Parma, i Crociati, fallimenti ed Eccellenza: parla Massimo Giovanelli

Intervista all’ex capitano azzurro. Perché Parma è scomparsa dal rugby di alto livello, norme da modificare e molto altro…

COMMENTI DEI LETTORI
  1. Francesco.Strano 19 Agosto 2013, 11:29

    “Più che in giocatori stranieri i soldi andrebbero investiti in dirigenti e tecnici, il ritardo tra questi ultimi è enorme: dopo tredici anni di Sei Nazioni nelle nazionali giovanili arrivano dei ragazzi con delle lacune tecniche inconcepibili per il livello a cui aspira il nostro movimento.”

    Lo dico sempre io…
    TECNICI-TECNICI-TECNICI

  2. luis 19 Agosto 2013, 11:59

    Se prendiamo per buono il discorso della tempistica -a suo modo di vedere-sbagliata sorge spontanea una domanda:da quanto tempo andava avanti la manfrina con allenatore e giocatori, e se è tutto così semplice come vuol far credere ,perchè un ragionamento sulla tempistica non è stato fatto ai diretti interessati?
    A me sembra che dica solo una parte della verità -premetto che non sono addentro alle cose dei Crociati-e che se sono andati in “guerra” economica con la società delle due l’una : o sono degli stupidi o non c’era altra soluzione ( cosa più vera).
    Su Prato dice una grande verità: hanno usato i soldi del contributo Fir per l’Amlin per tamponare il buco, ma adesso hanno davanti una stagione e tutti i relativi costi: c’è il rischio concreto che- se non intervengono fatti eccezzionali, leggi sponsor consistenti-si sia rimandato il problema di un anno, e allora la cosa sarebbe molto grave.
    Altre due cose sensate dette:
    -sviluppo accademie tramite i club
    -impiego di risorse per formare dirigenti e soprattutto tecnici all’altezza, tema ampiamenteb dibattuto ma che ha trovato come soluzione Fir l’impiego dei soliti noti Ascione, Checchinato e company….
    Interessante-anche se ampiamente noto- il discorso nord/sud (detto in maniera semplice per rendere l’idea ) e situazione rugby nelle grandi città: mi chiedo se non si possa pensare a due stadi a Milano e Roma recuperando/ristrutturando delle realtà esistenti.

    • Hullalla 19 Agosto 2013, 13:12

      Di quanti anni si e’ rimandato il problema a Parma???

  3. solearis 19 Agosto 2013, 12:30

    Non capisco perché per ogni magagna di altri club si debbano tirare sempre in ballo I Cavalieri: la situazione tra le due squadre era ben diversa e Giovannelli non può far finta di sapere in che tipo di indifferenza fosse da anni caduta la sua squadra, anche da parte del pubblico.
    Usare i contributi FIR per la Amlin per coprire altre spese più incombenti è una procedura consentita, starà poi alla società reintegrare quella fetta di finanziamenti prima possibile. Ai pratesi quei contributi spettavano, la squadra li aveva guadagnati sul campo; che tipo di contributi avrebbe dovuto elargire la Federazione ai Crociati per salvarsi, a che titolo poi?
    Umanamente capisco l’amarezza, ma non si tratta di figli e figliastri, solo di situazioni completamente diverse.

  4. IlDirettore 19 Agosto 2013, 12:30

    Essere stato un grandissimo giocatore non dà e non darà mai la competenza per fare il dirigente. Ricordo anche l’esperienza (fallimentare) di Milano…
    Inoltre – se non erro – penso sia stato uno dei pochi privilegiati a vivere di rugby in Italia quando non esisteva il vero professionismo. Ma non ricordo di sue polemiche “sindacali” in tal senso allora. Anzi secondo me anche lui avrebbe fatto come Cocco & company…
    Ultima osservazione. Frequentare quel prestigioso corso a pagamento significa solo che al lui del movimento non professionistico interessa ben poco. Forse auspicava incarichi federali e/o da club i grado di retribuirlo (Benetton – Zebre)

    • frank 19 Agosto 2013, 15:31

      “Frequentare quel prestigioso corso a pagamento significa solo che al lui del movimento non professionistico interessa ben poco.”

      Viva il qualunquismo e la banalità.

