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Sei Nazioni: all’orizzonte c’è il problema sponsorizzazione

Il Board del torneo rischia un clamoroso autogol. Impoverendo la kermesse dal punto di vista economico
sei nazioni

ph. Sebastiano Pessina

Da una parte il Board del Sei Nazioni dall’altra la Royal Bank of Scotland (RBS), in mezzo un accordo da trovare per il nuovo contratto di sponsorizzazione del torneo, con tante (in questo momento addirittura troppe…) cose che non vanno. Ma andiamo con ordine.

 

 

Al termine del torneo 2017, il contratto è scaduto e da li sono iniziati nuovi negoziati. John Feehan CEO del Sei Nazioni, secondo quanto riporta il Times, pare chiedesse –  per un accordo della durata di sei anni - una cifra pari o superiore alle 100 milioni di sterline e che quindi abbia rifiutato la prima offerta di RBS che prevedeva 15 milioni annui, per un complessivo ammontare di 90 milioni. Questa discrepanza sembra che abbia raffreddato, e non di poco, il rapporto fra le due parti (Royal Bank of Scotland, va ricordato, è da 14 anni il main sponsor del torneo), con l’Istituto di Credito britannico che in tutta risposta avrebbe abbassato sensibilmente la sua offerta passando da 15 mln a 11 mln per singola annata.
Una mossa che avrebbe spinto Feehan a cercare un nuovo partner. Il nome emerso sarebbe quello di HSBC, che sarebbe pronta a sborsare i 100 milioni ma con una destinazione che non sarebbe solo riservata al Sei Nazioni, ma da condividere con il marchio dei British & Irish Lions.

Al momento quindi, fra notizie ufficiali e voci che si rincorrono, la certezza è solo una: il Sei Nazioni 2018 attualmente non ha un main sponsor. E il tempo stringe. Contattato dal Times, John Feehan non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Ma Oltremanica, se la situazione dovesse rimanere come adesso, tutti i media parlano già di un gravissimo danno economico e di immagine per il torneo.


onrugby.it © riproduzione riservata

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39 risposte a “Sei Nazioni: all’orizzonte c’è il problema sponsorizzazione”

  1. ginomonza scrive:

    Chi troppo vuole…..

  2. Stefo scrive:

    Quando si parla di necessita’ di espandere il torneo e si guarda a paesi come Germania, georgia e Romania il nodo cruciale e’ propio quello del plateau che si e’ raggiunto in termini commerciali.
    E’ accaduto al Pro 14 che prima ha fatto entrare l’Italia e poi i SAF, e sta accadendo di nuovo al 6N che gia’ fece entrare l’Italia per interessi economici soprattutto.
    In realta’ non va meglio anche altrove, la Premier ha dovuto elemosinare un’estensione annuale di aviva a prezzi ridotti come title sponsor perche’ non aveva alternative sul tavolo ed e’ alla caccia anche lei di uno sponsor, Guinness paga molto meno di quanto pagasse Rabo.
    Il rugby deve aprirsi ed espandersi e non rimanere chiuso alle 5-6 realta’ europee ed alle 3-4 emisfero sud, oppure il giocattolo si rompera’.

    • Jager scrive:

      Orizonti commerciali con Georgia e Romania ? scusa , ma non credo .

      • Stefo scrive:

        Sempre meglio di niente Jager, e non puioi restare chiuso a 6 realta’ di cui 5 hai spremuto tutto quello che potevi ed 1 in cui il rugby e’ sport di nicchia!

        • maxon scrive:

          se la questione è commerciale Georgia e Romania sono un danno più che una risorsa… entra una e esce l’Italia? o Scozia? o Galles?… dai, siamo seri, la questione dell’apertura può essere sportiva, ma non certo commerciale.

          qui il problema è che stanno giocando a chi offre di più… si spera in un accordo il prima possibile, la stabilità fa sempre bene!

          • fabiogenova scrive:

            Forse la Romania è un partner commerciale ancora non significativo, ma la Georgia porta 50mila persone vedere la nazionale che è sostenuta economicamente da un paese in progresso e politicamente dal governo. Io non la sottovaluterei.

          • Stefo scrive:

            non ho scritto da nessuna parte di fare entrare un a per uscire un’altra ma di ampliare.

            Io inviterei ad andare a consultare tassi di crescita economici della Romania, regioni legate a Cluj e le multinazionali che vi si stanno spostando portando lavoro e quindi soldi.

