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Zebre Rugby, Biagi e quel pericolosissimo navigare a vista

Parole nette del capitano ducale. Calvisano sta alla porta, ma il trasloco sarebbe un'altra sconfitta
zebre rugby cittadella parma

ph. Sebastiano Pessina

Acque agitate in casa Zebre Rugby. Se dentro il campo le cose vanno male con una sola vittoria stagionale, quella di Edimburgo in Pro12, la situazione fuori dal rettangolo verde sembra altrettanto difficile. E dal Corriere dello Sport arrivano nuove spie di un momento davvero complicato, che potrebbe portare ad un punto di non ritorno.

 

 

Capitan Biagi: si vive alla giornata

Dopo episodi di ritardo nel pagamento degli stipendi (lamentato in un caso anche pubblicamente) e varie problematiche di tipo logistico/burocratico di cui già abbiamo parlato, la situazione sembra sempre più difficile. Soprattutto dal punto di vista economico, tanto che, come si legge, prima di Natale vi sarebbe stata una cena tra i giocatori e il Presidente Gavazzi, che ha garantito il pagamento degli stipendi fino a fine stagione. Assente l’attuale dirigenza dei privati, che sarebbe in fase di scollamento con la FIR e con staff tecnico e giocatori. Questi ultimi, riporta il quotidiano, “nelle strutture sanitarie convenzionate […] fanno cure ed esami solo pagando di tasca propria” e la squadra, attesa da un doppio impegno irlandese consecutivo contro Leinster e Connacht, rientrerà in Italia senza fermarsi nell’isola verde a preparare l’incontro di Galway (dovrebbe dormire all’estero dal 6 al 14 gennaio, il ritorno a casa è più che giustificato).
Quando le Zebre erano una franchigia federale le cose funzionavano – ha dichiarato capitan Biagi al Corriere dello Sport - […] Hanno fatto di tutto per privatizzarle e creato solo confusione […] Se dopo quattro anni si riparla di trasferimento, vuole dire che qui non si è seminato nulla e si continua a vivere alla giornata“.

 

 

Calvisano sta alla porta

Già, l’ipotesi trasferimento. “E’ vero che a Parma ci sono problemi, e tanti”, aveva dichiarato nei giorni scorsi a Il Giorno il Presidente di Calvisano Alessandro Vaccari. Indicando in Calvisano la sede “naturale, scontata in un certo senso […] la nostra disponibilità è chiara e nota” in caso di trasloco dalla Cittadella di Parma. Che ad oggi è una delle migliori strutture in Italia, forse la più bella, sicuramente tra le più attrezzate e non solo dal punto di vista sportivo (sala conferenze, uffici, area hospitality). Non destinarla ad una franchigia di Pro12 o peggio lasciarla, sarebbe già di per sé una terribile sconfitta.

 

 

Un trasloco, ma con quali giocatori?

Ma in ogni caso, ripetiamo ancora una volta che di concreto non c’è nulla, né a Calvisano (“Non ci sono stati contatti in questo senso”, parola di Vaccari) né tanto meno a Roma, ipotesi rilanciata Oltralpe con destinazione Flaminio ma che ancora non ha fondamento (a proposito, come riportato dall’ANSA il Comune di Roma parteciperà al bando della Getty Foundation “Keeping it Modern”, che mette in palio 95.000 Euro da destinare all’elaborazione e all’analisi delle proposte di recupero di impianti in disuso). E soprattutto, la domanda più naturale è con quali giocatori si può pensare di affrontare un nuovo trasferimento? Dopo la fine dell’esperienza Aironi in tanti hanno scelto la strada dell’estero e a fine stagione scadono alcuni contratti dei ducali (due nomi su tutti, Biagi e Canna. “Senza certezze immediate, sarà difficile trattenere i giocatori”, sempre il seconda linea al Corriere dello Sport).

 

 

Verso un modello scozzese?

Se davvero le cose andavano meglio sotto una gestione completamente federale (premesso che il contributo FIR è vitale per entrambe le franchigie) come dichiarato da capitan Biagi, il trauma minore potrebbe essere quello di dichiarare conclusa l’esperienza privata e rientrare completamente in ambito federale, avvicinandosi per certi versi ad un’impostazione di tipo scozzese (con tutti i distinguo e le differenze del caso, geografiche e di distribuzione della palla ovale nel paese). Vero che Parma ne ha viste parecchie dal punto di vista rugbistico, vero che le Zebre non hanno mai avuto forte radicamento sul territorio e trovato sponsor di un certo spessore (nonostante gli sforzi societari fatti anche nell’ampliamento dell’organigramma, in un contesto comunque difficile e lo scorso anno sportivamente parlando fagocitato dal fenomeno Parma Calcio), ma un terzo cambio di casa, per di più se di pochi chilometri, sarebbe un ulteriore colpo alla credibilità della nostra partecipazione, tanto con staff e giocatori quanto con i vari Board di Ovalia. Anche perché lo sport professionistico lo dimostra, la differenza non la fanno i chilometri o le sedi, ma le persone che guidano la macchina.

 

 

Update: a seguito delle dichiarazioni del Presidente di Calvisano Alessandro Vaccari rilasciate a Il Giorno e qui riportate, la società ha fatto pervenire ad OnRugby la seguente nota.
A seguito dell’articolo pubblicato il 3 gennaio su ILGiorno, per correttezza di informazione e a seguito di una spiacevole e provocatoria interpretazione e travisamento dei concetti, il Rugby Calvisano precisa che non intende in nessun caso interferire con il regolare svolgimento dell’attività sportiva ed amministrativa delle Zebre Rugby, Società con cui persiste da anni un solido rapporto di collaborazione e rispetto, e non ha alcun interesse a rivedere la propria posizione societaria, mantenendo il proprio focus interamente sul Campionato Italiano d’Eccellenza e sul proprio settore giovanile.”

