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Il rugby che abbatte i campanili: progetti di unione e sinergia dal bresciano e dal Veneto

Collaborazione tra Lumezzane e Rovato, Vicenza e Valpolicella uniscono le forze cadette con Val Chiampo e West Verona
ph. Sebastiano Pessina

ph. Sebastiano Pessina

Collaborazione, condivisione, sinergia. Troppo spesso il rugby italiano fatica a lavorare su un fronte comune per salvaguardare soltanto i propri interessi, ignorando eventuali progetti di crescita comune. Dalla Lombardia e dal Veneto, tuttavia, negli ultimi giorni arrivano due iniziative che vanno in controtendenza rispetto ai consueti campanilismi italiani, senza dimenticare la proposta avanzata dal presidente del comitato abruzzese, Giorgio Morelli, sul tesseramento libero per gli atleti della sua regione.

 

Lumezzane e Rovato: un protocollo d’intesa per impianti e giocatori

Dal bresciano arriva un protocollo d’intesa tra il Lumezzane, tornato subito in Serie B dopo aver rinunciato all’iscrizione in Serie A per problemi di impiantistica, e il Rovato retrocesso la scorsa stagione dalla Serie B. I punti dell’accordo riguardano la possibilità per il Lumezzane di utilizzare il campo sportivo “Giulio e Silvio Pagani” del Rovato per le gare interne in Serie B (il campo valgobbino non soddisfa i requisiti), mentre il Rugby Rovato concede al Rugby Lumezzane il nullaosta per il prestito di tre giocatori Seniores (e un atleta del Lumezzane giocherà invece con l’Under 18 del Rovato). Obiettivi, come si legge nel comunicato stampa di annuncio, “sviluppo del movimento nei diversi territori, ottimizzazione degli impianti, miglioramento costante delle competenze di tecnici, istruttori e giocatori”.

“Questa intesa rappresenta un esempio concreto della convinzione che le aperture e le collaborazioni tra club siano la strada da perseguire per un innalzamento del livello non solo degli attori coinvolti – ha commentato Luca Raza, general manager del Rugby Lumezzane – ma dell’intero movimento rugbistico, non privo di criticità da risolvere”

Stefano Sacrato, direttore sportivo del Rugby Rovato: “Abbiamo considerato la collaborazione tra le società fondamentale per la crescita del movimento di base sul territorio. Naturale, quindi, consolidare un rapporto oramai storico con il Rugby Lumezzane siglando un memorandum d’intesa che definisce una comunione d’intenti per la crescita dei giovani, attraverso collaborazioni tecniche e sportive, oltre alla condivisione per la prossima stagione del nostro impianto sportivo per le partite interne delle squadre seniores”.

Un progetto che guarda anche ad un arco temporale tecnico di più lungo periodo, come spiega Francesco Filippini, direttore tecnico del Rugby Lumezzane. “Questa intesa aprirà le strada ad una collaborazione tecnica a cascata sulle formazioni Under 16 e Under 18 attraverso allenamenti congiunti. Siamo, infatti, convinti che le collaborazioni rappresentino una leva positiva per lo sviluppo e la crescita dei propri tesserati”.

 

 Passi avanti anche in Veneto

Una manciata di chilometri verso est un medesimo progetto ha coinvolto da una parte Valpolicella e West Verona, dall’altro Vicenza e Val Chiampo. In particolare, la scelta della società è stata quella di unire le seconde squadre di Valpolicella e Vicenza – che entrambe disputano la C1 – con l’unica squadra Seniores di West Verona e Val Chiampo. Per le due società veronesi, si tratta di un ulteriore passo in avanti dopo il progetto di franchigia territoriale giovanile integrata (FTGI) che coinvolge le categorie Juniores dei due club. L’unione tra le squadre permetterà di partecipare sia al campionato C1 che al campionato C2 con l’obiettivo di creare per i giovani in uscita dall’Under 18 un percorso tecnico di crescita ideale verso la Serie A in cui militano Valpolicella e Vicenza. Vi sarà coordinamento tecnico con gli staff delle due squadre che partecipano al secondo più importante campionato nazionale,


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7 risposte a “Il rugby che abbatte i campanili: progetti di unione e sinergia dal bresciano e dal Veneto”

  1. NZ74 scrive:

    spero che vada tutto bene in queste unioni (quando ci sono troppe teste a volte non va’ bene) e che altri prendano esempio, bisogna aiutarsi sul territorio per far crescere il movimento ed accantonare inutili campanili, belli nei derby ma non fra societa’…

  2. wilrugby scrive:

    Il problema italiano, prima che organizzativo, è economico!! Troppo spesso si guarda solo al soldo piuttosto che cercare di creare un organizzazione a 360 gradi! Questo soprattutto perché il più delle volte molte parti che siedono al tavolo hanno bisogno di soldi subito per sopravvivere e quando questi finiscono salta tutto per i soliti campanili…. la federazione dovrebbe in primis aiutare la base ad avere una stabilità minima, non solo tramite aiuto economico ma soprattutto organizzativo! Ma vista la vicenda Zebre questa sarà sempre un utopia….

  3. tunga scrive:

    a roma esiste gia da tempo un.progetto del genere che é esclusivamente tecnico e non per mancanza di numeri.
    progetto che unisce le under 16 e 18 della nuova rugby roma e delle fiamme oro con oltre 130.tesserati x le due categorie sotto il nome di legio invicta

  4. frank scrive:

    OT

    Ufficiale Van Schalk lascia le Zebre.

    Pare se ne andrà alle Fiamme Oro… Ops no, in Sudafrica.

  5. franzele scrive:

    Dalle parti mie ci sarebbero i Dogi.
    Tutte le squadre del veneto che lavorano assieme, il simbolo dogi su tutte le maglie, selezione, promozione, identificazione di squadre di 1,2,3 livello, poi elite.
    I giovani interessanti passano al livello successivo, inseriti in competizioni più selettive.
    Accademia e squadre di elite che partecipano a campionato nazionale (elite2) e competizione internazionale (elite1).
    Tutti partecipano al progetto, distribuzione delle risorse, agenzia sponsor centralizzata più piccoli sponsor locali, tutti partecipano, con contributi diversi.
    Censimento strutture, agenzia di gestione risorse con enti pubblici proprietari…..

    Ok, metto giù la bottiglia…

  6. fracassosandona scrive:

    La cadetta del san donà partecipa alla B con la prima squadra del grifoni Oderzo.
    Giocano al pacifici. Da qualche anno.

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