    • malpensante 19 Agosto 2013, 16:08

      Il Capitano ha un mestiere e più di uno, non ha bisogno di accattonare incarichi. Tra l’altro in FIR lo godevano e lo godono come le pantegane un foxterrier.

      • riaan cotzee 20 Agosto 2013, 01:50

        Malpensante come t è venuta le pantegane etc.. Sto male dal ridere

    • riaan cotzee 20 Agosto 2013, 01:49

      Bella questa polemica inutile! Ma capisci almeno quello che dice e quello che ha provato a salvare! Avrà le sue colpe ma se si lasciassero a casa i soliti magna magna italiani si avrebbero più soldi per far crescere l intero movimento! Capito adesso! Ci sono più dirigenti in FIR che a Mediaset!

  5. crosby 19 Agosto 2013, 12:31

    Quella delle due città che il Board della Celtic preferirebbe fossero Milano e Roma e’ una cagata pazzesca!
    Mai esistita un’indicazione del genere!
    Le condizioni sulle due franchigie le ha messe la Federazione nel capitolato, non il Board della Celtic.
    La Federazione se avesse voluto 3 anni fa evitava di assegnare a due club il diritto alla Celtic e creava lei stessa dall’alto due squadre federali e le metteva a Roma e Milano.
    Oggi, fosse andata così, staremo a contare i giorni per finite l’avventura Celtic dopo aver avuto 4 anni di disastri.
    Fortuna vuole che ci si è affidati al Know-How di Treviso e che le prestazioni della Benetton ci abbiano tenuto a galla prima e migliorati dopo.
    Giovannelli e’ una leggenda del rugby italiano come giocatore ma il manager che lo lasci fare a qualcun’altro…
    Parma deve essere considerata per quello che è: una buona fucina di giocatori visti gli scudetti giovanili degli ultimo anni.
    E quindi va bene sia li l’Accademia.
    Ma tutto il resto tabula rasa.
    Via i Crociati ok, via le Zebre ora!

    • eze 19 Agosto 2013, 13:53

      Credo che Benetton uscirà dal Pro12 perchè una lucida analisi di mercato vede quel campionato in netto declino e quindi non meritevole di alcun investimento.
      Tenteranno la storia delle 2 franchigie federali Roma e Milano per gratuggiare soldi federali dati ad incapaci nazionali e spero che si ribellino tutti perche non credo sia più aria…
      Per Parma non si tratta di alcuna particolare fucina di giovani talentuosi e per quanto riguarda i titoli giovanili son tutti correlati con la “benevolenza dondiana” ed infatti già da quest’anno non vincono più nulla e cosi sarà per lungo tempo.

      • Marco_parma 20 Agosto 2013, 05:36

        Eze a me sembra proprio che ti roda, e parecchio, il sederino.

  6. toscano_DOC 19 Agosto 2013, 12:38

    Caro Giovannelli,

    Penso che un intervista così paracula non ti faccia molto onore. In primis perché accusi il tuo ex tecnico e giocatori delle tempistiche con cui hanno presentato gli arbitrati e poi punti il dito facendo mezzi discorsi sulla gestione della crisi finanziaria che abbiamo avuto a Prato. A differenza dei Crociati però devi sapere che Prato può ancora contare su personaggi che hanno una reputazione ( quali il ds Lai) e con un passo indietro a livello di gestione del presidente si è arrivati a salvare capre e cavoli per il momento. Le voci che giungono da Parma parlano infatti di una pessima gestione della situazione da parte della dirigenza, quindi di cosa stai a lamentanti? Il professionismo è questo : giocatori e tecnici devono ricevere un compenso per il loro lavoro proporzionato al livello. Sono scettico pure io sulle scelte della mia squadra: ripartire una o due categorie sotto modello calvisano e capitolina avrebbe aiutato ad eliminare qualche mela marcia che ci portiamo dietro da troppo tempo, ma non penso che tu possa andare oltre. Vogliamo negare che i Crociati erano nati per un primo magheggio federale volto a salvare Noceto e GranParma? Parma è stata per anni il centro Dell attività federale. Il grosso problema del rugby nostrano è che si parla troppo poco dei personaggi che ci son dietro a queste realtà . Non è stata proposta ai Crociati uno perché non avevate il contributo e due perché eravate incapaci di proporre un progetto. Ti invito ad uno qualsiasi dei match pre-campionato dei Cavalieri per valutare con i tuoi occhi se un progetto c è o meno. L idea che i vostri scarsi risultati degli ultimi anni abbiamo giocato un ruolo chiave nelle scelte dei singoli e della federazione non ti è passata per la testa? Fortuna che a breve arriverá il 21 settembre, e da li in poi sará il campo a parlare!

