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Rugby World Cup 2027, FIR e CONI lasciano le porte aperte

L'eventuale candidatura italiana è comunque legata a quella per le Olimpiadi dell'anno successivo
rugby world cup

ph. Sebastiano Pessina

“Il sogno di candidarsi alla Coppa del Mondo 2027 lo tengo. Ne parlavo con Magalò (Presidente del CONI, ndr) e anche lui pensa di potersi candidare alle Olimpiadi 2028″. Con questa frase pronunciata ai microfoni di The Rugby Channel a margine della conferenza stampa di presentazione dei Test Match autunnali 2016, il Presidente della FIR Alfredo Gavazzi ha confermato l’intenzione di voler provare a portare in Italia la Rugby World Cup, dopo che la corsa per l’edizione 2023 si è interrotta per il no alle Olimpiadi 2024 dell’anno successivo. Anche in questo caso un’eventuale candidatura è legata a quella per i Giochi Estivi del 2028. “Per il 2023 siamo stati condizionati dal discorso Olimpiadi. Avevamo scelto gli stessi stadi ed era un’ottima sinergia per il rinnovamento degli impianti. A traino abbiamo poi dovuto rinunciare”, ha concluso il numero uno FIR.

 

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17 risposte a “Rugby World Cup 2027, FIR e CONI lasciano le porte aperte”

  1. nones scrive:

    C’è qualcuno che gentilmente mi può spiegare perché devono sempre ragionare alla doppia candidatura?? Perché semplicemente non riesco ancora a capire perché non sono andati avanti con la candidatura dei mondiali 2023

    • Hrothepert scrive:

      @nones, penso sia per una questione economica, un conto è spendere un tot per un evento, che, anche se è il terzo più grande, dopo Olimpiadi e FIFA World Cup, in Italia se lo “filano” 4 gatti, un altro è per le Olimpiadi, che ti garantiscono le coperture economiche per i lavori di adeguamento infrastrutturali degli impianti.

      • narodnik scrive:

        garantiscono le coperture economiche agli organizzatori,pero’ tutto cio’ si trasforma in ulteriori tasse manovre fiscali finanziarie di fine anno per tutti,e’ vero che e’ un evento che non deve produrre ricchezza al netto ma manco deve gravare su un paese gia’ distrutto dalle tasse,qualcuno la dovra’ pur fare,non penso che in italia sia il caso..

    • ginomonza scrive:

      c’ è il contributo CIO che da un bel pacchetto di soldi per gli impianti.
      selezionando gli stessi stadi del calcio si ha un vantaggio mica da ridere

  2. QUEO MAGRO scrive:

    Perché Gavazzi mi sembra sempre ubriaco quando parla?

  3. gattonero scrive:

    non per essere pessimista,non eravamo pronti per i mondiali 2023 e non lo saremo per il 2027…
    mi sarei appoggiato alla candidatura francese per ospitare qualche partita, non un intero mondiale…

  4. Jock scrive:

    Magalò, anzi Megalò, lo chiamava Susanna Agnelli.

  5. Giovanni scrive:

    Usciti dalla porta, provano a rientrare dalla finestra? Comunque, per la legge dei grandi numeri, prima o poi ‘sta benedetta Olimpiade riusciranno ad averla: è solo dal 1991 (memento Mediolanum?) che ci provano. L’unico rimpianto è che il preside potrebbe non esser della partita tra 10 anni, a meno che quella famosa modifichina al codicillo… ;-)

  6. Ovale1985 scrive:

    Ma basta con questa pagliacciata tutte le volte si fanno grandi proclami poi non si combina mai niente

  7. frank scrive:

    mal ti ho pensato un po’

  8. tunga scrive:

    Sono stato ipertesti co con la raggi che pur avevo votato. Ora devo pensar male. Intanto xche è difficile che l i olimpiadi possano passare per l Italia x i prossimi hanni ma considerando che il comitato organizzatore aveva già speso oltre 19 milioni per cominciare la corsa ….tutto mi fa pensare che l idea sia di tenere in piedi questo comitato di lapidazione e in affari con i più grandi palazzinari della capitale. Vedi Caltagirone. Ora si che c è puzza di bruciato

  9. sentenza scrive:

    Non c’è problema. le olimpiadi nel 2028 non ci saranno più. Non con questa formula comunque. Già discutono di spacchettarle in più sedi.

    • malpensante scrive:

      Con la figura di merda che abbiamo appena fatto, l’unica possibilità per chiederle di nuovo è che appunto non siano più “cittadine” ma possano diventare nazionali. E poi, e poi. Vallo a spiegare all’estero che da noi esiste una continuità amministrativa e che si possa prendere impegni al di là del prossimo week end come in tutto il resto del mondo civile e non belligerante.

      • sentenza scrive:

        Non solo nazionali ma anche internazionali. Finirà probabilmente con una sede per ogni sport, e non è neanche detto che sia in contemporanea. Facile che nell’anno “olimpico” facciano in vari posti dei mondiali di ogni sport “valevoli per il titolo olimpico”.

  10. tunga scrive:

    ops scusate ma il telefonino mi ha fatto brutti scherzi.
    il concetto era che sono stato un sostenitore dei 5 stelle ma in disaccordo sulle olimpiadi che a mio parere andavano fatte cercando di controllare e ripulire appalti e accordi.
    Ma così è andata.
    Ora però ci riprovano.
    a parte che se quelle del 2024 andranno ad una eureopea difficilmente bisseranno 4 anni dopo.
    Ma il concetto più importante è che il comitato organizzatore ha speso oltre 10 milioni di euro solo per promuovere la candidatura.
    Si vede allora che il piacere di spendere soldi pubblici a prescindere è diventata una consuetudine ma non solo.
    Tenere in piedi le promesse fatti ai grandi potenti di roma, vedi Caltagirone e soci, diventa a mio parere il motivo dominante di questa possibile nuova corsa..
    Così forse è un po’ più chiaro.

    • malpensante scrive:

      A Roma ci portano più neanche le corse delle pantegane, tranquilli. E fosse per me, ci andrebbero neanche più i soldi che sborsiamo per “Roma Capitale”. Non vedo perché dobbiamo pagare tutti per le buche, gli autobus, i frigo e la spazzatura nelle strade, l’amico delle discariche e degli inceneritori mai costruiti, se “non se la sentono” di rappresentare al meglio il Paese. Pagassero i loro servizi e il resto come fanno gli altri 60 milioni di Italiani con i rispettivi Comuni, e siamo contenti tutti. E i soldi li trovassero col crowdfunding sull’arrrete anziché con i mutui, se per amministrare non vogliono “far debiti”.

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