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	Commenti a: Ritchie e la lezione inglese: quando la RFU si mise a curare i particolari	</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
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		<title>
		Di: andrease		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrease]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2015 09:45:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Beh ma non è che prima dell&#039;arrivo di Ian Ritchie l&#039;Inghilterra facesse schifo e tutto il movimento fosse allo sbando...
Diciamo che il suo mestiere è stato creare e monetizzare il business del rugby. Chiaramente per farlo era necessario cambiare la faccia della Nazionale tagliando con la vecchia gestione.
Sergione il barbaro ha fatto la stessa cosa con la Ferrari. Evidentemente Velasco aveva visto giusto tanti anni fa: non è necessario che uno sia del ramo, l&#039;importante è motivare le persone e dare compiti precisi con l&#039;obiettivo di svolgerli al massimo livello. Il &quot;tuttologo tuttofare passionale&quot; deve restare giustamente legato alle realtà amatoriali xchè in quell&#039;ambito è la colonna portante.
Il professionismo è un&#039;altra cosa e si ha bisogno di specialisti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh ma non è che prima dell&#8217;arrivo di Ian Ritchie l&#8217;Inghilterra facesse schifo e tutto il movimento fosse allo sbando&#8230;<br />
Diciamo che il suo mestiere è stato creare e monetizzare il business del rugby. Chiaramente per farlo era necessario cambiare la faccia della Nazionale tagliando con la vecchia gestione.<br />
Sergione il barbaro ha fatto la stessa cosa con la Ferrari. Evidentemente Velasco aveva visto giusto tanti anni fa: non è necessario che uno sia del ramo, l&#8217;importante è motivare le persone e dare compiti precisi con l&#8217;obiettivo di svolgerli al massimo livello. Il &#8220;tuttologo tuttofare passionale&#8221; deve restare giustamente legato alle realtà amatoriali xchè in quell&#8217;ambito è la colonna portante.<br />
Il professionismo è un&#8217;altra cosa e si ha bisogno di specialisti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Cannonball		</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/04/20/ian-ritchie-e-una-lezione-inglese-quando-la-rfu-si-mise-a-curare-i-particolari/#comment-254705</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cannonball]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2015 00:08:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Articolo che non lascia molto neanche a me. Marketing, comunicazione e promozione sono le uniche cose che funzionano in FIR. Oserei dire purtroppo. Rugby in tv e in chiaro, Olimpico pieno, Adidas etc. sono tutte manovre azzeccate e non scontate per un movimento relativamente piccolo come il nostro. Il marketing e la comunicazione sono curati da Yannick Skender e Patrick Popelin che hanno delle referenze di alto livello sul tema. Dai 4 gatti del Flaminio con dirette TV Rai a metà con il ciclismo siamo passati a vedere la palla ovale a più riprese e su più canali. Questo bisogna ammetterlo.
 Il problema è che sotto la splendida coperta di seta del prodotto immagine-rugby-italia c&#039;è un movimento sportivo che va a velocità dimezzata. 
Altro problema è fidelizzare il pubblico dei campionati &quot;domestic&quot;, dove il fattore identitario di cui parla Rivaro, qui non esiste. Quando si preferisce giocare in B o in A con argentini e oriundi davanti a 300 spettatori, è chiaro che il problema è culturale.
E poi come qualcuno ha scritto poco sopra, mi sembra quasi doveroso che la RFU abbia questa impostazione. Una struttura professionistica curata nei dettagli che però ancora non è riuscita a ripetere il ciclo vincente di Clive Woodward. Che sia un esempio virtuoso è vero, che sia un esempio perfetto è falso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo che non lascia molto neanche a me. Marketing, comunicazione e promozione sono le uniche cose che funzionano in FIR. Oserei dire purtroppo. Rugby in tv e in chiaro, Olimpico pieno, Adidas etc. sono tutte manovre azzeccate e non scontate per un movimento relativamente piccolo come il nostro. Il marketing e la comunicazione sono curati da Yannick Skender e Patrick Popelin che hanno delle referenze di alto livello sul tema. Dai 4 gatti del Flaminio con dirette TV Rai a metà con il ciclismo siamo passati a vedere la palla ovale a più riprese e su più canali. Questo bisogna ammetterlo.<br />
 Il problema è che sotto la splendida coperta di seta del prodotto immagine-rugby-italia c&#8217;è un movimento sportivo che va a velocità dimezzata.<br />
Altro problema è fidelizzare il pubblico dei campionati &#8220;domestic&#8221;, dove il fattore identitario di cui parla Rivaro, qui non esiste. Quando si preferisce giocare in B o in A con argentini e oriundi davanti a 300 spettatori, è chiaro che il problema è culturale.<br />
E poi come qualcuno ha scritto poco sopra, mi sembra quasi doveroso che la RFU abbia questa impostazione. Una struttura professionistica curata nei dettagli che però ancora non è riuscita a ripetere il ciclo vincente di Clive Woodward. Che sia un esempio virtuoso è vero, che sia un esempio perfetto è falso.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Caraibi		</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/04/20/ian-ritchie-e-una-lezione-inglese-quando-la-rfu-si-mise-a-curare-i-particolari/#comment-254704</link>