          • Stefo scrive:

            Aggiungo, inviterei anche ad essere meno snob nel confronto di queste realta’, ed inviterei a ragionare che o il rugby si espande a nuovi emrcati oppure “l’inflazione” dei costi diverra’ presto insostenibile per quasi tutti

          • Stefo scrive:

            Ultima aggunta @maxon no il gioco non e’ a chi offe di piu’ ma achi non offre di meno…che e’ una bella differenza.

          • Mr Ian scrive:

            insomma Stefo, diciamo che la crescita si vede più intorno alla cintura di Bucarest che altrove…poi le multinazionali vanno e portano lavoro solo perchè pagano in Lei e l inflazione è alle stelle…è vero si che la crescita c’è ed è esponenziale, ma direttamente proporzionale alla forbice tra poveri e chi riesce a sopravvivere…
            Sul discorso di aprirsi sono in totale accordo con te

          • Jager scrive:

            Scusate , ma io resto della mia opinione : se si pensa di allargare il giro di soldi con Georgia e Romania siamo secondo me fuori strada . Avranno anche un economia in crescita , ma non paragonabile a quella dei paesi attualmente coinvolti nel 6N , idem dicesi per le potenzialità di mercato . Se per assurdo la Germania avesse lo stesso peso “sportivo” dei due paesi in questione allora si non avrei niente da dire , ma così non a senso…. non credo che Georgia e Romania siano la soluzione di eventuali problemi economici del Six Nations .

          • Stefo scrive:

            Jager ma chi ha scritto che Romania e Georgia abbiano lo stesso peso di mercato di chi partecipa oggi? O della Germania che tra le altre cose nel mio primo post avevo incluso.

            Attenzione non facciamo salti logici non necessari.

            I mercati oggi nel 6N sono spremuti al limite (5: home unions e francia) e uno stagnante (Italia). Di piu’ qua non si tira fuori. Allora o guardi fuori e i paesi son quei 3 al momento oppure esplodi, perche’ i costi van su ma i ricavi no. Semplice e lineare.

            @Mr Ian: vero Bucarest, ma ti assicuro che per conoscienza diretta Cluj sta attraendo tantissime aziende, con conseguebte crescita.

        • Jager scrive:

          @ Stefo
          Ammesso e concesso che il 6N abbia bisogno di allargare il propio mercato , mi pare logico ricercare questo mercato dove c’è . Al momento il mio punto di vista , che è quello di semplice tifoso , è che questo mercato non c’è ne in Georgia e ne in Romania , ma il fatto che non lo veda io è poca cosa , più interessante è il fatto che non lo veda neanche il board del 6N visto che più volte ha sottolineato che l’ allargamento a questi soggetti ( senza mai nominarli apertamente , ma sottointdendo i nomi ) non è al orizzonte . Come tu hai sottolineato l’ unico mercato che avrebbero senso esplorare è la Germania ( io aggiungerei anche la Spagna) , ma purtroppo i risultati sportivi non sono al momento adeguati per ipotizzare un ingresso . La mia domanda è che senso ha andare a cercare mercato dove non c’è ? Ti saluto cordialmente

          • Stefo scrive:

            Il board non e’ dettoc he abbia sempre ragione, per me il restare chiuse e’ una cosa ottusa, ed il mercato sta rispondendo con offerte di spinsorizzazioni inferiori alle precedenti…incluso il aprtner storico
            D’a;tra parte altrove hanno affondato ERC per creare EPCR che oggi uno sponsor che mette i soldi che metteva Heineken con ERC se lo sognano.
            Andando oltre la Premier prova a sbarcare in America dopo che anche Aviva non se li e; filati piu’ ed ha accettato di restare un altro anno (questo) a prezzo scontato, la CL ha Guinness che lo fa per le sue relazioni IRFU ma ad un prezzo nettamente inferiore a quanto metteva Rabo.
            O ci si allarga e ci si prova, o si esplode…che poi possano non convincere Georgia e Romania mentre la Germania si…non ne sono molto convitno, io da quello che vedo il rugby in Romania e Georgia ha un seguito molto ma molto superiore che in Germania.

    • Maggicopinti scrive:

      Ma l’espansione interessa agli sponsor se là hanno interessi economici. Ad RBS della Georgia frega molto poco, forse può avere qualche interesse in Romania. Diverso il discorso può essere per Guinness, o Heineken, o qualche operatore telefonico chi può vendere il proprio prodotto anche là.
      Questo è uno dei motivi per il quale l’Italia ha dato poco al Pro12/14: gli sponsor britannici non hanno mercato in Italia (Rabo? E che è?) e gli sponsor italiani non hanno mercato nei paesi celtici (CONAD? What’s that?)