    • gigi 19 Agosto 2013, 13:51

      SCUSA TOSCANO DOC , ma di quale progetto cavalieri vai parlando che nn ricordo una vostra partita in cui avete avuto piu di 1000 spettatori, nonstante in lizza per lo scudetto!!
      giocatori e tecnici tutti da fuori prato…!
      avete pagato le spese ( o pagherete) 2012/2013 con i fondi da utilizzare per il campionato 2013/2014 e quindi…..? avete rimandato di un anno la fine quindi…..avete perso un anno per rincominciare!!

    • steve 19 Agosto 2013, 17:17

      Quanta arroganza!! Ma stai zitto che se non c’era la Federazione che vi anticipava i soldi eravate scomparsi come i Crociat!! I Crociati, poi, si sono guadagnati sul campo con lo spareggio con l’Aquila la permanenza nella massima serie, solo che non hanno più gli “agganci” di una volta.
      Sembri il bue che dà del cornuto all’asino!!

    • Marco_parma 20 Agosto 2013, 05:41

      Crociati = Via per salvare popo Rugby Parma tramite Noceto… GranParma non c’entra proprio niente. Ha fatto il GranDucato col Colorno e una volta visto che non c’erano più i soldini ha fatto ciao ciao a Super10 Eccellenza ecc ecc..

  7. gsp 19 Agosto 2013, 12:41

    Ti sbagli Crosby, il board aveva richiesto degli studi di fattibiltá a McKinsey se non sbaglio e quelli avevano logicamente concluso che erano da preferirsi milano e Roma per bacino, facilitá ad arrivarci.

    Poi per fortuna Dondi ha preso atto che Treviso fosse soluzione imprescindibile. E viadana… Se l’avessero fatta a Roma o milano e federale saremmo tre anni più avanti.

    Per quanto riguarda le accademie nei club la riforma recente fa proprio quello.

    • Rabbidaniel 19 Agosto 2013, 12:56

      Però alla fine fu proprio il Board Celtico a cassare i Pretoriani. Con l’esclusione di Roma, il rugby metropolitano è a oggi inesistente, a certi livelli. Hanno più facilità a costruirsi e a emergere o realtà storiche con tradizione di vivaio come San Donà (che Giovanelli cita in modo un po’ strano, mi pare che di stranieri ne abbia ben pochi) o altre realtà periferiche, se si pensa a Recco o a squadre con tradizioni relativamente poco profonde (in Veneto si guardino Vicenza e le veronesi).

      • gsp 19 Agosto 2013, 13:43

        Hai ragione rabbi, io portavo solo dei fatti storici. Mi sembra di ricordare abbastanza vividamente che fu il consiglio federale a lasciare fuori I pretoriani, anche giustamente. Anche se poi i conti di viadana li conosciamo tutti.

        Però voglio precisare che roma non significa pretoriani, ma può tranquillamente significare zebre a Roma, cioè franchigia federale.

        • Rabbidaniel 19 Agosto 2013, 13:55

          Le Zebre a Roma avrebbero avuto un senso, ma sappiamo tutti perché sono andate a Parma. Una seconda franchigia in cui subentri anche al 50% un gruppo di privati a Roma sarebbe una soluzione più che buona. Non mi pare, purtroppo, sia all’orizzonte.

        • frank 19 Agosto 2013, 15:32

          “Anche se poi i conti di viadana li conosciamo tutti.”

          Io non li conosco. Tu hai visionato i bilanci?

