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	Commenti a: Dove nasce il gap: il rugby giovanile tra Italia e mondo anglosassone	</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
	<lastBuildDate>Thu, 25 Jun 2015 09:09:06 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: cainerandrea		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cainerandrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2015 09:09:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non ho la presunzione di saper risolvere tutti i problemi, in generale: faccio l’insegnante di E.F. da trent’anni, ho allenato nel triathlon, atletica leggera e da circa 13 anni nel rugby. Nei post precedenti e successivi al mio, ho letto molte cose condivisibili ed altre assolutamente inutili; ovvio che un dibattito scritto non può dare grandi frutti, ma ha, al contempo, alcuni punti forti. Sottolineo e ribadisco, magari integrando, il mio opinabile punto di vista:
-	Dal mini rugby in poi, non si fa qualità; con la convinzione che l’obiettivo sia vincere, mentre per me, dovrebbe essere quello di giocare al più alto livello possibile;
-	Le skill, anche in U.20, piuttosto che in seniores, risentono di una vera mancanza di lavoro, dedizione e piacere
-	Se non per situazioni contingenti, il placcaggio (che peraltro è un elemento di base difensivo)non è mai portato per andare a recuperare la palla; cerchiamo i punti di incontro e non quelli di continuità (in attacco) e il 2v1 è spessissimo un optional
-	I nostri giovanissimi e giovani, ma anche buona parte dei seniores è in mano a volontari (un grazie sincero, comunque) che di didattica, metodologia, scienza dell’educazione e di produzione della performance  in generale, non sanno niente (e infatti in Galles puntano molto sugli insegnanti di EF)
-	La FIR non si occupa della Scuola se non indirettamente col “Progetto Scuola” che non permetterà mai all’Ente scolastico una vera programmazione/progettazione (il Club fagocita e basta);
-	È assodato e visibile a tutti che non si fa rugby a Scuola, ma è anche vero che ci sono sempre più realtà che si stanno dando da fare in questo senso: io per esempio uso le ore di Gruppo sportivo pomeridiano e negli ultimi 5 anni ho portato un bel gruppo di ragazze (insegno in un liceo artistico) in Coppa Italia e anche in Serie A (e una in nazionale league) ; con i ragazzi sto ripartendo ora ma faccio più fatica (pur avendo sempre allenato i maschi) ma mi dovrò cercare un Club;
-	Nella Scuola, e anche nel Club, manca sostanzialmente l’entusiasmo per progettare e permettere apprendimenti di competenza e alta qualità, proprio perché molti docenti/allenatori danno per scontati molti passaggi metodologici e neuromotori, piuttosto, che noi docenti, pensare più ai voti che alle reali qualità in gioco (ma qui il discorso diventa complicato e poco attinente al rugby)
-	Che piaccia o meno, la Scuola è, e resterà il più grande bacino d’utenza. La FIR può anche fregarsene (e continuerà a farlo perché a Scuola non può disporre e far valere le sue clientele) e dopo il boom di numeri aspettarsi anche un calo (fisiologico); peccato che non faccia neppure qualità
-	In Galles prima viene il campionato scolastico, anche se 7’s per classi, poi c’è il campionato federale. I coach lavorano in stretta sintonia Club/Scuola e i progetti condivisi: c’è una programmazione ……….  e 5 milioni di abitanti fanno quello che sappiamo tutti
-	Sul placcaggio: è un argomento molto delicato e allo stesso modo importantissimo, perché “no tackle, no rugby” però attenzione alle fasce d’età: nei giochi di lotta in classe, io ci metto anche il placcaggio (ma i miei più piccoli hanno 14/15 anni). A 6 o 8 anni, soprattutto in città, direi molto meglio il flag o il touch. A 10/12 anni si può intervenire col placcaggio, ma anche qui è necessaria una progressione didattica che risolva o faciliti il problema affettivo
-	Il progetto rugby nella scuola, non potrà mai essere un progetto sportivo, ma un progetto educativo e didattico (e questo è il grande gap del Rugby Club italiano, che non vuole e non sa capire, tolte rare particolarità localistiche ), al Liceo o scuola superiore anche sportivo.
-	A Scuola non si fa neppure EF……vero, purtroppo; spessissimo è così, ma ci sono realtà dove si lavora molto bene, certamente per quel paio d’ore la settimana, poi c’è anche chi integra col Gruppo Sportivo, ma questo è appannaggio di quei Colleghi, e il sottoscritto, che credono ancora di poter dare qualcosa ai loro Studenti (e indirettamente alle Famiglie)
-	Non c’è il campo a scuola o uno spazio verde (in città spesso, ma non è sempre vero) …….:  il touch si può fare anche in palestra e poi col gruppo sportivo spostarsi e cercare qualcosa di appropriato
Termino, sennò non si lascia spazio ad altri: ma se arrivassero, ogni anno scolastico tutte le scuole medie e tutte le scuole superiori, in grado di giocare a touch e per le superiori che sappiano passare, calciare, recuperare la palla alta (magari da calcio) e magari con la curiosità di provare a giocare davvero ? A chi farebbe schifo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho la presunzione di saper risolvere tutti i problemi, in generale: faccio l’insegnante di E.F. da trent’anni, ho allenato nel triathlon, atletica leggera e da circa 13 anni nel rugby. Nei post precedenti e successivi al mio, ho letto molte cose condivisibili ed altre assolutamente inutili; ovvio che un dibattito scritto non può dare grandi frutti, ma ha, al contempo, alcuni punti forti. Sottolineo e ribadisco, magari integrando, il mio opinabile punto di vista:<br />