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138 risposte a “Zebre Rugby, Biagi e quel pericolosissimo navigare a vista”

  1. edopardo scrive:

    Sarebbe davvero un peccato lasciare una struttura cosi e secondo me i cambi non porterebbero a nulla visto che qualsiasi altra società senza aiuto federale farebe fatica.
    L’unica è il modello scozzese con la federazione in primo piano,visto che il nostro movimento è cosi piccolo.

  2. fracassosandona scrive:

    la “privatizzazione” delle zebre è stata fatta nei modi che più o meno conosciamo, nei limiti di quello che ci è stato fatto sapere: l’attuale presidenza federale ne ha fatto più volte un vanto ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti…
    agli altri non resta che fare come il cinese, seduto sulla riva del fiume, ed aspettare…

    • zappinbo scrive:

      “l’attuale presidenza federale ne ha fatto più volte un vanto”….???? Forse parole di circostanza, é chiaro che questa privatizzazione faceva ca##ae a tutti.
      La trovo un pó poco sereno ultimamente presidente, e me ne dispiace, una voce autorevole sui fatti e non per la diecimillesima volta una frecciatina all’ Alfredo, che ormai é chiaro a tutti, é una vittima dei suoi ex-“compagni di merende” a Parma e Colorno e stanno distruggendo un patrimonio del rugby italiano ci sta, ma se uno gode per cosí poco, ok.
      Alla prossima elezione non ti voto piú

  3. cassina scrive:

    A questo punto non sarebbe meglio avere una sola franchigia federale in Pro 12 poi chiamiamola come volete zebre, cinghiali, fenicotteri, etc. a Parma non tanto perchè “Parma” ma perchè abbandonare gli impianti sarebbe un insulto ai contribuenti italiani (e per evitare un ulteriore scempio dei soldi pubblici). La franchigia avrebbe sotto il sistema accademie e TUTTE

    Po

    con collegato tutto il movimento e treviso ritorna in eccellenza con molti altri giocatori.
    Ovviamente a Parma

    • sentenza scrive:

      Ovvio che c’è già pronto il nome giusto: Bufale Calvisano.

    • narodnik scrive:

      il regno degli amici a 4 zampe ha gia’ dato,sarebbe bello chiamarli gli statali,o i federali di calvisano.parma potrebbe stare nella nostra eccellenza,sprecare la sala conferenze,uffici e area hospitality e’ un crimine e poi chi lo spiega a dondi?

    • malpensante scrive:

      L’insulto ai contribuenti (quelli di Parma che parliamo di una proprietà comunale costruita in trent’anni e passa) è stato regalare Moletolo alla FIR per trent’anni e buttare 6,5 milioni di euro di un bilancio comunale già quasi in bancarotta per ampliare senza senso uno stadio da 3000 posti, che erano già anche troppi per il rugby italiano.

  4. cassina scrive:

    sorry è partito un enter a messaggio non finito….

    TUTTE le società di eccellenza.

    Quindi: nazionale supportata da zebre/cinghiali/fenicotteri, supportata da sistema eccellenza più forte competitivo ed interessante

    ciao ciao a tutti.

    • Katmandu scrive:

      Non funziona già gli argentini han solo una franchigia e stanno iniziando a scricchiolare, almeno a livello sportivo

      • Cinghio scrive:

        Anch’io da tempo mi sono convinto dell’opinione di @cassina: avere una sola franchigia federale in pro12 che gioverebbe dei finanziamenti fatti ad entrambe le franchigie che abbiamo oggi. Quei soldi servirebbero a:

        a) costruire una rosa competitiva e numerosa (le due cose sono strettamente correlate);

        b) permettersi di intraprendere un progetto serio e che guardi veramente al futuro (di lungo termine e non finalizzato a “vivere alla giornata” come ha detto Biagi);

        c) ufficializzare il legame che c’è fra Accademia Francescato e Zebre (di fatto questo legame c’è già);

        b) intraprendere un progetto serio anche per quel che riguarda la visibilità e il marketing dell’unica squadra italiana di rugby in pro12;

        Di conseguenza Treviso potrebbe tornare a giocare in eccellenza e io farei salire l’accademia sempre in eccellenza, rinforzata dai giocatori nella rosa ma non convocati della franchigia. In questo modo si avrebbe un campionato a 12 squadre (si gioca di più e c’è più competizione, elementi che possono essere solo d’aiuto alla neo nata lega).
        Non dico che i problemi non ci sarebbero perchè paradossalmente se tutto iniziasse ad ingranare con questo nuovo assetto allora sì che ci sarebbe la necessità di una seconda franchigia (però a quel punto l’ampliamento del numero di squadre in pro12 sarebbe una conseguenza naturale del movimento e non una forzatura) ed inoltre durante i test match, il 6 nazioni ed il mondiale avremmo una squadra completamente svuotata che deve affrontare il pro 12 (questo potrebbe anche essere un vantaggio costringendo tutto il movimento a crescere per sopperire le mancanze della franchigia).
        Ad oggi però vedo questa come unica soluzione che può portare dei miglioramenti,
        Ovviamente terrei la franchigia a Parma (anch’io percepirei come un grande spreco spostare la squadra a Calvisano o qualsiasi altro posto e ricominciare tutto da capo).

        Detto ciò ho paura che questa opzione non sia nemmeno contemplata dalla federazione perché non hanno mai dato segnali in questo senso (tenere una sola franchigia), inoltre ho la sensazione che se le Zebre navigano a vista Treviso invece dà proprio l’idea di chi ha un progetto per i prossimi 4 anni (vedi l’ingaggio di Negri per la prossima stagione…) quindi dubito fortemente pensino di tornare a giocare in eccellenza.
        A meno che l’unica franchigia a rimanere sia Treviso ma qui rientra il discorso dello spreco di Parma.

