Il Sudafrica dà il via libera alle quote nere: 7 atleti di colore alla RWC

La SARU ha approvato il documento che fa da road map fino alla RWC 2019, con l’obiettivo del 50% di neri in squadra

COMMENTI DEI LETTORI
  1. mezeena10 24 Febbraio 2015, 19:00

    “senza un piano chiaro in testa”..
    noi in Italia ne sappiam qualcosa..
    battute a parte veramente triste questa situazione, il problema apartheid è tutt’ altro che risolto, addì 24-2-2015, evidentemente..
    purtroppo..

  2. 6nazioni 24 Febbraio 2015, 19:01

    mah… roba da non credere (quote nello sport?).

    • Paolo 24 Febbraio 2015, 19:04

      Ciao, la reazione che abbiamo tutti è la tua. però non stiamo parlando di un paese con una storia e una situazione “normale”. Non lo so, io ci vado con i piedi di piombo.

      • berton gianni 24 Febbraio 2015, 19:11

        Ciao Paolo.
        Capisco il senso del tuo post, ma quale e’ la nazione con una storia ed una situazione “normale” ?…
        Certo, si potrebbe, dico potrebbe arrivare a dire che sono fatti loro, ma ritengo che non lo siano piu’, visto e considerato che riguardano il loro rapporto con il rugby mondiale.

        • Paolo 24 Febbraio 2015, 19:19

          Beh, dai, stiamo parlando di un paese dove la maggior parte delle sua popolazione è stata segregata e trattata da “serie b” per il colore della pelle. Pr legge era così. Fino all’altro ieri. Grazie a dio non sono tanti i paesi che hanno una storia del genere

          • zappinbo 25 Febbraio 2015, 09:47

            Scusi la redazione, ma questo buonismo vorrei dire suicida mi fa impressione. Come si fa a parlare di una popolazione di “serie b” in sudafrica poveri loro quando il resto dell’africa é trattato da tutti e da sempre come “serie z”??
            Se vogliamo essere “corretti” bisogna dire: la presenza di bianchi lì in africa é una cosa anacronistica e attualmente senza paragoni e non c’é praticamente ragione alcuna per supporre che ci sará anche in futuro.
            E che nessuno poi rimpianga i boks 2xvolte campioni del mondo che per anni hanno tenuto testa agli AB con una cattiveria nel gioco che trascende l’aggressivitá normale.
            PS: mi permetto di consigliare la lettura del libro di Hollebeqc “Sottomissione”, proprio ora un caso editoriale in Francia e Germania, con spunti interessanti in quest’ottica.

          • zappinbo 25 Febbraio 2015, 10:24

            http://www.youtube.com/watch?v=QLeAO8i7UDY
            una delle piú belle partite di sempre

  3. berton gianni 24 Febbraio 2015, 19:06

    La giudico una gran fesseria, quasi un “razzismo alla rovescia”.
    Quasi mi dispiace che siano ridotti cosi.

    • Appassionato_ma_ignorante 25 Febbraio 2015, 07:28

      Guarda, paradossalmente mi è passata la stessa idea per la testa. Quasi un’altra faccia della medaglia del razzismo. Per me le quote (nere, rosa, gialle…) sono tecnicamente un’idiozia. Nello sport e in qualunque campo, l’unico metro di misura dovrebbero essere il merito e la competenza.

  4. Katmandu 24 Febbraio 2015, 19:13

    L’unica cosa che mi fa piacere é che madiba non vedrà sto scempio, lui che anche con azioni violente ha cercato di eliminare il concetto di razze in sudafrica approvando tra le altre cose una delle bandiere più belle e cariche di significati dell’intero globo, le sue convinzioni per creare un Sudafrica libero dai pregiudizi e in cui ogni sudafricano era eguale ad un’altro vanno a farsi friggere, anzi ripescano pure le sfumature dei meticci
    Che sia chiaro, mi stanno bene le quote in casi di tutelare le minoranze, di qualunque tipo, ma una selezione nazionale dovrebbe essere composta dai migliori giocatori in assoluto, e lavorare in altri settori per far si che i tutti i giocatori di rugby sudafricani ambiscano alla maglia del proprio paese
    Ps comunque i”neri” in sudafrica non sono una minoranza

    • Paolo 24 Febbraio 2015, 19:21

      No, ma la domanda è: l’accesso allo sport per loro è uguale in tutto e per tutto a quello dei bianchi? Il vero problema è questo. Che poi sia risolvibile con le quote è tutto da dimostrare, ma la domanda a cui rispondere è quella

      • Stefo 24 Febbraio 2015, 19:29

        Paolo tocchi il punto cruciale come si e’ discusso in passato…il problema e’ che toccando la Nazionale spesso ci si ferma come analisi della cosa a quella e non si va oltre…quanto accessibile a tutti gli strati della popolazione e’ il rugby oggi?Qeusta e’ la domanda…che poi le quote possano essere utli o meno si puo’ discutere ma per prima cosa ci si concentri sul vero problema.

