Una coperta sempre troppo corta

Se gli azzurri dimostrano un’attitudine migliore in difesa, in attacco continuano i passi indietro. E il copione rimane identico anche in Scozia

ph. Sebastiano Pessina

È sicuramente apprezzabile che Conor O’Shea e Sergio Parisse cerchino sempre di sottolineare il buono che c’è nelle prestazioni dell’Italia e di guardare alla faccia pulita della medaglia. Ed è altrettanto naturale che entrambi, in conferenza stampa, rimarchino la bontà degli ultimi dieci minuti, quasi come se fossero gli unici di cui bisognerebbe tenere conto per decifrare effettivamente la nazionale italiana. O come se i precedenti settanta fossero appartenuti a un’altra partita.

Il problema, evidente, è che non è così. E di quell’ultimo frangente di partita, oltre alle notevoli qualità di Federico Ruzza, resta in realtà solo quella fastidiosa incertezza su dove inizino i meriti dell’Italia e i demeriti della Scozia, visto che un parziale di 0-17 in sette minuti stona parecchio con quanto accaduto in precedenza. L’Italia però è anche quella: quella dei 14 secondi trascorsi nei 22 avversari dopo oltre un’ora di gioco, del 35% di tempo trascorso nella metà campo avversaria, delle scelte cervellotiche e delle strategie rivedibili. Prendete tutto questo, aggiungete un pizzico del «fantozziano» – come l’ha definito Parisse – virus intestinale di inizio settimana e otterrete il 32-3 maturato dopo 62 minuti.

Coperta sempre corta

In genere, le partite dell’Italia nel Sei Nazioni sono come una biglia posta su una superficie appena inclinata, che diventa impossibile da fermare a meno di interventi straordinari. In Scozia il copione è stato lo stesso, eppure le prime battute del match avrebbero potuto far pensare ad altro. Rispetto allo scorso anno, nonostante la meta arrivata comunque al 12′, c’erano stati cenni di discontinuità: la predisposizione a fare la guerra, a dare battaglia centimetro dopo centimetro, l’attitudine al placcaggio e in generale la fase difensiva sono state migliori di altre volte, pur con il solito difetto dei pochi placcaggi in avanzamento (8, contro i 21 della Scozia).

Pur avendo compensato in parte da un lato, l’Italia tuttavia si è ritrovata a imbarcare acqua da tutte le altre parti. La fase offensiva sembra compiere ancora passi indietro, sia a livello strutturale sia per il decision making dei singoli che non migliorano. Gli infortuni hanno pesato e continueranno a pesare, ma al loro fianco ci sono anche problemi di lungo corso come un eccessivo individualismo che va a braccetto con un dispendio di risorse troppo grande nel conservare il possesso su ogni punto d’incontro (e non mancavano di certo i ball carrier in questo caso).

In più, si sono rivisti certi errori banali che sembravano essere stati accantonati negli ultimi tempi e diversi palloni fatti cadere a terra, che sono stati i principali motivi per i quali gli azzurri si sono ritrovati solo a difendere. Chi pensa che sia stato un problema prettamente di indisciplina, difatti, rimarrà interdetto: gli uomini di O’Shea hanno commesso appena quattro falli in ottanta minuti, un dato insolitamente basso per gli standard della nazionale e quasi sorprendente se si pensa alla quantità di tempo trascorsa in trincea.

Per quanto l’Italia cerchi di migliorare e di diventare una grande squadra, insomma, gli azzurri faticano ancora a mettere insieme una prestazione di alto livello, in tutti i reparti e in tutti i settori di gioco. Aumenta l’intensità in difesa, ma diminuisce la pericolosità offensiva; cala l’indisciplina, aumentano i turnover. All’aumentare delle sconfitte consecutive nel Sei Nazioni (18), almeno non sembra diminuire l’energia e la positività di Conor O’Shea nel voler mandare avanti questo progetto, nonostante limiti e difficoltà del movimento italiano. È già una piccola fortuna.

Cosa resta per il Galles?

Il CT irlandese e lo staff tecnico dovranno sciogliere alcuni nodi di natura strategica e tattica in settimana. La scelta di calciare regolarmente in campo e non verso la rimessa laterale è stata quantomeno rischiosa per due ragioni: gli scozzesi puntano di base a tenere la palla viva per il maggior tempo possibile e sono particolarmente abili nel contrattacco con i trequarti. Non sono stati deterrenti abbastanza forti da far cambiare idea a O’Shea e soci, che hanno riposto grande fiducia nella capacità degli azzurri di formare una linea di pressione difensiva sufficientemente buona per limitare il loro triangolo allargato.

A conti fatti, la linea difensiva italiana non si è comportata male considerando gli avversari – Stuart Hogg su tutti -, ma il dubbio è se questo tipo di scelta sia ‘sostenibile’ per le qualità degli azzurri. Il gioco tattico di questo tipo (e mettiamoci anche gli up&under e la caccia del pallone dopo un calcio) non è mai stato un pezzo forte dell’Italia, tant’è che O’Shea fu costretto a cambiare direzione dopo aver scelto questa strada per una serie di partite nella sua prima stagione italiana.

Resta anche la curiosità di vedere a pieno regime questa linea di trequarti, perché Tommaso Castello e Luca Morisi hanno potuto lavorare poco o nulla insieme la scorsa settimana (sempre a causa del virus) e perché a Michele Campagnaro e Angelo Esposito non sono praticamente arrivati palloni quando ce n’era bisogno (oppure sono state forzate delle giocate per attivare il prima possibile il giocatore dei Wasps, spesso in maniera controproducente).

I dubbi superano le certezze, ma non è una novità. Il Sei Nazioni 2019 ha presentato subito un conto piuttosto salato per tutte le difficoltà, le sfortune e le inadeguatezze dell’Italia, che dei buoni dieci minuti in un contesto influenzato dal risultato (e in cui due mete su tre di fatto sono inventate dal nulla dalla giocata di un singolo, Ruzza) non possono in alcun modo modificare. Sono stati un palliativo, ma il paziente è ancora molto malato.

