)
    qualcuno magari, visto che l’industria chimica e’ all’origine di tutti i mali, fa a meno, per citare due esempi, di tutte le medicine moderne e tutti i materiali moderni usati per costruire qualunque oggetto che usiamo ogni giorno?

    Io dico senza ipocrisia che non ho rinunciato a nessuna di queste cose, non ho nessuna intenzione di rinunciarci in futuro per cui non ho nessuna critica da fare.

    • mistral 28 Luglio 2021, 20:39

      …o agli acquisti fatti su internet (amazon o altri) consegnati da migliaia di “vettori” a gasolio che girano come api impazzite dappertutto ed a tutte le ore del giorno (e della notte, a volte)?… condivido la richiesta di sospensiva delle critiche…

    • tastiera di mat 28 Luglio 2021, 23:22

      ciao, io penso che la situazione sia molto più complessa di così, per cui non è possibile liquidarla in questo modo. ci troviamo in emergenza climatica, dal momento che il surriscaldamento del pianeta minaccia la sopravvivenza di diversi ecosistemi e la vita stessa della specie umana. vi sono numerosissime cause di questa situazione (al tuo elenco si potrebbero aggiungere le produzioni di carni e cereali, oppure il fast fashion) e tutte queste hanno concorso a creare una precisa dimensione di un certo tipo di benessere per una parte della popolazione mondiale. e questo crea il problema etico di cui parli. non vedo però come la complessità del problema possa portare a negare il problema: è innegabile che sia complesso trovare soluzioni, ma questo non toglie l’urgenza e l’importanza del farlo. molto spesso rinunciare ad un certo tipo di vita risulta complesso per motivi sociali (scegliere cibo prodotto entro 50km, viaggiare in treno anzichè in aereo, cambiare gestore della corrente elettrica, prendere bus che non sempre passano anzichè l’auto costa incredibilmente di più in termini economici, e la buona volontà non aumenta lo stipendio, checchè se ne dica) ma questo rende solo più urgente fare pressione su chi ha le possibilità di facilitare il cambio dello stile di vita, che sia un organo politico o un’azienza, anche sportiva, soprattutto quando questa azienda ha la pretesa di essere portatrice di nobili valori, come sono gli all blacks.

      • narodnik 29 Luglio 2021, 09:06

        Secondo un paper apparso qualche mese fa su Communication Heart e Environment l’attuale tasso di estinzione supera quello del Cretaceo quando si sono estinti i dinosauri,fu causata da un asteroide e l’impatto e’ ancora visibile perche’ ha formato il golfo del Messico,per recuperare ci sono voluti milioni di anni.Il processo attuale viene definito non invertibile anche se dovesse cessare l’attivita’ di sfruttamento di risorse visto la velocita’ senza precedenti di distruzione,si basa sul monitoraggio delle acque dolci e la conclusione e’ che l’estinzione in corso e’ la piu’ veloce della storia,ora visto che lo sfruttamento si intensifica di giorno in giorno non puo’ che accelerare ulteriormente,entro pochi anni il tenore di vita attuale andra’ a decadere per tornare mai piu’ a questi livelli di consumo,nel frattempo continueranno a estinguersi flora e fauna e si ridurrano le riserve idriche.Ora che qualcuno trovi da ridire su un sistema di vita,anche se e’ inarrestabile fino a quando ci saranno risorse,mi sembra piu’ che lecito.La colpa e’ di tutti e che gli AB si facciano sostenere da loro o dal WWF non cambia la catastrofe e’ in corso,GP ci ricorda che stiamo distruggendo il pianeta e lo trovo giusto.

        • mistral 29 Luglio 2021, 15:36

          …battute a parte, la situazione legata all’inquinamento mondiale è una seria preoccupazione, ma è una preoccupazione culturalmente condivisa da quanti: 500 Ml/1 Md ? sui 7,5 presunti Md di individui che popolano il pianeta… personalmente ritengo che, escluso la virtuosa (fin troppo) europa occidentale, parte degli USA, alcune realtà minoritarie del Pacifico (Aus e NZ sono un esempio), il resto del globo partecipa ai summit sulla riduzione dei gas tossici e poi implementa (se può) l’economia ed il consumo interni al grido “noi abbiamo appena incominciato a godere dei frutti dello sviluppo, lasciateci ancora un dieci-venti anni di tempo, e intanto voi, biechi ex-colonialisti imperialisti occidentali riducete i consumi e sentitevi in colpa!”… ognuno nel suo piccolo qualcosa farà, ma se miliardi di cinesi, indiani, indocinesi, (poi partirà l’enorme serbatoio africano ormai colonia cinese), ma non credo saranno i 350 milioni di europei illuminati a risolvere il problema (vero o meno, poco importa) del riscaldamento globale causato dall’emissione dei gas serra, delle emissioni carboniche di varia origine, etc etc…