        • Paolo 24 Febbraio 2015, 19:34

          La risposta “razzismo al contario” secondo me è fuorviante e non vede il problema in prospettiva. Che è dannatamente complicato.

          • Stefo 24 Febbraio 2015, 19:39

            Paolo hai ragionissima si semplifica molto la cosa quando si parla e personalmente penso che avvenga perche’ ci si ferma (magari inconsciamente) alla NAzionale maggiore quando si leggono queste notizie, quando in realta’ quella e’ la punta dell’iceberg cioe’ l’ultimo stadio dove il problema alla radice (l’accessibilita’ del rugby per tutti) si manifesta.
            Io non so se il sistema delle quote sia corretto o meno, ma credo che spesso nel caso del rugby in SAF si semplifichi enormemente la cosa restando alla superficie della Nazionale.

          • berton gianni 24 Febbraio 2015, 21:06

            Scusate, ma sono loro che “semplificano”.
            Intendevo dire che a casa loro sono padroni di scegliere quello che preferiscono, ma allora, almeno secondo me, questa decisione non doveva riguardare anche la loro nazionale.

          • Stefo 24 Febbraio 2015, 21:24

            No Gianni, c’e’ scritto anche nell’articolo che si parla di 71 indicatori diversi, ti porto il pezzo in inglese:

            “It has six focus areas, demographic representation, access to the game, skills and capacity development, performance, community development and social responsibility and corporate governance,” he said.

            “Within those six dimensions are 71 key performance indicators Ä for instance we want to introduce 150,000 new primary schoolchildren to the game by 2019, accredit 1,500 new administrators.”

            Il pubblico che guarda solo alla Nazionale si concentra su 1 obiettivo su 71 bollando il tutto come una cagata…senza manco andare magari a cercare il documento con il progetto completo per capire cosa si cerca di fare.
            Ripeto io non dico sia giusto, sia sbagliato, funzionera’ o meno, non sono in grado di parlare di una realta’ cosi’ complicata e difficile…mi limito a invitare alla calma pero’ chi basandosi su una sola cosa di un progetto piu’ ampio ed articolato parla di cosa sbagliata a priori.

          • berton gianni 24 Febbraio 2015, 21:36

            Stefo,
            mi pareva di averlo scritto fin dal primo commento : a casa loro sono padroni di agire nella maniera che ritengono piu’-migliore-assaie.
            Non mi permetto di sindacare in casa d’altri.
            Mi riferivo al al fatto che non valuto positivamente la decisione di includere anche il roster della loro nazionale in questo progetto.

          • Stefo 24 Febbraio 2015, 21:55

            Gianni io non so vorrei leggere tutto il piano e vedere la ratio per cui si e’ deciso di includere anche la Nazionale Maggiore.

          • xnebiax 24 Febbraio 2015, 22:01

            Sono con Stefo quando dice che sia il problema che il progetto proposto sono molto più ampi e complessi della sola quota della nazionale. Cioè, a me pare dietro ci sia un progetto, magari non troppo preciso ma non è solo una regola.
            Il Sud Africa ha una discrepanza di reddito tra i bianchi e quelli di colore che pervade tutta la società e ne fa un paese nei fatti ancora non unito. Ma se è per questo non lo sono ancora nemmeno gli Stati Uniti.

          • berton gianni 24 Febbraio 2015, 22:30

            Perche’, forse si ?? 😀
            Anzi : 🙁

          • berton gianni 24 Febbraio 2015, 22:31

            Scusa, mi e’ scappato : perche’, noi italiani, si ?

          • Appassionato_ma_ignorante 25 Febbraio 2015, 07:38

            Capisco il punto di vista di Stefo e di Gianni. SE tutti avessero le stesse opportunità di accesso (e non parlo solo di Sudafrica), il merito e la competenza sarebbere veramente l’unico metro applicabile. Il problema sorge perché è difficilissimo assicurare una piattaforma uguale per tutti (in termini di opportunità, imparzialità, ecc.) Il piano è apparentemente molto più articolato del semplice “quote nere”. Se si limitasse alle sole quote nere sarebbe un po’ troppo semplicistico e rischierebbe di essere la classica soluzione peggiorare del problema.