		<dc:creator><![CDATA[Caraibi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2015 23:44:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.onrugby.it/2015/04/20/ian-ritchie-e-una-lezione-inglese-quando-la-rfu-si-mise-a-curare-i-particolari/#comment-254391&quot;&gt;soa&lt;/a&gt;.

concordo appieno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.onrugby.it/2015/04/20/ian-ritchie-e-una-lezione-inglese-quando-la-rfu-si-mise-a-curare-i-particolari/#comment-254391">soa</a>.</p>
<p>concordo appieno</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Caraibi		</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/04/20/ian-ritchie-e-una-lezione-inglese-quando-la-rfu-si-mise-a-curare-i-particolari/#comment-254703</link>

		<dc:creator><![CDATA[Caraibi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2015 23:42:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.onrugby.it/2015/04/20/ian-ritchie-e-una-lezione-inglese-quando-la-rfu-si-mise-a-curare-i-particolari/#comment-254369&quot;&gt;barry&lt;/a&gt;.

Se non si inizia mai con queste figure altamente professionali, restiamo sempre con i nostri numeri e poi ci lamentiamo e critichiamo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.onrugby.it/2015/04/20/ian-ritchie-e-una-lezione-inglese-quando-la-rfu-si-mise-a-curare-i-particolari/#comment-254369">barry</a>.</p>
<p>Se non si inizia mai con queste figure altamente professionali, restiamo sempre con i nostri numeri e poi ci lamentiamo e critichiamo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: delipe		</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/04/20/ian-ritchie-e-una-lezione-inglese-quando-la-rfu-si-mise-a-curare-i-particolari/#comment-254695</link>

