Elezioni FIR, iniziato un lungo anno. Una occasione da non sprecare

Se temi e dibattiti avranno al centro i problemi del Movimento Italia tutti ne guadagneremo qualcosa

ph. Sebastiano Pessina

ph. Sebastiano Pessina

La campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Federale e per la carica di presidenza FIR è ormai iniziata, magari non ufficialmente ma nei fatti è partita. Lunedì mattina abbiamo riportato le brevi dichiarazioni del numero uno federale in carica Alfredo Gavazzi, che ha fatto sapere che probabilmente si andrà a votare tra i mesi di novembre e dicembre 2016, piuttosto tardi rispetto alle previsioni: i presidenti uscenti tendono a fissare il voto un paio di mesi prima per lasciare meno tempo agli avversari. Poi nella serata della stessa giornata di lunedì la riunione di Rovigo dove le società venete presenti praticamente nella loro totalità hanno approvato al 95% (poco meno in realtà, ma si tratta di qualche numero decimale) un documento decisamente battagliero nei confronti dell’attuale gestione FIR. Battagliero in realtà è un eufemismo visto che inizia così:

 

“Le società aderenti alla FIR concordano nella necessità di affrontare e risolvere i problemi che a diversi livelli, negli ultimi tempi, si sono manifestati dentro il rugby italiano, pregiudicandone la possibilità di sviluppo e di risultati sportivi. Crediamo sia necessario aprire una nuova fase, che partendo da un’analisi attenta ed obiettiva della situazione esistente, porti ad una “nuova progettualità” di tutto l’intero movimento rugbystico Italiano.
Condizione per fare questo è il cambiamento, che va fatto utilizzando le risorse umane, le “molte capacità” di cui dispone il nostro rugby, che sono allo stato ignorate e deluse. Consideriamo pertanto il prossimo rinnovo della Presidenza e del Consiglio Federale nel 2016, un appuntamento fondamentale per il Rugby nazionale. Appuntamento che va riempito di proposte tecniche, organizzative, gestionali, a medio e lungo termine, con il necessario e fondamentale apporto e coinvolgimento di tutte le circa 600 società italiane affiliate alla FIR“.

 

Quello di Rovigo non era un passaggio formale per il fronte veneto, si è anzi trattato di un momento determinante: se quel documento fosse stato rigettato o se avesse ricevuto un “sì” timido nei numeri quell’alleanza probabilmente sarebbe morta al momento. Il patto invece tiene e la nota più politica se vogliamo è la certificazione di un salto di qualità di una coalizione che – come scrivevamo qualche giorno fa – si è trasformata da mero “cartello elettorale in sostegno della candidatura Zatta è andato oltre e ora si è cementato attorno a temi comuni, prima ancora che a nomi di candidati”.
E a questo proposito va segnalato che ieri il Valsugana ha tenuto a precisare la sua posizione con un comunicato dove si legge che “il Valsugana Rugby Padova, così come il Rugby Mirano, si sono astenuti dal voto (peraltro mai previsto prima dell’assemblea), non per contrarietà, ma – come recita correttamente il comunicato ufficiale del Comitato Regionale Veneto – per questioni di metodo, ritenendo di non potersi esporre con una presa di posizione prima del necessario passaggio all’interno dei rispettivi club e di un ulteriore confronto allargato”.

 

Lunedì infatti si è parlato di prospettive, fronti comuni, pezzi di programma ma non di nomi da candidare: da un lato perché stringi stringi bisogna vedere chi alla fine sarà dentro quell’alleanza, anche al di fuori dei confini regionali, dall’altro perché comunque non è forse così importante come nel 2012. Chiaro che il candidato alla presidenza ha il suo peso, ma quello che noi leggiamo in questo momento è un messaggio lanciato alle varie anime insoddisfatte di tutto il Movimento Italia, quale che sia la loro collocazione geografica. Se nel 2012 Amerino Zatta poteva essere visto come una sorta di imposizione dal Veneto al resto degli anti-gavazziani di ogni dove (ma i tempi stringevano, non c’era lo spazio necessario per una discussione in merito) l’impressione è che questa volta le cose siano diverse, anche se alla fine il candidato presidente fosse un veneto.

 

Basterà questo per spodestare Gavazzi? Ovviamente no. Battere un presidente in carica è lavoro arduo, tanto più se si parla di una istituzione al cui voto partecipano solo i tesserati. Serve un programma articolato, chiaro e concreto. Un programma fattibile. Non serve gridare al fallimento dell’avversario ma bisogna presentare numeri e studi che dimostrino che quel fallimento è concreto (ammesso e non concesso che sia così), perché di strepiti e slogan il rugby italiano non ne ha davvero bisogno. Quale che sia la parte da cui arrivano.
Tutto il nostro movimento deve comunque salutare con soddisfazione la nascita di una opposizione seria e concreta, perchè una buona opposizione – se anche dovesse rimanere minoranza – sprona chi sta al governo ad essere migliore, la mancanza di alternativa è invece mortificante e porta inevitabilmente all’atrofizzazione dell’intero panorama interessato. Il lungo anno che ci aspetta può essere una orribile e poco sensata battaglia di accuse e e personalismi, oppure diventare una grande occasione di dibattito da sfruttare sotto molteplici aspetti.
Non viviamo su una pianta, sappiamo benissimo che momenti di tensione ne vivremo parecchi, ma la nostra speranza è che vertano su temi veri e centrali per gli interessi del movimento e non (perdonateci il francesismo) su chi ce l’ha più lungo. Sarebbe una grande vittoria. E siamo sicuri che sia a portata di mano.