  3. Dusty scrive:

    Alla fine si metteranno d’accordo dai…sono vecchie volpi che con i soldi hanno moooooolta dimestichezza.

  4. gian scrive:

    visto che questi anglosassoni non portano soldi, potremmo cacciarli noi ed i francesi e far posto a georgio, russia, romania e germania ! :-D :-D :-D

  5. fracassosandona scrive:

    Che caduta di stile da parte di Feehan.
    Io manderei Gavazzi a trattare.

  6. frentzen scrive:

    Mi spiace molto, ma da una parte mi ride giusto il c*lo come si dice dalle mie parti. La classica arroganza tutta inglese di chi pensa seriamente di essere al top del mondo. Strizza strizza e come si finisce? La cecità di una board che non vede al di là del proprio naso e non ha ancora capito che il rugby con questi discorsi si sta affossando da solo.
    Il prossimo passo se dio vuole è una protesta dei giocatori per utilizzo come carne da macello.

  7. Maxwell scrive:

    Quelli che hanno fatto saltare il banco sono i francesi.
    È solo colpa loro e del loro mercato drogato dalle tv in modo folle.
    Per ritrovare in Tolone Clermont 4 centri più pesanti dei piloni.
    Io col top 14 avevo già chiuso. …. ma ogni tanto è bello ricordare il perché. ….. se lo tengano loro quello sport

  8. fabiogenova scrive:

    Scrivo qui quello che ho scritto altrove oggi.
    Dunque, se ho capito bene, è stata rifiutata una sponsorizzazione non da poco con l’abituale RBS per guardare ad altro, ma adesso i tempi stringono e non ci sono ancora segnali significativi che l’azzardo di Feehan, CEO del Sei Nazioni, vada a buon fine. Tempo fa, quando venne rifiutata la proposta commerciale di Dmax Italia dal board del Sei Nazioni, qualcuno scrisse che qualche colpa ce l’aveva anche la federazione, perchè al momento della decisione non c’era nessuno della FIR a sostenere quell’offerta. Venne rifiutata una proposta DMAX che conteneva un aumento più che decoroso rispetto al contratto che stava per esaurirsi e alcuni dettero la colpa alla FIR. Si sa, poi, com’è andata a finire: Dmax rifece un’offerta molto minore e a quel punto il CEO dovette accettare. Ora mi chiedo: possibile che i dirigenti del torneo non conoscano le potenzialità del mercato italiano dopo 18 Sei Nazioni a cui partecipiamo? E soprattutto, in mancanza di un main sponsor accertato, rifiuti un’offerta commerciale migliorativa da parte dell’anello debole del Sei Nazioni? Dobbiamo anche prendere coscienza di questo: qualche abelinato c’è anche oltremanica, non è che siano accampati tutti in FIR.

    • Stefo scrive:

      L’offerta RBS era gia’ al ribasso

      • Appassionato_ma_ignorante scrive:

        Di soli dieci milioncini. Spiace dirlo, ma Feehan ha fatto male i calcoli.

        • Stefo scrive:

          Appasisonato dieci “milioncini” non sono noccioline, 10 milioncini in meno della torta da dividersi per le federazioni, dal torneo annuale che per loro rappresenta una delle fonti di finanziamento maggiori…non sono noccioline.
          Aggiungo a me pare che molti guardino il dito di feehan che rifiuta un’offerta di 10 milioni inferiore, ma nessuno guardi alla luna: RBS il partner storico del torneo ha svalutato la sponsorizzazione rispetto al passato e presnetato un’offerta al ribasso…questo e’ la vera questione per me.

        • Appassionato_ma_ignorante scrive:

          Dieci milioncini sono il bilancio della FIR, a spanna, o erro? Ad ogni modo, da 100 a 90, è chiaramente un calo *ma* se non hai pronto un piano B (o non te lo prepari in fretta e furia) rifiutare è da incoscienti. Risultato netto: sponsorizzazione in scadenza e futuro incerto. Per dieci milioncini? Il danno ora rischia di essere peggiore. In conclusione, quello che voglio dire: per dieci milioncini rischia di andare a perdere una bella sberla di soldi in più. Quindi di passare da semplice emergenza finanziaria a una situazione di pericolo.
          Discorso svendita: siamo d’accordo, ma torniamo al punto di prima e cioè che se non hai un piano B, rifiutare è da incoscienti.
          Poi, magari Feehan ce l’ha pure il piano B. Chi lo sa? Non è quello che si evince dall’articolo.