          • gsp 19 Agosto 2013, 15:56

            no, anche se penso si potrebbero accedere adesso via camera di commercio. mi fido delle dichiarazioni di Tonni, Melegari…

    • crosby 19 Agosto 2013, 12:56

      Il Dossier McKinsey e’ stato richiesto e pagato dalla FIR per avere una bussola visto che non sapevano cosa fare e come fare a scegliere la soluzione migliore.
      Non pagato dal Board della Celtic.
      McKinsey ha detto cose ovvie ovvero che in Italia le due città più grandi e popolose sono Milano e Roma…complimenti!
      Non aveva però detto che a Roma e Milano non ci sono stati adeguati e tante altre cose per fare la Celtic.
      Poi non è stato Dondi a far rientrare la Benetton ma la commissione di verifica finanziaria presieduta da Zanandrea (Tarvisium, nemico della Benetton) ad appurare che sulla fideiussione dei Pretoriani mancava la firma del Presidente della Regione Lazio e del Presidente della Provincia di Roma (c’era la firma del solo Alemanno).
      Quindi Viadana era già ammessa con il primo voto, Treviso e’ stata ammessa per la bocciatura di Roma non per altro.
      3 anni avanti con due franchigie federali dici?? Bene bene…prendi le vittorie delle Zebre federali del primo anno e fai per due…sai quanto fa…ZERO.

      • gsp 19 Agosto 2013, 13:02

        E chi ha parlato di due franchigie federali?

      • gsp 19 Agosto 2013, 13:46

        Anche il board ha fatto il suo dossier. E che loro preferissero le cittá per convenienza lo sanno anche i muri. Che non significa sia giusto ma rimane un fatto.

        • Stefo 19 Agosto 2013, 14:40

          Di quelli che parlano del dossier del board come lo conoscessero a memoria sarebbe bello sapere in quanti lo hanno effettivamente letti…

    • gsp 19 Agosto 2013, 13:00

      Cioè non ti sbagli, ma giovannelli si riferiva a quello.

  8. Maxwell 19 Agosto 2013, 12:54
  9. Rugbyheat 19 Agosto 2013, 12:55

    Innanzitutto complimenti per l’articolo! Davvero interessante!
    Comunque oltra a tutti i problemi elencati nei commenti (l’unico che non condivido è quello di crosby). Credo che Parma e Treviso siano i posti giusti dove avere le due squadre di punta del rugby italiano (ricordo che Parma dista 1h da Milano) credo che sia giusto avere una franchigia per permettere una crescita vera della nazionale (che si è vista e nn credo sia merito solo di Brunel). I vari Venditti, Manici, ecc… non sarebbero mai cresciuti se non avessero avuto la possibilità di giocare ad alti livelli. Benetton sta facendo un lavoro eccezionale dal punto di vista tecnico, quindi non possiamo dire niente.
    Cosa migliorerei? In breve: meno giocatori stranieri e strapagati, più possibilità per i giovani, ma soprattutto penso sia importante che si investa sul marketing delle società, in modo da far girare un po’ di soldi, trovare sponsor, riempire gli stadi e alzare il livello di questo sport nel nostro paese.

  10. M. 19 Agosto 2013, 14:08

    Secondo me la parte più interessante è quella relativa a club e accademie. Sarebbe interessante sapere con precisione quanto costano tuttel e nuove accademie. Con quali criteri sono selezionati i tecnici delle stesse. Quanto tali accademie influiranno sui club limitrofi. Staremo a vedere.

  11. josiah 19 Agosto 2013, 14:24

    Quoto quasi per intero le parole di Giovannelli, in particolare:
    – è vero che investire sulla base non vuol dire (solo) creare costose accademie ma (anche) investire sulle squadre di base. Sono le squadre le prime accademie che lavorano direttamente sul territorio, sono le squadre che vanno a recuperare giovani ragazzi da mettere poi su un campo con le porta ad acca. Senza sovvenzioni dirette ai club mancheranno anche ragazzi da mettere nelle accademie.
    – è verissimo che senza adeguati tecnici (molto di più dei dirigenti) il movimento non potrà mai fare veri progressi. I tecnici che si devono occupare delle skills fin dalla fase giovanile, 13-14 anni. Dopo è tardi.
    – discorso Zebre ineccepibile. Sede sbagliata, forzatura politica, nessun radicamento territoriale. Milano patrimonio sperperato? Certamente. Un mio amico che lallena nella Rugby Grande Milano mi ha detto che hanno all’incirca gli stessi tesserati di TV. I risultati però non sono gli stessi. Solo per lo sponsor o c’è dell’altro? Programmazione, politica, interessi divergenti, Parma…

    Si può contestargli il modo e il tono, ma tanti concetti li ha centrati in pieno.

    • gsp 19 Agosto 2013, 14:53

      si josiah, pero’ poi il problema nasce sempre nei dettagli. l’eccellenza sono squadre di base? e quindi per dare soldi alla base li riduci all’eccellenza o al Pro12?