      • frank scrive:

        Che gli Argentini stiano scricchiolando da quale evidenze lo hai estrapolato?

  5. gsp scrive:

    la privatizzazione delle zebre, richieste a gran voce anche qui per assurde ragioni ideologiche, era e si sapeva che sarebbe stata una cazzata. questione gestita peggio da Gavazzi. andava fatto un bando, e spero che lo si faccia questa volta. e con condizione di budget veri (almeno 4+3) e da imporre anche a Treviso.

    se poi le zebre vanno a Calvisano, benche’ la societa’ e’ vero che ha strutture, bacino e passione, competenza e fiducia nelle risorse formative italiane da meritarle, si tratterebbe di un enorme conflitto d’interesse.

    sull’intervista di Biagi, ha evidentemente ragione, ma queste critiche si sono sentite uguali anche sotto la gestione federale.

  6. Stefo scrive:

    “Anche perché lo sport professionistico lo dimostra, la differenza non la fanno i chilometri o le sedi, ma le persone che guidano la macchina.”

    Non sara’ l’esempio di Calvisano magari ma se spostandosi di sede si passa da 1500 a 10000 spettatori a partita qualcosa in termindi di disponibilita’ finanziarie cambia, se ho maggiori ritroni commercialmente sono in grado di investire di piu’ nella parte sportiva…o no?!

    Esempio scozzese…non fosse che il loro CEO ha pubblicamente detto che servono capitali privati nelle franchigie per andare avanti il vostro discorso filerebbe

    http://www.scotsman.com/sport/rugby-union/guinness-pro12/sru-boss-mark-dodson-we-can-t-afford-pro-team-inflation-1-4264242

    dove sottolineo :””Somewhere along the lines of £7m or £8m is what it costs to run a really well-financed professional rugby team for a year.”

  7. Maggicopinti scrive:

    Calvisano sede “naturale” e “scontata”. Ma questi sono matti.

  8. mauro scrive:

    E’ solo una mia sensazione quella del vivere un deja vu?
    La volta scorsa si ebbe da riconoscere al Re Sole che la magione migliore dovesse essere Parma, oggi al suo Dauphine si dovrà riconoscere che la nuova Versailles è Calvisano quella con la G.
    Fintanto che l’altra franchigia in Italia sarà vista come un orpello dinastico, potremo mai pensare ad un rugby professionistico, strutturato per competere con il resto del mondo?

  9. kinky scrive:

    La seconda franchigia secondo me deve esistere ancora …a sto punto la si deve spostare in Veneto. Pubblico assicurato e sponsor che arrivano…di sicuro in maniera più massiccia che a Parma. Io la farei a Rovigo!
    Mi dispiace ma per gli altri ma le due franchigie devono stare in Veneto.
    …e se proprio non si vuole fare la seconda in Veneto la scommessa dovrebbe ricadere a Roma ma non certo a Calvisano.

    • sentenza scrive:

      Secondo te gavazzi da il premio a zambelli, che non si possono vedere?
      Sarebbe la cosa più logica andare dove c’è più pubblico, ma la logica qui è che chi vince prende tutto, dove tutto sono i soldi federali. Finchè ce n’è.
      Quindi se la porta a casa sua unicamente a quel fine.

    • cammy scrive:

      Ma sono i fatti che ti smentiscono.. se ci fossero tutti questi soldi in veneto treviso non si troverebbe con il budget che ha e il monigo è quasi sempre mezzo vuoto.. l’unica cosa sensata sarebbe trasformare la benetton in una vera franchigia, formata dai club veneti nella quale si possano identificare i tifosi..
      Parma o Calvisano cambia poco.. sarebbe il tappabuchi x arrivare alla conclusione dei contratti con il board del pro12..

  10. Giovanni scrive:

    Intanto, da Cecina fanno sapere che la loro società gode di ottima salute, grazie…
    “vero che le Zebre non hanno mai avuto forte radicamento sul territorio e trovato sponsor di un certo spessore”.
    Veramente stiamo ancora attendendo news sull’imminente accordo con Cariparma, annunciato da Pagliarini a metà settembre, in piena campagna elettorale ultima scorsa…
    http://www.onrugby.it/2016/09/14/zebre-e-sponsor-trattativa-in-corso-con-cariparma/

  11. leo64 scrive:

    Chi è di Parma e segue il Rugby lo sapeva da questa estate. Niente soldi Niente Franchigia. Speriamo che la prossima volta prima trovino i soldi . Pensate in otto anni quanti soldi buttati. Bisognerebbe conosce i personaggi che sono passati da questa franchigia poi si capirebbero tante cose. Ci sarebbero troppe cose da dire. Comunque è veramente uno schifo.

  12. Jock scrive:

    Portare tutto a Calvisano avrebbe gran senso, rugbysticamente scrivendo, anche se l’ abbandono, della Cittadela, ove, pure, non sono mai stato, griderebbe vendetta al Cielo. Certo, la Società andrebbe rafforzata, già rispetto alla attuale situazione, a maggior ragione altri soldi andrebbero tirati fuori in previsione Pro 12. E bisogna vedere se ne hanno e ne hanno voglia. Certo, il “titolare effettivo” del Calvisano che è anche Presidente FIR che trasferisce, dalla tasca destra a quella sinistra, 4 milioni, rimane difficilmente potabile, perfino per il Bel Paese. Credo. Meglio un bando ex novo e aperto, cui pure il Benetton sottostasse, quindi, come scrive @gsp.