&#8211;	Dal mini rugby in poi, non si fa qualità; con la convinzione che l’obiettivo sia vincere, mentre per me, dovrebbe essere quello di giocare al più alto livello possibile;<br />
&#8211;	Le skill, anche in U.20, piuttosto che in seniores, risentono di una vera mancanza di lavoro, dedizione e piacere<br />
&#8211;	Se non per situazioni contingenti, il placcaggio (che peraltro è un elemento di base difensivo)non è mai portato per andare a recuperare la palla; cerchiamo i punti di incontro e non quelli di continuità (in attacco) e il 2v1 è spessissimo un optional<br />
&#8211;	I nostri giovanissimi e giovani, ma anche buona parte dei seniores è in mano a volontari (un grazie sincero, comunque) che di didattica, metodologia, scienza dell’educazione e di produzione della performance  in generale, non sanno niente (e infatti in Galles puntano molto sugli insegnanti di EF)<br />
&#8211;	La FIR non si occupa della Scuola se non indirettamente col “Progetto Scuola” che non permetterà mai all’Ente scolastico una vera programmazione/progettazione (il Club fagocita e basta);<br />
&#8211;	È assodato e visibile a tutti che non si fa rugby a Scuola, ma è anche vero che ci sono sempre più realtà che si stanno dando da fare in questo senso: io per esempio uso le ore di Gruppo sportivo pomeridiano e negli ultimi 5 anni ho portato un bel gruppo di ragazze (insegno in un liceo artistico) in Coppa Italia e anche in Serie A (e una in nazionale league) ; con i ragazzi sto ripartendo ora ma faccio più fatica (pur avendo sempre allenato i maschi) ma mi dovrò cercare un Club;<br />
&#8211;	Nella Scuola, e anche nel Club, manca sostanzialmente l’entusiasmo per progettare e permettere apprendimenti di competenza e alta qualità, proprio perché molti docenti/allenatori danno per scontati molti passaggi metodologici e neuromotori, piuttosto, che noi docenti, pensare più ai voti che alle reali qualità in gioco (ma qui il discorso diventa complicato e poco attinente al rugby)<br />
&#8211;	Che piaccia o meno, la Scuola è, e resterà il più grande bacino d’utenza. La FIR può anche fregarsene (e continuerà a farlo perché a Scuola non può disporre e far valere le sue clientele) e dopo il boom di numeri aspettarsi anche un calo (fisiologico); peccato che non faccia neppure qualità<br />
&#8211;	In Galles prima viene il campionato scolastico, anche se 7’s per classi, poi c’è il campionato federale. I coach lavorano in stretta sintonia Club/Scuola e i progetti condivisi: c’è una programmazione ……….  e 5 milioni di abitanti fanno quello che sappiamo tutti<br />
&#8211;	Sul placcaggio: è un argomento molto delicato e allo stesso modo importantissimo, perché “no tackle, no rugby” però attenzione alle fasce d’età: nei giochi di lotta in classe, io ci metto anche il placcaggio (ma i miei più piccoli hanno 14/15 anni). A 6 o 8 anni, soprattutto in città, direi molto meglio il flag o il touch. A 10/12 anni si può intervenire col placcaggio, ma anche qui è necessaria una progressione didattica che risolva o faciliti il problema affettivo<br />
&#8211;	Il progetto rugby nella scuola, non potrà mai essere un progetto sportivo, ma un progetto educativo e didattico (e questo è il grande gap del Rugby Club italiano, che non vuole e non sa capire, tolte rare particolarità localistiche ), al Liceo o scuola superiore anche sportivo.<br />
&#8211;	A Scuola non si fa neppure EF……vero, purtroppo; spessissimo è così, ma ci sono realtà dove si lavora molto bene, certamente per quel paio d’ore la settimana, poi c’è anche chi integra col Gruppo Sportivo, ma questo è appannaggio di quei Colleghi, e il sottoscritto, che credono ancora di poter dare qualcosa ai loro Studenti (e indirettamente alle Famiglie)<br />
&#8211;	Non c’è il campo a scuola o uno spazio verde (in città spesso, ma non è sempre vero) …….:  il touch si può fare anche in palestra e poi col gruppo sportivo spostarsi e cercare qualcosa di appropriato<br />
Termino, sennò non si lascia spazio ad altri: ma se arrivassero, ogni anno scolastico tutte le scuole medie e tutte le scuole superiori, in grado di giocare a touch e per le superiori che sappiano passare, calciare, recuperare la palla alta (magari da calcio) e magari con la curiosità di provare a giocare davvero ? A chi farebbe schifo?</p>
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		<title>
		Di: Andrea B.		</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/06/23/dove-nasce-il-gap-il-rugby-giovanile-tra-italia-e-mondo-anglosassone/#comment-279253</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2015 13:34:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.onrugby.it/2015/06/23/dove-nasce-il-gap-il-rugby-giovanile-tra-italia-e-mondo-anglosassone/#comment-279096&quot;&gt;thight-head prop&lt;/a&gt;.