          • Stefo scrive:

            Erri, il bilancio Fir e’ 40 milioni.
            10 milioni in meno per la sponsorizzazione principali sono un bel pacco di soldi da accettare subito, Feehan ha deciso di aprire ed andare a vedere se trovava qualcosaltro…a posteriori ha sbagliato? Forse si ma a posteriori son tutti piu’ bravi, al momento non accettare dal tuo partenr storico un accordo al ribasso era cosa dovuta.

            Resta che si continua a guardare alla piccola cosa, e non al problema ben piu’ ampio del torneo principe che non riesce a trovare gli stessi soldi di prima.

      • fabiogenova scrive:

        Forse non hai letto bene. Ho scritto che l’offerta RBS non era un’offerta da poco, non che fosse imperdibile. Se la rifiuti, devi avere in mano qualche altra carta. Se non ce l’hai e nel frattempo rigetti anche quelle migliorative, come quella di DMAX, per di più dall’Italia dove potevi aspettarti anche di meno, visti i risultati della nazionale, allora il sospetto che stai facendo un azzardo è più che giustificato. Non che ci campi per dei secoli con i soldi di DMAX, ma quel rifiuto è indicativo di un modo di lavorare che prima o poi ti presenta il conto. Soprattutto di questi tempi.

  9. Frank_BOBO scrive:

    Personalmente non sono d’accordo sul puntare la sostenibilità del 6n sugli sponsor. Il problema è l’afflusso di pubblico e questo, soprattutto in Italia, dipende dalla qualità del gioco e dalla gestione politica del rapporto tra base, campionato franchigie e nazionale.

    Puntare suglia sponsor è come tenere un malato attaccato alla macchina.

    Piuttosto un passo indietro che però mantenga la qualità e lo spirito d questo sport.

    Naturalmente è un’opinione mia (cioè quella di un semplice spettatore). Mi piacerebbe sentire l’opinione di qualcuno che è dentro il rugby italiano…

    • Stefo scrive:

      Scusa Frank, ma tralascia l’Italia (dove comunque al 6N non e’ ci vanno in 10mila soltanto) ma gli altri paesi non hanno alcun problema di ticketing, gli stadi li riempiono per il 6N come per i TM, a meno che non si inizi a costruire stadi da 200mila persone, il ticketing e’ comunque plafonato. E non puoi neanche alzare i prezzi perche’ li’ si che vieni punito.
      Nessuno sport pro vive del pubblico agli stadi, tv e sponsor sono le fonti principali di finanziamento nel calcio, negli sport pro americani e via discorrendo.

  10. Atley73 scrive:

    Scusa Frank ma trovo il tuo ragionamento poco realistico…non c’è sport oggi che non viva grazie alle sponsorizzazioni…è impensabile credere che possano bastare i biglietti venduti per andare allo stadio a remunerare l’attività di team i cui costi sono certamente tra i più alti di qualsiasi altro sport di squadra (al massimo con i biglietti paghi il gettone di presenza a parisse e a bernabò :)
    Io credo piuttosto che l’ipertrofismo economico a cui puntano tutte le federazioni di tutti gli sport sia un obiettivo non più perseguibile e su questo, escluse alcune felici eccezioni, mi pare che il trend mondiale – anche nel ben più ricco mondo del calcio – sia di un complessivo ribasso delle quotazioni dei diritti d’immagine. Per farla breve, il connazionale di O’Leary avrebbe fatto meglio ad incassare i quattro soldi che offriva la RBS e aggiungo che, da profano, trovo francamente inaccettabile che una decisione del genere non sia collegiale ma sia presa da un uomo solo al comando…

  11. Hullalla scrive:

    Certo che per una grande sitituzione di rugby internazionale arrivare a farsi un autogol deve essere il massimo della pena… ;)

  12. carlo s scrive:

    Stefo mi sembra un grande esperto di sponsorizzazioni suggerirei a Gavazzi di ingaggiarlo per risolvere i problemi delle zebre

  13. TommyHowlett scrive:

    Tranquilli, ci pensiamo noi con le nostre super banche

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