 

Il Grillotalpa 

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  1. Stefo 29 ottobre 2015, 08:23

    Ciao ~Paolo quoto al aprte finale che e’ anchein altri terminiq ualcosa che mi ero augurato, una cosa mi sento al riguardo di dirla, magari chiederla. Si vule evitare la battaglia degli schiamazzi e degli insulti ma si vuole un confronto vero su temi e programmi?Anche voi media allora avrete le vostre responsabilita’, non prestandosi a fare da veicolo agli schiamazzi ed insulti, non riporandoli…so che da giornalista storcerai magari il naso ma se tu e gli altri siti di settore faceste un patto di questo genere concordando che darete spazio solo ai confronti veri su temi e porgrammi piuttosto che alla guerra di insulti e manterrete fede a questo patto magari gli attori non si adegueranno ma almeno non avranno pubblicita’ per queste cose.

    • boh 29 ottobre 2015, 08:34

      Sarà difficile, per lo strumento che si usa, ma concordo.

    • Thunderstruck 29 ottobre 2015, 11:17

      Stefo, che ci sia poca professionalità (normale in un mondo semidilettantistico in tutto, dirigenti in primis), campanilismi e le solite gare a chi ciclicamente “ce l’abbia più lungo” (tra club, comuni, regioni etc…) è un dato di fatto, ma francamente di beghe o insulti veri e propri non ne ricordo tanti, perlomeno a livello mediatico (quindi non vis-a-vis nelle carbonare riunioni fra le parti nelle varie sedi in cui può scapparci un confronto acceso, di “pancia”).
      Anche le passate schermagliette da pollaio tra Calvisano e Rovigo (stimolate però da un Presidente non del tutto sopra le parti) e che utilizzavano la stampa per togliersi dei fastidiosi sassolini, mi sembravano più che altro folklore.
      Il fatto di non riportarlo nei siti specializzati può starci ma non so cosa ci si guadagni. Parere mio, eh.

    • xnebiax 29 ottobre 2015, 15:53

      Penso che spesso sia difficile fare una cosa del genere: molte esternazioni sono insulti secondo qualcuno e dati di fatto per altri. Difficile o a volte impossibile discernere e decidere di non riportare.

  2. Alberto da Giussano 29 ottobre 2015, 08:28

    Il senso di una campagna elettorale, in un paese o in un consesso civile, è proprio quello enucleato dalle osservazioni del Grillotalpa:
    far emergere i temi ( o il tema) saliente che impedisce, limita o frena lo sviluppo del rugby in Italia. Tenendo presente che chi sta governando cercherà di restare al comando e chi si opporrà di conquistare il comando.
    Ciò non ostante all’interno di uno scontro che sarà fatto di uomini che cercheranno un’elezione, i buoni programmi e le buone analisi saranno in grado di condizionare l’azione sia degli uni che degli altri.

  3. mamo 29 ottobre 2015, 08:48

    Analisi intelligente.
    Ieri e l’altro ieri qui si è discusso molto sul cartello veneto ma sino a che non verrà indicato l’Antagonista di Gavazzi sono tutti discorsi che, pur se appassionanti, lasciano il tempo che trovano.
    So già che se il nome fosse quello di Zatta i risultati sarebbero quelli di quattro (tre) anni fa e la stessa fine la faremmo se il Candidato proposto fosse Innocenti e spiego, a mio avviso, il perché.
    Marzio non è per nulla considerato un leader carismatico ma solo un “decisionista” il che, per carità, non nuoce di certo ma non è sufficiente.
    Non spicca per simpatia visto che spesso prevale il suo istinto arrogante.
    Condivido pienamente, quindi, l’ipotesi – che qui in tanti hanno suggerito – e cioè un candidato “apolide” che non rappresenti giocoforza a un territorio ma che si caratterizzi per quelle qualità che dovrebbero avere i leader: carisma, conoscenza e competenza, disinteresse, autonomia e capacità di mediazione. L’intelligenza la do per scontata.
    Siciliano, toscano o trentino; non ha importanza.
    Il Veneto, che Gavazzi ha voluto scorporare dal Tri, ha un bacino di voti importante, non lo butti in canal, per favore.
    Buona giornata.

    • western-province 29 ottobre 2015, 11:03

      la provenienza non è importante ma forse un candidato non veneto appoggiato dal veneto darebbe più forza al progetto

  4. Giovanni 29 ottobre 2015, 09:02

    Io, se ne avessi la possibilità, proverei a tener conto almeno in parte di un punto di osservazione differente sulle elezioni federali: non solo rincorrere i candidati e le liste sui programmi e sul confronto, ma usarle anche come occasione per andare ad interpellare le singole realtà in giro per il Paese. Mi spiego: ha senso parlare di 6 nazioni, franchigie o regole sull’elegibilità a club piccoli e piccolissimi che campano sulla passione e che devono confrontarsi con difficoltà spicciole quali rinnovare le attrezzature tecniche o andare a giocare la trasferta a 50 km.di distanza? Ovviamente no. Ed allora questo anno di campagna elettorale non lo si potrebbe sfruttare anche per andare a conoscere un po’ più da vicino quella famosa “base” di cui ricorrentemente si parla, ma che poi rimane spesso qualcosa di astratto, se non per chi la vive da vicino? Non si potrebbe selezionare un certo numero di club e centri di formazione ed intervistare coloro che siano disponibili per sapere dai diretti interessati quali sia la realtà quotidiana in cui lavorano, sia a livello di territorio che di uomini, le difficoltà che incontrano, le aspettative che hanno nei confronti di chi andrà ad occupare i posti di responsabilità e così via. Sarebbe un modo per dare a tutti – candidati, elettori e semplici appassionati – una testimonianza concreta, uno spaccato di cosa significhi fare e vivere il rugby italiano oggi, al livello delle fondamenta.