Teoricamente nessuna, visto che a quanto mi dicono, le direttive della federazione sono altre, almeno fino alla U10 a favore del contatto e del &quot;mischione/contesa della palla&quot; che ne segue...
Poi anni fa vidi l&#039;U10 della Benetton giocare praticamente già con i ruoli, aprendo il gioco molto etc etc e parlando con un genitore di loro mi disse che era Franco Smith, allora ancora allenatore della Benetton ad aver richiesto che anche nel minirugby  &quot;si giocasse a rugby&quot;.

Dopo aver visto la squadra del mio figliolo provare il touch una volta in allenamento (si era verso la fine dell&#039;anno e gli allenatori variavano un po&#039; il &quot;menù&quot;, per far rilassare i bambini), parlando con loro dissi che secondo me i bambini potevano imparare molto se si fosse fatta sempre una sessione di touch ad ogni allenamento...la risposta fu &quot;si, hai ragione, ma non ce lo lasciano fare...&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/23/dove-nasce-il-gap-il-rugby-giovanile-tra-italia-e-mondo-anglosassone/#comment-279096">thight-head prop</a>.</p>
<p>Teoricamente nessuna, visto che a quanto mi dicono, le direttive della federazione sono altre, almeno fino alla U10 a favore del contatto e del &#8220;mischione/contesa della palla&#8221; che ne segue&#8230;<br />
Poi anni fa vidi l&#8217;U10 della Benetton giocare praticamente già con i ruoli, aprendo il gioco molto etc etc e parlando con un genitore di loro mi disse che era Franco Smith, allora ancora allenatore della Benetton ad aver richiesto che anche nel minirugby  &#8220;si giocasse a rugby&#8221;.</p>
<p>Dopo aver visto la squadra del mio figliolo provare il touch una volta in allenamento (si era verso la fine dell&#8217;anno e gli allenatori variavano un po&#8217; il &#8220;menù&#8221;, per far rilassare i bambini), parlando con loro dissi che secondo me i bambini potevano imparare molto se si fosse fatta sempre una sessione di touch ad ogni allenamento&#8230;la risposta fu &#8220;si, hai ragione, ma non ce lo lasciano fare&#8230;&#8221;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Obelix-it		</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/06/23/dove-nasce-il-gap-il-rugby-giovanile-tra-italia-e-mondo-anglosassone/#comment-279209</link>

