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George North e i Dragons, un matrimonio non così impossibile

L'ala del Galles potrebbe accasarsi a Newport il prossimo anno
galles sei nazioni 2017 north

ph. Reuters

Da una parte c’è George North, ala classe 1992 ma con l’attivo già 69 cap con il Galles (e 30 mete) e 3 con i British & Irish Lions; dall’altra ci sono i Dragons, la franchigia gallese meno competitiva in assoluto nel Pro14, che dal 2011/2012 non è mai andata oltre il nono posto e che ha chiuso all’undicesimo l’ultima stagione. Sembrerebbe una storia d’amore improbabile, visto il dislivello tra la caratura del giocatore e quella della squadra, eppure dalle parti di Newport potrebbero cominciare a sperarci davvero.

 

I Dragons starebbero facendo di tutto per convincere North ad unirsi alla franchigia che, nello scorsa estate, era passata sotto l’egida federale. Come riporta Wales Online, le parti si sarebbero incontrate di recente e la società avrebbe illustrato al giocatore il progetto per diventare la miglior franchigia del Paese nel giro di tre anni e per aggiungere alcuni importanti innesti nel pack. La franchigia sarebbe molto ottimista in merito alla decisione di North, che un paio di settimane fa aveva annunciato il suo addio ai Northampton Saints per far ritorno in patria, senza specificare la destinazione.

 

Qualche giorno fa, North ha rilasciato un’intervista a Sky Sports in cui diceva che “per me è importante avere una conversazione con tutte e quattro le Regions (anche con Cardiff, Scarlets e Ospreys, ndr) in merito a cosa ne sarà del loro futuro, chi ingaggeranno e che tipo di rugby vorranno giocare. Quindi dove potrei adattarmi meglio io, che mi possa permettermi di avere la palla nello spazio per fare quello che posso fare”.

 

La scelta di North di tornare in Galles è stata dettata anche dalle tante concussion rimediate in questi anni in Inghilterra e in Nazionale. Con un National Dual Contract, il 25enne sarà maggiormente monitorato dalla Federazione e avrà dei periodi di riposo concordati come per tutti gli altri gallesi impegnati nel Pro14. Dal canto loro, i Dragons hanno già annunciato l’arrivo per il prossimo anno di Ross Moriarty da Glouecester, terza linea classe 1994 con 17 presenze in Nazionale e già visto in azione anche con la maglia dei Lions in Nuova Zelanda.


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4 risposte a “George North e i Dragons, un matrimonio non così impossibile”

  1. And scrive:

    parlando di Galles, x me Fonotia è + forte di Scott Williams e nel gioco degli Scarlets ci incastra benissimo. Su North, nei Tests di novembre hanno fatto alla grande senza di lui.

    • Mr Ian scrive:

      Scott Williams non è più lo stesso dal mondiale, ancora è giovane, ma ha perso un pò di motivazione o vive solo un periodo di appannamento, nel mezzo ha avuto anche un infortunio. Se Pivac gli preferisce Parkes non mi sorprendo affatto…inoltre anche McNicholl ha rivelato che lui nasce come centro e preferirebbe giocare in quella posizione. Fonotia può essere un usato più che garantito e Pivac ha detto che farà di tutto per farlo tornare quello dei Crusaders.
      Quello che mi sorprende è come si possa andare a giocare con i Dragons, ma anche con gli Ospreys, con tutto il rispetto possibile. Insomma credo poco ai progetti tecnici, semmai ai contratti più vantaggiosi. North per tornare quello che era, semmai tornerà, ha tanto da fare e far vedere, mi auguro che torni agli Scarlets, ma solo se fisicamente a posto, altrimenti gli preferisco Nicholas, Baldwin e Conbeer, giovani da lanciare sul grande palcoscenico.

      • gsp scrive:

        I Dragons stanno lavorando molto per l’anno prossimo, ed anche nella squadra attuale ci sono giovani interessanti. con Henson l’apertura e’ piu’ o meno messa a posto, North (forse) e Moriarty inizia a diventare una squadra con una ossatura importante.

        Forse preoccupa di piu’ la situazione Ospreys, che penso sia una crisi di guida tecnica.

        • Mr Ian scrive:

          il problema è che i Dragons erano nati con un obiettivo diverso, far crescere i giovani e rimpatriare talenti che potrebbero vestire la maglia della nazionale o giocatori impiegati all estero, per cui bene aver preso Jordan Williams, Rhodri Williams e Bevington. Capisco un pò meno Moriarty o North, giocatori che ambiscono direttamente alla nazionale, in quel caso allora giocare ad un livello più alto pensa sia importante. Non per forza devono venire tutti agli Scarlets, sia chiaro, che poi alla lunga è anche controproducente, vedi gli infortuni di Ball e Davies in nazionale; però inizia ad essere poco chiaro l influenza della federazione sul club.
          Ovviamente non è il caso che inizino scontri interni tra le franchigie, diciamo che il modello di collaborazione irlandese è quello da perseguire, però non deve essere neanche una guerra al rialzo contrattuale.
          Quanto agli Ospreys, hanno annunciato Matt Sherratt come prossimo allenatore dei trequarti. Anche Cardiff non sta benissimo…

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