  13. sentenza scrive:

    Certo, è “naturale” (in italia) che il presidente federale si porti a casa sua il giocattolo e relativi contributi, Dondi docet. Evidentemente a calvisano non bastano più quelli per la fornitura giocatori.
    Sicuramente hanno già il piano vincente per portare più spettatori: prolungare la metropolitana di brescia, che già brulica di passeggeri, fino a calvisano. Almeno qualche appaltino per i costruttori locali e non ci salta fuori.

  14. leo64 scrive:

    Finalmente qualcuno che ha tirato fuori le palle bravo Biagi. Andare a Calvisano !!!!!! Ma Gavazzi è super responsabile di questo fallimento.

  15. edopardo scrive:

    Il vero peccato è che li a Parma c’è pure l’accademia nazionale collegata alla franchigia e tutta una struttura molto bella che lasciare in disuso come successo con il flaminio griderebbe vendetta,secondo me fai una franchigia federale con buoni sponsor e basta,ma a parte questo aspetto che qui sembra l’unica preoccupazione c’è da pensare ai giocatori alcuni tornati qui dal ‘estero e si ritrovano in un club sfasciato e senza futuro,già il problema delle Zebre è sempre stato il carattere e la storia che aveva che era davvero poco stimolante se in più ci mettiamo questi problemi penso che molti giocatori se ne andranno di nuovo..

  16. panda scrive:

    Continua un discorso tra sordi.

  17. davo scrive:

    purtroppo una grandissima occasione di crescita professionale per giocatori e dirigenti buttata al vento per via dell’Italica passione di darsi a martellate sui …..; gestione personale e campanilistica del tutto e tanta, ma tanta inefficienza. Con queste prospettive, un campionato nazionale sarebbe un mezzo disastro. Qualsiasi cosa si decida di fare, fatta nell’ottica della gestione che conosciamo finira’ male.
    Peccato perche’ il campionato Pro12 offre sicuramente livelli tecnici alti, si gioca contro squadre abituate ad altri livelli e credo che sarebbe poututo essere una grandissima occasione per i nostri giovani. Invece, dal caso Aironi ad oggi la gestione e la programmazione verso questo campionato ed il rapporto con i club non e’ mai stato chiaro ed a lungo termine.
    che tristezza….

  18. Rabbidaniel scrive:

    Non solo Zebre a Calvisano, ma vorrebbero pure mantenere la squadra in Eccellenza. E poi che altro? Vi dobbiamo portare l’acqua con le orecchie?

  19. Dusty scrive:

    tristezza, afflizione, amarezza, abbattimento, demoralizzazione, malinconia, mestizia, sconforto…

  20. panda scrive:

    Continua un discorso tra sordi.
    Il meglio, e tutti noi lo sappiamo, sarebbe una sola franchigia dove far arrivare ben 8 milioni di contributi federali.
    La sede dovrebbe essere un posto dove fare almeno 3-4000 presenze a partita.
    Poi gli investitori privati della sede prescelta dovrebbero garantire almeno un ulteriore 20% ( due milioni), non a parole ma con una fideiussione).
    La franchigia dovrebbe preferibilmente ingaggiare giocatori italiani o eleggibili
    ( Basta pensare che a parità di spese, fondendo i migliori delle due franchigie esistenti, si avrebbe una squadra molto più performante e anche un miglior affiatamento per la nazionale.
    Unico criterio di scelta per la sede dovrebbero essere, privati seri e interesse del pubblico.
    Non si avrebbero più problemi di budget; minori spese inutili; si avrebbero meno giocatori e meno tecnici ( quindi ci si potrebbe permettere una migliore qualità).
    La sede o le sedi private delle franchigie potrebbero concentrarsi, con i soldi dei privati spesi attualmente nelle franchigie nell’ organizzare ottime squadre per l’eccellenza.

    • Giovanni scrive:

      “La sede dovrebbe essere un posto dove fare almeno 3-4000 presenze a partita”. Isole Cayman…? :-D

      • panda scrive:

        E’ chiaro che io parlavo di cifre massime, ma penso che anche con 6 milioni federali, 1 milione privato, una media di 2000- 2500 spettatori ci sarebbero migliori risultati e prospettive.
        Se poi la franchigia, molto simile ad una nazionale, cominciasse a vincere penso che potrebbe suscitare molto più interesse di adesso.
        Si avrebbero di conseguenza più spettatori, più contatti televisivi e quindi si potrebbe avere la speranza di trovare uno sponsor valido.
        Certo è un progetto utopistico in quanto molte persone, che attualmente vivono in questi scadenti progetti, non troverebbero posto.
        Per quanto riguarda la sede penso non ci dovrebbero esserci pregiudizi.

        • Giovanni scrive:

          @panda: puoi metterla pure sulla Luna, con tanto di diretta intergalattica di SKY: il rugby italiano non può permettersi due franchigie. Questi eran già falliti due anni fa, hanno attuato un velleitario tentativo di accanimento terapeutico, con l’operazione-cordiglieri. L’unico atto sensato sarebbe restituire la licenza al board e concentrare tutti gli sforzi, economici e tecnici, sull’unica franchigia. Se poi, invece di giocare al gatto col topo, si fossero varati davvero i Dogi, non ci troveremo a dover mettere i ceri a San Web Ellis ‘che i Benetton non mollino la baracca.

    • oliver63 scrive:

      Minchia Panda, lo sai che mi hai convinto ?
      Ho anche delle idee per questa nuova franchigia …
      Nome: Dogi.
      Sede: Treviso:
      Sedi collaterali: Rovigo, Padova.

      Ci sto !!!!! :)

  21. M. scrive:

    PEr altro nell’intervista a VAccari si legge:

    “Con le Zebre eventualmente accasate nel territorio bresciano, il Rugby Calvisano continuerà a esistere e a fare attività. Non abbiamo alcuna intenzione di farci da parte”.

