Israel Folau ha rifiutato una buonuscita da un milione di dollari

Si è tenuta ieri la prima udienza sul caso del giocatore australiano, conclusasi sostanzialmente con un nulla di fatto

ph. Sebastiano Pessina

Rugby Australia ha offerto un milione di dollari a Israel Folau per uscire dal proprio contratto, ma l’offerta è stata rifiutata.

E’ quanto emerge dalla prima udienza della vertenza fra la federazione rugby australiana e il giocatore, difeso dai suoi legali.

Il giocatore ha così contraddetto quanto detto in passato, quando era stato ripreso da Rugby Australia a causa di alcune sue precedenti uscite discriminatorie basate sulle sue credenze religiose. Sul sito PlayersVoice, Folau aveva scritto che se il CEO Raelene Castle avesse ritenuto che le sue parole o i suoi comportamenti avessero arrecato danno alla federazione, avrebbe lasciato il rugby australiano.

Durante l’udienza di sabato pomeriggio sono intervenuti Folau, Castle e l’head coach della nazionale Michael Cheika. La linea difensiva del giocatore si è attestata su una linea secondo la quale i messaggi social incriminati riporterebbero semplicemente passaggi della Bibbia, e non dirette parole di Folau. Inoltre, i suoi legali contestano a Rugby Australia di non aver fatto firmare al giocatore alcuna specifica clausola riguardante i social media al momento della firma del nuovo contratto in febbraio.

Per contro, la federazione sostiene che Folau abbia violato il codice di condotta dei giocatori e le social media policies per le quali aveva già ricevuto un avvertimento lo scorso anno, in occasione di altri suoi messaggi discriminatori nei confronti degli omosessuali.

Su questa base la decisione di rescindere il suo contratto da quattro milioni di dollari sarebbe quindi coerente e valida.

Il panel di giudici composto da John West, la rappresentante federale Kate Eastman e il rappresentante dell’associazione giocatori John Boultbee ha deciso di non prendere una decisione definitiva, rimandandola alla prossima settimana. In ogni caso, la questione potrebbe protrarsi per mesi.

onrugby.it © riproduzione riservata
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  1. tony 5 maggio 2019, 10:34

    può anche essere che abbia detto che avrebbe lasciato la federazione , ma non è specificato a che cifra …. 🙂

    • Obelix-it 5 maggio 2019, 12:02

      Lo aveva detto * la volta scorsa*, quando veva avuto in prima istanza un colloquio ‘ricervato’ di chiarimento con la federazione.
      Stavolta la federazione (o per meglio dire, Quantas..) è partita diretta col licenziamento, senza avere basi legali. E’ una situzione diversa, e viste le ‘minacce’ ricevute da chi lo ha appoggiato , non mi meraviglia che intenda portare il caso ai piu’ alti livelli.

  2. bangkok 5 maggio 2019, 11:54

    Questa situazione sta agitando parecchio le acque anche all’interno dello spogliatoio: molti giocatori isolani (es. Tongan Thor) essendo molto religiosi, non vedono di buon occhio queste prese di posizione della Federazione australiana.

    • giomarch 5 maggio 2019, 14:17

      Altri come poccok invece non si sentono a loro agio a giocarci assieme..
      L’unica cosa certa è che indipendentemente dalla conclusione della faccenda il mondiale dovrebbe salutarlo…
      Non so chi ci perda di più..

      • nergal 6 maggio 2019, 00:37

        pero lo stesso pocock o hooper ci hanno giocato tanti anni insieme e non penso che folau abbia queste opinioni sull’omosessualità da poco.
        tutta la questione mi sembra una forzatura sia da una parte che dall’altra

    • Giambo 5 maggio 2019, 16:23

      Folau di sicuro al Mondiale non ci va, dato che una sua convocazione, dopo tutto questo baccano mediatico, esautorerebbe la Federazione Australiana. E tutto perché Folau non è capace di collegare il cervello alle mani quando scrive sui social…

      • mistral 5 maggio 2019, 21:11

        …direi che il cervello ce l’abbia, e sappia anche usarlo, che poi le sue convinzioni religiose siano discutibili è altra cosa… ora sta giocando al rialzo: mi volete licenziare? dimostrate la giusta causa… e se la “giusta causa” sono le mie convinzioni religiose allora qualcosa non funziona nel ragionamento… altro che senza cervello!

  3. luis 5 maggio 2019, 18:55

    bah . . . . .se intanto vuole venire a Treviso per un paio di annetti a mantenersi in forma e a divertirsi a giocare . .

  4. RigolettoMSC 5 maggio 2019, 22:33

    Credo che ci sia un piccolo problema di soldi, l’ingaggio di Folau vale metà del budget di Treviso… 🙂

    Comunque se non ha firmato nulla su cosa e quando potesse scrivere sui famigerati social, la vedo dura dimostrare la giusta causa. Sarà, anzi è, un fuoriclasse anche nella “bigotteria” ma primo non è una colpa (penale), secondo su questi c@770 di social ha espresso solo il suo pensiero. Cacciare uno per come la pensa, anche se la pensa un po’ strana (per la federazione australiana o per i suoi sponsor che è la stessa cosa) non mi pare il massimo. Va bene che il diritto anglosassone segue in genere strade che per il diritto nostrano, basato su quello greco-romano, paiono a volte piuttosto ardite (quantunque spesso pragmatiche), ma qui la vedo dura assai dimostrare che per un “reato” d’opinione una federazione nazionale possa cacciare un suo tesserato. Boh, vedremo.

  5. Mich 8 maggio 2019, 16:18

    “La linea difensiva del giocatore si è attestata su una linea secondo la quale i messaggi social incriminati riporterebbero semplicemente passaggi della Bibbia, e non dirette parole di Folau.”
    Quindi sono concetti che Folau, pur non condividendo, si è limitato a riportare per mera divulgazione e cultura generale?

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