    • Alberto da Giussano 29 ottobre 2015, 09:14

      Non credere che la base, le piccole società, siano del tutto sprovveduti. Magari hanno poco tempo e una struttura minimale e quindi pochissimo tempo da dedicare a questi temi, ma non “politicamente” sprovveduti, sanno esattamente cosa chiedere ed è proprio questo uno dei temi del rapporto con la FIR.
      L’aveva sintetizzato proprio @berton mi pare, parafrasando un famoso paradosso Kennediano:
      “non chiedere cosa può fare la FIR per te ma cosa puoi fare tu per il rugby italiano”.
      Ci sarà invece una corsa a cedere e concedere ( se si segue il canovaccio delle presedenti elezioni federali.

      • Giovanni 29 ottobre 2015, 09:33

        Chi ha mai parlato di “sprovvedutezza”…??
        Io propongo semplicemente di conoscere più da vicino chi il rugby lo fa per passione, la cosiddetta base. Non tanto ciò che eventualmente chiedono a chi andrà al potere, ma soprattutto raccontare la propria quotidianità. A te non fà curiosità sentire cosa hanno da dire?

        • Alberto da Giussano 29 ottobre 2015, 09:38

          Non per presunzione @giovanni, ma io le clubhouse di serie C e serie B le frequento. Non conosco il rugby del Sud se non per sentito dire.

          • Giovanni 29 ottobre 2015, 10:04

            Tu forse avrai più tempo a disposizione e potrai girare per clubhouse, altri non hanno questa possibilità e potrebbe loro far piacere conoscere le diverse realtà rugbystiche del Paese.

          • Alberto da Giussano 29 ottobre 2015, 10:15

            Certo, hai ragione.

  5. fracassosandona 29 ottobre 2015, 09:06

    se in politica vincessero i programmi anziché chi fa gli schiamazzi più eclatanti vivremmo in un mondo migliore, ma non è così…

    alla fine gli italiani (e non solo, visti gli ultimi risultati elettorali in europa) amano credere al Berlusconi, Renzi, Gentilini, Bitonci, Brugnaro di turno, eletti sulla base di proclami irrealizzabili ma che parlano alla “pancia” (io direi anche un po’ più in giù) della gente…
    un sindaco che promette di compiere azioni di esclusiva competenza del ministero degli interni è palesemente in mala fede ma alla gente piace credere che il nuovo sindaco fermerà i flussi migratori e che era il precedente sindaco di sinistra ad incoraggiare gli stranieri a trasferirsi a Padova o a Venezia…

    alle ultime elezioni federali sul piano dei programmi avrebbe dovuto vincere Amore, che aveva un programma ampiamente condivisibile e l’appoggio espresso di molti soggetti che ritengo avere un impatto positivo nel nostro ambiente…
    Gavazzi è stato eletto su diretta investitura di Dondi come elemento di continuità e non certamente di rottura…
    evidentemente alle nostre società, incluse quelle venete che hanno eletto Gavazzi, questo andamento piace…

    ne prendo atto come per anni ho preso atto che il veneto preferiva affidare gran parte delle proprie amministrazioni alla Democrazia Cristiana, alla Lega, a Forza Italia anche quando questi avevano la faccia tosta di candidare personaggi impresentabili, piuttosto di provare il “brivido” dell’alternativa…

    • mamo 29 ottobre 2015, 09:12

      Quoto, soprattutto la parte di autocritica.

    • Alberto da Giussano 29 ottobre 2015, 09:25

      Il tema è duplice .
      La leadership in politica è tutto. Ma al tempo stesso devi ancorarla ad alcune tendenze o ipotesi programmatiche.
      E’ la sintesi di questo che fa una proposta convincente e vincente.
      Vedi tu stai, a mio avviso, commettento un errore ipotizzando il Veneto come entità “diversa”. Le società del Veneto hanno gli stessi problemi e difficoltà di altre società. Secondo me ipotizzare il Veneto ad una chiamata tipo ” qui si fa l’Italia o si muore” è fuori dal tempo. Una leadership politica veneta, se ci fosse , non dovrebbe avere il compito di ipotizzare cosa fare per il Veneto, ma cosa fare per il rugby italiano senza avere la presunzione di coagulare intorno a sè tutto il Veneto. Il Veneto non è un monolite, è un arcipelago di interessi e di necessità: Benetton ha interessi diversi dal Badia, come pure Oderzo dal Petrarca.

      • mamo 29 ottobre 2015, 09:54

        A.d.G. buon dì. Mi sembra che @fracasso non abbia nemmeno lontanamente suggerito un Leader veneto ma si sia limitato a criticare il dato di fatto che spesso chi vince lo fa grazie a schiamazzati quanto astrusi proclami emozionali.
        Quanto al veneto ho già espresso la mia.

        • Re 29 ottobre 2015, 12:33

          le posizioni espresse in questo post da AdG inquadrano alla perfezione quello che sta’ attendendo il movimento Italiano e cioè un dibattito sui contenuti e non su basi territoriali ristrette o politico televisivo fatto di urla ed insulti. Nella malaugurata ipotesi che si realizzassero queste due ultime ipotesi nessuno dei due contendenti meriterebbe di accedere alla presidenza e si perderebbero altri 4 anni a far schiamazzi. Spero (ma questa è una mia opinione personale) che la cordata dell’attuale presidenza proponga un volto nuovo con programmi innovativi rispetto agli attuali.

