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Le difficoltà del presente e il futuro delle Zebre Rugby: parla Stefano Pagliarini

Abbiamo intervistato il Presidente della franchigia ducale. Che fissa una data e parla di rinnovi e passi indietro
zebre rugby

ph. Ottavia Da Re

Le prossime settimane saranno decisive per il destino delle Zebre Rugby. Anzi, vi sarebbe già una data entro la quale si conoscerà il futuro della franchigia bianconera: il 15 febbraio. A dirlo a OnRugby, in un’intervista rilasciata al termine della conferenza stampa di martedì, che si è tenuta alla Provincia di Parma e ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni e del mondo imprenditoriale locale assieme alla dirigenza bianconera, è il Presidente Stefano Pagliarini. La situazione è difficile, come testimonia la scelta stessa di un engagez-vous pubblico, e lo stesso numero uno dei ducali ha confermato a TvParma che “la cifra di cui noi in questo momento abbiamo bisogno per terminare nel migliore dei modi la stagione è di un milione di Euro“. Ma nonostante questo, l’ipotesi di un trasloco da Parma resta per ora lontana, come già abbiamo scritto e ribadiamo: lasciare quel territorio e il Lanfranchi, anche alla luce dell’esperienza Aironi, avrebbe senso solo se l’alternativa fosse una piazza radicalmente e profondamente diversa dal punto di vista non solo geografico ma anche del tessuto socio-economico (leggi Roma, dove però manca al momento una struttura). Insomma, spostarsi una settantina chilometri più a nord (leggi Calvisano) avrebbe poco senso e l’ipotesi di trasferire tutto al San Michele perde col passare dei giorni le già poche quotazioni e creerebbe non pochi problemi di impasse di tipo logistico (come ci si divide il campo, posto che il club giallonero vuole continuare la propria attività) ma anche politico. Anche perché, almeno stando alle parole del Presidente Pagliarini, l’argomento trasloco “non è neanche mai stato sfiorato” assieme alla Federazione, unico organismo che può revocare la licenza di partecipazione al Pro12.

 

 

Nel corso della conferenza ha detto che i tempi sono molto ristretti. Entro quando conosceremo il futuro delle Zebre?
Il tempo a disposizione non è tanto. Crediamo che entro il 15 di febbraio avremo tutte le idee chiare sulle situazioni in evoluzione. Dopodiché, faremo un ulteriore incontro non con le istituzioni, ma con il CdA e i soci per fare le nostre valutazioni.

 

 

E’ una deadline data dalla Federazione?
No. La Federazione non ha mai dato aut aut in questo senso. Ogni sei mesi abbiamo l’obbligo di una revisione in cui dobbiamo dimostrare alla Federazione che i conti sono sufficientemente a posto per andare avanti. Ma ad oggi non c’è mai stato nessun tipo di pressione. Secondo il parere mio e del CdA è corretto, nel momento in cui emergono problemi, confrontarsi con i soci e rendere loro nota la situazione. Non avrebbe senso arrivare a maggio o giugno e accorgersi che sono finiti i soldi: bisogna trovare tutte le soluzioni per non avere problemi in futuro.

 

 

Ci sono situazioni che si concretizzeranno a breve?
Abbiamo una serie di azioni già intraprese da tempo che mi auguro nel giro di pochissimo tempo possano dare i risultati che ci attendiamo. Per riuscire a chiudere in discesa questa stagione e pianificare per il futuro.

 

 

La conferenza stampa guardava oltre la fine di questa stagione?
A questo livello è impossibile lavorare a vista. E’ necessario fare una serie di pianificazioni e programmazioni e per fare questo una delle cose più importanti sono le risorse economiche, che non si trovano dall’oggi al domani ma a fronte di progetti precisi e dettagliati che devono essere preparati e portati a potenziali partner. Non stiamo parlando della stagione in corso, perché da questo punto di vista è già conclusa. Stiamo parlando del futuro delle Zebre Rugby.

 

 

Le Zebre resteranno quindi a Parma?
L’unica entità che può togliere le Zebre da Parma è la Federazione, quindi questa domanda andrebbe fatta a loro.

 

 

Sareste pronti a fare un passo indietro nel momento in cui la Federazione ve lo chiedesse?
Questo è ovvio. Nel momento in cui si dovesse, e sottolineo si dovesse, dimostrare l’incapacità di portare avanti il progetto, è giusto permettere a chi ha queste risorse di entrare. Se l’entità che vuole entrare è la FIR ben venga. Ma è un discorso prematuro. Abbiamo un continuo contatto per la condivisione di figure come i giocatori, ma questo tema non è neanche mai stato sfiorato. Comunque, il CdA non è legato con le catene alla poltrona, anzi. Se ci fosse un gruppo importante con un progetto concreto per far crescere le Zebre Rugby, sono certo che tutti sarebbero pronti a fare un passo indietro per il bene della società.