      • josiah 19 Agosto 2013, 15:24

        è vero che giriamo sempre attorno allo stesso amletico problema… meglio foraggiare l’alto livello (Nazionale e PRO12) o la base (Eccellenza, A, B, C…) ?
        Per avere sviluppi immediati è chiaro che bisogna sovvenzionare l’alto livello, e a me va pure bene da tifoso bianco-verde.
        Ma se penso che dei 42 milioni di budget di spesa come da preventivo FIR 2013 ben 35 milioni sono stanziati per l’Alto Livello e che le altre 470 società affiliate FIR (il famoso rugby di base) si dividono le briciole di… 5 milioni TRA TUTTE… mi sembra che non ci sia proporzione nè senso. E di questi 5 milioni la metà vanno alle 12 (11) squadre di Eccellenza.
        Cosa rimane al vero rugby di base? NULLA. Come si pagano i palloni, le trasferte, le divise, l’irrigazione, l’idraulico per gli spogliatoi, la vernice per i campi? Quote d’iscrizioni, la club-house, un paio di feste del rugby all’anno, qualche centinaio di euro dall’assessorato allo sport… Non è demagogia, credimi, è quello che si affronta ogni giorno. Diffondere Rugby in Italia, oggigiorno, è un impresa piratesca.
        La soluzione? Riequilibrare un po’, magari invece dell’attuale 90 – 10, si potrebbe arrivare a 80 – 20. Già non sarebbe male e le famose accademie si riempirebbero di tanti ragazzi preparati invece che di pochi talenti naturali ma grezzi.
        Scusa il pippone.

        • gsp 19 Agosto 2013, 15:54

          sono daccordissimo sulla necessita’ di ridistribuire, e che i soldi per la base sono troppo limitati, e vera damnatio memoriae per DOndi.

          Pero’ rimane il quesito centrale. il campionato d’eccellenza e’ base? per me no.

          • malpensante 19 Agosto 2013, 16:30

            gsp, se leggi con attenzione, il Capitano parla di investire sui club, e per la base, non sull’Eccellenza. Il discorso investimenti è contestualizzato all’argomento formazione, e anch’io la penso come lui sulla “costosa macchina delle accademie e dei centri di formazione che sta per partire”. Anzi, molto meno diplomaticamente penso che sia un progetto clientelare (nessuna documentazione o analisi sul merito degli assegnatari), sovietico e sbagliato nella mentalità (pianificazione unica e centralizzata, peraltro dagli stessi che han diretto la baracca fino ad ora), presuntuoso nei fondamenti (ma tutta quella roba lì con quei pochi soldini?), assistenzialistico e consociativo (senza nessun criterio che consenta di mettere in competizione i centri, monitorare i risultati e su questa base premiare, tagliare e riprogrammare). Più di Dondi come quantità, come e peggio di Dondi per il resto. Come sempre, IMHO.

          • josiah 19 Agosto 2013, 16:32

            per come è strutturato il nostro campionato, l’Eccellenza si avvicina più al rugby di base che non all’alto livello. Ma non penso che il problema più grande siano i 2,5 milioni che vanno all’Eccellenza ma i 35 che vanno all’Alto Livello se paragonati ai 2,5 milioni che vanno alle altre 458 squadre affiliate FIR
            –> media di 5.460 euro x squadra. Media, non a testa.
            Nulla contro l’alto livello, ripeto, ma la parola d’ordine per me deve essere riequilibrio.

          • gsp 19 Agosto 2013, 16:48

            @mal, come fanno societa’ in difficolta’ economica seria a gestire le accademie?

            dalle accademie non fai soldi e non si capisce perche’ si dovrebbe (il classico money in-money out). almeno con la soluzione attuale la FIR paga l’allenatore ed oltre a giovarne i 30 U16 che vanno nei club zonali, ne giova la societa’ che le ospita ed i giocatori della societa’ che sarannop formati.

            Sul fatto che i postifici e le raccomandazioni tecniche in FIR nessuno puo’ darti torto. e che non si capisce perche’ certa gente stia li, nessuno puo’ darti torto.