    • mistral 29 ottobre 2015, 17:22

      @fra, lassa perdere l’alternativa… in piemonte una volta si ed una no passano dal rosso al verde all’azzurro e di nuovo al rosso… cambiano i suonatori ma la musica rimane tale e quale… il problema della democrazia è che, in forza dei numeri, alla fine emergono sempre le mediocrità, è inevitabile, è più comodo, stanca di meno l’intelletto, prevale comunque il vivi e lascia vivere… 😉

  6. delipe 29 ottobre 2015, 09:08

    Buongiorno,
    Concordo sulle grandissime responsabilità dei mass media, ahime Onrugby compreso, Blog 1823 pure.
    “…perché di strepiti e slogan il rugby italiano non ne ha davvero bisogno. Quale che sia la parte da cui arrivano…”
    Gentile Paolo Grillo Talpa predicare bene e razzolare male.
    Oltretutto se viene criticato Onrugby, credo con educazione e motivando, subito si erge un muro a difesa di un gruppetto di amici.
    Uhm…non va bene mi dispiace dirlo.
    Non si puo criticare un sistema e senza rendersi conto che un po se ne fa parte…piaccia o non piaccia.
    La risposta piu ovvia ? Il Web e grande…
    Ma io non mi dimetto certo da “appassionato di rugby senza nessun interesse da difendere” solo perche mi viene consigliato.
    Suvvia cominciamo a sviluppare un po di autocritica…siti e giornali…non si puo utilizzare il rugby a fini scandalistici, di cassetta o di sponsor…relegando in trafiletti le notizie importanti (vedi Gazzetta dello Calcio o Corriere dello Calcio) o riempire pagine di siti di gossip e polemiche usando o facendo usare anche il turpiloquio senza nessun genere di attenzione.
    Bene…adesso parliamo delle elezioni federali…
    Cordialità

    • fracassosandona 29 ottobre 2015, 11:53

      buongiorno stopèrdebae, pregiatissimo Delipe…
      solo la buona educazione che ho ricevuto e che cerco di trasmettere mi impedisce di replicare con turpiloquio e blasfemia ai tuoi commenti…
      non ci posso fare niente, stimolano i miei peggiori istinti come un riflesso incondizionato… sarà che sono allergico alla retorica e intollerante agli eccessi glucidici, sarà che detesto i falsi invalidi, non mi resta che lasciarli incommentati, far finta di non averli letti o, meglio, non leggerli veramente…
      cordialità

      il web è grande e paolowilhelm il suo profeta… 🙂
      il consiglio non era stato dato a te ma a qualcun altro, credo, a Norman Bates

  7. ginomonza 29 ottobre 2015, 09:13

    Facciamo noi un programma:
    ognuno di noi lo scriva e poi faremo mediazione ( senza schiamazzi).

    • mamo 29 ottobre 2015, 09:18

      ci sto, a condizione che Redazione pubblichi un “Invito” a farlo. Solo così non disperderemmo le idee sotto l’una o l’altra notizia.

  8. Mr Ian 29 ottobre 2015, 09:30

    Vuoi ammazzare la campagna elettorale e vincere? Trova un manager, di quelli veri, estranei al rugby; elabora un programma condiviso e presentalo al territorio.
    La storiella delle promesse economiche non regge più, queste elezioni saranno caratterizzate anche dal bilancio di quest anno, un altro rosso o un attivo risicato, faranno capire ai tanti che la cassa è stata spremuta così tanto che non potrà più elargire regalie..

    • Giovanni 29 ottobre 2015, 09:35

      Occhio che basta un attimo a trovarsi relegati nel “club dei rivoluzionari”. 😉

  9. speartacKle 29 ottobre 2015, 09:37

    Tutto molto bello, dare un’immagine di se aperta e rivolta al confronto delle varie anime del Rugby italiano è sicuramente auspicabile, ma forse scordate un punto, chi elegge e vota ahimè non sono gli utenti di questo blog e nemmeno i lettori dei giornali, sono presidenti dirigenti e delegati vari, a loro deve essere rivolta la campagna elettorale, e così fece il buon Gavazzi a suo tempo, partecipando alle riunioni dei vari comitati regionali, molto meno sui giornali o attraverso comunicazioni di facciata.
    Risolvere i problemi contingenti è ahimè il motore principale delle elezioni, pochi saranno i voti raccimolati attraverso l’esposizione di piani o programmi alternativi che propongano un futuro alternativo, ancor di più se a lungo termine.
    Sarò cinico ma dubito che il grosso dei voti verrà influenzato da una campagna elettorale volta alla partecipazione e al confronto.
    Triste ma molto probabile…

    • Stefo 29 ottobre 2015, 09:51

      ciao spear, tutto quello che dici e’ vero pero’ c’e’ anche da dire che da quanto io capisco diversi tesserati o genitori di bambini tesserati mi apre frequentino il blog e questi formano bene o male l’opinione pubblica che potrebbe anche farsi sentire nei club con chi poi a votare ci va.
      Detto questo un secondo aspetto, e mi riferisco al mio commento di questa mattina, al di la’ che serva o meno al momento del voto penso che se si vuole una campagna elttorale volta ai temoi e non ai proclami.insulti allora i media per primi debbano darsi un codice di condotta al riguardo…so che e’ un approcio molto idealistico ma non poss che sottolinearlo leggendo l’articolo…non si vuole una campgana elettorale di abss proilo?Si inizi non pubblicando notizie che siano di basso profilo al riguardo, delle frecciatine e cntrofrecciatine se ne puo’ fare a meno.

      • speartacKle 29 ottobre 2015, 10:17

        Su quello sono d’accordo, come penso anch’io che una certa pressione di semplici appassionati, genitori o tesserati possa essere esercitata sui presidenti.
        Però realisticamente mi chiedo, è davvero così influente? se penso al mio contesto magari se ne parla, due chiacchiere e poi alla fine nessuno va oltre andando a fare pressione sui presidenti, al massimo si lamentano per la qualità delle strutture, se ci sono le tute…

        Insomma forse sovrastimiamo ( e mi ci metto anch’io) l’effetto di un auspicabile dibattito pubblico per delle elezioni che pubbliche non sono, ma che riguardano dei tesserati ad una federazione sportiva.

