Jacques Brunel: in Italia poca educazione allo sport

Il coach francese in una lunga intervista approccia lo sport da una prospettiva più ampia

ph. Sebastiano Pessina

Educazione fisica, accademie e molto altro ancora. Jacques Brunel ha rilasciato un’intervista al Fatto nella quale tocca diversi punti. Prima si parla del rugby in generale, poi della carenza di educazione allo sport nei giovani italiani (“l’Italia è indietro, a scuola l’educazione fisica è un’ora di ricreazione”), e poi si tocca l’argomento Accademie e Centri di Formazione. A questo proposito afferma il coach degli Azzurri: “Le accademie hanno soltanto sei mesi di vita, bisogna saper aspettare. Non dimentichiamo che fino a pochi anni fa il rugby italiano era un mondo sommerso“. Infine, un accenno allo spirito di squadra “Non servono primedonne” e alla differenza tra atleti francesi e italiani (“gli italiani sono meno ubbidienti e non hanno la continuità e la capacità di concentrazione dei francesi”).

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  1. Rabbidaniel 4 agosto 2014, 11:10

    Cosa vuol dire che il rugby in Italia era un mondo sommerso? E l’italiano per natura è capriccioso? Anche oriundi-equiparati?

  2. gattonero 4 agosto 2014, 11:28

    (“l’Italia è indietro, a scuola l’educazione fisica è un’ora di ricreazione”) sono daccordo, ma non solo nello sport e’ indietro, purtroppo, e’ indietro in “quasi” tutti i campi (politica,sport,lavoro,educazione civica,ecc ecc…)
    (“gli italiani sono meno ubbidienti e non hanno la continuità e la capacità di concentrazione dei francesi”).questa e’ una cazzata,e per altro non hanno assunto un tecnico francese perche’ eravamo simili hai nostri cuginetti francofoni o sbaglio…

  3. Galeone 4 agosto 2014, 11:34

    Ahi ahi, sig. Brunel, quindi anche per lei ” italiani no buoni per il rugby “, Mannaggia cosa cavolo abbiamo cambiato allenatore se il risultato finale è identico?

  4. amedeolupo52 4 agosto 2014, 11:36

    Brunel dice bene , tutto il movimento compresi i vertici federali mancano di coesione , la scuola ha da poco tagliato l’educazione fisica per motivi di bagget , non sono d’accordo sull’indisciplina dei giocatori italiani rispetto ai francesi per i primi si riconduce tutto a quanto scritto sopra , sul caso Bergamasco non ne farei un dramma ho visto e sentito di peggio in giro per Ovalia .

  5. gsp 4 agosto 2014, 11:37

    va beh. condivido sull’impazienza (ma su alcune cose s’e’ gia’ aspettato troppo). ma certe altre situazione sono difficile da commentare.

    • Stefo 4 agosto 2014, 11:51

      la Francescato non e’ li’ da 6 mesi, non seguiamo le generalizzazioni paracule dette per compiacere chi gli oaga lo stipendio e puo’ licenziarlo!

      • gsp 4 agosto 2014, 12:03

        “ma su alcune cose s’e’ gia’ aspettato troppo” era riferito proprio a quello.

  6. amedeolupo52 4 agosto 2014, 11:44

    Caro Brunel dopo aver mancato tutti gli obiettivi sbandierati ora manchi di tatto accusando il movimento italia nel suo complesso , se fosse un movimento vincente probabilmente non avremmo chiamato un allenatore di club francese dimenticando magari qualche tecnico italiano di pari valore .

  7. malpensante 4 agosto 2014, 11:48

    Ho finalmente capito lo stipendio da tecnico di prima fascia: lo pagano a chiacchiere.

  8. Stefo 4 agosto 2014, 11:48

    vabbeh quella sulk’educazione fisica e’ una gran banalita’ discussa e eidiscussa non solo dagli amanti del rugby, quella sull’ubbedienza mi sa di “non sino io che canno tattica sono loro che non mi obbediscono”, sulke Accademie….ehm la Francescato non e’ in piedi da 6 mesi ma da molto di piu’ sono passati un 2-300 atleti gia’ nel suo programma…vediamo di non fare di tutta un’etba un fascio quindi quando si parla di Accademie.
    spero qualcuno posti link intera intervista cosi’ da vedere il resto.