		<dc:creator><![CDATA[Obelix-it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2015 12:08:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.onrugby.it/2015/06/23/dove-nasce-il-gap-il-rugby-giovanile-tra-italia-e-mondo-anglosassone/#comment-278729&quot;&gt;Pippo&lt;/a&gt;.

Mmmh, eh, ma non e&#039; che col grappolo si impari molto a placcare... alla fine, quelli che san placcare son quelli che lo fanno &#039;di natura&#039;, ma spesso di insegnare a placcare si evita accuratamente...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/23/dove-nasce-il-gap-il-rugby-giovanile-tra-italia-e-mondo-anglosassone/#comment-278729">Pippo</a>.</p>
<p>Mmmh, eh, ma non e&#8217; che col grappolo si impari molto a placcare&#8230; alla fine, quelli che san placcare son quelli che lo fanno &#8216;di natura&#8217;, ma spesso di insegnare a placcare si evita accuratamente&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alberto da Giussano		</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/06/23/dove-nasce-il-gap-il-rugby-giovanile-tra-italia-e-mondo-anglosassone/#comment-279176</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alberto da Giussano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2015 10:59:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.onrugby.it/2015/06/23/dove-nasce-il-gap-il-rugby-giovanile-tra-italia-e-mondo-anglosassone/#comment-279167&quot;&gt;carlo s&lt;/a&gt;.

Faccio molta fatica anch&#039;io a vederlo, infatti quest&#039;anno ho visto Milano in coppa due volte e stop.
Ma Reggio è molto simpatica anche me. Ha fatto un programma pluriennale serio, fa spese compatibili e pur avendo dietro una famiglia finanziariamente solidissima ( Ferrarini) non fanno pazzie. Io li apprezzo molto dai tempi di Prandi.
E poi non posso dimenticare i 7 anni passati lì da Mike Mitchell, forse la miglior ala piccola mai arrivata in Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/23/dove-nasce-il-gap-il-rugby-giovanile-tra-italia-e-mondo-anglosassone/#comment-279167">carlo s</a>.</p>
<p>Faccio molta fatica anch&#8217;io a vederlo, infatti quest&#8217;anno ho visto Milano in coppa due volte e stop.<br />
Ma Reggio è molto simpatica anche me. Ha fatto un programma pluriennale serio, fa spese compatibili e pur avendo dietro una famiglia finanziariamente solidissima ( Ferrarini) non fanno pazzie. Io li apprezzo molto dai tempi di Prandi.<br />
E poi non posso dimenticare i 7 anni passati lì da Mike Mitchell, forse la miglior ala piccola mai arrivata in Italia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: carlo s		</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/06/23/dove-nasce-il-gap-il-rugby-giovanile-tra-italia-e-mondo-anglosassone/#comment-279167</link>

		<dc:creator><![CDATA[carlo s]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2015 10:48:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.onrugby.it/2015/06/23/dove-nasce-il-gap-il-rugby-giovanile-tra-italia-e-mondo-anglosassone/#comment-279149&quot;&gt;Alberto da Giussano&lt;/a&gt;.