            Sulla tua posizione preconcetta ‘sovietica’ invece e’ un problema. perche’ capisco che non ti piaccia come filosofia ma la maggior parte del rugby professionistico funziona cosi, con coinvolgimento fortissimo delle federazioni dalla formazione all’alto livello, ai campionati.

            non siamo la francia purtroppo, e se lo fossimo ci vedremmo superati dalla NZ che mette la nazionale davanti ai club.

          • gsp 19 Agosto 2013, 17:07

            scusami josiah, sempre mantenendo che i soldi per la base sono insufficienti, i 2,5mln di cui parli vanno all’eccellenza per l’eccellenza, non per i club di base.

            il problema e’ che quei soldi non servono per preparare i giocatori per la nazionale, mentre gli 8mln delle zebre si. e con meno non si puo’ fare.

          • malpensante 19 Agosto 2013, 17:17

            Tutto sta a capirsi, gsp. La FIR fa, non gestisce. Fare in prima persona è una cosa ben diversa da gestire un progetto e mantenere il controllo su spesa e risultati. E’ ovvio che lo scopo di una Federazione siano, oltre allo sviluppo della propria base di praticanti, anche le nazionali e il proprio peso specifico nel CONI, meno ovvio autoconsiderarsi qualunquemente il marchese del grillo su tutta la linea. In un qualsiasi progetto di una grande organizzazione moderna, si fanno bandi pubblici e si ricevono e valutano le proposte di attuatori (si controlla e si paga a rendiconto e a risultati). In URSS si spediva il compagno Karcioff a incrementare la produzione di mandarini in Georgia e la compagna Karciova altrettanto, ma in Siberia. E chi ha detto che la formazione non debba far soldi, e che le società non possano diventare benestanti formando i giocatori? Anzi, i soldi della FIR dovrebbero andare proprio a premiare chi sforna i giocatori, la filiera dal minirugby al professionismo. Sei proprio tu che sostieni che l’Eccellenza non sia “la base”, allora teniamo separate le questioni, no?

          • gsp 19 Agosto 2013, 17:32

            @mal, proprio nel mondo del rugby mondiale ci sono federazioni che fanno direttamente senza necessariamente delegare. il problema e’ sempre che ci vuole trasparenza. ma se tu a priori escludi questo modo di lavorare nel rugby ci rimane molto poco.

            e questa sempre senza considerare anche nei sistemi delegati di magagne ce ne sono a volonta’.

            e soprattutto deleghi quando c’e’ il capitale tecnico per portare a termine le tue finalita’ ed il contratto, ma cosi’ purtroppo nel panorama italiano parliamo di eccezioni.

            io ho messo eccellenza e club insieme proprio perche’ ho la sensazione che questi soldi delle accademie (che non sono poi neanche tanti) si vede possano essere una soluzione ai problemi economici dei club. ma non puo’ essere cosi’.

            ad esempio se consideri i centri formazione U16 la proprieta’ del giocatore rimane al club d’origine non al centro di formazione.

            l’ho scritto su, e’ vero che dalla formazione si possono e dovrebbero fare i soldi, ed i giocatori dovrebbero divntare la vera moneta di tutto il sistema. Pero’ rimane che se la FIR li lascia a te societa’ B, vuol dire che la societa’ A ne perde.

            Cosi invece, riprendo centri formazione U16, la FIr paga il tecnico che lavora con 30 ragazzi, piu’ formazione locale, in cambio dell’ospitalita’ che offre il club.

  12. Lucido 19 Agosto 2013, 15:01

    Le domande di Onrugby e le risposte del Giova mi sono piaciute.
    Difficile non concordare con Massimo sull’analisi dei mali del rugby italiano, molto chiara l’analisi dei provvedimenti che una federazione che vuol progredire dovrebbe adottare.
    Per la questione fallimento Crociati non ho conoscenze tali per potermi esprimere, a parte il fatto che sappiamo da chi e perchè è partito un progetto nato malissimo.
    Per il resto leggo commenti sensati e ben argomentati, altri molto meno sensati……ma sono i soliti a scriverli, quindi non c’è da preoccuparsi, tutto nella norma.