Daniele Pansardi

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  1. LiukMarc 4 febbraio 2019, 09:16

    Tanto si è già detto (colpa di Co’S, dello staff, della Fir, dei giocatori, vabbè), a me una cosa rimane impressa dopo 2 giorni che è la capacità e confidenza nel giocare alla mano che avevano gli scozzesi rispetto a noi. I nostri tendevano a caricare dopo 1-2 passaggi, quando invece muovendo la palla al largo (velocemente) si potevano prendere gli scozzesi un minimo scoperti. Posto che loro ce lo rendevano difficile salendo subito sul secondo ricevitore, ma comunque ricordo nel primo tempo 2-3 casi eclatanti.
    Ok, le cose sono due, io mi sogno ancora la trasformazione sbagliata di Esposito…

    • sanfrancesco 4 febbraio 2019, 13:13

      no mai infatti, chi e come ha fatto a sbagliare quella trasformazione??

      • Totalmente incompetente 4 febbraio 2019, 16:09

        Non ho visto bene, ma mi pare che l’abbia tentata Esposito, che aveva il pallone avendo segnato la meta, con il calcio di rimbalzo direttamente. Penso stessero cercando di accelerare i tempi della trasformazione per cercare di fare l’ultima meta per i punti di bonus

        • Mec 4 febbraio 2019, 19:07

          Si ha calciato veloce per accelerare i tempi, però ha preso il palo. Si è vista sono nel replay.

          • Mec 4 febbraio 2019, 19:07

            Solo*

  2. pippuzzo 4 febbraio 2019, 09:37

    Le poche partite, o meglio i pochi spezzoni di partita, ben giocati dall’Italia di O’Shea, sono stati quelli in cui si è tentato di tenere la palla, idea che peraltro è propria anche delle 2 franchigie in Pro 14, anche se con caratteristiche diverse. Come O’Shea pretendesse di avere più possesso calciando su Hogg è un mistero. Adesso c’è un’altra squadra che ha ancora i punti più forti dietro e in touche, meglio di sicuro degli scozzesi in touche, cosa facciamo, calciamo in faccia, alla pletora di Williams e Davies e compagnia bella che ha il Galles, o cerchiamo di lottare contro Tipuric e company? Io preferisco la seconda. Tipuric e Navidi ci prenderanno qualche possesso in mezzo, ma almeno avremo giocato secondo le nostre caratteristiche: non abbiamo mediani che siano in grado di impostare un gioco di calcio all’irlandese, non abbiamo ali che siano buoni saltatori, difficilmente contestiamo le touche avversarie (con Ruzza potremmo farlo di più, ma poi bisognerà vedere quanto paghiamo in maul), non ci rimane che schierare un buon mix di bal carrier e fetcher, possibilmente tutti con buone attitudini difensive. Negri non ha impressionato ma non penso sia giusto metterlo in discussione. Parisse per me ha giocato benino e con buona continuità. Steyn abbastanza spento. Tuivati ha giocato nell’unico momento in cui abbiamo avuto la palla in mano, difficile giudicare la sua prestazione, di sicuro ci ha provato. Potrebbe essere la volta di Barbini, per me al posto di Steyn. Intendamoci, tutti chiedono Barbini a gran voce, Barbini gioca bene da almeno 3 anni in Top 14, è giunto il momento che giochi, che dimostri di poter difendere a questo livello contro Moriarty, Navidi, Tipuric e Parkes, e che dimostri di essere anche un soluzione credibile in fase offensiva. Che Campagnaro torni al suo posto. Che lo si affianchi con uno tra Castello e Morisi. 2 ali al posto delle ali (ne hai 2 e mezza, la mezza èPadovani).
    Nei 5 davanti facia quello che vuole in prima linea, magari provi una linea tutto Benetton dal primo minuto con Traore Bigi Ferrare. E dietro linea verde con Sisi Ruzza. Insomma giochiamocela. Ne prendiamo 25? Nulla di nuovo.

    • tony 4 febbraio 2019, 09:52

      @Pipuzzo ieri stavo pensando più o meno le stesse cose ….. resta che le cose che facciamo le dobbiamo fare con maggiore intensità, impatti, pressione, placcaggi avanzanti, movimento della palla , etc. e miglior organizzazione.

    • RickyR 4 febbraio 2019, 09:54

      Navidi per fortuna non è un mago palla in mano (ma sarà da ripulire bene perchè placca come Hooper e scava come Pocock…) ed hanno fuori quell’ira di Dio di Faletau! Hanno novità nei due mediani e potrebbero non ingranare bene! Ma se tiriamo calci a North, Williams e J.Davies, in bocca al lupo per noi tifosi…

      • Mr Ian 4 febbraio 2019, 11:26

        Pensando al Galles e alla prestazione fatta contro la Francia, soprattutto il pack, penso che rivedrei un pò la terza linea dell Italia. Alla fine Navidi, con tutti i suoi limiti, ad avercene, ha annullato Picamoles, oltre che placcare come un dannato. Non vedro come i nostri ball carreer visti sabato possano impensierire la terza linea gallese. Io stravolgerei il reparto buttando dentro Mbanda e Barbini con Negri. Riduco il peso ma aumento dinamismo e tecnica.
        Quanto ai mediani gallesi, le condizioni climatiche un pò hanno condizionato le loro prestazioni che cmq non sono state eccelse. Certo è che se contro un attaccante come Anscombe, non si mette una terza a pressarlo, può fare quello che vuole.
        Quanto al triangolo, North nel primo tempo ha sofferto come non mai, proprio perchè gli calciavano addosso di tutto. Potremmo farlo anche l Italia, ma poi si ritorna al discorso dell esecuzione del piano di gioco, se gli calci in bocca senza mettere pressione, North va in meta dritto per dritto