  6. Nik73 29 Luglio 2021, 12:04

    Non avrei pensato ad una discussione politica su questo sito… 🙂
    Io ribadisco che per rispettare queste autoflagellazioni vorrei vedere qualcuno che pratica quello che predica, e finora non ho ancora visto nessuno, sottolineo nessuno che abbia rinunciato a una virgola dei vantaggi dati dallo stile di vita ultramoderno e ultraconsumista;
    per esempio quelli che si illudono di fare qualcosa di concreto perche’ usano la bicicletta due volte alla settimana per andare a comprare la frutta bio al negozio, e adottano a distanza un orso polare ma hanno il SUV da tre tonnellate e un’altra auto in garage (cambiate massimo ogni due o tre anni ovviamente), e vivono magari a 70 km dal luogo di lavoro mi fanno ridere, risate amare naturalmente…
    Riguardo il cambiamento climatico aprire un libro sulla preistoria fara’ scoprire che e’ successo piu’ e piu’ volte non semplicemente prima dell’uomo e dell’eta’ industriale, ma prima che comparissero i mammiferi… e succedera’ ancora e ancora dopo che noi saremo fra le specie estinte, in effetti la condizione del pianeta senza ghiaccio ai poli credo sia stata piu’ comune di quella attuale.
    La verita’ molto ma molto sgradevole e’ che lo sfruttamento progressivamente maggiore di ogni risorsa naturale continuera’ fino a che la popolazione del pianeta aumentera’ (con buona pace di Greenpeace, santa Greta e altri illusi) visto che ogni essere umano vuole mangiare, bere e aspirare ad una esistenza agiata.
    Se qualcuno ha una soluzione che non sia un’ecatombe per favore la proponga.

  7. Unforgiven79 29 Luglio 2021, 14:16

    Personalmente apprezzo la loro causa, o almeno condivido le loro preoccupazioni, ma la dialettica e le dichiarazioni di Greenpeace mi lasciano una volta di più perplesso:
    “Molti dei nostri giocatori di rugby sono di origine maori o discendenti di popoli del Pacifico, popolazioni in prima linea contro l’innalzamento del livello del mare e il cambiamento climatico. Non dovremmo chiedere loro di portare il marchio di una azienda inquinante come Ineos.”
    Era davvero difficile riuscire ad unire, in un’unica proposizione, suggestioni puerili, ragionamenti claudicanti ed uno spruzzo finale di maldestro para-razzismo.
    Complimenti!

  8. Toto 29 Luglio 2021, 16:30

    Scusate se mi permetto, ma sono convinto che accusare gli altri dicendo “tanto lo fanno tutti/c’è chi fa di peggio/tanto è inutile” sia una vecchia tattica dialettica che serva solo a giustificare sé stessi e anche che molti, anzi, moltissimi, tutti i giorni facciano qualche scelta che va verso la salvaguardia del pianeta. Non credo che gli amministratori del Barca fossero una manica di idioti, e sono del parere che quanto più si sia in vista, tanto più aumentino le responsabilità. Gli AB non hanno commesso crimini e neppure penso il loro comportamento sia esecrabile, semplicemente sono convinto che qualche messaggio più “eco”, “verde”, “etico”, o chiamatelo come vi pare, in qualche modo potrebbero veicolarlo.

    • narodnik 29 Luglio 2021, 16:52

      Il problema e’ che i danni sono irreversibili e non si puo’ arginare il fenomeno soprattutto riguardo a scioglimento dei ghiacciai e permafrost,riscaldamento e desertificazione.La superficie abitabile si riduce ogni giorno e aumentano le persone,non c’e’ modo di veicolare il fenomeno neanche bloccando l’utilizzo di combustibili fossili,non c’e’ soluzione,e anche se ci fosse l’umanita’ in genere non ha nessuna voglia di rinunciare alle comodita’.Ci stiamo mangiando il futuro dei nostri discendenti e che gli AB sensibilizzino o no le persone a riguardo con sponsor etici non cambia di una virgola il futuro.

      • Unforgiven79 29 Luglio 2021, 18:20

        Vedo tutto-nero il futuro.

