Joe Schmidt non allenerà più l’Irlanda dopo la Rugby World Cup 2019

Il suo posto verrà preso da Andy Farrell, attuale allenatore della difesa. Il neozelandese smetterà di allenare

joe schmidt

ph. Sebastiano Pessina

Joe Schmidt ha annunciato che non allenerà più l’Irlanda dopo la Coppa del Mondo 2019 in Giappone. Il suo posto verrà preso da Andy Farrell, attuale coach della difesa in nazionale. Il CT aveva dichiarato tempo fa che nella sua scelta di restare o meno in Irlanda avrebbe tenuto in considerazione soprattutto la sua famiglia: “Voglio avere gli impegni familiari come priorità dopo i Mondiali. Penso che il rugby irlandese sia in buone mani. I dirigenti e i giocatori hanno fatto un lavoro incredibile e il supporto che abbiamo avuto in ogni momento è stato edificante”. Nel comunicato, Schmidt ha dichiarato che non allenerà più dopo la Coppa del Mondo.

“Voglio ringraziare la Federazione per il sostegno e la pazienza […] Ci sono ancora delle sfide da affrontare nei prossimi undici mesi che mi motivano a lavorare ancor più duramente al fianco dello staff, per rendere questa squadra la più competitiva possibile”.

L’impatto di Schmidt

Il 53enne era stato scelto come CT della nazionale irlandese al termine di un negativo Sei Nazioni 2013, sfiorando subito la vittoria contro gli All Blacks otto mesi più tardi durante i Test Match di novembre. Con il neozelandese alla guida, i Verdi hanno trionfato nei Sei Nazioni 2014 e 2015, battuto due volte gli All Blacks nel 2016 e nel 2018 (non ci erano riusciti per oltre un secolo), vinto l’ultimo Sei Nazioni con il Grande Slam e vinto una serie di Test Match in Australia per la prima volta. Fino a qui, ha guidato l’Irlanda in 62 partite ottenendo il 72% di vittorie. Domenica sera, a Montecarlo, è stato eletto miglior allenatore del 2018 e la nazionale da lui allenata è stata riconosciuta come la migliore dell’anno.

“Il conributo di Joe al rugby irlandese è più grande dei successi raggiunti con la nazionale – ha dichiarato il Performance Director della Federazione, David Nucifora – Ha avuto un’influenza positiva sull’intero sistema professionistico con la sua intelligenza rugbistica e nelle sue capacità di sviluppare giocatori e allenatori in tutto il Paese Parlando con lui, si avverte come questa sia una decisione difficile per lui, conoscendo quanto gli piaccia lavorare con questo gruppo di persone. Ma è una decisione che Joe, Kelly (la moglie, ndr) e i bambini hanno preso come una famiglia e va rispettata”.

Con il suo lavoro, Joe Schmidt ha reso l’Irlanda la squadra più organizzata e strutturata al mondo in campo, forse anche più degli All Blacks. La minuzia con cui il neozelandese ha dimostrato di preparare ogni singola partita è riconosciuta a livello mondiale, al pari delle abilità nel creare un playbook di schemi offensivi vasto e ricco di particolari, in cui rientra per esempio la giocata che ha portato alla meta decisiva di Stockdale contro gli All Blacks a Dublino.

Il testimone a Andy Farrell

Classe 1975, per Farrell (padre del nazionale inglese Owen) sarà la prima esperienza da capo allenatore in carriera. Prima di diventare assistant coach di Joe Schmidt, l’ex giocatore di rugby league aveva fatto parte dello staff dei Saracens (2009-2012) e dell’Inghilterra di Stuart Lancaster (2011-2015).

Ha allenato la difesa dei British & Irish Lions nei tour del 2013 e del 2017 in Australia e Nuova Zelanda, al fianco di Warren Gatland.

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  1. tomo 26 novembre 2018, 11:29

    Dai, offriamogli un anno di vacanza in Italia in cambio di ” qualche indicazione ” per risollevare dalle fondamenta il nostro movivento. Certo poi bisognerebbe anche mettere in pratica i suoi suggerimenti … ed allora …

  2. Parvus 26 novembre 2018, 14:13

    la nazionale italiana ha bisogno di giocatori veri come polledri o come negri, il tasso tecnico dei nostri giocatori è bassissimo! anche l’attuale allenatore dell’irlanda non farebbe niete da noi!

    • And 26 novembre 2018, 23:14

      Negri l’ho visto un pò in ribasso onestamente. Polledri allo stato attuale è l’unico che vedrei titolare in una Scozia o Galles, per lo meno come seconda scelta. Pochezza tecnica imbarazzante, con Minozzi out. Dove c***’o andiamo???

  3. massimiliano 26 novembre 2018, 15:44

    questo sarebbe il profilo adatto a fare da DOR all’Italrugby. Peccato non ci siano i mezzi ed il contesto per pensare minimamente di interessarlo. La differenza tra lui e COS possiamo leggerla proprio nella giocata mutuata dalla vecchia Australia; gli irlandesi hanno applicato un’idea che lo staff aveva notato poteva portare dei frutti, i nostri tecnici hanno scopiazzato l’idea portando a casa tre punti a favore e un sacco di botte sul groppone. Ritentare la giocata è stato provocare un avversario che non aveva bisogno di caricarsi ulteriormente.

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