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Rugby amarcord: quel filo rosso tra Irlanda e Italia

La prima Home Union a concedere il cap fu anche la prima sconfitta in casa...
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ph. Brandon Malone/Action Images

C’è un doppio filo che lega il destino della Nazionale italiana di rugby a quella dell’Irlanda. Un legame che ha a che fare con l’ingresso degli Azzurri nei piani più alti di Ovalia e che inizia il 31 dicembre 1988. Per la sfida di quel giorno infatti, che si giocò al Lansdowne Road di Dublino, la federazione irlandese concesse alla nostra squadra il cap ufficiale: quel match era il primo “full international” tra una Home Union e l’Italia. Per la cronaca, i verdi si imposero con il punteggio di 31-15 grazie alla marcatura di Aherne e alle doppiette di Crossan e Matthews, mentre gli Azzurri andarono a referto con la meta di Massimo Brunello (attuale coach di Calvisano, quel giorno all’esordio internazionale) e il piede di Troiani.

 

Nove anni più tardi, stesso posto, stesse squadre. Ma risultato diverso. Bellissimo. Storico. Dopo essere stata la prima Home Union a concedere il cap ufficiale all’Italia, l’Irlanda è anche la prima Home Union a cadere in casa contro gli Azzurri. E’ il 4 gennaio 1997 e sempre a Lansdowne Road l’Italia si impone 37-29. I padroni di casa, guidati da Keith Wood e che ad estremo schierano Conor O’Shea, restano attaccati al match con il piede di Paul Burke, autore di otto calci di punizione. Ma a nulla servono contro le mete di Massimo Cuttitta, Dominguez e la doppietta di Vaccari (2). Quel giorno faceva il suo esordio con l’Italia a numero 12 Cristian Stoica, uno dei centri più forti a cavallo degli anni Novanta e Duemila della nostra nazionale di rugby.

 

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