            Ha comunque l’indubbio merito di provarci. “The wrong thing to do is nothing.”

        • mistral 25 Febbraio 2015, 08:49

          ciao Stefo, leggo solo ora l’articolo ed i vari interventi, e condivido la tua domanda… ma leggo anche, nell’editoriale di Paolo ” Oggi la maggior parte dei tifosi e dei giocatori di rugby in Sudafrica sono neri. L’84% dei giocatori U18 di questo paese sono di colore e li vogliamo parte attiva del gioco anche nell’alto livello”.” …se questa estrapolazione risponde al vero, perchè le quote?… o si deve partire dal presupposto (coglione a parer muio, ma ogni opinione è da rispettarsi) che, comunque, il 16% degli “ariani” sarebbe comunque “più buono pe rugby”?

          • Stefo 25 Febbraio 2015, 09:15

            @mistral la domanda che mi pongo e’ se parliamo di 84% a livello U18 perche’ tale percentuale non si rispetta oltre am crolla enormeente?Forse perche’ il passaggio successivo nello sviluppo e’ il Varsity rugby e l’accesso alle universita’ non e’ cosi’ semplice per una parte della popolazione?

            Attenzione lo domando non dico che sia cosi’ ma me lo domando…ripeto io non dico sia giusto o sbagliato, dico che e’ complicata come situazione e che fermarsi alla punta dell’iceberg della nazionale in un progetto molto piu’ ampio e che da quel poco che traspare va dalla base all’alto livello sia un po’ superficiale…insomma ci andrei molto piano a giudicare sulla base di informazioni parziali e sulla conscenza limitata del problema.

          • mistral 25 Febbraio 2015, 10:32

            capisco e condivido, stiamo parlando di una situazione storicamente delicata e ancora oggi poco conosciuta, ma la mia riflessione su quel 84%… considerando che la popolazione non colorata in SAF si attesta attorno al 15%, significa che fino ai 18 anni non esiste più alcuna barriera di accesso allo sport tra diverse etnie e l’equilibrio è perfetto, non sarà che dopo ci sia un avvicinamento maggiore ad altri sport (calcio etc) da parte dei colorati e molto minore al rugby?… se così fosse, le quote aggiungerebbero ingiustizia a disequità… ma, come dici giustamente, stiamo scivolando sul ghiaccio sottile…

          • Stefo 25 Febbraio 2015, 10:43

            @mistral possibile quello che dici…non lo so veramente, servirebbe vedere gli studi fatti (o che si spera siano stati fatti ma visto che a sto progetto ci hanno lavorato 2 anni presumo qualcosa l’abbiano studiato) e che sono alla base del documento…bisognerebbe anche vedere qulle statistiche come si compongono poi, ad esempio come si suddivide la partecipazione tra attivita’ sportiva organizzata e quella che e’ saltuaria ma viene presa dentro ugualmente, come sono esattamente i percorsi di sviluppo del rugby, magari vedere se la popolazione nera quando si arriva al momento di fare una scelta agonistica di alto livello se predilige il Sevens al XV.
            Ci sono tantissime cose da prendere in considerazione oltre alla NAzionale MAggiore in un piano che mi sembra sia a ben piu’ ampio respiro, per esempio nessuno di noi ha notato che c’e’ anche l’obiettivo di quote rosa in base all’articolo per quel che riguarda dirigenti ed amministratori.

  5. mauro-pv 24 Febbraio 2015, 19:45

    Il problema “razziale” (che brutta parola…) in Sud Africa è estremamente complesso e non va affrontato qui, detto questo mi sembra una decisione assolutamente insensata e soprattutto inutile, non risolve il problema (ammesso che di problema si possa parlare) e rischia di essere davvero pericoloso.
    Mettere delle quote a livello di selezione nazionale, ma anche a livello di squadre professionistiche, è inutile, avrebbe più senso cercare di ampliare la base di giocatori di colore e quindi intervenire sulla possibilità di accesso allo sport ma qua è tutta un’altra questione e non dipende solo dalla federazione.

    Poi, non so voi, ma un documento che si chiama “Strategic Transformation Plan” a me mette paura, tanta paura…..