        Spero invece che il dibattito pubblico ci sia più per i risvolti positivi che il movimento ne potrebbe trarre, sia dando un’immagine migliore verso l’esterno sia per la possibilità di conoscere ed avere un momento in cui le varie parti del mondo rugbystico italiano si interrogano dialogano si conoscono.
        Ecco l’idea degli stati generali mi affascina e mi piacerebbe molto, certo non come la vede il miope Gavazzi ovvero come un momento in cui tutti sparano le proprie invettive a caso, dove si ha paura che vengano messi in discussione l’ordine costituito o l’autorità e l’autorevolezza di chi lo gestisce, ma come un incontro formativo di confronto, una “call for papers” sul rugby italiano.

        poi sul ruolo dei blog dei giornali, che oltre a riportare il trafiletto o i virgolettati, facciano approfondimento e spiegazione dei contesti

  10. marc 29 ottobre 2015, 10:28

    Quello scritto dalla redazione è puro buon senso, purtroppo spesso nei blog prevalgono tifoserie e invettive.
    Il rugby italico ha bisogno di programmazione e scelte pluriennali che non si blocchino sulle prime difficoltà.
    Ad esempio non capisco l’opposizione ai CdF, che come idea – se ben gestiti – sono servizi verso le società a cui lasciano la gestione dei propri giocatori, mentre comprendo di più l’opposizione alle accademie (spesso lontane dai club, esproprianti e autoreferenziali). L’unica zone d’Italia dove le accademie hanno promosso la crescita di talenti, che altrimenti non sarebbero emersi, è il meridione dove distanze enormi (centinaia di km) e problemi economici rischiano di soffocare l’attività anche di base. I CdF invece potrebbero aiutare, ad esempio, la nascita di franchigie territoriali, se aiutate da modifiche regolamentari opportune, lasciando in vita i club di appartenenza e creando il presupposto di fiducia e condivisione necessario per la nascita di franchigie e collaborazioni territoriali.
    Perchè non entrare nel merito, nel dettaglio, pensando a tutta Italia invece di ragionare come se tutto fosse come è a casa propria, forse… ?

  11. berton gianni 29 ottobre 2015, 10:36

    Fermo restando l’ovvio diritto di agire come meglio si ritiene, non ho compreso i motivi per cui San Donà dice : non aderisco.
    Qualcuno li conosce ?
    Per il resto, questa cordata ha ben compreso gli errori strategici compiuti nella precedente tornata elettorale e mi pare si stia muovendo con la giusta prudenza.
    Non mi meraviglierei se i contatti con Amore fossero già in avanzato stato.
    Scontato che da soli non ce la farebbero anzi, ad oggi, sono dell’idea che Ben Gavazzi nfsc abbia già la quasi riconferma in tasca.

    • ginomonza 29 ottobre 2015, 11:27

      Gianni lo hai fatto apposta?
      Avanzato stato o in stato avanzato?
      Per noi toscani può assumere significati diversi 🙂 🙂

      • berton gianni 29 ottobre 2015, 11:39

        Tutto studiato, amico…persiano !
        Chissa’ che l’elefante non partorisca il classico topolino.
        E a proposito : hai gia’…aperto qualche persiana ?? 😀

    • panocia 29 ottobre 2015, 15:59

      a san donà non condividono i metodi e non i contenuti visto che questi, ad oggi, non li conosce ancora nessuno. Stessa cosa sostenuta a Valsugana. Ed in effetti qualcuno conosce le proposte rivoluzionarie del civ? Credo sia plausibile nutrire dubbi sulle capacità di Zatta e c che intenderebbero esportare il modello vincente del Veneto in tutta Italia. Quale modello vincente scusate? In questi anni a Treviso hanno dilapidato una fortuna (della famiglia Benetton ma anche della fir è bene ricordarlo) senza ottenere alcun risultato se non saccheggiare puntualmente le altre società per portare via giocatori “low-cost” ed ingrossare il portafogli di presunti fenomeni venuti da oltralpe. credo che sia logico avere dei dubbi sulle reali capacità di queste persone.

      • viernheim 29 ottobre 2015, 16:17

        Mi pare che sia un concetto applicabile anche alla realtà di Rovigo, milioni sull’eccellenza da almeno 7/8 anni.

        • panocia 30 ottobre 2015, 08:00

          giustissimo. con la differenza che a Rovigo spendono i soldi propri e non quelli della federazione. Se, come si dice da tempo quì, Luciano Benetton sta cercando di uscire dal rugby come ha già fatto con basket, volley e F1 il panorama che si apre è chiaro. O si trova il modo di coprire il budget in un altro modo o la grana la tira fuori la Fir. Credo che proprio in questo contesto vada letta la strategia veneta (vedi Dogi!!!!!!!!!!!!!!!).

  12. aug61 29 ottobre 2015, 11:44

    Comincerei con l’impostare il discorso in termini corretti e non ..all’italiana.
    Non si tratta di trovare antagonisti, di scalzare qualcuno: vi è la fine naturale di un mandato, 2016, si tratta quindi di procedere alla elezione di un gruppo dirigente FIR. Può questo sembrare strano in un paese che ha avuto (e subito gli effetti) di lunghe dispotiche monarchie, all’interno di una federazione (ma questo è un male comune), in cui la democrazia e la partecipazione è ridotta a barzelletta. Ma le domande vere sono ben chiare a tutti.
    Quale progetto si ha per il rugby? Quali persone possono condurlo avanti e attuarlo ? Gli uomini che hanno governato fino adesso hanno dimostrato le loro capacitò e la loro visione del rugby: bisogna continuare in questa direzione o sterzare radicalmente, quindi quali persone hanno idee e forza per un progetto nuovo?
    Cominciamo ad interrogarci su queste cose, poi il problema dei nomi si risolve..