        • pippuzzo 4 febbraio 2019, 11:51

          Questo è il concetto di avere la coperta corta. Facciamo tutto, o quasi, peggio degli altri. Ma non possiamo permetterci di impostare una partita basandoci su quello che facciamo peggio. E cioè calciare in campo per paura di difendere le Maul. Normalmente cerchiamo il possesso e cerchiamo un paio di sfondamenti, facciamo quello. Per prevedibile che sia, quello sappiamo fare. La presenza di una mediana non propriamente spaziale non é che ci deve impedire di provare a fare arrivare le palle al largo per prendere i metri che ci verranno concessi all’esterno. Tutte le celtiche ormai difendono così. Chiuse al centro e scivolamento. Lì ci sono i metri che possiamo prendere e poi provare a entrare nei 22. Qualche problema dj placcaggio nell’1 contro 1 alle ali gallesi possiamo provocarlo. Non è perfetto perché Alun Wynn jones è un mago a tenere su i ball carrier e a forzare il turn over, anche Treviso se n’è accorta in campionato. Ma non é Che puoi smettere di fare quello che sai fare in maniera passabile per fare quello che proprio non hai mai saputo fare.

    • LiukMarc 4 febbraio 2019, 09:59

      Temo che il piano non fosse “calciare su Hogg” ma calciare negli spazi (che spesso Seymour lascia scoperti), per far correre Hogg all’indietro, un po’ come han fatto gli inglesi con Henshaw (e ha funzionato alla grande). Certo, da un lato devi saper calciare cosi, dall’altro capire che se non funziona serva un’alternativa (e su questo lo staff sembra non lavorare, non so se perchè non si fidano della capacità dei giocatori di cambiare in corsa, non hanno idee o altro)

      • geo 4 febbraio 2019, 10:12

        Non credo che uno staff di professionisti non abbia idee. Forse le ha diverse dalle nostre. Ma sicuramente ha più informazioni di noi sui giocatori che poi sono quelli che vanno in campo. Alla fine puoi fare tutte le riflessioni che vuoi ma se i giocatori non vincono gli impatti e non tengono palla c’è poco da fare i teorici. Il dubbio è che sono gli stessi giocatori che in pro14 se la giocano con le scozzesi…forse erano veramente giù fisicamente…è una spiegazione che provo a darmi per non entrare nel loop di OS incompetente, incapace ecc….

        • massimiliano 4 febbraio 2019, 12:25

          geo te lo chiedo con simpatia: meglio il loop o le fette di salame sugli occhi? quante volte hanno fatto scelte che perfino noi incomeptenti chattisti abbiamo definito, diciamo, poco condivisibili prima di un incontro, e a partita finita le cose sono andate esattamente come temevamo? io non do dell’incompetente a nessuno, ci mancherebbe, ma mi sembra che gli ingranaggi di questa macchina nopn siano tanto affini gli uni agli altri. e più eufemistico di così non riesco ad essere… 🙂

      • pippuzzo 4 febbraio 2019, 10:30

        Certo, è vero, ma la realtà è che quel tipo di gioco non solo non abbiamo calciatori in grado di farlo realmente bene, ma che non sono neanche abituati a farlo, nè dalla base della ruck, nè dai 22, nè dalla metà campo. e che se anche riuscissero a calciare bene negli spazi, di là c’è comunque Hogg e se gli dai spazio lui te la riporta addosso una volta su due e ti va bene finchè sei coeso e fresco ma prima o poi il tuo pilone in debito d’ossigeno lo trova. Se poi non era una scelta offensiva e cioè una scelta dettata dalla volontà di andare a mettere pressione, ma un problema difensivo, come traspare dalle parole di Esposito che esplicitamente riferisce la scelta al problema della difesa sulle touche e maul, allora a maggior ragione la tattica era sbagliata. Dobbiamo difendere le maul al meglio che possiamo, e uscire dal campo se necessario secondo me. E dobbiamo tenere la palla quanto più possiamo per sviluppare un gioco offensivo che non siamo in grado di fare calciando. Giochiamo con Castello e Campagnaro, Negri e Steyn, ed Esposito, dobbiamo correre. Anche perchè i nostri “calciatori” non sono certo i migliori del lotto. Sul piano B: c’era, era quello che si è visto nel finale secondo me, messo in pratica dai giocatori che il piano A non lo avevano neanche preparato e che lo praticano ogni giorno nelle due franchigie. Percussione-percussione-apertura-percussione-offload. Abbiamo due franchigie che, con risultati differenti è vero ma c’entra poco, giocano a portare palla (meno Treviso che ha qualche alternativa in più con i calci) e a cercare offload e noi cerchiamo gli spazi, variamente coperti da Hogg, Seymour e Russell? Io nei primi 60 minuti non ho visto un offload, ho visto che sotto pressione calciavamo in campo che non sotto pressione calciavamo in campo, che le risalite si fermavano comunque a metà campo quando andava bene. Non penso possiamo ripermettercelo contro il Galles, perchè ci fanno un culo doppio rispetto a quello che ci ha fatto la Scozia. Sarà sicuramente più difficile correre in faccia a questi che non alla Scozia ma non è che possiamo fare altro.

    • Jason85 4 febbraio 2019, 14:08

      Sono d’accordo su tutto, in particolare è stata impressionante la scelta di calciare sempre in campo e sempre sui loro migliori ricevitori… in particolare nell’ultima azione del primo tempo è stato qualcosa di imbarazzante il calcio dentro che abbiamo fatto, Se non ricordo male con Esposito

  3. andreac 4 febbraio 2019, 09:50

    Rivisto la partita (sono masochista), chiaro l’impatto dato dalle sostituzioni. Ruzza, tuo sito, padovani e McKinley hanno dato un po’ di vivacità alla manovra italiana. Un po’ sottotono rispetto ai.loro standard Budd e negri, ma ci sta. C’è da capire quanto merito sia di questo giocatori e quanto abbiano concesso gli scozzesi in riserva di energie e già appagati. Certo che i due offload di Ruzza che hanno permesso le mete italiane sono un gran bel vedere ed un giocatore così come anche Barbini, non li lavoro in panca. Ma tant’è,vedremo cosa studiera’ lo staff perché per il mio modesto parere la tattica di sparare il pallone all’avversario senza assicurarsi un po’ di possesso, a questo livelli lo paghi caro e si è visto. Devono oliare anche i. Meccanismi in difesa altrimenti sono dolori

    • andreac 4 febbraio 2019, 09:56

      Tuivaiti ….correttore terribile

      • pippuzzo 4 febbraio 2019, 10:39

        Sai cosa hanno fatto, oltre ad approfittare delle riserve scozzesi e dell’uomo in più? Hanno semplicemente fatto quello che fanno ogni giorno in allenamento e ogni sabato in partita. Punto d’incontro riciclo apertura correre nello spazio e cercare offload.