  13. maz74 19 Agosto 2013, 15:15

    Non ha senso parlare di Milano o Roma, dove non sarebbe assicurata la presenza di pubblico, anzi direi il contrario. Giovanelli ha ragione quando parla di sperpero con le accademie e le Zebre, con quei soldi si potrebbe programmare seriamente il lavoro dei club di eccellenza e serie A per il settori giovanili. Se fossero rimasti gli Aironi le spese sarebbero state molto minori e giocatori giovani e di futuro non sarebbe scappati all’estero (vedi Furno titolare a Biarritz) o a Treviso. Tutto sommato a Viadana stavano facendo un buon lavoro e di qualità con molti giovani e con strutture aduguate che solo Treviso e Padova hanno a disposizione nel panorama italiano.
    Nella vittoria della nazionale contro la Francia nell’ultimo 6 nazioni c’erano in campo 8 ex aironi sul 15 di partenza.
    Comunque secondo me è meglio un’eccellenza ad 8 con un aiuto federale consistente per superare anche la crisi degli sponsors e una nuova serie A con gironi territoriali (per cercare di ridurre i costi).

    • gsp 19 Agosto 2013, 16:16

      hai ragione se fossero rimasti gli Aironi si sarebbero risolti molti problemi e molti se ne sarebbero evitati. ma mancavano le risorse.

  14. Paolomn 19 Agosto 2013, 17:05

    Interessante intervista , domande un pò pilotate,comunque vorrei sapere come i crociati facevano a pagare gli stipendi arretrati anche con il contributo federale e fare la stagione(cfr Prato a detta di Giovannelli)….da quanti mesi questi ragazzi non prendevano lo stipendio??

  15. maz74 20 Agosto 2013, 10:01

    gsp purtroppo le risorse scarseggiavano, ma tra la riduzione dei contratti dei giocatori, soprattutto dei senatori imposti dalla FIR e il contributo richiesto alla FIR di 1.5 milioni i problemi si sarebbero risolti, alla luce del fatto che successivamente la FIR per far tacere la Benetton per l’eccessivi costi delle Zebre ha versato un ulteriore milione di contributo federale. La matematica non è un opinione, ma purtroppo la politica si e la forza in FIR di certa gente affamata (Cecchinato, Bortolami, Ongaro, Perugini ed altri) hanno provocato un danno enorme al rugby italiano.
    Aironi contributi federali 2.5 m + 1.5 m ulteriori richiesti = 4.0 m
    Benetton contributi federali 2.5 m + 1.0 m aggiuntivo = 3.5 m
    Non vedo poi così tanta differenza!!!!!
    Tenendo anche presente che le Zebre tra stipendi, costi e costi infrastrutturali sono costati circa 10 m per un totale complessivo Benetton compresa pari a 13.5 m contro i potenziali 7.5 m (Aironi + Benetton), vi sembra un affare? Con l’aggravante di giocatori fuggiti all’estero o alla Benetton stessa (furno, de marchi, toniolati, biagi, d’apice, favaro, il grandissimo nick williams (mvp irlandese in pro12) ed altri ancorsa

    • gsp 20 Agosto 2013, 15:06

      @maz, penso sia fuor di dubbio che le zebre costano un paio di mln in piu’ all’anno rispetto agli Aironi.

      Pero’ con quei 2mln in piu’ sei libero da un socio privato che ha delle sue legittime aspettative. la federazione e l’allenatore della nazionale possono permettersi di far giocare chi vogliono, incluso non schierare mai una formazione titolare e schierare giocatori giusto per provarli. e quest’anno prendi una apertura che non ha mai giocato apertura da professionista. per me il prezzo e’ giustificato.

      detto questo la mire della benetton su de marchi e favaro si conoscevano gia’ e gia’ se n’era lamentato melegari. non si puo’ dire che non sarebbero avvenute.

      Masi, Williams, Romano e Staibano, magari mi sbaglio, ma difficilmente avrebbero fatto scelte diverse visto che difficilmente si rinuncia a wasps, saracens ed ulster.

      e’ vero si sono persi furno, d’apice, ed e’ stata tutta colpa della federazione che avrebbe dovuto risolvere la situazione almeno 6 mesi prima. la gestione della vicenda da parte della federazione e’ stata del tutto amatoriale, e lenta, ma la decisione a me sembra giusta (parma a parte).

      ma di scelta giusta per me ci sono poch dubbi, ho invece molti dubbi sulla scelta di andare a Parma.

      ovvio che la situazione migliore per la citaa’ e per tutti sarebbe stata lasciare stare la squadra a viadana, melegari fa sponsor e parte commerciale e parte tecnica della federazione, ma non possiamo obbligare melegari a fare cose che non vuole con i suoi soldi.