  13. Rabbidaniel 29 ottobre 2015, 12:01

    Laicamente, tutti i fronti che aspirano alla presidenza, da Gavazzi all’ultimo dei competitor, dovrebbero discutere sul fascicolo Pro12: è il capitolo di spesa più rilevante e, dopo un ciclo abbondante, va fatta una valutazione approfondita. Ci sono soluzioni alternative? Non ci sono? Può convivere con un domestic semipro? Non può convivere? Ecc.

  14. loose prop 29 ottobre 2015, 12:34

    Senza voler essere esaustivo, segnalo quanto segue.
    1) L’attuale statuto e gli attuali regolamenti conferiscono al presidente (federale come di comitato) – che non voglia avvalersi di processi di delega e che non voglia confrontarsi con i sui consiglieri – un potere pressoché illimitato.
    2) Il prossimo presidente dovrebbe avere la forza di superare questo che sembra produrre risultati quantomeno discordanti. A cosa serve un Presidente che vuole andare a SUD (solo per fare un esempio) con consiglieri che puntano a EST se non a compravendere voti?
    3) Sarebbe bello vedere un presidente che gira l’Italia presentando la sua squadra scelta per attuare un programma: solo in questo modo la squadra potrebbe essere scelta sulla base dei meriti e dei curricula e non sulla base del bacino dei voti che porta.
    4) Sarebbe bello partire da un programma che tenga conto che l’Italia è fatta di Veneto e di Sicilia, di Milano e di Ravenna dove non c’è una ricetta unica ma un obiettivo comune: crescere e diffondere la pratica sportiva del rugby.
    5) Senza numeri la qualità non cresce e per fare numeri serve tempo: che sia chiaro.
    6) Sarebbe bello assistere a una campagna elettorale dove il candidato presidente, assieme alla sua squadra, si confronta apertamente con l’altro presidente e l’altra squadra.
    7) Sarebbe bello che le iniziative che portano alla crescita e al confronto non venissero tacciate di essere anti federali solo perché non si è avuto l’acume di essere tra gli organizzatori e i promotori.
    8) Sarebbe bello che i presidenti delle società scegliessero guardando al bene del movimento e non al centro federale che gli verrà assegnato nella successiva consiliatura, sempre che ciò sia mai avvenuto.
    9) Sarebbe bello che chi si candida con il gruppo che perdesse le elezioni, non venisse ricompensato con la nomina in qualche commissione, sempre che ciò sia mai avvenuto.
    10) Sarebbe bello che colo che dichiarano che i loro incarichi elettivi e non sono gratuiti, dimostrassero quanto realmente hanno percepito dalla federazione, sempre che ciò sia mai avvenuto.
    11) Sarebbe bello che il confronto partisse da una analisi puntuale dei problemi territoriali e dei problemi della base per confrontarsi sulle ricette migliori.
    12) Sarebbe bello che chi ha commesso degli errori lo riconoscesse per acquistare maggiore credibilità e ripartire dai propri errori e dai propri fallimenti.
    13) L’analisi dei risultati sarebbe opportuna non per polemiche sterili, ma per costruire avendo contezza del punto di partenza.
    14) L’analisi dei bilanci contribuirebbe a fugare i dubbi sul futuro perché il problema non è avere debiti, il problema è scoprire in corsa di non avere ciò che si pensava di avere……, sempre che ciò sia mai avvenuto.

  15. R2D2 29 ottobre 2015, 14:01

    Tanto alla fine vincerà il mago G perché il Veneto ha una visione completamente distrorta della realtà rugbistica italiana. Da noi ci sono società con 300 tesserati e settori giovanili con 40/50 bambini per categoria, impianti ottimi (o comunque altamente sopra la qualità media del resto d’Italia). Da noi il rugby non è lo sport degli scartati, ma spesso è la prima scelta per i bambini.
    Nel resto d’Italia si fa fatica a trovare il numero minimo per stare in campo, si gioca in strutture spesso vergognose e vengono fatti i salti mortali per tenere in piedi una società.
    Come volete che si trovino dei comuni intenti?
    Alla fine (anche solo per puro istinto di sopravvivenza) verrà votato quello che prometterà 10 palloni, oppure che ridurrà il numero di giocatori in campo, ecc.
    Non ci siamo ancora resi conto che, fatte salve alcune eccezioni, il movimento italiano fuori da veneto e parte della Lombardia è ad un livello più basso di quello rumeno o georgiano o spagnolo…

  16. electrocase 29 ottobre 2015, 14:34

    ntz ntz diceva mia nonna
    troppa gente con i piedi stretti al laccio
    in sostanza troppe società che hanno bisogno proprio di quella “cosa” che l’attuale sistema gli può garantire
    la gestione politica di qualsiasi struttura ahimè nel nostro paese al momento è questa e trovo francamente stancante ed inutile la strategia del ravvedimento miracoloso.
    Sono le azioni legate agli indirizzi di programma che fanno capire dove si va perché a dirla tutta anche soltanto in questo blog si potrebbero raccogliere tutti gli elementi per un fantastico programma e di altrettanto fantastici ne leggeremo da qui al prossimo anno ma la garanzia della loro attuazione è decisamente scarsa.
    E allora?
    Allora vince il certo all’incerto o per meglio dire
    corta e sicura………..