 

 

Trovare sponsor disposti ad investire è stata una delle spine nel fianco della presente gestione…
Una ragione è lo scollamento dal territorio. L’altra sono state le cose scritte sulle Zebre, che non aiutano: con uno sponsor avevamo già deciso la cifra, poi si è tirato indietro per quanto letto a settembre a proposito del pericolo fallimento. Pensavamo che certa disinformazione legata alle Zebre fosse una questione elettorale, ma è invece continuata nel tempo. E continua ad essere uno dei problemi per reperire sponsor.

 

 

Da Presidente come ha preso le dichiarazioni del capitano George Biagi?
Certamente è necessario un maggiore dialogo coi giocatori così come è necessario creare maggiori occasioni per confrontarsi. In tutti i modi le dichiarazioni di Biagi sono inaccettabili, ancor più nella sua veste di capitano.

 

 

Conferma il rinnovo di importanti giocatori come annunciato via comunicato stampa?
Confermo che abbiamo già rinnovato con giocatori internazionali di grande importanza per noi e per il rugby italiano. Ciò fa piacere, perché nonostante tutto quanto si sia scritto, ci sono giocatori che avrebbero potuto andare dove volevano ma che hanno scelto di legarsi a noi per il futuro. Non un anno ma due. I nomi arriveranno a breve, insieme a tante altre novità.

 

di Roberto Avesani


onrugby.it © riproduzione riservata

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77 risposte a “Le difficoltà del presente e il futuro delle Zebre Rugby: parla Stefano Pagliarini”

  1. M. scrive:

    La mia domanda è semplice: come fanno a fare contratti biennali con giocatori se non hanno soldi (1 milione) nemmeno per finire la stagione, dopo che per altro la federazione ha dato loro un altro milione aggiuntivo.

    In secundis: facendo conto che il costo è, immagino, di 6-7 milioni di una stagione: 4 dalla Fir, 1 aggiuntivo Fir, un altro richiesto, quanti soldi hanno portato i soci e i loro sponsor?

    Hanno, infine, programmato che come ha detto il presidente Fir l’anno prossimo non avranno 5 milioni ma 3 dalla Federazione?

  2. leo64 scrive:

    Voglio fare alcune considerazioni. Il presidente mi convince poco. Biagi ha totalmente ragione. A Calvisano no. Ci vorebbe una grande città. Non capisco come mai la FIR non ci sia ancora riuscita .Cambiare staff tecnico e dirigenti, prioritario, e trovare gli sponsor. Se non succede questo la Franchigia non si fa poche balle. Basta figure di m…a.

  3. arali scrive:

    beh, bisogna dargli atto che almeno non mena il can per l’aia, questi probabilmente la buona volontà ce l’hanno messa, ma i mezzi non li hanno

    • M. scrive:

      Sì ma cosa si sono imbarcati a fare in una gestione di un team che richiede milioni non avendo alcuna base solida economica sotto se non i soldi federali?

    • try scrive:

      il problema è stato “vendere” la franchigia per 300 mila euro.
      E tra l’altro senza nemmeno mettere il 100% del capitale sociale.
      A queste condizioni anche due o tre clochard messi assieme avrebbero potuto acquistare la franchigia.

    • fracassosandona scrive:

      I meritevoli ma privi di mezzi hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. Non a gestire una squadra di rugby pro.

    • Pumba scrive:

      Perdonami ma la buona volontà può forse andare bene per organizzare una sagra , oppure per gestire una squadra amatoriale in un campionato regionale… per gestire una franchigia professionistica la buona volontà è una condizione necessaria ma non sufficiente

      • ginoconsorsio scrive:

        ma in mezzo a questa banda di professori da tastiera del web, esiste qualcuno che è esperto di squadre pro di rugby? Beh, fatemi capire perché o abbiamo un sacco di stranieri che sanno bene scrivere in italiano e l’esperienza ce l’hanno oppure…

        • Pumba scrive:

          Chi scrive su un blog (che è la stessa cosa che fare due chiacchiere al bar) ha tutto il diritto anche di dire puttanate , si può benissimo non leggerle e comunque anche se fossero idee geniali .. non inciderebbero nulla. Chi invece deve gestire soldi (tanti) pubblici , il diritto di fare/dire puttanate non ce l’ha … o perlomeno deve poi risponderne. Ovviamente pure chi elargisce questi big money non dovrebbe avere questo diritto e comunque dovrebbe risponderne in qualche misura.