    • mezeena10 4 agosto 2014, 16:07

      direi che basta e avanza questo Stefo..
      zero speranze!
      certo non aspettavamo lui per sapere ste cose sullo sport in italia, sai che novità!
      mi sa che è come dice mal, lo pagano a cottimo sulle “chiacchiere”! e bene pure!

    • tony 4 agosto 2014, 16:30

      @Stefo ciao sai Brunel pensa che ci sia solo dal 2013 da quando è a Parma cazz…quando era a Tirrenia così lontana da dove vive è come non ci fosse stata 🙂

  9. amedeolupo52 4 agosto 2014, 11:54

    Perché Brunel non ci spiega come fanno le Samoa a stare nelle prime 10 del mondo giocando assieme qualche partita all’anno ? Non credo siano più ordinati e ubbidienti e nemmeno che possiedano un movimento più forte alla base .

    • malpensante 4 agosto 2014, 12:03

      Questione di motivazioni: se scendono sotto il 12°, li mangiano.

    • gsp 4 agosto 2014, 12:05

      Parallelismo furoviante Amedeo, hanno un settore formativo povero ma che funziona, cheh e’ esattamente il nostro problema principale.

      pero’ capisco quello che vuoi dire, l’affermazione di Brunel e’ assurda.

  10. berton gianni 4 agosto 2014, 12:34

    …Italiani non hanno la continuità e la capacità di concentrazione dei francesi …
    Sarà, però è conclamato che tacconiamo molto meglio dei galletti !!

  11. Katmandu 4 agosto 2014, 12:47

    Condivido tutto tranne la disciplina che siamo dietro ai francesi (non penso proprio) inoltre “Le accademie hanno soltanto sei mesi di vita” le accademie han più di sei mesi!

    • Stefo 4 agosto 2014, 13:15

      quindi concordi solo con la banalita’ sull’educazione fisica…

  12. Alberto da Giussano 4 agosto 2014, 13:13

    A me continua comunque a dare l’dea di bravo omino in buona fede. Mi piacerebbe , comunque che fosse più sfruttato dalle società per estorcergli qualche conoscenza utile anche ai ns. tecnici.
    Continuo comunque ad immaginarmi Casellato al suo posto e francamente….. almeno queste banalità ce le risparmieremmo.

    • malpensante 4 agosto 2014, 13:58

      Sull’omino concordo, ma solo su quello. Le Celtiche non le ha mai cagate neanche di striscio, se non per chiedere la testa di Smith e cercar di piazzare son ami agli Aironi, peraltro riuscendoci alle Zebre.

      • boh 4 agosto 2014, 14:26

        Veramente agli Aironi, l’unico piazzato che si conosca, è l’attuale allenatore del Calvisano. Potresti spiegarci, perché durò poche settimane?

        • malpensante 4 agosto 2014, 14:39

          Quel che si chiama una sveltina.

          • boh 4 agosto 2014, 16:37

            come mai?

          • malpensante 4 agosto 2014, 17:03

            Chiedere a Tonni ( prima: “Siamo felici di poter accogliere nella famiglia degli Aironi un tecnico di grande preparazione e con alle spalle alcuni risultati importanti come Gianluca Guidi, e siamo certi che potrà dare un contributo sostanziale allo sviluppo del gioco dei nostri trequarti”;
            poi :”Ringraziamo lui e la FIR ma la nostra linea tecnica è diversa“). A parere di un modesto malpensante una marchetta durata un mesetto, il tempo di capire che non è dandolo via che salvi il culo. A maggio, come allenatore dei tre quarti e skill arrivò Gruff che era già in parola.

    • boh 4 agosto 2014, 16:38

      Eh, ma Casellato, ha rotto il patto che c’era fra noi.