  17. malpensante 29 ottobre 2015, 15:05

    Caro R2D2, il tuo post spiega esattamente il perché esista una pregiudiziale antiveneta nel rugby italiano. Aggiungo io che dietro questa pregiudiziale ci si è nascosti in tutto il resto di Italia per non cambiare mai, e fare finta che l’alternativa all’esistente fosse ontologicamente e quindi di sicuro peggiore. Tu hai un pregiudizio verso l’Italia del rugby, buona parte dell’Italia del rugby ce l’ha verso il Veneto, che immagina la pensi tutto come te. Il rugby non è un panda, tutto bianco con una grande macchia nera che dovrebbe essere il Veneto; è una giaguaro venuto male, fatto di tante macchie piccoline disposte in modo caotico, alcune tanto vicine da sembrare un’unica grande macchia, altre sperse per conto loro come Venere appena fa buio. Il Veneto è la macchia di cui sopra, che ne so, Trepuzzi o Capoterra l’altra. Società con 300 e più tesserati ci sono dal Piemonte alla Sicilia, e società che fan fatica a mettere insieme una under ce ne sono anche in Veneto. Capisci bene che uno che si sente dare del sottosviluppato e sta a L’Aquila, Torino, Milano, Genova, Bologna, Livorno, Pesaro, Roma, Catania, e così via, sarà difficile che non sospetti che “i Veneti”, qualora esistesse questa entità metafisica malpensante, tutto potrebbero fare meno che gli interessi del resto dell’Italia rugbistica. Prima togliamo da mezzo la pregiudiziale antiveneta, prima ci si dà una mossa, e mi pare che “i Veneti”, questa volta in senso non metafisico ma della stragrande maggioranza delle società piccole e grandi della regione più rugbistica d’Italia, stiano provando a dare una mano in quel senso. Tocca al resto d’Italia fare la propria e andare ad un confronto senza pregiudiziali e tanto meno “traditori”. La prima merda pestata “all’antica” c’è già stata e guarda caso è toccato a una società per la quale c’è da togliersi il cappello quando si tira in ballo, come il Valsugana. Speriamo che, come si dice, porti bene ma evitiamo di pestarne altre, se possibile. Saluti dal terzo mondo rugbistico, senza pregiudiziali.

    • R2D2 29 ottobre 2015, 15:31

      Forse è scritto male, ma è proprio quello che intendevo dire io.
      In più (ma comprendo che qualcuno, soprattutto se coinvolto, possa sentirsi “offeso”), non c’era da parte mia nessun tipo di disprezzo. Semmai è il contrario, perchè ammiro 100 volte di più chi si fa un mazzo tanto per portare 10 ragazzini in un campo spelacchiato, piuttosto che una società come la “mia” Benetton che si vede ogni anno cadere come la manna dal cielo decine e decine di bambini nuovi e non è in grado di avere un sistema che porti a formare giocatori di livello con continuità, pur avendo numeri e strutture da squadra di Premiership inglese.
      Il problema sta proprio in questo: ci sono realtà (soprattutto in veneto e questo me lo devi concedere!) che sono a livello dei più evoluti Paesi europei e ci sono realtà che sono da vero terzo mondo rugbistico.
      Queste realtà non potranno mai avere intenti comuni. E’ la mia opinione, non la Verità.
      Oltretutto il sistema prevede che l’ultima società appena nata abbia lo stesso peso del Petrarca o del Benetton, per cui alla fine vincerà sempre la polverizzazione e quindi “l’interesse di sopravvivenza” rispetto a chi, magari, avrebbe un “interesse di sviluppo”.

      • malpensante 29 ottobre 2015, 16:04

        Prova a fare mente locale e a dirmi cosa abbiano in comune due realtà come Petrarca e Benetton. Strutturalmente, per quello che sono e pure per quello che sono state. Gli interessi di una e gli interessi dell’altra. O si mettono al centro gli interessi generali, a partire dall’ultima società dell’ultimo paese o si va da nessuna parte. Ah, ci sono realtà così evolute che vincono o quasi il campionato e le prendono dai russi e dai romeni, e altre che, con 4 milioni di contributo federale, sono i più collaudati materassi d’Europa. Il “Veneto” che hai in mente tu, quello degli interessi contrapposti, di evoluti e terzo mondo, non lo voterei nemmeno se al posto di Gavazzi ci fosse Hannibal. Tanto varrebbe tenersi Osso, che almeno sappiamo chi sia, ed evidentemente al peggio non c’è fine.

        • mamo 29 ottobre 2015, 16:38

          Forse volevi dire Annibal, quel Stefano (grande giocatore) che ha un ghigno ben più spaventoso del suo quasi omonimo con l’h.

      • boh 29 ottobre 2015, 16:44

        R2D2, l’ultima società nata, NON ha (giustamente) lo stesso peso di PD o TV. Naturalmente se si parla di peso elettorale.

        • R2D2 29 ottobre 2015, 17:07

          Infatti lo status quo che regna da Dondi a Gavazzi è tenuto in piedi dalle piccole società per un pugno di palloni.
          @Mal, ognuno è libero di pensarla come vuole. Se tu pensi che l’attuale gestione sia il male minore, visto dove siamo arrivati (compresi i 4 mln dati alle DUE materasso d’Europa), allora va bene.

          Per me QUALSIASI altra opzione è meglio di questa, perchè peggio di così non si può fare. PER ME.

          p.s. Petrarca e Treviso vanno molto più d’accordo di quello che si pensa e, dirò di più, avendo la fortuna di non avere certi problemi (reclutamento, strutture, ecc.) entrambe hanno una visione di medio termine comune.
          Questa visione di medio termine non la può avere che quotidianamente lotta per sopravvivere.
          Faccio un esempio: se uno si trova in mare e non sa nuotare si aggrappa al primo pezzo di legno che trova. Se uno è un buon nuotatore, cerca, magari, di sfruttare la corrente che lo possa aiutare ad arrivare a riva.
          La coppia Dondi/Gavazzi è anni che vive lanciando in giro decine di pezzetti di legno e chissenefrega se poi portano tutto verso l’alto mare.