ADG posto che io rimango sempre tifoso dell&#039;ex Ignis e del ex Benetton Treviso.... fra le due mi ispira più simpatia Reggio. La squadra è molto fresca e gioca un basket molto veloce con grande ritmo. Mi piace  di più Reggio anche perchè gli italiani protagonisti sono di più: l&#039;immenso &quot;Cincia&quot;  e sopratutto Della Valle e Polonara (davvero un bei talenti).
I talenti della Dinamo sono tutti americani : Dyson, Logan, Sanders, Brooks.
Il basket italiano di oggi, con squadre così infarcite di stranieri a me piace poco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/23/dove-nasce-il-gap-il-rugby-giovanile-tra-italia-e-mondo-anglosassone/#comment-279149">Alberto da Giussano</a>.</p>
<p>ADG posto che io rimango sempre tifoso dell&#8217;ex Ignis e del ex Benetton Treviso&#8230;. fra le due mi ispira più simpatia Reggio. La squadra è molto fresca e gioca un basket molto veloce con grande ritmo. Mi piace  di più Reggio anche perchè gli italiani protagonisti sono di più: l&#8217;immenso &#8220;Cincia&#8221;  e sopratutto Della Valle e Polonara (davvero un bei talenti).<br />
I talenti della Dinamo sono tutti americani : Dyson, Logan, Sanders, Brooks.<br />
Il basket italiano di oggi, con squadre così infarcite di stranieri a me piace poco.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alberto da Giussano		</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/06/23/dove-nasce-il-gap-il-rugby-giovanile-tra-italia-e-mondo-anglosassone/#comment-279149</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alberto da Giussano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2015 10:12:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.onrugby.it/2015/06/23/dove-nasce-il-gap-il-rugby-giovanile-tra-italia-e-mondo-anglosassone/#comment-279133&quot;&gt;carlo s&lt;/a&gt;.

Ot. Visto che la Reyer è fuori, Sassari o Reggio?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/23/dove-nasce-il-gap-il-rugby-giovanile-tra-italia-e-mondo-anglosassone/#comment-279133">carlo s</a>.</p>
<p>Ot. Visto che la Reyer è fuori, Sassari o Reggio?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Pablo11		</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/06/23/dove-nasce-il-gap-il-rugby-giovanile-tra-italia-e-mondo-anglosassone/#comment-279145</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pablo11]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2015 10:07:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.onrugby.it/?p=92568#comment-279145</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.onrugby.it/2015/06/23/dove-nasce-il-gap-il-rugby-giovanile-tra-italia-e-mondo-anglosassone/#comment-279078&quot;&gt;zappinbo&lt;/a&gt;.

Probabilmente è anche un fattore culturale,  ho 37 anni e sono cresciuto non a Playstation, ma a oratorio dove la multidisciplinarita&#039;  delle attività era normale.  A 19 ho fatto l&#039;isef e con tutti i miei limiti fisici ho superato tutti gli esami pratici e così i miei colleghi. Altra generazione!!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/23/dove-nasce-il-gap-il-rugby-giovanile-tra-italia-e-mondo-anglosassone/#comment-279078">zappinbo</a>.</p>
<p>Probabilmente è anche un fattore culturale,  ho 37 anni e sono cresciuto non a Playstation, ma a oratorio dove la multidisciplinarita&#8217;  delle attività era normale.  A 19 ho fatto l&#8217;isef e con tutti i miei limiti fisici ho superato tutti gli esami pratici e così i miei colleghi. Altra generazione!!!!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: carlo s		</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/06/23/dove-nasce-il-gap-il-rugby-giovanile-tra-italia-e-mondo-anglosassone/#comment-279133</link>

		<dc:creator><![CDATA[carlo s]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2015 09:30:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.onrugby.it/?p=92568#comment-279133</guid>

