Il piano perfetto della perfida Albione

Dominio fisico, gioco al piede, voglia di vincere. Una vittoria fantastica analizzata pezzo per pezzo

COMMENTI DEI LETTORI
  1. kinky 6 Febbraio 2019, 09:38

    Totalmente sorpreso dalle performance di Tuilagi e Slade!

  2. Parvus 6 Febbraio 2019, 10:53

    una cosa è certa che gli inglesi faranno con noi un blando allenamento e nessuno dei nostri avrà un referto medico come la terza centro irlandese

    a buon intenditore poche parole.

  3. Marte_ 6 Febbraio 2019, 11:10

    Che dire.. complimenti alla redazione

  4. mic.vit 6 Febbraio 2019, 11:46

    bella analisi come sempre!!
    la mia domanda retorica è…riusciranno gli inglesi a bissare una prestazione del genere? secondo me no…l’hanno giocata come una finale…come giocarono contro il Galles lo scorso anno portandola a casa…tutta fanteria e calcetti tattici, poi arrivarono sfiniti ed infortunati in Scozia e le presero di brutto, persero la bussola e finirono il 6 nazioni penultimi…hanno anche perso itoje giocatore fondamentale per il pacchetto avanzato…vedremo già domenica contro la Francia se saranno in grado di mantenere lo stesso livello di scontro…io personalmente non ci credo…

  5. Mr Ian 6 Febbraio 2019, 13:14

    Gli inglesi hanno intimidito l Irlanda da subito, attuando una vera e propria caccia all uomo che forse poteva costare qualche fallo, ma anche cartellino in più. Se a questa si aggiunge anche la prova poco felice di Henshaw estremo, allora abbiamo il metro della vittoria inglese. Detto questo, non ho mai visto la nazionale di Jones giocare così bene.

  6. Zamax 6 Febbraio 2019, 19:35

    Il succo del discorso, anche alla luce dell’articolo, a me pare questo: che l’Inghilterra si è “irlandizzata” nella fase difensiva, senza però imitarla nella fase offensiva, per la quale ha preferito optare per un gioco speculativo usando bene il gioco al piede. Ragion per cui se una squadra ha soffocata l’altra nello scontro tra le due linee, solo l’Inghilterra ha realizzato un gioco offensivo che si è rivelato efficace. Ma questo sul presupposto dell’efficacia dell’azione difensiva.
    La differenza con l’Italia di O’Shea – a parte naturalmente il gap tecnico – è che noi difendiamo, anche efficacemente, ma quasi sempre in arretramento, e non riusciamo mai a soffocare sul nascere l’avanzamento della squadra avversaria e magari a prenderla in contropiede, perché la nostra organizzazione difensiva rimane “statica” rispetto a quella dei nostri avversari, e perché nel rugby di alto livello dei nostri tempi è sempre più la velocità e la tempestività organizzata, più che la forza bruta, a creare la “potenza” della linea di difesa.

    • Zamax 6 Febbraio 2019, 19:54

      Ed infatti Joe Schmidt, senza perdersi sui particolari o “piani speciali”, ha detto:
      “Ci hanno surclassato fisicamente. Non mi ricordo una partita nella quale siamo stati dominati a questo punto nei contatti. Avevano così tanta potenza con l’ovale in mano che noi siamo stati in difficoltà nel contrastare i loro portatori di palla. Bisognerà riflettere su questo nel prossimo futuro: salire ancora più veloci in difesa per evitarlo. E inoltre l’uscita della palla da parte nostra è stata troppo lenta, cosa che ha facilitato il loro compito in difesa.”
      Non parla di contrapporre la potenza alla potenza, ma la velocità alla potenza, perché è la velocità (organizzata) che fa la potenza.

  7. Parvus 7 Febbraio 2019, 08:35

    mi unisco anche io ai ringraziamneti verso la redazione per questo splendido articolo…, come molti atri.

    una cosa è molto bella e un grande passi in avanti è stato fatto, non sentir parlare che l’inghilterra è stata cinica….

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