        • andreac 4 febbraio 2019, 11:15

          Infatti hanno giocato come fanno sempre e l’hanno fatto bene

  4. Amedeos 4 febbraio 2019, 09:53

    Finchè continueranno a dire che Ed Jones non rientra nei loro piani, finchè qualcuno dirà che è giusto prolungare il contratto a COS, finchè non si aprirà la terza franchigia, con tanta buona pace di quelli he pensano che basta solo Treviso, visto che l’U20 ( con allenatori autoctoni eh!) ormai vince con una buona continuità, e questi ragazzi hanno bisogno di giocare a certi livelli per migliorarsi ed evidentemente le accaemie alla fine pare funzionino…..questi saranno i risultati.

    • RickyR 4 febbraio 2019, 10:03

      Scusa l’ignoranza Amedeos, ti voglio fare una domanda vera, non ha nulla di provocatorio:
      come si può pensare di volere una terza franchigia quando dopo anni di brutte figure, solo una riesce ad essere un minimo competitiva e l’altra continua ad essere quella che dà 10 punti a stagione a tutte le altre? Per non parlare dei soldi che richiederebbe una terza con gli introiti del 6 nazioni che con il nuovo contratto Guinness che dà meno soldi e presenze all’Olimpico in calo da tempo?
      L’Irlanda con il suo bacino da cui attingere ha 4 franchigie, il Galles che ha quei numeri ne ha 3 e mezze (perchè newport è sui livelli delle zebre), la Scozia che potrebbe avere i numeri del Galles ha ben deciso di dedicarsi a 2 franchigie…come possiamo noi pensare di tenerne due come loro? Non contare gli abitanti dell’Italia…. a mio avviso la soluzione sarebbe Treviso unica nella lega celtica e valorizzare davvero l’Eccellenza! Mi piacerebbe una risposta argomentata perchè ripeto, non sono provocatorio, ma cerco un confronto con qualcuno che ne sa di gran lunga più di me!

      • LiukMarc 4 febbraio 2019, 10:10

        Avere un Top 12 (o come cavolo si chiama) di livello appena sotto il Pro14 sarebbe una gran cosa. Temo però ci vorrebbero anni, investimenti e una unione di intenti (in Fir e tra i club) che faccio molta fatica a vedere

      • Amedeos 4 febbraio 2019, 10:13

        Sul calo delle presenze all’olimpico è evidente che incida il tipo di partite che perdiamo e soprattutto come le perdiamo, le tre franchigie ovvio che avrebbero un maggior impatto economico, con risultati non esaltanti per tutte e 3, ma l’eccellenza non garantisce il livello, che invece tanti ragazzi hanno ad esempio Lamaro, Bianchi, Koffi ecc. non riuscendo a trovare continuità. In fine, una franchigia al centro/sud, consentirebbe di attingere ad un bacino di rugbysti dimenticati da Dio. Alla fine avresti anche più giocatori tra i quali attingere e se uno sui acciacca durante il riscaldamento, a uno viene il virus e così via. Allo stato attuale è impensabile passare da eccellenza a 6N.

        • geo 4 febbraio 2019, 10:50

          Bellini passò da eccellenza a Mondiale…

          • Amedeos 4 febbraio 2019, 10:58

            Era il 6N, per poi tornare in eccellenza come Odiete

      • narodnik 4 febbraio 2019, 10:35

        treviso per essere competitiva ha un miliardario dietro che ci carica 4-5 milioni all anno,fatto che gli permette di avere ampia rosa e gli stranieri giusti per essere competitiva,le zebre sono zeppe di stranieri di altro livello e i risultati li vediamo,con quali soldi la terza franchigia?i giocatori da dove li prendiamo?top 12?per prendere 100 punti a partita?o altri stranieri senza contratto per prenderne 50?i soldi non ci sarebbero cmq!

    • Bradiporapido 4 febbraio 2019, 10:03

      Io sono tra quelli scettici per quanto riguarda l’apertura di una terza franchigia. Potrebbe essere utile, forse, se la maggior parte della rosa – per statuto – fosse composta dai giocatori usciti dalla U20. La penso quindi come palestra per fare fare ai giovani vera esperienza chè quella nel Top12 non lo è.

      • geo 4 febbraio 2019, 10:18

        Guarda che il Pro14 col cavolo che si prende una squadretta di giovani. Hanno già problemi di visibilità figurarsi se si accollano anche i nostri problemi per far fare esperienza ai giovani. I problemi dobbiamo risolversi in casa, strutturando il Top 12 e PP. Mi piace comunque dire che il TOP 12 non è così male. Non è che Lamaro (che ha così ben impressionato in Pro14) ieri a Rovigo abbia fatto sfracelli. Il livello non è così basso. GLi allenatori devo sviluppare un gioco più moderno (come sta facendo Rovigo) per alzare il livello generale

      • Parvus 4 febbraio 2019, 22:08

        bella idea bradipo!