          • ginoconsorsio scrive:

            Ribadisco: abbiamo persone che hanno esperienza di rugby pro in Italia? Perché io credo di no. Quindi o l’importiamo dall’estero e ci costruiamo un sistema già fatto anche se con altre condizioni oppure necessariamente dobbiamo scontare della inesperienza! La mia opinione è che massacrare ad ogni piè sospinto tutti e tutti non porta ad alcun chè.

          • Pumba scrive:

            Allora Ginoconsorsio se uno non è in grado stia casa , a meno che non sia stato costretto. Le professionalità esistono eccome , basta assumerle se uno non è in grado. Perché di competenze si sta parlando. Se poi non dovessero esistere in Italia (e comunque ne dubito) si fa come si sta facendo per la nazionale , si prendono da fuori .. a meno che Connor O’Shea non sia di Scandicci e che faccia l’accento british per darsi un tono.
            Se poi invece le competenze ci sono ma mancano i soldi , il succo non cambia , si sta a casa o si fa altro.
            Ho in gestione una squadra di rugby pro (pagata con soldi pubblici) e non sono in grado di gestirla … bene , assumo e pago uno chi lo sa fare. Sennò faccio altro. Dopo tutti questi anni di soldi buttati nel gabinetto e di figure cacine , quello che dici non può essere più un alibi.

          • Pumba scrive:

            Per completare , è ovvio che non serva a molto sparare a zero … ma se mia moglie mi infama vuol dire che ancora a me ci tiene … se non mi dovesse considerare più oppure mi dicesse che va tutto bene anche quando palesemente non è così … sarebbe il caso di trovarsi un’altra moglie. Continuando così non solo non ci sarà chi si incazza e magari spara a zero , non ci sarà proprio più nessuno che segue il rugby di questo livello. Ognuno va a vedersi la partita che capita nel campo più vicino a casa e stop. Almeno non mi sbarbo più 400 km per andare a Parma o da qualsiasi altra parte.

      • Hullalla scrive:

        Dici che andrebbe benissimo per il Cecina? ;)

  4. TommyHowlett scrive:

    Sono anni che lo dico (in altre sedi soprattutto). Le franchigie del Pro12 hanno bisogno di un mercato forte, che può essere rappresentato solo dalle grandi città (Roma, Milano), non certo da Parma e tantomeno da Calvisano o Viadana. A meno che non si parli del Veneto, in altre zone manca una sufficiente base di praticanti, appassionati e di investitori in grado di supportare progetti molto costosi, quali possono essere due squadre di rugby professionistiche. Ovviamente spostare le Zebre a Milano dovrebbe essere anticipato da una giusta preparazione in termini di programmazione, strutture e pubblicità. E qua da noi non sono cose affatto scontate

    • Dusty scrive:

      In linea di massima hai ragione, poi, per esempio, vai a vedere cos’è il rugby a Milano e ti accorgi che tutte le società fanno fatica a gestirsi e i risultati sportivi, che sono conseguenza anche di difficoltà economiche, sono lì da vedere.
      Per contro la storia ci dice che il rugby è cresciuto in zone come quelle da te citate dove non c’erano sport concorrenziali, discorso che in parte vale anche per il Veneto. Quindi io non sono assolutamente certo che le grandi città siano la destinazione migliore di una franchigia anche se capisco sarebbe bello che fosse così.

    • Huxley Boyd scrive:

      Se l’aspettativa e’ quella di una franchigia del Nord Ovest coinvolgere congiuntamente Milano, Torino, Genova per le partire, a rotazione, con sede per preparazione e allenamenti a Torino (c’e’ un’accademia e qualche stadio nuovo o in disuso ma non cadente) non sarebbe male. Le distanze sono sopportabili e il bacino di utenza potenziale sarebbe consistente.

      • fabiogenova scrive:

        mi dici quale stadio in disuso c’è a Torino?

        • Huxley Boyd scrive:

          Filadelfia, di proprietà del Torino di Urbano Cairo, le cui recenti iniziative imprenditoriali e sportive costituiscono buoni esempi di managerialita’ e visione.