  6. giomarch 24 Febbraio 2015, 19:45

    Le quote nere sono come la corrazzata potion kin

  7. mockba 24 Febbraio 2015, 20:15

    mi sembra una cosa francamente ridicola e parlare di “razzismo al contrario” e piu’ che legittimo. Sono stato in S.Africa per circa 20 giorni e ho tanti amici Sud Africani, non dico di conoscere la situazione ma l’impressione e’ che stanno distruggendo quanto di buono fatto da Mandela. Va benissimo investire alle basi e con gli anni cercare di avere una societa’ dove tutti hanno le stesse opportunita’ indipendentemente dal colore della pelle, ma negli ultimi 5 anni ho l’impressione che una politica di favoritismo abbia ancor piu’ distanziato i bianchi e i neri, basti vedere che in politica (a tutti i livelli) ci sono praticamente solo neri. Tornando in tema “Strategic Transformation Plan” puzza tanto di programma dittatoriale, un qualcosa di buio e brutto…strategic transformation…ok d’accordo ma la trasformazione la inizi alla base non dalla testa del pesce che puzza. Mi dispiace ma buttata li cosi’ (senza un piano di sviluppo vero e proprio per i giocatori di colore) come riportata dalla redazione e’ un caso di razzismo al contrario. Gioca chi si merita punto e basta, se si merita di scendere in campo un 15 di colore no problem ma se lo devono meritare con i fatti. Ultima considerazione questa iniziativa e’ una porcata con sottofondo politico visto che a pallone a tutti i livelli in SA giocano prevalentemente giocatori di colore e nessuno ne parla…ripeto questo e razzismo al contrario…dispiace ma e’ cosi’.

    • mezeena10 24 Febbraio 2015, 20:42

      dissento fortemente, ma per non innescare sterili polemiche non vado oltre..
      #piuboeripertutti

    • xnebiax 24 Febbraio 2015, 21:52

      dissento fortemente anch’io…
      l’unica cosa che dico è che nel rugby sudafricano un piano di sviluppo per i giocatori di colore (almeno come base) ce lo hanno già da un po’, ho po’ di lavoro l’hanno già fatto…

  8. Trequarti 24 Febbraio 2015, 20:18

    Secondo me questa decisione potrebbe ottenere l’effetto contrario a quello desiderato. Ho paura che in futuro possano nascere dei malumori tra chi è stato escluso perchè di un colore e chi invece fa parte dei 23 perchè di un’altra carnagione. Sopratutto se l’escluso è “chiaro”….

    • Giovanni 24 Febbraio 2015, 23:34

      Già, il rischio di inficiare il “merito” (parola di cui tanto ci riempiamo la bocca in Italia) è concreto.

  9. TommyHowlett 24 Febbraio 2015, 20:27

    Secondo me le quote nere sono quanto di più discriminante ci possa essere. In pratica sette posti sono riservati ai neri, il resto ai bianchi considerando che tutt’oggi è praticamente impossibile trovare ulteriori giocatori di colore abbastanza bravi da poter ambire a qualcuna di queste maglie. Cioè siamo tornati all’apartheid. Neri di qua, bianchi di là. Se sei di colore ti basta essere tra i più forti di una minoranza, il bianco invece lo deve essere in senso assoluto.

  10. frank 24 Febbraio 2015, 20:40

    è la volta che brucio la jersey con la scritta SASOL

  11. mic.vit 24 Febbraio 2015, 21:02

    è finito il sudafrica..

    • zappinbo 25 Febbraio 2015, 10:03

      quoto! chissá le pressioni da tutte le parti, prima dal estero poi interne. Benché potenza economica resta un paese compromesso e isolato. Resta tuttavia l’esperienza e un modello da studiare per come si é svilluppato il colonialismo, cosa ha prodotto e dove é fallito. Ora come ora non c’é piú spazio per queste situazioni nell’egemonia del pensiero yankee

      • mic.vit 25 Febbraio 2015, 13:36

        le vicende socio-politiche sono una cosa…il rugby un altra…
        se i neri in africa vogliono giocare a calcio non si può decidere di piazzare 7 possibili brocchi in una squadra solo per questione di immagine…

        …il sudafrica che ha vinto l’ultimo mondiale era composto da 13 fabbri bianchi e 2 ali nere…

        le altre superpotenze del rugby sentitamente ringraziano…

  12. Maggicopinti 24 Febbraio 2015, 21:19

    Si accorgeranno dell’insensatezza di questa decisione quando alla RWC saranno meno competitivi di quando dovrebbero essere, e quando tutti i giocatori bianchi esclusi per le quote migreranno -ovviamante- in Europa. Tanto se non possono giocare per gli Srpingboks, perché rimanere e non andare a monetizzare in Francia?