    • TommyHowlett 4 febbraio 2019, 10:27

      Ci vorrebbe senz’altro terza franchigia; ma questa deve essere la conclusione di un percorso che non può prescindere dal sostentamento del rugby in tutte quelle parti d’Italia storicamente protagoniste (Sicilia, Campania,..) e attualmente lasciate letteralmente allo sbando. Allarghi la base, investi sui club, investi sul territorio; appassionati in giro per tutta l’Italia ce ne sono, strutture adatte decisamente no. Una buona semina poi genera frutto (sponsor, media, pubblico) e tutto il resto verrà da sé. Così semplice da mettere in pratica che ancora non capisco, e probabilmente non capirò mai, perché siamo ancora a questo punto.

      • LiukMarc 4 febbraio 2019, 11:49

        In quelle zone che citi tu servono appunto investimenti di base, la franchigia non credo sarebbe realistica (la Fir non riusciva a mantenere nemmeno un’Accademia), servendo solidità finanziaria, organizzativa, unione di intenti (in Italia?), e sponsor volenterosi. Io ci spero molto (ad investimenti, non tanto in una franchigia che secondo me serve a poco non avendo una base solida di giocatori da farci giocare).

        • LiukMarc 4 febbraio 2019, 11:50

          Partito il commento.
          Dicevo “io ci spero molto, perchè quel territorio ci ha dato e sono sicuro ha tanto da dare al movimento, ma sembra che in Federazione se ne ricordino solo in campagna elettorale”.

          • Jason85 4 febbraio 2019, 14:16

            Secondo me il suda molto da dare, perché è la zona d’Italia in cui c’è il maggior numero di giovani. Manca Ovviamente In molti casi la cultura di questo sport rispetto ad altre zone di tradizione rugbistica. più che la terza franchigia ci sarebbe bisogno di fare una serie di progetti diffusi sul territorio con i giovani. Un’altra idea potrebbe essere quella di ridurre il massimo torneo Nazionale da 12 a 10 squadre per aumentare la competitività di ciascuna di Queste squadre rispetto al livello celtico

  5. mic.vit 4 febbraio 2019, 10:25

    per me il problema è mentale…abbiamo buoni giocatori per fare almeno un ora di gioco come gli ultimi 10’…ma se ad es. quando gli avversari partono guadagnano sistematicamente metri perchè ti fai prendere d’impaccio gli offri un vantaggio enorme su di un piatto d’argento

  6. Parvus 4 febbraio 2019, 10:34

    per me ci tengono ancora nel sei nazioni perché a turno vengono a roma, per il sole, musei ovunque, e si mangia bene! ah scusate e perché da noi non ci si fa male….., si giochicchia……

    dobbiamo trovare i mezzi per ripristinare i fratelli cutitta, per franchino, per vaccari, ecc…..

  7. faurest 4 febbraio 2019, 11:20

    Palazzani si impegna ma e’ francamente inadeguato per il livello del 6N. puo’ fare 30′ massimo come impact-player. Lentezza esasperante nel fare uscire la palla dalle ruck, palle a Allan troppo alte. In occasione della prima meta scozzese si addormenta e si fa soffiare la palla che era gia’ uscita dalla ruck. Kick dal box rivedibili (uno direttamente in touche).
    Concordo sulle lacune del game plan, ma francamente non mi aspettavo un passivo minore di 20 punti. Basta vedere il divario complessivo tra Edinburgo+Glasgow vs. Benetton+Zebre…a cui vanno tolti Ioane e Duwenage a noi, e aggiunti Laidlow e Russell a loro…
    Al momento questi siamo, possiamo vincere solo con contemporanea giornata nera loro e giornata di grazia nostra. Spero alla prossima pero’ di vedere un’Italia meno remissiva e piu’ veloce a muovere la palla. Speriamo Tebaldi recuperi

    • Totalmente incompetente 4 febbraio 2019, 12:14

      ma Tebaldi, che si è fatto?

      • pippuzzo 4 febbraio 2019, 12:21

        Problemi alla schiena. Sarà una contrattura, o almeno spero per lui sia solo una contrattura.

    • Bimbubam 4 febbraio 2019, 12:23

      Non sarei così pesante con Palazzani, secondo me ha proprio ricevuto l’ordine di rallentare il gioco (francamente non ho idea del perché). Tant’è vero che a fine partita, quando in teoria sarebbe dovuto essere più stanco, era molto più rapido che a inizio partita. In ogni caso non si può dire che non ci abbia messo il 110%, considerato anche che sarebbe dovuto partire dalla panca e invece si è trovato titolare

      • Giovanni 4 febbraio 2019, 13:28

        Sottoscrivo ed aggiungo: era l’unico dei 30 in campo ad avere la certezza che avrebbe dovuto sorbirsi tutti gli 80 minuti, quindi immagino lo stato d’animo con cui possa aver affrontato la partita. Proviamo ad immaginare cosa sarebbe successo se, malaugruratamente, si fossse infortunato dopo 10-15 minuti: la nazionale avrebbe giocato per oltre un’ora senza mediano di mischia!

      • Pumba 4 febbraio 2019, 18:50

        Scusa ma se non hai idea del perché come fai a dire che ha volutamente rallentato il gioco Palazzani ? Magari non è che a fine partita ha dato più ritmo ma più semplicemente il pressing Scozzese era meno asfissiante. Non ce l’ho assolutamente con Palazzani per carità , però non è né Violi , nè Tebaldi … ha sicuramente dato tutto Gullo , ma quel tutto non basta a questi livelli.
        Purtroppo con Allan praticamente fuori combattimento per quasi tutta la partita e una soluzione non ideale a MM (per vari motivi) , ci è mancata la regia. Non faccio accuse ma solo constatazioni.

    • lucadiscepolo 4 febbraio 2019, 12:51

      sono questi i giocatori a disposizione al netto degli infortuni.. palazzani si è impegnato, ha giocato e ha sbagliato ma almeno lui ci ha provato. Se tebaldi non recupera, lo confermerei di nuovo dal primo minuto. Gori invece questa stagione ha giocato poco, non saprei se includerlo nei 23.