    Il che, a meno che non intenda dire che continuerà a fare attività a livello giovanile, significa Zebre con soldi federali a Calvisano + club che resta in vita. A questo punto che senso avrebbe? Perché non tenere le Zebre a Parma con gli stessi soldi federali?

  22. onit52 scrive:

    Le parole e le considerazioni di Biagi sulla situazione Zebre sono ,anche da fuori, del tutto condivisibili,direi perfino ovvie.
    Un augururio ai giocatori che devono affrontare in questo stato gli irlandesi ,dati al completo,con la speranza che nessuno poi si faccia male ,ma sara’ abituale mattanza.
    I meriti di tutto questo ?
    Credo che FIR e suo presidente non si possano chiamare fuori ,visto che per il passato si era vantato di questa ” sistemazione ” delle zebre ,almeno mi sembra di ricordare di avere letto,se ciò non corrispondesse mi scuso,ma essendo comproprietario di fatto con finanziamento FIR …..
    Sarebbe interessante poi sapere chi ha dato l’ avallo a questa cordata di imprenditori e chi ha valutato le loro credenziali e impegni economici nello specifico.
    Ipotetica nuova sede ,Roma priva di campo e strutture ! Vero ?
    Quindi come dice Biagi Calvisano e’ alle porte …..anche se come dice l’ attuale presidente non ci sono impegni in merito …certo se fosse cosi sarebbe l’ ennesima figura non adeguata della FIR,guarda caso rivotato da molti anche recentemente….
    Una cosa,pero’ se fosse cosi troverebbe la giusta collocazione: la nuova gradinata del campo Calvisano ,definita : tribuna solitaria!

    Quindi

  23. Hrothepert scrive:

    Mi fate tutti ridere e molti, onestamente, anche un po’ schifo, in questi anni la maggior parte di voi a sputato damigiane di veleno sulla Federazione (alcune volte a ragione, molte altre per partito preso), ma in quanti, oltre a me, a suo tempo, si sono scagliati contro la privatizzazione delle Zebre; in un contesto in cui eravamo passati da una federalizzazione, quantomeno economica, della franchigia privata, cosa vi aspettavate?
    Se perfino la munifica famiglia del Lorenzo il “Magnifico” ha tirato i remi in barca e si è affidata all’ obolo federale, cosa pretendevate da 4 “smandrappati” senza una lira???
    Ora leggo di indignazione ed addirittura di chi vorrebbe spostare anchr la seconda franchigia in Veneto, ma se non siete stati capaci di fare i Dogi ed anche Treviso va avanti con i soldi federali, dove pensate di andare???
    Io sono anni che sostengo che il professionismo in Italia (quello vero, non quello parodisticamente tragicomico dell’ Eccellenza!!!) è possibile soltanto con un sistema alla scozzese, magari riveduto e corretto, come spesso ha suggerito @Stefo, postando le dichiarazioni del CEO della SRU, il resto è soltanto…FUFFA!!!!

    • Giovanni scrive:

      @Hrot: i cordiglieri sono stati un (maldestro) tentativo fuori tempo massimo per salvare il salvabile: non sono certo stati loro la causa di un fallimento di cui già si sapeva da due anni. Adesso, pare, vorrebbero spostare la baracca qualche decina di chilometri più a nord, ma la sostanza non cambia. Non c’è spazio per due franchigie professionali in Italia, dove le metti le metti.

      • Hrothepert scrive:

        Giova, non c’ è spazio per un sistema di franchigie PRIVATE in Italia, dove le metti le metti!!!!
        Il professionismo, quello vero, se lo fai con i privati, ha bisogno di pubblico allo stadio, introiti derivanti dai diritti TV e sponsors, se gli irlandesi non hanno mai privatizzato, se gli scozzesi hanno federalizzato, se anche i gallesi hanno inserito una pesante ingerenza federale nel loro sistema, vedi contratti centralizzati, pur vivendo in contesti dove il Rugby attira molto più interesse ed investitori, cosa pensavano di fare qui, dove il Rugby, Nazionale al 6Ns esclusa, interessa a 4 gatti???
        I nodi sono arrivati al pettine ed adesso si paga il conto degli errori commessi da un movimento megalomane e presuntuoso, nella sua autoreferenzialità!!!!

        • Giovanni scrive:

          No, le due franchigie da noi non le reggi manco se interamente pubbliche. E’ il discorso della coperta corta: se investi massicciamente nel vertice, depauperi il settore sviluppo e, nel giro di pochi anni, ti ritrovi tecnicamente a terra. Se invece investi su formazione e sviluppo (la cosidetta “base”) non hai più i soldi per mantenere le due realtà professionali. Che si tratti di franchigie o club d’eccellenza, l’unica costante è che nessuno è in grado di generare reddito proprio che renda autosufficienti, a parte la Nazionale.

          • Hrothepert scrive:

            Una soluzione per avere più soldi senza depauperare formazione e sviluppo c’ è ed è ridimensionare i clubs dell’ eccellenza al loro reale livello di dilettantismo “spinto”;
            ti dicono niente i 400.000 € per la coppetta degli…”sfigati”?!?!

          • Jock scrive:

            @giovanni, non c’è mai stata alcuna alternativa logica alla federalizzazione delle due celtiche, dai, lo si sa da tempo, anche il Benetton, che pure è l’ unico che sta in piedi con le sue gambe, ha bisogno di quei soldi, eccome, per il Pro 12. Sono con te, invece, in ordine alla questione de il bilancio FIR, che è un colabrodo, per quanto il CONI abbia aumentato i contributi, da qualche parte deve esserci un documento a quel comitato indirizzato, nel quale si spiega come e qualmente si intenda ripianare. E, anche ci fossero € 8.000.000 da ridare alle due celtiche, saremmo sempre candidati a ultimo e penultimo posto in classifica.