      • Toto 2 Agosto 2021, 15:05

        …come dicevo prima, il succo di quel che tu scrivi è: “tanto è inutile”, quindi faccio (in questo caso gli AB facciano) quello che mi (gli) pare.
        CERTI (scusate il maiuscolo, è per sottolineare) danni sono irreversibili, altri lo sono eccome, e
        siamo ancora in tempo per non comprometterlo del tutto, il pezzo di roccia sul quale siamo aggrappati e che è casa nostra. Inoltre, perdonate il paragone un po’ estremo, ma se un aereo sta precipitando, mando i soccorsi, non gli tiro un missile, perché “tanto è inutile”.

    • Nik73 30 Luglio 2021, 10:29

      scusami la risposta tardiva ma quali sarebbero le scelte di molti, moltissimi a salvaguardia del pianeta?
      Se parli del tipico ecologista di facciata a cui mi riferivo (SUV ma bici per 10 km la settimana) e magari una bella protesta incatenandosi agli alberi o bloccando i treni una o due volte l’anno mi permetto di dissentire; chi fa qualcosa di concreto sono quelli che sono meticolosi con il riciclaggio, limitano il consumismo almeno ad un livello decente e, sopratutto, scienziati e ingegneri che ideano e studiano modi piu’ efficienti di usare le risorse che abbiamo.

      I dirigenti del Barcellona non sono deficienti, ma fanno marketing, i focus group vogliono qualcosa woke e loro lo fanno… scusa il cinismo ma tante iniziative del genere sono note come “greenwashing”, in pratica significa che l’azienda continua a operare esattamente come prima, pero’ destina quattro spiccioli per iniziative a favore dei paesi in via di sviluppo o della fauna in pericolo, un piccolo pizzo da pagare cosi’ gli attivisti su Twitter non rompono troppo le scatole.

      • Toto 2 Agosto 2021, 15:28

        Scusa Nik, ma la tua risposta è del tipo, “gli altri fanno peggio” , ergo gli AB facciano quel che gli pare. Come dicevo sopra, così come recita il proverbio napoletano che ho citato sopra nell’altro post, se ognuno fa, nel suo piccolo, qualcosa e dà l’esempio, i risultati arrivano. Perché è dal piccolo gesto quotidiano (che spesso non solo dà un risultato diretto, ne dà anche uno secondario: l’esempio l’incoraggiamento, il senso di comunità agli altri) di tanti che, imho e non solo, nascono i risultati. Anche a me stanno antipatici gli ecologisti di facciata, ma ne conosco tanti sinceri che fanno del loro meglio e i risultati ci sono. Guarda ad esempio la raccolta differenziata dei rifiuti. Poi, io sono vecchio, sento una responsabilità sociale verso la comunità, e generazionale verso i giovani. Tutte le volte che posso farò in modo di aiutare, nel mio piccolo, in modo diretto o indiretto, chi posso (giovane o vecchio che sia). Pensare al pianeta mi sembra un modo per pensare ai nostri figli, nipoti ecc., oltre che, credo che stare in un ambiente pulito sia migliore che stare in uno sporco. Se vuoi, questo è anche lo spirito del rugby, dove la partita si vince col sostegno reciproco, col sentirsi una squadra, col fare il proprio dovere al meglio senza badare se chi ci sta a fianco spinge male in chiusa, non placca, o sbaglia i lanci.

        • Toto 2 Agosto 2021, 16:12

          Scusa, Nik, sono stato un po’ frettoloso, ho riletto meglio il tuo post, e, se da un lato la mia risposta posso confermarla, in parte, verso l’incipit della tua, perché concordo sull’ecologista di facciata col SUV ecc., ma non può essere una scusa per giustificare noi o altri, in questo caso gli AB, per il resto mi sembra siamo d’accordo (quindi potevo risparmiarmi un bel pezzo del mio panegirico, ribadisco le scuse). Perché oltre agli ecologisti di facciata, anch’io perso ci sia quello stuolo di persone – che tu citi – che sinceramente fanno nel loro piccolo (quelli come noi uomini comuni, cioè non direttamente impegnati nel ramo) e nel loro un po’ meno piccolo (i tecnici/ingegneri/scienziati che si occupano della materia) quei piccoli/grandi gesti quotidiani nella direzione “giusta” . Per tornare ai manager del Barca, saranno dei furboni, tu ne sai sicuramente più di me, ma io che non capisco un’acca di calcio (e neppure di rugby, se è per quello😅), vidi spezzoni di partite e feci una piccola donazione all’Unicef. Un niente? Può darsi, ma mi piace pensare di aver fatto parte di una “squadra” e che molti altri l’abbiano fatto. Quindi, per concludere, sono convinto che la pubblicità un ritorno ce l’abbia sempre e che, proprio per questo, gli AB potevano fare di meglio.

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