  13. And 24 Febbraio 2015, 21:22

    si prevedono ondate di sudafricani in Europa con successive equiparazioni, sulle quote bisogna poi vedere l’attuazione sul campo oltre che su carta

    • xnebiax 24 Febbraio 2015, 21:47

      Tutti rigorosamente bianchi tranne Tendai The Beast Mtawarira.

  14. berton gianni 24 Febbraio 2015, 21:39

    Chissa’ se nei loro casini hanno introdotto le quote anche fra le mignotte bianche, nere, mulatte ecc……

    • Katmandu 24 Febbraio 2015, 22:11

      Posso? Questo é il miglior post che ho mai letto per sdrammatizzare una notizia seria!
      #unmonumentoinpiazzadeisignoriperberton

      • berton gianni 24 Febbraio 2015, 22:33

        Troppa grazia, Kat.
        Cmq, bottiglietta Urquell al Monigo, quando verrai. 🙂

      • valter 25 Febbraio 2015, 22:12

        berton gianni sei un fuoriclasse!

  15. xnebiax 24 Febbraio 2015, 21:46

    L’impressione è che non riescano o non siano riusciti ad alzare la percentuale di giocatori non bianchi partendo soltanto dal basso, pare, cioè, che le azioni di diffusione del rugby in tutte la popolazione alla base non abbia (ancora) portato ad una diffusione di giocatori di colore nell’alto / altissimo livello.
    Quindi tentano adesso calando una regola dall’alto di velocizzare la cosa, di far puntare nelle giovanili di più su giocatori anche al di fuori delle solite grandi scuole.
    La domanda di Paolo è giustissima: quanti dei giocatori di colore giovani hanno accesso ad una educazione rugbystica di qualità? Quanti non vengono scoperti? Quanti abbandonano per andare a lavorare giovani perché troppo poveri per andare ad una scuola (dove imparerebbero, tra le altre cose, il rugby)?
    Il tempo dirà se questa “pressione dall’alto” darà frutti.
    Vero è che la nazionale femminile è già ben oltre il 50% di atlete di colore (sia XV che 7s).
    Vero è però anche che avere 7 non bianchi nei 23 in Inghilterra sarà difficile con tutti i bianchi praticamente irrinunciabili che hanno e qui potrebbero aver avuto troppa fretta.

  16. the judge 24 Febbraio 2015, 22:24

    Sono accordi fatti già prima del ’95 tra l’ANC ed il governo sudafricano: l’alternativa era impedire ai Bokke di giocare a rugby. Se ora è una quota, fra qualche anno diffondere il rugby tra i coloured sarà un vantaggio: numerico! Tra l’altro da loro (e nel mondo anglosassone) il successo sportivo viene vissuto come riscatto sociale (mi vengono in mente Pienaar “one man one nation” ed il Galles anni settanta).

  17. Katmandu 24 Febbraio 2015, 23:09

    Scuste quello che intendevo dire nel post precedente è che mi pare una scorciatoia
    Facciamo un paragone con noi o la Francia, in alcuni ruoli in cui siam corti di “idee” che si fa? Equipariamo il primo neozelandese che giocava nella seconda squadra di Otago, che è comunque più meritevole del italiano di turno che gioca a 10 formato in Italia, stesso discorso vedasi per Speeding, se penso ancora che quella maglia l’ha indossata Poitrenod, mi vien male
    Qua è lo stesso con una “sfumatura” che vista dal mio punto di vista, e ripeto mio soltanto, mi fa schifo, se è una selezione nazionale deve basarsi sui migliori giocatori selezionabili per ogni ruolo secondo la testa del selezionatore che deve essere pagato per prendersi le sue responsabilità
    Sarebbe peró interessante se i “potenti mezzi di On rugby” intervistassero magari qualche giocatore sudafricano in giro per l’Europa, penso a VanZyl (entrambi) per capire le differenti vedute e magari se non è possibile arrivare da Habana Steenkamp o pienaar magari Johnson dei Wasps

  18. Rabbidaniel 25 Febbraio 2015, 00:05

    Se l’obiettivo è più borse di studio e più opportunità ben venga. Se invece si tratta semplicemente di quote, direi di no. In molti ambiti in SA è accaduta la stessa cosa, col risultato che persone competenti sono state sostituite da altre meno competenti solo per il colore della pelle.
    Ah, guardate che Habana e altri non contenterebbero come “neri”, perché sono meticci, ripristinando una categoria dell’Apartheid.
    Vero è che il Sudafrica ha la storia che ha e che forse le cose potevano andare peggio, ma non direi che stiano andando bene…

    • mistral 25 Febbraio 2015, 09:06

      Rabbi, hai sottolineato una verità sacrosanta: in SAF, sia che comandino i bianchi ariani sia i neri doc, i coloured ce l’hanno comunque nel fracco!… mah!