          • fabiogenova scrive:

            Be’, il nuovo Filadelfia non è ancora terminato e comunque dubito che il Torino lo metta a disposizione delle Zebre. L’unico è il Carlini a Genova, che se non ricordo male avrebbe bisogno almeno di una rinfrescata e di molto altro, giacchè sta in una zona in Corso Europa dove ci sono tre bar scabecci in cui si predilige la bestemmia alla madonna e più che un bicchierino rancido di “Santa maria al monte” con scazzo dell’oste non ottieni.

      • malpensante scrive:

        Tra tutte e tre, c’è solo il Carlini con qualche possibilità di essere accettato. Quanto alle partite a rotazione, la Celtic ha delle regole precise. Si può gestire ad hoc la coppa, ma senza stadi c’è poco da far filosofia. A Torino il centro sportivo per allenarsi sarebbe quello dei gesuiti? :-)

  5. frank scrive:

    Bella lì Biagio sta già tremando.

    • ginoconsorsio scrive:

      io ci andrei cauto, con le battute su questo argomento. Qualcuno pensa di essere intoccabile? mah, io non ne sarei così sicuro….

      • kinky scrive:

        ginoconsorsio, guarda quando Biagi è uscito con quelle dichiarazioni ho subito pensato che se lo ha fatto (non essendo stupido) è perchè ha già il contratto da un altro parte e quindi si sia sentito “libero” di dire quello che pensava…altriemnti se ne sarebbe stato zitto.

        • fracassosandona scrive:

          e considerare che abbia parlato lui proprio perché è il capitano?
          chi altri avrebbe dovuto fare da portavoce per i compagni, Engelbrecht che si esprime ancora in afrikaans?

          accusano la stampa di aver sparso notizie tendenziose a settembre, mentre a gennaio fanno una conferenza stampa dicendo che manca un Mega per finire la stagione… solo io vedo una contraddizione?
          quale sponsor avrebbe cagato un milione per potersi garantire l’esposizione mediatica e di immagine delle Zebre?

          • kinky scrive:

            Hai perfettamente ragione Fracasso, ma il più delle volte provo ad immedesimarmi nei giocatori e siccome sono cinico (e non ipocrita) al posto suo avrei fatto quelle dichiarazioni solo con un contratto (o promessa ‘garantita’) in mano!

          • frank scrive:

            Frac sempre sul pezzo, as usual.

          • fracassosandona scrive:

            kinky: sono più cinico di te e sono altrettanto convinto che Biagi sarà a Treviso l’anno prossimo…

          • kinky scrive:

            ah ecco, vedi che siamo in sintonia!
            pronto per il 6nazioni U20? aspetto febbrilmente le convocazione della maggiore e dell’U20! Sono convinto che domani O’Shea potrebbe addirittura chiamare qualcuno dall’Eccellenza…tipo Brex!

          • fracassosandona scrive:

            @kinky: al 6N under20 la squadra è forte…
            resto perplesso per il tecnico e continuo a rimpiangere Brunello: fosse stato lui a guidare i “suoi” ragazzi negli ultimi due anni sarei stato straottimista…
            auspico le due vittorie, me ne aspetto almeno una…

  6. TESTAOVALE scrive:

    MILANO sarebbe l’ideale , partendo con soldi della FIR , e successivamente attirare sponsor , logicamente con staff tecnico di livello e pochi stranieri ma campioni veri , se invece lo scopo e’ una franchigia per elargire un po di posti di lavoro e soldi a tutti i compari , come di fatto e’ il nostro rugby ad “alto livello” , continuamo cosi’ , comunque fino a quando non si partira coi giovani a far le cose seriamente ho seri dubbi sulle intenzioni vere dei protagonisti.

  7. tobat7 scrive:

    A milano, perché no?

    L’impianto Vigorelli (storico velodromo per il ciclismo) ospita ora il football americano… Capienza di 8.000 posti

    nelle province di milano e monza-brianza ci sono una cinquantina di società/realtà scolastiche; 2 squadre in serie A e una in serie B1

  8. boh scrive:

    Tastiere al vento mi sembra…….

  9. Galeone scrive:

    Brutta situazione : o arriva uno sponsor importante, e da Parma era lecito aspettarsi un importante coinvolgimento dal ricco e rinomato, anche all’estero, settore alimentare, o ” borla gio’ ” tutto….

    Certo che Milano andrebbe bene, anche qui se e solo se arriva qualche sponsor importante ,magari in ambito moda, per il campo il Brianteo di Monza sarebbe perfetto, peraltro già collaudato dai defunti Aironi nel 2012.