  13. cainerandrea 4 agosto 2014, 14:09

    Brunel non sbaglia nella sostanza, nella forma..conta poco. Nel rugby siamo poco disciplinati ed è difficile, anche e sopratutto nel Club, vedere la disciplina al servizio del team. EdFisica scolastica: non è stata eliminata (per fortuna) ma ancora tutto è lasciato alla buona volontà del docente di turno. Di sicuro si fa poca motricità, ma sopratutto mancano le competenze di prerequisito. In tutto il mondo, la scuola permette acquisizioni anche di qualità (da noi sembra che ci voglia per forza il libro di testo……..cazzate e amenità simili, con lòa complicità delle Famiglie); da noi non si arriva a 2 ore/settimana più 6 ore di gruppo Sportivo, quando possibile. Il Rugby Club italiano, poi, continui pure a investire sul volontariato…e queste sono solo le avvisaglie di uno sprofondamento che diventerà incolmabile. Spero, ovvio, di sbagliarmi. Buon rugby

    • Alberto da Giussano 4 agosto 2014, 14:30

      Su questo tema , circa un mese fa abbiamo scritto , in due ruprese, più di 400 post. Non solo tutti hanno figli , fratelli o nipoti che vanno a scuola, ma molti hanno rapporti diretti con insegnanti e dirigenti scolastici e il risibile e ridicolo uso che a scuola viene fatto dell’ orea di educazione fisica è ben noto e presente. Ciò che è altrettanto gratuito e fuori luogo, perché del tutto fuori delle sue competenze, è che queste cose le “affronti” ( diciamo !) il selezionatore della nazionale di Rugby.

      • Stefo 4 agosto 2014, 14:51

        AdG questa volta te lo appoggio come direbbe gsp ma non farti idee strane 🙂
        L’unica cosa degna di nota che ha detto Brunel e’ quella sulla scuola, che come noti e’ ben noto ed io aggiungo da parecchio tempo quindi non ci dice nulla di nuovo, che poi sia al di fuori delle sue competenze anche concordo, visto che non e’ che dica “visto questo problema noi del rugby dovremmo fare a, b, c” ma si limita a notare il problema.
        Per il resto @cainerandrea: tra attacco alle prime donne e discorso dei disubbedienti a me sa tanto di “no non sono io che sto facendo degli errori tattici o di preparazione delle partite da piu’ di un anno, sono loro che sono o prime donne o disubbedienti”…insomma continua a non assumersi una responsabilita’ che sia una del filotto di 14 partite per la maggior parte oscene.

      • Sergio Martin 4 agosto 2014, 15:22

        Quoto. Jacques, mica siamo scemi. È inutile che tenti di farci vedere il dito, perché stiamo tutti ben puntati con gli occhi sulla luna sullo sfondo, che è questo anno abbondante di sconfitte penose… Meno chiacchiere e distintivo, e più fatti. Zo c’entra la scuola ecc.? Lo sappiamo tutti, e infatti le famiglie pagano fior di soldi per mandare i figli agli sport il pomeriggio. E poi la concentrazione…la disciplina…Io di medaglie d’oro vinte da Italiani in un sacco di sport, come nella scherma, ad esempio, me ne ricordo tante. Da Francesi, boh… Brunel, fai bene il tuo lavoro, va, che ti pagano bene per quello…

        • San Isidro 4 agosto 2014, 19:16

          Ciao Sergio, ti rispondo qua…guarda Michelone mi ha detto che non segue molto il blog, comunque appena l’ho fermato è stato molto gentile e disponibile, come un vero rugbysta d’altronde…ha detto che un’altra stagione sul campo se la fa, mi ha detto “si dai un’altra vediamo se la reggo”…

          • Sergio Martin 4 agosto 2014, 19:46

            Ciao, @San. Grazie. Grande, Michelone! Certamente, che ce la fa, a fare un’altra stagione, e pure ad alti livelelli. E noi lo andremo a vedere!