  19. Alejack95 25 Febbraio 2015, 02:12

    Tentativo di integrazione o forma di razzismo? La linea è piuttosto sottile, riflettendoci più a lungo. A caldo ho spesso pensato che questa idea della SARU fosse una porcata, però il contesto sudafricano è – come giustamente sottolineato da Paolo – particolare.

  20. gino da agrate 25 Febbraio 2015, 07:12

    Se si vuole veramente bene al rugby e al Sudafrica, per quello che ha rappresentato nella storia di questo sport, limitiamoci a commentare ciò che avviene sul campo.
    Gli sforzi che sta facendo questa nazione per uscire da un tunnel in cui i “bianchi” l’avevano cacciato, merita un po di più di “andare con i piedi di piombo” come suggerisce il titolare di questa testata.Vorrei solo ricordare che le “quote” sono uno strumento abituale per governare la politica, l’economia e lo sport.
    Chi si scandalizza è solo un ipocrita totale.
    Nel campionato di serie D di calcio ( in ITalia) si può scendere in campo solo se in ogni squadra c’è un numero minimo di atleti schierati nati negli anni ’95 e ’96. Se in quel ruolo c’è un nato nel ’93, più forte deve stare in panchina.
    Non sono queste?
    Per non parlare delle “quote rosa” in politica ( sempre in Italia).
    Quindi fare i fenomeni e criticare le scelte del Sud africa, oltre che abbastanza provinciale ( vista la poca conoscienza che si ha del problema) è discretamente ipocrita.

    • malpensante 25 Febbraio 2015, 09:04

      La cosa peggiore è l’obbligo della apertura nera o colorabile in Eccellenza. Che indecenza queste quote, una cosa mai vista nel rugby.

    • soa 25 Febbraio 2015, 12:32

      Solo perché le porcate le facciamo pure noi non vuol dire che quelle degli altri non lo siano.
      Riservare dei posti non ha senso: se vogliono avere più giocatori neri in nazionale, la federazione dovrebbe creare borse di studio per giocatori neri. Se il problema è l’accesso ad un livello superiore si deve garantire questo.

      • gino da agrate 25 Febbraio 2015, 13:48

        Cominciamo noi, allora con il cancellare l’Alto Adige o Sud Tirolo, visto che le quote non hanno senso.
        Poi cancelliamo le quote rosa.
        Poi cancelliamo le quote riservate agli invalidi.
        Poi cancelliamo le quote , negli appalti pubblici, riservate alle cooperative sociali.
        Poi cancelliamo le quote riservate ai ROM nell’assegnazione delle case popolari.
        Ce ne abbiamo un bel po’ da fare prima di arrivare in Sud Africa.

  21. Marco Manny 25 Febbraio 2015, 11:27

    La storia sudafricana è complessa, ok….
    Ma penso alla reazione della gente bianca quando si vedrà scavalcare da delle quote prestabilite. E mi viene da paragonare le reazioni che avranno i bianchi alle reazioni che hanno in italia gli studenti Italiani che non vengono ammessi ai test di ammissione universitari perché alcuni posti sono riservati agli stranieri e(pensa te, qui a Firenze)addirittura ai soli cinesi. Che senso ha? Cmq il documento proposto è complesso, composto da più aspetti che sicuramente vanno a innescarsi a vicenda(si parla di quote nere ma anche di un aumento di amministratori donne e di under 18). Insomma è un paese che si sta muovendo in molte direzioni, ha fatto un passo x smuovere il movimento sportivo anche a livello giovanile, dal basso, con un riscontro sociale fortissimo e come dicono loro stessi aggiustamenti in corsa son sempre possibili. Io preferirei il rischio che il non far niente. Complimenti. Per questo son d’accordo con Paolo sull’andare coi piedi di piombo.

  22. ernesto 25 Febbraio 2015, 16:14

    Si possono fare tanti sofismi ma più che costringere i dirigenti a convocare neri, bisognerebbe promuovere più concretamente il rugby nelle fasce più povere.

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