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Comitato Veneto e dei Midi-Pyrenées: il rugby femminile guarda al futuro

Terza puntata dello speciale dedicato allo sviluppo del rugby femminile in Francia

3- CRV

Dopo aver incontrato Sylvie Bros nel suo ufficio la ritrovo sul campo mentre dirige un allenamento congiunto tra le ragazze del Pole Espoir Toulouse e quelle del comitato Veneto. Stanno facendo un lavoro di coordinazione e velocità tra cerchi, conetti e ostacoli: le prime non sono quasi sudate le seconde hanno il fiatone. È così quando ci si confronta con le migliori.
Franco Tessari, consigliere del comitato veneto (CRV), mi spiega che nel 1994 la FIR ha individuato nel CRV il partner per un’esperienza annuale con quello dei Midi-Pyrenées. Il protocollo firmato ha riguardato per 20 anni solo i ragazzi e da due anni il CRV ha deciso di inserire l’Under 17 femminile. “Da qui – continua Tessari – sono passati i fratelli Bergamasco, Minto e tanti altri. Negli anni la disparità del livello di gioco tra i Dogi e le selezioni transalpine si è ridotto enormemente: in quest’ottica si è deciso di allargare l’esperienza alle ragazze”.    

 

L’U17 femminile è accompagnata dal tecnico regionale Diego Scaglia e dal tecnico dell’area femminile Aldo Aceto che in tandem stanno lavorando per sviluppare il rugby femminile in Veneto. Il Veneto sta ai Midi-Pyrenèes come Davide sta a Golia: 270 giocatrici totali contro 1814; 50 giocatrici U16 contro 212 giocatrici Under15. Eppure Il nostro Davide con 4 club nella seria A femminile italiana è sicuramente uno dei comitati più all’avanguardia. Il concetto espresso dai due tecnici è: “confrontarsi con le migliori per migliorare”. Sylvie Bros ha affrontato, con qualche anno di anticipo, gli stessi problemi che adesso stanno incontrando Scaglia e Aceto. Me lo conferma Caterina, classe 99, giocatrice del Valsugana: “ho giocato per 4 anni con i ragazzi, poi ho dovuto smettere per due anni perché fino ai 16 non potevo giocare con le seniores”. Esattamente quello che mi aveva detto Sylvie Bros: abbandono precoce dovuto alla mancanza di competizioni dedicate alle ragazze in questa fascia d’età. Aldo Aceto mi spiega che anche in Veneto stanno lavorando per creare un’attività specifica che permetta di fare da ponte tra i 14 e i 16 anni. E i risultati cominciano a vedersi. I club stanno facendo la loro parte e stanno dando continuità al lavoro proposto. Anche per il CRV, come per il Comité Midi-Pyrenèes 15 anni fa, la piramide è rovesciata, ma lentamente la base si sta allargando.

 

Valeria, 17 anni, giocatrice del Villorba e del Casale in serie A è entusiasta di questa esperienza: “È bello vedere come potrà essere il nostro futuro. Qui le ragazze si allenano molto più di noi, ogni giorno hanno un diverso tipo di allenamento: tecnica, rinforzo muscolare, coordinazione motoria.”  Effettivamente nello spazio di un’ora e mezza mi accorgo dell’evoluzione delle “dogesse”, prima impacciate nel districarsi nel percorso tra i connetti e gli ostacoli, poi sempre più rapide e a loro agio. Le Venete hanno potuto in 4 giorni approfittare della struttura, dei tecnici e delle metodologie di allenamento del Pole Espoir Toluouse femminile dove le loro coetanee studiano e si allenano quotidianamente. E non sarà la partita persa contro la selezione dei Midi-Pyrenées a far cambiare il giudizio positivo delle ragazze su questa trasferta.

 

Quali sono le prospettive di sviluppo del rugby femminile in Veneto nei prossimi 5 anni? Risponde Diego Scaglia:” L’obiettivo ambizioso è di creare un campionato regionale femminile Under 15. Per ora siamo ancora lontani, ma la via intrapresa è quella giusta e abbiamo fatto buoni progressi”. Non è certo la motivazione che manca alle giocatrici. Aldo mi dice che Morena per quasi due anni ha fatto la spola da Trieste a Treviso per potersi allenare. L’augurio è che Aldo Aceto, Diego Scaglia e tutto il comitato Veneto, tra qualche anno, possano festeggiare una vittoria nel test match annuale contro le transalpine come è già successo, più di una volta, per i ragazzi.

 

Speciale Rugby Femminile Identità e Sviluppoparte 1, parte 2.

 

Di Alessandro Vischi
Veterinario, ex giocatore del CUS Milano e dell’ASR Milano, educatore del minirugby e arbitro. Da tre anni vive a Tolosa. Per OnRugby ha realizzato anche l’inchiesta in cinque puntate “Rugbisti italiani verso la Francia” (parte 1, parte 2, parte 3, parte 4, parte 5).

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2 risposte a “Comitato Veneto e dei Midi-Pyrenées: il rugby femminile guarda al futuro”

  1. pignatta scrive:

    A me sembra molto più interessante e ricco di spunti di tante altre notizie con ben più commenti.

  2. dinogargano scrive:

    Un lavoro molto buono , in profondità e senza tanti clamori , quello che si sta facendo qui in veneto per le giovanili in generale e in particolare per il Rugby femminile .
    Certo non si finisce in prima pagina per questo , senza tante accademie regalate in giro … nel nostro piccolo , noi a Piazzola speriamo di poter partire nel 2017 con la squadra under 14 femminile , i numeri li abbiamo , lavorando ci si arriva .
    Saluti a tutti .

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