  10. Stefano B. scrive:

    Risparmio la polemica scontata (ma vera) che in Italia conta solo il calcio.
    Rispondo invece a tutti coloro che hanno scritto che le Zebre devono spostarsi da Parma per migrare verso altre città tipo Milano, Roma, ecc.
    A Parma la tradizione rugbistica è importante come il calcio e forse di più, tra passato con squadre di massima serie come Overmach e Gran Noceto, così come attualmente con squadre di serie A (HBS Colorno) e due di B.
    Il Lanfranchi (Cittadella del Rugby) è un impianto di valore internazionale. Lo spostamento dal punto di vista della tradizione e delle strutture non ha senso alcuno (e spero che anche la FIR la pensi come me); a maggior ragione per andare verso città in cui il rugby conta ancora meno, visto che non esiste un nesso di proporzionalità tra popolazione e tifosi (se non nel calcio).
    Detto ciò, il problema è la classe imprenditoriale parmigiana. Prova ne sia che solo con molta fatica hanno all’ultimo respiro utile salvato il Parma calcio dalla scomparsa totale. Se hanno faticato per il calcio, pensate un pò cosa potrebbe succedere al nostro amato Rugby!
    La soluzione, a mio avviso, è l’intervento di finanziatori anche non locali e mantenere la squadra a Parma. Sono di parte perché sono vicino a Parma, ma la struttura c’è e un pubblico affezionato pure, anche se dovrebbe crescere (ma non dimentichiamo che, purtroppo, in Italia non siamo purtroppo in Scozia o in Galles). Parma è inoltre in posizione centrale e baricentrica, infatti allo stadio incontro tifosi provenienti da Livorno, Genova, Bologna, Lombardia, ecc. E per i tifosi che vengono da fuori lo stadio è molto ben accessibile e raggiungibile (non oso pensare a giungle tipo Milano..).
    Altro ed ultimo punto dolente: la stampa locale e nazionale. Spazio decente ma a volte polemico e non costruttivo (quindi penalizzante) da parte della Gazzetta di Parma (a Parma l’autolesionismo regna) e attenzione inesistente da parte della stampa nazionale, ergo nessun ritorno di immagine per la franchigia e perdita di capacità di attirare tifosi e finanziatori/sponsor.

    • malpensante scrive:

      Al netto della nazionale, un imprenditore che metta i soldi nel rugby (italiano, ci sono stati e ci sono imprenditori italiani nel rugby pro estero) lo può fare solo per motivi non commerciali o c’è qualcuno che scamperebbe al TSO mettendo marchi internazionalmente vincenti addosso a un ronzino iscritto all’Arc de Triomphe? Se pensasse di meritarsi così benemerenze civiche, almeno io lo sfanculerei fino alla fine dei miei giorni, visto che han fatto morire di fame e di sete il rugby parmigiano seniores, oltre che gli Aironi. Li diano (e pure molto meno) a chi con enormi difficoltà fa giocare il rugby ai ragazzi e non a chi gioca al mercante in fiera con i soldi della federazione.

  11. gsp scrive:

    non capisco l’intervista di pagliarini. Cioe’, capisco quello che dice, ma non capisco perche’ abbia deciso di farla e quale sia l’obbiettivo. Non riassicura nulla, non mette la societa’ sul mercato, ci dice che parma e’ una buona piazza con potenzialita’ inespresse da 4 anni.

    Ovviamente rispetto anche il lavoro che ci mettono, pero’ ci vuole altro. soprattutto soldi.

    • fracassosandona scrive:

      io invece proprio non la capisco: analisi logica e del periodo mi portano a concludere che non abbia detto proprio niente di concreto… da cui il mio commento video delle 8.57…

      • gsp scrive:

        per fortuna non sono il solo preside’.

        sai che ti rispetto e mi stai simpatico, pero’ non riesco a trovare quasi nulla di logico nelle analisi di Liviero e Malfatto. a parte il dato inconfutiabile che gli ultimi 4 anni di CL sono un disastro quasi totale.

        • frank scrive:

          Secondo me sta disperatamente cercando di racimolare dinero (pubblico o privato che esso sia).

          Altrimenti ne dovranno prendere le conseguenze nel CdA.

