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I 5 tipi di papà che puoi trovare a una partita di rugby

Li raccontano i Delinquenti prestati al mondo della palla ovale
rugby

ph. Sebastiano Pessina

 

#5 – Il Mansueto

Guarda tutta la partita del figlio in religioso silenzio, si tratti della finale della Coppa del Mondo o del Trofeo Pippo, Pluto e Paperino. Seduto in tribuna, sguardo concentrato e mano a stuzzicare la barba folta sul volto. Con la punta delle dita dell’altra mano trattiene il collo di una bottiglia di birra, immancabile amica a tenergli compagnia.

 

#4 – Il Nervoso

Passeggia come leone in gabbia tra la tribuna e la rete che lo divide dal campo, poche parole ma mirate nei confronti di suo figlio e della sua squadra: “Vai. Sostegno. Su. Dai. Vai” e così via. Con una mano si aggrappa alla rete, con l’altra mantiene una birra ghiacciata che beve a piccoli e isterici sorsi.

 

#3 – L’Anticristo

Tre parole, una bestemmia e un sorso di birra.

 

#2 – Il Sostenitore

Il figlio gioca ormai da dieci anni ma lui non né vuole proprio sapere di capire il motivo per cui quella maledetta palla ovale non si possa passare avanti. Nonostante tutto non si è mai perso una partita del figlio, un po’ per amore, un po’ perché oh, la birra in tribuna è la birra in tribuna.

 

#1 – L’ex giocatore [o Old (o terzotempista)]

Ha giocato a rugby una vita e quindi sa come funziona: il figlio in campo, lui fuori a bere e sparare cazzate con i compagni di sempre o con le nuove leve (vedi le voci varie sopra). Ogni domenica è buona per organizzare barbecue e terzi tempi, tifando il figlio con quell’occhio che brilla: un po’ d’orgoglio, un po’ di birra.

 

di Andrea Papale


onrugby.it © riproduzione riservata

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4 risposte a “I 5 tipi di papà che puoi trovare a una partita di rugby”

  1. Camoto scrive:

    Qualunque sia il tipo non è uno sport per figli di astemi.

  2. mic.vit scrive:

    metterei anche un # 5b l’arbitro mancato

    conosce tutte le regole ma di quando giocava lui, vorrebbe partire con un rimprovero verso il direttore di gara ma nel rugby non si può e allora trangugia mezza pinta in un sorso per tirare giù l’incazzatura!!

  3. Andrea B. scrive:

    il “Sostenitore” avrebbe anche un sottogruppo, che a volte potrebbe diventare un personaggio autonomo: “il sostenitore che viene dal calcio” (dal calcio giocato da lui o dal figliolo, oppure anche solo dal divano e telecomando).
    Le regole non gli entrano in testa perché il “fuorigioco” è un’altra cosa e poi si a volte si applica poco per imparare le regole della palla ovale… nei momenti di pausa prova, infatti, a parlare con gli altri papà pure dell’ultima supersfida scudetto o del rigore clamorosamente non dato, ottenendo più o meno soddisfazione a seconda del grado di talebanità registica dell’interlocutore.
    Per i motivi di cui sopra fa spesso comunella con un altro “sostenitore”, però è contentissimo che il figliolo non sia mai andato/abbia lasciato il calcio, per venire a rotolarsi nel fango e prendere botte.
    E poi la birra, che si può tranquillamente bere, vuoi mettere?

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