  8. trenta 4 febbraio 2019, 12:31

    Siamo alle solite. Possiamo dire tutto quello che vogliamo, ma dimentichiamo che oramai l’iTalia non è più una squadra di 1a fascia e sulla 2a ne possiamo parlare. Credo che l’impatto di COS e del suo gruppo sia marginale, nel senso che possiamo parlare sul game plan, ma alla base dobbiamo confrontarci sulla qualità dei giocatori che abbiamo. E se visti singolarmente hanno della qualità Individuali, messi assieme non riescono a formare un gruppo di “qualità”. E questo io lo vedo come uno dei grossi problemi presenti nel rugby Italiano. Uno dei problemi che emerge ed è presente già a livello giovanili, che poi si trascina negli anni, per i più fortunati o predestinati, fino ai massimi livelli. Se analizziamo grossolanamente spesso noi abbiamo dei bravi giocatori con doti individuali, ma non dei grandi giocatori di squadra. E questo lo dobbiamo a come è strutturata la formazione dei giocatori, che avviene nelle Accademie. E qui ritorniamo al solito discorso della valenza delle Accademie.

    • aldo68 4 febbraio 2019, 19:44

      Scusa, ma allora perché a livello u20 non siamo messi così male e siamo decisamente migliori dei Scozzesi?
      Qualcosa non mi torna…

      • trenta 5 febbraio 2019, 11:27

        Perchè i CLUB stanno sfornando sempre più ragazzi promettenti.
        Questo aspetto emergerà sempre più con le annate dal 2000 in poi (opinione personale), in particolare in quei club dove si è lavorato molto, in questo ultimo decennio, per la crescita delle giovanili e dove la competizione dei “campionati” di categoria è più accesa e sentita.
        Di per se le accademie raccolgono i frutti del lavoro svolto dai club. Il loro apporto è minimo.
        Per ora per quello che vedo nella U18, i ragazzi che giocano e sono in Accademia non presentano delle qualità per giocare con una squadra.
        Vedo troppo individualismo.
        Troppe giocate individuali che fanno emergere solamente l’atleta …

  9. lucadiscepolo 4 febbraio 2019, 12:45

    la prima loro meta nasce da una palla nostra uscita dalla ruck perché il possesso non era protetto da nessun nostro giocatore. poi laidlaw-russell hanno fatto il resto, con un esecuzione impeccabile. la seconda meta loro, altro errore nostro, castello che perde palla nei nostri 10m, mischia del cardo e altra segnatura. A parte questi errori, quando loro hanno provato a costruire gioco li abbiamo arginati bene, i nostri uomini di mischia non si sono comportati male. Sul fronte dell’attacco, con i diversi ball carriers che avevamo avremmo potuto fare qualche fase in più e poi aprire a largo, invece spesso abbiamo calciato il pallone senza portare pressione.

    • Totalmente incompetente 4 febbraio 2019, 16:12

      Trenta, mi colpisce la Tua osservazione “ormai l’Italia non è più una squadra di 1^ fascia”.
      Davvero pensi che lo sia stata??

      • trenta 5 febbraio 2019, 11:37

        C’è stato un periodo che credevo che avesse le potenzialità per esserlo. Poi da quando ho conosciuto dall’interno l’ambiente del Rugby Italiano ho cambiato idea. Il Ranking mondiale parla da solo.

  10. Jager 4 febbraio 2019, 13:25

    Che la coperta sia corta non è una novità di oggi . La colpa non è sicuramente di questo staff , ne di quelli precedenti , la colpa è nella struttura del rugby italiano . Solo una riflessione : se le cose fatte alla tua maniera non funzionano , guarda chi ha fatto meglio di te e con le dovute differenze del caso adotta il suo sistema . Quindi bisognerebbe avere il coraggio di azzerare tutto e tutti , tutti parlano di cambiamento , ma alla fine nulla cambia

    • Parvus 4 febbraio 2019, 22:16

      jager non ti accorgi che purtroppo il rugby in itlia ha voluto il dott gavazzi & soci…………???!!!

  11. gian 4 febbraio 2019, 13:31

    l’impressione sempre più forte è che si punti ad un gioco sbagliato e che si inseriscano gli interpreti che si ritengono più adatti costi quel che costi, quindi che al di là dei nostri grossi limiti ci sia una pessima gestione della partita e del materiale umano

  12. Fabio1982 4 febbraio 2019, 13:42

    Dico solo un paio di cose dopo aver passato l’inferno a Murrayfield…
    – O’Shea va dirottato a un ruolo dirigenziale, perché secondo me ha idee buone su come fare ripartire il rugby italiano. Ma va tolto dalla panchina, è palesemente in confusione e ho anche l’impressione che la squadra non lo capisca o peggio non lo segua. Dal vivo era evidente l’approccio mentale sbagliato della squadra. In panchina direi Crowley ASAP!
    – Basta con questa indulgenza dell’ambiente e soprattutto dei tifosi. A fine partita i nostri sono stati acclamati come eroi dai gruppi di tifosi italiani, con tanto di giro di campo. A questi va data una strigliata, basta buonismo. Hanno dormito per 70 minuti!

    • bangkok 4 febbraio 2019, 14:03

      @Fabio1982, posso trovarmi d’accordo con te riguardo l’eventuale “promozione” do Cos a DOR. Il problema grossissimo e che le idee che lui vorrebbe mettere in pratica x cambiare il Sistema Rugby Italia non si sposano come FILOSOFIA con quelle della FIR e del suo padrone del vapore.
      A me Cos come CT non convince, ma sono certo che x certi versi ha le mani legate.
      E vorrei tanto che non accettasse supinamente questa situazione. Che parli, che dica fuori dai denti ciò che a suo parere non va e perché!!
      Cosa mai potrebbe succedergli di negativo? Che venga esonerato?? Che non gli venga rinnovato il contratto??
      Potrebbe essere e forse lo sarà comunque, ma almeno andrebbe via da uomo e negli ambienti che contano (quindi non Italia) forse ne guadagnerebbe in stima e considerazione.