          • malpensante scrive:

            Ovvio che sia così, frank, ma dico a Peppe che la cosiddetta privatizzazione (forzatissima, a tambur battente ed esclusivamente per motivi di bilancio Fir) è del luglio 2015, con le spese della stagione 2015/2016 già impegnate (da cui il famoso e ovvio contributo straordinario, al tempo messo nero su bianco e che han cercato in tutti i modi di non mettere a bilancio FIR). E che dopo Bernabò e prima di Pagliarini c’era un altro presidente e un’altra maggioranza in consiglio: lui e i suoi ci sono da marzo 2016, 9 mesi. Affari loro, per quel che mi riguarda, ma è inoppugnabile che almeno questi si siano dati da fare quanto a portare gente allo stadio, cercare soldi, bussare alle porte degli Enti Pubblici. Le Zebre sono a Parma dal 2012, qualcuno ha fatto qualcosa nei 4 anni precedenti? Danni, tipo tagliare fuori la parmense Errea da sponsor tecnico, e infatti adesso è uno dei pochi rampini a cui si aggrappano e che dà una mano. Certo che i giocatori (staff, impiegati, parenti e amici) stavano meglio e tranquilli come papi quando la FIR pagava e ripianava a fine anno, e anche “i tifosi”, soprattutto quelli abituati ad andare allo stadio senza pagare il biglietto. Fosse stato per me, col cavolo che avrei dato una mano alla paraculata della “privatizzazione”: se la sbrigasse la FIR e, nel caso avesse trovato un altro posto (ne dubito, il San Michele non era ancora pronto), andassero. Passi lunghi e ben distesi.

          • ginoconsorsio scrive:

            Mal è Uno che dice cose che sa.
            Molti, sanno niente e dicono di tutto. Anche offese personali. Su tutto questo c’è un disegno? Non ci resta che attendere…

          • malpensante scrive:

            Tutte cose note, pubblicate e che può sapere chiunque abbia interesse a saperle.

  12. berton gianni scrive:

    Guarda un po’…se la montagna non va da Maometto…
    Mi sa proprio che mio fratello Hro lo vedrò al Monigo con sciarpa biancoverde al collo…

  13. giobart scrive:

    Visto che sul blog ci sono tanti scienziati, perché non vi mettete tutti assieme e gestite le Zebre, anche con i vostri soldi ovviamente?
    Altrimenti zitti e lasciate fare a chi ci mette la faccia e i soldi.

    • frank scrive:

      Zitto ci starai poi tu. Fino a prova contraria tifosi, appassionati e contribuenti italiani possono parlare quanto vogliono in merito a qualsiasi cosa vogliano.

      Il censore lo fai poi a casa tua (sempre ammesso che te lo lascino fare).

    • try scrive:

      che cazzo di discorso è?

    • Rabbidaniel scrive:

      La dirigenza delle Zebre mi pare gestisca la squadra quasi solo coi soldi federali, non coi loro…

    • Hullalla scrive:

      I soldi con i quali vengono gestite le Zebre sono i soldi che provengono dai diritti del Sei Nazioni e non vengono redistribuiti al rugby di base.
      Si tratta proprio dei soldi di noi che andiamo allo stadio a vedere il Sei Nazioni, riempiendo l’Olimpico anche quando si sa che si perde sempre, oppure guardando la TV.
      I nostri soldi, alla fin fine…

      Certo, ci sono TANTI scienziati della tastiera, troppi, su questo hai stra-ragione, ma anche la dirigenza delle Zebre, mettendoci circa nulla di soldi, sta facendo degli errori che avrebbero potuto benissimo fare anche gli scienziati della tastiera, sperperando i soldi che evrebbero potuto essere usati per il rugby di base.
      Avessero speso i loro soldi (8 milioni di budget privato), li si sarebbe rispettati di piu’, anche a parita’ di risultati o peggio.

    • deegan scrive:

      giobart….e chiSSEi er giustiziere della notte?
      Lascia parlare anche gente come me, non sei l’unico che può esprimere il proprio parere, per quanto riguarda le tue frustrazioni, il mio è un consiglio da poco, non sfogarle mai su qualsiasi blog, te lo dice uno che negli anni 80 ha visto Cicciolina al ERREGIBI di san secondo.

  14. Twickers scrive:

    Come si permette questo di fare osservazioni su quanto detto da Biagi, uno che ci mette 100% sempre e communque! Un Presidente con le palle dovrebbe dire “era ora che si facesse chiarezza Biagi ha fatto bene!” Non ‘sti commenti da improvvisato!

  15. delipe scrive:

    Buonasera,
    Carlo Canna ha rinnovato il contratto per altri due anni con le Zebre.
    Bravo Carlo e grazie !
    Adesso onore in campo e io sarò sempre li ad applaudire con il mio abbonamento per altri due anni.
    Cordialità

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