		<dc:creator><![CDATA[delipe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2015 21:40:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buonasera
Non condivido molto questo articolo, a mio parere in certi punti anche un po banale e semplicistico, con tutto il rispetto.
Dire che &quot;la cura dei particolari è oggi il nuovo elemento che definisce la squadra vincente&quot; oppure che &quot;nel calcio possono esistere risultati rocamboleschi, nel rugby no&quot;.
La prima non costituisce affatto un elemento nuovo, a mio parere, perlomeno per come lo si vuole intendere.
La seconda frase è nettamente evidente ed intrenseca nella particolarità di essere uno sport &quot;che non mente in campo&quot; che non serve a suffragare la tesi che si vuole portare avanti.
Se lo scopo e di darsi una organizzazione piu mirata ed attenta ok, ma francamente non credo ne ai &quot;guru&quot; ne ai &quot;mental coach&quot; come sostenuto in altri articoli.
E fino a prova contraria la mia apprezzata Inghilterra deve ancora dimostrare se e una squadra di successo dopo i mondiali del 2011....o soltanto un fenomeno di marketing vincente anche per un pubblico e praticanti estemporanei.
Cosa quest ultima che a noi in Italia servirebbe poco.
Cordialità]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buonasera<br />
Non condivido molto questo articolo, a mio parere in certi punti anche un po banale e semplicistico, con tutto il rispetto.<br />
Dire che &#8220;la cura dei particolari è oggi il nuovo elemento che definisce la squadra vincente&#8221; oppure che &#8220;nel calcio possono esistere risultati rocamboleschi, nel rugby no&#8221;.<br />
La prima non costituisce affatto un elemento nuovo, a mio parere, perlomeno per come lo si vuole intendere.<br />
La seconda frase è nettamente evidente ed intrenseca nella particolarità di essere uno sport &#8220;che non mente in campo&#8221; che non serve a suffragare la tesi che si vuole portare avanti.<br />
Se lo scopo e di darsi una organizzazione piu mirata ed attenta ok, ma francamente non credo ne ai &#8220;guru&#8221; ne ai &#8220;mental coach&#8221; come sostenuto in altri articoli.<br />
E fino a prova contraria la mia apprezzata Inghilterra deve ancora dimostrare se e una squadra di successo dopo i mondiali del 2011&#8230;.o soltanto un fenomeno di marketing vincente anche per un pubblico e praticanti estemporanei.<br />
Cosa quest ultima che a noi in Italia servirebbe poco.<br />
Cordialità</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ermy		</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/04/20/ian-ritchie-e-una-lezione-inglese-quando-la-rfu-si-mise-a-curare-i-particolari/#comment-254678</link>

		<dc:creator><![CDATA[ermy]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2015 19:33:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma dai??? E chi ci avrebbe mai pensato? :D]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma dai??? E chi ci avrebbe mai pensato? 😀</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gsp		</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/04/20/ian-ritchie-e-una-lezione-inglese-quando-la-rfu-si-mise-a-curare-i-particolari/#comment-254585</link>

		<dc:creator><![CDATA[gsp]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2015 14:29:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.onrugby.it/2015/04/20/ian-ritchie-e-una-lezione-inglese-quando-la-rfu-si-mise-a-curare-i-particolari/#comment-254396&quot;&gt;soa&lt;/a&gt;.

A me basterebbe che faccia quello che deve fare nell&#039;ambito della nazionale. Deus ex machina sui poteri che giá ha.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.onrugby.it/2015/04/20/ian-ritchie-e-una-lezione-inglese-quando-la-rfu-si-mise-a-curare-i-particolari/#comment-254396">soa</a>.</p>
<p>A me basterebbe che faccia quello che deve fare nell&#8217;ambito della nazionale. Deus ex machina sui poteri che giá ha.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: boh		</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/04/20/ian-ritchie-e-una-lezione-inglese-quando-la-rfu-si-mise-a-curare-i-particolari/#comment-254419</link>

		<dc:creator><![CDATA[boh]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2015 09:34:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.onrugby.it/2015/04/20/ian-ritchie-e-una-lezione-inglese-quando-la-rfu-si-mise-a-curare-i-particolari/#comment-254409&quot;&gt;Emy&lt;/a&gt;.