      • massimiliano 4 febbraio 2019, 14:49

        parole sante, bangkok!

      • Parvus 4 febbraio 2019, 22:20

        hai ragione bankok…, ma qua in italia cos prende anche i soldi per non dire.

    • Jason85 4 febbraio 2019, 14:21

      Anche io non sono particolarmente convinto del nostro allenatore e credo che sarebbe meglio come figura dirigenziale, ma se non si allarga la base e non si migliora il passaggio dal under 20 alla nazionale Maggiore, Considerando che siamo il secondo paese più popoloso dei sei dopo la Francia, nemmeno Hansen potrebbe fare molto di più con l’attuale parco giocatori…

    • Parvus 4 febbraio 2019, 22:18

      giustissimo fabio.

  13. Zamax 4 febbraio 2019, 14:37

    A me i discorsi sulle tattiche, quelle studiate prima della partita e quelle di cui si parla dopo la partita col senno di poi, e i discorsi sulla scelta dei giocatori da mettere in campo, convincono poco. Non perché non abbiano una loro legittima ragione d’essere. Ma prima di tutto ciò c’è un contesto dentro al quale questi elementi vanno valutati. E il contesto della partita contro la Scozia era quello in cui gli scozzesi vincevano tutti gli scontri, arrivavano sempre prima nei sostegni, si riposizionavano sempre prima ecc. ecc. In questo contesto siamo rimasti prigionieri per più di 3/4 di partita, prima che ci liberassero. Questo aspetto del gioco fondamentalmente non c’entra né con le tattiche particolari né col livello tecnico e in fondo nemmeno fisico dei singoli giocatori, ma con l’organizzazione.

    • Machete 4 febbraio 2019, 14:46

      quindi secondo te gli scozzesi hanno vinto tutti gli scontri…..arrivavano prima nei sostegni etc etc non perchè erano migliori dei nostri ma solo perchè erano più organizzati??

      • Zamax 4 febbraio 2019, 15:39

        In sostanza sì. Perché il gap tecnico non può spiegare un tale squilibrio di efficienza. A livello di Pro14 non ho mai visto una tale differenza su questo aspetto del gioco tra le squadre italiane e scozzesi : poi magari si perdeva, anche di brutto, ma per altre questioni. L’altro giorno ci hanno semplicemente messi nell’angolo, e li ci hanno tenuti fino al punto di bonus. Ma non perché ciò fosse il frutto della superiorità tecnica dei singoli. Non può essere: la ragione, il buon senso e le evidenze empiriche delle partite del Pro14 bastano a dimostrarlo.

        • ginomonza 4 febbraio 2019, 16:20

          Zamax è dal 2015 che non li battiamo e perdiamo in casa, fuori, e campo neutro.
          Se questa non è superiorità tecnica e atletica cosa è?
          Però magari hai ragione tu però mi piacerebbe che tu mi facessi il nome di due o tre giocatori italiani superiori al loro pari ruolo Scozzesi.

          • Zamax 4 febbraio 2019, 17:01

            C’è modo e modo di perdere.

          • narodnik 4 febbraio 2019, 17:29

            Ma guardati la partita dell’anno scorso provando a tenere palla come è andata,è la stessa differenza fra primo e secondo match contro i giappi!c’è modo e modo di perdere!

  14. Machete 4 febbraio 2019, 14:53

    sono tutti bei discorsi..ma se Castello si fa scivolare l’ovale nei propri 22…se Esposisto non riesce a riposizionarsi e viene bucato in 3 mete subite……se dobbiamo schierare per 80 minuti il terzo mediano delle zebre…hai voglia a parlare di Cos e di problemi di organizzazione…..semplicemente molti singoli non sono all’altezza di questi livelli…..
    punto

    • Zamax 4 febbraio 2019, 15:44

      Le mancanze tecniche dei singoli giocatori vengono esaltate dalla mancanza di organizzazione. Per converso, una buona organizzazione tende a minimizzarle, appunto perché vengono a diminuire le situazioni difficili. Quanto a Esposito è facile rendersi conto che i suoi presunti errori sono avvenuti dopo che le maglie della difesa azzurra erano state allargate, e ai portatori di palla scozzesi si offrivano più opzioni, ragion per cui i difensori erano costretti a scegliere.

    • narodnik 4 febbraio 2019, 17:45

      Ma per il dominio che avevano hanno segnato pure poco io non ho visto mete regalate hanno difeso e basta per un’ora,forse con più possesso e qualche touche magari era meglio.

      • Zamax 4 febbraio 2019, 18:31

        Ma infatti a me pare che il succo del discorso sia questo: se per un’ora (e più), cioè finché hanno voluto loro, sei stato costretto solo a subire e difenderti, se sei stato schiacciato nella tua metà campo, se non hai avuto un solo possesso decente, se non sei mai riuscito ad avanzare, se non ha mai neanche lontanamente mostrato di poter abborracciare almeno un contrattacco dalla linea del Piave, peraltro molto traballante, be’, allora tutte le altre considerazioni tattiche e sul valore dei giocatori vengono dopo. Questo è il primo problema. Ripeto, nessun gap tecnico può spiegare un tale monopolio da parte degli scozzesi. Questo è quanto penso io. E qui chiudo.