          • Hrothepert scrive:

            Quoto sulla tua chiosa Jock, i soldi sono necessari per tirare avanti, per dotare di strutture adeguate, di tecnici preparati, di qualche straniero performante, ecc., ma da soli non possono colmare il gap che il Rugby italiano ha nei confronti di quello delle tre vere celtiche.

          • Giovanni scrive:

            “ridimensionare i clubs dell’ eccellenza al loro reale livello di dilettantismo “spinto””
            Davvero credi che basti “ridimensionare” l’Eccellenza per risolvere i problemi del rugby italiano: a parte che oltre il già attuale livello di ridimensionamento rimane solo la morte, ma poi chi metteresti in campo in Pro12 tra due o tre anni?? O credi seriamente che bastino le accademie federali a fornire i giocatori per due franchigie celtiche?!

          • Giovanni scrive:

            @Jock: non parlavo mica di privatizzazione totale, ma sempre di una compartecipazione pubblico-privato. L’idea che la FIR possa spendere 8ml (come minimo!) all’anno, per avere due realtà che le prendono in casa da cani&porci e che senza giocatori dal domestic non mettono in campo manco una juniores, è semplicemente impensabile.

          • Jock scrive:

            @hroth, è come scrivi, siamo e rimaniamo indietro di un bel po’, mentre gli altri collegavano Provincie e Club alle accademie e si club minori, preparandosi e organizzandosi per il professionismo, noi ci guardavamo l’ ombelico e ci dicevamo che eravamo tanto bravi. Basta ricordarsi di come era messa l’ Irlanda otto o dieci anni fa e di come sono organizzati, adesso, i loro quattro partecipanti. @giovanni, è lunga la strada per Tipperary.

          • Hrothepert scrive:

            Ok, Giova, allora mi va bene anche una sola franchigia, ma completamente federale, cui dare la somma dei soldi che primadavi alle altre 2, da chiamare gli “Italici” e da far giocare al Flaminio!!!

          • Jock scrive:

            @ Giovanni, amico mio: che privati? Chi caccia soldi in una società di rugby, oggi, e anche prima? Sono buttati, @giovanni. Un investimento che non tornerà mai e poi mai. Tra le tante ragioni, chi porterà via spazi e visibilità al calcio? Escluso Benetton, che ha già la sua, e fino a che ne ha voglia, giusto due persone, finora, Gavazzi che ha un azienda profittevole e ordinata, Zambelli, che è proprietario di una che lo è ancora di più, una vera cassa continua. Ma si è stufato, rimangono bori buttati all’ aria.

          • Hrothepert scrive:

            Vedi @Jock, la differenza; a parte i diversi numero di praticanti, interesse generale, radicazione nella società e possibilità economiche che ciò comporta; sta nel fatto che in Irlanda, come in Scozia, c’ è una federazione che decide per il bene del movimento ed in particolare del suo vertice, che è la squadra nazionale, e tutti si adeguano, allineati e coperti, a ciò che viene deciso; qui la federazione (ci sia chi ci sia ai suoi vertici, veneti, non veneti, lombardi, romani, abruzzesi ecc., il risultato non cambia.) non è altro che l’ espressione di cordate che perseguono interessi particolari, eternamente in lotta tra di loro ed il bello è che ogni tanto si ritorna a parlare di istituire una lega dei clubs,la FIR, nei, fatti è già una lega, magari spaccata al suo interno, dove si perseguono gli interessi dei clubs!!!!!

          • Hrothepert scrive:

            Dimmi Giovanni, ferme restando le differenze numeriche di praticanti e di qualità, ti risulta che i campionati domestici irlandese, scozzese e gallese siano professionistici o semipro?
            Da loro, da dove escono i giocatori che, nel tempo, vanno a rimpiazzare quelli che li hanno preceduti?

          • Giovanni scrive:

            @Hrot: ti rispondo che quattro anni fa ero a Galway ed andai allo Sportsground: si stava disputando la semifinale Connacht-Leinster del campionato under18 e c’erano non meno di 300 spettatori in tribuna, il 70% dei quali provenienti da Dublino! Da noi 300 non li si metton assieme in una buona fetta di partite dell’Eccellenza! Secondo te i 20ml di sterline di BT alla SRU cosa sono se non un atto di fede, oltre che d’investimento, verso chi ha una tradizione (leggasi capacità e conoscenze) che noi non ci sogniamo manco col canocchiale?
            Ora, lungi da me sostenere che la FIR debba dare soldi a pioggia ai club, anzi sulla terza coppa ne ho spesso dette di cotte&crude, ma bisogna essere realisti e spiegare come si possa spendere ogni anno 10ml di euro a fondo perduto ed autoprodursi giocatori professionisti che a 20 anni hanno giocato solo tra di loro, cresciuti nelle mani di tecnici che non hanno la preparazione adeguata per formarli e lanciarli, dall’oggi al domani, nelle fauci di irlandesi, gallesi e scozzesi che già ora fanno regolarmente a pezzi i nostri più esperti e migliori giocatori che abbiamo?
            E’ chiaro che adesso stanno venendo i nodi al pettine di una situazione male impostata 6-7 anni fa e peggio gestita nel seguito. Ma questa è la realtà dei fatti: soldi non ce ne sono più (e non credo che si possa andare avanti per molto con gli aumenti di stanziamenti CONI a fronte di risultati a dir poco deludenti, le altre federazione già adesso mugugnano) e la filiera produce meno, sia come quantità che come qualità, rispetto a quanto si sarebbe dovuto cominciare a fare da 10 anni almeno. Ma abbiamo preferito affidarci agli “insostituibili” ed ai mandarini, avendo la presunzione di rispedire indietro neozelandesi o confinare in un cantuccio i pochissimi che hanno dimostrato di valere (Munari, Cuttitta…).
            Certo, non son mica orbo, lo vedo anch’io che presidenti e FIR litigano in pubblico e si fanno l’occhiolino in privato (da ultimi Zambelli-Gavazzi e, in precedenza, Benetton-Gavazzi all’epoca del famoso comunicato di abbandono da parte di Treviso). Per questo due anni fa parlai di commissariamento: un modo come un altro per ribaltare la logica dello “io rimango finchè tu mi mantieni”; comodo così: prima tu porti risultati, poi io ti finanzio. E non vale solo per le società ed i dirigenti, ma anche per tutta quella schiera di “insostituibili” che occupano cariche e carichette a livello nazionale, regionale e locale.