  14. tergestum 4 agosto 2014, 14:56
  15. tergestum 4 agosto 2014, 15:04

    l’unica cosa che non ha detto il buon baffone e che a me spiega tutto …come ha scritto Stefo”il filotto di 14 partite” è il risultato della “rendita di posizione” che si crea da noi.
    Non avendo un parco giocatori tale da far paura per la concorrenza, i soliti noti fanno un po’quello che gli pare , fiduciosi della quasi impunità del loro non giocare/giocare male.
    tutto il resto sono stronzate, perchè il discorso scuola continua da decenni mentre i paragoni con i franzosi fanno cagare…vorrei vedere loro con una sola trentina di giocatori validi per la nazionale.

    • gian 4 agosto 2014, 15:19

      non gli manca molto, tranquillo 😉

      • malpensante 4 agosto 2014, 15:50
        • Alberto da Giussano 4 agosto 2014, 16:58

          Scusa @mal, ma il secondo dei fratelli Magri ( il più giovane) dopo i Crociati che fine ha fatto?

          • malpensante 4 agosto 2014, 17:17

            Enrico era andato da Reggio a Rovigo questo inverno, non so se è ancora lì.

  16. gian 4 agosto 2014, 15:18

    un’accozzaglia di banalità fuori dal comune, una idea di base giusta e che mi fa tremare, sì, gli italiani tendono a non ci metterci il cuore che ci vuole, a nessun livello, per un motivo o per l’altro, fino a quando non supereremo questo limite continueremo a “no esser tres buonì pur le regbì”

  17. fracassosandona 4 agosto 2014, 15:47

    l’Italia a rugby non ha mai fatto risultati eclatanti, non si è mai erta a superpotenza del rugby (miglior ranking n. 8), ma ha avuto delle annate dignitose…
    ciò non toglie che neanche allora educazione fisica a scuola fosse presa seriamente, non ci fossero le accademie e non avessimo nemmeno due team in pro12…
    i bambini viziati dovrebbero vivere anche nelle isole britanniche ed in francia, per cui non ne faccio nemmeno una questione di temperamento generazionale…
    gli altri sono progrediti, noi no…
    non ho dubbi che fosse stato abituato a lavorare con materiale migliore di quello che ora a disposizione, ciò non toglie che neanche lui è il miglior tecnico sulla piazza e francamente dubito che avrebbe potuto allenare una nazionale del sei nazioni senza “abbassarsi” a venire da noi…

    caro Brunel, chi si somiglia si piglia…

  18. edopardo 4 agosto 2014, 17:33

    siamo sempre li alla fine.. alla stagnazione solita dopo un pò di anni ecco il Ct di turno che trova fuori scuse varie per gli insuccessi più o meno evidenti che si hanno…vedremo il prossimo tecnico italiano che dirà…
    Ps certo che con queste scuse andare verso i mondiali cominciando a farneticare cosi non porta certo bene….

  19. M. 4 agosto 2014, 17:39

    boh però se non gli si ubbidisce che resta lì a fare?

  20. Francesco.Strano 4 agosto 2014, 22:00

    Così concentrati questi francesi che negli ultimi 6 nazioni hanno perso ben due volte con i disubbidienti italiani……..

    Poi,Brunel quindi visto che non ce l educazione sportiva in Italia e non si fa ginnastica come è possibile che l Italia del calcio ha vinto quattro mondiali,l italvolley diversi titoli così come l Italia della pallanuoto…. Così come in tutte le altre sportive olimpiche ,nuoto,atletica…..ce lo spieghi????

    • malpensante 4 agosto 2014, 22:22

      Ecco la risposta, me l’ha allungata cortesemente e solo per te Manghi, intanto che lo scarrozzava per il consueto approfondito tour tecnico alle più frizzanti realtà locali.

    • venezuela 4 agosto 2014, 22:31

      @Francesco.Strano d’accordo con te…in italia quando vinciamo è perchè siamo bravi ed anzi siamo più bravi di altri (vedi francesi) visto il divario che c’è tra tempo dedicato all’ educazione fisica ed impianti sportivi

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