  16. Joest 20 Agosto 2013, 13:20

    Al dilà che non so della situazioe edei Cavalieri, Giovannalleli non si ricroda che dei debiti dei crociati se ne parlava da molto tempo e non c’era stato bisogno che lo ammettesse la società.

    Per il resto concrodo in pieno l’analis isul rugby italiano. Anche sul fatto che Gli Aironi fossero destinati al al fallimento.nell’operazione in cui i rimi beneficiari erano nister scopetta ed i suoi amici.

  17. toscano_DOC 20 Agosto 2013, 21:41

    Innanzi tutto mi scuso per la marchiana inesattezza riportata nel mio precedente commento: preso dalla fretta, nel flusso delle parole mi sono abbandonato all’errore giustamente segnalatomi. Chiedo venia.

    Detto questo, molto serenamente -e non con l’arroganza che alcuni lettori particolarmente sensibili mi attribuiscono- vorrei ribadire la mia posizione e chiarire alcuni aspetti che probabilmente a molti è più comodo non prendere in considerazione.

    Per mia spessa ammissione, la scelta più giusta per la stagione 2013-2014 dei Cavalieri sarebbe stata quella che li vedeva abbandonare l’Eccellenza; probabilmente un nuovo inizio in serie A avrebbe dato maggior tempo alla società e allo staff tecnico di trovare un assetto più stabile che agli occhi dell’opinione pubblica avrebbe goduto di maggior credibilità ( iter già verificatosi con altri club).
    Cosi non è stato, e dopo la sonora bagarre del mese di giugno ( sicuramente più mediatica che effettiva) i Cavalieri sono ancora una squadra militante nel campionato di Eccellenza e -forti del piazzamento ottenuto nella passata stagione sportiva- con pieno diritto parteciperanno alla Amlin Cup.
    I giocatori ed i membri dello staff tecnico che non hanno confermato la fiducia al nuovo progetto pratese sono stati liberi di scegliere altri lidi ove proseguire la loro carriera. Diversamente da questi, la scelta di altri è stata nuovamente quella di indossare per almeno un altra stagione la maglia dei Tuttineri.
    Non ci sono state pistole alle tempie, signori, minacce di alcun genere. Al fischio finale della gara contro Mogliano, liberi tutti. Anzi, forse qualcuno, libero, già lo era da tempo.

    I contributi della ERC sono quindi il riconosciumento di un merito; quello che i 20 giocatori rimasti e i 12 partiti si sono guadagnati direttamente sul campo.

    Tecnicamente parlando, vorrei precisare che l’ ossatura della squadra attuale non è poi così diversa da quella che componeva le due formazioni che hanno disputato due finali scudetto consecutivamente; lungi da me affermare che i Cavalieri questa stagione lotteranno per il titolo o per un risultato utile in Coppa, gli obiettivi di questo anno di transizione sono notevolmente ridimensionati come è giusto che sia.
    Ed è certo che anche il gioco che i Tuttineri metteranno in campo sarà molto più somigliante allo stile dell’ attuale allenatore, lontano dal leziosismo televisivo di chi lo ha preceduto.

    Concludo quindi ribadendo il mio pensiero; è un errore paragonare la situazione dei Cavalieri a quella dei Crociati i quali non avevano conquistato sul campo quei meriti sportivi che invece hanno permesso ai Cavalieri di poter salvare una situazione amministrativa che nessuno nega essere stata critica.

    Ps: a Giovannelli la mia solidarietà per il trattamento ricevuto da Mazzariol e Co., i quali non hanno avuto rispetto neppure per i tifosi dei Crociati che a loro volta – smaltita la delusione e l’ amarezza per il destino della loro squadra- dovranno ricercare direttamente in casa propria i fautori di questo triste declino.

  18. antony 23 Agosto 2013, 18:03

    Accademie…centri federali under 16!!!!ma avete letto i comunicati? avete letto chi sono gli allenatori?? avete letto come sono organizzati? avete letto dove sono stati fatti ???addirittura hanno messo dei dirigenti (??!!!) che non sanno neanche cosa voglia dire e fare….poltrone date agli amici…soldi soldi buttati al vento e le società che vogliono far crescere questo bellissimo sport sono sempre di più abbandonate a se stesse…Prima accontentiamo “gli amici” e poi ………………..

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