        • Hrothepert scrive:

          @Giova, sono poche le federazioni che possono mugugnare, giusto, penso, basket e volley, perchè le altre, è vero che prendono meno dal CONI, ma, avendo la maggior parte degli atleti che fanno parte dei centri sportivi militari e della Polizia di Stato, vengono pagati da altri enti, in ultimo dai contribuenti.

          • Giovanni scrive:

            E perchè noi non abbiamo le FFOO…?
            Il basket è in crisi nera, ma il volley qualche risultato lo porta. Senza dimenticare gli sport olimpici minori che premono ed avranno il loro peso politico (tra qualche mese ci son le elezioni della presidenza CONI). Se manco in ambito olimpico si riuscirà a portare il Seven ad esser minimamente competitivo, diventerà sempre più complicato difendere certe posizioni acquisite.

          • Hrothepert scrive:

            Gli sport olimpici “minori”, senza i gruppi sportivi militari vanno a gambe all’ aria in un amen!!!!

          • Giovanni scrive:

            D’accordo, ma alle olimpiadi ci vanno e spesso ci tornano pure con qualche medaglia al collo. I nostri, oltre a costare un botto ogni anno con le franchigie ed ottenere imbarcate a destra e manca, ai giochi manco ci vanno, fatti fuori da Germania e Spagna sia con la maschile che con la femminile. In sede politica anche cose del genere hanno la loro valenza. O pensi si possa andare avanti raccontando soltanto dei 60mila dell’Olimpico e dei valori del rugby?

    • Katmandu scrive:

      Quoto su tutta la linea

    • kinky scrive:

      Hrotperth, infatti io non parlavo di franchigia privata ma fare un misto come dovrebbe essere adesso alle Zebre. ….e fidati che a Rovigo (so che è impossibile comuqnue) se facessero una franchigia, che si gioca la Celtic che disputa pure la Champions e che soprattuto scendono con i colori rossoblu in campo sono arcisicuro che lo stadio sarebbe perennemente pieno e privatamente 1,5/2,0 mio arriverebbero come minimo…certo il resto lo deve tirare fuori la Federazione.
      …e pensa che sono Padovano!

      • Hrothepert scrive:

        Kinky, se i soldi li deve mettere comunque la FIR, che tu la franchigia piazzi a Rovigo o a Lampedusa, cambia poco!!!!

        • kinky scrive:

          non è vero: chiaro che i soldi li devono mettere (e parecchi pure) la federazione a sto punto lo faccio nell’ambiente dove comunque riescono a portarne a casa più che dalle altre parti in più fai sempre lo stadio pieno con tutti i benefici che ne conseguono. ….e ogni tanto possono prestargli pure l’Euganeo a Padova se vogliono!

        • oliver63 scrive:

          Il tema della franchigia unica era un pò il cavallo elettorale di Innocenti alle elezioni, e abbiamo visto come è finita …
          Vai a vedere che aveva ragione: una sola franchigia con 8 milioni di euro può giocare anche in Top14 o nella Premiership, pur tenendo conto che va posto un limite al tesseramento di giocatori stranieri, perchè devi continuare a giocare con Canna e Allen, non puoi ingaggiare Carter …
          Relativamente al luogo, non è indifferente Rovigo o Lampedusa, deve essere un luogo in grado di garantire passione, sostegno, radicamento, tradizione, partecipazione, tifo … Poi possono anche organizzarsi per venire da tutta Italia, se gli interessa …

          • Hrothepert scrive:

            Lo vedete che continuate a portare avanti i vostri interessi particolari?! Appunto, siccome, se gli interessa, possono andarci da tutte le parti, la fai giocare a Roma, che volenti o nolenti, è la capitale d’ Italia, nonchè la sede dove la Nazionale disputa gli incontri del 6Ns, acquisti il Flaminio, lo ristrutturi e ci fai giocare sia la Nazionale che la franchigia (e te lo dice uno che ad andare a Parma ci mette un paio d’ ore, a Milano 3, mentre a Roma più di 4!!).
            Intanto alla maggioranza di voi veneti interessano di più i vostri derbies “pseudoparrocchiali” che il Pro12!!!!

          • kinky scrive:

            quindi tutta la tua polemica si riduce a “voi veneti”??? sei poca cosa allora e fin troppo prevenuto!

          • Hrothepert scrive:

            Sono io che sono prevenuto o è presuntuosamente arrogante chi dice che un’ unica franchigia fedrale, quindi che rappresenterebbe tutto il movimento, dovrebbe per forza avere base in Veneto?