  15. pippuzzo 4 febbraio 2019, 17:37

    Per me sulla prima non ha proprio sbagliato. Eravamo proprio strettissimi in mezzo. E lui doveva coprire su Hogg che arriva ai 100 allora o su Kinghorn (ilk Klingon). Dai… fai delle scelte. Poi lì Russell fa una magata, vende benissimo la finta, Castello sale come si fa per negare a Johnnson il canale in mezzo ai pali, Esposito sale per incontrare Hogg, e a 30 metri corre Kinghorn. Noi giochiamo così. Tanti giocano così. Noi più degli altri perchè se saliamo molto con gli esterni e anticipiamo la giocata abbiamo meno problemi nei placcaggi 1 vs. 1. Gran calcio comunque.
    La seconda è in fotocopia, loro fanno girare la nostra mischia a destra, e aprono Esposito stavolta non è più ultimo a destra perchè lì abbiamo Hayward a coprire, Esposito sceglie anche l’uomo giusto su cui uscire, ma il suo placcaggio non è decisivo. Poi va bè quello è in avanti tutta la vita, se è contro di noi. Se lo fanno gli altri (tutti gli altri, tranne forse i francesi, non lo è…) . L’errore è forse più di Heyward che non deve chiudere e lasciare a Castello e a Allan i recupero, ma ci sta anche quello. Comunque, anche questa, la prendiamo perchè loro eseguono bene: ci girano la mischia senza che l’arbitro faccia una piega e ci infilano anche un knock on con tuffo. La terza è la stessa cosa della prima in salsa leggermente diversa. Noi usciamo in linea, Allan va a tagliare sul primo passaggio disponibile, Ferrari esce ma non è abbastanza veloce per fare nulla, e il calcio a superare la linea che blitza è un classico. Esposito può scegliere di stare dietro? Non penso.
    Alla fine, però il punto è che loro hanno avuto tanti palloni così perchè noi non ne abbiamo giocato seriamente uno. Non abbiamo neanche provato un multifase. Cacchio praticamente le due franchigie vivono di multifase. Si son tolti da soli il pane di bocca. Almeno 5-6 bussate devi provare a dargliele. Anche sui tuoi 22 altrimenti ridagliela on mezzo al campo che poi ti ritrovi in due secondi sui tuoi 22… boh..

  16. Niven 4 febbraio 2019, 19:04

    Io non capisco. Nel mondo dell impresa i manager che sbagliano e che non raggiungono risultati (definiti e minimi) non vengono confermati epromossi. Fare sto cavolo di Dor significa prendere più soldi. Finora ha fatto vedere l’Italia meno forte di tutti i 6 Nazioni, non ha idee in campo, non osa provare formazioni e giocatori, impone tattiche depressive, ha scelto uno staff deficitario, non sa analizzare onestamente in conferenza stampa i suoi errori (imparasse ad esempio da quello che ha detto Schimdt) non sembra volerli correggere, sta creando dei buchi epocali in certi ruoli per non aver voluto creare alternative, cc ecc… ha accettato di fare il tecnico e lo vogliamo confermare cambiando il ruolo ? Ma i contratti sono carta straccia ? Chi viene pagato si assume anche le responsabilità, che non sono “non ci sono uomini giusti”, le malattie, e i Gronki rosa…
    Mi dispiace ma non aver fatto correttivi allo staff e non avere idee meno conservative stanno scavando un solco incolmabile…Spero ci risparmi le polemiche con presidente a fine mandato.
    Restando invariate le cose su questa Italia….”una fortuna” un corno !!

    • ermy 4 febbraio 2019, 20:55

      Sono d’accordo con te, vorrei proprio capire perchè COS dovrebbe essere migliore da DOR che da CT… mi pare tanto una leggenda metropolitana alla quale i più abboccano senza nessuna analisi critica… boh!

    • Parvus 4 febbraio 2019, 22:27

      niven ma hai mai visto che la commissione tecnica fir sia mai stata toccata??? o riformata???

    • Nuvole! 5 febbraio 2019, 04:51

      Voglio solo commentare la tua critica a quello che COS dice in conferenza stampa (lasciando per un momento da un lato tutto il resto): per me COS puó dire tutto quelo che vuole in conferenza stampa, assolutamente! Puó anche mettersi a cantare la lirica e ballare il tip tap. Quello che mi interessa é che raccolga i migliori risultati possibili sul campo. Fuori dal campo chissenefrega.

      • narodnik 5 febbraio 2019, 08:00

        giusto per ricordare,sopratutto non a te ma chi confronta le dichiarazioni all arrivo fra lui e brunel https://sport.ilmattino.it/altrisport/italrugby_o_shea_si_presenta_fara_italia_piu_forte_di_sempre-1753216.html la frase per me e’ possibile vincere il 6 nazioni quando poi le ha perse per ora tutte dovrebbe far riflettere,e’ normale prima della partita sentirlo dire che l allenamento e’ andato benissimo e che scendono in campo per vincere per poi dire nel post partita che molti avevano la febbre e che una parte di chi ha giocato non aveva neanche progrmmato la partita?il concetto di sincerita’ arriva fino a un punto poi ci si sente presi in giro.

        • trenta 5 febbraio 2019, 12:01

          Ma cosa ti aspetti che dica ? Sincerità ? In un ambiente di meschini ? Queste persone sono pagate come liberi professionisti, quindi il loro obiettivo primario è soddisfare il Cliente senza “irritarlo”. Poi se la qualità dei giocatori è quella che è ( e su questo ne avrei da dire molto), la struttura FIR è piena di YesMan … ( a partire dai tecnici regionali e quelle delle Accademie) , I CLUB che votano un presidente per ottenere …. ecc. ecc. , direi che per ora è impossibile vedere un cambiamento.
          Secondo me il CT è il capro espiatorio di una “realtà della quale non deve mettere mano ” e viene pagato di conseguenza. Basta vedere i successi dei precedenti CT.
          Qualcuno ha cercato di salvare il salvabile, ma di risultati che hanno dato una svolta al rugby non ce ne sono stati.
          Quindi dobbiamo aspettare che il limite posto dalla “FIR” venga superato, e vedere cosa farà : se l’ennesima azione “gattopardiana” o parte di quello che noi stiamo auspicando (ognuno con la propria idea).

  17. fulvio.manfredi 4 febbraio 2019, 23:54

    Nei tre incontri diretti che Gavazzi ha avuto con Eddie Jones, e’ emersa una diversità di vedute sulla filosofia da seguire come ricetta ai nostri mali: ora, la terapia attuale sta dando i risultati che tutti vediamo, ma quella di Jones qualcuno sa dire, anche a grandi linee, quale sarebbe?..

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