					<description><![CDATA[Vorrei fare i complementi a Marco, per il suo articolo, porta sempre degli argomenti interessanti.
Giusto per confrontarci con gli altri lettori, segnalo che i miei figli che frequentano la primaria di I e II grado (ex elementari e medie) hanno cominciato ha giocare a touch nel corso di questo anno. Alla fine dell&#039;anno scolastico il profe (che peraltro è un ex giocatore di basket) gli ha organizzato un torneo interno.
Giocavano nelle stesse squadre sia i ragazzi che le ragazze.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei fare i complementi a Marco, per il suo articolo, porta sempre degli argomenti interessanti.<br />
Giusto per confrontarci con gli altri lettori, segnalo che i miei figli che frequentano la primaria di I e II grado (ex elementari e medie) hanno cominciato ha giocare a touch nel corso di questo anno. Alla fine dell&#8217;anno scolastico il profe (che peraltro è un ex giocatore di basket) gli ha organizzato un torneo interno.<br />
Giocavano nelle stesse squadre sia i ragazzi che le ragazze.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alberto da Giussano		</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/06/23/dove-nasce-il-gap-il-rugby-giovanile-tra-italia-e-mondo-anglosassone/#comment-279101</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alberto da Giussano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2015 08:42:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.onrugby.it/2015/06/23/dove-nasce-il-gap-il-rugby-giovanile-tra-italia-e-mondo-anglosassone/#comment-279080&quot;&gt;giangi2&lt;/a&gt;.

Ottimo riassunto. Direi che è proprio così al 100%. Aggiungo che alcuni dirigenti scolastici ( ex direttori scolastici) particolarmente sensibili al tema utilizzano fondi per favorire questi interventi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/23/dove-nasce-il-gap-il-rugby-giovanile-tra-italia-e-mondo-anglosassone/#comment-279080">giangi2</a>.</p>
<p>Ottimo riassunto. Direi che è proprio così al 100%. Aggiungo che alcuni dirigenti scolastici ( ex direttori scolastici) particolarmente sensibili al tema utilizzano fondi per favorire questi interventi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: thight-head prop		</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/06/23/dove-nasce-il-gap-il-rugby-giovanile-tra-italia-e-mondo-anglosassone/#comment-279096</link>

		<dc:creator><![CDATA[thight-head prop]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2015 08:28:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono d&#039;accordo con alcuni di voi ma mi chiedo se ha senso pensare che lo sviluppo del rugby deve passare attraverso la scuola...soprattutto vista la condizione strutturale ed economica di quest&#039;ultima...politicamente è una questione che non verrà mai risolta perché ci sono troppi interessi in ballo...mi concentrerei invece sulle modalità didattiche presenti nelle squadre del &quot;mini&quot; rugby (dall&#039;under 6 all&#039;under 10 intendo)...concordo con l&#039;idea di preparare i bambini non prepararli a fare solo a &quot;capocciate&quot; ma ha ragionare con il pallone in mano introducendo il placcaggio più avanti a tutto beneficio di una preparazione tecnica di base migliore...ma vi chiedo, quante squadre preparano così i propri vivai?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con alcuni di voi ma mi chiedo se ha senso pensare che lo sviluppo del rugby deve passare attraverso la scuola&#8230;soprattutto vista la condizione strutturale ed economica di quest&#8217;ultima&#8230;politicamente è una questione che non verrà mai risolta perché ci sono troppi interessi in ballo&#8230;mi concentrerei invece sulle modalità didattiche presenti nelle squadre del &#8220;mini&#8221; rugby (dall&#8217;under 6 all&#8217;under 10 intendo)&#8230;concordo con l&#8217;idea di preparare i bambini non prepararli a fare solo a &#8220;capocciate&#8221; ma ha ragionare con il pallone in mano introducendo il placcaggio più avanti a tutto beneficio di una preparazione tecnica di base migliore&#8230;ma vi chiedo, quante squadre preparano così i propri vivai?</p>
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