Emy, risposta dell&#039;occupante scrivania standard. .......foglio più foglio meno. ......]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.onrugby.it/2015/04/20/ian-ritchie-e-una-lezione-inglese-quando-la-rfu-si-mise-a-curare-i-particolari/#comment-254409">Emy</a>.</p>
<p>Emy, risposta dell&#8217;occupante scrivania standard. &#8230;&#8230;.foglio più foglio meno. &#8230;&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Stefo		</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/04/20/ian-ritchie-e-una-lezione-inglese-quando-la-rfu-si-mise-a-curare-i-particolari/#comment-254417</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2015 09:31:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tutto molto corretto, solo che la prima cosa da fare allora sarebbe creare sta figura del CEO/AD/GM chiamatelo come vi pare...e dargli quei poteri che ha Ritchie...c&#039;e&#039; Ritchie e c&#039;e&#039; Beaumont...due figure, due ruoli diversi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto molto corretto, solo che la prima cosa da fare allora sarebbe creare sta figura del CEO/AD/GM chiamatelo come vi pare&#8230;e dargli quei poteri che ha Ritchie&#8230;c&#8217;e&#8217; Ritchie e c&#8217;e&#8217; Beaumont&#8230;due figure, due ruoli diversi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: malpensante		</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/04/20/ian-ritchie-e-una-lezione-inglese-quando-la-rfu-si-mise-a-curare-i-particolari/#comment-254415</link>

		<dc:creator><![CDATA[malpensante]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2015 09:27:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mah. Interessante, certo, ma da noi serve rimetter mano a tutto l&#039;ambaradam e la chiave per me sta nel definire prima di tutto con esattezza di cosa stiamo parlando visto che siamo il regno degli equivoci. Prima cosa da fare definire la esatta separazione tra formazione/domestic (junior, senior) da una parte e alto livello/professionismo/nazionali dall&#039;altro. Due budget, due parrocchie, due strutture, profili differenti in tutti i ruoli dallo staff alle segretarie. Le celtiche non ho ancora capito cosa siano, e non sarà banale definirlo col casino che abbiamo combinato. Diciamo che coi soldi che ci vanno a finire, la soluzione ottimale per come siamo messi ora è che se le pigli direttamente e interamente la FIR: con un po&#039; di sinergie con quegli&#039;altri inceneritori a banconote di nazionali e accademie, alla fine incassando sponsor e ricavi spenderebbe meno di quanto sputtana ora. Per non far sbronzare i giocatori basta rivolgersi a Presutti o Bordon, per fare del marketing è meglio pescare fuori, e ancora meglio prendere una società &quot;di comprovata esperienza&quot;. Il marketing vero lo si fa col ministero della pubblica istruzione e i club, più bambini e ragazzi giocano, più il rugby diventa popolare. Poi ci sono gli eventi, dal 6N agli AB, e niente puzza sotto il naso per i reality, le gnocche, la pubblicità dei materassi e le comparsate in tv.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mah. Interessante, certo, ma da noi serve rimetter mano a tutto l&#8217;ambaradam e la chiave per me sta nel definire prima di tutto con esattezza di cosa stiamo parlando visto che siamo il regno degli equivoci. Prima cosa da fare definire la esatta separazione tra formazione/domestic (junior, senior) da una parte e alto livello/professionismo/nazionali dall&#8217;altro. Due budget, due parrocchie, due strutture, profili differenti in tutti i ruoli dallo staff alle segretarie. Le celtiche non ho ancora capito cosa siano, e non sarà banale definirlo col casino che abbiamo combinato. Diciamo che coi soldi che ci vanno a finire, la soluzione ottimale per come siamo messi ora è che se le pigli direttamente e interamente la FIR: con un po&#8217; di sinergie con quegli&#8217;altri inceneritori a banconote di nazionali e accademie, alla fine incassando sponsor e ricavi spenderebbe meno di quanto sputtana ora. Per non far sbronzare i giocatori basta rivolgersi a Presutti o Bordon, per fare del marketing è meglio pescare fuori, e ancora meglio prendere una società &#8220;di comprovata esperienza&#8221;. Il marketing vero lo si fa col ministero della pubblica istruzione e i club, più bambini e ragazzi giocano, più il rugby diventa popolare. Poi ci sono gli eventi, dal 6N agli AB, e niente puzza sotto il naso per i reality, le gnocche, la pubblicità dei materassi e le comparsate in tv.</p>
]]></content:encoded>
		
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