          • gsp 29 ottobre 2015, 17:19

            le promesse di contributi all’eccellenza dove le mettiamo? e non sto parlando di gavazzi. poi il problema sono i palloni alle piccole.

    • mamo 29 ottobre 2015, 15:54

      La realtà, @Mal, è che i Veneti stanno sul ca..zo anche a loro e se qui tutti noi ci spogliassimo anche solo un pochino di ipocrisia sarebbe molto più chiaro a tutti.Capireste, forse, perché S. Donà non sta con Treviso e perché Treviso fatica a stare con Padova che a sua volta ha i suoi bei problemi con Pedemontana e via via .
      Per il resto mi piace molto l’immagine di un rugby italiano a forma di macchie di leopardo perché rende berne l’idea.

      • malpensante 29 ottobre 2015, 16:13

        mamo, ma sarebbe anche ora che basta. Un passo indietro per farne due avanti: la mentalità è quel che conosciamo, ma qui se non ci si dà una mossa si va al disastro. Questa roba qui costruita solo su una montagna di soldi che produce il rugby internazionale e che noi sfracelliamo, senza soldi viene giù in tre giorni e lascia il deserto. O lo capiamo e cominciamo a pensare come se i soldi non ci fossero, e ad usare quelli che ci sono di conseguenza, o è una irrealistica e ingenua speranza tornare a quel che eravamo da poveri. Sarebbe molto, ma molto peggio.

  18. xnebiax 29 ottobre 2015, 15:50

    “Perchè una buona opposizione – se anche dovesse rimanere minoranza – sprona chi sta al governo ad essere migliore, la mancanza di alternativa è invece mortificante e porta inevitabilmente all’atrofizzazione dell’intero panorama interessato”.
    Non sono poi molto convinto che cambierebbe molto per un Gavazzi rieletto: infatti anche il consiglio sarebbe probabilmente ampiamente vicino alle sue posizioni, e poi il consiglio conta poco e il presidente fa quasi tutto quello che gli pare. È un sistema elettorale un po’ alla chi vince piglia tutto.

    • 6nazioni 29 ottobre 2015, 18:49

      perche’ in questi 3 anni si e’ sentita l’opposizione?

      • Alberto da Giussano 29 ottobre 2015, 19:35

        Zanovello poteva essere in consiglio, previo dimissioni dal Cus, non l’ha fatto.

  19. fabiogenova 29 ottobre 2015, 16:20

    La foto di Sebastian Pessina, con la figliola che sventola la bandiera italiana isolata e dentro una folla attonita, è geniale!

  20. 6nazioni 29 ottobre 2015, 17:57

    rinnovo il mio consiglio alle scieta’ venete,
    la carica di presidente cercatela nel lazio o campania.
    Persona capace,con ottime credenziali e super/partes.
    Solo in questo modo si puo’ vincere contro il conclave del 1,333%.
    Leggete anche se ne avete tempo il programma del sig. Amore,ottimo come
    partenza.

    • fracassosandona 29 ottobre 2015, 18:06

      ti stai autocandidando? 😀

      • 6nazioni 29 ottobre 2015, 18:13

        motocandidando fracassosandona
        #ppct
        #dor kirwain
        #(*) munari
        #(*) bortolami,ongaro,lo cicero,bergamasco,griffen,bettarello.
        # Ascantini responsabile rugby/scuola

  21. ermy 29 ottobre 2015, 20:39

    Trovo questo ricorrente invito al dialogo come molto ipocrita, una pretesa di essere politically correct alquanto ” democristiana”…
    ma spiegatemi : il Veneto non ha mai espresso un presidente, ed ora che si coagula al 95% per trovare una quadra in tal senso il Grillo Talpa e gli insigni Professori che popolano il blog suggeriscono che dovrebbe mettersi a “discutere” con chi non ha mai voluto discutere e lasciare la presidenza ad un altra regione? Ma di cosa state parlando??? Credete veramente che i Veneti siano tutti dei coglioni?
    P.S. A scanso di equivoci sono friulano-calabro… fate voi! 😉

    • 6nazioni 29 ottobre 2015, 21:08

      ermy nel 2012 Zatta e’ stato fatto fuori dai veneti…..
      Alfredo Gavazzi ………… 28.723
      Amerino Zatta ……….. 20.952

      Susanna Vecchi 19.585 voti

      • PedemontanaRugby 29 ottobre 2015, 23:51

        Susanna Vecchi ha preso i voti di Rovigo, che ufficialmente stava con Zatta. Tanto per dire.

  22. il carogna 29 ottobre 2015, 21:55

    veneti, pensate ai cavoli vostri.
    siamo in mare di melma fino al collo.
    ma perchè cambiare adesso ?
    lasciate il gava su altri 4 anni e con questo trend, andremo sotto anche con la testa.
    poi sarà facile vincere.
    forse.

  23. pepe carvalho 30 ottobre 2015, 07:35

    tabella voti 2013/2014
    http://www.federugby.it/index.php?option=com_docman&task=doc_download&gid=3645&Itemid=97
    si vede che:
    abruzzo 924 voti, basilicata 71, calabria 264, campania 885, E.R. 1971, F.V.G. 464, lazio 1879, liguria 622, lombardia 3532, marche 836, molise 63, piemonte 1321, puglia 799, sardegna 548, sicilia 1157, toscana 1653, umbria 463, V.dA 23, trentino 213, veneto 3411. totale 21099
    è evidente che il veneto da solo non basta anzi…se la proposta vuole essere vincente deve essere aperta al resto d’italia o quanto meno essere rispondente alle necessità di tutti. La proposta sia di programma che nominativa deve essere includente, e non connotata regionalmente. Se non fosse così Gavazzi per altri 4 anni….

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