          • oliver63 scrive:

            @hroth: io vivo a due ore da roma e a tre dal veneto …
            il punto critico del tuo “piano industriale” è che per acquistare e ristrutturare il Flaminio ti ci vogliono anni, sempre che sia fattibile …
            in Veneto hai già tutti quegli elementi lì pronti, comprese le strutture ovviamente …
            comunque fatela giocare dove vi pare, basta che ci sita tutta quella roba lì …

          • Jock scrive:

            Mi spiace, mi scuso, ma sto con @hrothepert: da una parte gli attriti a Nord Ovest nel raggio di trenta kilometri, dall’ altra Calvisano contro il Nord Est, dall’ altra Il Nord Est che si sente unto dal Signore e tratta tutti da parvenue, Treviso in testa. La squadra che portò nel cuore, da sempre, peraltro. Delle bili in tribuna, già raccontato. Appena si parla de “I Dogi”, che sarebbero la soluzione, tutti contro tutti e nessuno che tira fora i schei. Liberi tutti. Possibile, per converso e per onestà, che non si possa utilizzare un bacino e competenze e organizzazione, come non ce ne è altrove che qui, per unire un movimento, per farlo crescere su tutto il territorio, per allargarlo, per svilupparlo, radicarlo, costruirlo?

          • kinky scrive:

            Ci mancherebbe ognuno ha le proprie idee….anzi mi scuso con Hrotperth per avergli detto sei poca cosa!

  24. Meridion scrive:

    bah ma tentare in una grande città? Milano / Roma ? Comunque tutta la faccenda pro 12 è l’emblema del professionismo italiano, Avevamo tre ”brand” che gli appassionati ricordavano a mò di leggenda, Con una storia forte e vittorie non da poco contro Barbarians, All Kiwies e u21 New Zeland, specialmente per i Dogi secondo me poteva nascere un qualcosa in stile Munster….invece italian style…. due franchige che sono due club, uno con storia gloriosa e giù il cappello ma non certo una rappresentanza del Veneto anche perchè li sembrano tutti più entusiasti nell’articolare la bestemmia più colorita invece di far qualcosa di costruttivo… altra è la squadra del presidente federale che a quanto vedo dovrebbe giocare nel luogo di nascita di sua maestà….Tutto questo i club d’eccellenza stentano a Sud manco la nazionale ci và e I Lupi stanno sui monti….Buon rugby a tutti, quello vero almeno pane e salame non ce lo leva nessuno! Scusate lo sfogo….

  25. Katmandu scrive:

    Un augurio va agli a tutti e a chi deve percepire dei soldi che probabilmente non avrà più.
    Per il resto son convinto o due franchigie o un piano serio di valorizzazione del campionato nazionale. Ma siccome le società eccellenti han dimostrato di non saper gestire la cosa……..

  26. narodnik scrive:

    quando si parla della federazione il numero dei forcaioli aumenta a palla,volano giavellotti da una sponda all’altra,come al solito non manca chi lo sapeva gia’,chi ha la soluzione,chi fa il giustiziere,mah,forse la vera questione e’ come convincere malago’ e co ad accettare una sede che non sia roma,dove c’e’ un bel po di appalti da piazzare,un altro problema serio e’ vedere se i contributi resteranno gli stessi per tutte e due le ipotetiche franchigie,non credo sara’ cosi’ perche’ significherebbe il falimento pure dei federali di calvisano,a menoche’ non salti fuori un imprenditore che mette milioni su questa squadra ma diciamolo sinceramente cosi’ pazzi in giro non ce ne sono e se si continuasse cosi’ anche coi cnotributi la fir va verso il commissariamento o diminuiscono le spese per le celtiche o il rosso di bilancio continuwera’ a precipitare a picco.a proposito chi si dice convinto che treviso fara’ la celtica perche’ ha ingaggiato un giocatore della terza divisione inglese e’ persona di buone speranze.per me il problema vero,come gia’ dissi da altre parti non e’ la posizione geografica della franchigia ma il fatto che ce ne sia una sola e con garanzie vere,se(io non credo ma non si sa mai)c’e’ qualche imprenditore serio che mette almeno 4 milioni all anno a calvisano va bene cosi’,con un investimento di 6-8 milioni da parte della fir si andrebbe sicuramente meglio in pro12,ammesso che questo sia veramente utile,continuare a tenere in piedi due squadre che lottano nei derby per non arrivare ultime e’ imbarazzante indipendetemente da dove sia la loro sede e a chi faccia piacere,se il gavassi ha il potere di uscire da questa situazione di enpasse spostandoli a galvisano ben venga.

  27. boh scrive:

    El merendeeeeroooo le lu le la le la le la che l’aspettava………..che aspettava el Miguel…Miguel son semper mi.

  28. frank scrive:

    Peccato per sentenza aveva un bel nick.

  29. Dusty scrive:

    Melegari, chissà cosa penserà di tutto questo? Ma forse manco segue più le cose del rugby tanto lo hanno deluso

  30. Mr Ian scrive:

    La tifoseria del Viadana si starà sbellicando dal ridere….è vero che la storia si ripete sempre, non è bastato perdere la faccia con gli Aironi, lo rifacciamo anche con le Zebre…evviva l ottimismo, chissà cosa ne pensa O’Shea di tutto questo…

    • Airone valle Olona scrive:

      In effetti…da tifoso di Viadana più che sbellicarmi dal ridere mi viene da piangere…pensare che sarebbe bastato molto ma molto meno di quello sperperato in questi anni per tenere in vita gli Aironi.
      Detto questo per le Zebre nel senso di giocatori staff e simpatizzanti/tifosi mi dispiace veramente tanto…

  31. Mr Ian scrive:

    Sempre per rimanere in tema di finanziamenti privati…è di oggi la notizia che la WRU non sosterrà più i Dragons se questi non troveranno a breve investitori che li possano sostenere

  32. fracassosandona scrive:

    Ho finito i pop corn.
    Voto: OO

  33. Mr Ian scrive:

    Mi ero perso l update….che dire, puntualizzazione assolutamente immotivata e priva di fondamento. Perchè il Calvisano, come tutte le altre società d Italia, non ha nessun diritto o dovere di interferire con quello che sarà il destino delle Zebre, almeno che non hai il presidente federale in casa..
    che poi mica l ho detto io che Calvisano sarebbe la naturale casa futura della franchigia

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